Bergamo, 14 aprile 2012 - "Un ragazzo d'oro, sempre prodigato ad aiutare la famiglia. Questo era Piermario Morosini". Risponde con la voce rotta al telefono Mino Favini, l'uomo che da anni e anni ha sulle vigorose spalle il settore giovanile dell'Atalanta. In sottofondo si sentono le voci di ragazzini che giocano a calcio. Uno di loro era Morosini, tanti anni fa.
"So già cosa mi dovete chiedere", dice Favini. "E' una notizia orribile". Lui, un maestro di vita, ricorda come Piermario fosse un fiume in piena di voglia di vivere: "E' cresciuto all'Atalanta con me, l'ho visto giocare da piccolissimo. Era un ragazzo fantastico, che aiutava tutti. In primis la famiglia. Viveva per la sua famiglia. Eppure, che ragazzo sfortunato. I genitori persi entrambi prematuramente, il fratello e la sorella con handicap fisici. Il fratellino si è tolto la vita quando lui aveva appena 16 anni. Insomma, una vita davvero sfortunata".
Favini ricorda il Morosini calciatore ben voluto da tutti. "Lo prese l'Udinese da noi, era molto bravo. Ha avuto una bella carriera, era rispettato dai compagni. Tutti credevano in lui".
Riposa in pace, Piermario

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