martedì 6 luglio 2010

Berlusconi è troppo impegnato in un altro tipo di campagna acquisti per pensare al Milan.

Dal blog Destra di Popolo.


OFFERTO IL POSTO DI SCAJOLA SIA A BOCCHINO CHE A URSO… LA MAITRESSE LA RUSSA GLI HA PREPARATO UN ELENCO DI 12 FINIANI CONTATTABILI E IL PREMIER LI INVITA UNO A UNO A PALAZZO GRAZIOLI…CON TUTTI SI LAMENTA DELL’ANTAGONISMO CARATTERIALE DI FINI, NON CAPISCE CHE I PROBLEMI SONO POLITICI
E’ il caso di dire che talvolta l’esperienza non insegna: non gli è bastata l’inchiesta giudiziaria della Procura di Roma di un paio di anni fa, quando nella intercettazione di una telefonata con l’ex direttore di Rai fiction, Agostino Saccà, Berlusconi chiedeva di far lavorare l’attrice Evelina Manna, raccomandata da un senatore del centrosinistra che “può essermi utile per far cadere il governo Prodi”.
Pare che il premier si stia dedicando nuovamente alla campagna acquisti, non quella del Milan, che langue, ma quella dei finiani.
Lo ha rivelato lo stesso presidente della Camera un paio di giorni fa: “Silvio li chiama uno ad uno, persino quelli che l’hanno visto solo in fotografia, e gli dice: io  e te dobbiamo parlare, vienimi a trovare”.
Per stare a galla altri due anni e non presentarsi ai processi, il premier è disposto a tutto: è arrivato a offrire il ministero dello Sviluppo Economico, vedovo di Scajola, persino a Italo Bocchino e ad Adolfo Urso ( come rivela Barbara Romano su “Libero”), ricevendo un secco no da Fini, deciso ad andare avanti nel merito politico.
E allora si è fatto preparare da La Russa, versione maitresse, il book di 12 parlamentari “contattabili” e ha iniziato le audizioni, pensando di essere a una selezione del “Grande Fratello”.
I nomi sono top segret per la nota abilità del controspionaggio dei colonnelli ex-An , per questo li conosciamo: Granata, Della Vedova, Viespoli, Moffa, Di Biagio, Sbai, Barbaro, Urso, Baldassarri tra gli altri.
Lo stesso Granata gli ha spiegato le ragioni politiche del dissenso, ma il premier lo ha cercato di convincere che da parte di Fini c’è solo un antagonismo di natura caratteriale.
Stessa sorte con Della Vedova accolto con “cosa ci fa uno come te con Fini, il tuo posto sarebbe con il Pdl ortodosso”. 
“Sono un liberale e sono coerente con le mei idee, per questo sto con Fini” lo ha gelato Della Vedova.
Insomma campagna acquisti disastrosa, non solo: i cinque commissari finiani alla Commissione Giustizia, ovvero Bongiorno, Consolo, Lo Presti, Napoli e Siliquini sono sempre più incattiviti da queste mosse improvvide.
Per non parlare di Fini che a proposito delle intercettazioni apre due scenari.
Se Berlusconi non accetta le proposte di modifica si potrebbero aprire due ipotesi che per il premier sarebbero la fine.
Nel primo caso se gli emendamenti finiani passano in Commissione e l’opposizione li vota, su che testo il governo può poi chiedere il voto di fiducia? Quello della Bongiorno. E ci sarebbe da ridere.
Nel secondo caso, se si minacciasse di espulsione chi in Commissione vota contro il testo ufficiale, i 5 finiani non parteciperebbero al voto.
Poi alla Camera verrebbe chiesto il voto segreto e ci sarebbe da ridere ugualmente.
La realtà è che Berlusconi pensa di presiedere sempre un consiglio di amministrazione aziendale, composto da lecchini di corte che devono solo ratificare le sue paranoie.
Salvo rimediare una scarica di brutte figure.
Dovrebbe essere grato a Fini che sa di cosa parla, visto che lui ormai è solo il ventriloquo dei rantoli di Bossi.
La presunzione gli annebbia la vista: non tutti  i parlamentari sono sul mercato, ma vaglielo a far capire.

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