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lunedì 20 settembre 2010

DARE TEMPO AD ALLEGRI, HA ATTENUANTI

Eravamo e siamo la seconda forza del campionato quindi abbiamo l'obbligo di contendere lo Scudetto all'Inter ma non l'obbligo di vincerlo, lottare per riprendercelo sì però. Qualsiasi rendimento inferiore vedrà, com'è giusto che sia, in Allegri il primo responsabile.

Questo lo dico non perché sia un berluschino che para il culo al Grande Capo mandando alla gogna i vari allenatori ma lo dico perché la rosa è più forte di quella che aveva Leonardo e perché non si possono sempre trovare scusanti ad allenatore e giocatori dando la colpa alla dirigenza e alla proprietà. E' molto pericoloso garantir loro sempre questa sorta di impunità. Se perdi col Cesena e pareggi in casa col Catania la colpa non è di Berlusconi, questo deve essere chiaro. Allegri deve trovare il modo di sfruttare appieno il potenziale della squadra, che non è stata costruita con grande logica ed è quindi un puzzle complicato da comporre, ma non è certo inferiore a Cesena e Catania.

Detto questo 
è odioso che in giro (nel reale come nel virtuale) qualcuno chieda già la testa di Allegri o comunque lo bocci quasi senza appello. E' odioso che il grande male venga sempre e comunque visto in Pirlo e Seedorf che non giocano peggio di altri (vedasi Bonera o Abbiati). Mi dite chi cavolo doveva giocare a centrocampo ieri sera con Flamini ancora fuori per infortunio? Gattuso? Merkel? Strasser? Ma per piacere su, siamo seri. Il più presentabile della Primavera ha fatto la figura che ha fatto Oduacoso nel finale contro il Catania, cioè una figura di merda. Ne abbiamo cinque arruolabili a centrocampo (lo Jankulovski biondo fatico a contarlo): Gattuso, Ambrosini, Pirlo, Flamini, Boateng. Pensate che il Mister possa entrare nello spogliatoio e dire: "Andrea e Clarence voi due mi potete tornare utili solo nel turn over e tu Rino sei finito quindi giocheremo con Matthieu e Prince, prima riserva Ambrosini e poi forse Abate". Questi abbiamo e con questi dobbiamo giocare. Avevo già pronosticato un uso massiccio di Pirlo-Seedorf come con Ancelotti e Leonardo. Era chiaro sarebbe stato così. E sarà così per qualunque allenatore finché la proprietà non prenderà una coppia Ibra-Robinho anche lì in mezzo. Una coppia di mediani di indiscusso valore che facciano dire ai due senatori: "ok, ci facciamo da parte e andiamo a giocare da un'altra parte". Volete che si facciano da parte per Strasser o Abate? Boateng ha sfruttato ottimamente le due occasioni che gli sono capitate. Se continuerà così non farà la fine di Gourcuff e Flamini. E' il campo che parla, non il comitato, che non esiste.
Comunque Allegri non può far giocare Ibrahimovic a destra, anche se non per tutti i novanta minuti, solo perché dobbiamo sempre e comunque far giocare Ronaldinho nella sua mattonella a sinistra mantenendo il 4-3-3. Non si può nemmeno chiedere a Inzaghi di fare il Borriello apri-spazi. Deve tirare fuori i coglioni il livornese e non avere paura di quello che potrebbe dire o non dire Berlusconi se facesse fuori il Gaucho (il quale, intendiamoci, anche ieri ha fatto un assist pazzesco ma per me resta un lusso per la nostra squadra). Con Ibrahimovic-Inzaghi o rispolveri il 4-3-1-2 o ti butti su un sano 4-4-2 anti-spettacolo capelliano, con a sinistra magari Jankulovski che in mezzo forse è ancora sopportabile oppure metti Boateng largo a sinistra e Abate a destra. Tra Pirlo, Seedorf e Ronaldinho non ne farei giocare più di due ma ieri aveva l'attenuante della contemporanea assenza di Robinho e Pato, concediamogliela. Allo stesso modo non si può farsi sempre e comunque uccellare nelle ripartenze con Nesta solo contro due e Antonini che insegue da dietro i ficcanti avanti avversari. Non si può nemmeno avere un centrocampo in cui Seedorf e Boateng lasciano spessissimo Pirlo a fare il lavoro sporco d'interdizione, occupandosi più di offendere che di difendere. E l'olandese non ha più i polmoni per svolgere un compito del genere. Certo, il Mister poco può senza terzini che saltino l'uomo e crossino dal fondo così come poco può fare se l'unica vera prima punta rimasta è Inzaghi e manca il lungagnone ma deve comunque trovare il modo per far rendere la squadra per quello che è il suo valore ottenendo almeno il secondo posto. Lo ripeto, il 4-3-3 non è un obbligo. Non è un obbligo nemmeno vincere divertendo. E' un obbligo battere il Catania in casa invece. Leonardo è riuscito a ottobre a trovare la quadratura del cerchio arrivando poi terzo com'era nelle corde di quella rosa, diamo ad Allegri almeno lo stesso tempo ricordandoci che i nuovi acquisti sono arrivati venti giorni fa ed ha avuto ben pochi allenamenti per costruire la squadra. Lui l'aveva pensata con Borriello o Huntelaar, non dimentichiamocelo. 
postato da:adamos8181 

sabato 11 settembre 2010

NON SIAMO COME CI DIPINGONO

Si gioca oggi al Manuzzi di Cesena la prima trasferta della stagione per la compagine rossonera guidata dal neo-allenatore Allegri. Queste le probabili formazioni con cui gli opposti schieramenti si fronteggieranno.


Cesena (4-3-3)
: Antonioli; Ceccarelli, Von Bergen, Pellegrino, Nagatomo; Appiah, Colucci, Parolo; Schelotto, Bogdani, Giaccherini. A disposizione: Cavalieri, Petras, Benalouane, Piangerelli, Jimenez, Paonessa, Malonga. All.: FiccadentiSqualificati: nessunoIndisponibili: Caserta, Chiavarini, Budan
Milan (4-3-3): Abbiati; Bonera, Papastathopoulos, Thiago Silva, Antonini; Gattuso, Pirlo, Ambrosini; Pato, Ibrahimovic, Ronaldinho. A disposizione: Amelia, Oddo, Abate, Zambrotta, Boateng, Robinho, Inzaghi. All.: AllegriSqualificati: nessunoIndisponibili: Flamini, NestaSeedorf



Poco so del Cesena se non che è tornato in Serie A senza avere i favori del pronostico e che è riuscito a strappare un insperato pari all'Olimpico di Roma contro i giallorossi alla prima giornata. Dei suoi giocatori conosco il quarantunenne Antonioli autore di parate decisive proprio contro la sua ex-squadra, Pellegrino discreto difensore in forza precedentemente all'Atalanta, Appiah che dopo gravi problemi di salute sembra aver ritrovato la possibilità di giocare ad alti livelli, Schelotto di cui si dice un gran bene e che è stato protagonista nella nostra under-21 e infine Bogdani un centrattacco reduce da stagioni mediocri nel Chievo. Sulla carta non proprio uno squadrone ma avrà dalla sua certamente l'entusiasmo di uno stadio stracolmo (anche grazie ai tifosi rossoneri) e il classico "nulla da perdere" che tanto fa rendere le piccole squadre al di sopra delle proprie possibilità.

Noi siamo, a parer mio, inguardabili a centrocampo dove vedere ancora il trio Gattuso-Pirlo-Ambrosini mette tristezza mista a compassione ma si sa, acquistare a centrocampo è meno mediatico che farlo in attacco (che se poi Gattuso mette in panchina il neo-arrivato Boateng forse il ghanese ha fatto ad Allegri la stessa impressione che ha fatto a me); già orfani di Nesta - come si temeva e come si poteva ipotizzare - così Sokratis avrà l'occasione di dimostrare se è un colpetto di medio livello o se è in grado di essere all'altezza del fuoriclasse romano; appena discreti sulle fasce laterali con la coppia Bonera-Antonini che non fa certo sognare; forti, molto forti, in attacco dove però sono curioso di vedere chi farà la prima punta tra Ibrahimovic e Pato dato che lo svedese l'ultima volta che l'ho visto giocare lì ha fatto la figura del pilone nella semifinale Barcelona-Inter di Champions League. Probabile un ingresso a partita in corso dell'altro acquisto Robinho ma spero di non vedere il kamikazico quartetto insieme perché vorrebbe dire essere sotto con il Cesena.
postato da:adamos8181 

All'ottimo post di Adamos aggiungo: occhio ai contropiede del Cesena. Bogdani a parte ha tanta gente che negli spazi si esalta. E poi in particolare occhio a Malonga: è capace di colpi che ti possono decidere qualsiasi partita, anche entrando a partita in corso. In chiave mercato futuro e in chiave nazionale occhio anche all'oriundo argentino Schelotto, giocatore interessantissimo.

sabato 28 agosto 2010

TROPPO FACILI ENTUSIASMI E REPENTINI CAMBI D'OPINIONE

Questa è la lista di acquisti-prestiti del Milan a tre giorni dalla chiusura del mercato: non mi sembra questo gran mercato sinceramente, eppure ho letto anche commenti molto entusiastici o giù di lì. Mi va bene non partire sconfitti e non essere disfattisti, meno bene mistificare la realtà alla maniera di quel “cari giornalisti dovete sempre scrivere cose positive sulla squadra di cui vi occupate” di berlusconiana recente memoria.
C’è il solito gruppo di giovani semi-sconosciuti che il prossimo anno verranno utilizzati per fare comproprietà finalizzate ad incassare per poi poter mettere a segno colpetti di medio livello stile Sokratis; in alternativa, ben che vada, tali primaverotti saranno i futuri Oduamadi. Se va benissimo forse uno sarà da Milan in futuro e verrà ceduto a Parma o Genoa per finanziare, in parte, i colpi mediatici. E mi fa un po’ ridere che un certo Carmona Perez Adria venga pompato come lo fu l’anno scorso Zigoni, sembra che ogni giovane che prendiamo sia un futuro fenomeno nel rispettivo ruolo quando le operazioni che facciamo noi le fanno tutte le squadre, solo che per gli altri viene meno strombazzato il tutto. C’è qualche nerazzurro (che fu) più o meno promettente pagato a peso d’oro per risarcire i cuginastri del mancato riscatto di Mancini. Onesti rincalzi alla Amelia e Yepes su cui comunque non sputo sopra. Un centrocampista preso in comproprietà col Genoa reduce da una retrocessione col Portsmouth che a me pare più un Dalmat che un Seedorf 2002 in grado di cambiarci la mediana, e poi diffido sempre di questa gente che spunta al Mondiale dopo un gol pregevole. Spero di sbagliarmi.
Insomma, fin qui nulla di che, roba da sufficienza o poco più, soprattutto se si considerano i rinnovi-spalmatura ai soliti ex-giocatori e l’incapacità al capitolo cessioni con gente come Kaladze e Jankulovski ancora presente in rosa e tra l’altro ignobilmente colpevolizzata per aver firmato un contratto regolarmente proposto dalla società Milan. Una squadra da Europa League che al massimo potrebbe arrivare al quarto posto sperando che a Nesta e Pato non venga nemmeno il raffreddore.
Ma c’è l’affaire Ibrahimovic che forse giungerà a conclusione proprio oggi. Però c’è anche quel centrocampo probabile che schiereremo domani e che recita sinistramente “Ambrosini-Pirlo-Seedorf”. Potrà mai un trio del genere reggere un tridente di primedonne? Sarebbe davvero una squadra costruita avendo a cuore un progetto sportivo chiaro e preciso oppure risponderebbe, come sempre, a logiche diverse? E non rispondetemi, in maniera del tutto provinciale, che godete alla sola idea di una rete di Ibra nel derby.
A prescindere da queste logiche che ci tengono in ostaggio e cui ormai abbiamo fatto l'abitudine c’è che Ibrahimovic migliora sicuramente la squadra, specialmente in Serie A, ma l’attaccante-campione era, fra le tante necessità che aveva la rosa, non certo quella primaria. Terzini propulsivi non ne vedo, centrocampisti nuovi di livello assoluto nemmeno e la seconda punta che dia il cambio a Pato non c’è. Allora siccome i soldi ci sono perché quando hai uno come Berlusconi i soldi li hai sempre, ma non sempre c’è invece l’interesse a spenderli (e così spuntano le storielle tipo il fair play finanziario o la diversa fiscalità), li investirei diversamente dal cercare solo il colpo mediatico.
Tra il niente e lo svedese comunque meglio certamente quest’ultimo e gioirei del suo acquisto per l’immediato ma che prezzo avrà in futuro quest’operazione da trenta (o di più?) milioni di cartellino e otto milioni netti d’ingaggio per quattro anni? Che sia acquisto definitivo quest'anno o obbligo di acquisto per il prossimo anno non cambia granché. Anzi, in questo secondo caso credo che non mi stupirei se verso dicembre-gennaio cominciasse una campagna mediatica anti-Pato o anti-Silva, qualcosa si può sempre trovare per attaccare chi si vuole presentare agli occhi dei tifosi come da vendersi.
Con Ibrahimovic per Huntelaar e basta non siamo comunque competitivi per vincere, possiamo lottare per il secondo-terzo posto con Roma e Juventus salvo che Benitez non decida di ripetere spesso mirabolanti imprese come quella della finale di Supercoppa europea. L'Inter è ancora davanti a tutti ma non più così davanti. Sembra, fin qui, stia commettendo lo stesso orrore che commettemmo noi nel 2007 e l'abominio di una cessione di Balotelli con rinnovo a Milito ne è l'emblema. Il bresciano è stato più decisivo, nelle recenti vittorie nerazzurre, di quanto si voglia far credere e anche ieri avrebbe certamente dato più di Coutinho una volta entrato. In Champions League invece ci giocheremo faticosamente l’accesso agli Ottavi con Auxerre e Ajax a meno che qualcuno dei miei colleghi rossoneri non voglia voltagabbanamente parlare di un Ibrahimovic in grado di farci fare il salto di qualità in Europa.
postato da:adamos8181

sabato 24 luglio 2010

RECITE, PROPOSITI E ANOMALÌE

La conferenza stampa di Silvio Berlusconi il giorno del raduno è già stata sviscerata con dovizia di particolari e commenti, anche dagli interisti sempre così solerti e graziosi nel partecipare delle nostre sventure diffondendo il loro verbo, per cui avrei poco da aggiungere. Non ha detto nulla che mi abbia sorpreso, ormai è piuttosto prevedibile, ma la parte che più mi ha dato fastidio è stata la trasformazione momentanea (ma neanche troppo tale) in tribuna politica di un avvenimento che riguardava il Milan. Sarà sempre più difficile replicare a quelli che, una volta scoperto che sei milanista, ti chiedono ormai spessissimo: “Ah, sei milanista? Ma come fai a votare Berlusconi?”. Chiudo subito la parentesi extra-calcistica ma non sono appunto certo io ad aver usato Milanello come palcoscenico per perorare le cause dell’attuale Governo, indipendentemente dal fatto che io sia pro o contro di esso ovvero, cosa più probabile, me ne sbatta altamente le palle.

Lo show indigesto e autoritario (ma non autorevole) cui ha dato vita il proprietario del Milan è tra le altre cose, spero, l’ultima sberla in faccia a quelli del “comanda Galliani”. Quella conferenza stampa ha dato l’esatta dimensione del ruolo servile ed esecutorio del geometra di Monza, raramente cagato dal Grande Capo nelle due o tre volte in cui ha osato intromettersi nel monologo e mai chiamato in causa dalla platea di valenti e coraggiosi giornalisti scodinzolanti. Galliani esiste quando Berlusconi non c’è e deve farsi portavoce del datore di lavoro, altrimenti è quasi inutile e marcatamente superfluo. Quindi con stronzate del tipo “guerra interna” o “l’unica colpa di Berlusconi è quella di non cacciare Galliani” vediamo di darci un taglio. I rapporti di forza fra i due sono ben evidenti a tutti, per primi ai dipendenti dell’Ac Milan spa, solo gli ultimi irriducibili tifosi della proprietà si ostinano a ricamare leccaculeggianti sofismi per depistare dal vero bersaglio. Ricordatevi di questo quando vedete lo stesso Galliani che firmava i contratti d’acquisto di Nesta e Rui Costa, firmare ora i rinnovi di Oddo, Zambrotta, Onyewu, Gattuso&co. E lo ripeto, non è questione di spendere o no cinquanta o duecento milioni di euro l’anno, è questione di rispetto per noi tifosi; non è questione di sciorinare i successi passati e il numero di sponsor, è questione di finirla con la costante e stucchevole mistificazione della realtà; non è questione di essere noi piagnucolosi o viziati, è questione di avere la decenza di capire quando, tanto con le prese per il culo quanto con il ricattino della riconoscenza vita natural durante, si è andati decisamente troppo oltre.

Risolto definitivamente questo primo aspetto passo ad analizzare il secondo. In un post di circa un mesetto fa vi scrissi che il futuro ci avrebbe detto se la proprietà era intenzionata a ripianare di suo il deficit di questo esercizio lasciando per gli acquisti tutto ciò che si riusciva ad accattare durante questa finestra di mercato ovvero se essa aveva intenzione di usare il raccattato almeno a parziale riduzione del disavanzo. Ebbene, sembra che venga intrapresa la prima soluzione con una novità di cui però ho solo letto distrattamente e per cui non ho verificato l’attendibilità: ci saremmo fatti anticipare buona parte dei compensi che ci spettano per i diritti televisivi, in questo caso la proprietà non metterebbe una sega. Perché dico che sembra si sia intrapresa la prima strada? Raccattato qualcosa con Storari lo si è impiegato, in buona parte, per Papastathopoulos. Il greco è, tra l’altro, un discreto acquisto che approvo, considerando i limitati margini operativi cui la proprietà costringe la dirigenza. Resta il fatto, oggettivo, che i c.d. giovani del nuovo progetto più che essere utilizzati per dare un cambio ad alcuni elementi della prima squadra diventano merce da comproprietà per fare qualche plusvalenza, limando per quanto possibile il disavanzo del bilancio d’esercizio. Quindi, anche in questo caso, si guarda all’utilità momentanea più che al futuro dato che, se gli Zigoni o gli Oduamadi dovessero poi rivelarsi buoni (indipendentemente dal fatto che siano già via dal Milan dalla prossima stagione o no), verrebbero riscattati dal Genoa che ora come ora ha più possibilità economiche del Milan. Le difficoltà nel riprendere Paloschi e Astori da Parma e Cagliari testimoniano ciò che ho detto.

E sempre all’interno di questa cornice parsimoniosa vanno letti i rinnovi-spalmature. Da una parte consentono di non dover sostituire i “campioni” presenti in rosa fino al 2012 ora; dall’altra parte permettono di limare qualche milioncino dal disavanzo previsto nel bilancio 2010 o meglio, anche qui ci potremmo chiedere, lo limeranno o verranno reinvestiti? Se effettivamente abbiamo ottenuto un anticipo su quanto ci spetta per i diritti televisivi, l’ipotesi che vengano reinvestiti si farebbe più consistente anche se cozzerebbe con “arriva uno se parte un altro”; regoletta peraltro già disattesa con il greco, a meno che in ottica cessione di Gattuso si sia pensato di spostare Abate in mediana come suo sostituto, così l’ex-genoano prenderebbe il posto dello Jankulovski biondo.

Infine una nota su Allegri di cui ho risentito la conferenza stampa in versione integrale. È stato indubbiamente attento a non contraddire in maniera vistosa Berlusconi ma alcuni precisi concetti li ha espressi senza timore. Ronaldinho può giocare a sinistra. Ronaldinho può anche non giocare se non si allena perché col talento e basta nel calcio moderno non si va da nessuna parte. Ronaldinho sarà anche “il miglior giocatore di tutti i tempi” (cit. presidenziale) ma deve mettersi al servizio dei compagni e sacrificarsi. Non sono state parole al vento visto che il brasiliano sta recuperando una forma atletica, almeno accettabile, allenandosi da solo e senza palla. A proposito, ma siamo sicuri che questa rosa attuale possa sostenere un tipo di lavoro atletico così intenso e pesante come quello cui il tecnico livornese li sta sottoponendo? Senza contare i mugugni di chi, con Ancelotti e Leonardo, si era conquistata una certa libertà di non fare.

Non basta. Allegri ha anche fatto capire tra le righe che il terzo posto per il Milan sarebbe già un risultato positivo. Lo si intuisce dalla considerazione che fa di Leonardo, definito grande persona ma anche ottimo allenatore per quanto fatto la scorsa stagione. Parla anche di confermare i primi tre posti che è un modo soft per dire che la qualificazione diretta alla prossima Champions League è, in realtà, il vero obiettivo al di là delle mistificazioni regalate dal Grande Capo alla bellicosa platea di giornalisti. Quindi altro punto su cui, con diplomazia e garbo, boccia il pensiero presidenziale, critico e irriconoscente oltre ogni pudore e correttezza verso il tecnico precedente. E a proposito di Leonardo, ma non era il traditore che aveva lasciato il Milan perché aveva già un accordo per allenare il Brasile? Sembra che non sia andata così...

Infine Allegri risponde distaccato e menefreghista a chi gli fa notare le uscite tattiche di Berlusconi. Lui ascolterà tutti ma deciderà di testa sua perché lo pagano per questo e se verrà esonerato lo farà dopo aver cercato di metterci del suo nella squadra. Tradotto potrebbe voler dire che se Ronaldinho sarà in forma lo metterà a sinistra nel tridente giocando con Pato a destra (definito giocatore che può occupare tranquillamente anche la fascia d’attacco in barba a Berlusconi che lo vuole solo vicino alla porta); se Ronaldinho non sarà in forma giocherà col 4-3-1-2 stile ultimo Cagliari con Pirlo o Seedorf dietro le punte. E attenzione che in questo caso, vista l’abbondanza di centrali, non mi stupirei di vedere Thiago Silva provato in mediana, soprattutto se il greco dovesse rivelarsi un ottimo acquisto nel ruolo che gli è più congeniale e cioè il centrale difensivo; o anche, perché no, potrebbe tentare una difesa a tre, possibilità remota ma non da escludere a priori.

Chiudo con un pensiero a quei rossoneri che hanno annunciato, non solo qui, di augurarsi il Milan in Serie B e che, dunque, tiferanno contro per tutta la stagione: per me sono inconcepibili tanto quanto quelli che tifano contro la nazionale. Premesso che spesso motivano compiutamente la loro scelta e premesso che ognuno è libero di comportarsi come crede e quindi non do patenti di tifo, premesso tutto questo io sento già la stagione che sta per cominciare e non vedo l’ora di vedere all’opera il Milan di Allegri. Magari avrò poco tempo e non riuscirò a guardare tutte le partite ma, questo è certo, nel modo in cui potrò io sarò vicino al Milan e tiferò il Milan. So perfettamente che la squadra, così com’è, difficilmente potrà vincere qualcosa; so perfettamente quanto ci sta prendendo in giro la proprietà; so perfettamente che alcuni nostri giocatori meriterebbero due o tre calci nel culo; ma nonostante questo quando vedo quelle maglie, anche solo in allenamento, mi si accende qualcosa che mi impedisce nella maniera più assoluta di volere il male dei nostri colori. Io sto quindi con Amelia: scuciamo i trofei dalle maglie nerazzurre!


ADAMOS8181

sabato 26 giugno 2010

MONDIALE E ROSSONERI DINTORNI - DIVIDERE COLPE E RICONOSCERE MERITI (?)

Termina già, in nemmeno due settimane, il Mondiale dei campioni del mondo in carica. Finiamo ultimi, senza vittorie, nel girone sulla carta più facile di tutti. Troppo fresco il ricordo della mia più grande gioia calcistica perché io sia proprio incazzato incazzato con i Lippi, i Cannavaro e compagnia stonante; non ce la faccio proprio a far partire la raffica edulcorata e scontata di improperi. Quattro anni sono un soffio che scivola via senza imbarazzi e titubanze sulle età e gli acciacchi degli eroi di Berlino, ma sono anche un tempo abbastanza sufficiente per costruire un nuovo ciclo, allo stesso tempo alternativo e rispettoso del gruppo storico. L’errore di non lasciar continuare Donadoni a lavorare appare evidente, per questo mi risulta strano che la maggior parte punti il dito solo contro Lippi senza chiamare in causa anche chi lo ha richiamato. La proprietà sta al club come la Figc alla Nazionale, o sbaglio?
Ovviamente io non ero d’accordo con alcune convocazioni di Lippi, lo dissi; parimenti sono certo che anche quest’Italia qui potesse almeno giungere seconda nel girone, quindi l’allenatore ha sbagliato pure nello scegliere la formazione ed il sistema di gioco con gli uomini che aveva a disposizione. Non sono però così sicuro che pur portando i giocatori più citati fra gli esclusi (Cassano, Balotelli, Borriello, Ambrosini,…) avremmo fatto tanta strada in più. L’unico vero “progetto di fenomeno” è per me il numero quarantacinque nerazzurro, ma resta comunque ancora un giocatore non completamente esploso, ha ancora tutto il tempo per farlo ovviamente. Insomma che Lippi non abbia lasciato a casa fenomeni secondo me è vero, ma giocatori più in forma di quelli chiamati sicuramente; giocatori che probabilmente ci avrebbero fatto uscire con maggior onore uno o massimo due turni dopo. Avremmo difeso il titolo  più a lungo ma non avrei visto comunque una Nazionale competitiva ai massimi livelli.
Ritengo vi siano gravi lacune in difesa (portiere compreso) che nessun Bonucci, Bocchetti, Barzagli, Ranocchia o Antonini possano colmare a breve. È infatti un problema qualitativo strutturale difficilmente risolvibile nel giro d’un paio d’anni, specialmente se nessuno dei centrali che ho citato arriverà ad essere titolare in una grande squadra italiana acquisendo così una certa esperienza internazionale necessaria per affrontare manifestazioni come Europei o Mondiali. La vedo dura perché né i non utilizzati né i lasciati a casa, nel reparto difensivo, mi sembrano i Nesta e Cannavaro di un tempo, ma nemmeno un Materazzi qualunque vedo. In porta, visti i malanni di Buffon, avrei preferito non vedere (rectius scoprire) Marchetti “io-ho-tempi-di-reazione-da-mummia” e ho sentito qualcuno fra i miei conoscenti invocare Abbiati, che se però è finito sempre o quasi a fare la riserva di Dida un motivo ci sarà. Ho puntato l'indice sulla difesa perché nelle tre partite le reti le abbiamo fatte, sono tante e stupide quelle che abbiamo subito. Sicuri che una linea Maggio-Bonucci-Chiellini-Antonini con Marchetti in porta avrebbe fatto tanto meglio?
Insomma, secondo me, questa figura di merda se verrà catalogata alla voce “È solo tutta colpa di Lippi gobbo infame” genererà altre figure di merda nel 2012 e 2014; se invece verrà catalogata alla voce “Lippi ci ha messo molto del suo ma il discorso è un po’ più complesso e non è che se Prandelli chiamerà Cassano diventeremo dei fenomeni” allora potremmo forse tornare a fare qualcosa di buono in un futuro prossimo, ma non proprio vicinissimo. Avete proposte per migliorare la qualità, la ricchezza e la visibilità del parco-giocatori selezionabile da un commissario tecnico della Nazionale italiana? Vi piace la strada intrapresa dalla Germania con le naturalizzazioni? Preferireste dei vincoli sul numero di giocatori stranieri da inserire nell’undici titolare delle squadre di club? O credete semplicemente che questo sia solo un momento storico passeggero e casuale da cui si evince che venti anni fa non sono nati i Baresi o Baggio della situazione? Ovviamente accetto anche la risposta: "Questa figura di merda è solo colpa di Lippi che non ha portato Borriello, Cassano e Balotelli". Ne torneremo a parlare, se l’argomento vi interessa. Un saluto a Lippi, in ogni caso fra i tre tecnici nella storia della Nazionale italiana di calcio ad aver vinto un Mondiale. Lo ricorderò per questo, preferisco così.

Il Milan ha finalmente l’allenatore. Allegri è una buona scelta. Livornese, nato l'11 agosto come me, mi sta pure simpatico. Premesso che Leonardo l’avrei riconfermato e premesso che il nostro budget per lo stipendio di un allenatore è sul milione netto e qualcosa, Allegri era il meglio a disposizione dentro i confini del nostro target. Insomma Galli o Tassotti mi avrebbero abbastanza nauseato, così almeno mi posso fantasticare il “gusto della novità”, bisogna accontentarsi di poco in questo periodo. Penso che il tecnico toscano sia una persona intelligente e se – come sembra – la rosa rimarrà sostanzialmente quella della scorsa stagione non giocherà stile-Cagliari perché non abbiamo abbastanza uomini di corsa per farlo. Mi auguro non si cominci quindi con la solita tiritera del perché giocano i soliti noti o del perché siamo sotto-ritmo o del perché prendiamo gli stessi gol e bla bla bla bla; tenersi stretti i senatori sarà l’unico modo per galleggiare senza sprofondare. L’ultimo Ancelotti l’ha fatto fin troppo, Leonardo stava in parte esautorando qualcuno della vecchia guardia ed è stato cacciato via mentre ai suoi due silurati hanno rinnovato il contratto, fate voi e traetene le conseguenze più opportune su come si dovrà comportare Allegri per non fare la fine di un Terim o Tabarez qualsiasi. In bocca al lupo Mister!
Un’altra operazione effettuata in queste due settimane è stata quella Amelia-Storari. Anche in questo caso la premessa è d’obbligo: premesso che nulla cambia di ciò che penso della proprietà e della dirigenza del Milan (e sapete ciò che penso), questa è una buona operazione sotto il profilo economico ed una discreta operazione sotto il profilo tecnico. La plusvalenza piena di 4,5 milioni su un portiere di trentatre anni è buona anche se non è dato sapere se verrà utilizzata per coprire in parte il disavanzo 2010 o se invece sarà utilizzabile per fare mercato. Tutto dipende dalla perdita che Fininvest è disposta a ripianare e se oltre a tale perdita è disposta pure ad investire per il mercato o no. Diciamo che un’indicazione importante potrebbe essere data dal fatto che sembra, e sottolineo sembra, non vi siano cessioni importanti all’orizzonte. Quindi potrebbe accadere che tutto quello che Galliani riuscirà a ricavare in questa sessione di mercato venga reinvestito (questo potrebbe trovare riscontro nel suo “arriva un giocatore se prima ne parte un altro”), e che la perdita di esercizio venga invece ripianata dalla Casa Madre (potrebbero essere una trentina di milioni come anticipato da Ordine, ma io penso sia una stima per difetto). Se non sarà così preparatevi a veder partire anche gente importante senza arrivi eclatanti. Sotto il profilo tecnico a me Amelia è parso sempre sopravvalutato ma non avendo seguito Livorno, Genoa e Palermo con assiduità mi riservo di dargli l’occasione di smentirmi con addosso la maglia rossonera. Per cui non lo boccio in partenza. L’età, 28 anni, gioca a suo favore.
Altre operazioni sono il non riscatto di Mancini ed il rinnovo delle comproprietà di Astori e Paloschi. Sembra pure che in questi due ultimi casi sia stata già stabilità l'entità della cifra necessaria per l'acquisizione dell'altra metà (3,5 e 4,5 milioni). Dunque, Mancini, che abbiamo visto tutti la scorsa stagione (memorabile la rete sbagliata in Milan-Napoli) è un ex esterno  grassoccio e tarchiato che gioca a ritmi da spiaggia, per giunta con uno stipendio da 3,5 netti l'anno. Riscattare e tenersi una roba del genere sarebbe stato da delirio. Speriamo di non avere brutte sorprese tipo un prestito oneroso. Per quanto riguarda Paloschi ed Astori io avrei riportato entrambi a Milano: il primo non rinnovando il contratto ad Inzaghi mentre il secondo, viste le condizioni precarie di Bonera e il punto interrogativo sul trio Kaladze-Onyewu-Yepes, sarebbe stato l'alternativa più utile e, forse, più consistente.
Adamos 8181

sabato 22 maggio 2010

L'eredità di Leonardo

È un post difficile questo perché gli argomenti da affrontare sarebbero moltissimi e non ho voglia di tediarvi, so che non sopportate quando divento chilometrico, purtroppo lo sarò. L’estate comunque sarà lunga e credo piuttosto piatta per cui non temo proprio di correre il rischio di saltare qualcuno fra quei temi che più mi stanno a cuore. Cominciamo da Leonardo.

Leonardo era un dirigente del Milan, è diventato allenatore del Milan, è entrato in incompatibilità con questo Milan, è ora fuori dal Milan.


C’è da chiedersi cos’abbia spinto Leonardo a lasciare un posto da dirigente per allenare. Soldi? No perché lo stipendio è rimasto pressoché identico nel passaggio da un ruolo all’altro. Ferma volontà di affermarsi come allenatore? Non credo proprio visto che ha sempre detto che non considerava seriamente questa strada nel suo futuro. Riconoscenza verso il Milan, voglia di dare una mano in un momento di difficoltà, curiosità di mettersi comunque alla prova in vesti diverse? Può essere un insieme di questi elementi. Convinto “fraudolentemente” dall’illustrazione di un progetto elaborato a sua misura? Probabile, la sua buona fede risulta dalla storia di questa stagione. A questo punto a luglio, agosto e settembre poteva sorgere spontanea una domanda consequenziale, come in effetti è accaduto: è il classico aziendalista-traghettatore che una poltrona comunque non la vuole perdere accettando la panchina con la sicurezza in caso di fallimento di tornare ad una scrivania in via Turati ovvero è un uomo indipendente, non-servo-del-denaro, che non tornerà più indietro sui suoi passi e raggiunto l’obiettivo di aiutare degli amici (ed essere tradito dagli stessi) se ne andrà?


La risposta l’aveva già data tra ottobre e novembre durante una conferenza stampa pre-partita, la conferma l’abbiamo avuta sabato scorso: Leonardo è un uomo che ha perso la fiducia in coloro (rectius in colui) che reputava più di semplici datori di lavoro, erano appunto amici per lui, una stretta di mano, una parola data, e via. Io credo che questa fiducia abbia cominciato a venire meno già dall’estate della non-campagna acquisti, credo che qualcosa di veramente grosso ed irreparabile nel rapporto Leonardo-Berlusconi sia successo in quel G3-pagliacciata di agosto, lì il tecnico brasiliano ha presentato il primo coraggioso e perentorio conto sul banco delle mancate promesse. Quando credi nelle persone ti capita spesso di vedere le cose non per quello che sono, ma già per quello che ti hanno detto saranno. Leonardo non credeva di essere il paravento di un fantomatico Milan 5 mai partito, certamente non immaginava acquisti per cento milioni di euro ma sicuramente in Cissokho-Hernanes-Luis Fabiano, tanto per fare tre nomi, credeva. E ci credeva perché altrimenti non avrebbe accettato di calarsi in un lavoro già nuovo per lui e in più senza la possibilità di avere in mano delle risorse umane in grado almeno parzialmente di venire incontro alle sue idee. Leonardo è un uomo che capisce quale sia il limite fra un favore e un rischio troppo azzardato, un rischio non tanto per lui, poco interessato alla carriera da Mister, quanto per la squadra che ama: volere bene al Milan significa anche essere consapevoli di quale sia ex ante la mansione per mezzo della quale gli si può essere più utili. In altre parole: Leonardo non avrebbe mai accettato di passare dalla scrivania alla panchina se non gli avessero promesso i tre acquisti da lui richiesti ed un progetto almeno biennale impostato su di lui, con un reale interesse a sposare il suo credo tattico attraverso un mercato almeno accettabile e non impostato solo sul ma-vediamo-chi-c’è-a-prezzo-di-saldi-con-un-minimo-di-nomignolo-internazionale-per-fessi.


A questo punto, direte giustamente voi, Leonardo avrebbe potuto dimettersi in quel famoso G3 o comunque al 31 agosto col non-mercato. Al di là delle voci più o meno cazzare che dicono esserci state quelle dimissioni si tratta di un’argomentazione più buona a vincere qualche confronto dialettico ai limiti del raziocinio che realmente e concretamente sostenibile. Per tutti i motivi che ho infatti elencato (riconoscenza, amore per i colori rossoneri, orgoglio personale,…) Leonardo non poteva lasciare il Milan senza allenatore a due settimane dall’inizio della Serie A, non poteva e non l’ha fatto. Diciamo che lo strumento che hanno usato con lui è un po’ quello che stanno usando con noi: il “Ti abbiamo dato tanto in tredici anni ora accetta che tiriamo la corda e che ti prendiamo in giro, ce lo devi” suona quasi come “Vi abbiamo fatto vincere per più di vent’anni, ora non rompeteci il cazzo e sopportate che ve ne si faccia di tutti i colori, ce lo dovete”. Il giochino del do ut des è il medesimo.


Allora è chiaro come Leonardo si sia trovato impreparato nei primi due mesi di campionato: aveva una squadra non come l’aveva pensata, non era certo potesse esprimersi col suo sistema di gioco, ha optato per l’usato sicuro ancelottiano, avremmo fatto lo stesso. Com’è andata poi da Milan-Roma lo sapete meglio di me, si è giocato tutto con le sue idee ma con una rosa che non poteva sostenerle a lungo, troppo dispendioso quel gioco ma troppo alto il rischio di ritornare sterili con moduli più ortodossi. Una coperta corta che non poteva reggere e che infatti non ha retto. Non ha retto perché il vertice alto nel 4-2-1-3 solo Seedorf lo può fare nel Milan attuale e l’olandese è uscito di scena a fine 2009 tranne Chievo e Cagliari. Non ha retto perché Pirlo fa cagare il cazzo nonostante la stampa italiana gli dia 6 da minimo assicurato e gli ritagli una serie di stereotipi-pregi ribaditi ad occhi chiusi ogni volta. Non ha retto perché Flamini, purtroppo, non vale nemmeno questo Ambrosini sfiancato gli ultimi due mesi e perché Gattuso faticherebbe ad essere titolare in Lega Pro con lo Spezia. Non ha retto perché gli infortunati Nesta e Pato non avevano cambi non solo all’altezza ma nemmeno lontanamente paragonabili. Non ha retto perché alla lunga di tutta la quantità di terzini che abbiamo si è salvato il solo Antonini, un fenomeno se paragonato a Jankulovski, un giocatore di calcio in piena salute se paragonato a Zambrotta, un buon giocatore se paragonato a Piede Quadro Abate o Oddo quello di Marsiglia-Milan. Ma come ho detto, queste cose le sapete bene.


Ora, immaginiamo in questo contesto che abbiamo appena descritto che succeda quello che effettivamente è successo, e cioè che il tipo di cui al “dài Leo allena tu il Milan che partiamo con un nuovo progetto, non grandi spese ma quei due o tre giocatori te li garantisco, credo in te, credo che tu possa far partire un nuovo ciclo,…” si metta a non comprare un cazzo di nessuno e sacramenti pure per un olandesotto sgradito preso a rate, e che poi quello stesso tipo cambi registro e diventi quello del “se solo Leonardo li facesse giocare bene questi ventinove campioni ineguagliabili, è proprio un testone che tiene Ronaldinho lontano dalla porta, ah se solo allenassi io,…”. Quale poteva essere la reazione del tecnico brasiliano? Testa bassa e schiena piegata senza ribattere al tipo in questione andando avanti per un altro anno e garantendosi uno stipendio ad Silvii mortem nel Milan oppure testa alta e schiena dritta a ricacciare al mittente quelle idiozie intrise di scarica-barile con successivo “tanti saluti che a farmi prendere per il culo io non ci sono portato e a leccare le natiche dei buffoni nemmeno”. Sappiamo che è andata nel secondo modo e lo sappiamo ora ma non lo dimenticheremo mai. Sappiamo che verrà raccontata un’altra realtà, una realtà fatta di un Leonardo pagato cifre di molto superiori al suo stipendio da dirigente per fare l’allenatore, di un Leonardo mai davvero convinto della sua scelta che non appena ne ha avuta l’occasione si è dimesso perché già certo di un posto nel Brasile o da tecnico o da altro, di un Leonardo bravo solo a perdere derby e a cancellare il ricordo della partita perfetta col Manchester nel 2007. Appena dovesse accettare una qualche altra opportunità lavorativa sarà dipinto come un mercenario senza scrupoli. Ci diranno della moglie e dei figli in Brasile da raggiungere e di come la squadra abbia perso lo Scudetto dopo Milan-Napoli perché si è dimenticato di utilizzare alcuni fantastici giocatori come Kaladze o Jankulovski. Ci diranno questo e tanto altro ma noi non dimenticheremo mai com’è andata invece, non dimenticheremo mai l’eredità lasciataci da quest’uomo. Non dimenticheremo che è un uomo, non un ominicchio, non un pigliainculo, non un quaquaraquà, ma un uomo.


Quest’eredità dell’uomo Leonardo è fatta di quei valori come fiducia e sincerità, lealtà e dignità, che non sembrano più albergare né nel Milan, né nel rapporto fra chi il Milan ha e chi il Milan lo tifa. Lo stesso distacco che s’è compiuto lungo questa stagione, fra Leonardo e chi ha il Milan, vive e si alimenta di continuo fra chi del Milan-ultimi-resti se ne serve e chi il Milan lo ama. L’addio reale di Leonardo a questo Milan è lo stesso addio che virtualmente noi abbiamo compiuto dentro di noi verso chi ci ha tradito, che poi è lo stesso che ha tradito il brasiliano. Il suo percorso è il nostro. L’abito che hanno cucito per noi non ci va più di indossarlo, e non perché non sia di stoffa preziosa bensì perché il sarto ce la continua a spacciare per preziosa quella stoffa oltre ogni ragionevole decenza e se viene male è sempre colpa dell’ultimo apprendista. La tiritera è giunta ormai così nitida ai nostri occhi e così riconoscibile alle nostre orecchie da porci in uno stato di nausea rassegnata. Questa enorme marea di continue scuse, di continue balle, di continui artifizi dialettici, di squallidi rinfacciamenti,… è da questo che Leonardo se n’è andato. Noi questa sequela ce la dovremo ancora sorbire non sappiamo fino a quando, magari arriveremo al punto di guardarci solo le partite senza telecronaca avendo cura al triplice fischio di allontanarci da tutto, ché l’amore per i colori rossoneri nulla lo potrà scalfire; noi però dobbiamo affrontare tutto questo alla maniera di Leonardo, salutando le cose che non ci piacciono… con la stessa ferma fierezza, è qui che si nasconde la sua vera eredità, che non è solo un Ronaldinho rigenerato o un Pato tornante destro, ma molto di più.o rigenerato o un Pato tornante destro, ma molto di più.


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domenica 9 maggio 2010

TERZI: GRAZIE LEO



In questa primavera che non c’è, in questo finale di campionato che per noi ha gran poco da dire e in questo Genoa-Milan buono solo per rivedere Pato, ci voleva solo la partita a porte chiuse giusto per rallegrare e incentivare ancora di più il grigio pomeriggio del capoluogo ligure e dello spettatore rossonero. Per carità, uno mi potrebbe dire che i padroni di casa senza supporto del pubblico saranno svantaggiati (non sarà così) ma a me gli stadi vuoti mettono tristezza e senso di sconfitta; tristezza perché considero i tifosi allo stadio una componente rilevante della cornice cui si incardina una partita di calcio; il senso di sconfitta è invece verso i non-tifosi che fanno uso delinquenziale del calcio, per fini ben diversi dalla fede calcistica.

Arriviamo terzi ma nel modo peggiore oggi, con una partita persa meritatamente e grazie ad un rigore di Miccoli che blocca una Sampdoria sempre più sorprendente. A vedere la partita odierna, che conferma tutta la pochezza della rosa contro le squadre che corrono, dobbiamo però gioire della qualificazione diretta alla prossima Champions League ed essere soddisfatti del lavoro di Leonardo.

Il Mister non è testardo ma ha solo poche scelte da poter effettuare, poche alternative e non ha fatto giocare male la squadra, anzi in molte partite abbiamo mostrato un bel calcio, per quanto era possibile con un centrocampo ormai logoro, delle fasce scarse e limitanti, delle punte di solo medio livello e con i tanti infortuni che hanno acuito ancora di più il difetto strutturale dei pochi ricambi. Chi scarica il Mister scarica i colori rossoneri per caricarsi di quelli della proprietà.

Venendo al match si può dire che il primo tempo non è stato neanche male, stranamente un pelo combattuto e a ritmi abbastanza sostenuti (grazie più al Genoa), con però poche occasioni o quasi. I padroni di casa sono nel solito limbo tra il 3-4-3 e i quattro o i cinque dietro a seconda delle situazioni, Criscito fa comunque il centrale di sinistra, è Tomovic a stare largo. Palacio e Sculli sono seriamente intraprendenti e belli alti con i nostri terzini costretti alla difensiva, Abate e Antonini si vedranno in avanti solo un po’ nel finale di frazione. Pato non è al meglio ma almeno in via potenziale ci ridà pericolosità nelle ripartenze, sensazione di poter dare profondità senza palla, speranza di vedere qualcuno saltare l’uomo in verticale. Borriello fa male alla difesa a tre avversaria quando si allarga a sinistra ma Antonini è impegnato su Palacio e non gli si sovrappone mentre Ronaldinho è nelle giornate indolenti e mediocri, vagamente post-sbronza ad essere cattivi, così non taglia in area. Reggichiamo perché stavolta al fantasma Pirlo sono affiancati due mediani teoricamente freschi (Flamini e Gattuso) invece di uno assolutamente alla canna del gas (Ambrosini), ma è un reggicchiare da “orecchio alla radiolina per sapere se Palermo e Sampdoria restano sul pari o no”.

Infatti nel secondo tempo i nodi vengono al pettine, e sono i nodi che abbiamo visto in tutta questa stagione. Andiamo con ordine. Prima Borriello conferma in due occasioni che si sbatte alla grande ma davanti al portiere ha qualche problema col senso del gol. Poi becchiamo la solita rete su corner e da uno neanche alto come Sculli. Prima di questo che sarà poi il gol-vittoria era entrato Seedorf che in versione 2010 a parte qualche rarissimo caso è il peggiore di tutta la sua carriera rossonera e lo conferma in una mezz’ora giocata senza mordente, senza voglia, senza determinazione, senza costrutto, senza agonismo. Pirlo avvia la modalità “io esco dal campo” profondendosi in un gioco al “meno mi cercano e più lontano sto dalla palla più sono sicuro di non beccarmi una qualche botta che mi tolga il Mondiale”. Flamini mostra che corre, corre, corre, ma corre alla cazzo e falcia ancor più alla cazzo, beccando un doppio giallo sacrosanto. Ora, mi dispiace dirlo perché l’ho sempre stimato e ne ho sempre parlato bene ma questo qui in due anni non è migliorato minimamente nell’autocontrollo, con lui rischi sempre di finire in dieci, con Gattuso-attuale parti giocando in dieci, “bella” scelta per il Mister. Continuo con il film horror. Abate sfoggia il suo magnifico piedone destro esibendosi nel fondamentale del cross-in-curva, certe oddate del secondo tempo sono state memorabili. Antonini quel che si è già detto, senza infamia senza lode poi esce per uno Zambrotta che invece è impareggiabile nell’arte del crosso-solo-dove-non-ci-sono-compagni. Ronaldinho prosegue a dormire. Huntelaar? Lui al minuto 83’ ripete quasi quel colpo di testa facile facile cannato a Manchester, lo ricordate? A due metri dalla linea di porta goffamente spedito oltre la traversa. Su Pato esercito l’epoché sia perché veniva da un infortunio importante sia perché è uscito al minuto 65’. Sicuramente si salva Thiago Silva, anzi direi che non solo si salva ma possiamo tranquillamente eleggerlo miglior giocatore rossonero dell’anno, per continuità, affidabilità, rendimento e crescita costante. Quello che è riuscito a fare anche senza Nesta accanto è da giocatore maturo, alle volte stupiscono la sua tranquillità, la sua sicurezza e lo strapotere atletico. Gli errori si contano davvero sulle dita di una mano.

Ecco, in conclusione, "ammirato" il secondo tempo e confermate tutte le carenze della rosa viste e riviste nel corso della stagione possiamo tranquillamente dire che questo terzo posto aritmetico raggiunto sotto la guida di Leonardo è un ottimo piazzamento, il massimo che si potesse ottenere da questo Milan, che senza seri e validi innesti il prossimo anno non potrà assolutamente ripetere questa stagione né con il tecnico brasiliano né con un qualsiasi altro tecnico. Se la rosa dovesse restare pressoché identica prepariamoci a non pretendere più del settimo posto da preliminari di Europa League. Da ora deve cominciare la nostra "battaglia"  estiva perché non si svii il problema della rosa carente per nascondere che Berlusconi ha fallito nel suo tentativo di far passare solo Ancelotti come causa del Milan non vincente delle ultime stagioni. L'operazione "Galliani era uomo di Leonardo, hanno perso loro non Berlusconi" è già cominciata, va combattuta. L'operazione "Pato è indolente e non matura mai, va venduto" è in atto da tempo, lui è il nostro futuro, proteggiamolo. Tra un poco troveranno qualcosa anche contro Thiago Silva, stiamo attenti rossoneri.


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domenica 2 maggio 2010

LA VITTORIA OPERAIA


Battiamo la Fiorentina e mettiamo una seria ipoteca sul terzo posto, l’obiettivo di stagione, quello che si poteva chiedere a questo allenatore e a questa squadra. Battiamo la Fiorentina di rigore generoso, con fatica ma forza di volontà operaia. Battiamo la Fiorentina da gregari uniti per il proprio allenatore che sanno soffrire e sopravvivere anche a situazioni cui la maggior parte dei componenti della rosa non erano e non sono abituati, si chiama "sapersi adattare", l'avversario ha permesso. La battiamo in un modo che è il miglior schiaffo in faccia alla supponenza presuntuosa e mistificatrice di chi, quando si naviga lontano da lidi trionfali, è sempre pronto ad abbandonare la nave lanciando testarde denigrazioni mal giocate agli occhi dei tifosi dei colori e non del servilismo cieco. Non dobbiamo vergognarci di esultare per questa vittoria, questa vittoria è nel segno della verità che si ribella, della dignità che non accetta, dell’orgoglio che non abbassa lo sguardo, della fierezza che non si dimentica. Noi che conosciamo ben altre vittorie a livello formale di almanacco, godiamo della sostanza di questa. La vittoria operaia.

La partita è stata faticosa. Dida, per fortuna nostra, è in fase sì e quando viene chiamato in causa c’è, speriamo duri giusto il tempo di altre due partite. Zambrotta è definitivamente un ex-giocatore che ogni tanto si ricorda come si prende la posizione in area nel marcamento ma che poi si autoincespica sul pallone quando “si lancia” in avanti, non va mai sul fondo, non salta mai l’uomo né sovrapponendosi né palla al piede. Thiago Silva torna ai livelli più alti di questa stagione reggendo la baracca grazie ad un Gilardino impalpabile. Favalli fa una figura migliore del Bonera di Genova e sembra quasi Piqué se paragonato a Oddo versione centrale. Antonini è da qualche partita che non punta più la corsia laterale senza palla ma allo stesso tempo sembra migliorato in fase difensiva, Marchionni s’è visto ben poco, e poi peggio di Jankulovski e Abate è difficile fare. Pirlo non ha fatto una partita delle sue peggiori di quest’anno ma comunque di merda, ha sbagliato tutte le punizioni e i calci d’angolo, ha sbagliato un tiro dal limite e poi un altro e un altro ancora, su tre, ha toppato dei palloni pericolosissimi quando eravamo in vantaggio nel finale, ma almeno mi ha messo di buon umore con qualche suo dribbling vecchio stile dal lato corto dell’area. Ambrosini è fuori-fase, falcia molto e corre sempre meno e sempre più in ritardo, la doppia ammonizione ci sta, piuttosto dovremmo compatirlo, gioca più ora che quando aveva ventisette o ventotto anni. Seedorf è stato inesistente, una volta avevamo lui giovane e Rui Costa e Kakà, ora solo lui a fine carriera, urge un acquisto anche come trequartista (uno alla Sneijder per intenderci) così da farlo diventare da titolare inamovibile per forza maggiore ad alternativa di lusso per scelta, tranquilli arriverà Filippo Galli e lo porterà a nuova vita. Huntelaar non è un esterno destro d’attacco quindi non va né in profondità né salta l’uomo né taglia in area specialmente sul secondo palo( cosa che invece dovrebbe fare), detto questo quando vedi un giocatore che dà tutto lo salvi dicendo che è stato generoso, lui lo è stato. Borriello non m’ha convinto anche se ha conquistato il rigore vincente, pochi tagli dei suoi ad allargare, pochi venire incontro alla palla, poco lavoro da pivot alto, quasi nessuna conclusione nello specchio della porta, soffre molto una coppia di centrale fisicamente forte, non è la prima volta, e non è certo una nota di merito. Ronaldinho? Beh lui è uno dei motivi principali per cui giocheremo il girone di Champions League del prossimo anno. Prendere o lasciare è stato lui il giocatore più determinante della rosa. Anche stasera ha prima umiliato De Silvestri più volte, poi ingaggiato un duello con Frey sia di testa che di piede, e infine siglato il rigore della vittoria.

Abbiamo giocato col 4-2-1-3 perché è giusto così, è il sistema di gioco che ha dato le maggiori soddisfazioni a Leonardo ed è stato corretto affidarsi ad esso in questo momento di difficoltà. Quando si è trattato di cercare la vittoria con il risultato fermo alle reti inviolate ha optato per il suo consueto 4-2-4 dove, suo malgrado, ha dovuto mettere giocatori che se fosse per lui non vestirebbero più o non avrebbero vestito nemmeno da gennaio la maglia del Milan come un altro ex giocatore qual è ora Inzaghi e quello lì con la numero trenta, che pare si stia pure per riscattare. La Fiorentina è parsa squadra demotivata e deconcentrata, non ha messo la gamba, nel senso che c’era per dovere di firma ma in realtà pur dandoci parecchio filo da torcere tatticamente non è sembrata avere il mordente di chi si sta ancora giocando qualcosa, infatti è fuori da tutto con un allenatore, si dice, futuro Lippi italico. Dei loro mi è piaciuto il nuovo entrato, quel Ljajic, noi compriamo Adiyiah e loro questo qui, beh, una gran bella differenza, non c’è che dire. Ritengo dunque che abbia vinto la squadra che più ci teneva a vincere, che più ha creato, che più ha dato in campo, che più aveva motivazioni e voglia, a fine campionato sono fattori che pesano. Era così anche all'Edilnord?

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domenica 25 aprile 2010

"PERDEREMO DUE A ZERO"


Ci sono molti modi per vedere una partita di calcio. E ci sono molti stati d’animo. E ci sono anche le diverse compagnie con cui ti può capitare di guardarla. Ma una cosa che in genere non mi manca mai e che rimane sempre ferma è credere o sperare che si potrà fare una bella figura, ho detto bella figura e non vincere. Ebbene io mi sono avvicinato a questo match e l’ho guardato convinto che avremmo fatto una figura di merda, ben più ancora di quanto – rimanendo a questa “esaltante” stagione impreziosita da un bilancio quasi in pari e da un’agognata Coppa Italia primavera – non ne fossi convinto contro lo United al ritorno. Non che reputi il Palermo superiore agli inglesi, ovviamente, semplicemente reputo ora la differenza tra il Milan attuale ed il Palermo superiore alla differenza tra i Red Devils e noi, allora. Il concetto di “rosa mobile” è un paradigma che ho spesso utilizzato per contrastare gli idioti sragionamenti di quelli che “il Milan è superiore a tutte le squadre tranne due o tre quindi se non vince andata e ritorno contro tutte le altre è colpa del Mister e il cav. On. Dott. Presidente Silvio Berlusconi fa bene a esonerarlo”. In tempi non sospetti, o forse sì, dissi che stavamo andando più forte di quanto il nostro motore ci consentisse, ebbene il motore s’è fuso prima del traguardo perché dopo aver spinto oltre il consentito s’è pure accorto che comunque non bastava per sorpassare gli altri e si sa, ingranaggi e psicologia motivazionale spesso vanno a braccetto, così la partita con la Fiorentina assumerà un significato che fino a qualche settimana fa poteva considerarsi impensabile.

Ma c’è da parlare della partita. Vi dirò che secondo me, per quelli che siamo, proprio una figura di merda come temevo non l’abbiamo fatta. Due gol di scarto ora come ora ci stanno tutti fra le due squadre ma tra la partita dell’andata e questa qui forse abbiamo fatto meno peggio oggi. Difficile però da valutare quanto abbia spinto il Palermo che – per chi non lo sapesse ha vinto facile per tre reti a uno – e che dopo venti minuti si trovava già avanti di due pere, l’una per follia di Thiago Silva che mollava Bovo su corner andando a sbattere su Oddo, l’altra per insipienza dello stesso numero 44 che in veste di “variabile impazzita” riusciva a trasformare un rinvio in assist per Hernandez a tu per tu con Dida. Il Palermo si è messo, giustamente, a fare ripartenze veloci aspettando dietro la linea della palla la ragnateleggiante pappetta rossonera.

Da qui in poi, infatti, tanto possesso palla sterile, squadra lunga e disordinata tatticamente, zero pressing che permette giochini a palla scoperta con filtranti che ti inculano la linea difensiva come nei giovanissimi o giù di lì, solo cross dalla trequarti. Poi tanto Pirlo bruciato da chiunque, tanto Gattuso falloso e nervoso, tanto Huntelaar stile “sbaglio facile anche da sei metri”, tantissimo Dida ma in senso positivo (oh, poche balle, senza di lui ne prendevano tre in più come senza Sirigu magari uno in più lo facevamo, lo so che è una stronzata ma concedetemela), poco Zambrotta perché lui è nella fase di carriera “c’è ma non si vede”e “ha esperienza”, poco Antonini che ha deciso di lasciare campo libero al funambolicissimissimo Jankulovski vero percussionista tambureggiante della mezzaleria sinistra (ma non credo che esista mezzaleria comunque il neologismo mi garba), poco Seedorf che segna per far capire ovviamente che avendo lui non c’è bisogno di uno Sneijder (l’ha motivato Galliani, che brillanti i nostri dirigenti vero?) ma allo stesso tempo riesce a farmi credere che forse in un bocciofilo over 90 viaggino a ritmi più sostenuti.

Ho dimenticato qualcheduno? Ah Inzaghi, quello del patto-Champions con il geom. Galliani, quello che “se tu sbagli da sei metri io lo faccio da tre, tiè” e in più “io sto sempre in fuorigioco perché tu ti permetti di stare in gioco invece”? Della serie: “Borriello è proprio proprio poco importante in questo Milan”. Poi vabbé De Vito manco so chi cazzo è e di quell’altro là ho già detto che non parlo. Morale della commedia: Zamparini batte Berlusconi 3 a 1, Quello che amministra-dirige il Palermo (impossibile dirlo perché lì c’è l’apoteosi del contratto a tempo determinato) batte Galliani 3 a 1, Delio Rossi batte Leonardo 3 a 1, Miccoli batte Ronaldinho, che il Gaucho dopo il no di Dunghetto al Mondiale mi pare si sia vagamente allentato. Conclusione: qui mi sa che qualcuno si sia sbagliato quando ha scelto di cambiare Ancelotti per mettere Leonardo con l'intento di dimostrare che cambiando il condottiero la squadra avrebbe ritrovato i trofei, dico bene?



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domenica 18 aprile 2010

Sapore di niente

Non so bene che sapore abbia quest’incontro, non lo sapevo prima che cominciasse, non lo so ora che è finito, male. Forse è stato un match per conquistare la definitiva qualificazione diretta alla prossima Champions League, che poi parteciparci per rimediare scoppole non so che senso abbia se non evitare più di un’unica cessione importante per estate. Forse è stato un match per sperare ancora nello Scudetto ma non credo, quello è affare Roma-Inter e lo sappiamo in fondo dal pareggio col Napoli. Allora forse è stato un match che contava più per la Sampdoria che ha davvero un obbiettivo tutto ancora da conquistarsi. Quello che possiamo dire è che se la prima riserva come centrale di difesa rischia di fare - beh, diciamo che l'ha fatta -una figura peggiore di uno scarto dell'Inter di quattro anni fa, se parte titolare uno scarto dell'Inter di quest'anno, se si finisce con un ex-terzino destro a fare lo stopper, se "l'asso"della campagna acquisti scorsa è in panca, se i mediani titolari sono gli stessi di dieci anni fa,... se tutte queste cose le abbiamo viste e le abbiamo viste allora c'è più di qualcosa che non va nel Milan attuale o no?
Nel primo tempo trovo un Milan insperato. Niente di memorabile – intendiamoci – tuttavia per una buona mezz’ora teniamo il campo. Lo facciamo con intelligenza tattica, basta guardare ai due terzini sulla difensiva per non dare campo a Guberti e Semioli ovvero ai due attaccanti esterni alti per evitare le sovrapposizioni di Ziegler e Zauri, basta guardare a Seedorf più sulla linea di Gattuso e Ambrosini che dietro a Borriello cosa che ci dà una certa superiorità numerica in mezzo al campo, basta guardare infine alla linea di retroguardia alta al punto di mettere in fuorigioco gli avanti avversari poco dentro la nostra metà campo e qui l’assenza di un paracarro come Favalli si nota (troppo ingeneroso col Cardinale vero?). Tuttavia la Sampdoria, o meglio dire Cassano, c’è eccome in partita. La sensazione è quella di una squadra fresca atleticamente e in grado di alzare i ritmi a suo piacimento, manca forse di un uomo in grado di far ripartire l’azione dalla difesa e Poli che mostra buone doti non ha ancora la giusta personalità (tipico luogo comune che uso quando non ho un cazzo da dire su un giocatore giovane che non mi ha convinto) per far girare palla da una fascia all’altra alimentando le azioni dei suoi. Chi invece mostra di non avere il benché minimo timore reverenziale è Cassano che fin dai primissimi minuti fa capire di essere in giornata costringendo un Bonera palesemente indietro di condizione agli straordinari, anche se il buon Daniele nello stretto ha sempre sofferto, condizione o no. E quanto mi secchi esaltare Cassano voi non potete immaginarlo neanche.
Dei nostri mi piace Borriello e non solo per la rete. Trovo che questo giocatore – pur con tutti i suoi limiti – abbia trovato la maturità giusta (altra perla di basso giornalismo eh?) per riuscire a guidare la squadra in difficoltà, per essere d’aiuto alla manovra ma anche per trovare la porta con la continuità necessaria, sempre tenendo presente che mostra di essere tale in questo campionato e con squadre non proprio di primissima fascia, ma tant’è, nel Milan che ha come obbiettivo il terzo posto questo basta e avanza, gli attaccanti decisivi ad un Old Trafford non fanno più per noi, sembra. Non male neanche Dida che intorno al quarantesimo compie una doppia parata di cui certamente la seconda su colpo di testa di Lucchini molto difficile. Da bocciare senza appello il solito Gattuso che ogni volta che mette piede sul terreno di giuoco non si smentisce mai quest’anno: entra in ritardo, chiude in ritardo, contrasta in ritardo, si libera del pallone con colpevole ritardo. Ma siamo sicuri sicuri che nessun giovanotto di questa Primavera che ha vinto la Coppa Italia sia meglio di lui al momento? Ah, a proposito, fino a qualche giorno fa manco sapevo che esistesse una Coppa Italia Primavera. Che immensa gioia per la vittoria…
Ma torniamo a noi. Che vi debbo dire del secondo tempo? Che non comincia sotto i migliori auspici visto che perdiamo un Ambrosini decisamente sotto-tono già dopo due minuti e dopo altri cinque o sei Bonera va negli spogliatoi anzitempo dopo fallaccio su Cassano da rigore giusto e “tranquillamente” trasformato dal barese. A questo punto uno si aspetta il tracollo immediato, a maggior ragione dopo che gli tocca vedere Oddo centrale difensivo e invece scopriamo che giocare in dieci con Oddo è meglio che giocare in undici con Mancini (questa sarà l’unica citazione che gli riserverò nel post ché vedere cose del genere è disgustoso anche per come è arrivato, è un doppio schiaffo all’orgoglio casciavit che evidentemente è più sentito dai tifosi – non tutti – che dai dirigenti-proprietà). Infatti è in questa fase che abbiamo le occasioni migliori della partita, occasioni che non sfruttiamo né con Gattuso né con Borriello né con Ronaldinho. E’ un Milan chiaramente appeso alle ultime energie, alle ultime speranze di Scudetto, agli ultimi moti di volontà di vittoria, allo spirito gagliardo di una retroguardia inedita che non vuole capitolare sotto il peso insistito dell’assedio blucerchiato che con l’ingresso di Mannini torna ad essere irresistibile e prorompente. E’ nello spirito di sacrificio di Seedorf, nelle sgroppate alza-baricentro di Borriello, nella verve ritrovata di Ronaldinho che più vicino alla punta si vede di più e basta (un po’ poco tre giocatori in effetti), che si resiste fino al novantaduesimo quando il sig. Mannini serve al sig. Pazzini – da me sfottuto all’andata – il cross del due a uno, ed è lì che Oddo, poretto, si è fatto sovrastare come nella più scontata delle previsioni terrifiche. La parte prima di questa era forse un po' troppo melodrammatica ma era giusto per alzare il pathos del tutto.
Sconfitta giusta o ingiusta? Mah, il campo ha sempre ragione alla fine (vedo che oggi produco stereotipi con una facilità impressionante...). Brucia perdere ad un minuto dal triplice fischio ma in ottica terzo posto non credo ci metta in pericolo per la qualificazione diretta, tuttavia se qualcuno ancora guardava alla Roma o all’Inter oggi c’è l’addio ufficiale al treno Scudetto ma questa squadra non è mai stata veramente in lotta per esso, si è trovata per caso, per demeriti altrui ad esserlo, quindi non prendiamocela più di tanto.



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Piccola considerazione parzialmente off-topic di Rdv:
Rispetto all'anno scorso abbiamo 6 punti in meno, abbiamo fatto meno gol e subiti di più. Con i punti dell'anno scorso saremmo primi o secondi(dipende dal risultato del derby romano).
L'impressione, distorta da un filotto di vittorie sul finire del 2009, era di un campionato migliore rispetto all'anno scorso. Non è stato così. Il declino continua. Ancelotti mi manca ma sta iniziando a mancarmi pure Leonardo. Il problema comunque non è certamente l'allenatore come non lo era gli anni scorsi.

lunedì 12 aprile 2010

LA LEGGE DEL DESTRO (che non t'aspetti...)


 


In un pomeriggio ventoso e soleggiato – da me - il Milan aumenta il suo distacco dalla capolista Roma sprecando l’opportunità di tenersi a due lunghezze grazie ad un ottimo Catania che esce meritatamente imbattuto da San Siro. Francamente ho poco da rimproverare alla squadra, chi è scarso è scarso di suo e non risulta tale perché s'impegna poco, chi è finito è finito, chi doveva essere decisivo lo è stato.

Il primo tempo è un misto di orrori difensivi alla Favalli, sgroppate di Abate alla Forrest Gump (correrebbe anche fuori dallo Stadio se potesse), esibizioni irritanti e dannose di Huntelaar (che sia improponibile a destra è superfluo ribadirlo), fantasmatici “ricami” alla Andreino da Brescia e consueti imbottigliamenti in zona-Gaucho. Che se poi blocchi lui spegni il Milan. Doppio vantaggio catanese ineccepibile. Avevo ospiti in questa fase quindi magari sbaglio ma mi pare che Sinisa abbia messo Ricchiuti dietro al tridente con due mediani davanti alla difesa, in pratica da quando Leonardo ha adottato il 4-2-1-3 c’è mezza Serie A che si diverte a clonarglielo. In effetti oggi come oggi avere un Ricchiuti è più efficace che avere un Seedorf quindi magari è più un sistema di gioco adatto ad altri che a noi ora come ora.

Vero eroe di questi primi quarantacinque minuti è stato certamente Maxi Lopez. Scatti a ripetizione che il “buon” Favalli aveva il fiato corto già intorno al ventesimo. Così poi ci allunga ancora di più di quanto già non siamo, abbassandoci la linea di retroguardia. Gli Izco, i Mascara, i Ricchiuti,… fanno con velocità d’esecuzione entrambe le fasi: li vedi prima davanti alla loro area di rigore e poco dopo subito lanciati in attacco, nello stesso tempo Seedorf non si è mosso dalla sua mattonella tipo trequarti d’attacco nostra leggermente a sinistra. Antonini invece m’è piaciuto di nuovo, sento tanto parlare di Cissokho ma non so quanto meglio avrebbe fatto di Luca, alle volte ammettere di avere sottovalutato un giocatore può essere un segno d’onestà intellettuale, credo.

Il secondo tempo si sapeva che trama avrebbe avuto: il Catania non poteva tenere quei ritmi tutta la partita e il Milan avrebbe alzato il baricentro. Poi queste sfide da due reti sotto le riapri se segni subito in apertura di ripresa e così è stato. Rete di Borriello che poi si ripeterà di destro, giusto per far rodere il fegato a quelli che “ha solo il sinistro”, che poi c’è gente che ci sta male davvero per questi errori di valutazione, divertente o squallido? La prima rete nasce dall’unica semi-invenzione di Pirlo, non basta a salvarlo; la seconda rete addirittura da un semi-cross quasi decente di Abate, ma poi ci ha pensato il centravanti napoletano a costruirsi la marcatura da solo, nello stesso angolo di Maxi Lopez al minuto 12, incrociando. Intorno al sessantesimo il “buon” Favalli aveva alzato bandiera bianca con Ambrosini sceso centrale difensivo, m’è piaciuto di più il pesarese in difesa, ha dato più sostanza, che poi era stato massacrato lui (con Leo) per quel cambio nel secondo tempo a Manchester, un po’ così, alla cazzo, visto che in nessuna delle tre reti prese lui c’entrava.

Ha giocato anche Mancini nel 4-2-4 finale, mi sembra un giocatore non morto del tutto. Se lo si recupera fisicamente, lontano quindi da Milan-lab, potrebbe ancora dare qualcosa, nel campionato brasiliano. Poco da dire su Inzaghi, frenetico e impreciso, magari un mezzo rigorino su di lui non c'era. Ridicoli comunque i giocatori che pretendono un arbitraggio casalingo, Orsato non è piaciuto perché tale non è stato, a me è piaciuto, non ho il gene prefico in me, cioè non sono pagato per piangere.

Adamos8181

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