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martedì 23 ottobre 2012

Calciomercato Milan: Abate al PSG? Leonardo è un santo e Ibra un Nobel

Dal blog Milantropia di Paolo Cola.


igna abate milan.jpg
Secondo l'edizione odierna di Tuttosport, nei giorni scorsi Ignazio Abate avrebbe telefonato al suo amicone Zlatan Ibrahimovic per chiedergli informazioni su Parigi. Le classiche domande di rito, sapete: come si mangia sulla Torre Eiffel, hai già visto la Gioconda, è vero che a Pigalle costano poco, cose così. E, tra il lusco e il brusco, l'Ignazio avrebbe anche buttato lì la sua disponibilità a riparlare di quel trasferimento al PSG di cui si era bisbigliato nel corso della scorsa estate.
Anche se tutta da verificare, quella proveniente da Torino è una delle più belle notizie di questi ultimi mesi. Non solo: se è vero che Leonardo è disposto a spendere una manciata di milioni (si parlava addirittura di 20: roba che nemmeno nei pressi delle porte di Tannhauser) per liberarci di Abate, a questo punto occorre rivalutare anche la sua figura. Perché il brasiliano, se ben ricordate, era stato cortesemente appellato come "uomo di merda" dal terzino rossonero, nel coro post-coitale del maggio 2011. Altro che Giuda, qui siamo in presenza di un santo. E il fotterizzato Ibra, se davvero sarà galeotto nell'affaire Abate-PSG, farebbe bene a scrivere due righe ai suoi connazionali dell'Accademia Svedese: se l'hanno assegnato a Obama e all'Ue, il Nobel per la Pacepotrebbero darlo anche a lui.



Altro articolo divertente e interessante: http://www.milannight.com/sermoni/39760/il-wellness-a-milanello.html 

sabato 14 luglio 2012

Le comiche. Finali?

Usati come supermarket da Leonardo, derisi, umiliati. Altro ancora? Il declino della corte del re Merda è sempre più triste. Rischia di diventare insopportabilmente lungo per tutti i tifosi.

mercoledì 11 luglio 2012

La quiete prima della tempesta?

Abbiamo postato poco e niente negli ultimi giorni perché poco e niente c'era da dire. Abbiamo preferito un dignitoso silenzio piuttosto che inventarci fantomatiche notizie di mercato come fanno altri. Tuttavia il mercato del Milan sembra arrivato a un punto di svolta con questa trattativa per portare Ibrahimovic e Thiago Silva, le due stelle più splendenti della rosa, alla corte di Leonardo e Ancelotti. Partenze pesantissime che si aggiungerebbero a quelle dei vecchietti e ai mancati riscatti di Maxi Lopez e Aquilani: insomma una rivoluzione, forse meglio dire un pesante ridimensionamento. Vedremo come andrà a finire questa trattativa e come , eventualmente, si investiranno i soldi incassati.

giovedì 12 gennaio 2012

Inculati e felici

Come noi predicavamo da tempo, si doveva vendere Pato (ma il turno di Thiago Silva arriverà presto) per fare cassa e pagare almeno la prima rata di Ibrahimovic e Robinho. Per questo la strategia era cercare un "nome" da prendere a saldo per far digerire la cessione del brasiliano ai tifosi e dalla differenza tra cessioni e acquisti finanziare il pagamento dei debiti in scadenza. Si sperava di fare almeno 20 milioncini con questa operazioncina avendo pure poi il vantaggio di pagare Tevez poi e avere i soldi di Pato subito.
Si sono messi di mezzo Leonardo, Mancini, Preziosi, Moratti e ci hanno tirato uno scherzone mica da ridere. Leonardo si prende Pato a prezzo di saldo (si parla di 28 milioni+ al massimo 7 di bonus), Mancini si libera di Tevez alle condizioni del City, lo strozzino Preziosi che ci prende per il culo e per la gola e si prende El Sharaawy e Merkel. E Moratti se la ride, visto che loro Tevez, se lo volevano, se lo prendevano già ad agosto (ormai anche i muri sanno che l'obiettivo vero dei nerazzuri è l'ottimo Lucas Moura, che di certo a loro serve molto più di Tevez).
Il bilancio dell'operazione dentro il 28enne Tevez (riuscirà a togliere il posto a Robinho?) e sacrificati Pato, El Sharaawy e Merkel, 3 under 23 per pochi milioncioni di guadagno che neanche risolvono tutti i problemi di debiti in scadenza che abbiamo. In attacco dunque ci ritroveremo con 4 giocatori tutti più o meno coetanei ( tra i 28 e i 30), tutti in più o meno netto declino e scaricati dalla rispettiva squadra di provenienza. Un capolavoro dell'idiozia calcistica.
Ad aggravare le cose poi, visto che le brutte notizie non arrivano mai sole, il possibile arrivo di Muntari il prossimo anno. Ma come, e Montolivo?
Intanto si sta iniziando a fare sviolinate su Mexes per giustificare la prossima partenza di Thiago Silva. Deja vu.

martedì 3 gennaio 2012

Borriello, Huntelaar ... e Pato


Borriello, l'eterno panchinaro, alla soglia dei 30 anni, passerà da essere la riserva di Osvaldo e Bojan ad essere la riserva di Matri e Quagliarella. Non proprio una carriera da fuoriclasse per monopiede.
Huntelaar, l'eterno goleador, ora si mette pure a fare assist e, nel momento della pausa invernale della Bundesliga, è in testa alla classifica individuale, stilata da Kicker, che fa la somma tra i gol e gli assist, guidando lo Schalke nella lotta al titolo di Bundesliga, dopo l'ottima Champions e la vittoria in Pokal (Coppa di Germania) dell'anno scorso, dimostrando quanto sia stata una cappellata venderlo così precipitosamente.
Pato, l'eterna promessa, in predicato di passare al Psg di Leonardo e Ancelotti (dove potrebbe andare anche la meteora Kaka), ha deluso, almeno chi predicava per lui un futuro alla Messi o alla Cristiano Ronaldo (ciao Dna) ma potrebbe comunque rivelarsi, almeno, un buon affare economico per un Milan che deve ancora pagare Ibrahimovic. 

sabato 31 dicembre 2011

La verità sull'affare Tevez.



Milan, Psg, Manchester City. Tevez e Pato. Il Psg rivale per Tevez e partner in affari per Pato. La realtà è che a Mancini Pato è sempre piaciuto e vorrebbe usare Tevez per arrivare al brasiliano. Per questo la situazione di stallo Il Psg è interessato a entrambi e pure a Kaka. Arriverà Tevez alla fine? Probabilmente si, visto che non ha molto mercato in questo momento a parte, forse il Psg. Migliorerà la concorrenza in attacco , non risolverà i soliti problemoni in difesa e a centrocampo.

giovedì 7 luglio 2011

In bocca al lupo Leo


Ti auguriamo le migliori soddisfazioni sportive e professionali e speriamo di rivederti presto a Milano, meglio al Milan ovviamente, un Milan finalmente spurgato dalla merda della corte del Re Merda. A giocare un derby pulito e bello, una festa dello Sport. Ciao Leo, un abbraccio da un milanista che non ti ha mai rinnegato e mai ti rinnegherà. Grazie di tutto. Anche e soprattutto per la difficile scelta che ti ha portato sulla panchina dell' Inter.
Sei stato un degnissimo e nobile leader "dell'opposizione".

domenica 29 maggio 2011

Così si vince. E così si perde.


Eto'o, Leonardo, Moratti, Zanetti, Miccoli, Delio Rossi: grandi uomini per una grandissima finale di una Coppa Italia, negli anni, nobilitata dal valore delle squadre che negli ultimi anni se la sono contesa, sta lentamente guadagnando l'importanza che ha anche negli altri paesi. Dopo aver visto ieri come deve essere una vittoria, netta e senza possibilità di polemica oggi abbiamo assistito a una festa dello sport dove i vincitori e gli sconfitti hanno reso omaggio a questo sport con una partita, e soprattutto, un dopopartita splendidi (chissà se Gattuso ha visto).
Su tutti gli sconfitti Miccoli e Delio Rossi e il vincitore Leonardo che dopo aver vinto il suo personalissimo campionato (senza Rizzoli avrebbe vinto pure l'altro), dimostra , con la prima vittoria in appena un anno e mezzo in panchina di essere all'altezza di poter allenare in un grande club come l'Inter. Qualcuno stasera rosicherà...
LEO LEO LEO, sempre con te, sempre incompatibili.

P.S. Forza Palermo!

martedì 10 maggio 2011

Il Milan è scudettato ma Leo sta vincendo il suo personalissimo campionato: è ancora avanti ai rossoneri per media punti da quando è arrivato all'Inter

Da Goal.com


Il tecnico si sta guadagnando la riconferma a suon di numeri importanti: 16 vittorie su 21 partite giocate, e ben 11 successi casalinghi consecutivi, ad uno solo dal record.

Mentre il Milan festeggia lo scudetto - "ma non è alternanza... siamo 5-1 per noi", punge Massimo Moratti - nel suo piccolo anche Leonardo va avanti nel suo percorso verso i residui obiettivi stagionali dell'Inter e suoi personali.

Dopo il successo di ieri sulla Fiorentina, il secondo posto in campionato è ormai blindato ed anche la finale di Coppa Italia sembra decisamente a portata di mano dopo la vittoria nella gara di andata sulla Roma. Tutta acqua al mulino della conferma del brasiliano sulla panchina nerazzurra, come peraltro ribadito anche ieri da Moratti.

"E' un'altra badilata di consensi per Leonardo - scrive sulla 'Gazzetta dello Sport' Luigi Garlando - che anche in queste scivolose giornate di fine stagione, con motivazioni al minimo, sotto un sole già vacanziero, riesce a ottenere dalla squadra ciò che vuole. L'Inter è sempre più sua. Averla ritrovata, dopo il pauroso vuoto d’aria (Schalke, derby), conta quanto la scossa iniziale che portò da -13 a -2 dal Milan".

"I numeri confortano il brasiliano come le parole di Moratti - argomenta l'inviato della 'rosea' a San Siro - 16sima vittoria su 21 in campionato; media punti superiore al Milan scudettato; la possibilità, vincendo le ultime due, di diventare il miglior tecnico nerazzurro esordiente nell'era dei 3 punti, anche oltre Mourinho. Certo, meglio vincere in campo che nelle proiezioni, ma ciò che sta facendo Leo non è banale...".

E c'è un'altra statistica che potrebbe addirittura far entrare Leonardo nella storia dell'Inter, come si legge sul 'Corriere dello Sport'. Salendo a quota 11 vittorie casalinghe consecutive, il tecnico brasiliano ha infatti appaiato al terzo posto nella classifica degli allenatori interisti Arpad Veisz (stagione 1929-30, quando la squadra si chiamava ancora Ambrosiana) e Roberto Mancini (2007-2008), portandosi a una sola lunghezza dal primato di Giulio Cappelli e Giovanni Invernizzi, i tecnici che centrarono le due serie di 12 nel 1949-50 e nel 1970-71.

Riuscisse a battere il Catania a San Siro nell'ultimo turno, Leonardo raggiungerebbe i due leader attuali (e l'Inter stabilirebbe il record assoluto di 13, visto che alla strascia di Leo andrebbe aggiunta l'ultima vittoria casalinga di Benitez).

sabato 2 aprile 2011

Questa si che fu decisiva. Ma lo scoprimmo molto tempo dopo...



Non credo che la partita di oggi sarà necessariamente decisiva nel senso che, comunque vada a finire un Milan  a-1 o un Inter a -5 sarebbero comunque a tutti gli effetti ancora in corsa (per non parlare di Napoli e Udinese) e con buone possibilità di vittoria finale.
Ma se la partita di oggi sarà stata davvero decisiva lo sapremo solo alla fine, quando il verdetto scudetto sarà emanato.

lunedì 10 gennaio 2011

giovedì 6 gennaio 2011

... ma l'Inter c'è.

Ottimo debutto di Leo che dimostra di essere molto più duttile di quanto si dica mettendo in campo un 4312 di manciniana memoria, solido ma anche efficace in fase realizzativa. Si è vista un' Inter molto in salute, che ha sofferto un po' solo perché si è rilassata ma che nei momenti giusti ha saputo accelerare, pressare, correre e soffrire. Grande feeling di Leo con i giocatori: è stato bello vedere gli abbracci con Zanetti, Cambiasso, Motta. Splendido clima, si vede che ci credono. E se non ci credono loro chi mai dovrebbe crederci. Sono ancora i più forti. Hanno vinto tutto in tutti i modi. Manca loro vincere uno scudetto in rimonta e con un cambio di allenatore.
Se Mourinho è stato il nuovo Helenio Herrera, e Benitez il nuovo Heriberto Herrera, Leonardo può essere il nuovo Giovanni Invernizzi. Pure quell'Inter era data per finita ma quel gruppo seppe dare l'ultima (anzi la penultima) zampata.
E Leo è straordinario a dare gli stimoli giusti e a creare lo spirito di squadra.

giovedì 30 dicembre 2010

Ancora su Leo


Come sapete Cvd oltre a essere un blog è anche un osservatorio sulla blogosfera milanista in generale. Tra i vari articoli che ho letto questo è uno di quelli che vale la pena di leggere, con molta attenzione. E poi porsi delle domande.

lunedì 27 dicembre 2010

Le facce di Inter e Milan


Uno è stato un grandissimo giocatore sottovalutato che ha vinto tutto (campionati e mondiali per club e per nazionali). L'altro è da sempre sopravvalutato ma non ha mai vintopraticamente nulla. Uno ha una carriera specchiata con un solo, momento di follia, l'altro di follie ne fa una al giorno, se non di più. Uno rappresenta la faccia pulita del calcio, l'altro quella più brutta e becera, quella dei presunti campioni che pensano di essere onnipotenti. L'uno è un bel ragazzone anche dopo i 40, l'altro non ne parliamo (però lui dice di aver fatto sesso con non so quanti milioni di donne, con le chiacchiere). L'umiltà di un Campione vero, capace di giocare pure da terzino e bene pur di giocare e vincere un mondiale, contro i capricci di un mezzo giocatore.
Entrambi hanno mandato a quel paese i loro rispettivi ex-presidenti, ma con stili e soprattutto per motivi molto differenti. L'uno ha sempre dimostrato di essere un Uomo, l'altro un bambino piccolo piccolo.
Sono le facce nuove di Inter e Milan, ma pur essendo gli ultimi arrivati, rappresentano al meglio quello che i due club rappresentanoa livello di stile nei comportamenti ma anche di sostanza in questo momento. Lo stile di Leonardo contro la cafonaggine, per non dire di peggio, di Cassano. Ci spiace , ci piange il cuore, parlare così tanto di Inter in questo momento ma è inevitabile, tanto stridente è il contrasto e la differenza tra i due club: uno Modello da tutti i punti di vista, l'altro, purtroppo, vergogna nazionale(tra le tante sempre legate allo stesso personaggio). E come dare torto a Leo per la sua scelta. Come molti di noi vede nell'Inter di oggi quello che vorrebbe vedere nel Milan.

venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale, ma non a tutti.



Non al nano di merda, non a Fester. Non a Superpippa, a Gattuso, non a Critica, non a Raiu, non a Letizia, non a Criscitiello, soprattutto dopo l'ultima infame intervista contro Leo. Non a Cassano, che per parte nostra, non è il benvenuto ma se manda affanculo il nano allora diventa nostro idolo. Come lo è diventato Leo, che affanculo il nano ce l'ha mandato, con grande stile però. Come lo è sempre stato Ronaldinho, Campione ovunque e comunque, in campo e fuori. Noi che ti vogliamo bene te l'avevamo detto che facevi meglio ad andare al City o , ancora meglio, a rimanere dov'eri. Buon Natale a tutti i milanisti incompatibili e a tutti i tifosi, di tutte le squadre, che hanno il nostro stesso modo di sentire e vedere il football. Buon Natale a tutti i giusti e agli onesti (senza virgoletti). Agli altri no, qualsiasi maglia abbiano.
E soprattutto Forza Milan.
Che sia l'ultimo Natale così.

sabato 18 settembre 2010

Bravo Leo



Riporto qui l'intervista rilasciata da Leonardo sulla Gazzetta evidenziando quello che secondo me ha detto di più significativo e interessante.


MILANO, 18 settembre 2010 - "Bello". Leonardo Nascimento de Araújo lo ripete spesso mentre parla dei suoi ragazzi su una panchina del Parco Sempione in faccia all’Arena. Prime foglie gialle sui viali. Ha gli occhi di una maestra innamorata della sua ultima classe. "Thiago Silva aveva bisogno di certezze, indicazioni. L’Europa non è facile per un difensore brasiliano dai piedi buoni. Abate e Antonini dovevano fare il salto mentale, crederci: io posso. Bello vedere Antonini in Nazionale. Borriello aveva bisogno di spazio. Dida non diceva una parola, ma lavorava come un matto. Bello. Silenzio influente quello di Pirlo. Ambrosini, al primo anno da capitano, ci ha trascinati. La personalità di Seedorf. Ronaldinho aveva recuperato energie ed entusiasmo, ogni tanto un calo, allora gli dicevo: ehi... E ripartiva. Pato alla prima stagione vera da titolare, tra infortuni, problemi. Il ritorno di Nesta dato per morto. Bello. All’esterno appaiono campioni, visti dall’interno sono ragazzi con la loro sensibilità, le loro fragilità. Guidarli è stata un’esperienza umanamente entusiasmante, gratificante. Bello". Anche per questo allenerà ancora. In Inghilterra forse.
Leonardo, com’è stata l’estate?
"Ho finito il Master a Coverciano, ho staccato seguendo il Mondiale da lontano e mi sono fatto 40-50 giorni di vacanza come mai in vita mia. Dal Brasile e Ischia".
Pensavamo di vederla c.t. o nella macchina organizzativa del Mondiale 2014.
"Avevo dato la mia disponibilità. La sola che ho dato, senza specificare il ruolo. Sarà un Mondiale particolare per il mio Paese, l’occasione per agganciare il nostro calcio arretrato alla crescita di un Brasile che è la nona economia al mondo e diventerà la settima. Ma la mia disponibilità è rimasta lì. Mai parlato con nessuno".
Allora?
"Commenterò la Champions per Sky inglese e Canal Plus. Quest’anno farò base a Milano e ruoterò tra Londra, Parigi e Rio. Studierò calcio. Partite, ma anche libri. Voglio crearmi un mio archivio, un mio bagaglio professionale. Al Milan, per inesperienza, ho dovuto anche improvvisare. In fondo, la prima partita che ho seguito con occhi da allenatore è stata nel maggio 2009. Ora voglio definire un metodo mio su ogni fronte: rapporto con la squadra, società, stampa... Chi assumerà Leonardo, comprerà un metodo di lavoro".
Chi assumerà Leonardo?
"Vorrei l’Inghilterra, dove il ruolo di manager consente una gestione complessiva del prodotto sportivo. Sarò spesso in Inghilterra quest’anno".
Chiamasse Moratti?
"Ci conosciamo da anni. Incontri sempre affettuosi e disinteressati. In nessun’altra lingua esiste un concetto nitido come il vostro mai dire mai...".
Scrupoli da ex milanista?
"Il Milan per me è stato tanto: giocatore, dirigente, allenatore. A un certo punto dei 13 anni rossoneri ho pensato che il Milan fosse la mia eternità. Invece ho chiuso. Quest’anno mi servirà per cambiare pelle, per vedere le cose con occhi neutri. Non da milanista".
Leonardo all’Inter. Come la prenderebbe Galliani?
"Rispetterebbe la mia decisione come ha rispettato quella di rescindere con il Milan".
Leonardo, 41 anni, 13 passati al Milan. Afp
Leonardo, 41 anni, 13 passati al Milan. Afp
Non è stato Berlusconi a cacciarla perché giocava male?
"Due cose chiare. Prima: non me ne sarei mai andato dopo 13 anni per ragioni tattiche. Anche perché il Milan oggi gioca come prima. Secondo: sono io che ho deciso di andarmene, io ho rinunciato a un anno di contratto per lasciarci nel migliore dei modi. Me ne sono andato per ragioni di incompatibilità di carattere e di stile. Sono tutte cose che ho detto anche a lui. A Narciso tutto quello che non è specchio non piace".
L’ultima volta che vi siete parlati faccia a faccia?
"Roma-Milan, a marzo".
Sorpreso che, alla presentazione di Allegri, Berlusconi sia stato così duro contro di lei?
"Non so perché parli tanto di me. Dentro di lui dev’esserci qualcosa che non è a posto".
Berlusconi dice che, da mister, avrebbe vinto lo scudetto.
"Il 'te l’avevo detto' dopo che le cose sono andate male è un giochino un po’ banale".
Lei lo avrebbe vinto lo scudetto con Pato e Nesta sani?
"Se l’infortunio di due giocatori frena la squadra significa che  non ha un organico da scudetto. Io non recrimino".
A inizio stagione non le avevano promesso rinforzi?
"No. Io accettai la politica della società che prevedeva cessioni importanti e acquisti se possibili. Kakà non è stato ceduto per ragioni tattiche. E’ stato mollato Ancelotti, un vincente. In un periodo di disamore di Berlusconi e di distanza, i giocatori hanno dato tutto e di più. Eccezionali: i vecchi che avevano mille ragioni per non fare e i giovani per il loro entusiasmo. E hanno portato il Milan in Champions. Splendidi. I ragazzi mi hanno dato emozioni più belle del trionfo al Bernabeu".

Allegri invece ha avuto Ibrahimovic e Robinho.
"E Boateng, gran giocatore. Però non recrimino. Ripeto: accettai la politica della società. Però sono stati loro a chiedermi di allenare. E tanto".
Come lo vede Allegri?
Non ha un compito facile.Deve augurarsi che stiano tutti bene. Io spero che gli lascino tempo e spazio. Altrimenti tra un anno dovrà arrivare un altro. Non è da Milan cambiare un allenatore all’anno".
Quanto ha cercato di trattenerla in panca Galliani? [
"Galliani lavora per il Milan 24 ore su 24, vive di Milan. Ho per lui un rispetto infinito. Mi ha permesso di studiare da dirigente accanto a lui, ho sempre sentito la sua stima. E c’è tanto di suo nella mia panchina rossonera. Alla fine ha rispettato le mie scelte".
Il più grande di tutti i tempi?
"Lasciamo stare Pelé e Maradona nel loro olimpo. Tra quelli che ho visto giocare io, il più grande è stato Ronaldo".
Chi vince lo scudetto?
"L’Inter è ancora la favorita per quello che ha fatto nelle ultime stagioni, ma quest’anno vedo molto più equilibrio e più squadre in lotta".
Mourinho?
"Un esempio di lavoro. Non vince per caso. Dietro le sue brillanti conferenze stampa c’è tanto sudore".
Per come lo conosce, si meraviglierebbe di vedere Kakà all’Inter?
"Per come lo conosco, mi meraviglierei se lasciasse il Real senza aver vinto nulla".
La Juve fatica?
"L’impressione è che abbia un programma a lungo termine. Serve pazienza. Diego? Non ha trovato empatia a Torino".
La Roma?
"Ha la forza della sua logica di gioco. Non mi aspettavo il ritorno di Adriano. In Brasile stava bene. Forse ha voluto raccogliere la sfida rimasta in sospeso in Italia".


L’Italia di Cassano e Balotelli?
"Mi piacciono i giocatori così. Non è facile essere Balotelli nella nostra società. La vita è fatta di azioni e reazioni. Di Mario si considerano quasi solo le reazioni. Allenarlo e aiutarlo a crescere sarebbe una bella sfida".
Sui viali del Parco Sempione, Leonardo ha riscoperto il piacere della corsa. "Non quella frenetica dell’allenamento. La corsa lunga e lenta. Dopo un’ora, non mi fermerei più". Corre lentamente, ha fatto di Milano il suo baricentro per vivere meglio i sentimenti privati e legge l’ultimo Coelho, "Aleph". "Un viaggiatore sulla Transiberiana spiega che la vita è un passaggio da una carrozza all’altra: dall’estetica, all’etica alla spiritualità. Bello". Leonardo Nascimento de Araujo è in viaggio verso il suo futuro. Un peccato non averlo più a bordo del nostro calcio.
Luigi Garlando

sabato 24 luglio 2010

Leonardo non era neanche la seconda scelta.

da Milannews

Dopo una giornata piuttosto frenetica per la federcalcio brasiliana con il forzato rifiuto alla panchina verdeoro di Ramalho, costretto a rimanere alla guida della Fluminense, si è finalmente arrivati alla scelta del nuovo ct del Brasile. Sarà Mano Menezes, allenatore del Corinthians, che ha deciso di accettare la delicata sfida di guidare la selezione carioca ai Mondiali del 2014 che si svolgeranno in patria:"Dico ufficialmente a tutto il Brasile che ho deciso di accettare la proposta del presidente Ricardo Teixeira - ha affermato Menezes - Sono felice e orgoglioso e non potrebbe essere diversamente".


Dunque chi denigrava Leo dicendo che la sua dichiarazione di "incompatibilità" fosse una scelta di comodo per giustificare un suo addio per potersi sistemare sulla panchina della Selecao è stato servito.
Ma anche chi sparlava di un Leonardo grande allenatore apprezzato e stimato da tutti. Come persona e come dirigente forse. Come allenatore ne deve ancora mangiare di pane duro. E lui lo sa. Con grande umiltà si è messo a studiare per prendere il patentino (e non certo per i motivi esposti nei deliri di Critica , o meglio de Il Giornale ,che lo "vedeva", ancora per quest'anno, sulla panchina rossonera: alla fine chi scrive le bufale viene smascherato).
I grandi si riconoscono anche dal fatto che riconoscono i propri limiti e cercano di migliorarsi. SEMPRE.


GRAZIE LEO

mercoledì 16 giugno 2010

Sulla bufala del ritorno di Leonardo.



La "notizia" era stata pubblicata da "Il Giornale" (toh, che caso!) già il 12 giugno (quindi non venitemela a menare con Critica che ne aveva parlato solo il giorno dopo, veramente fonti di prima mano, copia e incolla dal Giornale, :D) al solo scopo di fare pressioni a Cellino, come se Cellino forse uno scemo qualunque. O ci va Galliani a convincere Leonardo e Berlusconi che va tutto bene così?
Piuttosto se la faccenda non si sblocca (ma si sbloccherà) ci toccherà sorbirci Filippo Galli o peggio ancora Costamerda.
Ma dare una chance al Tasso no?
In fin dei conti anche Mourinho per tanti anni è stato solo un vice.

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