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giovedì 19 dicembre 2013

Quelli incazzati neri siamo noi.


Il mio commento:  Potevi ammazzarti prima di sporcare la nostra maglia. Ora è tardi. Di macchie sulla tua carriera già ce ne sono parecchie. Quella volta che rifiutasti di fare il controllo antidoping, per esempio... 



L'articolo, dal sito de La Stampa.

Gattuso: “Mai truccato una partita,
se viene fuori il contrario mi ammazzo”

L’ex rossonero indagato per “tredici contatti telefonici” con un arrestato:
«Sono arrabbiato e offeso, non voglio nessuna macchia sulla mia carriera»

«Rino, cosa è successo?». Quando stamattina poco prima delle 7 gli agenti inviati dal pm De Martino hanno suonato al campanello di casa Gattuso, a Gallarate, ad aprire la porta c’era la moglie. A riportarlo a casa la sua telefonata che lo avvertiva: sei indagato nell’inchiesta calcioscommesse di Cremona. 

Lui, “Ringhio”, campione del mondo, era a Napoli per un corso allenatori. Doveva andare a lezione da Benitez. «Ora voglio capire anche io, cosa è successo?», la reazione immediata, prima dello scatto improvviso come neanche in campo gli riuscivano, dall’albergo sul lungomare napoletano verso la stazione del treno. Era successo che il gip nella sua ordinanza della nuova operazione citava 13 contatti telefonici - ovvero sms - inviati da Francesco Bazzani, mister X, a Gattuso. 

Mentre la polizia portava via il computer e l’ipad consegnato dalla signora Gattuso, Rino - chilometro dopo chilometro - era informato degli sviluppi dal suo procuratore Andrea D’Amico, pronto ad assicurare in mattinata che il suo assistito cadeva letteralmente dalle nuvole. Poi, all’arrivo alla stazione di Milano, la reazione forte e in prima persona davanti alle telecamere, in linea col personaggio Gattuso, sempre pronto a metterci la faccia: «Sono arrabbiato e offeso: non voglio macchie sulla mia carriera. Non ho mai scommesso e non so neanche come si trucca una partita: non saprei da dove cominciare...», il grido dell’ex giocatore che si spinge oltre: «Se venisse dimostrato che ho truccato una partita sono disposto ad andare in piazza, so di dire una cosa forte, e ammazzarmi. Chi mi conosce sa che non ci sto a perdere neanche una partitella, neanche a scopa con gli amici’’. 

Per anni è stato un simbolo: del Milan, della nazionale, della sua Calabria, della gente nata povera e però ricca della voglia di arrivare fino al traguardo. Ora l’ombra del mostro scommesse. L’incrocio con mister Y, il tramite tra il clan di Singapore e i calciatori coinvolti nell’inchiesta di Cremona, l’uomo al quale il pm De Martino ha dato la caccia per più di un anno. E poi l’amicizia fraterna con Salvatore Pipieri, socio calabrese a Corigliano, spesso al seguito di Rino e ora nelle carte dell’ordinanza del gip per alcuni contatti con Bazzani, nome e volto del signor Y. Impossibile negare che per Gattuso sia stato uno dei giorni più brutti. 

«Anche perché - ricordava a metà giornata D’Amico - sappiamo che quando certi nomi eclatanti vengono coinvolti l’eco è enorme, quando poi sono prosciolti l’eco è sommessa...». Un altro suo assistito, Domenico Criscito, lo aveva vissuto sulle proprie spalle con le foto che lo ritraevano a pranzo con gli “slavi”, l’iscrizione nel registro degli indagati, l’esclusione dalla nazionale per l’Europeo e poi il proscioglimento. «La storia di Gattuso e la mia? Lasciamo perdere, non voglio più parlare di certe cose...», sibila Criscito oggi, in Italia per la pausa del campionato russo del suo Zenit. 

Analoga certezza di uscirne la nutre oggi Gattuso. «È una roba assurda e incredibile perché non so cosa vogliano da me»: e in quell’assurdo risuona l’eco dei ’’13 contatti del Bazzani con l’utenza in uso al giocatore’’, citati nell’ordinanza. Sms inviati nell’arco di più di un anno, uno addirittura da dentro Milanello, e ai quali mancano riscontri di riposte da parte di Gattuso almeno nelle carte: eccola la prima considerazione al vaglio del suo staff, e che ora dovrà trasformarsi in tesi degli avvocati. Gattuso li ha subito individuati con D’Amico. Sono Guadalupi e Rosso, gli stessi di Criscito, mentre al “fratello” Pipieri è stato affiancato Salvatore Mannino, figlio dell’ex ministro Calogero. Le carte dell’indagine sono in viaggio per Firenze, sede forense dei due legali. Gattuso intanto ha già fatto sapere che chiederà di essere ascoltato quanto prima. «Vado a chiarire tutto, sono sereno...» e sì che il volto era meno teso di quando in campo la trance agonistica lo trasfigurava. Forse per quelle strette di mano dei viaggiatori che lo hanno incrociato tra un binario e l’altro della stazione di Milano. Per loro, Gattuso deve essere restato il “Ringhio” di sempre. 

lunedì 14 gennaio 2013

Doping?

Da Calciomercatoweb

CORINTHIANS PATO MILAN/ SAN PAOLO (Brasile) –“Cornuti e mazziati” recita il vecchio adagio popolare che mai come oggi calza a pennello per descrivere la situazione delMilan. Dopo aver ceduto Patoal Corinthians, i rossoneri sono stati infatti accusati dal medico che ha monitorato la muscolatura dell’attaccante, dando il via libera al suo ritorno alle attività: “Può tornare a giocare – esordisce Beny Schmidt, primario del reparto di Neurologia Muscolare a San Paolo a Folha de Sao Paulo – la biopsia non ha rilevato alcun problema, tranne qualche alterazione minima. Questa situazione dipende dagli allenamenti fatti in Italia. Non è una questione di intensità, ma di monitoraggio per conoscere a fondo i muscoli. Ci sono trattamenti e sostanze utilizzate da squadre straniere che non conosciamo in maniera specifica”, ha concluso il medico.


Ricordate la storia della crescita? Degli 8 centimetri?   Etc...,  Etc.. etc... etc...

giovedì 3 novembre 2011

Vi ricordate di Javi Moreno?





31-10-2004 "Clamorose dichiarazioni dell’ex attaccante milanista Javi Moreno, attualmente in forza al Saragozza; in un’intervista al quotidiano sportivo "AS", il giocatore, alla richiesta di un commento sulle vicende giudiziarie che vedono coinvolta la Juve per le note accuse di frode sportiva, ha avanzato sospetti sulla condotta della società AC Milan, in cui ha militato nella stagione 2001-2002."Non mi stupisce che la Juve sia indagata" ha detto Moreno "la Serie A non è pulita come si pensa. Quando ero al Milan, giravano strane pillole in refettorio, e ho visto con questi occhi più di un giocatore sottoposto a flebo nell’intervallo delle partite". L’attaccante spagnolo ricorda poi un episodio, che, qualora confermato, potrebbe rivelarsi esplosivo: "A gennaio, quando incontrammo l’Udinese, doveva giocare Roque Junior. Questi, però si rifiutò di sottoporsi ad una flebo il venerdì e venne mandato in tribuna, con la minaccia di essere ceduto ad una squadra minore".


articolo già pubblicato da me su Footballart e Rossonerodivergogna e pubblicato orinariamente  , non certo da me, su Datasport.

martedì 1 novembre 2011

Ma che succede al calcio italiano?


Dai casi di Sla, alla leucemia di Beatrice ai problemi di Gattuso e Cassano. Le inchieste di Guarinello

di GIUSEPPE CALABRESE  per Repubblica.
Ma che succede al calcio italiano?
Ma che succede al calcio italiano? O cosa è successo in questi anni? Domande che girano nella testa di ognuno tutte le volte che un calciatore si ammala. L'ultimo caso è quello di Antonio Cassano, colpito sembra da un ictus e ancora ricoverato in ospedale. Un dramma umano prima (molto prima) che sportivo. Come il problema all'occhio che ha colpito Rino Gattuso. Carriere a rischio, uomini che sembravano invincibili piegati da malattie inspiegabili. Atleti bruciati e non ci sono risposte. Solo domande. Perché? si è chiesta la mamma di Cassano. Perché? si è chiesta molti anni fa la moglie di Bruno Beatrice, morto nel 1987, a 39 anni, per leucemia mieloide. La sua denuncia fa partire l'inchiesta del procuratore Guariniello sulle morti sospette. Indagini, ipotesi, accuse ma non si arriva a niente. Il calcio di quel periodo - siamo agli inizi degli anni Settanta - ha meno conoscenze mediche e meno regole, e quel lungo elenco di morte si porta dietro sempre la stessa domanda: perché? E perché tutti alla Fiorentina. Cosa è successo? la lista è drammatocamente lunga. Nel 2003, a 56 anni, muore Nello Saltutti per un attacco di cuore. L'anno dopo, nel 2004, a 59 anni muore Ugo Ferrante, libero della Fiorentina del secondo scudetto, per un tumore alle tonsille. nello stesso anno muore per un linfoma anche Mario Sforzi, due stagioni nel settore giovanile della società viola. E ancora. Nel 2006 tocca a Giuseppe Longoni, che muore a 56 anni per vasculopatia cronica e lesioni cerebrali.

E nel 2009 muore Massimo Mattolini. Era una bella squadra quella Fiorentina. C'era anche Angelo Lombardo, morto nel 2007 per una sclerosi laterale amiotrofica. E c'erano anche Mimmo Caso, sopravvissuto ad un tumore al fegato e Giancarlo Antognoni, sopravvissuto ad una crisi cardiaca. Tutti nomi finiti nell'inchiesta di Guariniello, che nei suoi faldoni di indagine ha annotato anche i calciatori malati di Sla. Da Segato (il primo a cui fu diagnosticata questa malattia nel 1968 e morto nel 1973) a Signorini (finora i morti sono circa 40), fino a Borgonovo, che qualche anno fa ha deciso di mostrare il suo corpo consumato per scuotere le coscienze delle persone e stimolare la ricerca. Lui, Borgonovo, ha sempre sostenuto che il calcio con la sua malattia non c'entra niente. La chiama "la stronza" e continua a lottare. Accanto a lui la moglie Chantal, meravigliosa, e i suoi figli. Stefano non parla, comunica attraverso un computer che fa funzionare con il battito degli occhi. Poche parole, ma tutte di speranza. La stessa che hanno negli occhi la mamma di Antonio Cassano e sua moglie Carolina. La stessa forza che ha mostrato Rino Gattuso raccontando il suo dramma. Però c'è sempre quella domanda a tormentarci le coscienze. Inquietante. Terribile. Ma che succede al calcio italiano?
(01 novembre 2011)

domenica 30 ottobre 2011

Un brutto weekend

Un brutto Milan riesce a spuntarla contro una Roma che ancora non sa a cosa gioca. Una Juventus bruttina vince contro un Inter stanca e sfortunata. La classifica recita nelle prime 5 posizioni:
Juventus 19
Udinese 18
Lazio 18
Milan 17
Napoli 14
Per quello che può valere la classifica a ottobre.
La Roma e l'Inter è dietro ma guai a pensare che dopo 9 partite giocate che qualsiasi squadra sia fuori dai giochi, soprattutto con un campionato così livellato.

Nella serata è arrivata la notizia che Cassano sta male( i fischi dell'Olimpico hanno funzionato?)
Anche lui vede doppio. Sicuri che il doping non faccia male?

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