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martedì 18 marzo 2014

Uno due tre quattro

Dopo Sassuolo e Madrid, finalmente una quaterna casalinga, ci mancava.
Inutile dire altre cose su questo Milan, sul fatto che Allegri e Seedorf non hanno, entrambi, colpe, e che le colpe le ha tutte la società (proprietà+dirigenza).
Piuttosto segnalo il fatto che Moggi stia minacciando, neanche tanto velatamente, di vuotere il sacco sullo Zio Fester. Sarebbe un'ottima notizia.

martedì 2 ottobre 2012

Benino così.

Il risultato poteva essere migliore ma a Parma abbiamo pagato il tributo Abbiati. Chissà ad averci in porta un portiere vero (quindi non Amelia, grazie).

sabato 17 marzo 2012

Panico Barcellona. Ma bisogna pensare al Parma

Il sorteggio è stato, per una volta, poco clemente per il Milan. Con il suo potere , il Milan non è tagliato fuori dalla competizione ma il livello delle due squadre non è neanche lontanamente paragonabile. Intanto è già iniziata la guerra psicologica. Leggete qua...

"Uno schiaffo alla miseria. Di più, un insulto alla passione per il calcio. Di che parliamo? Del prezzo fissato dal Barcellona per il settore ospiti per la sfida del Camp Nou con il Milan del 3 aprile. Il ritorno dei quarti di finale di Champions League, manco avessi detto la finale.
 
89 euro. Una cifra che fa impallidire i 62 euro di Chelsea-Napoli. E soprattutto che ha poche giustificazioni. Londra è una città cara, dove un pacchetto di sigarette costa oltre 10 sterline. Dunque il tutto è rapportato, anche il biglietto di una partita di calcio. E se poi ci mettiamo che il settore ospiti a Stamford Bridge è praticamente a bordo campo, siamo disposti a chiudere un occhio.
 
A Barcellona i tifosi rossoneri saranno invece in piccionaia. Chi è stato al Camp Nou lo sa. Grande impianto, da oltre 100mila posti. E se non sei in tribuna è normale che tu finisca lontanuccio da Messi e Thiago Silva. Niente di male, anche a San Siro gli ospiti sono assiepati da qualche anno al terzo anello. Ciò che resta difficile da capire è il perché di un prezzo così alto. La Spagna è in piena recessione, gli affitti e il costo degli immobili sono calati vertiginosamente, il costo della vita è più basso che in Italia. E allora da dove escono questi 89 euro? Semplice, da un piano (diabolico). Il Barcellona sa che per i tifosi del Milan questa potrebbe essere la trasferta dell'anno e lucra sul loro amore per il Diavolo. Una vergogna, soprattutto per chi parla di popolo a ogni spron battuto. Ma se non sei catalano, allora non esisti, evidentemente. Complimenti." MaGu

Per fortuna c'è chi sa come rispondere a tono... 

"Non ci vuole un grande cervello per capire il perché di quel prezzo. Non c'entra un cacchio la crisi o la posizione nello stadio. C'entra il libero mercato e la possibilità della società di imporre i prezzi che ritiene più congrui per avere il massimo guadagno. La società Barcellona sa che riempirà lo stadio al 100% anche se metterà i prezzi a 150€ l'uno. Chelsea Napoli è a Londra ma non conta niente! Il Napoli non ha l'appeal del Milan e il Chelsea sta facendo schifo quest'anno e non è più minimamente paragonabile con il Barcellona. In più erano ottavi di finale e non quarti. Insomma il solito articolo alla membro di segugio. Prezzo giustissimo!"

giovedì 16 febbraio 2012

Vittoria importante ma...

... ma non dovremmo pensare di essere più forti di quelli che siamo. L'Arsenal in assoluto rimane più forte di noi, ma in questo momento, a parte il possesso palla e Van Persie e Song in grande spolvero, ha dei problemi seri sia in fase di conclusione che delle evidenti amnesie difensive. Quelle amnesie difensive che hanno permesso a un Milan non certo irresistibile ma cinico, di capitalizzare al massimo le non tantissime occasioni da gol capitate. Che unite a un Abbiati al massimo della forma e ad un Robinho insolitamente concreto hanno consentito al Milan di uscire da San Siro con un risultato decisamente sproporzionato rispetto a quanto visto in campo. Il discorso qualificazione è (quasi) chiuso. A mia memoria mai una squadra è riuscita a passare dopo un 4-0 subito fuori casa, ma i record sono fatti per essere battuti. Pensando anche alla mancata vittoria della Juventus a Parma bisogna pensare a frenare i facili entusiasmi. A parole son bravi tutti, ma nei fatti?

mercoledì 26 ottobre 2011

Nocerino, altro "campione"



Dopo Lecce ho sentito deliri su Boateng definito campione o addirittura fuoriclasse (sic). Ora diranno che è fuoriclasse pure Nocerino, magari. Non è che , forse, come ho sempre sostenuto io, erano quelli che giocavano prima (Gattuso, Inzaghi etc...etc...etc...) ad essere delle pippe? Che qualsiasi metti al posto loro sembrano fenomeni?
A proposito di Boateng: il gol di Giovinco è in gran parte frutto di un suo grave errore (con la gentile collaborazione di Taiwo e il sempre pessimo Abbiati,...è il caso di dire faccetta nera...).
Gli arbitri continuano , tristemente, ancora a determinare la classifica. Come a Lecce  anche in questo caso l'arbitro , Valeri stavolta, ci pensa , ci ripensa, poi capisce che quelli con la maglia nerazzurra sono gli atalantini e quelli in maglia bianca l'Inter e da l'ennesimo rigore inventato contro. Alla faccia della bufala della sudditanza psicologica.

domenica 13 febbraio 2011

il commento alla 25esima giornata di campionato



Dunque questo miniciclo favorevole al Milan si è concluso con un piccolo vantaggio per noi (noi, giocando contro Genoa e Parma abbiamo fatto 4 punti, l'Inter contro Roma e Juventus 3). La Roma si tira fuori dai giochi , mentre la Juve zitta zitta si rimette in corsa giocando una buona partita contro l'Inter, bella ma sfortunata. Il Napoli supera l'esame di maturità e a questo punto può giocarsela. Le partite sono molte o poche a seconda dei punti di vista ma abbastanza per consentire grandi recuperi (Juventus) e non troppe per azzoppare un Napoli che sta volano oltre i suoi limiti. Il Milan vince facile ma proprio per questo è presto per dire che è fuori dalla crisi. D'ora in avanti avrà un calendario più difficile dell'Inter, ancora più difficile se pensiamo che ora c'è anche la Champions che andrà a complicare molto le cose. Insomma un campionato bello e apertissimo in cui il Milan oggi può sorridere ma che già da domani deve rimettersi a sudare visto che nelle prossime 13 partite dovranno arrivere quelle 9-10 partite di cui parlava Allegri, se si vuole essere sicuri di vincere. Non sarà affatto una passeggiata.

sabato 12 febbraio 2011

Obbligati a vincere.

Obbligati a vincere dalle rivali che incombono. Obbligati a vincere da un turno sulla carta tutto favorevole a noi, l'unica Big a non avere uno scontro diretto. Obbligati a vincere per guadagnare qualche punticino da Napoli, Inter, Roma, Juventus che nelle due sfide incrociate di oggi , giocoforza, perderanno qualche punticino.
Obbligati a vincere oggi per non dover già oggi ammainare bandiera bianca. Perdere punti oggi, soprattutto nei riguardi di Napoli e Inter sarebbe una mazzata incredibile. Ma anche perderli nei confronti di Roma e Juventus, alla lunga potrebbe risultare fatale persino in chiave Champions. Obbligati a vincere per far fruttare questa giornata che il calendario ci regala al posto giusto , nel momento giusto. Per respirare un po' e provare a invertire l'inerzia del campionato. Ma per farlo bisognerà vincere, e vincere in casa , contro una piccola che in contropiede è pericolosissima. Una partita che sulla carta è facile ma per questo Milan potrebbe diventare durissima. Ma se c'è ancora la presunzione di voler vincere lo scudetto, non ci sono alternative.

domenica 3 ottobre 2010

Parma-Milan 0-1



Non avendo potuto vedere la partita vi rimando all'ottimo post di Marcovan su Screwdrivers da cui riprendo brevemente un piccolo spunto.
Il fatto che molti tifosi vogliano "sostituirsi" agli allenatori. Proprio ieri su Screwdrivers, all'inizio della partita avevano iniziato a mugugnare contro Allegri per aver allineato, esattamente come facevano, Ancelotti e Leonardo, Seedorf e Pirlo insieme. Abbiamo vinto con un gol di Pirlo su passaggio di Seedorf.
Come volevasi dimostrare.
Giù le mani da Allegri.

sabato 2 ottobre 2010

Verso Parma-Milan







Squadra
Parma
4-2-3-1
A disposizione
1Pavarini
29Paletta
51Dellafiore
26Pisano
80Valiani
10Dzemaili
86Bojinov
Indisponibili
Galloppa, Paloschi, Giovinco
Squadra
AC Milan
4-3-3
A disposizione
1Amelia
20Abate
15Papastathopoulos
16Flamini
10Seedorf
7Alexandre Pato
9Inzaghi
Indisponibili
Ambrosini, Bonera

giovedì 25 marzo 2010

Non ce n'è.

Il Milan è scoppiato, Leo lo sa e per questo rinforza il centrocampo. Ma non basta e la coperta rimane sempre corta e non potrebbe essere diversamente.
Superpippa ancora una volta è stato decisivo in negativo: il gol divorato (in fuorigioco non segnalato) può essere il riassunto della sua carriera.
Pirlo ha straperso (oltre alla testa) il duello tra "zingari" con Valiani.
Degli altri che dire?

Thiago Silva ha fatto vedere tutti quei limiti che ben conoscono in Brasile ma che ancora era riuscito a nascondere quest'anno. Idem Abbiati. Flamini troppo falloso. Ronaldinho predica nel deserto. Huntelaar gioca sempre troppo poco e mal servito. Seedorf fa quello che può.
Questi sono i migliori che abbiamo, tra quelli che non sono in infermeria. Non parliamo degli altri.
Per fortuna che i punti di vantaggio dalla quarta e dalla quinta sono tanti, altrimenti..
E poi c'è pure la beffa di Bojinov (altro che Balotelli).
Noi l'avevamo detto di non illudersi troppo.
E' da Natale che la squadra cammina e la condizione continua a calare.

Come dissi in tempi non sospetti la vera e unica possibile anti-Inter è la Roma, che ha un organico sontuoso, soprattutto se paragonato al nostro.
Questa Sneijder-dipendenza  dell'Inter proprio non s'è vista e ora che è tornato in forma Eto'o credo proprio che l'Inter avrà ancora maggior facilità nell'andare al gol.
Piccolo commento di chiusura. E' tornato in campo Christian Chivu: auguri Christian.
Alla faccia degli iettatori di Sport Mediaset.

mercoledì 24 marzo 2010

Pato-Paloschi. Il futuro è già ... in infermeria.

Stasera Parma-Milan, ennesima partita "decisiva" della stagione. Non ci sarà Pato, infortunato cronico e neppure Paloschi  per lo stesso motivo.
4 gol in 17 partite non è certamente un bottino esaltante ma il tempo è comunque dalla sua parte.
Tuttavia questi infortunii , come per Pato, fanno preoccupare.
O almeno dovrebbero , chi di (in)competenza.

domenica 1 novembre 2009

LA SCOMMESSA DI LEO E GLI ALTRI.


Non sapremo mai esattamente cosa sia successo nelle due settimane successive alla partita con l’Atalanta ma qualcosa è accaduto, qualcosa di estremamente positivo che forse è scattato alle parole da vero capitano di Nesta alla fine di quel match pareggiato nel finale dopo aver regalato un tempo intero. Era un Milan senza arte né parte, senza un’identità, senza uno spirito di gruppo. Non si trattava solo di questione di schemi o di uomini ma proprio di ciò che viene prima e cioè dell’idea di squadra che un tecnico deve essere capace di trasmettere al gruppo. La sensazione palese era quella di undici giocatori che si autogestivano in campo, di undici giocatori che non credevano in quello che facevano durante la partita così come in quello che veniva loro trasmesso negli allenamenti durante la settimana. Eravamo insicuri e pavidi, ordinari. La squadra non ci regalava nessuna emozione.

Poi Leonardo decide di giocarsela di testa sua, di tornare a quel 4-2-1-3 che aveva abbandonato già a partire dal secondo tempo dell’amichevole con i Galaxy del “nostro” Beckham. Decide che se proprio deve fare brutta figura ed essere cacciato è meglio farlo dopo aver combattuto affinché il Milan giochi ispirandosi al suo credo tattico. Non importa se la proprietà non gli ha regalato quei due acquisti che gli avrebbero fatto comodo per avvicinarsi a quel Brasile dell’82 cui tanto guarda e reso la vita certamente più facile, decide di rimboccarsi le maniche e di provarci con quello che ha. E’ l’unico modo per tentare di guarire dalla sterilità offensiva e da quel gusto per la sfida che molti del Milan devono sentirsi addosso per dare il meglio di sé. L’ultimo orrore lo vedremo nel 4-4-2 del primo tempo con la Roma, figlio probabilmente di una chiacchierata con la vecchia guardia forse restia a cambiare mentalità proprio contro una squadra data in piena salute, poi in quello spogliatoio tra un tempo e l’altro si è definitivamente trovato il coraggio di scommettere su se stessi nonostante tutto, nonostante quello stadio semi-deserto che fischiava, nonostante quel presidente così lontano quando le cose vanno male, nonostante quell’amministratore delegato bravo solo a prendersela ingiustamente con un preparato e serio giornalista dopo una sconfitta interna con lo Zurigo. Da quel momento Leonardo è diventato un tutt’uno con la squadra perché è riuscito ad imporre le sue idee al gruppo, a farle accettare trovando lo spirito di sacrificio in chi non aveva mai corso così tanto nella sua carriera (Seedorf per esempio), è diventato leader in panchina e non corpo estraneo-longa manus del presidente che aveva mandato via Kakà e Ancelotti, persone che la vecchia guardia amava e stimava e che mai avrebbe voluto veder allontanate. Lui ora è una persona che sta imparando a farsi apprezzare da quelli che allena anche come tecnico e non più solo come amico-dirigente.

Ed eccoci qui. Ronaldinho largo a sinistra, Pato largo a destra, un centravanti fra i tre a disposizione (ma il titolare è Borriello se sta bene), Pirlo fisso come uno dei mediani davanti alla difesa e gli altri tre (Gattuso, Ambrosini, Flamini) ruotano, Seedorf vertice alto e uomo di raccordo fra attacco e mediana. In difesa la coppia centrale titolare Thiago Silva-Nesta mentre sugli esterni ruotano Oddo, Zambrotta, Antonini, Abate. In porta prima Storari, ora Dida, in futuro Abbiati. Squadra volutamente lunga con tre uomini che tornano pochissimo (anche se ieri nel secondo tempo mi sono piaciuti parecchio in entrambe le fasi), Seedorf invece lo fa abbastanza spesso, i due mediani che tendono a stare ben piantati a protezione della difesa ed i terzini che non salgono mai assieme, sale quello che si sovrappone all’attaccante esterno in possesso di palla per sfruttarne il passaggio sulla corsa. Così vediamo Pato diventare decisivo con i tagli in area di rigore partendo dalla fascia destra, Inzaghi che si applica nel fare i movimenti alla Borriello venendo incontro al portatore di palla per poi assistere il compagno che scatta dietro ai difensori avversari, Ronaldinho che quando gli gira non solo fa il regista laterale con un piede ed una visione di gioco unici (5 assist per lui) ma addirittura dà il via alle ripartenze come ieri nell’occasione del gol del vantaggio. Ora lo posso dire senza timore di smentite, questo non è più il Milan di Tassotti, non è quello di Ancelotti, non è un ibrido senza spina dorsale, è il Milan di Leonardo.

Lo è nel bene e nel male anche se per ora possiamo dire che ci ha portato un pari a Napoli (come son contento di vedere i gobbi solo a due punti da noi dopo che sono stati battuti dai partenopei) e vittorie a Madrid, a Verona, contro il Parma e contro la Roma. Insomma niente male direi. Segnamo con continuità che era il nostro problema, prendiamo qualche gol di troppo ma è il rischio della scommessa di cui parlavo e quando non ne subiamo dobbiamo ringraziare l'uomo che non t'aspetti: Dida. Sono molto ottimista perchè vedo in Leonardo una persona che mi ha fortunatamente smentito alla grande e cioè uno che può diventare un grande allenatore. E' umile, ha capacità d'ascolto, è intelligente ed autocritico, impara in fretta dai suoi errori (vedasi la sublime gestione della gara di ieri rispetto a quella pessima col Napoli) e soprattutto si è mostrato decisionista nel momento di maggiore difficoltà, poteva lasciare andare avanti la squadra per inerzia ed invece lui si è giocato le sue carte all'insegna del motto "se sbaglio voglio farlo con la mia testa". Bravo Leo, così ti volevamo! Potrai fare altri errori e perdere altre partite ma nessuno potrà negare che ci hai provato a dare la tua impronta alla squadra, a darle un'anima e a noi gioia nel vederla giocare.

Adamos8181

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