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mercoledì 11 luglio 2012
La quiete prima della tempesta?
Abbiamo postato poco e niente negli ultimi giorni perché poco e niente c'era da dire. Abbiamo preferito un dignitoso silenzio piuttosto che inventarci fantomatiche notizie di mercato come fanno altri. Tuttavia il mercato del Milan sembra arrivato a un punto di svolta con questa trattativa per portare Ibrahimovic e Thiago Silva, le due stelle più splendenti della rosa, alla corte di Leonardo e Ancelotti. Partenze pesantissime che si aggiungerebbero a quelle dei vecchietti e ai mancati riscatti di Maxi Lopez e Aquilani: insomma una rivoluzione, forse meglio dire un pesante ridimensionamento. Vedremo come andrà a finire questa trattativa e come , eventualmente, si investiranno i soldi incassati.
martedì 3 gennaio 2012
Borriello, Huntelaar ... e Pato
Huntelaar, l'eterno goleador, ora si mette pure a fare assist e, nel momento della pausa invernale della Bundesliga, è in testa alla classifica individuale, stilata da Kicker, che fa la somma tra i gol e gli assist, guidando lo Schalke nella lotta al titolo di Bundesliga, dopo l'ottima Champions e la vittoria in Pokal (Coppa di Germania) dell'anno scorso, dimostrando quanto sia stata una cappellata venderlo così precipitosamente.
Pato, l'eterna promessa, in predicato di passare al Psg di Leonardo e Ancelotti (dove potrebbe andare anche la meteora Kaka), ha deluso, almeno chi predicava per lui un futuro alla Messi o alla Cristiano Ronaldo (ciao Dna) ma potrebbe comunque rivelarsi, almeno, un buon affare economico per un Milan che deve ancora pagare Ibrahimovic.
sabato 31 dicembre 2011
La verità sull'affare Tevez.
Milan, Psg, Manchester City. Tevez e Pato. Il Psg rivale per Tevez e partner in affari per Pato. La realtà è che a Mancini Pato è sempre piaciuto e vorrebbe usare Tevez per arrivare al brasiliano. Per questo la situazione di stallo Il Psg è interessato a entrambi e pure a Kaka. Arriverà Tevez alla fine? Probabilmente si, visto che non ha molto mercato in questo momento a parte, forse il Psg. Migliorerà la concorrenza in attacco , non risolverà i soliti problemoni in difesa e a centrocampo.
domenica 11 luglio 2010
La mascotte
"Ancelotti, che nel mio Milan alla fine degli anni '80 era uno dei 'vecchì (aveva 27-28 anni anni e la squadra un'età media di 25 e mezzo), mi ha detto che nel Milan dell'anno scorso sarebbe stato la mascotte!". (Arrigo Sacchi)
mercoledì 9 giugno 2010
Pericolo scampato. Per ora.
Ora temo per la BBC, gli svincolati del Chelsea: Ballack, Belletti e Joe Cole. Oddio l'ultimo se sta bene... appunto. SE.
Piuttosto... come mai ora Carletto si mette a fare epurazione di vecchietti?
Nuova società, nuovo Ancelotti.
O per dircela tutta, al Milan non gli permettevano di fare quello che voleva, purtroppo, al Chelsea si.
Ah se lo avessero ascoltato per tempo! Altro che Favalli!
sabato 15 maggio 2010
mercoledì 12 maggio 2010
Un paio di domande a Carletto...
Ma quando allenava la Juve queste "sensazioni" com'erano?
Ed erano poi tanto diverse da quelle che provava quando rubacchiava due Champions e uno scudetto?
Già, almeno quando la allenava lui la Juve, come dicono molti che cercano in maniera improbabile di difendere il Milan in Calciopoli , "rubava per non vincere un cazzo".
O forse Moggi diventava cattivo solo quando aveva come allenatori Lippi o Capello?
La verità è che Milan e Juventus rubavano quanto più potevano ma spesso le squadre erano talmente scarse che tutto questo non era comunque sufficiente per vincere .
Ancelotti: grande allenatore, piccolo uomo...
domenica 9 maggio 2010
Senza parole
Ma chi dovrebbe stare zitto è chi per anni ha denigrato e minimizzato i meriti di un grande allenatore che tanti difetti può avere tranne quello di non capire di calcio.
lunedì 26 aprile 2010
Tempo di bilanci (provvisori)
I numeri della gestione Leonardo rispetto all'ultimo anno di Ancelotti:
punti: -7
gol fatti: -9
gol subiti: +8
Insomma, forse non era tutta colpa di Tortello, anzi, come non è tutta colpa di "Mister 4 pappine" quest'anno. Ma non è ancora finita. L'incubo di non finire neanche terzi e forse neanche quarti, prende sempre più corpo.
mercoledì 17 febbraio 2010
Tu chiamale se vuoi, emozioni...
Una partita decisamente divertente all'insegna dell'arroganza. Arroganza dell'ambiente rossonero, tifosi compresi, che forse hanno perso il senso della realtà e delle proporzioni. Serviva un miracolo, e ora un miracolo potrebbe neanche bastare per un ritorno complicatissimo.
Il Milan aveva pochissime chance a dispetto dei proclami della vigilia ed è stato punito oltre i suoi demeriti. Il Milan ha datto infatti tutto quello che poteva, ma proprio tutto, ma non è una squadra in grado di poter davvero competere con lo United, anche solo per una partita singola.
Il Milan si è spompato in una rimonta in campionato che è già finita da un pezzo essendo iniziata la flessione ormai da due mesi e quello che aveva lo ha dato in un ottimo primo tempo con Ronaldinho e Bonera , migliori in assoluto, prima di sparire soprattutto a causa di un inesistente centrocampo, composto da vecchie e gloriose cariatidi, che hanno però già dato. Nel secondo tempo il Manchester pur senza forzare, ha passeggiato sui nostri, pietrificati centrocampisti, vincendo facilmente e sistematicamente ogni contrasto.
Il sistema di gioco di Leonardo aggrava poi la situazione: con gli alberi di Natale ancelottiani i centrocampisti giocavano stretti e vicini tra loro e i loro difetti (il fondo e la brillantezza fisica soprattutto) venivano camuffati mentre veniva esaltata la bravura del palleggio dei vari Seedorf, Pirlo e pure Beckham. Qui invece, vengono lasciati un po' alla mercè dell'avversario. Se aggiungiamo poi che praticamente, tolto Seedorf, nessuno ha mai accorciato sull'ottimo Huntelaar e non è mai entrato in area, ben si capisce da dove vengano i principali problemi milanisti.
Ci è anche andata bene. Ronaldinho ha segnato al primo tiro e Seedorf il suo gol l'ha fatto al primo tiro dopo che per tutto un tempo il Milan non si era più visto nella metà campo del Manchester.
Certo molti si aspettavano di più da Pato, ma sbagliano. Pato non è niente di più e niente di meno che una grande promessa. non si può pretendere che sia quello che non è ancora e forse non diventerà mai: un campione. Per di più aveva l'alibi della convalescenza dall'infortunio anche se fisicamente è sembrato in palla, quello in cui difetta e se non matura, difetterà sempre, è la testa. A calcio si gioca in 11 e non sempre è possibile dribblare tutti e andare in porta. Spesso e volentieri bisogna passarla e a questo bisognerebbe già pensare prima che la palla ti arrivi tra i piedi, non dopo che hai fatto uno, due , tre, quattro tocchi.
Ma non facciamo il processo a Pato, proprio perché, non essendo ancora un campione, non sarebbe giusto.
Come sono ingiuste le critiche a Dida, ancora una volta con qualche sbavatura ma assolutamente incolpevole in tutte le azioni dei gol. Ho sentito addirittura anche delle incredibili critiche a Huntelaar che avrebbe anche lui tutte le attenuanti del caso, come Pato, essendo la seconda partita consecutiva da titolare in pochi giorni dopo mesi in naftalina ma che ha fatto , a mio avviso, una buona partita, battendosi su ogni palla, spesso con successo, pressando bene e con intelligenza, guadagnadosi pure alcune punizioni in attacco e rendendosi anche pericoloso in due occasioni, non certo pulitissime, con una girata dal vertice dell'area grande, ribattuta da un difensore e con un tiro in estirada dal limite dell'area che ha lambito il palo: non si può chiedere di più per ora anche se è chiaro che il miglior Huntelaar ancora è lontano. Tuttavia chiunque abbia un minimo di occhio la differenza di classe tra un campione come lui e un giocatore ordinario come Borriello già si riesce a vedere.
Per non parlare di Superpippa Inzaghi che ancora oggi , nell'occasione che ha avuto ha dimostrato tutta la sua classe: palla in curva. Un classico di superpippa.
Tra gli avversari bene, benissimo oltre Rooney (che ha fatto benissimo nonostante qualche errorino di precisione), Fletcher (2 assist), Valencia (1 assist e importante per dare un po' la sveglia a un sonnolento United) e Van der Saar, non molto impegnato ma ottimo in almeno un paio di interventi (anche lui era una pippa, dicevano...).
Tra i nostri oltre a Ronaldinho bene Bonera, Huntelaar, Thiago Silva (meglio di Nesta) e perché no, finchè c'è stato, Calimero Antonini, il più scarso della compagnia (o quasi), ma proprio per questo meritevole di complimenti per delle prestazioni più che dignitose e molto corrette tatticamente, oltre al subentrante Seedorf.
Di questa partita rimane di buono la voglia e la perla nera: Ronaldinho. Da solo da senso alle partite di questa squadraccia.
Le pagelle.
MILAN: (4-3-3):
Dida: 6. Sbaglia qualcosina ma è incolpevole sui gol
Bonera:6,5 grandissimo secondo tempo
Nesta: 5 ridicolizzato da Rooney
Thiago Silva: 6 tutto sommato bene dato che il centrocampo nonfiltra nulla
Antonini:6,5 non male anche perché gioca la parte migliore della partita del Milan.
Favalli dal 37' p.t.: 5 Paradossalmente meglio davanti che dietro
Beckham: 4: spettrale: il piede non basta.
Seedorf dal 27' s.t.: 6,5 l'unico centrocampista che riesce ad aiutare gli attaccanti, gran gol,la classe non evapora.
Ambrosini: 3: non attacca e non difende. Fisicamente sembra cotto dopo una stagione ad altissimo livello.
Pirlo: 3: vale per lui in parte quanto detto per i compagni di reparto. Con l'aggravante che lui, almeno anagraficamente vecchio ancora non è.
Pato: 4 Sciocco ed egoista, la tecnica e la velocità nel calcio non bastano
Huntelaar 6 : senza infamia e senza lode. Di certi si batte, riesce ad anticipare spesso gente del calibro di Ferdinand e Evans ma si trova a giocare in pratica in una ragnatela di 5 avversari senza alcun supporto da centrocampo.
Inzaghi dal 32' s.t. :4 riesce a far vedere in pochi minuti di essere sempre una superpippa, la girata in curva (e pure larga) è uno dei suoi marchi di fabbrica.
Ronaldinho: 8 eccellente e pure generoso in difesa. Geniale. Predica però nel deserto. Lui e Huntelaar da soli non possono fare più di tanto.
Leonardo: 3 il bell'addormentato del bosco. Ma Flamini gli ha trombato la moglie? Non se ne accorge che sto modulo, se non si è al 100%, non funziona? Il voto tiene conto anche delle dichiarazioni del dopo gara in cui è stato capace di dire: "Risultato ingiusto"(!!!!!). Leo....ma vai...
MANCHESTER UNITED (4-5-1): Van der Sar 7; Rafael 5 (Brown dal 48' s.t. SV), Ferdinand 6, Evans 6, Evra 6; Nani 4(Valencia dal 21' s.t. 7) Fletcher 8, Scholes 6,5, Carrick 6, Park 6,5; Rooney 8,5. All. Ferguson 6
ARBITRO: Benquerenca: 8.
mercoledì 9 dicembre 2009
AGLI OTTAVI DATECI ANCELOTTI
Abbiamo preso un punto su sei allo Zurigo, quattro su sei sia al Real che al Marsiglia, la maggior parte dei punti in trasferta. Questo significa che noi nelle sfide ad eliminazione diretta potremo giocarcela con tutte ma prendere anche delle batoste micidiali, dipenderà da quanto i "ventinove campioni ineguagliabili che tutto il mondo c'invidia" saranno in forma e/o avranno voglia di sputare sangue in campo. Dipenderà da Leo, che abbiamo capito trovi sicurezze solo nel 4-2-1-3 ma che dovrebbe tornare anche ad altri sistemi di gioco in alcuni casi, che dovrebbe mettere in campo i giocatori solo se in forma al 100% e non l'Ambrosini odierno debilitato dai problemi gastrointestinali. Abbiamo raggiunto ciò che volevamo ma possiamo crescere se ci evolviamo, per questo intendo l'adattarsi alle più varie situazioni nel limite di ciò che quello che Berlusconi ha consegnato permette. A questo punto voglio il Chelsea per far vedere ad Ancelotti che Ronaldinho si allena come è solito fare da circa un anno e mezzo.sabato 28 novembre 2009
Anche Ancelotti fa outing: "Io per l'Inter ho anche pianto"
da tuttomercatoweb
Dopo Santon e Balotelli, usciti allo scoperto e dichiaratasi milanisti dall'infanzia, ci pensa anche Carlo Ancelotti ha dichiarare la sua fede. L'ex allenatore rossonero, ora al Chelsea, ha confessato: "Da ragazzino ero tifoso dell'Inter. Il mio idolo era Mazzola - spiega il tecnico del Chelsea -. Ero stato comprato, diciamo, da tifoso, perché avevo mio cugino che viveva a Milano e mi aveva portato un completo dell'Inter, con la maglia e i pantaloncini, e da quel giorno ero diventato tifoso dell'Inter". Una fede che non è stata dimenticata, nonostante gli anni e la professione da allenatore: "Forza Inter adesso è impossibile da dire", assicura Ancelotti, ma "per l'Inter ho anche pianto e questo lo posso dire, perché una volta, l'unico modo per poter veder l'Inter era a Mantova. L'Inter - racconta - andò a Mantova a giocare ma purtroppo non riuscimmo a trovare i biglietti, però, con astuzia mi sono messo davanti a un cancello a piangere per 45 minuti e alla fine, a furia di vedermi piangere, lo steward mi lasciò entrare a vedere il secondo tempo. E' stata l'unica volta che ho visto l'Inter dal vivo."
Nella foto Ancelotti con la maglia... dell'Inter (!!!) in occasione di un' amichevole nell'estate del 1979 tra Inter e Roma. L'Inter aveva bloccato il giocatore ma all'ultimo momento , non avendo convinto del tutto Fraizzoli e Beltrami si decise di dare via libera alla Roma di Dino Viola. Ironie del destino...
Il presidente, gli allenatori (Sacchi, Zaccheroni, Ancelotti), il "bomber" (sic) superpippa.... e poi dicono a me che sono interista!!!!
Ma vedete di annà a f....
Dopo Santon e Balotelli, usciti allo scoperto e dichiaratasi milanisti dall'infanzia, ci pensa anche Carlo Ancelotti ha dichiarare la sua fede. L'ex allenatore rossonero, ora al Chelsea, ha confessato: "Da ragazzino ero tifoso dell'Inter. Il mio idolo era Mazzola - spiega il tecnico del Chelsea -. Ero stato comprato, diciamo, da tifoso, perché avevo mio cugino che viveva a Milano e mi aveva portato un completo dell'Inter, con la maglia e i pantaloncini, e da quel giorno ero diventato tifoso dell'Inter". Una fede che non è stata dimenticata, nonostante gli anni e la professione da allenatore: "Forza Inter adesso è impossibile da dire", assicura Ancelotti, ma "per l'Inter ho anche pianto e questo lo posso dire, perché una volta, l'unico modo per poter veder l'Inter era a Mantova. L'Inter - racconta - andò a Mantova a giocare ma purtroppo non riuscimmo a trovare i biglietti, però, con astuzia mi sono messo davanti a un cancello a piangere per 45 minuti e alla fine, a furia di vedermi piangere, lo steward mi lasciò entrare a vedere il secondo tempo. E' stata l'unica volta che ho visto l'Inter dal vivo."
Nella foto Ancelotti con la maglia... dell'Inter (!!!) in occasione di un' amichevole nell'estate del 1979 tra Inter e Roma. L'Inter aveva bloccato il giocatore ma all'ultimo momento , non avendo convinto del tutto Fraizzoli e Beltrami si decise di dare via libera alla Roma di Dino Viola. Ironie del destino...
Il presidente, gli allenatori (Sacchi, Zaccheroni, Ancelotti), il "bomber" (sic) superpippa.... e poi dicono a me che sono interista!!!!
Ma vedete di annà a f....
lunedì 23 novembre 2009
Ma come? E Pato?
da Sportal.tv
Non poteva sperare in un esordio migliore il giovane del Chelsea Gael Kakuta.
Infatti, dopo la bella vittoria dei Blues per 4-0 contro il Wolverhampton, sono arrivate le parole di elogio del tecnico Carlo Ancelotti per il diciottenne francese: "E' un vero talento, un grande talento. E' molto giovane ma è il momento giusto per farlo giocare perchè si allena bene. Non ho mai visto un giocatore della sua età così forte".
venerdì 20 novembre 2009
Una settimana da diavolo - Piccolo divertimento sulle dichiarazioni settimanali
Nella settimana in cui gran poco è successo vista la pausa per le partite della nostra Nazionale, Nazionale capace di controllare agevolmente i “maestri del calcio” dell’Olanda che però guarda caso non hanno mai vinto un Mondiale e di battere con una squadra zeppa di giovani gli svedesi che in Sud Africa ci potranno andare in vacanza tutt’al più, mi limiterò a commentare qualche dichiarazione della settimana.
Gattuso: "Nel calcio serve equilibrio, il Real ha troppi attaccanti e non sa difendere e Ricky non mi sembra più il giocatore che ho visto al Milan". Occhio Rino, qualcuno potrebbe accusarti di berlusconismo se tocchi il divin Kakà, aggiungerei solo che è esattamente quello che si è visto da gennaio 2008 in poi anche al Milan, niente di nuovo. Ottimo giocatore che al primo anno da noi lasciava pensare potesse entrare nell’Olimpo dei grandissimi (lessi allora commenti di chi lo accostava a Cruijff e che adesso suonano come irriverenti), così non sarà mai.
Abate su Ronaldinho: “E’ veramente un bravissimo ragazzo, di cuore, poi è molto socievole, parliamo spesso. Sta bene e speriamo che continui così e migliori ancora perché è uno di quei giocatori che se sta bene è in grado di far vincere la partita da solo.” Dedicato a tutti quelli che l’anno scorso dicevano che il Gaucho non giocava perché non ben visto nello spogliatoio, perché antipatico o coi modi di fare da primadonna.
Rivera sul calcio italiano: "Vedo un anno positivo per il calcio italiano. Anzi, Milan e Inter, per ora, sono le due favorite. Occhio però: la Juve al completo può esplodere ed è pronta a inserirsi in alto, come il Manchester, anche se ha perso Ronaldo. Non credo nel Liverpool, che è quasi fuori, coi migliori acciaccati, in campionato è 7° a -11 dal Chelsea. Troppo". Firmerei subito affinché l’Italia fosse l’unica a portare quattro squadre agli Ottavi di Champions League e che onore per noi e che smacco per gli spagnoli sarebbe una finale al Bernabeu Milan-Inter.
Bonera sulla sua condizione fisica: “Sto abbastanza bene perché sto svolgendo tutta la preparazione senza grossi problemi. La prossima settimana dovrei già fare qualcosa con la squadra, quindi dovrei essere quasi a buon punto.
L’ultima partita l’ho giocata a Catania, c’è la possibilità che ritorni in campo proprio tra due settimane a Catania. Adesso, intanto, la squadra si sta preparando bene per la partita contro il Cagliari”. Speriamo davvero tu possa tornare presto, non si sa perché al Milan certi infortuni richiedano un anno per recuperare. Col nuovo sistema di gioco sarai utile da terzino destro bloccato e da prima alternativa ai due centrali titolari, ti aspettiamo.
L’ultima partita l’ho giocata a Catania, c’è la possibilità che ritorni in campo proprio tra due settimane a Catania. Adesso, intanto, la squadra si sta preparando bene per la partita contro il Cagliari”. Speriamo davvero tu possa tornare presto, non si sa perché al Milan certi infortuni richiedano un anno per recuperare. Col nuovo sistema di gioco sarai utile da terzino destro bloccato e da prima alternativa ai due centrali titolari, ti aspettiamo.
Galliani sull’organico del Milan: "Credo che il Milan abbia già un buon organico e lo stia dimostrando. A gennaio arriveranno addirittura due rinforzi: David Beckham e questo ragazzino ghanese di 20 anni che si chiama Dominic Adiyah. E' stato il miglior giocatore del Mondiale Under 20.” Caro geom. Galliani, penso anch’io che il Milan abbia un buon organico ma la domanda che le vorrei fare è la seguente: torneremo mai ad avere un ottimo organico invece e non solo buono o ci dovremo accontentare a lungo della lotta al terzo posto e di provare ad andare avanti il più possibile in Coppa Campioni? Così, giusto per sapere. Non me la prendo con lei, solo vorrei avere un po’ di chiarezza visto che fino alla scorsa stagione la sentivo pronunciare parole come “lo Scudetto è un obbligo” o “vincere la Champions League è nel nostro dna”.
Huntelaar sullo Scudetto:" Tutti possono competere, siamo solo a novembre”. Certo, per quello anche il Siena può ancora vincerlo ma seriamente se magari ti metti a fare trenta gol come in Olanda allora forse se ne può parlare. Datti da fare.
Ancelotti sul 4-2-1-3 di Leonardo: "Posso dirlo? Ci avevo pensato anch'io l'anno scorso. Poi ho deciso di desistere. E sapete perché? Perché Pato non era favorevole all'esperimento e pensavamo, che isolandolo lì nell'angolino, a destra, si potesse disperdere il suo grande patrimonio. Leo è stato bravo prima nel convincere Pato e poi nel trovare una soluzione che di fatto esalta le qualità del ragazzo". Ma insomma ci avevi pensato o no? Credevi fosse una mossa vincente o credevi che isolandolo sulla destra potesse non rendere? Davvero un ragazzino di neanche vent’anni ti ha convinto a non optare per un sistema di gioco cui avevi pensato? Iddio (cit.) ci preservi Leonardo allora!
Ronaldinho sulle differenze fra Ancelotti e Leonardo: "Con Leonardo mi trovo bene e sono felice, anche se qualche volta mi ha fatto uscire prima della fine della partita... lavorare con lui è stimolante, Leo è uno entusiasta di natura e ci trasmette questa sua carica: è un tecnico preparato che dimostrerà la bontà della scelta fatta dalla società - ha aggiunto -. Mi sono adattato meglio al calcio italiano, parlo meglio la lingua, sto meglio fisicamente e ho la mente sgombra. Cos’è cambiato per me fra Ancelotti e Leonardo? Che ora gioco...". Vuoi vedere che in un sol colpo Leonardo è riuscito a raggiungere il predecessore nella capacità di controllare e gestire lo spogliatoio con l’aggiunta di variare sempre il tipo di lavoro settimanale di modo da risultare più stimolante per quei giocatori talentuosi che poco amano l’esercizio fisico senza palla?
Maldini sulla necessità della proprietà di investire di più: "Il Milan? Sta un po' meglio, la vittoria di Madrid gli ha fatto bene, come quella con la Roma. Ha bisogno di un cambiamento, ma per farlo oggi bisogna investire molti soldi". Caro Paolino è quello che prova qualche tifoso rossonero a dire a Silviuccio, ma sai, se uno dice qualcosa di critico verso di lui diventa automaticamente un suo avversario politico così come se qualcuno dice che ha fatto bene a vendere Kakà (sbagliandone però i modi) passa subito per un suo sostenitore o per un asservito, è un mondo difficile.
Borriello su Leo e sulla sua condizione: "Finalmente sto bene e mi sto allenando con continuità. Un grazie va a Leonardo che,oltre ad essere l'allenatore fuori dal campo è un amico pronto a darti sempre un consiglio giusto o una parola di conforto". Dedicato a tutti quelli, come me, che vedevano in Leo un corpo estraneo al gruppo. Una sana botta sui denti ogni tanto fa bene, soprattutto se è salutare in chiave rossonera. Chissà, magari se Leonardo l’avesse allenato fin dagli inizi non avremmo avuto bisogno di spendere, inutilmente, per Gilardino.
martedì 3 novembre 2009
venerdì 30 ottobre 2009
Una settimana da diavolo - Uso libero e rossonero del condizionale
Se si critica eccessivamente un Milan comunque in lotta per il terzo posto ed in piena corsa per la qualificazione agli Ottavi della Champions League si sbaglia perché si chiede troppo alla squadra ed all’allenatore. Se si giudica partita per partita senza pregiudizi e senza prediletti rilevando errori o meriti di chi allena e di chi gioca si fa benissimo. Sono per la critica costruttiva e la libertà di pensiero. Sono sempre per la libertà.
Se il Milan si trova con pochi ricambi a centrocampo è per colpa della proprietà ma se Flamini non gioca a Napoli dal primo minuto per dare riposo a Pirlo è colpa dell’allenatore.
Se il più dispendioso acquisto dell’estate è stato un giocatore che Leonardo non voleva è colpa della proprietà ma se Huntelaar non viene messo nelle condizioni di rendersi utile è colpa dell’allenatore.
Se l’allenatore non si dimette il 31 agosto a campagna acquisti “effettuata” non seguendo i suoi dettami accetta la situazione e la sfida, non è vittima, qualunque esso sia egli è partecipe del progetto, non può essere esente da critiche. Se la proprietà mette nelle condizioni qualsiasi allenatore si siede in panchina di non essere accontentato durante la campagna acquisti essa dimostra di non essere interessata a dare vita ad un serio progetto tecnico. Ancelotti non voleva Ronaldinho tanto quanto Leonardo voleva invece Cissokho e Luis Fabiano.
Se il Milan manca di qualità sugli esterni è colpa della proprietà che non ha provveduto in tal senso ma se Oddo e Antonini mostrano di essere in forma e l’allenatore li toglie entrambi contro una squadra che gioca molto sulle corsie laterali, egli ha colpa.
Se la prima alternativa alla coppia di centrali di difesa resta Kaladze la colpa è della proprietà o perché non ha acquistato altri elementi decenti o perché si affida ad uno staff sanitario da cui gente come Bonera pare non risorgere dopo un anno, ma se l’allenatore non si accorge che senza Nesta e per di più con due gol di vantaggio non si possono tenere quattro uomini fissi davanti che non tornano la colpa è sua.
Se gira e rigira gli uomini che sono sempre protagonisti nel bene e nel male sono sempre quelli della Champions vinta a Manchester nel 2003, eccetto Pato, c’è da chiedersi come mai la proprietà, se non ha deciso in prima persona i giocatori per cui sono stati buttati via parecchi soldi fino all’estate 2008, non faccia niente per rimuovere il vicepresidente vicario-amministratore delegato dell’Ac Milan spa. Se si è deciso di dare più importanza ai giovani c’è da chiedersi perché l’allenatore non abbia il coraggio di dare spazio di tanto in tanto a chi brilla nella Primavera.
Se il Milan di Ancelotti non sapeva gestire il risultato in più di un’occasione, se prendeva reti su calci da fermo o sugli sviluppi di essi per errata disposizione della linea difensiva, se aveva un allenatore che peccava nel leggere prontamente la partita ed era poco incline al turn-over e se era capace di grandi singole imprese c’è da chiedersi quali siano le differenze con il Milan di Leonardo sistema di gioco a parte. Tassotti è sempre lì. Se l’allenatore del Milan deve scendere sempre a patti con la vecchia guardia per ottenere qualcosa c’è da chiedersi chi abbia loro fatto o approvato dei contratti lunghi e dispendiosi, chi non abbia avuto la volontà di sostituirli investendo seriamente così da metterli nelle condizioni di cercarsi un altro spogliatoio. La rosa è sempre quella lì.
Se il Milan non fosse da terzo posto vorrebbe dire affermare che il Kakà delle ultime stagioni vale da solo quanto Nesta, Thiago Silva, Abate, Borriello e Huntelaar, che è più decisivo di tutti questi messi insieme per una squadra, ma allora come mai il Real Madrid di Kakà ha perso contro il Milan senza Kakà? Nessun giocatore, tranne forse Maradona, vale più di due centrali coi fiocchi e di un bel centravanti boa, è l’organizzazione di gioco che fa la differenza, l’armonia fra i reparti – come dice Sacchi – e la disponibilità al sacrificio. La nostra base di partenza è un terzo posto a pari punti con la seconda classificata, non lo si dimentichi. Ronaldinho è stato determinante nelle vittorie col Siena e la Roma, nel pari con l’Atalanta, non si dimentichi neanche questo. Senza Pirlo eravamo arrivati primi in classifica la scorsa stagione nonostante un Kakà non certo trascendentale, non più di questo e quel Ronaldinho, anche questo lo si tenga bene a mente, ogni tanto può anche partire dalla panchina ed essere importante come a Livorno.
Se il Milan è solo questo, una squadra che lotta per il terzo posto e fuori dalla lotta Scudetto virtualmente già alla seconda giornata, è colpa della proprietà tanto quanto era suo merito quando eravamo in grado di vincere in qualsiasi competizione a cui partecipavamo. Se il Milan è stato capace quest’anno di primi tempi come quello di Bergamo o quello con la Roma o di una sconfitta in casa con lo Zurigo la proprietà non c’entra granché direi. Mai perdere il senso dell’equilibrio nel distinguere le varie responsabilità tenendo sempre presente però che tutto alla proprietà torna e tutto alla proprietà appartiene.
Adamos8181
giovedì 29 ottobre 2009
CHI VUOL ESSER LIETO SIA
Una piccolissima premessa: non capisco quest’aria di rassegnazione e di sconforto in molti tifosi rossoneri che dopo il pari di ieri al San Paolo tornano a dipingerci come inferiori a mezza Serie A ed anche più, cosa pensavano? Che fossimo da Scudetto? Dov’è la logica e la coerenza? Il Milan è in lotta per il terzo posto e proprio un pari fuori casa contro una delle poche squadre del campionato ad essersi rinforzate, ad eccezione di Juventus ed Inter, lo dimostra. Abbiamo guadagnato un punto sulla Fiorentina, sulla Sampdoria, sulla Roma, un altro ancora su una Lazio alla deriva che qualcuno sarà sempre pronto a celebrare come indubitabilmente più forte di noi, non me ne stupisco. Il giochino per chi vuole sempre e comunque celebrare l’allenatore è chiaro: se pareggiamo o perdiamo la squadra che aveva di fronte era più forte di noi, se vinciamo la squadra che avevamo di fronte sempre più forte di noi è stata surclassata da quel genio che abbiamo in panchina, se perdiamo con lo Zurigo è colpa delle bugie di Berlusconi. Polemico? Sì abbastanza, vorrei ci fosse più obbiettività. Le colpe della proprietà sono evidenti e permangono sempre ma le partite che vediamo vanno analizzate per quello che vediamo in campo, si giudica partita per partita senza pregiudizi, senza prediletti, senza intoccabili. C’è qualcosa di buono fatto da Leonardo? Lo si dice. C’è qualcosa di sbagliato fatto da Leonardo? Lo si dice allo stesso modo. Lo stesso discorso vale per ogni singolo elemento della rosa, vale per la proprietà naturalmente che è stata abbondantemente criticata per quanto non fatto quest’estate e in generale negli ultimi anni così come non va cancellato quanto di buono ha fatto in passato a prescindere dal fatto che si sia adoprata così per mero interesse (ma pensate davvero esistano i benefattori che fanno qualcosa per niente?). Ultima considerazione è il diverso metro di giudizio che si ha nel comparare Ancelotti e Leonardo con quest’ultimo che improvvisamente si trova a non avere alternative a centrocampo come se il precedente avesse invece fior fiori di mediani salvo poi pompare uno come Cardacio che il tecnico brasiliano tanto celebrato non ha mai usato neanche in amichevole ed ha lasciato andar via con rescissione consensuale del contratto senza strapparsi i capelli. Equilibrio e pari metro di giudizio non sarebbero male. Ancelotti ha fatto degli errori, poteva arrivare più comodamente secondo l'anno scorso e non è un dramma che sia stato allontanato, ci poteva stare. Leonardo sta imparando a fare l'allenatore, ci ha messo del suo in certe partite pessime della nostra squadra ma ci ha messo del suo anche nella prima vittoria della nostra storia al Bernabeu. Senza dimenticare che sia per l'uno che per l'altro vale il discorso che la parte più importante nel determinare un risultato ce l'hanno i giocatori, l'allenatore incide non determina e le due facce di Dida in una settimana ne sono la prova evidente. L'allenatore non può prevedere durante la settimana nè preparare la papera di Madrid nè il miracolo col Chievo e le parate di ieri.
Veniamo a quello che avrei fatto io ieri, senza nessuna pretesa di insegnare alcunché a chi sta in panchina al Milan. E’ solo un breve esercizio mentale anche perché ho poco tempo oggi.
1) Avrei tenuto sì il 4-2-1-3 perché aveva mostrato di essere efficace ma avrei concesso un turno di riposo a Pirlo mettendo Flamini davanti alla difesa accanto ad Ambrosini, Ronaldinho largo a sinistra e Seedorf vertice alto andavano bene ma mai avrei rischiato Abate terzino destro contro una squadra che lì ci avrebbe messo Lavezzi, quindi Oddo titolare e non Abate.
2) All’infortunio di Nesta, visto che Favalli non era in panchina (e non so come mai) altrimenti avrei scelto lui, ci stava di mettere Kaladze ma non si poteva fare come se niente fosse, il sistema di gioco a tre punte alte e fisse regge solo con l’ex-laziale che anticipa anche alto bloccando sul nascere le azioni avversarie. In più per non lasciare a loro le fasce e visto il doppio vantaggio in sei minuti andava corretto l’assetto con un altro cambio, se non alla mezz’ora del primo tempo certamente dal primo minuto della ripresa, lasciandosi l’ultimo per il secondo tempo inoltrato. Avrei tolto Ronaldinho dunque ed inserito Abate, 4-4-2 con Oddo e Abate sulla destra, Flamini ed Ambrosini in mezzo e chiedendo a Seedorf di stare largo a sinistra, in mancanza di Jankulovski infortunato non si poteva fare altro.
3) Intorno al minuto sessanta avrei dunque tolto Inzaghi inserendo Borriello così da tenere maggiormente palla davanti anche solo effettuando lanci lunghi a saltare il centrocampo.
Leonardo dunque, a differenza di Mazzarri che la partita se l’è pareggiata perché pronto e reattivo in panchina come dimostrano i continui cambi di modulo a partita in corso e la scelta vincente di un regista come Cigarini e di una torre come Denis, ha letto in ritardo le situazioni di gioco, vecchio difetto che aveva anche Ancelotti, il poco turn-over e i cambi ritardati, tale e quale al predecessore è stato in questo, almeno ieri. E come Ancelotti si è fatto rimontare nel finale, lo si dica, si era vinto al Bernabeu anche grazie a Leonardo, si è pareggiata una partita già vinta anche per colpa di Leonardo. Questo non toglie niente al Napoli che ha legittimamente portato a casa almeno un punto ma anche perchè gli è stato concesso di fare quello che ha voluto sulle corsie laterali per ottantacinque minuti di gioco.
Adamos8181
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