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mercoledì 11 gennaio 2012

Rossoneri futuribili: Djamel MESBAH



Riprendo l'articolo da me scritto 2 anni e mezzo fa per Footballart e poi aggiungo alcune considerazioni.



Sinistro naturale, longilineo asciutto (180 cm per 72 kg) classe 1984 è un centrocampista di fascia sinistra, franco-algerino nuovo acquisto del Lecce che con questo ed altri innesti di qualità che è mancata la scorsa stagione, prova una pronta risalita in Serie A, dopo che il giocatore è passato nel volgere di poco tempo da  Servette, Basilea, Lorient, Aarau, Lucerna e Avellino.
Giocatore tecnico e rapido, estremamente intelligente tatticamente, sa accentrarsi con criterio e ripartire palloni in virtu di un'ottima visione di gioco come saltare l'uomo per arrivare al cross e al tiro anche da posizione defilata. Ottimo sinistro, il destro è discreto e viene usato tutto sommato abbastanza spesso. Non è una belva mangiapalloni in pressing ma è disciplinato nei rientri difensivi. Bravo nei calci piazzati e discreto nel gioco aereo e nei contrasti, può giocare in più posizioni ma il suo ruolo ideale è centrocampista sinistro in un 442 anche se si può considerare più di una semplice ala. Un giocatore non giovanissimo ma di ottime prospettive.

Considerazioni: già allora non era un giovincello. Ora ha 27 anni, più o meno l'età in cui Jankulovski arrivò al Milan. Rispetto al ceco c'è molta più velocità ma meno piede. Come il ceco ha dovuto riciclarsi difensore di spinta, con buona propensione tattica (a parte qualche sbavatura a tenere la linea di difesa) per trovare la consacrazione. Non è  e non sarà mai un vero difensore, arcigno e duro in fase di contrasto, perché un po' leggerino, ma di sicuro di corsa, velocità e qualità ne ha da vendere e sarebbe, per distacco il miglior terzino del Milan, avendo la velocità di Abate ma pure una discreta tecnica. Sarebbe comunque un ottimo acquisto, visto pure il rapporto qualità prezzo. Sul fatto che possa essere titolare in un top team ho forse qualche riserva, ma la qualità c'è e il Milan , top-team, in questo momento, piaccia o no, non è. Non si può essere top-team solo con parametri zero e saldi di fine stagione, quant'anche di lusso , come Ibrahimovic, Robinho o Cassano.

giovedì 16 dicembre 2010

Il valore dello sport


Il Mazembe sconfiggendo l'International di Porto Alegre, non proprio l'ultima delle squadrette (4 anni fa sconfisse in finale della stessa competizione il Barcellona di Ronaldinho) ha dato una dimostrazione di Sport e di calcio ai tanti C(i)ucci che pontificano di "pallone" senza capirne una mazza. Domenica scorsa ascoltavo critiche contro questo mondiale, per club, sentivo di livello tecnico basso, di scarso fascino della manifestazione e altre grandissime stronzate. Se questo mondiale per club non ha fascino o importanza è semmai perchè è poco più che un torneo di esibizione. Al contrario invece il fatto che finalmente siano coinvolti i campioni di tutti i continenti aggiunge fascino e importanza alla manifestazione. Si può dire tutta la vita che le sudamericane e le europee sono troppo più forti rispetto alle altre ma lo devono dimostrare sul campo: questo è lo sport. E la bellezza del calcio in particolare è proprio quella, al contrario di altri sport dove questi eventi sono più rari, che tutti possono vincere con tutti, Davide, contro Golia.
Un applauso a questo Mazembe. Se l'Inter vuole dimostrare di essere degna di essere Campione del Mondo deve dimostrarlo. Contro questa magnifica squadra la cui presenza nobilita la finale e rende giustizia a un torneo che ha reso più vero e pieno di significato. Lo Sport è confrontarsi con tutti, e questo sia di lezione a chi parla di fantomatiche euroleghe o del distacco delle sorelle ricche da quelle povere.

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