Dopo Sassuolo e Madrid, finalmente una quaterna casalinga, ci mancava.
Inutile dire altre cose su questo Milan, sul fatto che Allegri e Seedorf non hanno, entrambi, colpe, e che le colpe le ha tutte la società (proprietà+dirigenza).
Piuttosto segnalo il fatto che Moggi stia minacciando, neanche tanto velatamente, di vuotere il sacco sullo Zio Fester. Sarebbe un'ottima notizia.
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martedì 18 marzo 2014
giovedì 21 giugno 2012
IL MIGLIOR DIRIGENTE ITALIANO
Da MilanNight .
IL MIO COMMENTO. Il miglior dirigente della storia del calcio , non solo italiano, è stato Luciano Moggi. Solo lui è riuscito nell'impresa di mandare la Juve in serie B. Vecchio Cuore Granata.
Il leccaculismo esasperato, l’ostentata deferenza e l’ossequio dei potenti sono comportamenti incarniti nell’italica natura. Essi però sanno trovare una efficace sublimazione, oserei dire un innalzamento a paradigmi inimagginabili, se applicati all’interno dell’universo AC Milan. E non credo di sbagliare se affermo che i modi zuccherosi dei servi dello Scià di Persia, che al cospetto del loro signore sempre stavano inginocchiati e che mai voltavano le spalle all’eccellentissimo, impallidirebbero e svanirebbero nel nulla se paragonati agli adulatori che popolano Milanello.
Capita così che la mancata cessione di un campione venga logicamente definita come una RAFFORZAMENTO della rosa, e non come un MANTENIMENTO. O che il sistematico ingaggio di parametri zero o i prestiti con formule fantosiose siano definite come strategie di mercato low cost, anzichè come bieche tecniche arraffone di chi ha le pezze al culo. Eppure, la cosa che proprio non risco a spiegarmi è un altra: come è possibile che un dirigente il quale da anni infila vaccate in serie, gestisce la squadra ad minchiam, sperpera denaro in maniera dissennata e non vince quasi niente venga costantemente definito come “IL MIGLIOR DIRIGENTE ITALIANO”? Ho fatto riferimento alla logica Aristotelica, alla numerologia, alla Cabala e alla Filosofia, ho preso in esame la chimica, la biologica, l’astrofisica e la fisica quantistica, eppure nessuna di queste discipline mi è stata d’aiuto per spiegare l’inspiegabile, per capire l’inintellegibile. Da un lato ci sono i cantori delle gesta Gallianesche, divine melodie che narrano di moltiplicazioni di pani e di pesci da Giannino o della divisione delle acque del mar Mediterraneo per raggiungere l’amicone Florentino. Dall’altro lato ci sono i fatti, che dicono ben altro.
Che Galliani, illo tempore, sia stato un buon dirigente sportivo, nessuno lo può mettere in dubbio. Nei primi 15 anni di operato la gestione della società è stata feconda di successi e tante nuove idee rivoluzionare sono state introdotte, sia sul piano tecnico-tattico (rivoluzione sacchiana) sia sul piano gestionale (panchina lunga, turn-over, etc). E’ però legittimo chiedersi se tanta grazia fosse figlia di straordinarie capacità manageriali o, piuttosto, di disponibilità economiche praticamente illimitate. Effettivamente in quegi anni il Milan stava al calcio europeo come oggi City, Chelsea o PSG. I miliardi di B piovevano a grappoli, si spendeva e si spandeva così tanto da riuscire a comprare in unica sessione di mercato pallone e vicepallone d’oro (Papin + Savicevic). Far bene era quindi molto più semplice.
Gli ultimi anni 10 anni, comunque, hanno permesso di dare i giusti contorni alle capacità di Galliani. Infatti, dopo gli ultimi colpi di coda del berlusconismo pallonaro (gli acquisti di Nesta, Rui Costa e Inzaghi), abbiamo potuto scoprire chiaramente tutte le (si fa per dire) virtù del geometra monzese. Per fortuna in questo buco nero del web abbiamo evidenziato e stigmatizzato dozzine di queste vaccate fatte dal nostro caro Galliani e non mi va di ripetere il solito tristissimo elenco. Voglio però concentrarmi su alcuni sue malafatte che proprio mi fanno incazzare:
AMICIZIE E INTRALLAZZI CON POTENTI PROCURATORI
Galliani vanta una serie di intrallazzi straordinari con una lunghissima teoria di agenti: Bronzetti, Raiola, D’Amico, etc. Intavola continuamente trattative con questi loschi figuri che, di fatto, hanno preso il posto e fanno le funzioni del Direttore Sportivo (Braida fa solo viaggi inutili in Brasile). Serve un punta? E Bronzetti ci rifila Oliveira. Serve un terzino sx? E Raiola ci propina l’accoppiata EmanuelsonDidac Vilà. Il risultato di queste “collaborazioni” è che spesso, dopo aver pagato laute provvigioni e commissioni, ci ritroviamo in rosa pippe inguardabili con ingaggi almeno doppi rispetto al loro effettivo valore. Al che, mi sorge spontanea una domanda? Può essere Galliani così fesso? O magari ci sono anche altre motivazioni dietro a tutto questo? Chi mi vieta di pensare che anche Galliani abbia il suo PERSONALE tornaconto economico da queste operazioni? La mia è una pura supposizione suffragata da nessuna prova, ma francamente mi viene più facile credere a questo che a un Galliani talmente tanto allocco da farsi inculare dal primo agente fifa che passa sotto Via Turati 3.
ALLONTAMENTO DI LEONARDO
Leo, partito con un ruolo secondario, scalò le gerarchie societarie fino a diventare, de facto, il numero 3 in società (dietro a B e G). Le sue straordinarie competenze calcistiche unite all’abilità diplomatica e agli agganci in Sudamerica, permisero di portare a casa 2 campioni a bassissimo costo (Kakà e Thiagone), nonchè all’arrivo di Pato. Quegli erano gli anni in cui G spendeva pure più soldi per acquistare fenomeni come Oliveira, Gilardino, Mattioni, Emerson, etc. L’astro nascente Leonardo stava in pratica offuscando il vecchio Galliani che, guarda caso, si affrettò a convincerlo di fare l’allenatore, allontanando così dalla stanza dei bottoni un potenziale concorrente per la poltrona del comando.
IRRICONOSCENZA VERSO MALDINI
Galliani è l’unico dirigente che parla continuamente di riconoscenza. Riconoscenza verso Berlusconi, riconoscenza verso Fininvest, riconoscenza verso i senatori. Eppure, neppure una goccia di tutta questa riconoscenza che gli riempie il cuore è stata versata per Paolo Maldini, storico capitano, recordman di tutti i record possibili al Milan. Per carità, certe uscite e certe richieste di Paolino sono state fuori luogo. Tuttavia non aver organizzato uno straccio di partita di addio per lo storico numero 3, non aver stigmatizzato l’assurda contestazione dei tifosi alla sua ultima partita, averlo allontanato totalmente dall’universo Milan sono comportamenti assolutamente ingiustificabili. Questo signore ancora rimpiange gli addi di Dida e Van Bommel, eppure non prova lo stesso sentimento per Maldini. Anche in questo caso, probabilmente, ha prevalso il timore che il carisma e e il peso di Maldini potesse ostacolare la sua dittatura manageriale.
Credo sia ormai sufficientemente chiaro per noi rivoluzionari dell’universo AC Milan che Galliani sia il male più grandel Milan, anche più di Berlusconi. Con il fatturato del Milan, senza chiedere un € alla proprietà, dirigenti molto più competenti di Galliani (penso a Lo Monaco o a Leonardi o a Sabatini) saprebbero costruire una squadra più forte e competitiva. Il divino Adriano è sempre lì, con l’etichetta inspiegabile, di miglior dirigente d’italia. Inspiegabile perchè, alla fine della fiera, lui non solo non è il migliore, ma non è neppure un dirigente degno di tal nome.
Gianni
IL MIO COMMENTO. Il miglior dirigente della storia del calcio , non solo italiano, è stato Luciano Moggi. Solo lui è riuscito nell'impresa di mandare la Juve in serie B. Vecchio Cuore Granata.
lunedì 28 maggio 2012
mercoledì 9 novembre 2011
"La Juventus non c'entrava con Moggi"
Di Stefano Olivari per il Guerin Sportivo.
Dopo la sentenza di Napoli c’è adesso una strana voglia di seppellire Calciopoli, dopo anni in cui ne abbiamo parlato ogni giorno aspettando come una specie di giudizio di Dio gli esiti del processo di primo grado. Luciano Moggi è adesso ufficialmente l’uomo copertina di tanti anni di calcio marcio, l’ha stabilito la giustizia sportiva radiandolo e adesso anche quella penale condannandolo per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva (in primo grado: rimangono appello, cassazione, UE, Onu e Gran Mogol delle Giovani Marmotte, come confermeranno gli insigni giuristi che impazzano anche sul forum del Guerino) a cinque anni e quattro mesi per le note vicende. E’ solo un dettaglio che insieme a lui sia stato condannato mezzo calcio italiano, con pene minori: gli ex designatori Bergamo e Pairetto, l’ex vicepresidente Figc Mazzini, i fratelli Della Valle, Lotito, Meani, De Santis, Foti, Racalbuto, eccetera. Proprio oggi, insomma, non aderiamo al linciaggio di un uomo al quale tutti hanno chiesto favori: da politici a giornalisti (e molti si dovrebbero vergognare, non solo quelli citati nelle intercettazioni), passando per i mille addetti ai lavori in cerca di ingaggio. E troviamo qualcosa che sta a metà fra il comico e lo squallido la posizione della Juventus, che si attendeva un’assoluzione o comunque pene lievissime per dare il via al solito circo mediatico, ma che aveva già pronto il piano B. Evidenziato in un comunicato che sembra un testo di Zelig: ”La sentenza afferma la totale estraneità ai fatti contestati della Juventus, che presso il tribunale di Napoli era citata in giudizio come responsabile civile a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’articolo 2049 c.c. Tale decisione, assunta all’esito di un dibattimento approfondito e all’analisi di tutte le prove, stride con la realtà di una giustizia sportiva sommaria dalla quale Juventus è stata l’unica società gravemente colpita e l’unica a dover pagare con due titoli sottratti, dopo aver conseguito le vittorie sul campo, con una retrocessione e con relativi ingenti danni”. La Juventus, chiude la nota, ”Proseguirà nelle sue battaglie legittime per ripristinare la parità di trattamento”. Traduzione in italiano: Moggi scaricato brutalmente anche da Andrea Agnelli, dopo esserlo stato nel 2006 dal ramo Elkann. Non si capisce però la ragione di tanta esultanza, visto che Moggi per 12 anni è stato il massimo dirigente di una Juventus vincente e che la sentenza penale, molto più di quella sportiva, mette in discussione la credibilità non solo di una singola stagione ma proprio di tutta un epoca. E’ quindi una sentenza storica, proprio nel senso che dà una prospettiva storica ai mille episodi e sotto-episodi di cui parliamo da anni. E che non riguardano solo la Juventus, anche a voler limitare il campo al tribunale di Napoli (quindi Fiorentina, Lazio, Milan e Reggina). A meno che un ‘sistema’ sia nato il primo luglio 2004 e morto il 30 giugno 2005, con prima e dopo tutti onesti. Nei prossimi mille articoli analizzeremo le singole posizioni, anche alla luce delle motivazioni che ancora non si sono lette, ma adesso anche a caldo ci sottraiamo al becero tiro a un Moggi i cui metodi disprezzavamo già molto prima del periodo juventino. Non dovendogli niente, nemmeno un biglietto omaggio o un autografo, ce lo possiamo permettere.
Twitter @StefanoOlivari
Dopo la sentenza di Napoli c’è adesso una strana voglia di seppellire Calciopoli, dopo anni in cui ne abbiamo parlato ogni giorno aspettando come una specie di giudizio di Dio gli esiti del processo di primo grado. Luciano Moggi è adesso ufficialmente l’uomo copertina di tanti anni di calcio marcio, l’ha stabilito la giustizia sportiva radiandolo e adesso anche quella penale condannandolo per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva (in primo grado: rimangono appello, cassazione, UE, Onu e Gran Mogol delle Giovani Marmotte, come confermeranno gli insigni giuristi che impazzano anche sul forum del Guerino) a cinque anni e quattro mesi per le note vicende. E’ solo un dettaglio che insieme a lui sia stato condannato mezzo calcio italiano, con pene minori: gli ex designatori Bergamo e Pairetto, l’ex vicepresidente Figc Mazzini, i fratelli Della Valle, Lotito, Meani, De Santis, Foti, Racalbuto, eccetera. Proprio oggi, insomma, non aderiamo al linciaggio di un uomo al quale tutti hanno chiesto favori: da politici a giornalisti (e molti si dovrebbero vergognare, non solo quelli citati nelle intercettazioni), passando per i mille addetti ai lavori in cerca di ingaggio. E troviamo qualcosa che sta a metà fra il comico e lo squallido la posizione della Juventus, che si attendeva un’assoluzione o comunque pene lievissime per dare il via al solito circo mediatico, ma che aveva già pronto il piano B. Evidenziato in un comunicato che sembra un testo di Zelig: ”La sentenza afferma la totale estraneità ai fatti contestati della Juventus, che presso il tribunale di Napoli era citata in giudizio come responsabile civile a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’articolo 2049 c.c. Tale decisione, assunta all’esito di un dibattimento approfondito e all’analisi di tutte le prove, stride con la realtà di una giustizia sportiva sommaria dalla quale Juventus è stata l’unica società gravemente colpita e l’unica a dover pagare con due titoli sottratti, dopo aver conseguito le vittorie sul campo, con una retrocessione e con relativi ingenti danni”. La Juventus, chiude la nota, ”Proseguirà nelle sue battaglie legittime per ripristinare la parità di trattamento”. Traduzione in italiano: Moggi scaricato brutalmente anche da Andrea Agnelli, dopo esserlo stato nel 2006 dal ramo Elkann. Non si capisce però la ragione di tanta esultanza, visto che Moggi per 12 anni è stato il massimo dirigente di una Juventus vincente e che la sentenza penale, molto più di quella sportiva, mette in discussione la credibilità non solo di una singola stagione ma proprio di tutta un epoca. E’ quindi una sentenza storica, proprio nel senso che dà una prospettiva storica ai mille episodi e sotto-episodi di cui parliamo da anni. E che non riguardano solo la Juventus, anche a voler limitare il campo al tribunale di Napoli (quindi Fiorentina, Lazio, Milan e Reggina). A meno che un ‘sistema’ sia nato il primo luglio 2004 e morto il 30 giugno 2005, con prima e dopo tutti onesti. Nei prossimi mille articoli analizzeremo le singole posizioni, anche alla luce delle motivazioni che ancora non si sono lette, ma adesso anche a caldo ci sottraiamo al becero tiro a un Moggi i cui metodi disprezzavamo già molto prima del periodo juventino. Non dovendogli niente, nemmeno un biglietto omaggio o un autografo, ce lo possiamo permettere.
Twitter @StefanoOlivari
sabato 8 ottobre 2011
Affinità elettive
"Silvio Berlusconi mi invitò a Palazzo Grazioli e mi chiese di passare ai rossoneri. Io dissi di sì, poi arrivò Calciopoli e saltò tutto"
venerdì 22 luglio 2011
Diego te la spiego io Calciopoli
Calciopoli intesa come sistema e non come inchiesta giudiziaria, era un'associazione a delinquere atta ad ottenere determinati vantaggi per il club associati. Tra questi c'era pure il tuo e conta poco che tu all'inizio sei stato di fatto ricattato. Cedendo al ricatto sei passato da vittima a complice di chi col sistema delle schede svizzere o occupando posti di potere in lega calcio, determinava e orientava gli arbitraggi delle partite e quindi i risultati delle partite stesse e dei campionati. C'era chi invece questo sistema l'ha combattuto come l'Inter che è stata vittima e parte lesa di questo sistema. Dove sono i milanisti che dicevano "facciamo parte del sistema per arrivare secondi?". Con la stessa logica non si capisce come si possa sostenere che l'Inter facesse parte di un sistema che garantiva vittorie e piazzamenti, quando queste invece non arrivavano mai, neanche quando c'era assoluto bisogno ,non come club, che arrabattandosi riescono comunque ogni 3-4 anni a vincere, tu sai come, con puntualità svizzera, come le schede telefoniche e i conti in nero, per tenere buoni i tifosi (e ogni riferimento alla stagione 2010/11 non è per nulla casuale).
Certo non tutti i club che facevano parte del sistema potevano vincere ma si assicuravano comunque dei vantaggi in classifica, come il tuo.
Evidentemente non l'Inter. Ma l'Inter non era l'unico club pulito. Pure il Bologna ad esempio lo era . Senti cosa dice Gazzoni Frascara.
“’Non so se Moratti, e Facchetti, e dunque la società nerazzurra, fossero o meno implicati nella vicenda. Ma a parte che leggendo le intercettazioni rilevate dal procuratore Palazzi mi sembra che le conversazioni fra Facchetti e i designatori, così come quelle di Moratti e degli altri diregenti di sei diverse squadre di serie A, siano prive di malizia, a differenza, a mio avviso, di quelle rilevate fra Moggi e i fratelli Della Valle, fra Sandro Mencucci e il vice presidente Mazzini circa quello che e’ stato esposto in maniera molto precisa dal Gup De Gregorio nella sentenza di primo grado nei confronti di Giraudo. In questa vi sono ben 20 pagine riguardanti il cosiddetto ‘salvataggio della Fiorentina’, e si precisa che proprio questa operazione e’ la conferma del potere occulto della ‘cupola’ che governava all’epoca il campionato di serie A. E a parte che il diritto alla difesa nel caso di Facchetti riveste caratteri di impossibilità per le purtroppo tristi note vicende, e quindi mancherebbe una testimonianza basilare per un’eventuale quanto improbabile accusa verso questo grande campione dello sport, trovo quantomeno curioso, per usare un eufemismo, il concetto implicitamente espresso da Della Valle. Come se l’eventuale reato ascrivibile all’Inter cancellasse quelli già al vaglio della giustizia”.
“’anche davanti a una eventuale pluralità di illeciti, questi vanno tutti sanzionati sia dalla giustizia sportiva sia, se ve ne sono gli estremi, anche dalla giustizia penale e/o civile’”
“’E’ una dinamica che già altre volte e in altri campi si è cercato di attivare: dato che siamo in molti, se non tutti, a essere colpevoli, annulliamo il reato… Mi sembra francamente un affronto a tutti coloro che il danno l’hanno subito sulla propria pelle, a cominciare dai tifosi e, naturalmente, a chi, come il sottoscritto, ha subito il danno della retrocessione sia in termini economici che di immagine”
No, chi deve dare spiegazioni a qualcuno non è certo Moratti e chi come lui si è opposto a questo sistema corrotto, ma chi non ha pagato o ha pagato in maniera assolutamente risibile e insufficiente per fatti gravissimi che hanno minato dalla base la credibilità del calcio in Italia negli ultimi 25 anni. Come la Fiorentina, come il Milan, come la Juventus.
Se c'è qualcuno che deve dare spiegazioni, ancora molte, quelli sono Galliani e Moggi (più, molto di più, il primo, che guarda caso cerca di volare basso e non riaprire il vaso di pandora, del secondo).
venerdì 24 giugno 2011
La mia doverosa replica ai deliri di Milanalisi
In primo luogo è buona abitudine, quando si fa polemica con un altro blog, di avvisare la controparte.
Ma passiamo ai contenuti.
1) se pretendi di fare analisi devi almeno cercare di essere obiettivo, che tu sia tifoso o meno, altrimenti evita di utilizzare impropriamente la parola analisi cercando di far combaciare i risultati di queste presunte analisi con le tue convenienze di tifoso (ultras).
2)Quello che è evidente che i maneggi di Galliani e Moggi servissero a tenere Milan e Juve nelle prime posizioni (passaggio diretto in Champions, e tenere a distanza di sicurezza l'Inter). C'è forse ancora qualche bontempone che sostiene che Moggi fosse più potente di Berlusconi e Galliani, i fatti ci dicono che per troncare la carriera di Moggi è bastato un processo sportivo mentre Berlusconi e Galliani sono ancora li, come non fosse successo nulla.
3) L'Inter non vince lo scudetto del 2006 a tavolino, ma sul campo, essendo la squadra che è arrivata prima in classifica. Nessuno dice che Carl Lewis ha vinto una medaglia di cartone a Seul '88, nessuno dice che i vari giri d'Italia o di Francia vinti dopo una qualche squalifica per doping di un big per doping sono di cartone, normalmente ce se la si prende con chi ha imbrogliato.(Juventus e soprattutto Milan). Il calcio italiano fa stranamente eccezione. Il Milan imbrogliava per arrivare secondo? E che pure primo volevi arrivare con Inzaghi, Gattuso, Simic, Kaladze, e gli altri nostri scarponi? Ma stai scherzando, vero?
4)Il campionato "più falsato della storia" (pensavo fosse l'ultimo il più falsato visto che sarebbe bastato un arbitraggio diverso in una signola partita, il derby, perchè l'Inter fosse ancora una volta, come avrebbe meritato campione d'Italia) è stato vinto con distacchi record, difficile pensare che gli arbitri possano farti fare 40 punti in più degli avversari. Ad ogni modo i distacchi erano di gran lunga superiori alle penalizzazioni. Se il Milan (che per intenderci non avrebbe neanche dovuto partecipare al campionato di Serie A, e neanche a quello di serie B e invece partecipa tranquillamente pure alla Champions, vincendola, come solo "Meani" sa, come non fosse successo nulla) fosse arrivato a 7 punti di distacco avrei pure capito. Dunque dov'è sta spinta di calciopoli? Boh?
5)Parliamo degli arbitraggi? Non posso ora analizzare tutti gli episodi da te citati (magari lo farò prossimamente , a puntate), per non essere parziale e selettivo prendo semplicemente i primi tre episodi da te citati, giudicati da te "evidenti, lampanti e solari".
Analizziamoli dunque, come vedrai purtroppo per te, nell'epoca di Youtube è difficile farla franca.
A) Siena Milan 1-1 del 16/9/2007 Video.
Sto fuorigioco "evidente, lampante, solare" di Maccarone non lo vedo. Mi sembra che Nesta lo tenga in gioco. Quand'anche non fosse è di quegli episodi tutt'altro che evidenti, lampanti e solari. Un po' come il pareggio del Milan, realizzato da Nesta in cui, mi sembra Kaladze, cadendo ostruisce l'intervento ai difensori del Siena, facendo un vero e proprio blocco. Un episodio quantomeno dubbio, almeno quanto l'altro.
(Già che ci siamo, del pareggio in casa 1-1 col Parma del 22/9/2009 Video non parli? Non hai trovato niente a cui aggrapparti? Che mi dici di Nesta sul gol del Parma? Che mi dici di tutte quelle occasioni mangiate a San Siro , umiliando il Milan in casa, da una squadra che poi sarebbe retrocessa mestamente? Come lo spieghi?)
B) Palermo-Milan 2-1 del 26/9/2007 Video
Ovviamente passi in carrozza la dubbia posizione di Seedorf sul gol del vantaggio. Poi ti inventi un tocco di mano di Amauri che invece la tocca di spallino e quindi in maniera totalmente regolare. Per la serie, pur di inventarsi torti arbitrali ci si reinventa il regolamento!
C) Milan-Catania 1-1 del 30/9/2007 Video
Qui oltre alle immagini è Bruno Longhi, noto dipendente di Pulvirenti a parlare e dire che il Catania non ha rubato nulla, anzi. E non ha neanche nulla da ridire sul fallo di mano di Kaladze, altro che "gol regolare" di Superpippa. Il tocco di Kaladze è involontario? Di sicuro appare più volontario di quello di Edusei sul solito rigorino regalato, di cui ovviamente, la memoria selettiva di Analista Rossonero ha perso memoria.
E per ora mi fermo qui.
Questi sarebbero i torti subiti dal Milan? Infatti, inesistenti. E le altre partite saranno tutte dello stesso tenore con il Milan che ha favori anche nelle partite da te incriminate. Per la serie, senza vergogna!
Ma passiamo ai contenuti.
1) se pretendi di fare analisi devi almeno cercare di essere obiettivo, che tu sia tifoso o meno, altrimenti evita di utilizzare impropriamente la parola analisi cercando di far combaciare i risultati di queste presunte analisi con le tue convenienze di tifoso (ultras).
2)Quello che è evidente che i maneggi di Galliani e Moggi servissero a tenere Milan e Juve nelle prime posizioni (passaggio diretto in Champions, e tenere a distanza di sicurezza l'Inter). C'è forse ancora qualche bontempone che sostiene che Moggi fosse più potente di Berlusconi e Galliani, i fatti ci dicono che per troncare la carriera di Moggi è bastato un processo sportivo mentre Berlusconi e Galliani sono ancora li, come non fosse successo nulla.
3) L'Inter non vince lo scudetto del 2006 a tavolino, ma sul campo, essendo la squadra che è arrivata prima in classifica. Nessuno dice che Carl Lewis ha vinto una medaglia di cartone a Seul '88, nessuno dice che i vari giri d'Italia o di Francia vinti dopo una qualche squalifica per doping di un big per doping sono di cartone, normalmente ce se la si prende con chi ha imbrogliato.(Juventus e soprattutto Milan). Il calcio italiano fa stranamente eccezione. Il Milan imbrogliava per arrivare secondo? E che pure primo volevi arrivare con Inzaghi, Gattuso, Simic, Kaladze, e gli altri nostri scarponi? Ma stai scherzando, vero?
4)Il campionato "più falsato della storia" (pensavo fosse l'ultimo il più falsato visto che sarebbe bastato un arbitraggio diverso in una signola partita, il derby, perchè l'Inter fosse ancora una volta, come avrebbe meritato campione d'Italia) è stato vinto con distacchi record, difficile pensare che gli arbitri possano farti fare 40 punti in più degli avversari. Ad ogni modo i distacchi erano di gran lunga superiori alle penalizzazioni. Se il Milan (che per intenderci non avrebbe neanche dovuto partecipare al campionato di Serie A, e neanche a quello di serie B e invece partecipa tranquillamente pure alla Champions, vincendola, come solo "Meani" sa, come non fosse successo nulla) fosse arrivato a 7 punti di distacco avrei pure capito. Dunque dov'è sta spinta di calciopoli? Boh?
5)Parliamo degli arbitraggi? Non posso ora analizzare tutti gli episodi da te citati (magari lo farò prossimamente , a puntate), per non essere parziale e selettivo prendo semplicemente i primi tre episodi da te citati, giudicati da te "evidenti, lampanti e solari".
Analizziamoli dunque, come vedrai purtroppo per te, nell'epoca di Youtube è difficile farla franca.
A) Siena Milan 1-1 del 16/9/2007 Video.
Sto fuorigioco "evidente, lampante, solare" di Maccarone non lo vedo. Mi sembra che Nesta lo tenga in gioco. Quand'anche non fosse è di quegli episodi tutt'altro che evidenti, lampanti e solari. Un po' come il pareggio del Milan, realizzato da Nesta in cui, mi sembra Kaladze, cadendo ostruisce l'intervento ai difensori del Siena, facendo un vero e proprio blocco. Un episodio quantomeno dubbio, almeno quanto l'altro.
(Già che ci siamo, del pareggio in casa 1-1 col Parma del 22/9/2009 Video non parli? Non hai trovato niente a cui aggrapparti? Che mi dici di Nesta sul gol del Parma? Che mi dici di tutte quelle occasioni mangiate a San Siro , umiliando il Milan in casa, da una squadra che poi sarebbe retrocessa mestamente? Come lo spieghi?)
B) Palermo-Milan 2-1 del 26/9/2007 Video
Ovviamente passi in carrozza la dubbia posizione di Seedorf sul gol del vantaggio. Poi ti inventi un tocco di mano di Amauri che invece la tocca di spallino e quindi in maniera totalmente regolare. Per la serie, pur di inventarsi torti arbitrali ci si reinventa il regolamento!
C) Milan-Catania 1-1 del 30/9/2007 Video
Qui oltre alle immagini è Bruno Longhi, noto dipendente di Pulvirenti a parlare e dire che il Catania non ha rubato nulla, anzi. E non ha neanche nulla da ridire sul fallo di mano di Kaladze, altro che "gol regolare" di Superpippa. Il tocco di Kaladze è involontario? Di sicuro appare più volontario di quello di Edusei sul solito rigorino regalato, di cui ovviamente, la memoria selettiva di Analista Rossonero ha perso memoria.
E per ora mi fermo qui.
Questi sarebbero i torti subiti dal Milan? Infatti, inesistenti. E le altre partite saranno tutte dello stesso tenore con il Milan che ha favori anche nelle partite da te incriminate. Per la serie, senza vergogna!
domenica 4 luglio 2010
Ecco cosa farebbe il fenomenale Moggi se fosse ds del Milan.
Stendendo un velo pietoso su aspetti extracalcistici vediamo che farebbe il "buon" Moggi se fosse al posto di Galliani e Braida (ma che fine ha fatto?).
E seguiamo le indicazioni che ha dato in quest'intervista.
Jonathan , Kolarov, Ibrahimovic.
A centrocampo nessuno, sugli esterni in attacco nessuno, centrale di difesa nessuno. Secondo lui con tre ritocchi saremmo "apposto". Di certo ritocchi ampiamente sopra la nostra portata (a parte Jonathan) visto che la Lazio per Kolarov vorrebbe 25 milioni. Che fenomeno sto Moggi, certo che con lui si che le cose andrebbero meglio, spendendo i soldi che non ci sono o che comunque non si vuole spendere...
Meditate gente, meditate.
E seguiamo le indicazioni che ha dato in quest'intervista.
Jonathan , Kolarov, Ibrahimovic.
A centrocampo nessuno, sugli esterni in attacco nessuno, centrale di difesa nessuno. Secondo lui con tre ritocchi saremmo "apposto". Di certo ritocchi ampiamente sopra la nostra portata (a parte Jonathan) visto che la Lazio per Kolarov vorrebbe 25 milioni. Che fenomeno sto Moggi, certo che con lui si che le cose andrebbero meglio, spendendo i soldi che non ci sono o che comunque non si vuole spendere...
Meditate gente, meditate.
lunedì 22 febbraio 2010
A termini di regolamento
di Stefano Olivari per Indiscreto
Il desiderio di Galliani, il ricordo di Cannavaro, la scarsezza di Leonardo e Del Neri.
1. Prima di distribuire patenti di onestà o di disonestà, bisogna pensare per almeno qualche secondo a che cosa rappresenti il calcio non solo in Italia. Scontato oppio dei popoli ma anche mezzo di identificazione e strumento di potere, in cui la vittoria dipende da un misto di bravura sportiva, fortuna, potere, ricchezza, furbizia, potenziale di ricatto politico o sociale. Facciamola breve: nemmeno la Juventus di Moggi, che aveva tutti questi ingredienti (e alla fine, paradossalmente, la bravura sportiva più di tutto il resto), ha vinto più di due scudetti consecutivi. Nei tempi moderni sono al massimo riuscite a raddoppiare la Juve dei tutti nazionali nell'autarchico calcio dei Settanta e l'Inter di Moratti padre. Facendo gli Sconcerti dei poveri, si può dire che nell'era televisiva solo il Milan di Capello e l'Inter di Mancini-Mourinho siano riuscite ad avere un ciclo più lungo, sfruttando anche nei primi anni del ciclo un abisso tecnico con una concorrenza che in disarmo o che stava costruendo per il futuro. Cosa vogliamo dire? Senza che ci sia bisogno di complotti, tutto il mondo del calcio (eccetto ovviamente quello interista, e nemmeno per intero) che conta vuole che questo ciclo nerazzurro finisca e questo desiderio di 'campionato riaperto per il bene dei media' è stato ben rappresentato da Galliani. Dove sta il male?
2. Luciano Moggi maledice ancora oggi il fallo di confusione che portò all'annullamento del gol di Cannavaro (ai tempi al Parma, arbitrava l'artista De Santis) in Parma-Juventus 1999-2000, che creò un clima propedeutico allo scandaloso pomeriggio di Perugia che sfilò alla Juventus quello scudetto. Per questo il delitto perfetto non è inventarsi rigori o situazioni strampalate, con buona pace dei moviolisti, ma applicare alla lettera il regolamento o al massimo concedere qualche punizione in più sulla tre quarti. Si può dire che contro la Sampdoria Samuel e Cordoba non andassero espulsi, a termini di regolamento? No. Poi c'è la realtà, che mai ha portato sotto gli occhi i due centrali difensivi della squadra di casa, dalla A all'Eccellenza, cacciati a metà a metà primo tempo. Non è un caso che i due difensori abbiano ricevuto la squalifica minima, da regolamento: una giornata a testa. Non è un caso che Cambiasso e Muntari ne abbiano ricevute due, per situazioni difficilmente verificabili: un parapiglia nel sottopassaggio e qualche parola a venti metri dall'arbitro non si sa in quale lingua. Non è un caso che Mourinho ne abbia ricevute tre per il gesto delle manette, quando su ogni panchina si vede di peggio (anche la bestemmia, tornata di gran moda). Poi le sanzioni pecuniarie, per insulti del pubblico a Tagliavento e l'ingresso in campo con 5 minuti di ritardo nella ripresa (con questo metro la Roma sarebbe senza soldi in cassa). Un po' di giustizia e molto livore anche per il colpaccio non riuscito totalmente. Ripetiamo: non è strano che Rosetti venga designato per Fiorentina-Milan o che i rivali dell'Inter vogliano la sua caduta, è strano che se ne sia accorto (e non da oggi pomeriggio) solo Mourinho.
3. Parlando di calcio, il derby milanese e Inter-Sampdoria hanno dimostrato che fra allenatori di cilindrata simile (Lippi contro Capello, per dire) la differenza la fanno solo gli episodi e scelte che a posteriori diventano 'intuizioni', mentre fra tecnici di cilindrate diverse a volte il confronto è imbarazzante. I quattro uomini del Milan in linea a curare Milito per tre quarti d'ora e la Sampdoria rintanata per un'ora con due giocatori in più a fare cross dalla tre quarti possono essere un buon complimento al Mourinho da campo, nelle due occasioni sembrato gigante contro i pigmei. Non certo per il carattere trasmesso ai suoi, il carattere ce l'hanno anche Cosmi e Mazzone, ma per l'ordine da esercitazione difensiva (si fanno quasi sempre in inferiorità numerica) con cui ha gestito due situazioni che per altri sarebbero state drammatiche. Favorito dalla pochezza dei due colleghi avversari, ma comunque bravo. La teoria che stia forzando i toni per farsi cacciare a fine stagione, in funzione 'politica' e di quieto vivere, non è strampalata, ma Moratti si ricordi che con qualunque altro allenatore quelle due partite le avrebbe straperse. Ipotizzare complotti è quindi superfluo: in uno sport che non è uno sport, dove conta solo il risultato e senza alcun aspetto etico (anzi, chi perde viene anche sbeffeggiato), non si può pensare di vincere in scioltezza in mezzo alle ovazioni degli avversari. Vittime o carnefici: non è sport, ma è calcio.
stefano@indiscreto.it
Il desiderio di Galliani, il ricordo di Cannavaro, la scarsezza di Leonardo e Del Neri.
1. Prima di distribuire patenti di onestà o di disonestà, bisogna pensare per almeno qualche secondo a che cosa rappresenti il calcio non solo in Italia. Scontato oppio dei popoli ma anche mezzo di identificazione e strumento di potere, in cui la vittoria dipende da un misto di bravura sportiva, fortuna, potere, ricchezza, furbizia, potenziale di ricatto politico o sociale. Facciamola breve: nemmeno la Juventus di Moggi, che aveva tutti questi ingredienti (e alla fine, paradossalmente, la bravura sportiva più di tutto il resto), ha vinto più di due scudetti consecutivi. Nei tempi moderni sono al massimo riuscite a raddoppiare la Juve dei tutti nazionali nell'autarchico calcio dei Settanta e l'Inter di Moratti padre. Facendo gli Sconcerti dei poveri, si può dire che nell'era televisiva solo il Milan di Capello e l'Inter di Mancini-Mourinho siano riuscite ad avere un ciclo più lungo, sfruttando anche nei primi anni del ciclo un abisso tecnico con una concorrenza che in disarmo o che stava costruendo per il futuro. Cosa vogliamo dire? Senza che ci sia bisogno di complotti, tutto il mondo del calcio (eccetto ovviamente quello interista, e nemmeno per intero) che conta vuole che questo ciclo nerazzurro finisca e questo desiderio di 'campionato riaperto per il bene dei media' è stato ben rappresentato da Galliani. Dove sta il male?
2. Luciano Moggi maledice ancora oggi il fallo di confusione che portò all'annullamento del gol di Cannavaro (ai tempi al Parma, arbitrava l'artista De Santis) in Parma-Juventus 1999-2000, che creò un clima propedeutico allo scandaloso pomeriggio di Perugia che sfilò alla Juventus quello scudetto. Per questo il delitto perfetto non è inventarsi rigori o situazioni strampalate, con buona pace dei moviolisti, ma applicare alla lettera il regolamento o al massimo concedere qualche punizione in più sulla tre quarti. Si può dire che contro la Sampdoria Samuel e Cordoba non andassero espulsi, a termini di regolamento? No. Poi c'è la realtà, che mai ha portato sotto gli occhi i due centrali difensivi della squadra di casa, dalla A all'Eccellenza, cacciati a metà a metà primo tempo. Non è un caso che i due difensori abbiano ricevuto la squalifica minima, da regolamento: una giornata a testa. Non è un caso che Cambiasso e Muntari ne abbiano ricevute due, per situazioni difficilmente verificabili: un parapiglia nel sottopassaggio e qualche parola a venti metri dall'arbitro non si sa in quale lingua. Non è un caso che Mourinho ne abbia ricevute tre per il gesto delle manette, quando su ogni panchina si vede di peggio (anche la bestemmia, tornata di gran moda). Poi le sanzioni pecuniarie, per insulti del pubblico a Tagliavento e l'ingresso in campo con 5 minuti di ritardo nella ripresa (con questo metro la Roma sarebbe senza soldi in cassa). Un po' di giustizia e molto livore anche per il colpaccio non riuscito totalmente. Ripetiamo: non è strano che Rosetti venga designato per Fiorentina-Milan o che i rivali dell'Inter vogliano la sua caduta, è strano che se ne sia accorto (e non da oggi pomeriggio) solo Mourinho.
3. Parlando di calcio, il derby milanese e Inter-Sampdoria hanno dimostrato che fra allenatori di cilindrata simile (Lippi contro Capello, per dire) la differenza la fanno solo gli episodi e scelte che a posteriori diventano 'intuizioni', mentre fra tecnici di cilindrate diverse a volte il confronto è imbarazzante. I quattro uomini del Milan in linea a curare Milito per tre quarti d'ora e la Sampdoria rintanata per un'ora con due giocatori in più a fare cross dalla tre quarti possono essere un buon complimento al Mourinho da campo, nelle due occasioni sembrato gigante contro i pigmei. Non certo per il carattere trasmesso ai suoi, il carattere ce l'hanno anche Cosmi e Mazzone, ma per l'ordine da esercitazione difensiva (si fanno quasi sempre in inferiorità numerica) con cui ha gestito due situazioni che per altri sarebbero state drammatiche. Favorito dalla pochezza dei due colleghi avversari, ma comunque bravo. La teoria che stia forzando i toni per farsi cacciare a fine stagione, in funzione 'politica' e di quieto vivere, non è strampalata, ma Moratti si ricordi che con qualunque altro allenatore quelle due partite le avrebbe straperse. Ipotizzare complotti è quindi superfluo: in uno sport che non è uno sport, dove conta solo il risultato e senza alcun aspetto etico (anzi, chi perde viene anche sbeffeggiato), non si può pensare di vincere in scioltezza in mezzo alle ovazioni degli avversari. Vittime o carnefici: non è sport, ma è calcio.
stefano@indiscreto.it
venerdì 22 gennaio 2010
E pure Repubblica scoprì "il tifo sottosopra"
di FABRIZIO BOCCA
Mettendo il naso negli umori del calcio e del tifo si scopre un mondo ormai capovolto e che forse non tornerà mai più alla normalità. Si scopre ad esempio - buttando lì nel blog un banalissimo gioco del "chi tifa chi" - che molti sostenitori della Juve nel week end tiferanno contro i propri interessi, se non contro se stessi direttamente. Logica vorrebbe che sostenessero l'Inter, ma molti domenica nel derby dicono che tiferanno comunque Milan ("Il male minore!"), nonostante abbiano già perso da tempo ogni speranza di scudetto, e rinunciando così anche alla speranza di un secondo posto di consolazione. "Tanto il terzo posto equivale al secondo" dicono. L'importante è gufare l'Inter di Moratti e Mourinho, usurpatrice di scudetti juventini.
Non solo, altri, per fortuna in minima parte, tiferebbero volentieri sabato addirittura per la Roma che affronterà i bianconeri a Torino, pur di veder cacciar via Ferrara. Il fatto che la Roma sia allenata da quel Ranieri che lo scorso anno fu a sua volta licenziato dalla Juve a due giornate dal termine del campionato e che fece meglio di Ferrara, provocherebbe uno sconquasso tale che forse arriverebbe il ribaltone atteso dai più duri. Ma non è finita, quando in questo labirinto di umori e di ragionamenti tifoidi più che tifosi, ho visto apparire l'equazione "Moggi=Craxi: forse anche voi tra 20 anni dovrete rivedere il giudizio della storia", confesso di avere avuto un mancamento.
(21 gennaio 2010)
IL COMMENTO DI RDV : Il tifo contro è la cosa più naturale e bella che ci possa essere. Il vero tifoso non può dirsi tale se almeno una volta non ha tifato "contro" la propria squadra. Solo chi partecipa e sente la maglia nel sangue può tifare contro. Certo, andrebbe fatto per buoni motivi, come la cacciata di un dirigente corrotto o di un allenatore incapace, e non per certi motivi squallidi, per cui lo fanno certi juventini. Moggi era e rimmarrà colui che rubava e ha portato in B la Juventus, come Craxi era e rimarrà colui che rubava e ha portato l'Italia ad essere uno degli stati con il maggiore debito pubblico. La storia non si cancella. Rimpiange uno come Moggi è sintomo di mediocrità.
Forza Inter? Assolutamente No! Che vinca, semplicemente, il migliore...
Ciro Ferrara
Non solo, altri, per fortuna in minima parte, tiferebbero volentieri sabato addirittura per la Roma che affronterà i bianconeri a Torino, pur di veder cacciar via Ferrara. Il fatto che la Roma sia allenata da quel Ranieri che lo scorso anno fu a sua volta licenziato dalla Juve a due giornate dal termine del campionato e che fece meglio di Ferrara, provocherebbe uno sconquasso tale che forse arriverebbe il ribaltone atteso dai più duri. Ma non è finita, quando in questo labirinto di umori e di ragionamenti tifoidi più che tifosi, ho visto apparire l'equazione "Moggi=Craxi: forse anche voi tra 20 anni dovrete rivedere il giudizio della storia", confesso di avere avuto un mancamento.
(21 gennaio 2010)
IL COMMENTO DI RDV : Il tifo contro è la cosa più naturale e bella che ci possa essere. Il vero tifoso non può dirsi tale se almeno una volta non ha tifato "contro" la propria squadra. Solo chi partecipa e sente la maglia nel sangue può tifare contro. Certo, andrebbe fatto per buoni motivi, come la cacciata di un dirigente corrotto o di un allenatore incapace, e non per certi motivi squallidi, per cui lo fanno certi juventini. Moggi era e rimmarrà colui che rubava e ha portato in B la Juventus, come Craxi era e rimarrà colui che rubava e ha portato l'Italia ad essere uno degli stati con il maggiore debito pubblico. La storia non si cancella. Rimpiange uno come Moggi è sintomo di mediocrità.
Forza Inter? Assolutamente No! Che vinca, semplicemente, il migliore...
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