Prima di dire perché parliamo un secondo del caso Amelia-Bonera.
Il segnale è quello di una società allo sbando, con giocatori, probabilmente allettati dall'ennesimo immeritato rinnovo, che remano contro il resto del gruppo e contro l'allenatore.
I colpevoli sono i soliti. Il re Merda e Fester. Inutile girarci intorno.
Ma passiamo a Zambrotta. Vediamo una per una le sue minchiate:
1) "Ho avuto problemi con Allegri al secondo anno, quandoabbiamo perso lo scudetto per una gestione sbagliata dello spogliatoio. Devi avere tutti i giocatori che remano nella tua parte per vincere, Allegri invece in una gara decisiva disse chiaramente che se avesse avuto solo 14 calciatori sarebbe stato lo stesso. Allora mi sono guardato in faccia con Ibrahimovic per dire: ma questo che sta dicendo? In quell'occasione abbiamo perso lo Scudetto".
Minchiata: il Milan non ha "perso" lo scudetto. Il Milan era di molto inferiore alla Juventus come poi si è visto anche nelle annate successive. Non è vero che bisogna avere tutti i giocatori dalla tua parte per vincere, in una rosa c'è sempre qualche scontento e chi rema contro, sempre. Apparire giusti alla maggior parte della rosa e questo Allegri lo ha fatto sempre.
2) "Oppure con l'Arsenal, dopo aver perso 3-0, Allegri ci fece comunque i complimenti, non è stata una grande mossa. Ibrahimovic si arrabbiò e quasi vennero alle mani nello spogliatoio."
Ibrahimovic non è proprio un grande campione di intelligenza, non stai parlando di un leader vero come Baresi o Puyol, stai parlando di Ibrahimovic. Bene ha fatto Allegri a cercare di tirare su il morale della squadra. Questo deve fare l'allenatore, frenare gli entusiasmi nei momenti di esaltazione e far sentire fiducia nei momenti di sconforto. Se non lo capisce Zambrotta ha lo stesso destino di allenatore di Costacurta, Gattuso e compagnia brutta.
3)""Il terzino ora al Genoa venne costretto a chiedere la cessione la scorsa estate dopo che Allegri lo aveva praticamente isolato nel corso degli allenamenti estivi. In un Milan che ha all’interno del suo gruppo sempre meno giocatori che sanno cosa voglia dire appartenere alla maglia rossonera, uno come Antonini, che ha pianto quando ha dovuto lasciare il Milan, forse avrebbe fatto comodo e non solo come uomo spogliatoio"."
No, non avrebbe fatto comodo perché una pippa, pure ultratrentenne. Non basta essere milanisti per poter giocare nel Milan. Se ci teneva tanto, Rantonini, avrebbe dovuto allenarsi di più nell'arco di tutta la sua carriera per arrivare a un livello sufficiente da poter essere utile al Milan. Evidentemente così non è stato. Dobbiamo dire grazie ad Allegri per aver fatto piazza pulita di tutte le cariatidi, almeno questo, oltre agli ottimi risultati di questi anni, va riconosciuto al livornese. Zambrotta hai ancora tanto da imparare.
Visualizzazione post con etichetta Ibrahimovic. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ibrahimovic. Mostra tutti i post
giovedì 22 maggio 2014
giovedì 14 febbraio 2013
Balotelli e il faraone incompatibili? Non è una cazzata.
E' vero che nel 433 (così come nel 4231) di Allegri uno gioca ala sinistra e l'altro prima punta ma è anche vero che Balotelli, a dispetto del fisico, proprio prima punta non è, proprio come non lo era Zlatan Ibrahimovic. Ecco, pensiamo a lui. Nel 4312 prima di Mancini all'Inter e poi in quello di Allegri, Ibrahimovic giocava da punta sinistra in appoggio alla prima punta (nell'Inter, ovvero normalmente Cruz) oppure a un "trequartista" centrale molto avanzato o "falso 9", come è di moda chiamarlo in Spagna (una volta si diceva "un 9 alla Hidegkuti") come Boateng. Ibrahimovic, come Balotelli ama lontano dalla porta, non è un classico attaccante d'area di rigore, e spesso l'uno come l'altro preferiscono allargarsi sulla fascia sinistra "alla Henry". In un 4312 la collocazione ideale di Balotelli sarebbe quella di punta sinistra, come pure l'ideale collocazione di El Shaarawy. Entrambi sono seconde punte che giocano prevalentemente giocando sul fronte sinistro per rientrare sul destro. Quindi in un 4312 uno dei due si dovrebbe adattare a giocare sull'altro lato, o dovrebbero scambiarsi la posizione, comunque dovrebbero uno o entrambi cambiare un po' lo stile di gioco ed adattarsi a una posizione un po' diversa dal solito. Discorso diverso per il 433 dove El Shaarawy si trova in una posizione perfetta per le sue caratteristiche mentre Balotelli non proprio, deve ragionare da prima punta o al limite da "falso 9", ma a un falso 9 in genere è richiesta oltre al tempo dell'inserimento in area, anche una certa visione di gioco e la capacità di dialogare con i compagni, qualità che non sono tra le migliori di Balotelli. Perché Balotelli non ama giocare spalle alla porta, è più una seconda che una prima punta. Allora si potrebbe provare a schierarlo dietro a Pazzini, però con soli due centrocampisti centrali El Shaarawy a quel punto dovrebbe difendere ancora di più di quello che sta facendo, giocando più lontano dalla porta. I due giocatori non sono in assoluto incompatibili ma non si "incastrano" perfettamente e quindi difficilmente daranno il massimo del loro potenziale giocando insieme, qualcosa necessariamente dovranno perdere, a meno che non siano bravi a riadattarsi (a loro favore il fatto che sono giovani). Bisognava pensarci prima di spendere un mucchio soldi per Balotelli, soprattutto dopo che lo stesso Galliani aveva dichiarato che con Ibrahimovic ancora in rosa El Shaarawy non sarebbe esploso. La coerenza non è di casa in via Turati, ma , ormai da lungo tempo, sappiamo che non sono certo considerazioni di natura tecnico-tattica quelle che determinano gli acquisti al Milan quanto piuttosto amicizie personali, esigenze elettorali, dispetti ai "cugini"e altro ancora. Una società gestita "ad-minchiam" che anche per questo ogni anno ha un deficit di 60-80 milioni, nonostante il mercato povero e spesso in attivo, al contrario di club come Barcellona, Bayern etc... che sul mercato spendono più di noi ma, stranamente, finiscono sempre, negli ultimi anni, in attivo, anche di diverse decine di milioni di euro.
martedì 23 ottobre 2012
Calciomercato Milan: Abate al PSG? Leonardo è un santo e Ibra un Nobel
Dal blog Milantropia di Paolo Cola.
Secondo l'edizione odierna di Tuttosport, nei giorni scorsi Ignazio Abate avrebbe telefonato al suo amicone Zlatan Ibrahimovic per chiedergli informazioni su Parigi. Le classiche domande di rito, sapete: come si mangia sulla Torre Eiffel, hai già visto la Gioconda, è vero che a Pigalle costano poco, cose così. E, tra il lusco e il brusco, l'Ignazio avrebbe anche buttato lì la sua disponibilità a riparlare di quel trasferimento al PSG di cui si era bisbigliato nel corso della scorsa estate.
Anche se tutta da verificare, quella proveniente da Torino è una delle più belle notizie di questi ultimi mesi. Non solo: se è vero che Leonardo è disposto a spendere una manciata di milioni (si parlava addirittura di 20: roba che nemmeno nei pressi delle porte di Tannhauser) per liberarci di Abate, a questo punto occorre rivalutare anche la sua figura. Perché il brasiliano, se ben ricordate, era stato cortesemente appellato come "uomo di merda" dal terzino rossonero, nel coro post-coitale del maggio 2011. Altro che Giuda, qui siamo in presenza di un santo. E il fotterizzato Ibra, se davvero sarà galeotto nell'affaire Abate-PSG, farebbe bene a scrivere due righe ai suoi connazionali dell'Accademia Svedese: se l'hanno assegnato a Obama e all'Ue, il Nobel per la Pacepotrebbero darlo anche a lui.
Altro articolo divertente e interessante: http://www.milannight.com/sermoni/39760/il-wellness-a-milanello.html
Altro articolo divertente e interessante: http://www.milannight.com/sermoni/39760/il-wellness-a-milanello.html
mercoledì 10 ottobre 2012
Cazzate
Dal ritorno di Ibra a Guardiola, quante se ne stanno inventando e quante se ne inventeranno in questa sosta, pur di non parlare di calcio veri. Del Milan e dei suoi problemi. Problemi societari più che di squadra che alla fine, tutto sommato, è ancora dignitosa.
domenica 22 luglio 2012
martedì 17 luglio 2012
Ibra se ne va perché voleva andarsene.
Forse non era convintissimo di andare al Psg, vista la sua ossessione per la Champions, avrebbe preferito altre destinazioni ma aveva stracapito che al Milan le condizioni per vincere non ci sono. Le dichiarazioni sarcastiche degli ultimi giorni poi, parlano da sole.Coraggio, da oggi Ibra non è più un fuoriclasse che vince i campionati da solo. Torna ad essere "Lo Zingaro" o "Il Mercenario". E' la solita storia.
P.S. Mi fa ridere chi protesta contro Bonera. Se non è senatore lui a 31 anni e 7 stagioni in rossonero chi lo dovrebbe essere?
sabato 14 luglio 2012
Le comiche. Finali?
Usati come supermarket da Leonardo, derisi, umiliati. Altro ancora? Il declino della corte del re Merda è sempre più triste. Rischia di diventare insopportabilmente lungo per tutti i tifosi.
venerdì 13 luglio 2012
Alla corte del re Merda
Inutile dire che gli stessi che applaudirono l'acquisto di Ibra 2 anni fa, gli stessi che non più di 10 giorni fa si prodigavano in elogi per il "blindaggio" di Thiago Silva (aumento ingaggio), ora applaudono questa operazione da 60, 65, 150, 170 milioni di euro (chi offre di più? sono 65 come per la cessione del solo Kaka).
Ma sono fatti così, applaudono sempre e comunque. Mi fanno più pena forse quelli che solo adesso si incazzano. Si sono fatti una lunga, lunga, dormita. Alla corte del re Merda. Colui che trasforma in merda tutto quello che tocca.
mercoledì 11 luglio 2012
La quiete prima della tempesta?
Abbiamo postato poco e niente negli ultimi giorni perché poco e niente c'era da dire. Abbiamo preferito un dignitoso silenzio piuttosto che inventarci fantomatiche notizie di mercato come fanno altri. Tuttavia il mercato del Milan sembra arrivato a un punto di svolta con questa trattativa per portare Ibrahimovic e Thiago Silva, le due stelle più splendenti della rosa, alla corte di Leonardo e Ancelotti. Partenze pesantissime che si aggiungerebbero a quelle dei vecchietti e ai mancati riscatti di Maxi Lopez e Aquilani: insomma una rivoluzione, forse meglio dire un pesante ridimensionamento. Vedremo come andrà a finire questa trattativa e come , eventualmente, si investiranno i soldi incassati.
mercoledì 16 maggio 2012
Thiago Silva verso Barcellona....
Eccolo mentre regge la copia di Mundo Deportivo che parla di un suo possibile trasferimento. Si parla di 30 milioni di euro che al Milan servono come il pane se è vero che si devono pagare ancora Robinho ed Ibrahimovic e che sembra manchino pure i soldi per riscattare Aquilani, Maxi ed El Sharaawy
giovedì 10 maggio 2012
E' finita
La Juventus è , tutto sommato meritatamente, campione d'Italia. Dal nulla con due annate di mercato fatto come si comanda è riuscita a creare una squadra forse non giovanissima ma vincente, almeno in Italia. L'esatto contrario del Milan che dopo la fiammata dell'anno scorso (con aiutoni arbitrali) si ritrova ancora una volta con le macerie. Nesta, Yepes, Van Bommel, Zambrotta, Superpippa, Gattuso, Ambrosini etc... da smaltire e sostituire. Ibra e Thiago Silva che premono per andarsene e l'appeal del club ai minimi storici. Le prospettive di mercato poi sono disastrose. Ancora da pagare Ibra e Robinho, con la necessità di vendere uno-due big e all'orizzonte non si intravede niente meglio di Montolivo. Non c'è da essere troppo ottimisti.
mercoledì 4 aprile 2012
Torniamo dopo una settimana di vacanza...
...(indovinate dove? Si, anche a Barcellona) e ci ritroviamo a commentare insieme la figuraccia della foto taroccata del non-gol di Catania e le assurde lamentele contro un arbitraggio di oggi, quasi perfetto. Il rigore di Nesta, in particolare, è sacrosanto, che più chiaro non si può. Loro sono più forti e noi facendo un'onesta partita avremmo potuto salvare la faccia. Faccia che perdiamo con queste polemiche e queste truffe mediatiche. Ibra ancora fuori dalle semifinali di Champions, Robinho inconcludente, Boateng che ha fatto vedere tutti i suoi limiti, Pato, non ne parliamo. Questo il nostro reparto più forte, figuriamoci gli altri.
venerdì 24 febbraio 2012
Non è tutto oro quel che luccica
Non c'è pace per questo Milan. Scampata la crisi dopo la doppia zampata di Udine ed usciti fuori trionfalmente dal turno di Champions e di campionato sembrerebbe che tutto giri a meraviglia a casa Milanello. Come al solito però i media ci tengono nascoste le verità più scomode. Un'esempio? Le liti tra Ibrahimovic e il resto della rosa (ultima quella con Robinho). Un'altro esempio? La voglia per Thiago Silva di cambiare aria, lui che può. Del rapporto Allegri-superpippa ne vogliamo parlare? Di Pato? Di cosette di cui parlarne ce ne sarebbero ma , come al solito, quando questo tipo di cose riguardano il Milan, tutto tace.
Insomma non è tutto oro quel che luccica. Per nulla.
martedì 14 febbraio 2012
Le chiacchiere e il campo
Lazio, Napoli, Juventus. Senza la zampata finale di Udine dell'accoppiata Maxi-El Shaarawy (ma non c'era Ibradipendenza?) oggi si dovrebbe parlare di un Milan in crisi dopo 3 sconfitte e un pareggio casalingo e non di un Milan capolista (virtuale, ma capolista). Nel calcio il limite che segnala la sconfitta dalla vittoria è spesso molto labile. Lo sanno bene i cugini interisti che , vedendosi negare un rigore clamoroso, si sono ritrovati a perdere una partita dominata in lungo e in largo . Tuttavia, proprio per questo, sbaglia chi da l'Inter fuori dai giochi. E' e rimane la squadra più forte e i punti reali o virtuali di distacco non sono poi tantissimi, come abbiamo già visto, recuperabilissimi anche in 7-8 giornate. La squadra ammazza-campionato non c'è e alla fine lo scudetto sarà determinato da episodi. Ogni squadra ha i suoi bei problemi da risolvere , quelli del Milan non sono, non erano e non saranno in attacco, ma altrove.
sabato 11 febbraio 2012
domenica 5 febbraio 2012
Ibra e Marotta: a volte la follia ritorna.
Non credo che meriti alcun commento il gesto di Ibrahimovic (tanto da costringere persino Rizzoli all'espulsione) contro Aronica. Ho sentito persino dire da qualcuno che pure Aronica andava espulso per il riflesso condizionato nei confronti di Nocerino: non c'è limite allo squallore. Perchè poi quel limite viene ampiamente superato da Marotta (con la compagnia di gentlemen Conte e Buffon) che, dimenticandosi di due mancate espulsioni a Borriello e Chiellini (il primo ha dato visibilmente dell'ubriaco all'arbitro Peruzzo -quello che ha guidato la rimonta di Lecce-Milan, ho bisogno di aggiungere altro?-, il secondo ha atterrato da ultimo uomo Parravicini) si lamenta per la mancata assegnazione di un rigore dubbio (per me non c'era, detto tra noi) e chiede i migliori arbitri e "maggior rispetto" per la Juventus. Le stesse cose che diceva Giacinto Facchetti a Paolo Bergamo, parole che per Andrea Agnelli e a Palazzi (e solo a loro) prefigurerebbero un illecito sportivo. Boffoni, vergogna!
P.S. La Roma battendo prevedibilmente (ma con un risultato più generoso di quello che si poteva pensare) un' Inter rimaneggiatissima rientra anche lei in corsa per la vittoria di un campionato che ancora aspetta una squadra capace di creare il vuoto. Udinese e Lazio perdono pure loro. Insomma un turno in cui in vetta si è girato a vuoto.
P.S. La Roma battendo prevedibilmente (ma con un risultato più generoso di quello che si poteva pensare) un' Inter rimaneggiatissima rientra anche lei in corsa per la vittoria di un campionato che ancora aspetta una squadra capace di creare il vuoto. Udinese e Lazio perdono pure loro. Insomma un turno in cui in vetta si è girato a vuoto.
Etichette:
Andrea Agnelli,
Aronica,
Borriello,
Chiellini,
Facchetti,
Giacinto Facchetti,
Ibrahimovic,
Inter,
Juventus,
Lazio,
Marotta,
Napoli,
Nocerino,
Paolo Bergamo,
Peruzzo di Schio,
Rizzoli,
Roma,
Siena,
Udinese
sabato 14 gennaio 2012
Finalmente si gioca (si spera , con poca convinzione, in modo pulito).
Che l'affare Tevez fosse condizionato e legato alla cessione di Pato ve l'avevamo da un pezzo. Che non fosse sto grande affare ve l'avevamo detto l'altro giorno. Chissà, forse leggendoci (scherziamo, ovviamente), anche in Via Turati qualcuno l'ha capito. E ha , per il momento, congelato l'operazione. Finalmente si gioca, ma dobbiamo dire, che vedere Critica Rossonera che brancola nel buio contraddicendosi ogni 10 minuti è uno spettacolo divertentissimo. Lui è suoi scoop al contrario, visto che arriva sempre per ultimo (sul fatto che l'Inter non avesse fatto nessuna offerta ci ha messo quasi una settimana, non è mai troppo tardi).
Intanto Ibra dice di preferire Thiago Silva (che si rassegni alla sua inevitabile prossima partenza) a Piquetòn. Chissà che bestione deve avere il buon Thiago nelle mutande. Domani sera intanto dovrà vedersela con Lucio e Samuel. La scelta di Orsato a molti non è sembrata straordinaria. Vedremo...
giovedì 12 gennaio 2012
Inculati e felici
Come noi predicavamo da tempo, si doveva vendere Pato (ma il turno di Thiago Silva arriverà presto) per fare cassa e pagare almeno la prima rata di Ibrahimovic e Robinho. Per questo la strategia era cercare un "nome" da prendere a saldo per far digerire la cessione del brasiliano ai tifosi e dalla differenza tra cessioni e acquisti finanziare il pagamento dei debiti in scadenza. Si sperava di fare almeno 20 milioncini con questa operazioncina avendo pure poi il vantaggio di pagare Tevez poi e avere i soldi di Pato subito.
Si sono messi di mezzo Leonardo, Mancini, Preziosi, Moratti e ci hanno tirato uno scherzone mica da ridere. Leonardo si prende Pato a prezzo di saldo (si parla di 28 milioni+ al massimo 7 di bonus), Mancini si libera di Tevez alle condizioni del City, lo strozzino Preziosi che ci prende per il culo e per la gola e si prende El Sharaawy e Merkel. E Moratti se la ride, visto che loro Tevez, se lo volevano, se lo prendevano già ad agosto (ormai anche i muri sanno che l'obiettivo vero dei nerazzuri è l'ottimo Lucas Moura, che di certo a loro serve molto più di Tevez).
Il bilancio dell'operazione dentro il 28enne Tevez (riuscirà a togliere il posto a Robinho?) e sacrificati Pato, El Sharaawy e Merkel, 3 under 23 per pochi milioncioni di guadagno che neanche risolvono tutti i problemi di debiti in scadenza che abbiamo. In attacco dunque ci ritroveremo con 4 giocatori tutti più o meno coetanei ( tra i 28 e i 30), tutti in più o meno netto declino e scaricati dalla rispettiva squadra di provenienza. Un capolavoro dell'idiozia calcistica.
Ad aggravare le cose poi, visto che le brutte notizie non arrivano mai sole, il possibile arrivo di Muntari il prossimo anno. Ma come, e Montolivo?
Intanto si sta iniziando a fare sviolinate su Mexes per giustificare la prossima partenza di Thiago Silva. Deja vu.
Si sono messi di mezzo Leonardo, Mancini, Preziosi, Moratti e ci hanno tirato uno scherzone mica da ridere. Leonardo si prende Pato a prezzo di saldo (si parla di 28 milioni+ al massimo 7 di bonus), Mancini si libera di Tevez alle condizioni del City, lo strozzino Preziosi che ci prende per il culo e per la gola e si prende El Sharaawy e Merkel. E Moratti se la ride, visto che loro Tevez, se lo volevano, se lo prendevano già ad agosto (ormai anche i muri sanno che l'obiettivo vero dei nerazzuri è l'ottimo Lucas Moura, che di certo a loro serve molto più di Tevez).
Il bilancio dell'operazione dentro il 28enne Tevez (riuscirà a togliere il posto a Robinho?) e sacrificati Pato, El Sharaawy e Merkel, 3 under 23 per pochi milioncioni di guadagno che neanche risolvono tutti i problemi di debiti in scadenza che abbiamo. In attacco dunque ci ritroveremo con 4 giocatori tutti più o meno coetanei ( tra i 28 e i 30), tutti in più o meno netto declino e scaricati dalla rispettiva squadra di provenienza. Un capolavoro dell'idiozia calcistica.
Ad aggravare le cose poi, visto che le brutte notizie non arrivano mai sole, il possibile arrivo di Muntari il prossimo anno. Ma come, e Montolivo?
Intanto si sta iniziando a fare sviolinate su Mexes per giustificare la prossima partenza di Thiago Silva. Deja vu.
Etichette:
El Sharaawy,
Genoa,
Ibrahimovic,
Inter,
Leonardo,
Lucas Moura,
Manchester City,
Merkel,
Mexes,
Montolivo,
Moratti,
Muntari,
Pato,
Preziosi.,
Psg,
Roberto Mancini,
Robinho,
Tevez,
Thiago Silva
mercoledì 11 gennaio 2012
Rossoneri futuribili: Djamel MESBAH
Riprendo l'articolo da me scritto 2 anni e mezzo fa per Footballart e poi aggiungo alcune considerazioni.
Sinistro naturale, longilineo asciutto (180 cm per 72 kg) classe 1984 è un centrocampista di fascia sinistra, franco-algerino nuovo acquisto del Lecce che con questo ed altri innesti di qualità che è mancata la scorsa stagione, prova una pronta risalita in Serie A, dopo che il giocatore è passato nel volgere di poco tempo da Servette, Basilea, Lorient, Aarau, Lucerna e Avellino.
Giocatore tecnico e rapido, estremamente intelligente tatticamente, sa accentrarsi con criterio e ripartire palloni in virtu di un'ottima visione di gioco come saltare l'uomo per arrivare al cross e al tiro anche da posizione defilata. Ottimo sinistro, il destro è discreto e viene usato tutto sommato abbastanza spesso. Non è una belva mangiapalloni in pressing ma è disciplinato nei rientri difensivi. Bravo nei calci piazzati e discreto nel gioco aereo e nei contrasti, può giocare in più posizioni ma il suo ruolo ideale è centrocampista sinistro in un 442 anche se si può considerare più di una semplice ala. Un giocatore non giovanissimo ma di ottime prospettive.
Considerazioni: già allora non era un giovincello. Ora ha 27 anni, più o meno l'età in cui Jankulovski arrivò al Milan. Rispetto al ceco c'è molta più velocità ma meno piede. Come il ceco ha dovuto riciclarsi difensore di spinta, con buona propensione tattica (a parte qualche sbavatura a tenere la linea di difesa) per trovare la consacrazione. Non è e non sarà mai un vero difensore, arcigno e duro in fase di contrasto, perché un po' leggerino, ma di sicuro di corsa, velocità e qualità ne ha da vendere e sarebbe, per distacco il miglior terzino del Milan, avendo la velocità di Abate ma pure una discreta tecnica. Sarebbe comunque un ottimo acquisto, visto pure il rapporto qualità prezzo. Sul fatto che possa essere titolare in un top team ho forse qualche riserva, ma la qualità c'è e il Milan , top-team, in questo momento, piaccia o no, non è. Non si può essere top-team solo con parametri zero e saldi di fine stagione, quant'anche di lusso , come Ibrahimovic, Robinho o Cassano.
lunedì 9 gennaio 2012
Criscitiello e altri fatevene una ragione: su Tevez decide il City.
I fatti. Carlos Alberto Tevez ha un contratto con il Manchester City fino a giugno 2014. Due anni e mezzo. Il City ha disponibilità finanziaria praticamente illimitata e può permettersi tranquillamente di tenere Tevez a pascolare per i giardinetti. (Tevez poi pptrà pure fare causa, intanto non gioca nel momento più importante di una carriera di un calciatore). Il City è il Barcellona che deve rendere conto ai suoi soci e che ha 500 milioni di debiti. A questo aggiungeteci che Robinho non è stato ancora pagato(voi vendereste un'auto a uno che non vi ha ancora pagato l'altra auto che gli avete venduto?) , come Ibrahimovic (per questo SI DEVE vendere Pato e/o Thiago Silva, oggi o al tardi a giugno) e che di certo i comportamenti di Galliani non hanno certo fatto piacere a quelli del City. Poi, i Criscitiello possono pure andare a dire che Tevez vuole solo il Milan. Diceva lo stess di Dzeko e Fabregas, per parlare solo dei casi più clamorosi e recenti. Aveva ragione Mourinho...
Iscriviti a:
Post (Atom)
