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mercoledì 12 giugno 2013
E ora sai dove puoi metterti la fascia...
Se ne va un altro pezzo della M-Generation del Milan. La generazione di Merda. Quella dei Gattuso, degli Inzaghi , etc...
Vai Ambro, non ti rimpiangeremo.
domenica 21 aprile 2013
Storia di un noiosissimo trofeo Berlusconi fuori stagione
In questo match presentato chissà come, quando si sapeva che si trattava di una partita abbastanza inutile. Inutile per la classifica della Juve, inutile per quella del Milan che ben difficilmente, comunque, avrebbe potuto vincere.
Gli infortunii di Abbiati e Ambrosini sono simbolici, anche gli ultimi pezzi della squadra di Ancelotti (loro addirittura di quella di Zaccheroni) abdicano. Guardando Amelia e Muntari si capisce perché siano ancora titolari.
Sulla classifica, l'avevamo detto, guardiamoci dietro, il calo è arrivato e ora c'è solo un punto di vantaggio sulla Fiorentina.
Gli infortunii di Abbiati e Ambrosini sono simbolici, anche gli ultimi pezzi della squadra di Ancelotti (loro addirittura di quella di Zaccheroni) abdicano. Guardando Amelia e Muntari si capisce perché siano ancora titolari.
Sulla classifica, l'avevamo detto, guardiamoci dietro, il calo è arrivato e ora c'è solo un punto di vantaggio sulla Fiorentina.
giovedì 10 maggio 2012
E' finita
La Juventus è , tutto sommato meritatamente, campione d'Italia. Dal nulla con due annate di mercato fatto come si comanda è riuscita a creare una squadra forse non giovanissima ma vincente, almeno in Italia. L'esatto contrario del Milan che dopo la fiammata dell'anno scorso (con aiutoni arbitrali) si ritrova ancora una volta con le macerie. Nesta, Yepes, Van Bommel, Zambrotta, Superpippa, Gattuso, Ambrosini etc... da smaltire e sostituire. Ibra e Thiago Silva che premono per andarsene e l'appeal del club ai minimi storici. Le prospettive di mercato poi sono disastrose. Ancora da pagare Ibra e Robinho, con la necessità di vendere uno-due big e all'orizzonte non si intravede niente meglio di Montolivo. Non c'è da essere troppo ottimisti.
mercoledì 17 febbraio 2010
Tu chiamale se vuoi, emozioni...
Una partita decisamente divertente all'insegna dell'arroganza. Arroganza dell'ambiente rossonero, tifosi compresi, che forse hanno perso il senso della realtà e delle proporzioni. Serviva un miracolo, e ora un miracolo potrebbe neanche bastare per un ritorno complicatissimo.
Il Milan aveva pochissime chance a dispetto dei proclami della vigilia ed è stato punito oltre i suoi demeriti. Il Milan ha datto infatti tutto quello che poteva, ma proprio tutto, ma non è una squadra in grado di poter davvero competere con lo United, anche solo per una partita singola.
Il Milan si è spompato in una rimonta in campionato che è già finita da un pezzo essendo iniziata la flessione ormai da due mesi e quello che aveva lo ha dato in un ottimo primo tempo con Ronaldinho e Bonera , migliori in assoluto, prima di sparire soprattutto a causa di un inesistente centrocampo, composto da vecchie e gloriose cariatidi, che hanno però già dato. Nel secondo tempo il Manchester pur senza forzare, ha passeggiato sui nostri, pietrificati centrocampisti, vincendo facilmente e sistematicamente ogni contrasto.
Il sistema di gioco di Leonardo aggrava poi la situazione: con gli alberi di Natale ancelottiani i centrocampisti giocavano stretti e vicini tra loro e i loro difetti (il fondo e la brillantezza fisica soprattutto) venivano camuffati mentre veniva esaltata la bravura del palleggio dei vari Seedorf, Pirlo e pure Beckham. Qui invece, vengono lasciati un po' alla mercè dell'avversario. Se aggiungiamo poi che praticamente, tolto Seedorf, nessuno ha mai accorciato sull'ottimo Huntelaar e non è mai entrato in area, ben si capisce da dove vengano i principali problemi milanisti.
Ci è anche andata bene. Ronaldinho ha segnato al primo tiro e Seedorf il suo gol l'ha fatto al primo tiro dopo che per tutto un tempo il Milan non si era più visto nella metà campo del Manchester.
Certo molti si aspettavano di più da Pato, ma sbagliano. Pato non è niente di più e niente di meno che una grande promessa. non si può pretendere che sia quello che non è ancora e forse non diventerà mai: un campione. Per di più aveva l'alibi della convalescenza dall'infortunio anche se fisicamente è sembrato in palla, quello in cui difetta e se non matura, difetterà sempre, è la testa. A calcio si gioca in 11 e non sempre è possibile dribblare tutti e andare in porta. Spesso e volentieri bisogna passarla e a questo bisognerebbe già pensare prima che la palla ti arrivi tra i piedi, non dopo che hai fatto uno, due , tre, quattro tocchi.
Ma non facciamo il processo a Pato, proprio perché, non essendo ancora un campione, non sarebbe giusto.
Come sono ingiuste le critiche a Dida, ancora una volta con qualche sbavatura ma assolutamente incolpevole in tutte le azioni dei gol. Ho sentito addirittura anche delle incredibili critiche a Huntelaar che avrebbe anche lui tutte le attenuanti del caso, come Pato, essendo la seconda partita consecutiva da titolare in pochi giorni dopo mesi in naftalina ma che ha fatto , a mio avviso, una buona partita, battendosi su ogni palla, spesso con successo, pressando bene e con intelligenza, guadagnadosi pure alcune punizioni in attacco e rendendosi anche pericoloso in due occasioni, non certo pulitissime, con una girata dal vertice dell'area grande, ribattuta da un difensore e con un tiro in estirada dal limite dell'area che ha lambito il palo: non si può chiedere di più per ora anche se è chiaro che il miglior Huntelaar ancora è lontano. Tuttavia chiunque abbia un minimo di occhio la differenza di classe tra un campione come lui e un giocatore ordinario come Borriello già si riesce a vedere.
Per non parlare di Superpippa Inzaghi che ancora oggi , nell'occasione che ha avuto ha dimostrato tutta la sua classe: palla in curva. Un classico di superpippa.
Tra gli avversari bene, benissimo oltre Rooney (che ha fatto benissimo nonostante qualche errorino di precisione), Fletcher (2 assist), Valencia (1 assist e importante per dare un po' la sveglia a un sonnolento United) e Van der Saar, non molto impegnato ma ottimo in almeno un paio di interventi (anche lui era una pippa, dicevano...).
Tra i nostri oltre a Ronaldinho bene Bonera, Huntelaar, Thiago Silva (meglio di Nesta) e perché no, finchè c'è stato, Calimero Antonini, il più scarso della compagnia (o quasi), ma proprio per questo meritevole di complimenti per delle prestazioni più che dignitose e molto corrette tatticamente, oltre al subentrante Seedorf.
Di questa partita rimane di buono la voglia e la perla nera: Ronaldinho. Da solo da senso alle partite di questa squadraccia.
Le pagelle.
MILAN: (4-3-3):
Dida: 6. Sbaglia qualcosina ma è incolpevole sui gol
Bonera:6,5 grandissimo secondo tempo
Nesta: 5 ridicolizzato da Rooney
Thiago Silva: 6 tutto sommato bene dato che il centrocampo nonfiltra nulla
Antonini:6,5 non male anche perché gioca la parte migliore della partita del Milan.
Favalli dal 37' p.t.: 5 Paradossalmente meglio davanti che dietro
Beckham: 4: spettrale: il piede non basta.
Seedorf dal 27' s.t.: 6,5 l'unico centrocampista che riesce ad aiutare gli attaccanti, gran gol,la classe non evapora.
Ambrosini: 3: non attacca e non difende. Fisicamente sembra cotto dopo una stagione ad altissimo livello.
Pirlo: 3: vale per lui in parte quanto detto per i compagni di reparto. Con l'aggravante che lui, almeno anagraficamente vecchio ancora non è.
Pato: 4 Sciocco ed egoista, la tecnica e la velocità nel calcio non bastano
Huntelaar 6 : senza infamia e senza lode. Di certi si batte, riesce ad anticipare spesso gente del calibro di Ferdinand e Evans ma si trova a giocare in pratica in una ragnatela di 5 avversari senza alcun supporto da centrocampo.
Inzaghi dal 32' s.t. :4 riesce a far vedere in pochi minuti di essere sempre una superpippa, la girata in curva (e pure larga) è uno dei suoi marchi di fabbrica.
Ronaldinho: 8 eccellente e pure generoso in difesa. Geniale. Predica però nel deserto. Lui e Huntelaar da soli non possono fare più di tanto.
Leonardo: 3 il bell'addormentato del bosco. Ma Flamini gli ha trombato la moglie? Non se ne accorge che sto modulo, se non si è al 100%, non funziona? Il voto tiene conto anche delle dichiarazioni del dopo gara in cui è stato capace di dire: "Risultato ingiusto"(!!!!!). Leo....ma vai...
MANCHESTER UNITED (4-5-1): Van der Sar 7; Rafael 5 (Brown dal 48' s.t. SV), Ferdinand 6, Evans 6, Evra 6; Nani 4(Valencia dal 21' s.t. 7) Fletcher 8, Scholes 6,5, Carrick 6, Park 6,5; Rooney 8,5. All. Ferguson 6
ARBITRO: Benquerenca: 8.
sabato 28 novembre 2009
Una settimana da diavolo - La diritta via non è smarrita
La settimana delle due sfide con Cagliari e Olympique Marsiglia è stata decisamente positiva malgrado siano proprio le persone che sostengono essere la nostra rosa da metà classifica o poco più a criticare incoerentemente la nostra squadra. Dico in generale, non qui nello specifico, quindi niente prese sul personale, grazie.
Abbiamo rinsaldato la terza posizione in classifica andando ad un rassicurante +4 sulla Fiorentina che è la vera rivale, Parma e Sampdoria sono chiaramente delle meteore che ci potranno fare neanche il solletico. Le due pere di Borriello date ai gialloblu la dicono lunga sull’abisso di valori tra noi e loro, il presunto fenomeno dei blucerchiati poi, tal Cassano, sappiamo come si sgonfi appena incontra qualche squadra seria. La nostra corsa è sui Viola e sulla Roma se Totti dovesse tenere (il Pupone sì che è un fuoriclasse assoluto), il vantaggio su entrambe è rassicurante. Se poi la Juventus dovesse sgonfiarsi sotto il peso dei cinquanta milioni buttati via per Diego e Felipe Melo tanto meglio. A proposito di Juventus faccio veramente tanti complimenti a quei “tifosi” bianconeri che persistono in cori razzisti nei riguardi di un cittadino italiano e a tutti quelli che dicono che questo non è razzismo ma solo antipatia verso il sig. Mario Balotelli. Se si arriva a dire che ad uno che non sta simpatico si può urlare "non esistono negri italiani" si è perso veramente il senso di quelli che sono i valori comuni cui ogni civiltà si deve ispirare, quei valori che stanno al di sopra di qualsiasi legge, quei principi che ogni uomo dovrebbe sentire suoi. Qualcuno d’importante ha detto recentemente che quelli che fanno così sono degli stronzi, no, sono ben peggio. Tornando al campionato l’Inter invece vincerà comodamente il diciassettesimo Scudetto conquistato sul campo, nessun dubbio.
Una nota di merito ed una di demerito.
Il segno positivo va per unBorriello determinante che molti ancora sottovalutano troppo, c’è poco da fare, un centravanti-boa come lui è più decisivo dell’ultimo Kakà. Cinque gol in queste due partite: due li ha fatti lui (quello coi francesi se l’è letteralmente inventato lui), negli altri tre è entrato tutte le volte nell’azione o con un assist o con un rigore procurato o portando palla sulla trequarti d’attacco dopo essersi girato spalle alla porta dando il là al gran gol di Pato di domenica. Ma non è stato solo questo. Guardate il primo tempo di ieri finché la condizione lo ha retto, tagliava sempre alle spalle dei difensori sui lanci di Thiago Silva che sostituiva in cabina di regia un Pirlo asfissiato dal pressing; guadagnava punizioni importantissime per far rifiatare la squadra; teneva palla e faceva da pivot allargando il gioco ora a sinistra ora a destra, i due registi mercoledì sono stati proprio Borriello e Thiago Silva. E poi c’è ancora gente che invidia Amauri o Milito rispettivamente a gobbi e cugini.
Il segno negativo va a Dida. L’avevo ampiamente preventivato un paio di settimane fa quando sostenni che non mi dava alcuna sicurezza sulle uscite. Purtroppo avevo ragione e non è solo per il gol del pari francese dove smanaccia al centro dell’area servendo un assist a Lucho Gonzalez ma è proprio in tutta la partita che non esce mai dai pali, mai su un cross, mai su una punizione dalla trequarti. Leo quando lo rimettiamo Abbiati?
Adamos8181
martedì 24 novembre 2009
GATTUSO VATTENE
di Stefano Scacchi per Repubblica
MILANO - Il malumore covava fin dal 3 novembre, la serata di Milan-Real Madrid a San Siro, interamente trascorsa da Gennaro Gattuso sulla panchina rossonera. La partita della consapevolezza per la formazione di Leonardo nel corso della quale il tecnico brasiliano decise di effettuare un solo cambio (Inzaghi al posto di Borriello). Una piccola amarezza per il centrocampista calabrese, abituato a battagliare da un decennio in questi contesti internazionali. All'indomani, Rino viene messo ko da un risentimento
muscolare ai flessori della coscia destra nell'allenamento a Milanello, infortunio che lo ha tenuto fuori dalle successive partite con Lazio e Cagliari. E, ieri nel corso di un pomeriggio pieno di gol e spettacolo, il disappunto del Campione del Mondo diventa pubblico.
Ci ha pensato Sky a rivelare che Gattuso avrebbe chiesto alla società di essere ceduto. Leonardo e Galliani smentiscono: "Non è vero". Ma non si può negare che il mediano di Corigliano (32 anni il prossimo 9 gennaio) stia prendendo in considerazione l'idea di andare a giocare altrove per avere più spazio in campo. E implicitamente la spiegazione la fornisce
lo stesso Galliani: "Rino è un grande campione, ma è chiaro che in questo momento forse gioca uno tra Ambrosini, Gattuso e Flamini". Ed è proprio questo a impensierire Gattuso: nel nuovo modulo di Leonardo c'è spazio per un solo mediano, perché l'altro centrocampista davanti alla difesa è Pirlo.
Ringhio non teme per i Mondiali. Anche con un ridotto minutaggio la convocazione dovrebbe essere assicurata, come dimostra la chiamata di Lippi per la Confederations Cup di giugno, dopo una seconda parte di stagione passata a recuperare a tempo di record dalla rottura dei legamenti del ginocchio destro rimediata nel dicembre scorso. Semplicemente Gattuso non è ancora pronto ad accettare un ruolo che non sia di primo piano all'interno del Milan. "Io voglio vedere "Gatto" arrabbiato, sarebbe strano il contrario", ha detto Leonardo nei giorni scorsi. Il problema è che il giocatore potrebbe avere voglia di lottare altrove, avendo capito che in questo 4-2-1-3 l'unica prospettiva per lui è quella di ruotare con gli altri due mediani a disposizione dell'allenatore brasiliano.
All'orizzonte ci sono l'interessamento del Manchester City, un possibile ricongiungimento con Ancelotti al Chelsea o il miraggio dei petrodollari del Golfo Persico (si parla di un tentativo da parte degli sceicchi di Dubai). Ora bisogna capire se la situazione rientrerà come successo nella primavera del 2008, quando Gattuso era arrivato a un passo dall'accettare la proposta del Bayern Monaco ed era stato convinto a restare dopo un colloquio con Galliani nella sede di Via Turati. Allora il margine di manovra era ampio perché il momentaneo disinnamoramento nasceva da una voglia di nuovi stimoli, prontamente ritrovati dopo un chiarimento con l'ad rossonero.
Adesso invece il discorso è diverso perché lo spazio a disposizione è effettivamente ridotto. E non basta una conversazione per aumentarlo. I compagni provano a convincere Rino: "Spero che resti", dice Oddo. "Per me è come un fratello - aggiunge Ronaldinho. Mi aspetto che finisca la carriera al Milan". A gennaio manca meno di un mese e mezzo. Secondo fonti vicine al giocatore, la priorità attuale è recuperare al meglio dall'infortunio muscolare. E proprio per questo motivo non sarebbe ancora stata formalizzata una richiesta di cessione al club. Ma, se anche a condizioni fisiche ristabilite, Gattuso resterà in seconda fila, allora ogni soluzione sarà presa in considerazione.
MILANO - Il malumore covava fin dal 3 novembre, la serata di Milan-Real Madrid a San Siro, interamente trascorsa da Gennaro Gattuso sulla panchina rossonera. La partita della consapevolezza per la formazione di Leonardo nel corso della quale il tecnico brasiliano decise di effettuare un solo cambio (Inzaghi al posto di Borriello). Una piccola amarezza per il centrocampista calabrese, abituato a battagliare da un decennio in questi contesti internazionali. All'indomani, Rino viene messo ko da un risentimento
muscolare ai flessori della coscia destra nell'allenamento a Milanello, infortunio che lo ha tenuto fuori dalle successive partite con Lazio e Cagliari. E, ieri nel corso di un pomeriggio pieno di gol e spettacolo, il disappunto del Campione del Mondo diventa pubblico.
Ci ha pensato Sky a rivelare che Gattuso avrebbe chiesto alla società di essere ceduto. Leonardo e Galliani smentiscono: "Non è vero". Ma non si può negare che il mediano di Corigliano (32 anni il prossimo 9 gennaio) stia prendendo in considerazione l'idea di andare a giocare altrove per avere più spazio in campo. E implicitamente la spiegazione la fornisce
lo stesso Galliani: "Rino è un grande campione, ma è chiaro che in questo momento forse gioca uno tra Ambrosini, Gattuso e Flamini". Ed è proprio questo a impensierire Gattuso: nel nuovo modulo di Leonardo c'è spazio per un solo mediano, perché l'altro centrocampista davanti alla difesa è Pirlo.
Ringhio non teme per i Mondiali. Anche con un ridotto minutaggio la convocazione dovrebbe essere assicurata, come dimostra la chiamata di Lippi per la Confederations Cup di giugno, dopo una seconda parte di stagione passata a recuperare a tempo di record dalla rottura dei legamenti del ginocchio destro rimediata nel dicembre scorso. Semplicemente Gattuso non è ancora pronto ad accettare un ruolo che non sia di primo piano all'interno del Milan. "Io voglio vedere "Gatto" arrabbiato, sarebbe strano il contrario", ha detto Leonardo nei giorni scorsi. Il problema è che il giocatore potrebbe avere voglia di lottare altrove, avendo capito che in questo 4-2-1-3 l'unica prospettiva per lui è quella di ruotare con gli altri due mediani a disposizione dell'allenatore brasiliano.
All'orizzonte ci sono l'interessamento del Manchester City, un possibile ricongiungimento con Ancelotti al Chelsea o il miraggio dei petrodollari del Golfo Persico (si parla di un tentativo da parte degli sceicchi di Dubai). Ora bisogna capire se la situazione rientrerà come successo nella primavera del 2008, quando Gattuso era arrivato a un passo dall'accettare la proposta del Bayern Monaco ed era stato convinto a restare dopo un colloquio con Galliani nella sede di Via Turati. Allora il margine di manovra era ampio perché il momentaneo disinnamoramento nasceva da una voglia di nuovi stimoli, prontamente ritrovati dopo un chiarimento con l'ad rossonero.
Adesso invece il discorso è diverso perché lo spazio a disposizione è effettivamente ridotto. E non basta una conversazione per aumentarlo. I compagni provano a convincere Rino: "Spero che resti", dice Oddo. "Per me è come un fratello - aggiunge Ronaldinho. Mi aspetto che finisca la carriera al Milan". A gennaio manca meno di un mese e mezzo. Secondo fonti vicine al giocatore, la priorità attuale è recuperare al meglio dall'infortunio muscolare. E proprio per questo motivo non sarebbe ancora stata formalizzata una richiesta di cessione al club. Ma, se anche a condizioni fisiche ristabilite, Gattuso resterà in seconda fila, allora ogni soluzione sarà presa in considerazione.
23 novembre 2009
Il mio commento:
Se uno ha orgoglio rimane e lotta: come ha fatto Ambrosini per molti anni, in tutto superiore a Gattuso ma meno adatto di lui a interpretare un modulo a rombo (o ad albero di Natale).
Pur con tutti i difetti che Ambro ha va dato merito al giocatore, che pure ha avuto diverse offerte in questi anni, di sacrificarsi spendendo la maggior parte della propria carriera in panchina, sacrificando i propri interessi a quelli della squadra, senza però rinunciare a lottare per un posto e risultando poi sempre decisivo quando chiamato in causa.
Gattuso, un "giocatore" (sic) mediocre che ha avuto la fortuna di trovarsi al posto giusto al momento giusto, al contrario, una volta di più dimostra una mancanza di carattere abissale, bravo solo a fare il pagliaccio in campo, a minacciare i rivali e ad arruffianarsi i tifosi. Ma nei momenti di difficoltà, ora come a Istanbul fa vedere di che pasta è fatto: pastafrolla.
Vattene vecchio scarpone, e non farti più vedere....
Nessuno, ma proprio nessuno ti rimpiangerà.
Non illuderti, neanche gli scemi che ti facevano i cori...
Il mio commento:
Se uno ha orgoglio rimane e lotta: come ha fatto Ambrosini per molti anni, in tutto superiore a Gattuso ma meno adatto di lui a interpretare un modulo a rombo (o ad albero di Natale).
Pur con tutti i difetti che Ambro ha va dato merito al giocatore, che pure ha avuto diverse offerte in questi anni, di sacrificarsi spendendo la maggior parte della propria carriera in panchina, sacrificando i propri interessi a quelli della squadra, senza però rinunciare a lottare per un posto e risultando poi sempre decisivo quando chiamato in causa.
Gattuso, un "giocatore" (sic) mediocre che ha avuto la fortuna di trovarsi al posto giusto al momento giusto, al contrario, una volta di più dimostra una mancanza di carattere abissale, bravo solo a fare il pagliaccio in campo, a minacciare i rivali e ad arruffianarsi i tifosi. Ma nei momenti di difficoltà, ora come a Istanbul fa vedere di che pasta è fatto: pastafrolla.
Vattene vecchio scarpone, e non farti più vedere....
Nessuno, ma proprio nessuno ti rimpiangerà.
Non illuderti, neanche gli scemi che ti facevano i cori...
lunedì 23 novembre 2009
VITTORIA DA INFARTO
Adamos8181
domenica 8 novembre 2009
Il terzo posto dei giusti
Adamos 8181
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