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mercoledì 12 giugno 2013

E ora sai dove puoi metterti la fascia...


Se ne va un altro pezzo della M-Generation del Milan. La generazione di Merda. Quella dei Gattuso, degli Inzaghi , etc...
Vai Ambro, non ti rimpiangeremo.

domenica 21 aprile 2013

Storia di un noiosissimo trofeo Berlusconi fuori stagione

In questo match presentato chissà come, quando si sapeva che si trattava di una partita abbastanza inutile. Inutile per la classifica della Juve, inutile per quella del Milan che ben difficilmente, comunque, avrebbe potuto vincere.
Gli infortunii di Abbiati e Ambrosini sono simbolici, anche gli ultimi pezzi della squadra di Ancelotti (loro addirittura di quella di Zaccheroni) abdicano. Guardando Amelia e Muntari si capisce perché siano ancora titolari.
Sulla classifica, l'avevamo detto, guardiamoci dietro, il calo è arrivato e ora c'è solo un punto di vantaggio sulla Fiorentina.

giovedì 10 maggio 2012

E' finita

La Juventus è , tutto sommato meritatamente, campione d'Italia. Dal nulla con due annate di mercato fatto come si comanda è riuscita a creare una squadra forse non giovanissima ma vincente, almeno in Italia. L'esatto contrario del  Milan che dopo la fiammata dell'anno scorso (con aiutoni arbitrali) si ritrova ancora una volta con le macerie. Nesta, Yepes, Van Bommel, Zambrotta, Superpippa, Gattuso, Ambrosini etc... da smaltire e sostituire. Ibra e Thiago Silva che premono per andarsene e l'appeal del club ai minimi storici. Le prospettive di mercato poi sono disastrose. Ancora da pagare Ibra e Robinho, con la necessità di vendere uno-due big e all'orizzonte non si intravede niente meglio di Montolivo. Non c'è da essere troppo ottimisti.

mercoledì 17 febbraio 2010

Tu chiamale se vuoi, emozioni...



Una partita decisamente divertente all'insegna dell'arroganza. Arroganza dell'ambiente rossonero, tifosi compresi, che forse hanno perso il senso della realtà e delle proporzioni. Serviva un miracolo, e ora un miracolo potrebbe neanche bastare per un ritorno complicatissimo.

Il Milan aveva pochissime chance a dispetto dei proclami della vigilia ed è stato punito oltre i suoi demeriti. Il Milan ha datto infatti tutto quello che poteva, ma proprio tutto, ma non è una squadra in grado di poter davvero competere con lo United, anche solo per una partita singola.
Il Milan si è spompato in una rimonta in campionato che è già finita da un pezzo essendo iniziata la flessione ormai da due mesi e quello che aveva lo ha dato in un ottimo primo tempo con Ronaldinho e Bonera , migliori in assoluto, prima di sparire soprattutto a causa di un inesistente centrocampo, composto da vecchie e gloriose cariatidi, che hanno però già dato. Nel secondo tempo il Manchester pur senza forzare, ha passeggiato sui nostri, pietrificati centrocampisti, vincendo facilmente e sistematicamente ogni contrasto.
Il sistema di gioco di Leonardo aggrava poi la situazione: con gli alberi di Natale ancelottiani i centrocampisti giocavano stretti e vicini tra loro e i loro difetti (il fondo e la brillantezza fisica soprattutto) venivano camuffati mentre veniva esaltata la bravura del palleggio dei vari Seedorf, Pirlo e pure Beckham. Qui invece, vengono lasciati un po' alla mercè dell'avversario. Se aggiungiamo poi che praticamente, tolto Seedorf, nessuno ha mai accorciato sull'ottimo Huntelaar e non è mai entrato in area, ben si capisce da dove vengano i principali problemi milanisti.
Ci è anche andata bene. Ronaldinho ha segnato al primo tiro e Seedorf il suo gol l'ha fatto al primo tiro dopo che per tutto un tempo il Milan non si era più visto nella metà campo del Manchester.
Certo molti si aspettavano di più da Pato, ma sbagliano. Pato non è niente di più e niente di meno che una grande promessa. non si può pretendere che sia quello che non è ancora e forse non diventerà mai: un campione. Per di più aveva l'alibi della convalescenza dall'infortunio anche se fisicamente è sembrato in palla, quello in cui difetta e se non matura, difetterà sempre, è la testa. A calcio si gioca in 11 e non sempre è possibile dribblare tutti e andare in porta. Spesso e volentieri bisogna passarla e a questo bisognerebbe già pensare prima che la palla ti arrivi tra i piedi, non dopo che hai fatto uno, due , tre, quattro tocchi.
Ma non facciamo il processo a Pato, proprio perché, non essendo ancora un campione, non sarebbe giusto.
Come sono ingiuste le critiche a Dida, ancora una volta con qualche sbavatura ma assolutamente incolpevole in tutte le azioni dei gol. Ho sentito addirittura anche delle incredibili critiche a Huntelaar che avrebbe anche lui tutte le attenuanti del caso, come Pato, essendo la seconda partita consecutiva da titolare in pochi giorni dopo mesi in naftalina ma che ha fatto , a mio avviso, una buona partita, battendosi su ogni palla, spesso con successo, pressando bene e con intelligenza, guadagnadosi pure alcune punizioni in attacco e rendendosi anche pericoloso in due occasioni, non certo pulitissime, con una girata dal vertice dell'area grande, ribattuta da un difensore e con un tiro in estirada dal limite dell'area che ha lambito il palo: non si può chiedere di più per ora anche se è chiaro che il miglior Huntelaar ancora è lontano. Tuttavia chiunque abbia un minimo di occhio la differenza di classe tra un campione come lui e  un giocatore ordinario come Borriello già si riesce a vedere.
Per non parlare di Superpippa Inzaghi che ancora oggi , nell'occasione che ha avuto ha dimostrato tutta la sua classe: palla in curva. Un classico di superpippa.
Tra gli avversari bene, benissimo oltre Rooney (che ha fatto benissimo nonostante qualche errorino di precisione), Fletcher (2 assist), Valencia (1 assist e importante per dare un po' la sveglia a un sonnolento United) e Van der Saar, non molto impegnato ma ottimo in almeno un paio di interventi (anche lui era una pippa, dicevano...).
Tra i nostri oltre a Ronaldinho bene Bonera, Huntelaar, Thiago Silva (meglio di Nesta) e perché no, finchè c'è stato, Calimero Antonini, il più scarso della compagnia (o quasi), ma proprio per questo meritevole di complimenti per delle prestazioni più che dignitose e molto corrette tatticamente, oltre al subentrante Seedorf.
Di questa partita rimane di buono la voglia e la perla nera: Ronaldinho. Da solo da senso alle partite di questa squadraccia.

Le pagelle.


MILAN: (4-3-3): 
Dida: 6. Sbaglia qualcosina ma è incolpevole sui gol
Bonera:6,5 grandissimo secondo tempo
Nesta: 5 ridicolizzato da Rooney
Thiago Silva: 6 tutto sommato bene dato che il centrocampo nonfiltra nulla
Antonini:6,5 non male anche perché gioca la parte migliore della partita del Milan. 
Favalli dal 37' p.t.: 5 Paradossalmente meglio davanti che dietro
Beckham: 4: spettrale: il piede non basta.
 Seedorf dal 27' s.t.: 6,5 l'unico centrocampista che riesce ad aiutare gli attaccanti, gran gol,la classe non evapora.
 Ambrosini: 3: non attacca e non difende. Fisicamente sembra cotto dopo una stagione ad altissimo  livello.
 Pirlo: 3: vale per lui in parte quanto detto per i compagni di reparto. Con l'aggravante che lui, almeno anagraficamente vecchio ancora non è.
 Pato: 4 Sciocco ed egoista, la tecnica e la velocità nel calcio non bastano
 Huntelaar 6 : senza infamia e senza lode. Di certi si batte, riesce ad anticipare spesso gente del calibro di Ferdinand e Evans ma si trova a giocare in pratica in una ragnatela di 5 avversari senza alcun supporto da centrocampo. 
Inzaghi dal 32' s.t. :4 riesce a far vedere in pochi minuti di essere sempre una superpippa, la girata in curva (e pure larga) è uno dei suoi marchi di fabbrica.
Ronaldinho: 8 eccellente e pure generoso in difesa. Geniale. Predica però nel deserto. Lui e Huntelaar da soli non possono fare più di tanto.
 Leonardo: 3 il bell'addormentato del bosco. Ma Flamini gli ha trombato la moglie? Non se ne accorge che sto modulo, se non si è al 100%, non funziona? Il voto tiene conto anche delle dichiarazioni del dopo gara in cui è stato capace di dire: "Risultato ingiusto"(!!!!!). Leo....ma vai...
MANCHESTER UNITED (4-5-1): Van der Sar 7; Rafael 5 (Brown dal 48' s.t. SV), Ferdinand 6, Evans 6, Evra 6; Nani 4(Valencia dal 21' s.t. 7) Fletcher 8, Scholes 6,5, Carrick 6, Park 6,5; Rooney 8,5.  All. Ferguson 6
ARBITRO: Benquerenca: 8.

sabato 28 novembre 2009

Una settimana da diavolo - La diritta via non è smarrita



















La settimana delle due sfide con Cagliari e Olympique Marsiglia è stata decisamente positiva malgrado siano proprio le persone che sostengono essere la nostra rosa da  metà classifica o poco più a criticare incoerentemente la nostra squadra. Dico in generale, non qui nello specifico, quindi niente prese sul personale, grazie.
Abbiamo rinsaldato la terza posizione in classifica andando ad un rassicurante +4 sulla Fiorentina che è la vera rivale, Parma e Sampdoria sono chiaramente delle meteore che ci potranno fare neanche il solletico. Le due pere di Borriello date ai gialloblu la dicono lunga sull’abisso di valori tra noi e loro, il presunto fenomeno dei blucerchiati poi, tal Cassano, sappiamo come si sgonfi appena incontra qualche squadra seria. La nostra corsa è sui Viola e sulla Roma se Totti dovesse tenere (il Pupone sì che è un fuoriclasse assoluto), il vantaggio su entrambe è rassicurante. Se poi la Juventus dovesse sgonfiarsi sotto il peso dei cinquanta milioni buttati via per Diego e Felipe Melo tanto meglio. A proposito di Juventus faccio veramente tanti complimenti a quei “tifosi” bianconeri che persistono in cori razzisti nei riguardi di un cittadino italiano e a tutti quelli che dicono che questo non è razzismo ma solo antipatia verso il sig. Mario Balotelli. Se si arriva a dire che ad uno che non sta simpatico si può urlare "non esistono negri italiani" si è perso veramente il senso di quelli che sono i valori comuni cui ogni civiltà si deve ispirare, quei valori che stanno al di sopra di qualsiasi legge, quei principi che ogni uomo dovrebbe sentire suoi. Qualcuno d’importante ha detto recentemente che quelli che fanno così sono degli stronzi, no, sono ben peggio. Tornando al campionato l’Inter invece vincerà comodamente il diciassettesimo Scudetto conquistato sul campo, nessun dubbio.
In Champions League abbiamo messo una seria ipoteca sulla seconda posizione nel girone alle spalle della capolista della Liga, il Real, che però tutti o quasi dipingono inspiegabilmente come una squadretta che non vale mezzo Barcelona, c’era davvero qualcuno che chiedeva al Milan il primo posto nel girone? Primo posto peraltro ancora raggiungibile dato che la vittoria a Zurigo sarà poco più che una formalità e se così non dovesse essere sarebbe giusto che uscissimo subito. Curioso poi che si critichi la squadra rossonera che prende quattro punti su sei all’Olympique Marsiglia che viaggia a -3 dal Bordeaux in Ligue 1 ma con una partita in meno mentre passa quasi inosservata la Juventus che molti espertoni dipingevano come uno schiacciasassi irraggiungibile e che ha racimolato la miseria di un punto in due partite contro i francesi, dove sono quelli di “ah, se avessimo preso Felipe Melo”? O di “ma vuoi mettere Diego con Ronaldinho”?
Tutto questo discorso non vuole parare il sedere a Leonardo che però sta facendo il suo: terzo in Serie A, secondo dietro al Real Madrid nel girone di Champions League. L’ho già detto che non deve fissarsi col 4-2-1-3, che non deve essere un dogma, che possiamo anche adottare altri sistemi di gioco senza per questo perdere di pericolosità offensiva. Ho detto anche che per quel poco che si è visto Antonini merita un’altra chance dopo la partita col Chievo. Ho più volte difeso Favalli e sostenuto che come centrale è meglio di Kaladze e finché non torna Bonera deve essere lui la prima alternativa ai due inamovibili centrali titolari. Ho anche sostenuto che Flamini era praticamente un titolare aggiunto con Ancelotti, si guardino le presenze e i minuti giocati dello scorso anno, e non si spiega come mai ora sia finito ai margini, che non è assolutamente solo un onesto corridore e che deve giocare di più, al posto di questo straordinario Ambrosini quando ha bisogno di riposare o accanto a lui spostando Pirlo davanti. Allo stesso modo sottolineai già dopo le partite col Napoli e con la Lazio che Leonardo non è pronto ed efficace nel leggere la partita, ci sono tre cambi a disposizione e si devono sfruttare, se per una volta Pato gioca male si può passare alle due punte inserendo un centrocampista in più, non è un dramma. Questi difetti li avevo già indicati e purtroppo non sto vedendo miglioramenti in questo senso.
Una nota di merito ed una di demeritoIl segno positivo va per unBorriello determinante che molti ancora sottovalutano troppo, c’è poco da fare, un centravanti-boa come lui è più decisivo dell’ultimo Kakà. Cinque gol in queste due partite: due li ha fatti lui (quello coi francesi se l’è letteralmente inventato lui), negli altri tre è entrato tutte le volte nell’azione o con un assist o con un rigore procurato o portando palla sulla trequarti d’attacco dopo essersi girato spalle alla porta dando il là al gran gol di Pato di domenica. Ma non è stato solo questo. Guardate il primo tempo di ieri finché la condizione lo ha retto, tagliava sempre alle spalle dei difensori sui lanci di Thiago Silva che sostituiva in cabina di regia un Pirlo asfissiato dal pressing; guadagnava punizioni importantissime per far rifiatare la squadra; teneva palla e faceva da pivot allargando il gioco ora a sinistra ora a destra, i due registi mercoledì sono stati proprio Borriello e Thiago Silva. E poi c’è ancora gente che invidia Amauri o Milito rispettivamente a gobbi e cugini. Il segno negativo va a Dida. L’avevo ampiamente preventivato un paio di settimane fa quando sostenni che non mi dava alcuna sicurezza sulle uscite. Purtroppo avevo ragione e non è solo per il gol del pari francese dove smanaccia al centro dell’area servendo un assist a Lucho Gonzalez ma è proprio in tutta la partita che non esce mai dai pali, mai su un cross, mai su una punizione dalla trequarti. Leo quando lo rimettiamo Abbiati?
Concludo con Gattuso che non smette di deludermidopo la sceneggiata del derby d’andata. Il signore in questione, che sarebbe pure vice-capitano della nostra squadra, avrebbe dichiarato"Non sono l'ultimo arrivato quando sto bene voglio giocare, non posso aspettare che per farlo si infortuni qualcun altro. Non sono contento, così non va. Parlerò con Galliani e vedremo quali decisioni prendere". Questo è quello che si dice amore a prescindere per la maglia e non fifa di perdere i Mondiali ovviamente. Questo è quello che si chiama amore per la meritocrazia, ricordatemi per favore l’ultima partita decente del signore in questione. Questa è quella che si chiama intelligenza ma anche maturità di capire che non si è più al top e si può essere utili pure senza pretendere il posto fisso da titolare solo per riconoscenza o grazia divina. Si accomodi pure sig. Gattuso, non ci mancherà, è libero di andare a giocare altrove come noi abbiamo diritto ad avere un altro vice-capitano. Grazie per le ottime stagioni che in passato ci ha regalato ma se lei pretende la titolarità a prescindere tanti saluti e addio. Onore invece a Massimo Ambrosini che ha fatto panchina per anni senza fiatare pur essendo nettamente più forte dell’attuale numero 8.
Adamos8181

martedì 24 novembre 2009

GATTUSO VATTENE


di Stefano Scacchi per Repubblica

MILANO - Il malumore covava fin dal 3 novembre, la serata di Milan-Real Madrid a San Siro, interamente trascorsa da Gennaro Gattuso sulla panchina rossonera. La partita della consapevolezza per la formazione di Leonardo nel corso della quale il tecnico brasiliano decise di effettuare un solo cambio (Inzaghi al posto di Borriello). Una piccola amarezza per il centrocampista calabrese, abituato a battagliare da un decennio in questi contesti internazionali. All'indomani, Rino viene messo ko da un risentimento
muscolare ai flessori della coscia destra nell'allenamento a Milanello, infortunio che lo ha tenuto fuori dalle successive partite con Lazio e Cagliari. E, ieri nel corso di un pomeriggio pieno di gol e spettacolo, il disappunto del Campione del Mondo diventa pubblico.

Ci ha pensato Sky a rivelare che Gattuso avrebbe chiesto alla società di essere ceduto. Leonardo e Galliani smentiscono: "Non è vero". Ma non si può negare che il mediano di Corigliano (32 anni il prossimo 9 gennaio) stia prendendo in considerazione l'idea di andare a giocare altrove per avere più spazio in campo. E implicitamente la spiegazione la fornisce
lo stesso Galliani: "Rino è un grande campione, ma è chiaro che in questo momento forse gioca uno tra Ambrosini, Gattuso e Flamini". Ed è proprio questo a impensierire Gattuso: nel nuovo modulo di Leonardo c'è spazio per un solo mediano, perché l'altro centrocampista davanti alla difesa è Pirlo.

Ringhio non teme per i Mondiali. Anche con un ridotto minutaggio la convocazione dovrebbe essere assicurata, come dimostra la chiamata di Lippi per la Confederations Cup di giugno, dopo una seconda parte di stagione passata a recuperare a tempo di record dalla rottura dei legamenti del ginocchio destro rimediata nel dicembre scorso. Semplicemente Gattuso non è ancora pronto ad accettare un ruolo che non sia di primo piano all'interno del Milan. "Io voglio vedere "Gatto" arrabbiato, sarebbe strano il contrario", ha detto Leonardo nei giorni scorsi. Il problema è che il giocatore potrebbe avere voglia di lottare altrove, avendo capito che in questo 4-2-1-3 l'unica prospettiva per lui è quella di ruotare con gli altri due mediani a disposizione dell'allenatore brasiliano. 


All'orizzonte ci sono l'interessamento del Manchester City, un possibile ricongiungimento con Ancelotti al Chelsea o il miraggio dei petrodollari del Golfo Persico (si parla di un tentativo da parte degli sceicchi di Dubai). Ora bisogna capire se la situazione rientrerà come successo nella primavera del 2008, quando Gattuso era arrivato a un passo dall'accettare la proposta del Bayern Monaco ed era stato convinto a restare dopo un colloquio con Galliani nella sede di Via Turati. Allora il margine di manovra era ampio perché il momentaneo disinnamoramento nasceva da una voglia di nuovi stimoli, prontamente ritrovati dopo un chiarimento con l'ad rossonero.

Adesso invece il discorso è diverso perché lo spazio a disposizione è effettivamente ridotto. E non basta una conversazione per aumentarlo. I compagni provano a convincere Rino: "Spero che resti", dice Oddo. "Per me è come un fratello - aggiunge Ronaldinho. Mi aspetto che finisca la carriera al Milan". A gennaio manca meno di un mese e mezzo. Secondo fonti vicine al giocatore, la priorità attuale è recuperare al meglio dall'infortunio muscolare. E proprio per questo motivo non sarebbe ancora stata formalizzata una richiesta di cessione al club. Ma, se anche a condizioni fisiche ristabilite, Gattuso resterà in seconda fila, allora ogni soluzione sarà presa in considerazione.







23 novembre 2009

Il mio commento:
Se uno ha orgoglio rimane e lotta: come ha fatto Ambrosini per molti anni, in tutto superiore a Gattuso ma meno adatto di lui a interpretare un modulo a rombo (o ad albero di Natale). 
Pur con tutti i difetti che Ambro ha va dato merito al giocatore, che pure ha avuto diverse offerte in questi anni, di sacrificarsi spendendo la maggior parte della propria carriera in panchina, sacrificando i propri interessi a quelli della squadra, senza però rinunciare a lottare per un posto e risultando poi sempre decisivo quando chiamato in causa. 
Gattuso, un "giocatore" (sic) mediocre che ha avuto la fortuna di trovarsi al posto giusto al momento giusto, al contrario, una volta di più dimostra una mancanza di carattere abissale, bravo solo a fare il pagliaccio in campo, a minacciare i rivali e ad arruffianarsi i tifosi. Ma nei momenti di difficoltà, ora come a Istanbul fa vedere di che pasta è fatto: pastafrolla.
Vattene vecchio scarpone, e non farti più vedere....
Nessuno, ma proprio nessuno ti rimpiangerà.
Non illuderti, neanche gli scemi che ti facevano i cori...

lunedì 23 novembre 2009

VITTORIA DA INFARTO


Qualcuno dovrebbe chiedersi se si può giocare con Kaladze come se si giocasse schierando Nesta. Secondo me la risposta è no a meno che non si vogliano mettere a dura prova le proprie coronarie. Ma tant’è questi siamo, Leonardo non rinuncia al tridente né al 4-2-1-3, forse il reparto migliore è quello avanzato e quindi tanto vale schierarlo, e succeda quel che succeda. Il risultato è una partita da Liga spagnola con spettacolo assicurato e davvero poche certezze. Risultato in bilico fino alla fine. Imprevedibilità sovrana, nostro cinismo in grande evidenza ancora una volta.


Le squadre che ci giocano contro diventano lunghe come lo siamo noi, le costringiamo a ciò, le costringiamo ai due tronconi spezzati, le costringiamo agli assalti all’arma bianca reparto contro reparto. Allegri infatti dice ai tre davanti di non tornare mai o quasi e tiene corti solo gli altri sette. Noi? Io non ho mai visto il Brasile del 1982 ma posso dire che raramente ho visto una squadra spregiudicata come il Milan attuale. Quattro davanti che mai tornano, due mediani davanti alla difesa di cui uno è Pirlo che gioca solo quando siamo in possesso di palla noi, due centrali abbastanza bloccati ed almeno uno dei terzini (Oddo) che attacca troppo spesso, in pratica difendiamo con tre più Ambrosini. Soffriamo da morire ma facciamo tremendamente male quando ripartiamo. A me piace ma quanto reggeremo?


Chi è l’uomo in più? Borriello. Giocatore imprescindibile. Fa l’assist per la prima rete di Seedorf dopo un taglio corto verso l’esterno, fa il gol del due a due, dà il là all’azione della terza rete dopo aver portato palla sulla trequarti, si guadagna il rigore del provvisorio quattro a due. Nel resto della partita dà lezioni su come si debba muovere la punta centrale di un tridente con tagli, appoggi, scarichi, venire incontro e portare palla, smarcamenti partendo spalle alla porta ed un moto perpetuo che porta fuori i centrali cagliaritani. Dedicato a tutti quelli che non contano il suo "acquisto" quest'anno come ulteriore prova del valore di questa rosa in ottica terzo posto. A proposito ringraziamo il Parma che ci ha battuto la Fiorentina.


Gli altri due protagonisti sono Ronaldinho e PatoIl Gaucho è quel giocatore pazzesco che sapevamo sacrificato da Ancelotti sull’altare dei capricci di un Kakà in fase discendente e poco incline in rossonero a sacrificarsi in fase di ripiegamento. Per lui è il settimo assist (fantastico il tocco di prima per il destro di Pato) ed il terzo gol decisivo, si contavano i rigori anche per l’ex numero 22 o mi sbaglio? Al di là di questo ha mostrato smalto, spunto e brillantezza dei tempi migliori nell’uno contro uno. Pato invece solo per Dunga può fare neanche la riserva di Robinho, va alla sesta rete con un tiro meraviglioso all’incrocio dei pali e mostra un’incredibile crescita nel colpo di testa propiziando la rete di Borriello dopo uno stacco perentorio su corner che solo la bravura di Marchetti ha disinnescato. Per il resto rimane la spina nel fianco del terzino sinistro avversario dando sempre l’impressione di accendere la nostra ripartenza creando i presupposti per un pericolo. Ma non era quello poco maturo che doveva ancora farne di strada per essere decisivo?


Adamos8181


domenica 8 novembre 2009

Il terzo posto dei giusti


E’ un Milan terzo, terzo nel segno di Leonardo ma terzo anche nel segno del livello della sua rosa che proprio in questa posizione trova la propria giusta collocazione. La Sampdoria di Del Neri e dell’ex-talentino Cassano inizia a sgonfiarsi come da pronostici. La Juventus dei cinquanta milioni di euro d’investimenti è sì forse più forte di noi a livello di rosa nel complesso ma non certo come squadra titolare, rimane dunque nel mirino a soli due punti. Da tenere d’occhio la Fiorentina di Prandelli, migliore squadra italiana in Champions League coi suoi nove punti e pericolosa avversaria per l’ingresso diretto proprio alla prossima edizione della Coppa più prestigiosa, traguardo minimo che non deve sfuggirci a questo punto. Anche se la mancanza di alternative nei ruoli cardine nel nuovo sistema di gioco lascia al Mister le attenuanti sufficienti per poter accettare da lui anche un quarto posto. Ma stasera si "sogna" il secondo, non c'è dubbio. Nell’attesa di vedere che cosa “regalerà” la proprietà a gennaio, per ora Beckham ed Adiyiah, il primo valida alternativa come regista e vertice alto di centrocampo, il secondo tutto da verificare in Serie A come attaccante esterno. Ci sarà anche da decidere cosa fare con Huntelaar, da terza alternativa da quindici milioni di euro non serve a niente e di Borriello ce n'è solo uno.
La partita con la Lazio è stata condotta bene nel primo tempo, male nel secondo.  Ottima la scelta della formazione iniziale che ha sterilizzato il gioco laterale degli avversari, al resto ci ha pensato la nostra coppia di centrali ed il solito maestoso Ambrosini giustiziere di Kakà. Però lo stesso undici che aveva dato tutto col Real Madrid non poteva reggere cinque giorni dopo per novanta minuti. Il 4-2-1-3 di Leonardo crea problemi agli avversari poiché li obbliga ad allungarsi, esalta Pato e rende Ronaldinho utile (sesto assist per lui) ma non è un dogma, si può anche cambiare a partita in corso soprattutto se si è avanti di due reti. Flamini ed Abate dovevano entrare prima, non è un caso che col 4-4-2 nel finale siamo tornati a controllare gli avversari con una certa sicurezza, sfiorando anche il terzo gol. Leonardo che ha meriti in questo filotto positivo deve mostrarsi più pronto nel leggere la partita, a Napoli è stato punito, oggi ci è andate bene, ma non sarà sempre così.
Grande protagonista della partita il brasiliano Thiago Silva che con un Nesta ancora non al meglio dopo il problema muscolare ha preso in mano la difesa. Non solo per la rete del vantaggio che mostra le sue grandi capacità d’inserimento in area su calci da fermo ma soprattutto perché ci sembra imperioso ed insuperabile quando si tratta di erigere una muraglia davanti a Dida. Ci sono fasi della partita in cui ogni palla vagante nella sua area è sua, fasi in cui nell’uno contro uno umilia chi lo punta con imbarazzante sicurezza, fasi in cui interviene con prontezza e rapidità sul portatore di palla avversario che traccheggia un po’ troppo dando il là alle nostre ripartenze sull’asse Pirlo-attaccanti esterni, a proposito, per come si gioca il regista bresciano è imprescindibile. Queste fasi del nostro numero 33, oggi, sono durate tutta la partita. E quanto mi piace quando col destro cerca i terzini, ci fossero solo degli uomini migliori là sulle fasce ci sarebbe da divertirsi se Ranieri stasera facesse lo scherzetto al Mou
Adamos 8181

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