Visualizzazione post con etichetta Facchetti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Facchetti. Mostra tutti i post

domenica 5 febbraio 2012

Ibra e Marotta: a volte la follia ritorna.

Non credo che meriti alcun commento il gesto di Ibrahimovic (tanto da costringere persino Rizzoli all'espulsione) contro Aronica. Ho sentito persino dire da qualcuno che pure Aronica andava espulso per il riflesso condizionato nei confronti di Nocerino: non c'è limite allo squallore. Perchè poi quel limite viene ampiamente superato da Marotta (con la compagnia di gentlemen Conte e Buffon) che, dimenticandosi di due mancate espulsioni a Borriello e Chiellini (il primo ha dato visibilmente dell'ubriaco all'arbitro Peruzzo -quello che ha guidato la rimonta di Lecce-Milan, ho bisogno di aggiungere altro?-, il secondo ha atterrato da ultimo uomo Parravicini) si lamenta per la mancata assegnazione di un rigore dubbio (per me non c'era, detto tra noi) e chiede i migliori arbitri e "maggior rispetto" per la Juventus. Le stesse cose che diceva Giacinto Facchetti a Paolo Bergamo, parole che per Andrea Agnelli e a Palazzi (e solo a loro) prefigurerebbero un illecito sportivo. Boffoni, vergogna!

P.S. La Roma battendo prevedibilmente (ma con un risultato più generoso di quello che si poteva pensare) un' Inter rimaneggiatissima rientra anche lei in corsa per la vittoria di un campionato che ancora aspetta una squadra capace di creare il vuoto. Udinese e Lazio perdono pure loro. Insomma un turno in cui in vetta si è girato a vuoto.

lunedì 18 luglio 2011

E ora... andate a rosicare!!!!


Il consiglio federale, una volta tanto, ha fatto quello che poteva e doveva fare. Non è un organo giudicante e non ha giudicato, limitandosi a dichiararsi incompetente. Su queste basi il signor Andrea Agnelli, che si sta coprendo di ridicolo, non si sa a quale titolo dice che impugnerà la decisione. Si vedrà. Intanto, oggi noi vogliamo solo ricordare un avversario leale e un uomo onesto.

"Ognuno di noi è unico.
Qualcuno lo è di più. Oggi sarebbe stato il compleanno di Giacinto Facchetti, non fosse che non possiamo più averlo fisicamente con noi.
Possiamo però ritrovare quella sua indimenticabile unicità di Campione, ricordarlo sia da giocatore, un simbolo di quei grandi anni, sia da presidente. Giacinto Facchetti è stato un uomo che in campo e fuori dal campo ha conservato integre le stesse caratteristiche.
Forza, onestà, chiarezza, coraggio.
Oggi è il 18 luglio, lui compirebbe 69 anni. Ci manca. Continua a mancarci, proprio per quell'unicità indimenticabile, che nulla e nessuno ha potuto e potrà mai intaccare."

(dal sito dell'Internazionale Football Club)

martedì 5 luglio 2011

Un angelo



Fazi: “Paolo, molto silenzioso, fai parlare lui”
Bergamo: “Beh sì, non mi posso mica mettermi a sbottonarmi troppo”
Fazi: “Più silenzioso che tu puoi… ti riesce cosi bene parlare… fai parlare lui… tu ascolta… rispondi solo quello che ti dice… però rispondi, come ti posso dire, entrando dentro l’argomento ma dalla sua parte…  quello che è in difficoltà? Hai capito? Mettigliela sotto questo aspetto? La grande fatica, la grande difficoltà che fai”
Bergamo: “Ma gli si può mettere anche qualche stupidata che ha fatto Mancini, eh….perché gli ci voglio far entrare un po’ il discorso di Matteo (Trefoloni, ndr) eh”
Fazi: “Alla fine eh…ti ci riportera’ lui…alla fine della serata”
Bergamo: “Ma tanto ci si arriva poi, figurati se non si parla di arbitri”


"Ho vissuto con Facchetti cento e piu' partite in azzurro, io attaccante lui capitano. Giorni belli e meno belli - afferma l'ex bomber del Cagliari e attuale dirigente accompagnatore degli azzurri - ma con una costante: Giacinto era una persona straordinaria, pulita, onesta. Per noi tutti era un esempio, un punto di riferimento costante, era il nostro angelo". (Gigi Riva).


Chi parlava della Gazzetta dello Sport filointerista l'ha letto l'editoriale di Andrea Monti di oggi?

martedì 9 novembre 2010

La macchina del fango

«Da un po' di tempo vivo come una sorta di ossessione, che riguarda la macchina del fango, il meccanismo che arriva a diffamare una persona (...) se tu ti poni contro certo poteri, contro questo governo, quello che ti aspetta è un attacco della macchina del fango, che parte da fatti minuscoli della tua vita privata. C'è differenza  tra inchiesta e diffamazione, la diffamazione usa un solo elemento e lo costruisce contro la persona che decide di diffamare». Lo scopo del meccanismo è «poter dire: siamo tutti uguali» e invece «dobbiamo sottolineare le differenze». (Roberto Saviano)







martedì 12 ottobre 2010

Qualche infame deve chiedere scusa.


CALCIOPOLI

''Il nome di Collina lo fece
Bergamo, non Facchetti''

E' quanto emerge da una integrazione della perizia fonica depositata da Roberto Porto, il perito incaricato di esaminare e trascrivere le intercettazioni indicate dalla difesa di Moggi. Il nome dell'ex arbitro non lo fa il presidente dell'Inter ma il designatore. Intanto Rosetti racconta della telefonata di Bergamo nell'intervallo di Lazio-Fiorentina. In aula anche Nesta e Ledesma

di DARIO DEL PORTO
NAPOLI - Non fu Giacinto Facchetti a pronunciare per primo il nome Collina durante la conversazione telefonica del 26 novembre 2004 con l'allora designatore arbitrale Paolo Bergamo in cui si faceva riferimento a una griglia arbitrale per una partita del campionato. E' quanto emerge da una integrazione della perizia fonica depositata oggi al processo di Calciopoli in corso a Napoli da Roberto Porto, il perito incaricato di esaminare e trascrivere le intercettazioni indicate dalla difesa di Luciano Moggi. Si tratta di quella che la difesa di Moggi aveva definito "la madre di tutte le intercettazioni", sostenendo che la frase "metti dentro Collina" era da attribuire all'ex presidente dell'Inter Facchetti. Il perito, a quanto si è appreso, ha invece accertato che il nome dell'arbitro è pronunciato per la prima volta dall'interlocutore, ovvero dal designatore Bergamo.

LA GIORNATA - Il processo Calciopoli è ripreso oggi con un'udienza dedicata all'esame di altri testimoni della difesa. Si è visto la difesa dell'ex arbitro Massimo De Santis attaccare il colonnello Attilio Auricchio, Luciano Moggi rispondere, a distanza di sette giorni, a Franco Baldini. E poi Nesta che strappa una battuta al presidente del collegio, Teresa Casoria: "Allora è vero che i calciatori sono bravi solo a calciare". E l'ex arbitro Roberto Rosetti che ricorda quel clamoroso fallo di mano in area non visto durante un Lazio-Fiorentina del maggio 2005.

Rosetti, ex arbitro internazionale, che 
ha rappresentato l'Italia agli ultimi due Mondiali e ora è designatore per la B, era stato citato dagli avvocati Luigi Sena e Matteo Bonatti, legali dell'ex designatore Pierluigi Pairetto. "Non vidi il fallo di mano, mi sembrò un colpo di testa. La verità è che esiste una grande differenza fra ciò che si vede in campo e quello che appare dalla televisione", ha affermato Rosetti ricordando l'eclatante tocco di mani di Zauri durante quel Lazio-Fiorentina. Quindi ha aggiunto che, nell'intervallo di quella gara, arrivò sul cellulare del quarto uomo ("perché io in 27 anni non ho mai acceso il telefonino durante l'intero arco di una gara") una telefonata dell'altro designatore dell'epoca, Paolo Bergamo, che lo redarguì pesantemente per l'errore: "Mi disse: come hai fatto a non vederlo? Io però pensai solo a finire bene la partita". Rosetti ha escluso di aver ricevuto "pressioni di alcun tipo" ad opera dei due designatori. Brevissima la deposizione di Alessandro Nesta, che ha detto di non ricordare gli episodi dei due rigori contestati dalla Fiorentina nella gara contro il Milan del 30 aprile 2005 né di essere diffidato prima di quella partita né polemiche particolari durante la successiva gara Milan-Juve.

A conclusione dell'udienza, l'avvocato Paolo Gallinelli, legale di De Santis, ha chiesto al Tribunale la trasmissione degli atti al pubblico ministero "per valutare l'eventuale falsità delle dichiarazioni del colonnello Auricchio (l'ufficiale di polizia giudiziaria che ha condotto le indagini coordinate dalla Procura di Napoli n.d.r.) rispetto a una circostanza ben precisa. Auricchio ha sostenuto - ha aggiunto il penalista - di un presunto "sdoganamento" di De Santis dall'associazione per delinquere, la cui esistenza peraltro noi contestiamo, perché ad aprile 2005 aveva avuto notizia delle indagini. In realtà risulta documentalmente che De Santis aveva appreso dell'inchiesta molto più tardi, con un avviso di proroga che il 9 maggio era ancora negli uffici della Procura e gli sarebbe stato notificato solo a giugno". Il Tribunale si è riservato la decisione al termine del processo. I pm Giuseppe Narducci e Stefano Capuano non hanno replicato. In ambienti investigativi però la sortita della difesa non sembra aver destato particolari preoccupazioni.

Ha poi preso la parola Luciano Moggi per una breve dichiarazione spontanea preceduta da un rimbrotto del presidente Casoria ("Oggi la faccio parlare, ma le valutazioni dovrà farle il suo difensore nelle arringhe conclusive"). Moggi ha replicato all'ex dg della Roma Franco Baldini, sentito come teste durante la precedente udienza: "Fu allontanato dalla Roma non per ciò che avevano fatto altri ma per ciò che aveva fatto lui". (da Repubblica, 12 ottobre 2010)

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails