2 maggio 2016, lo dico adesso, sperando di sbagliarmi.
Quello che ci risulta è che non c'è alcuna offerta da parte di investitori cinesi per il Milan.
Perché se ne parla allora?
Se ci pensate non è la prima volta. Ogni volta che c'è stato un momento di crisi uscivano voci di un grande acquisto. Ora che questa voci non sarebbero credibili o comunque non sufficienti si inventano i cinesi. Prima Mister Bee, poi Mister Lee, poi Ma... in realtà nessuno.
Nessuno è stupido da voler comprare una società che fa 90 milioni di perdite l'anno, che ha un patrimonio tecnico nullo. Insomma nessuno è disposto a pagare 700 milioni per il brand Milan, Milanello e il titolo sportivo. Forse solo un emiro potrebbe fare un'operazione tanto stupida a livello economico. E questa false voci sui cinesi, messe in giro da chi i media sa usarli benissimo a proprio vantaggio servono un po' per consolare i tifosi, un po' per mettere fretta a qualche emiro appunto, ammesso che sia stupido da non capire il bluff.
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lunedì 2 maggio 2016
lunedì 9 febbraio 2015
Si, si può
E se lo dice Galliani che è uno dei massimi esperti di televisione, fotomontaggi e taroccamenti vari c'è da crederci. Si possono manipolare le immagini tv di una partita. E' facilissimo, scegli il fotogramma sbagliato, tracci una linea male, non fai vedere il replay di una gomitata etc...etc...
Detto da uno che ha avuto il quasi monopolio delle televisioni per 20 anni in Italia, fa un certo effetto.
Ecco perché dico da sempre no alla moviola in campo, perché si favorirebbe ancor di più i club che hanno i mezzi per produrre le immagini tv e che hanno più potere mediatico.
Per la cronaca, comunque, Tevez era in fuorigioco. A parte il fotogramma sbagliato (andrebbe mostrato il primo in cui il pallone è staccato dal giocatore che passa che invece nell'istante mostrato è ancora in possesso del pallone) le linee, la telecamera posizionata non in linea con il centrocampo c'è da dire che solo gli juventini dal basso della loro ignoranza potevano pensare che un geometra intendesse che la linea del fuorigioco dovesse essere tracciata in verticale, come hanno capito loro , ma solo con un inclinazione diversa. Personalmente di questo mi ero accorto già in diretta .
Sulla squadra e il suo allenatore stendiamo un velo pietoso( ma anche su Sky, Caressa e le sue scuse patetiche in un italiano approssimativo, povera figlia)..
Da oggi, con la vittoria del Genoa, dopo la vittoria dell'Inter, in virtù della differenza reti siamo ufficialmente undicesimi in classifica (differenza reti favorevole nei confronti del Sassuolo, sfavorevole nei confronti dell'Inter) e in quanto undicesimi siamo ufficialmente nella parte destra della classifica. Ricordiamo da dove veniamo. Da un ottavo posto a pari punti con la settima. E 35 punti fatti in 19 partite nel girone di ritorno. Inzaghi, con due sessioni di mercato sotto la sua direzione ne ha collezionati 29 in 22 partite. Trovate le differenze. Torna Clarenzio!
lunedì 27 ottobre 2014
Il club più titolato al mondo.
Da Milan Night.
Chiariamolo subito, per correttezza. Il Milan ha smentito di avere chiesto di inserire le wildcard per la Champions league. Però le parole attribuite al dirigente Gandini hanno fatto il giro d’Europa. E hanno suscitato molti commenti. Nella maggior parte di indignazione. Nessuna richiesta ufficiale, quindi, ma un’idea che ai più è sembrata una furbata.
Pochi giorni fa il prestigioso sito calcistico internazionale www.goal.com ha dedicato alle frasi attribuite a Gandini un lungo articolo firmato Miles Chambers. Un pezzo che, al di là della circostanza, testimonia quale sia ormai l’immagine della società rossonera riportata dalla stampa europea. A leggere le critiche agli acquisti a parametro zero, ai mercati low cost, agli inserimenti in rosa di giocatori over 30 pare di consultare il Night, non certo un sito di rilevanza internazionale.
Un articolo, quello di “Goal” certamente non scritto dai perfidi redattori o dagli opinionisti di Milan Night. Non composto dai tastieristi del venerdì, dai giornalisti prezzolati dai burattinai che tirano le fila del complotto demo-pluto-giudaico-mediatico e non suggerito da comunisti, alfaniani o amici di Fitto.
Un pezzo che fa male, ma che proprio per questo va letto per capire che occorre cambiare registro, proprio come su questo spazio (peraltro sempre più affollato) si va dicendo da anni.
Un pezzo che andrebbe letto soprattutto da chi passa il tempo a fabbricare alibi e a rafforzare le barricate del bunker, senza capire che se ci son nemici quelli sono dentro, e non certo fuori.
Riportiamo l’articolo segnalando il link originale
e riportando il testo originale con una successiva traduzione
AC Milan’s plea for a Champions League wildcard shows how desperate they have become. Umberto Gandini has opened up the Rossoneri to even more ridicule by suggesting that “more important” clubs deserve to automatically qualify for Europe’s top tournament
By Miles Chambers
When it comes to traditional footballing superpowers, very few clubs can match AC Milan.
With seven European Cups, 18 Serie A titles and a glorious history packed full of legendary players and coaches, the Rossoneri have for decades been feared and respected by opponents.
The purchase of the club by billionaire media tycoon and future Italian prime minister Silvio Berlusconi in 1986 took Milan to even greater heights as they formed arguably the best club side ever in the late eighties and early nineties. This golden age, funded by Berlusconi and led by the shrewd management of Adriano Galliani, Ariedo Braida and others, resulted in regular silverware for the best part of two decades.
Success on the pitch was augmented off it by Milan’s positive public image. This was a club that always placed great emphasis on dignity and class, the ‘Milan family’ as Galliani calls it – promoting coaches from within and treating ex-players and opponents with respect. It was a setup their own fans took great pride in, and one rival supporters envied – despite the many non-footballing scrapes Berlusconi found himself in.
Sadly, this is no longer the case.
Milan are a flickering shadow of their former self in every possible way. Woeful decisions at boardroom level by the same men who masterminded the club’s success have, in recent times, led to disastrous sporting and financial results, an unrecognisable squad, three coaches in six months, and further PR own goals through the treatment of club legends Paolo Maldini and Clarence Seedorf.
In the transfer market, they have become reliant on free transfers and scraping the bottom of the bargain bucket by signing ageing rejects such as Fernando Torres and Michael Essien.
Absent from European football for the first time since 1998-99 after finishing an embarrassing eighth last season, they once again opened themselves up to ridicule at the weekend. Milan organising director and vice chairman of the European Club Association, Umberto Gandini, pleaded with Uefa to give historical clubs such as themselves wildcard entry into the Champions League.
“I think we have to look at ways of improving the Champions League,” Gandini commented. “I would like to see opportunities for wildcards or different routes for clubs who have the ability, the prestige or the size to compete in the Champions League.
“Every season you have a fantastic run by underdogs who, say, get to the quarter-finals. This is good for football. But, on the other hand there are more and more important clubs – important because of history and size – that miss out.”
The suggestion is insulting.
Atletico Madrid reached the final last season having not played a game in the tournament since 2009 but, under Gandini’s dream scenario, they might not have earned that chance.
Nottingham Forest have won the European Cup more times than Atletico, Chelsea, Roma and Arsenal put together, but how ludicrous would it be to give a token entry to a club now playing in England’s second tier?
Have Milan fallen so far and are they so desperate that they are now prepared to return to the elite by any means necessary?
Gandini’s comments are elitist and have no place in football. It is true that wildcards are handed out in tennis and golf, but in doing so these sports use a tour ranking system based on tallied tournament performance.
There’s no such system in football that is ever applied for competition qualification – the Fifa ranking is for seeding purposes only – and even if it was used here Milan have reached just one Champions League quarter-final since their last success in 2007. They likely wouldn’t even qualify as wildcards.
Thankfully, this desperate pitch has not turned heads at Uefa, who for all the criticism they regularly receive have followed up last week’s welcome Champions League seeding change by shooting down Gandini’s idea.
“There is no chance that a wildcard will be applied in the context of European competitions,” the general director of European football’s governing body, Gianni Infantino, said on Friday.
“It will never happen. The European Cup is not an affair of play-offs and wildcards, but of competitive and sporting merit.”
Gandini’s remarks are particularly a shame because new Milan coach Filippo Inzaghi appears to have the Rossoneri going in the right direction this season. With 11 points from their first six games, they are fifth in Serie A and just three points off the Champions League places. But if they are to return to club football’s greatest tournament, then it must be on merit.
Milan fans might not be accustomed to being Champions League spectators, but even their most loyal followers will agree that Gandini’s bleating is delusional.
Sadly, it is just the latest example that some members of the Milan board are completely out of touch with reality, and it raises more questions over whether these seasoned directors can turn around the fortunes of one of football’s great clubs.
DI SEGUITO LA TRADUZIONE
Quando si parla di superpotenze calcistiche tradizionali, sono veramente pochissimi i club che possono essere accostati all’ AC Milan. Con sette Coppe dei Campioni, 18 scudetti e una storia gloriosa piena di giocatori e allenatori leggendari, i Rossoneri sono stati temuti e rispettati dagli avversari da decenni.
L’acquisto del club da parte del miliardario magnate dei media, e futuro primo ministro italiano, Silvio Berlusconi nel 1986 ha portato il Milan a vette ancora più alte, in quanto i Rossoneri erano di fatto la più grande squadra a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta. Questo periodo d’oro, finanziato da Berlusconi e guidato dalla gestione oculata di Adriano Galliani, Ariedo Braida e altri, ha portato a vincere regolarmente per due decenni.
Il successo in campo è stato aumentato anche fuori da un’immagine pubblica positiva del Club, che ha sempre posto grande enfasi sulla dignità e la classe, la “famiglia Milan” come la chiama Galliani, promuovendo allenatori dall’interno e trattando ex-giocatori e avversari con rispetto. Un sistema che ha reso i tifosi orgogliosi, e invidiato dagli avversari, nonostante il ruolo extra calcistico del presidente Berlusconi.
Oggi, tristemente, non è più così.
Il Milan di oggi è l’ombra di quello che è stato sotto ogni aspetto possibile. Decisioni scellerate a livello di dirigenza sono state prese dagli stessi uomini che hanno architettato il successo del club e hanno, negli ultimi tempi, portato a risultati sportivi e finanziari disastrosi, una squadra irriconoscibile, tre allenatori in sei mesi, e in aggiunta a tutto ciò, autentici autogoal se pensiamo al trattamento riservato a leggende del Club come Paolo Maldini e Clarence Seedorf.
In chiave mercato ci si affida a trasferimenti gratuiti e si raschia il fondo del barile ingaggiando giocatori scartati e avanti con gli anni, come Fernando Torres e Michael Essien.
Assente dal calcio europeo, per la prima volta dal 1998-99 dopo aver terminato con un imbarazzante ottavo posto la scorsa stagione, i Rossoneri hanno ancora una volta sfiorato il ridicolo durante l’ultimo fine settimana. Il dirigente Umberto Gandini avrebbe supplicato l’Uefa per concedere ai club storici – come il Milan appunto – le wildcards per accedere direttamente Champions League.
“Penso che dobbiamo pensare come migliorare la Champions League. Mi piacerebbe che ci fosse l’opportunità di wildcards o altre strade per le società che hanno l’abilità, il prestigio o il blasone per competere in Champions League” ha commentato Gandini. “Ogni stagione c’è il percorso fantastico di un club rivelazione che arriva però, diciamo, fino ai quarti di finale. Questo fa bene al calcio. D’altra parte però ci sono club importanti – importanti per storia e per blasone – che restano fuori”.
Il suggerimento è offensivo.
L’Atletico Madrid ha raggiunto la finale nell’ultima stagione senza aver giocato una partita di Champions League dal 2009; secondo Gandini dunque non avrebbe meritato questa possibilità.
Il Nottingham Forest ha vinto la Coppa dei Campioni più volte di Atletico, Chelsea, Roma e Arsenal messi insieme; quanto sarebbe ridicolo dare una wildcard a un club che ora gioca in seconda divisione inglese?
Il Milan è caduto così in basso ed è così disperato da essere pronto a tornare nell’elite del calcio con ogni mezzo necessario?
I commenti di Gandini sono elitari e non hanno posto nel calcio. E’ vero che le wildcards sono rilasciate nel tennis e golf, ma nel farlo questi sport utilizzano un sistema di classificazione basato sul ranking delle prestazioni in quei tornei.
Non esiste nel calcio un sistema simile applicato per le qualificazioni – il ranking FIFA serve solo per la distribuzione (nelle varie fasce, NdR) – ma anche se cui fosse, il Milan ha raggiunto i quarti di finale una sola volta dalla loro vittoria nel 2007. Pertanto non sarebbero qualificati nemmeno come wildcard.
Fortunatamente questo tentativo disperato non ha sortito alcun effetto durante l’ultimo meeting dell’UEFA, durante il quale i membri non hanno cambiato idea e hanno respinto l’idea di Gandini.
“Non c’è possibilità che una wildcard verrà utilizzata per una competizione europea” ha detto venerdì il direttore generale UEFA, Gianni Infantino. “Non succederà mai. La Coppa Europea non è questione di play-offs o wildcards, ma competività e meriti sportivi”
Le osservazioni di Gandini stonano ancora di più perché il nuovo allenatore del Milan Filippo Inzaghi sembra aver imboccato la giusta direzione in questa stagione. Con 11 punti nelle prime sei partite, sono quinti in campionato e a soli tre punti dalla zona Champions. Ma è soltanto in base al merito che il club può tornare nel più importante torneo calcistico.
I Tifosi del Milan potrebbero non essere abituati ad essere spettatori di Champions League, ma anche i loro seguaci più fedeli saranno d’accordo che la richiesta di Gandini è delirante.
Purtroppo è solo l’ultimo esempio del fatto che alcuni membri del consiglio del Milan hanno completamente perso il contatto con la realtà, e solleva più domande sul se questi esperti dirigenti possano far girare le sorti di uno dei grandi club del calcio
domenica 26 ottobre 2014
Interessantissimo articolo
Interessantissima intervista quella concessa da Montella alla Gazzetta dello Sport,
Per due motivi.
Il primo: finalmente qualcuno che dice che superpippa era una pippa
Il secondo, molto più importante: come i giornalisti manipolano la realtà, anche con una domanda: "Perché Seedorf ha fallito e Inzaghi funziona?"
Inzaghi funziona?
Ma soprattutto Seedorf ha fallito?
A contare i punti si direbbe il contrario...
Per due motivi.
Il primo: finalmente qualcuno che dice che superpippa era una pippa
Il secondo, molto più importante: come i giornalisti manipolano la realtà, anche con una domanda: "Perché Seedorf ha fallito e Inzaghi funziona?"
Inzaghi funziona?
Ma soprattutto Seedorf ha fallito?
A contare i punti si direbbe il contrario...
venerdì 23 agosto 2013
mercoledì 10 ottobre 2012
Cazzate
Dal ritorno di Ibra a Guardiola, quante se ne stanno inventando e quante se ne inventeranno in questa sosta, pur di non parlare di calcio veri. Del Milan e dei suoi problemi. Problemi societari più che di squadra che alla fine, tutto sommato, è ancora dignitosa.
mercoledì 4 aprile 2012
Torniamo dopo una settimana di vacanza...
...(indovinate dove? Si, anche a Barcellona) e ci ritroviamo a commentare insieme la figuraccia della foto taroccata del non-gol di Catania e le assurde lamentele contro un arbitraggio di oggi, quasi perfetto. Il rigore di Nesta, in particolare, è sacrosanto, che più chiaro non si può. Loro sono più forti e noi facendo un'onesta partita avremmo potuto salvare la faccia. Faccia che perdiamo con queste polemiche e queste truffe mediatiche. Ibra ancora fuori dalle semifinali di Champions, Robinho inconcludente, Boateng che ha fatto vedere tutti i suoi limiti, Pato, non ne parliamo. Questo il nostro reparto più forte, figuriamoci gli altri.
sabato 17 marzo 2012
Panico Barcellona. Ma bisogna pensare al Parma
Il sorteggio è stato, per una volta, poco clemente per il Milan. Con il suo potere , il Milan non è tagliato fuori dalla competizione ma il livello delle due squadre non è neanche lontanamente paragonabile. Intanto è già iniziata la guerra psicologica. Leggete qua...
"Uno schiaffo alla miseria. Di più, un insulto alla passione per il calcio. Di che parliamo? Del prezzo fissato dal Barcellona per il settore ospiti per la sfida del Camp Nou con il Milan del 3 aprile. Il ritorno dei quarti di finale di Champions League, manco avessi detto la finale.
"Uno schiaffo alla miseria. Di più, un insulto alla passione per il calcio. Di che parliamo? Del prezzo fissato dal Barcellona per il settore ospiti per la sfida del Camp Nou con il Milan del 3 aprile. Il ritorno dei quarti di finale di Champions League, manco avessi detto la finale.
89 euro. Una cifra che fa impallidire i 62 euro di Chelsea-Napoli. E soprattutto che ha poche giustificazioni. Londra è una città cara, dove un pacchetto di sigarette costa oltre 10 sterline. Dunque il tutto è rapportato, anche il biglietto di una partita di calcio. E se poi ci mettiamo che il settore ospiti a Stamford Bridge è praticamente a bordo campo, siamo disposti a chiudere un occhio.
A Barcellona i tifosi rossoneri saranno invece in piccionaia. Chi è stato al Camp Nou lo sa. Grande impianto, da oltre 100mila posti. E se non sei in tribuna è normale che tu finisca lontanuccio da Messi e Thiago Silva. Niente di male, anche a San Siro gli ospiti sono assiepati da qualche anno al terzo anello. Ciò che resta difficile da capire è il perché di un prezzo così alto. La Spagna è in piena recessione, gli affitti e il costo degli immobili sono calati vertiginosamente, il costo della vita è più basso che in Italia. E allora da dove escono questi 89 euro? Semplice, da un piano (diabolico). Il Barcellona sa che per i tifosi del Milan questa potrebbe essere la trasferta dell'anno e lucra sul loro amore per il Diavolo. Una vergogna, soprattutto per chi parla di popolo a ogni spron battuto. Ma se non sei catalano, allora non esisti, evidentemente. Complimenti." MaGu
Per fortuna c'è chi sa come rispondere a tono...
"Non ci vuole un grande cervello per capire il perché di quel prezzo. Non c'entra un cacchio la crisi o la posizione nello stadio. C'entra il libero mercato e la possibilità della società di imporre i prezzi che ritiene più congrui per avere il massimo guadagno. La società Barcellona sa che riempirà lo stadio al 100% anche se metterà i prezzi a 150€ l'uno. Chelsea Napoli è a Londra ma non conta niente! Il Napoli non ha l'appeal del Milan e il Chelsea sta facendo schifo quest'anno e non è più minimamente paragonabile con il Barcellona. In più erano ottavi di finale e non quarti. Insomma il solito articolo alla membro di segugio. Prezzo giustissimo!"
lunedì 30 gennaio 2012
"Professionisti" a confronto
"L'Inter ha preso un extracomunitario che non può giocare in Champions e che negli ultimi anni non ha mai fatto più di 12 gare dall'inizio... ". (Ivan Zazzaroni).
"Giusto l'acquisto di Guarin. E' dall'inizio che parliamo di Inter in difficoltà in mezzo e il colombiano non può che fare bene, anche per dare riposo a giocatori forti, ma logicamente un po' logori e, forse, meno motivati. E poi dico che mi pare si stia alzando un polverone troppo grosso i nrealzione al ko di Lecce: alla fine dei conti, se Benassi non avesse parato di tutto, oggi staremo parlando di altro". (Giorgio Porrà).
Sono sicuro che se Guarin fosse andato al Milan o alla Juve Zazzaroni si sarebbe sborrato nelle mutande spendendosi in elogi nei riguardi del giocatore. Che non è e non sarà Pelè, però era quello che serviva al centrocampo dell'Inter. Da abbonato Rai gradirei che Zazzaroni e gli altri imbarazzanti personaggi che fanno gli "opinionisti" alla Domenica Sportiva sparissero dalla faccia della terra.
Porrà professionista serio e persona competente.
martedì 8 novembre 2011
Milan-Style?
Da calcioblog .
La stampa svedese continua a far uscire crudi estratti della biografia di Zlatan Ibrahimovic. L’attaccante del Milan conferma di essere un bel rompiscatole e ne ha un po’ per tutti, dopo aver attaccato duramente Guardiola. “Nella rissa con Onyewu mi sono rotto una costola ma non abbiamo detto niente. Ci siamo quasi ammazzati“, avrebbe scritto lo svedese.
Nello scontro Ibra si sarebbe rotto una costola, infortunio messo a tacere dal club rossonero. La rissa tra i due scoppiò durante una partita di allenamento e dopo uno scontro di gioco piuttosto duro. Per dividere Ibrahimovic e il possente difensore statunitense servì l’intervento di una decina fra giocatori e membri dello staff tecnico del Milan.
Lo svedese confessa anche che l’insulto al guardalinee nella partita con la Fiorentina che gli costò tre giornate di squalifica era veramente rivolto a Nicoletti e non a sé stesso, come scritto nel ricorso presentato dal Milan. “Il club - racconta Ibrahimovic - mi chiese di dire una bugia”.
IL MIO COMMENTO: Chi possiede tv, giornali, radio, siti internet, etc... può far passare sotto silenzio certi episodi che accadono alla propria squadra e invece dare ampio risalto a episodi, magari infinitamente più insignificanti, che accadono negli altri spogliatoi, per destabilizzare gli avversari. Quanto conta la serenità dell'ambiente per vincere? Tanto, tantissimo. Così , anche così, si truccano i campionati.
domenica 16 ottobre 2011
Il gruppo Rcs continua la sua crociata contro l'Inter
Molto equilibrati come sempre. Peccato che nonostante il turno casalingo del Milan la distanza con i nerazzurri sia ancora esigua. Però per il Corriere della Sera l'Inter è da B e il Milan rinato.
martedì 11 ottobre 2011
Per Repubblica e il Corriere Amantino Mancini è ancora dell'Inter
Con questa maglia, stranamente non quella della Roma e tantomeno quella del Milan compare sulle pagine web dei due giornali parlando della richiesta dell'accusa di 3 anni e 8 mesi. Che strano. Mi sembrava che avesse giocato molto più tempi nella Roma e che il fatto fosse capitato nei confronti di una tipa conosciuta a una festa organizzata da Ronaldinho (che non c'entra nulla, chiariamo), che giocava, come Mancini, nel Milan.
Vogliamo scommettere che se verrà assolto il colore della maglia di Mancini cambierà?
Vogliamo scommettere che se verrà assolto il colore della maglia di Mancini cambierà?
mercoledì 28 settembre 2011
Pronto, Massimiliano?
Da Fabbrica Inter.
“E’ un momento duro. Eh lo so, abbiamo un nuovo allenatore e c’è un attimo da riorganizzarsi percheésai che…Ah, no scusa…ahhh, intendi…pronto? Proonto? Massimiliano, è un momento duro? Ah, intendi per voi? Cacchio scusa non avevo capito. No, sai, non mi pareva. Isla mi sembrava Lampard. Eder un giocatore. Ma sai, non mi pareva. Eh, no. Un po’ perché sono un inguaribile ottimista e un po’ perché vi vedevamo tranquilli. Tutti. Sarà stata la Gazzetta dello Sport post Barcellona a confondermi. Possibile che io abbia letto male perché sembrava che Pato fosse stato il mattatore del….eh no, non l’ho vista la partita. Ho letto soltanto sul sito poi….ah, è stato trascinatore proprio? Ah, perché segnare a freddo così è da fenomeno? Ah, ai campioni basta un minuto? Sì, però gli altri ottantanove cioè..perché se mi ragioni così potrei dirti che Muntari nel 2008 con la Juve è stato superfenomeno con quel gol lì…però sarei disonesto. Ah una grande difesa? Eh in effetti i vostri centrali son proprio bravi.”
“MA SIETE IN CRISI O NO?”
“Non capisco proprio ‘sta cosa che siete in crisi. Perché lo dicono a noi da un po’ ma a voi no. Dicono che lo siamo da un po’. A dir la verità dall’inizio, quando il nostro allenatore sembrava essere un traghettatore in partenza. Tra qualche anno ad agosto parleranno di traghettatore per il traghettatore di gennaio. Non avremo più allenatori ma uomini in bilico, pazzesco. Come? Eh, sì..gli han dato il benservito. Se sono ironico? Beh, vedi te. Però non credo sia stato sensato il comportamento della stampa. O meglio, sarebbe bastato avere un atteggiamento coerente con tutte le squadre…perché voi alla fine, diciamocelo…Come? Pronto, Massimiliano? Ti sento male. Pronto? Sì…hai ragione: un punto in più in campionato. Cesena gioca bene, Udinese più bel calcio della Serie A, Napoli travolgente e Lazio regina del mercato. Ma voi non siete mica il Milan? Cioè…non capisco e potrei replicarti con Bologna fuori casa, Roma, Palermo fuori casa. Novara no, non me la sento e spero tu possa apprezzare l’onesta intellettuale. Quello che non mi è chiaro, numeri alla mano, è lafotografia scattata da un fotografo incompetente.”
“MASSIMILIANO, CI SEI ANCORA?”
“Mi senti? Sono in ascensore, va che magari non prende…pronto? Ok, sì ora sì. Dicevo…noi non stiamo bene, certo. Ma abbiamo questo vizio: appena qualcosa scricchiola ce ne accorgiamo, ne prendiamo atto e talvolta conviviamo con l’errore perché, se errore c’è, tanto vale risolverlo. O provarci. E mentre provi a rimettere a posto i pezzi, non dico con la tranquillità ma con la fierezza di chi non deve dimostrare niente a nessuno, intorno si scatena la serenità degli “altri”. Poco importa se non sia reale: sta di fatto che quando noi siamo in cantiere per la revisione, gli altri sono felici, sono brillanti, hanno una crisi che passa sopra le loro teste e non li sfiora nemmeno. O forse c’è questa crisi, e qualcuno o qualcosa che gliela tiene sopra le teste, buttandola su altre. Mi chiedo quanto la vostra felicità dipenda dalla nostra presunta infelicità o difficoltà. Mi domando quanto noi serviamo a voi come maschera o come capro espiatorio. Sembreremmo, in ogni caso, indispensabili. Questo mi fa piacere. La nostra gioia quando arriva, arriva da noi e basta. In un clima così, Massimiliano, la vincita è quasi raddoppiata. Ah…cioè? No, ma lo so che tu non ce l’hai con noi, ci mancherebbe. Lo so che pensi ai tuoi ragazzi. Anzi, in bocca al lupo…contro chi siete? E’ una birra?”.
Click.
LUCA SCANNI
domenica 21 agosto 2011
A proposito di manipolazioni
In Spagna continua la polemica post finale di Supercoppa. Tra i tanti motivi del contendere il fatto che il canale di news 24 ore della tv di stato ha manipolato le immagini del finale di partita, evitando di far vedere l'aggressione di Mourinho al vice allenatore del Barcellona Tito Villanova.
Ora provate a immaginare se in un paese il padrone di una squadra di calcio fosse anche proprietario di quasi tutte le televisioni private e se controllasse anche quelle pubbliche attraverso la politica. Ecco provate a immaginare quanto potrebbe manipolare.
Ora provate a immaginare se in un paese il padrone di una squadra di calcio fosse anche proprietario di quasi tutte le televisioni private e se controllasse anche quelle pubbliche attraverso la politica. Ecco provate a immaginare quanto potrebbe manipolare.
giovedì 24 febbraio 2011
Potere mediatico.
" forse non sai come funziona la produzione delle riprese tv. nella partita di napoli il producer delle riprese era sky: mediaset che trasmetteva la partita non ha immagini diverse da quelle di sky. il giudice sportivo si avvale sempre delle immagine del producer, non di altre. è quindi falso che mediaset abbia fornito proprie immagini al giudice sportivo (la voce era stata messa in giro dall'avvocato del napoli, che si è gia scusato per l'errore)"
( Il Troll Paolo )
"Non dico che il giudice abbia commesso un errore, ma di fatto ha motivato la sua decisione basandosi solo sul filmato di Sky. Noi, in appello, abbiamo deciso invece che fosse più chiaro quello di Mediaset. Lo sputo si vedeva solo lì. " ( Giancarlo Coraggio, Presidente Corte di Giustizia Federeale Figc in intervista al Corriere della Sera).
"Forse non sai".... una minchia.
Chi ha le tv , quindi , può far squalificare i giocatori che vuole. Contro chi avrebbe giocato Lavezzi altrimenti?
martedì 22 febbraio 2011
Ancora sul potere mediatico.
Sembra incredibile eppure in Spagna c'è almeno un precedente illustre (clicca qui per vedere il video).
E' di oggi la notizia che AS ha manipolato una foto sul presunto fuorigioco di Daniel Alves domenica scorsa contro l'Athletic Bilbao facendo scomparire letteralmente il difensore basco Koikili. Pensate cosa può fare e cosa sicuramente ha fatto, senza che noi neanche ce ne accorgessimo, uno che possiede tutte le televisioni d'Italia.
E' di oggi la notizia che AS ha manipolato una foto sul presunto fuorigioco di Daniel Alves domenica scorsa contro l'Athletic Bilbao facendo scomparire letteralmente il difensore basco Koikili. Pensate cosa può fare e cosa sicuramente ha fatto, senza che noi neanche ce ne accorgessimo, uno che possiede tutte le televisioni d'Italia.
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