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sabato 19 febbraio 2011

Come Berlusconi si pappò il Milan a prezzo di saldo portandolo quasi al fallimento.

dal libro "Le Corna del Diavolo" di Carlo Petrini.



Ci sono testimoni che affermano che Berlusconi, da giovane, non era affatto tifosi del Milan ma dell'Inter. Se fosse vero non ci sarebbe niente da meravigliarsi:il capo della Fininvest e di Canale 5 è un tipo molto elastico,e anche le sue "passioni" sono in base ai suoi interessi e alla convenienza del momento.
La cosa sicura è che durante il Mundialito organizzato dalla Fininvest nell'estate del 1984 Berlusconi cominciò una trattativa per comprare l'Inter,il cui presidente-proprietario era all'epoca uno scoglionato Ivanoe Fraizzoli.Il tramite fra Berlusconi e il padrone interista era l'ex campione nerazzurro Sandro Mazzola,e l'affare fu effettivamnte sul punto di concludersi:

“Fraizzoli gli offrì il cinquanta per cento della società,e Berlusconi l'accettò. Nonostante il felice avvio, la trattativa si arenò sui soliti dettagli,si ingarbugliò nei cavilli,nelle insopportabili lungaggini.A un certo punto si convenne che a Freizzoli doveva rimanere il 51 per cento della società,per averne comunque garantito il controllo. Anche questo stava bene a Berlusconi,sempre più disposto a entrare  nel grande calcio. Eppure ci fu una frenata ulteriore. Allarmato dal dinamismo del suo interlocutore, e probabilmente consigliato dall'influente avvocato Peppino Prisco,contrario all'idea di rivoluzionare lo staff dirigenziale,Fraizzoli si tirò indietro.Disse che con Berlusconi al fianco non si sentiva sicuro di comandare nemmeno conservando la maggioranza delle quote societarie.Si defilò in maniera definitiva e si tenne stretta l'Inter per qualche mese ancora.Per poi cederla a Ernesto Pellegrini”. (Gino Bacci,Berlusconi,il premier e il mister,Eco sport 2004,pag 13.

Altra cosa sicura è che, da padrone milanista,Berlusconi avrà sempre un atteggiamento molto ambiguo verso l'Inter e i tifosi  nerazzurri:”Ancora prima che milanista ,io sono milanese, e quindi gioisco in maniera vera,sincera,quando l'Inter gioca bene e vince.Certamente non sono felice e non gioisco quando l'Inter batte il Milan o lo precede in classifica,ma io tengo per l'Inter quando,ad esempio,gioca contro una squadra straniera”.E ancora:”Da quando sono presidente del Milan ho cercato di adottare,di predicare,di diffondere una politica di fair-play nei confronti dell'Inter,dei suoi giocatori,dei suoi tifosi... Noto con soddisfazione che i tifosi interisti mi fermano e mi dicono: "Il nostro sogno è di avere Berlusconi presidente dell'Inter!".Questo,francamente,mi fa molto piacere”. (Stefano E. D'Anna e Gigi Moncalvo,Berlusconi in concert,Otzium 1994,pag 134.)

COME PAPPARSI IL MILAN A PREZZO DI SALDO

(pagine 35-36)

Il 30 ottobre del 1985 il "Corriere dello Sport-Stadio" scrive che la Fininvest di Silvio Berlusconi ha comprato il Milan calcio, e precisa anche il prezzo:24 miliardi di lire,pagamento in quattro rate.Lo stesso giorno,con un comunicato ufficiale,la Fininvest dice che non è vero e afferma la propria “totale estraneità alle trattative per l'acquisto della squadra milanese”.
Naturalmente la smentita è una balla.Berlusconi sta effettivamente tentando di mettere le mani sul Milan calcio,ma-nello stile del personaggio fresco di P2-l'operazione deve restare segreta,dato l'obiettivo è di prendere la società rossonera pagandola a prezzo di saldo.Bisogna prima di tutto togliere di mezzo il presidente milanista Giuseppe Farina detto Giussy,e poi mettere fuori gioco tutti i possibili concorrenti interessati a comprare la società.Perchè la Fininvest non ha nessuna intenzione di partecipare a un'asta,vuole prendersi il Milan per due lire punto e basta.
Il presidente Farina non è uno stinco di santo,anzi è un gran filibustiere,ma in confronto a Berlusconi è un dilettante.Infatti il capo della Fininvest maneggia da anni miliardi su miliardi che non si sa dove arrivano:una parte sono capitali anonimi percheggiati in Svizzera,un'altra parte di miliardi gli piove dal cielo in contanti.E poi è un tipo molto chiaccherato,al punto che il 30 maggio 1983 la Guardia di finanza ha mandato alla Procura di Milano un appunto con scritto: “E' stato segnalato che il noto Berlusconi Silvio,interessato all'emittente televisiva privata "Canale 5",finanzierebbe un intenso traffico di sostanze stupefacenti dalla Sicilia con diramazioni sia in Francia che nelle altre regioni italiane (in particolare Lombardia e Lazio)”.
Anche se non c'è piu la ragnatela della P2,nella operazione-Milan il signor Berlusconi può contare su degli appoggi politici pesantissimi:il presidente del Consiglio in carica Bettino Craxi,mezza Democrazia cristiana,il craxiano Carlo Tagnoli sindaco di Milano,il presidente del Coni Franco Carraro, e il presidente della Federcalcio Sordillo.Più tv e giornali della Fininvest,più la tifoseria milanista.Il povero Farina,invece,anche se ha qualche miliardo è uno sfigato qualsiasi senza nessun santo in paradiso,così il suo piccolo impero-con la gemma del Milan,ha le settimane contate.

LO SCIPPO DELLO SQUALO

Per una simpatica coincidenza,la Federcalcio alla fine di ottobre 1985 manda gli ispettori a controllare la contabilità del Milan calcio.Allora Farina si agita,ma il presidente federale Sordillo cerca di tenerlo tranquillo: “Nella contabilità del Milan non sono state riscontrate irregolarità sostanziali,ma solo formali”.
La società rossonera non se la passa molto bene:le casse sono vuote, e i debiti con le banche arrivano a una decina di miliardi.Però il valore complessivo dei giocatori milanisti è quattro volte tanto:in squadra ci sono giovani campioni come Baresi,Costacurta,Maldini,Evani,Tassotti,Stroppa,Hateley;e campioni stagionati come Di Bartolomei,Paolo Rossi e Virdis.Poi ci sono gli immobili del centro sportivo di Milanello,più il patrimonio personale di Farina,che è consistente.
Quindici giorni dopo, cioè a metà dicembre,ecco il colpo di scena:con una decisione che i giornali definiscono “strana,improvvisa,inattesa”,Farina si dimette da presidente,lascia il Milan. E dichiara ai giornali: “Ho preso questa decisione perchè è successo un fatto grave che non posso raccontare.Me ne vado per il bene del Milan... Non chiedetemi di essere più chiaro:non posso”.Il potere gli ha ordinato di togliersi di mezzo, e lui è costretto a ubbidire.
L'agenzia Ansa, il 17 dicembre,riporta “una voce secondo la quale il pacchetto azionario della società Milan sarebbe già stato ceduto a un gruppo del quale farebbe parte l'imprenditore milanese Silvio Berlusconi”.La agenzia riporta la smentita della Fininvest,che nega tutto,perfino l'interesse.L'indomani,il 18 dicembre,l'Ansa riporta il seguente comunicato:”Il gruppo Fininvest,di cui è presidente Silvio Berlusconi,dichiara la sua disponibilità a esaminare la possibilità di un intervento a livello di capitale nella società Milan.Questa possibilità si manifesta oggi, a seguito delle intenzioni di disimpegno pubblicamente manifestate dall'attuale presidente,Giuseppe Farina”.
A questo punto comincia una commedia che va avanti per settimane.Il petroliere Dino Armani,da tempo interessato a comprare la società rossonera,sembra rassegnato a farsi da parte:”Ho chiesto più volte a Farina di dirmi quanto voleva,ma una vera trattativa non c'è mai stata,lui è sempre stato vago...”.Comincia a essere chiaro che la società Milan calcio è destinata alla Fininvest.Allo stadio di San Siro già si vedono tifosi rossoneri con striscioni e cartelli (non si sa quanto spontanei) che inneggiano a Berlusconi.Intanto il padrone di Canale 5 mette le mani avanti:”Sono pronto a comrare il Milan,ma sulla base del valore effettivo che accerteranno i miei esperti.L'accordo potrà essere raggiunto solo se le richieste di Farina non saranno esagerate”.
Le tre televisioni e i giornali della Fininvest accompagnano l'assedio berlusconiano al Milan come strumenti di pressione:arrivano a tirare in ballo il tifo rossonero di papà Berlusconi,di Silvio bambino,del fratello Paolo,della nonna e della zia,dell'amico Fedele Canfolaneri,del caro socio Adriano Galliani... E' tutta una ridicola sceneggiata sentimentale,una telenovela brianzola per far passare la cosidetta "trattativa" con Farina come “un atto d'amore” verso il Milan.In realtà è un business politico e anche televisivo:

“Da molto tempo Canale 5 si interessa al calcio.Sono state proprio le sue offerte a far decuplicare in pochi anni il prezzo che la Rai paga per l'esclusiva sul campionato.L'impossibilità delle dirette e la voglia della Lega di favorire comunque l'ente pubblico hanno fino ad oggi sempre interrotto bruscamente il discorso.Il contratto attuale che lega il calcio alla Rai scade però alla fine del prossimo campionato.Per quella data quasi certamente l'interconnessione sarà cosa fatta.Non solo,ma anche Canale 5 avrà imparato a gestire un impegno tecnico grandissimo come la ripresa in contemporanea di tutto il campionato.
L'accordo  Rai e Lega per essere siglato  ha per regolamento bisogno del placet di tutte le società.Deve cioè esserci unaminità, il "no" anche di una sola società terrebbe in sospeso la trattativa complicandola moltissimo.E Berlusconi a quel punto potrebbe essere il presidente del Milan.Non solo,potrebbe cioè rilanciare senza  più il problema della diretta la sua proposta d'esclusiva,ma potrebbe addirittura bloccare materialmente l'accordo della Rai.
C'è poi da ricordare ancora una cosa.Le partite di Coppa europea sono fuori dal contratto  tra la tv di Stato e il calcio.Per quelle il mercato è praticamente libero già adesso.Forte della diretta e del suo rapporto preferenziale,la Rai è riuscita fino adesso a mantenere anche quel tipo di monopolio.Ma se Berlusconi diventasse padrone del Milan potrebbe concedere alle sue reti le partite di Coppa fin dalla prossima stagione.Stando così le cose,le preoccupazioni Rai diventano chiarissime.Nelle mani di Berlusconi il Milan si trasformerebbe automaticamente in un'incredibile testa di ponte tra l'emittenza privata e il calcio”. (Mario Sconcerti,"la Repubblica",20 dicembre 1985).

Pagine (40-41-42-43)

La Fininvest offre la miseria di 15 miliardi per un Milan addirittura ripulito dai debiti,ma Farina vuole almeno il doppio con i debiti a carico di chi compra.Si fa viva una finanziaria di Montecarlo,la Wac,che offre 25 miliardi e si accollerebbe le passività;altre cordate sembrano interessate all'affare.Farina è messo con le spalle al muro:è sottoposto a pressioni di vario genere comprese le minacce di fallimento e di guai  giudiziari.Intanto la società rossonera viene messa in mora dalla Federcalcio per le irregolarità contabili.
Domenica 19 gennaio 1986 si gioca a San Siro la gara di campionato Milan-Fiorentina.La tifoseria rossonera scandisce il nome di Berlusconi,e le televisioni indugiano su due grandi striscioni che sembrano fatti apposta per la propaganda berlusconiana:”Farina infame.Pagherai caro,pagherai tutto”, e “Silvio,facci sognare...Fai tornare grande il Milan”.Pochi minuti prima del fischio d'inizio della partita,un gruppo di giovani entra sul terreno di gioco e srotola uno striscione con scritto:”Berlusconi o morte”.(Cfr.agenzia Ansa,19 gennaio 1986).
E' come vedere una messinscena.
Il 22 gennaio il vicepresidente del Milan,Gianni Rivera,fa un clamoroso annuncio:la società rossonera ha chiesto al ministero del Tesoro l'autorizzazione per un aumento di capitale da 10 a 20 miliardi,che verrebbe sottoscritto dagli attuali soci.E' un disperato tentativo di Farina di ribellarsi alla svendita del Milan e all'ordine di passarlo alla Fininvest,come spiega Rivera:”Berlusconi pretendeva che i consiglieri si accollassero tutte le passività,e non dava il giusto valore alla parte attiva.I giocatori della squadra e gli impianti di Milanello devono pur essere considerati dei valori in attivo! Io fino a oggi sono stato zitto,ma  adesso ho capito che non c'è la possibilità di trattare alle condizioni poste da Berlusconi”.La replica del padrone di Canale 5 è un capolavoro di ipocrisia:

“Le accuse indirizzate da qualcuno al gruppo Fininvest di voler "giocare al ribasso" si qualificano da sè e rivelano,se mai ve ne fosse bisogno, a quali livelli di serietà e responsabilità ancora oggi da taluno si intenda gestire la società e si faccia opera di sostanziale disinformazione del pubblico e dei tifosi.Gli unici scopi che muovono il gruppo Fininvest all'acquisto del Milan sono quelli di realizzare finalmente,dopo anni di vana attesa,una società ordinata,organizzata e vincente,e di recuperare a Milano una squadra in grado di primeggiare nel panorama calcistico nazionale e internazionale,secondo il rango che il Milan si è guadagnato in tutta la sua storia”.

Il 24 gennaio circola la voce che Farina avrebbe raggiunto un accordo con il petroliere Dino Armani:in cambio della maggioranza delle azioni della società rossonera,il petroliere avrebbe offerto 25 miliardi più l'impegno a coprire tutti i debiti della società.Quello stesso 24 gennaio,in serata,il presidente della Federcalcio Sordillo comunica che “la presidenza della Figc ha ritenuto di investire il tribunale affinchè svolga accertamenti preventivi sulla titolarità delle azioni del Milan calcio”:in pratica,il presidente federale ha presentato due esposti-uno civile e uno penale-contro Farina.
A questo punto si dice interessato a rilevare la società rossonera anche il commercialista milanese Luigi Ceserani,come rappresentante di “un gruppo che vuole rimanere al momento segreto.Posso anticipare che ne fanno parte industriali milanesi e società quotate in Borsa.E' un gruppo fortissimo con grandi progetti,che vogliono fai diventare il Milan una cosa unica in Italia”.
Fra voci,manovre,azioni di disturbo e pressioni, una cosa sola è sempre più chiara:il Milan deve finire alla Fininvest e alle condizioni stabilite dal signor Berlusconi (cioè per quattro soldi),qualunque altra possibilità viene boicottata.E il passaggio deve avvenire presto,perchè il Milan a questo punto rischia il fallimento.
Il 1 febbraio Rivera annuncia le sue “dimissioni irrevocabili” da vicepresidente della società rossonera e attacca Berlusconi:”Nella mia posizione di tifoso del Milan mi fa ribollire di rabbia il solo pensiero che qualcuno possa volere il fallimento della società rossonera.Non possiamo permettere che questa squadra venga distrutta...Purtroppo,personalmente non possiedo i 5 o 6 miliardi necessari per tacitare tutti i creditori e continuare nell'attuale gestione,altrimenti l'avrei fatto. Ho partecipato alla trattativa, e sono rimasto sorpreso dall'atteggiamento dei legali di Berlusconi,che stanno cercando in tutti i modi di far affondare il Milan e poi recuperarlo per poche lire”.
Il 3 febbraio,intervistato da Enzo Biagi,il padrone di Canale 5 fa una delle sue solite sceneggiate televisive,arrivando al punto di dire che il business Milan è per lui una faccenda sentimentale: “Un affare di cuore da qualche miliardo,è vero, ma anche le belle donne costano molto...Però il cuore non può spingere nessuno a entrare in una palude,e oggi il Milan è in una situazione per cui c'è veramente bisogno di fare un pò di bucato.Stiamo aspettando che qualcun altro faccia questo bucato,noi non lo possiamo fare,poi speriamo di poter entrare”.
Paolo Berlusconi,fratello di Silvio,conferma che la Fininvest vuole un Milan "pulito",pulito dai debiti e dai pasticci contabili,perchè l'alternativa sarebbe “un nababbo scemo che investa 40 miliardi,ma chi ha 40 miliardi non è proprio scemo”. Adesso è chiaro, dicono  che in molti,che la Fininvest punta al fallimento del Milan di Farina per poi prendersi la società a prezzo di saldo.Intanto la magistratura,dopo l'esposto della Federcalcio,ha messo lo stesso Farina sotto inchiesta.I tifosi milanisti sembrano non avere dubbi,a San Siro tutti  gli striscioni sono per Berlusconi:”Silvio,salvaci dalla vergogna”, “Vogliamo Berlusconi”, “Armani boia,Rivera troia”, “Silvio,il nostro scudetto sei tu”.Una messinscena che sembra fatta apposta.

(PAGINE 43-44-45)

La situazione è paralizzata,ma è una paralisi-scrive il giornale "la Repubblica"-”che giova a Berlusconi,il quale da tempo gioca al ribasso.In linea teorica il prezzo del Milan diminuisce di giorno in giorno,visto che le situazioni difficili per la società crescono con il passare delle ore,e che di possibili acquirenti non ce ne sono”.
Non ce ne sono anche perchè il potere politico fa il cane da guardia al bottino:nessuno deve interessarsi dell'acquisto del Milan,la società rossonera ha già un destino deciso del presidente del Consiglio Craxi.
Intanto il capo della Fininvest ripete:”Sono innamorato del Milan e voglio prenderlo a tutti i costi.Ma devono essere costi ragionevoli,infatti noi abbiamo fatto un'offerta più che onesta”.Farina se n'è andato in Sudafrica, e c'è chi dice che non tornerà più in Italia.La società rossonera chiede al tribunale l'amministrazione controllata,anticamera del fallimento.Un giornale conferma che “Berlusconi potrebbe avere interesse a che il Milan fallisca,perchè così sarebbe più facile acquistarlo e rispiarmerebbe qualche miliardo”.
L'inchiesta della magistratura sta accertando che Farina pagava parecchi giocatori milanisti "in nero",e ritiene che i bilanci della società rossonera siano falsi.Il vicepresidente dimissionario Rivera si sfoga:

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La valutazione che Berlusconi da del Milan è assurda:Milanello vale da solo circa 4 miliardi,poi c'è il patrimonio giocatori.Per tutto questo,Berlusconi offre la somma ridicola di 15 miliardi,cioè 11 miliardi per il parco-giocatori.Stando ai parametri di mercato, due giocatori milanisti valgono da soli 11 miliardi! Se Berlusconi vuole comprare il Milan,deve alzare il prezzo, è troppo comodo prendere questa società per due lire! Se ci fosse un compratore disposto a valutare correttamente il parco-giocatori,mi accollerei personalmente tutte le passività.Il Milan è stato portato a Berlusconi su un vassoio d'argento,ma lui non può approfittarne.Siamo disposti ad andarcene tutti al suo arrivo,me compreso, ma non può pensare di comprare il Milan per niente.Oltretutto,l'interessamento di Berlusconi per il Milan può avere arrecato danni alla società:certi compratori interessati si sono bloccati di fronte al suo nome,sicuri di non avere speranze di poter competere con lui”.

La tifoseria rossonera-guarda che combinazione!-continua a invocare l'arrivo del padrone di Canale 5:gruppi di ultrà ("Commandos Tigre","Fossa dei leoni","Brigate rossonere",ecc) presidiano la sede milanista di via Turati al grido “Vogliamo Berlusconi!”.I giornali scrivono che “anche a livello di Federazione gioco calcio si tifa in maniera decisa per l'avvento del magnate delle tv private”.Paolo Berlusconi fa il poeta-playboy: “Il Milan è tale e quale una donna meravigliosa e di gran classe,ma con un passato chiaccherato.Che poi sono le donne più interessanti...e quindi da non perdere”.
Succede tutto il 20 di febbraio.La procura di Milano emette un ordine di cattura contro Farina,latitante in Sudafrica.E poche ore prima che il tribunale civile deliberi l'amministrazione controllata,anticamera del fallimento,arriva la notizia ufficiale:il Milan calcio è della Fininvest.
“Io sarò il presidente della società”,annunciava Berlusconi, “con mio fratello Paolo e Gianni Nardi vicepresidenti”.Esulta il capo della Lega calcio Antonio Matarrese: “Silvio Berlusconi sarà un grande presidente che potrà fare molto per il mondo del calcio”.Alla domanda se abbia preso il Milan per guadagnarci,il neo-padrone rossonero risponde:”E' una squadra,ma è anche un prodotto da vendere,da offrire sul mercato.Impiegheremo la nostra esperienza con le televisioni commerciali per migliorare e esaltare l'immagine del Milan”.

sabato 14 novembre 2009

Le corna del diavolo di Carlo Petrini*.Parte seconda: l' "affaire" Mundialito.


*La riproduzione parziale di opere letteraria è consentita dalla legge. Qualora l'autore, la casa editrice Kaos Edizioni o chiunque altro detenga i diritti sull'opera ritenga che la porzione di opera qui e in altri post riprodotta ecceda il limite consentito dalla Legge, è pregato di contattarci al nostro indirizzo di posta elettronica rossonerodivergogna@gmail.com. In questo modo provvederemo ad eliminare la parte eccedente. Ad ogni modo sottolineamo il fatto che l'opera è già stata trascritta da altri in formato elettronico ed è presente in altri siti web (verosimilmente senza il permesso dei detentori dei diritti) da cui abbiamo attinto.



IL FURBO DELLA P2

Il signor Silvio Berlusconi incominciò a strumentalizzare il calcio a scopi di potere (affari e politica) nell'autunno del 1980,cioè sei anni prima di mettere le mani sul Milan.E cominciò con i metodi suoi che diventeranno famosi,quelli nello stile della massoneria segreta P2 di cui faceva parte:manovre,corruzione e propaganda.
Quello che il futuro padrone del Milan combinò nell'autunno del 1980 intorno al calcio lo ha raccontato un libro coraggioso,che però è stato sotterrato da quintali di censura e pochi  lo hanno letto (Il libro è del giornalista Mario Guarino si intitola Fratello P2 1816.L'epopea piduista di Silvio Berlusconi,e lo ha pubblicato la Kaos edizioni nel 2001.Il capitolo "calcistico" è quello intitolato "Il Mundialito della P2>> (pagg. 113-29).Nessuna querela,e nessuna smentita:solo silenzio e censura da parte di giornali e tv,la solita disinformazione nell'interesse del potere.
Allora riporto qui quelle pagine censurate,dove si racconta del torneo internazionale Mundialito giocato in Uruguay tra il dicembre 1980 e il gennaio 1981.Un  torneo calcistico benedetto dalla P2 e strumentalizzato dal piduista Berlusconi,una storiaccia che anche i tifosi pallonari di oggi devono conoscere.Per capirla bene bisogna però tenere a mente due fatti.
Il primo è che il signor Berlusconi in quel momento,autunno 1980,era un pirata dell'etere perchè,violando la legge e le sentenze della Corte costituzionale che obbligavano le tv private a trasmettere a livello locale,con Canale 5 occupava l'etere pubblico e trasmetteva in tutta Italia usando il trucco delle cassette (Il divieto della Corte costituzionale per le trasmissioni nazionali era transitorio,e aveva lo scopo di impedire che si creassero  situazioni monopolistiche,dato che il parlamento doveva preparare la legge che regolamentava l'emittenza privata. Il trucco delle cassette era una furbata da magliari:le varie emittenti regionali della Fininvest ricevevano i programmi e la pubblicità in cassette pre-registrate,che trasmettevano con pochi minuti di differenza).
Il secondo fatto è che poteva violare la legge senza che nessuno intervenisse perchè era protetto dai partiti di governo (in particolare dal Psi di Craxi), e perchè faceva parte della massoneria segreta P2. In più,quella era l'Italia di Tangentopoli, e il signor Berlusconi in quell'Italia ci stava come un topo nel formaggio.
Ecco la vicenda del Mundialito,raccontata dal libro di Guarino.

(Pagine 12-13)

Montevideo,autunno 1980.La giunta militare,al potere in Uruguay dopo il colpo di Stato del 1973,si apprestava ad affrontare due importanti scadenze.Un referendum costituzionale,fissato per il 30 novembre;e lo svolgimento,a Montevideo (30 dicembre-10 gennaio 1981),di un torneo calcistico fra nazionali che avevano vinto,a partire dal 1930,la Coppa del mondo di calcio.Nelle intenzioni della giunta,il referendum avrebbe dovuto tradursi in un plesbicito tale da legittimare la feroce dittatura militare (circa settemila prigionieri politici su meno di 3 milioni di abitanti,con i partiti e le organizzazioni sindacali messi fuorilegge).Il  successivo torneo calcistico-grande evento sportivo battezzato "Mundialito"-avrebbe invece dovuto "rilanciare l'immagine"del paese latinoamericano e del suo governo golpista sulla scena internazionale,rompendone l'isolamento politico.
Al Mundialito uruguaiano avevano dato a loro adesione le nazionali calcistiche di Argentina,Brasile,Germania,Italia e Olanda (quest'ultima in sostituzione dell'Inghilterra,
che pur avendo vinto la Coppa Rimet non aveva voluto partecipare al torneo propagandistico inventato dalla giunta golpista di Montevideo).
Nell'Uruguay oppresso dalla dittatura militare il capo della P2 Licio Gelli era di casa.Il Venerabile aveva la residenza ufficiale a Montevideo,nella zona di Carrasco,in Calle Jean Manuel Ferrari numero 1325: una maestosa villa (abitata anche da suo figlio Maurizio con moglie e prole)che gli era stata assegnata mediante un apposito decreto ministeriale emanato dal governo golpista,e nella quale custodiva l'archivio della Loggia segreta attiva sopratutto in Italia.In Uruguay il capo della Loggia P2 possedeva decine di appartamenti e un'azienda agraria,ed era un importante azionista del Banco Finanziario Sudamericano.Nella capitale uruguaiana circolava la voce che Gelli non fosse estraneo all'organizzazione del torneo calcistico-propagandistico.

(pagine 13-14)

L'aspetto portante dell'operazione-Mundialito,in ragione dei suoi manifesti intenti politico-propagandistici,consisteva nella teletrasmissione delle varie partite del torneo in Europa.La Federazione calcistica uruguaiana aveva affidato la proprietà dei diritti televisivi alla società Strasad,domiciliata nel paradiso fiscale di Panama e ufficialmente rappresentata dal commerciante greco-uruguaiano Angelo Vulgaris (titolare di un'azienda di import-export di carne e bestiame).
Nei mesi di settembre-ottobre del 1980 i giornali italiani cominciarono a scrivere del Mundialito presentandolo come l'evento sportivo dell'anno,anzi del decennio: un "super-mondiale" calcistico al massimo livello quale s'era visto.
In prima fila nel suonare la grancassa del "mondiale dei Mondiali" c'erano il più importante quotidiano italiano, il "Corriere della sera", e il più importante quotidiano italiano,il "Corriere della sera", e il più diffuso quotidiano sportivo ,"La Gazzetta dello Sport",entrambi editi della Rizzoli controllata dalla P2 (tessera 1816).
Dopo un preventivo e riservato viaggio a Montevideo di alcuni emissari berlusconiani,il 20 novembre 1980 a Ginevra la Strasad di Vulgaris cedette i diritti televisivi del Mundialito per l'Italia e per altri Paesi europei (Germania,Austria,Olanda,

Svizzera,Grecia,Portogallo,Danimarca,Norvegia,Svezia) alla società Rete Italia della berlusconiana Fininvest.Il prezzo ufficiale della transizione svizzera-900 mila dollari,circa un miliardo di lire dell'epoca,per 7 partite di calcio-era assolutamente oneroso.E il merito dell'accordo risultava stupefacente,dato che Berlusconi disponeva di una tv privata locale,Telemilano-Canale 5, illegalmente  articolata in forma di network (emittenti regionali coordinate da Milano), che non poteva trasmettere nè in diretta nè in ambito nazionale,nè ovviamente poteva disporre del satellite intercontinentale necessario alla teletrasmissione da Montevideo.
La prima notizia dello stranissimo accordo svizzero fra la Strasad domiciliata a Panama e l'affarista milanese,nei termini  in cui venne divulgato,provocò sconcerto e polemiche.
<>,dichiarò Vulgaris a "Il Giornale",poi precisò :<>. 

(pagine 15-16) 

La Rai smentì la versioe dei fatti sostenuta dal commerciante uruguaiano,parlò di <> e denunciò l'onerosità dell'affare.<>,dichiarò il consigliere della Rai Luca Pavolini.
Fu "Il Giornale",nell'edizione del 1 dicembre 1980, a ufficializzare l'evento e a scatenare l'offensiva mediatica.
A tutta pagina,sotto il titolo cubitale <>,il quotidiano controllato dall'affarista piduista 1816 scriveva: <>.Quindi il quotidiano berlusconiano in tutta Itala:la rete  tv di Canale 5 raggiunge già oggi un terretorio dove risiedono più di trentatre milioni di telespettatori,ma è in progetto un'ulteriore estensione dei collegamenti per consentire a tutti gli italiani di assistere alle partite del Mundialito>>.
Nella stessa pagina,sotto il titolo <>,il quotidiano berlusconiano scriveva ancora: <>.L'articolo,che attaccava frontalmente il monopolio della Rai,era firmato Giuseppe Prisco,consigliere di amministrazione sia del piduista Banco Ambrosiano,sia della Rizzoli Editore controllata dalla P2.
Benchè all'apparenza incomprensibili,gli intenti di Berlusconi erano precisi:assicuratosi i diritti esclusivi di teletrasmissione del Mundialito, e amplificando attraverso i mass media controllati dalla P2 l'attesa e la portata del torneo calcistico internazionale presso i molti milioni di sportivi italiani,l'affarista piduista intendeva arrivare a rompere il monopolio Rai.Infatti dichiarò:<>.

(pagine 16-17)

La Rai replicò:<>.Secondo la tv di Stato la vicenda era comunque chiara: <>.Nel suo comunicato,la Rai rilevava inoltre come Berlusconi avesse pagato in Svizzera alla società panamense Strasad una somma che l'ente di Stato definiva <>,e questo benchè Canale 5 non avesse <>.
La manovra entrò nel vivo ai primi di dicembre,quando Canale 5 annunciò di avere inoltrato la richiesta ufficiale alla Rai di poter disporre del satellite per la teletrasmissione dele partite da Montevideo.Il ministro delle Poste,il socialdemocratico Michele Di Giesi,espresse verbalmente un immediato rifiuto:<<>), fingendo di ignorare che l'etere pubblico è una risorsa limitata.
Ma il "fratello" 1816 ostentava una sicurezza tanto granitica quanto strana:<>,dichiarò alla "Gazzetta  dello Sport" il 4 dicembre.Tanta sicurezza era forse risposta nel fatto che il segretario e il vicesegretario e il vicesegretario del Psdi (il partito del ministro Di Giesi),Pietro Longo e Renato Massari,erano "fratelli" piduisti (tessere 2223 e 2172),e nel fatto di poter contare sugli altri "fratelli" infiltrati nei partiti,nel governo, e nella stessa tv di Stato.
In Italia la vicenda del Mundialito-gonfiata dai giornali piduisti attraverso una martellante campagna-cominciò ad assumere i contorni di un vero e proprio affare di Stato, con aspetti sempre più  marcatamente politici e un crescendo di polemiche roventi.Il giornalisti Rai Gianni Minà,dagli schermi della tv di Stato,adombrò l'opportunità che la Guardia di finanza indagasse sull'accordo svizzero Berlusconi-Vulgaris;ma il ministro delle Finanze era il socialista Franco Reviglio, e il comandante generale della Guardia di finanza,il generale Orazio Giannini,era anche lui affiliato alla P2 (tessera 2116).

(pagine 17-18-19)

Il più importante quotidiano italiano,il "Corriere della Sera",controllato dal banchiere piduista Robarto Calvi (tessera num 1624) e diretto dal piduista Franco Di Bella (tessera 1887), era in prima fila nel sostenere la trama politico-affaristica italo-uruguaiana che vedeva impegnato il "fratello" Berlusconi, e dedicava intere pagine all'evento-Mundialito,dall'altro aizzava la pubblica opinione contro la tv di Stato e contro il governo.
Gli attacchi del "Corriere" si susseguivano concentrici:contro la Rai-tv,contro la stessa Federazione italiana gioco calcio,accusata di "freddezza": <>.
Poi il quotidiano piduista di via Solferino riportava con risalto l'opinione dell'ex presidente della Corte costituzionale e ex presidente della Rai Aldo Sandulli,il quale dichiarava: <>. A Sandulli-che era il legale dell'editore del "Corriere della sera",il piduista Angelo Rizzoli (fascicolo num 0532)-replicò il consigliere Dc della Rai Nicolò Lipari: <>.
Alla domnada del perchè Canale 5 avesse comprato i diritti televisivi del Mundialito pur sapendo che non avrebbe potuto utilizzarli,Berlusconi rispose: <>. E dopo avere definito il "no" del ministro delle Poste all'utilizzo del satellite Rai <>,il piduista di Canale 5 ribadì le sue enigmatiche certezze: <>. Il "fratello" 1816 sapeva bene che il lavorìo occulto della Loggia segreta era in corso.

(pagine 19-20)

Verso la metà di dicembre,quando mancavano ormai due settimane all'inizio del torneo,la vicenda Mundialito sembrava arenata in un vicolo cieco.Se la situazione non avesse trovato un rapido sbocco,la giunta golpista al potere in Uruguay rischiava di veder vanificata la sua operazione propagandistica  verso l'Europa:una operazione ancora più indispensabile e urgente, dopo che il referendum plesbiscitario del 30 novembre si era risolto in una chiara sconfitta della dittatura.
In Italia la campagna dei media piduisti crebbe di intensità,stringendo d'assedio la tv di Stato e la classe politica,e sobillando la pubblica opinione.Il più diffuso settimanale italiano "Sorrisi e Canzoni Tv" (controllato dalla Rizzoli piduista),arrivò a dedicare all'eveto-Mundialito un servizio lungo ben dieci pagine, con tanto di foto berlusconiana e dichiarazione del piduista 1816: <>.
Sull'onda delle pressioni mediatiche qualcosa cominciò a muoversi.Circolò voce di nuovi contatti tra la Federazione calcistica uruguaiana,l'Eurovisione,la Rai-tv, e il piduista milanese detentore dei diritti di teletrasmissione.L'intricata vicenda si era ormai trasformata in un formidabile battage pubblicitario:non solo per il torneo calcistico,ma anche e sopratutto per l'illegale network Canale 5 e per il suo rappresentante Silvio Berlusconi.I giornali controllati dalla P2 presentante Silvio Berlusconi.I giornali controllati dalla P2 facevano da megafono al "fratello" 1816,che veniva ritratto come Davide contro Golia,un eroico imprenditore privato in lotta solitaria contro la gigantesca tv di Stato per permettere a milioni di italiani di assistere al "Supermondiale"calcistico che la Rai voleva invece negare ai teleutenti.Il "privato" buono e gratis, contro il "pubblico" brutto,cattivo e a pagamento (il canone).
Il "Corriere della sera" diretto dal piduista Di Bella arrivò a scrivere: <>.
I giornali italiani controllati dalla P2 alternavano pressioni,minacce e lusinghe rivolte al ministro delle Poste;sobillavano i milioni di sportivi italiani contro la Rai-tv;alimentavano l'attesa per il torneo calcistico fino a renderla febbrile.
Ma avevano sempre la massima cura di nascondere la realtà socio-politica della dittuatura uruguaiana.
Fu il Psi craxiano a rompere gli indugi uscendo allo scoperto.Il quotidiano del partito "Avanti" invitò perentoriamente la Rai a trovare un accordo con Canale 5 accampando la seguente motivazione:<< Il cittadino si domanda perchè questo accordo non avvenga ,anche alla luce del canone piuttosto salato che lo stesso cittadino fa pervenire nelle casse della Rai-tv>>. Quella dei craxiani era una sortita "mirata":infatti Berlusconi intendeva anche costringere la Rai a sborsare il costo degli onorosissimi diritti esteri comprati da Rete Italia ma inutilizzabili a causa del perdurante veto dell'Eurovisione.Evocando <>anche il presidente del Coni,il craxiano Franco Carraro, sollecitò la Rai a raggiungere un accordo con Canale 5 che garantisse la trasmissione del Mundialito in Italia e in Europa.
In Olanda,intanto,sit-in e campagne di stampa contestavano la partecipazione della Nazionale dei tulipani all'imminente torneo organizzato dalla dittatura uruguaiana.Lo stesso ministro degli Esteri olandese,su inchiesta del Parlamento, invitò la Federazione  calcistica a riconsiderare l'autonoma decisione di prendere parte al Mundialito nell'Uruguay insanguinato dal militari golpisti.
In Italia,quarantuno calciatori di serie A sottoscrissero una pubblica denuncia contro la dittatura uruguaiana.Ma il "Corriere della sera" censurò la denuncia, e sotto il titolo <> l'8 dicembre informò i lettori che <>. L'articolo si dilungava in una dettagliata descrizione geografico-turistico-gastronomica  dell'Uruguay  senza fare il minimo accenno alla dittatura militare che da anni insanguinava e opprimeva il Paese.Neppure dove il più diffuso quotidiano italiano invitava il lettore a visitare <>.
Del resto il venerabile Gelli aveva molto a cuore i destini dell'Uruguay.La faraonica villa di Montevideo  concessagli dalla giunta militare,dove era custodito l'archivio della Loggia segreta,era la base operativa dei traffici affaristici del capo della P2 in Sudamerica (aveva interessi finanziari e possedimenti anche in Brasile,Argentina e Paraguay).Gelli vi si recava spesso,imbarcandosi a Roma con un passaporto diplomatico argentino (num 004504).

(pagine 21-22-23)

Nell'affaire Mundialito svolse un ruolo decisivo "La Gazzetta dello Sport",il più diffuso quotidiano sportivo italiano,edito dalla Rizzoli piduista.
Nell'edizione del 18 dicembre,sotto il cubitale titolo a nove colonne <>,"La Gazzetta" annunciò che <<>.
Nella stessa pagina, "La Gazzetta dello Sport" pubblicava la veemente reazione del "fratello"Berlusconi al no ufficiale del ministro: <>. Quindi il quotidiano sportivo della P2 riportava il diktat berlusconiano per trovare una soluzione:
<>.
Ma la Rai respinge entrambe le proposte berlusconiane,per cui i giornali della P2 intensificarono i loro attacchi alla tv di Stato e al ministro delle Poste.In prima pagina, "Il Giornale" li accusò di <>.Il "Corriere della sera" del 18 dicembre scrisse di <>,argomentando:<>.

Pagine (23-24-25)

Il 20 dicembre ecco il primo,incredibile colpo di scena,un vero miracolo italiano.Come aveva "previsto" il piduista 1816,il ministro delle Poste Di Giesi,ribaltando la posizione di totale chiusura affermata e ribadita fino al giorno prima,si disse all'improvviso disponibile a concedere a Canale 5  l'uso del satellite della Rai nel quadro di un accordo fra l'illegale netwek dell'affarista piduista e la tv di Stato,accordo che il ministro si impegnò pubblicamente a ricercare in prima persona al più presto.
<>, proclamò l'intrepido onorevole Di Giesi, subito salutato dalle lodi dei quotidiani piduisti (il "Corriere della sera"del 21 dicembre inneggiò alla <>).La soluzione che il ministro Di Giesi proponeva come repentino <> -una spartizione tra Canale 5 e la Rai, con un sostanzioso conguaglio in denaro pagato dalla tv di Stato alla Fininvest-era precisamente quella voluta da Berlusconi.
Subito dopo arrivò il secondo miracolo berlusconiano.Anche la tv di Stato, che fino al giorno prima aveva negato l'eventualità di accettare una simile soluzione e comunque di patteggiare un accordo con Canale 5,manifestò una improvvisa disponibilità all'intesa prospettata dal ministro.Il presidente della Rai,il socialista Sergio Zavoli,dichiarò:<>.
<>,confermò l'onorevole Di Giesi,precisando che <>,per cui <>. Nella notte fra il 19 e il 20 dicembre, qualcuno o qualcosa aveva "convinto" il potere politico, e sia il ministro delle Poste sia la tv di Stato avevano cambiato idea.
Il 23 dicembre un comunicato di Canale 5 annunciò: <>.
<>, esultò il piduista 1816 intervistato dalla "Gazzetta dello Sport" il 24 dicembre.E nell'occasione arrivò perfino a indossare una maschera vittimistica:<>.L'intervista a Berlusconi (preceduta da un apologetico ritratto del "magico imprenditore geniale infaticabile") era firmata da Maurizio Mosca, il cui fratello-Paolo Mosca,direttore della rizzoliana "Domenica del Corriere" -era affiliato alla P2 (tessera 2100).

Così "Il Giornale" del 29 dicembre,in prima pagina, potè annunciare trionfante: <<>.
L'affarista  piduista di Canale 5,dunque, non solo aveva piegato ai suoi voleri il ministro delle Poste e la tv di Stato,ma si era anche liberato degli inutilizzabili diritti esteri (bloccati dal veto dell'Eurovisione), che aveva rifilato in blocco alla Rai a prezzo maggiorato. La tv di Stato italiana che fino a poco prima aveva costituito l'ostacolo al compiersi della operazione-Mundialito in Europa,nel volgere dipoche ore ne era divenuta il cardine.A spese dei contribuenti italiani, e a beneficio delle tasche,degliafari e della popolarità del "magico impreditore" affiliato alla P2,il quale apparve,agli occhi di milioni di sportivi italiani,poco meno che un eroe.Una raffica dimiracoli italiani.
<>,annunciò Berlusconi alla compiacente "Gazzetta dello Sport".<>. In barba alla legge, e con il pieno avallo governativo e della stessa Rai, il network del piduista 1816 era sempre più platealmente una televisione a carattere nazionale.E approfittando del vuoto legislativo,assumeva di fatto connotazioni monopolistiche.

(pagine 25-26-27)

La tv di Stato tentò di giustificare l'incredibile conclusione della vicenda con una dichiarazione del suo vicepresidente Giampiero Orsello,riportata dalla "Gazzetta dello Sport" il 23 dicembre: <>.Così sempre il ministro delle Poste Michele Di Giesi,anche Giampiero Orsello era un esponente del Pdsi,il partito socialdemocratico guidato dal piduista Piero Longo.Ma il vicepresidente della Rai Orsello era anche incluso  nell'elenco degli affiliati della Loggia P2:fascicolo 0060.
Intanto,arrivati a Montevideo,i calciatori delle varie nazionali toccarono con mano il clima che opprimeva l'Uruguay:gli alberghi che li ospitavano erano presidiati dalle forze di polizia,sia all'interno che all'esterno.Il 1 gennaio quattro atleti della nazionale italiana (Cabrini,Tardelli,Gentile e Zaccarelli),usciti dall'albergo insieme a un fotografo,furono circondati da militari armati di mitra spianati, e per evitare il peggio dovette intervenire un ufficiale.Nella corrispondenza del quotidiano piduista "L'Occhio",diretto dal "fratello" Maurizio Costanzo (tessera 1819),il grave episodio venne attribuito non alla dittatura,ma al fatto che <>.

Il 6 gennaio 1981,mentre a Montevideo il Mundialito volgeva al termine,il quotidiano berlusconiano "Il Giornale" pubblicò con grande rilievo un'intervista a Artemio Franchi.L'11 gennaio anche il "Corriere della Sera"pubblicò un'intervista analoga (titolo:<>),seguito a ruota dalla "Gazzetta dello Sport" (titolo:Franchi invita a riflettere sul successo del torneo>>).
Ex presidente della Federazione italiana gioco  calcio,e da pochi mesi presidente del Uefa,Franchi era stato il "padrino sportivo",sul versante italiano,del Mundialito:infatti,nel 1979,nella sua veste di presidente della Figc,aveva personalmente voluto e deciso la partecipazione della Nazionale italiana al propagandistico torneo calcistico organizzato dalla dittatura militare uruguaiana.Naturalmente anche Artemio Franchi era presente nell'elenco degli affiliati alla Loggia segreta P2:fascicolo 0402.
All'inizio e alla fine dell'affaire Mundialito,sul conto bancario svizzero "Protezione" (num 633369,presso la Ubs-Unione Banche Svizzere di Lugano),la P2 convogliò due versamenti per un totale di 7 milioni di dollari.
Il primo accredito,di 3,5 milioni di dollari, era stato effettuato il 31 ottobre 1980,all'inizio della vicenda-Mundialito.Il secondo,dello stesso importo, il 3 febbraio 1981,un mese dopo la conclusione del torneo calcistico uruguaiano.Il denaro partì dalle casse estere del Banco Ambrosiano controllato dalla P2, e arrivò all'Unione Banche Svizzere di Lugano,sul conto "Protezione",il cui beneficiario era l'architetto socialista Silvano Larini,amico-prestanome del segretario del Psi Bettino Craxi e amico del piduista Berlusconi (era stato Larini ,all'inizio degli anni settanta,quando era direttore del Piano intercomunale milanese, a far incontrare il padrone di Canale 5 e il futuro segretario del Psi).
Secondo quanto stabilirà la magistratura milanese,la tangente piduista a Craxi non era però collegata al Mundialito,bensì a una manovra corruttiva organizzata da Gelli e Craxi con il vertice dell'Eni-l'ente petrolifero di Stato diretto da Giorgio Mazzanti (presidente) e Leonardo Di Donna (vicepresidente),entrmbi del Psi e entrambi affiliati alla P2.








giovedì 29 ottobre 2009

Le corna del diavolo. Di Carlo Petrini*. Prima parte


*La riproduzione parziale di opere letteraria è consentita dalla legge. Qualora l'autore, la casa editrice Kaos Edizioni o chiunque altro detenga i diritti sull'opera ritenga che la porzione di opera qui e in altri post riprodotta ecceda il limite consentito dalla Legge, è pregato di contattarci al nostro indirizzo di posta elettronica rossonerodivergogna@gmail.com. In questo modo provvederemo ad eliminare la parte eccedente. Ad ogni modo sottolineamo il fatto che l'opera è già stata trascritta da altri in formato elettronico ed è presente in altri siti web (verosimilmente senza il permesso dei detentori dei diritti) da cui abbiamo attinto.

Potere mediatico e furbizie,fanatismo e complicità politiche,miliardi neri e grigi:la vera storia del Milan berlusconiano. Febbraio 1986:come prendersi il Milan di Farina per due lire.Il diavolo berlusconiano:elicotteri e miliardi,propaganda e censura.Lo scudetto miracoloso del campionato 1987-88,fra ombre e sospetti.La nebbia di Belgrado e la Coppa dei campioni.I rapporti di Berlusconi con gli ultrà, e il delitto del 4 giugno 1989.Il complotto della monetina,e a porcata 21 marzo a Marsiglia. Il consigliere milanista dell'Utri:legami mafiosi e pulcini rossoneri.Il grande imbroglio dell'affare Lentini, e la partita Torino-Milan del 25 aprile del 1992.La montatura mediatica del capitano Baresi.La squadra-partito, e i giocatori propagandisti di Forza Italia.Il delitto dell'ultrà milanista a Genova del 29 gennaio 1995.Miliardi in nero ai giocatori milanisti,nascosti nei paradisi fiscali.Il decalogo padronale per l'allenatore Tabarez.Stagione 1998-99:il tentativo di partecipare alla Coppa Uefa senza averne diritto.Lo scudetto numero 16, e il sospetto Udinese-Milan del 18 aprile 1999.Gli insulti berlusconiani contro il commissario tecnico Zoff. Il rifiuto dei giocatori milanisti di sottoporsi all'esame antidoping sangue-urina (facoltativo).Il Milan del presidente del Consiglio Berlusconi e del presidente del Consiglio Berlusconi e del presidente della Lega calcio Galliani:un'orgia di potere e affari.

INTRODUZIONE Questo libro è un'altra battaglia della mia guerra personale contro le falsità e le omertà del mondo pallonaro. Non certo da moralista,perchè non lo sono mai stato,ma da uno che odio l'ipocrisia e gli piace chiamare le cose con il loro nome.Non da disgraziato ex calciatore oggi "pentito" (perchè non sono pentito di niente),ma da uno che non ci sta a passare per la mela marcia e il "maledetto" in un mondo di puri e angioletti. Questo è un altro dei libri che avrebbero dovuto scrivere i signori giornalisti esperti di calcio,ma loro un libro così non lo hanno mai scritto nè mai lo scriverebbero.Perchè i signori giornalisti (come categoria,e salvo eccezioni) sono dei servi del potere impegnati a fare i ruffiani per la loro carriera,per cui più che informare censurano,e passano il tempo a leccare il culo del potere pallonaro.Ce ne sono certi con delle lingue così allenate che sono pronte a passare dal fondoschiena dei presidenti, a quello dei lucianimoggi,a quelli dei campioni (finchè lo sono),insomma il culo di chiunque abbia un pò di potere. Nessuno dei cronisti delle gazzette sportive avrebbe mai scritto un libro come LE CORNA DEL DIAVOLO ,dato che il protagonista,oltre a essere il padrone del Milan e del calcio italiano,è anche il monopolista della tv privata e un capo politico.Non solo:è il piu importante editore italiano dei libri e giornali, è stato per anni presidente del Consiglio,è uno degli individui più ricchi del mondo. Insomma è da molti anni l'ometto più potente d'Italia, è infatti detiene il record mondiale di giornalisti-leccaculo:una metà sono suoi dipendenti,l'altra metà sbava per diventarlo.Logico che una categoria di servi del genere neanche si azzarda a raccontare come il signor Berlusconi abbia messo le mani sul Milan calcio, e come a colpi di miliardi "neri" e "grigi" lo abbia fatto diventare uno strumento per conquistare il potere politico. Lo ripeto ancora:non sono un moralista.Ma è ora che il mondo pallonaro venga raccontato per quello che veramente è:basta con le finzioni,le ipocrisie,la retorica e l'omertà.Come ex calciatore (anche del Milan ,stagione 1969-69),io posso permettermi di raccontare le cose come stanno:non ho interessi nell'ambiente,e della politica non me ne frega niente. Ringrazio, come al solito,gli amici della Kaos edizioni:senza il loro aiuto e il loro archivio,anche questo libro sarebbe rimasto un'idea. [...]
pagg 29-31



Ci sono testimoni che affermano che Berlusconi,da giovane, non era affatto tifosi del Milan ma dell'Inter.Se fosse vero non ci sarebbe niente da meravigliarsi:il capo della Fininvest e di Canale 5 è un tipo molto elastico,e anche le sue "passioni" sono in base ai suoi interessi e alla convenienza del momento.
La cosa sicura è che durante il Mundialito organizzato dalla Fininvest nell'estate del 1984 Berlusconi cominciò una trattativa per comprare l'Inter,il cui presidente-proprietario era all'epoca uno scoglionato Ivanoe Fraizzoli.Il tramite fra Berlusconi e il padrone interista era l'ex campione nerazzurro Sandro Mazzola,e l'affare fu effettivamnte sul punto di concludersi:

<>. (Gino Bacci,Berlusconi,il premier e il mister,Eco sport 2004,pag 13.



Altra cosa sicura è che, da padrone milanista,Berlusconi avrà sempre un atteggiamento molto ambiguo verso l'Inter e i tifosi nerazzurri:<>.E ancora:<>. (Stefano E. D'Anna e Gigi Moncalvo,Berlusconi in concert,Otzium 1994,pag 134.)


CONTINUA....

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