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mercoledì 13 gennaio 2016

30 anni – Polpette di Verza con Farina… di ceci



TRENTA anni fa. Sulla mia testa c’erano moltissimi capelli in più e dentro la mia testa c’erano mille sogni, duemila ideali ed un chiodo fisso: il Milan. Ventiquattro ore al giorno, trecentosessantacinque giorni all’anno. In realtà i chiodi fissi erano due ma il secondo, e chiedo scusa alle signore che leggono, lo potete facilmente immaginare.
La vita ti cambia, la vita ci cambia. Potete dire il contrario quanto vi pare ma, se vi guardate indietro, il ragazzo che eravate a quindici anni non c’è più. La tela è rimasta la stessa ma il dipinto che tutti vedono non è quello che volevate dipingere.
Oggi continuo a non andare più dal parrucchiere ma solo perché me lo porto a casa. È un francese che si chiama Gillette e ogni due giorni mi pettina come una palla da biliardo. Dentro la testa i segni hanno lasciato il posto alle preoccupazioni e gli ideali alle bollette che hanno causato quelle preoccupazioni ma i chiodi fissi son sempre due: la felicità delle mie figlie ed il Milan; nell’ordine esatto in cui sono state scritte. Ventiquattro ore al giorno, trecentosessantacinque giorni all’anno.
La vita ti cambia ma i difetti restano sempre gli stessi.
TRENTA anni fa anche Silvio Berlusconi aveva due chiodi fissi e, vi scongiuro, non fate facili battute; sto provando ad essere serio almeno per oggi. Da qualche tempo l’imprenditore brianzolo, oltre a rivoluzionare il mondo delle televisioni in Italia, stava pensando a come trasformare il Milan nel simbolo popolare e tangibile del proprio successo. Curiosamente i miei pensieri più felici di un Milan vincente coincidevano con i progetti che il gruppo Fininvest aveva preparato. L’altro chiodo fisso erano i comunisti che vedeva come il fumo negli occhi.
La vita ti cambia e, sicuramente, ha cambiato anche Silvio Berlusconi.
Oggi non sapremmo dire cosa ci sia nella testa del presidente onorario del Milan. Di sicuro non ci sono più i comunisti ma con altrettanta certezza possiamo dire che il Milan non è più una priorità né per lui né per il gruppo industriale che a lui fa capo.
Trenta anni fa, esattamente trenta anni fa, Giuseppe Farina abbandonava la presidenza del Milan lasciandola, temporaneamente, nella mani di Rosario Lo Verde traghettatore fino all’avvento, di li a poche settimane, di Silvio Berlusconi.
Giussy Farina, imprenditore vicentino classe 1933, compra il Milan, povero e retrocesso, nel Gennaio del 1982 e dopo quattro anni lo lascia, povero e virtualmente fallito, nelle mani del suo attuale proprietario dopo solo quattro anni di una presidenza che passerà alla storia come una delle peggiori della storia del Milan.
Oggi il gradasso del web rossonero ci fa sapere che tra “Farina e Berlusconi c’è un oceano” e che “per la verità e la Storia” lui c’è. Urca…
Tra Berlusconi e Farina c’è un oceano? Me la cavo a buon mercato con un “non lo so e non mi interessa”.
Potrei stare qui a spiegare al gradasso del sabato mattina che Farina dava in affitto il centro sportivo di Milanello agli sposi e che oggi c’è un posto chiamato Casa Milan dove, copio direttamente dal sito web,dopo la visita al museo la festa continua con l’aperitivo, la merenda e il taglio della torta con il brindisi aCucina Milanello insieme alla mascotte e con un fotografo dedicato, mentre al Milan Store è possibile acquistare regali unici a tema AC Milan per il festeggiato e per gli ospiti. I party a Casa Milan non sono solo dedicati ai piccoli rossoneri, tutti possono festeggiare un lieto evento tra Cucina Milanello e Museo Mondo Milan.Vuoi scoprire di più sulle feste a Casa Milan? ContattaciOppure potrei stare qui a spiegare che quel Milan ha quasi ceduto Franco Baresi alla Sampdoria mentre il Milan di Berlusconi ha sicuramente ceduto Shevchenko, Kakà, Thiago silva e Ibrahimovic.
Potrei dilungarmi ad illustrare perché dire che Baresi, Maldini, Galli, Evani, Tassotti e compagnia furono un lascito del Milan di Colombo e non di quello di Farina è come dire che la maglia rossonera è un lascito del Milan di Colombo e non di quello di Farina. Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. La gestione Farina cede, fra i suoi gioielli, Battistini ed Incocciati. Il resto lo lascia, comprato per una cifra relativamente bassa, alla gestione successiva. Nel suo primo anno intero di gestione il Milan berlusconiano ha in rosa, ereditati dalla gestione precedente: Baresi, Costacurta, Galli, Maldini, Tassotti, Di Bartolomei, Evani, Stroppa, Wilkins, Hateley e Virdis. Otto di questi saranno fondamentali per i trionfi futuri.
Il Milan targato Berlusconi e Galliani non mette in campo un prodotto del vivaio decente dai tempi di Albertini ma Darmian gioca a Manchester e Astori gioca nella Fiorentina. Così giusto per gradire.
Potrei, ma non lo farò.
Mi limiterò a sottolineare che quando parlo del Milan di Farina lo faccio con la nostalgia di chi vedeva in quella squadra un Milan da amare comunque a dispetto di quanto fosse povero, indebitato ed avesse un modello “ruspante” di gestione. In quella squadra il suo popolo non faceva nessuna fatica a riconoscersi né faceva fatica a riempire gli stadi anche in Serie B. A quei tempi la sciarpa del Milan era una “reliquia”, una divisa da mostrare con orgoglio e Vinicio Verza un autentico idolo. Da ragazzo compravo le scarpe della Tepa Sport perché erano quelle di Vinicio.
Quel Milan è l’esatto opposto di quello attuale. Quello voleva ma non poteva, questo potrebbe ma, per motivi che esulano da qualsiasi logica, non vuole. E forse non è nemmeno interessato a volere.
Quel Milan era povero ma amatissimo, questo ha alle spalle uno dei principali potentati economici italiani ma lo stadio deserto ed il minimo storico di abbonati.
Quel Milan aveva una tifoseria appassionata e granitica nella sua coesione, questo ha un establishment che passa il tempo ad insultare i propri tifosi qualificandoli come “non evoluti” e “tastieristi” o facendogli i versacci nelle telecronache.
Io parlo di amore, passione, valori e radici. Parlo della tensione snervante che ha accompagnato i miei prepartita con la Pistoiese e con il Real Madrid. Parlo delle lacrime quando siamo retrocessi; era il giorno della comunione di mia sorella e, senza permesso, abbandonai il tavolo al ristorante per andare ad inginocchiarmi accanto alla portiera di una Giulietta con l’autoradio accesa per scoppiare in un pianto dirotto al fischio finale. Parlo delle lacrime al rigore di Sheva a Mnachester.
Parlo di etica cacciavite, parlo di vedere Milan-Como 0-2 sotto una nevicata furibonda e dell’amichevole Milan-Dinamo Kiev a 4 gradi sotto lo zero.
Mi si risponde con un elenco di trofei ignorando che questa squadra non ha più l’amore dei suoi tifosi.
Ha ragione il gradasso. Tra il Milan di Farina e quello di Berlusconi c’è un oceano.
Anche tra  noi e loro.
Incolmabile.
Andatevene, maledetti.
Pier

Belli anche i commenti...

mercoledì 16 dicembre 2015

Scusate l'assenza

...ma veramente tra "alti" poco alti e bassi a cui ormai siamo abituati non c'è granchè da scrivere. La trattativa con "Mister Bee", sembra arenata, la squadra vivacchia, non ci sono nemmeno grandi voci di mercato e l'unica vera notizia è l'intervista di Maldini, in cui dice senza mezzi termini che Galliani non capisce nulla di calcio, sai che novità. Fosse solo quello il problema. Il problema è che, anche quando si vincevano le Champions , differentemente da Real Madrid, Barcellona, Bayern non si facevano utili ma perdite, segno che il problema non è solo la gestione sportiva ma anche quella più squisitamente economica e manageriale. Potevamo parlare forse anche dell'arresto del nostro magazziniere, ex cognato di Galliani, che ci rubava in casa, per la serie: "siamo una grande famiglia"e di poco altro. Fino a quando, oggi, le clamorose eliminazioni di Fiorentina e Roma non hanno spalancato la strada per l'accesso alla finale di Coppa Italia, che vuol dire, Europa. Ma prima ci sarebbe da battere la Sampdoria...

giovedì 22 maggio 2014

Perché Zambrotta ha detto una marea di cazzate.

Prima di dire perché parliamo un secondo del caso Amelia-Bonera.
Il segnale è quello di una società allo sbando, con giocatori, probabilmente allettati dall'ennesimo immeritato rinnovo, che remano contro il resto del gruppo e contro l'allenatore.
I colpevoli sono i soliti. Il re Merda e Fester. Inutile girarci intorno.

Ma passiamo a Zambrotta. Vediamo una per una le sue minchiate:
1) "Ho avuto problemi con Allegri al secondo anno, quandoabbiamo perso lo scudetto per una gestione sbagliata dello spogliatoio. Devi avere tutti i giocatori che remano nella tua parte per vincere, Allegri invece in una gara decisiva disse chiaramente che se avesse avuto solo 14 calciatori sarebbe stato lo stesso. Allora mi sono guardato in faccia con Ibrahimovic per dire: ma questo che sta dicendo? In quell'occasione abbiamo perso lo Scudetto".

Minchiata: il Milan non ha "perso" lo scudetto. Il Milan era di molto inferiore alla Juventus come poi si è visto anche nelle annate successive. Non è vero che bisogna avere tutti i giocatori dalla tua parte per vincere, in una rosa c'è sempre qualche scontento e chi rema contro, sempre. Apparire giusti alla maggior parte della rosa e questo Allegri lo ha fatto sempre.

2) "Oppure con l'Arsenal, dopo aver perso 3-0, Allegri ci fece comunque i complimenti, non è stata una grande mossa. Ibrahimovic si arrabbiò e quasi vennero alle mani nello spogliatoio."

Ibrahimovic non è proprio un grande campione di intelligenza, non stai parlando di un leader vero come Baresi o Puyol, stai parlando di Ibrahimovic. Bene ha fatto Allegri a cercare di tirare su il morale della squadra. Questo deve fare l'allenatore, frenare gli entusiasmi nei momenti di esaltazione e far sentire fiducia nei momenti di sconforto. Se non lo capisce Zambrotta ha lo stesso destino di allenatore di Costacurta, Gattuso e compagnia brutta.

3)""Il terzino ora al Genoa venne costretto a chiedere la cessione la scorsa estate dopo che Allegri lo aveva praticamente isolato nel corso degli allenamenti estivi. In un Milan che ha all’interno del suo gruppo sempre meno giocatori che sanno cosa voglia dire appartenere alla maglia rossonera, uno come Antonini, che ha pianto quando ha dovuto lasciare il Milan, forse avrebbe fatto comodo e non solo come uomo spogliatoio"."

No, non avrebbe fatto comodo perché una pippa, pure ultratrentenne. Non basta essere milanisti per poter giocare nel Milan. Se ci teneva tanto, Rantonini, avrebbe dovuto allenarsi di più nell'arco di tutta la sua carriera per arrivare a un livello sufficiente da poter essere utile al Milan. Evidentemente così non è stato. Dobbiamo dire grazie ad Allegri per aver fatto piazza pulita di tutte le cariatidi, almeno questo, oltre agli ottimi risultati di questi anni, va riconosciuto al livornese. Zambrotta hai ancora tanto da imparare.

martedì 31 dicembre 2013

L'inizio della fine


L'unico faro in una società ridicola lascia. L'unico che sapeva di calcio.
Rimane la sua antitesi e il suo eterno antagonista: "stiamoappostocosì".

giovedì 19 settembre 2013

Tanta carne al fuoco

Io ce l'avevo il calendario con questa immagine qui!

Tanta carne al fuoco. E allora sarò sintetico.
-Con Torino e Celtic siamo usciti indenni, grazie all'arbitro e al culo, ma abbiamo fatto schifo. La colpa , se giochiamo con Constant,Zaccardo, Muntari, Birsa e altre pippe, non è certo dell'allenatore. Ricordiamocelo sempre.
-Kaka , di nuovo infortunato, fa una redondata. Retorica e mediatica, inutilmente e sfacciatamente ipocrita. Disgusto.
-Il presidente merda, faccia meno video e cacci qualche soldino in più per la campagna acquisti, che la rosa è indecente.
-Povero Silvio, ormai è accerchiato dai comunisti. Dopo Zapata in panca anche un certo Iotti, sarà parente?
-Messi ha raggiunto e superato il record di Van Nistelrooy come secondo miglior marcatore della storia della Champions , alle spalle solo di Raul. E Superpippa? Ah , lui o meglio dire lei, contava pure i gol fatti al campetto sotto casa sua. O ancora peggio, in Intertoto...
-E Forza Italia, e siamo fortissimi!

Lo zio Fester mentre sostiene il culo di Allegri


venerdì 2 agosto 2013

In nome del Popolo Italiano



La Corte suddetta rigetta i ricorsi di Agrama Frank, Galetto Gabriella, Lorenzano Daniele, che condanna al pagamento delle spese processuali. Annulla la sentenza impugnata nei confronti di Berlusconi Silvio limitatamente alla statuizione relativa alla condanna alla pena accessoria dell’interdizione temporanea per anni 5 dai pubblici uffici, per violazione dell’articolo 12, comma 2, dlgs 10 marzo 2000, numero 74 e dispone trasmettersi gli atti ad altra sezione della Corte d’appello di Milano perché ridetermini la pena accessoria nei limiti temporali fissati dal citato articolo 12, ai sensi dell’articolo 133 c.p., valutazione non consentita alla Corte di legittimità. Rigetta nel resto il ricorso di Berlusconi nei cui confronti dichiara, ai sensi dell’articolo 624, comma 2, cpp, irrevocabili tutte le altri parti della sentenza impugnata. Condanna tutti gli imputati, in solido, al pagamento in favore della parte civile, Agenzia delle Entrate, delle spese dalla stessa sostenute in questo grado di giudizio, liquidate in complessivi euro 5mila, oltre accessori come per legge.


AMEN


martedì 16 luglio 2013

Molestò allievo: 3 anni a don Corsani già confessore di Berlusconi

Dal sito del Resto del Carlino.



I fatti risalgono al 2007 quando il sacerdote, molto vicino alla famiglia del Cavaliere, si trovava a Rimini.

Rimini, 15 luglio 2013 - E' stato condannato con rito abbreviato a tre anni di reclusione, per violenza sessuale su un ex allievo, don Gabriele Corsani, 45 anni, economo del collegio salesiano di Pavia.
I fatti risalgono al 2007, quando don Corsani si trovava a Rimini con alcuni giovani per un seminario. L'ex allievo, all'epoca appena ventenne, è stato attirato in una camera d'albergo e palpeggiato sui genitali. Per questo il Giudice ha riconosciuto colpevole il sacerdote, stabilendo, oltre alla condanna a tre anni, anche una provvisionale di 5mila euro (ma la parte civile, rappresentata dall'avvocato Monica Gnesi di Monza, ne aveva chiesti 20mila). L'inchiesta della Procura di Rimini era partita nel luglio del 2011, grazie alla denuncia del ragazzo, ormai divenuto 24enne. Don Corsani è conosciuto per essere considerato 'Il confessore' di Silvio Berlusconi, essendo molto vicino alla famiglia del Cavaliere. E' stato il primo sacerdote ad arrivare nella casa milanese di Rosa Bossi Berlusconi, alla notizia della sua morte, nel febbraio 2008.

venerdì 2 novembre 2012

Being Tiziano Crudeli


Mi alzo. Sono Tiziano Crudeli. Sono milanista. Il mio sangue è rosso-nero. Vivo per il calcio, vivo per il Milan. Vado al lavoro.
Una volta lavoravo a Telelombardia, alla Bovisa. Telelombardia è una tv locale. Vive di cronaca nera, di politici che gridano e soprattutto di calcio. Ma non ha soldi per i diritti. Quindi fa vedere uomini (e qualche donna) che guardano le partite. Commentano, discutono e litigano.
C’e sempre qualche milanista, qualche interista, un po’ di juventini e ogni tanto un romanista. Una giovane donna legge le mail degli spettattori. Si parla molto degli arbitri. Per molti anni sono stato il capo dei milanisti a Telelombardia. Facevo coppia fissa con Elio Corno, che era il capo degli interisti. Litigivamo (un po’ per finta), gridavo, sono diventato famoso. Ogni tanto andavo in curva a San Siro, con i tifosi veri.
Poi sono stato “comprato”, insieme a Corno, dal network 7Gold. Lì facciamo più o meno la stessa cosa. Gridiamo, ci prendiamo in giro, facciamo una cronaca molto faziosa. Abbiamo molti imitatori. Sono diventato famoso, e non solo in Italia. Quest’anno ho fatto molta pubblicità nel Regno Unito, anche con un certo Chris Kamara, una specie di Tiziano Crudeli inglese.
Il mio non è un “italiano basico”, per parafrasare Umberto Eco. Non è proprio italiano. Parlo solo di calcio. Parlo calciano. Uso frasi del tipo “avete rubato”, “non c’era rigore”, “gol, gol, gol, gol, gol, gol, gol” e così via. È un nuovo linguaggio. Il linguaggio del calcio in tv (senza il calcio giocato). E poi io non parlo mai: grido. Sempre. Questa è la mia vita. Milan. Televisione. Milan. Partite. Piango, rido, mi dispero, esulto. Ma tutto è legato al Milan. Vado a letto. Domani è un altro giorno. Sono Tiziano Crudeli. Sono milanista.

venerdì 26 ottobre 2012

Lampi di luce.

Anni fa, 10 e anche di più, qualcuno diceva che se il Milan fosse stato ancora gestito in quel modo li (era la epoca dei vari Redondo, Inzaghi, Rui Costa, Rivaldo, etc... e della distruzione del nostro settore giovanile) presto o tardi avrebbe rischiato di finire in Serie B. Quanti insulti abbiamo dovuto sentire negli anni ma sembra che il tempo, sempre galantuomo, purtroppo ci abbia dato ragione. Verò Ro-idiota?
Oggi ci si chiede di chi sia la colpa. Di Allegri (no di certo), dei giocatori (voi rifiutereste un contratto col Milan? mica è colpa loro se sono pippe), Fester, il Nano.
Ecco gli ultimi due si, sono i veri colpevoli. Ma non solo loro. Anche tutti voi ro-idioti che negli anni invece di contestarli e metterli nelle condizioni di doversene andare gli hanno incensati e lodati.
E' colpa di questa gente qui se il Milan è in queste condizioni adesso.
In tutto questa merda forse qualcuno sta capendo, finalmente.
Leggo, per esempio, sul più lecchino e filosocietario blog "milanista" commenti come questo.
"Guardate ad esempio il Borussia Dortmund, è venuto fuori da una situazione tremenda che nel 2005 l'ha portato quasi al fallimento, ha dei manager di altissimo livello che gestiscono al meglio le risorse del club. Hanno una fatturato di 190 milioni, circa 50/60 meno del nostro, non hanno un euro di debiti, non spendono un euro in più di quello che incassano, hanno uno stadio di 80000 posti sempre strapieno, hanno vinto 2 campionati consecutivi e si sono tolti anche la soddisfazione di battere il Real che ha centinaia di milioni di debiti e spende valanghe di soldi ogni hanno. Noi invece abbiamo un geometra incapace che pensa di essere il miglior dirigente in italia che ogni hanno crea un buco da 60/70 milioni di euro, che compra giocatori ridicoli a cui da ingaggi fuori dal mondo, sempre dai soliti procuratori per fare markette, che ha sempre a disposizione la scusa degli stadi di proprietà e della fiscalità spagnola e che senza i continui investimenti del Presidente si è dimostrato un vero incapace. Io sono il primo che auspica una nuova proprietà, forse basterebbe solo un manager di alto livello e un direttore sportivo all'altezza con Berlusconi presidente per vedere grande il nostro MILAN."
O sul blog, invece forse migliore (dopo il nostro, ovviamente) un post come questo (clicca sul link per leggere).
Piccole scintille di speranza.




domenica 16 settembre 2012

Il senso di tutto...

...riassunto in un commento di Milannight:.

"Burlesquoni vendi il Milan, per avere il pareggio di bilancio preferisco un Pozzo e il suo staff che almeno capiscono quali sono i giovani da acquistare (Niang? Zapata? Gabriel? Constant?)"

Quello che abbiamo sostenuto da sempre. Son bravi tutti a fare gli Abramovich quando si possono spendere tanti soldi. Sono in pochi a  saper fare i Pozzo.


sabato 14 luglio 2012

Le comiche. Finali?

Usati come supermarket da Leonardo, derisi, umiliati. Altro ancora? Il declino della corte del re Merda è sempre più triste. Rischia di diventare insopportabilmente lungo per tutti i tifosi.

venerdì 13 luglio 2012

Alla corte del re Merda


Inutile dire che gli stessi che applaudirono l'acquisto di Ibra 2 anni fa, gli stessi che non più di 10 giorni fa si prodigavano in elogi per il "blindaggio" di Thiago Silva (aumento ingaggio), ora applaudono questa operazione da 60, 65, 150, 170 milioni di euro (chi offre di più? sono 65 come per la cessione del solo Kaka).
Ma sono fatti così, applaudono sempre e comunque. Mi fanno più pena forse quelli che solo adesso si incazzano. Si sono fatti una lunga, lunga, dormita. Alla corte del re Merda. Colui che trasforma in merda tutto quello che tocca.

martedì 12 giugno 2012

Luca Serafini: "Il Milan si è dimesso da grande club. Ora Berlusconi parli"

da Tuttomercatoweb.


Luca Serafini ci dice la sua sulla cessione che sembra sempre più imminente di Thiago Silva e il suo punto di vista riguardo le strategie societarie.
Luca Serafini, possiamo rassegnarci: Thiago Silva al Paris Saint-Germain?
“Dai toni che sento, dai canali ufficiali la direzione è quella. Sento un clima rassegnato da persone molto vicine alla Socieà o addirittura dentro la Società”.
Nonostante si sapesse da tempo delle richieste per il brasiliano questo sembra un fulmine a ciel sereno
“Il mercato è in mano a sceicchi, petrolieri russi, magnati oppure gli spagnoli che hanno fatto campagne acquisti con le agevolazioni fiscali e i prestiti delle banche. Nessuno può sapere, né Galliani né Thiago Silva, cosa sarebbe potuto succedere perché da un momento all’altro arriva l’emiro, il vincitore della lotteria, Paperon de’ Paperoni o qualcun altro con i soldi. Quindi non ci si può stupire più di niente. Quello di cui stupirsi, semmai, è come mai il Milan, che è una società fortissima con un presidente solido, se non è in grado di fare una campagna acquisti importanti almeno non sia capace di fare una campagna cessioni importanti, ovvero trattenere i campioni. Sta dimostrando di non essere in grado di fare né una né l’altra cosa”. 
Da qualche anno già il Milan sta cedendo i propri gioielli
“Dalla partenza di Shevchenko, che aveva chiesto lui di andar via, siamo passati a cedere Kakà, Pirlo e Thiago Silva. E questi ultimi tre non hanno certo chiesto di andar via, ma sono stati fatti andar via. Insomma, è cambiata la filosofia della Società che ha le sue colpe non facendo chiarezza. Fedele Confalonieri sulla vicenda Kakà disse che la comunicazione sulla vicenda riguardante il brasiliano era stata sbagliata, non era stata fatta chiarezza e i tifosi si sono arrabbiati”.
Credi che la Società debba prendere una posizione ufficiale per fare chiarezza con i tifosi?
“Quando chiedo che Berlusconi parli lo faccio perché ritengo necessario che lui spieghi dopo 26 anni di presidenza il perché cominci a dar via Shevchenko, Kakà, Pirlo e adesso Thiago Silva, tra l’altro quest’ultimo in un’estate in cui se ne sono andati 6 senatori. La gente è ovvio che sia sconcertata, perché non si capisce dove si vuole andare. Si parla di tagli e basta, mai lavorare su qualcosa che funzioni. Perché se vuoi restare competitivo devi rinforzare le cose in cui sei forte”.
Qual è lo scenario che ti aspetti?
“A riguardo ho fatto una frase: il Milan si è dimesso da grande club. Faccio un esempio: quando un campione arriva a una certa età e vede che uno più giovane lo batte inizi ad arrenderti, così come quando arriva uno più ricco di te e ti porta i giocatori. Il problema è che i giocatori in questione sono i migliori nel loro ruolo e per bene che ti vada puoi sostituire un numero uno con un numero 2. Siccome non è questo il caso questo diventa ulteriormente preoccupante e la frase “offerta irrinunciabile” non mi sta bene con una proprietà come quella di Berlusconi. Capisco trattative impossibili dalle cifre assurde, come Fabregas a 45 milioni. Ma di cedere giocatori come Thiago Silva no. Si riparte semmai da lui, ma non si tocca. Poi è chiaro che anche i tifosi che si vedono arrivare, con tutto il rispetto, Mesbah e dopo qualche mese salutano Thiago Silva abbiano il diritto di incazzarsi. Poi, hai già perso Nesta e vendi Thiago Silva? Incredibile. Per non parlare del fatto che hai perso altri campioni, come Seedorf che puoi criticarlo quanto vuoi ma è sempre un grande giocatore e non puoi rimpiazzarlo con Traoré. Sono cose queste che dovrebbe spiegare non Galliani, ma Berlusconi”.
L’ipotesi degli emiri potenziali acquirenti del Milan?
“Pista non percorribile. Gli emiri sono ricchi ma mica scemi. Loro comprano gli stadi, loro comprano i giocatori. Non entrano in Società con un altro, ma lo fanno per investire. Il Milan di proprietà ha solo Milanello e non dimentichiamo che ha 60 milioni di disavanzo che vengono regolarmente coperti da Fininvest. Quindi, perché gli emiri dovrebbero entrare in una società che è in perdita?”.
Pensi che arriverà almeno qualche nome a risollevare l’umore della piazza?
“Secondo me si resta sulla scia dei Nocerino, degli Emanuelson. Giocatori low cost o a parametro zero che se ci va bene ci portano al secondo posto, mentre la Champions League ce la possiamo scordare nei secoli dei secoli”.
Pessimista, quindi
“È la realtà dei fatti. E non sono critico tanto per quello che stanno facendo ma per quello che non stanno dicendo. C’è mancanza di comunicazione, di strategie, di obiettivi. E il bello è che quest’anno ho sentito dire: “la rosa è come quella del Barcellona”. Ma stiamo scherzando?”.


IL MIO COMMENTO: Luca Serafini è sempre stato organico alla società. Se persino lui dice queste cose significa proprio che il re è nudo.

sabato 17 marzo 2012

Panico Barcellona. Ma bisogna pensare al Parma

Il sorteggio è stato, per una volta, poco clemente per il Milan. Con il suo potere , il Milan non è tagliato fuori dalla competizione ma il livello delle due squadre non è neanche lontanamente paragonabile. Intanto è già iniziata la guerra psicologica. Leggete qua...

"Uno schiaffo alla miseria. Di più, un insulto alla passione per il calcio. Di che parliamo? Del prezzo fissato dal Barcellona per il settore ospiti per la sfida del Camp Nou con il Milan del 3 aprile. Il ritorno dei quarti di finale di Champions League, manco avessi detto la finale.
 
89 euro. Una cifra che fa impallidire i 62 euro di Chelsea-Napoli. E soprattutto che ha poche giustificazioni. Londra è una città cara, dove un pacchetto di sigarette costa oltre 10 sterline. Dunque il tutto è rapportato, anche il biglietto di una partita di calcio. E se poi ci mettiamo che il settore ospiti a Stamford Bridge è praticamente a bordo campo, siamo disposti a chiudere un occhio.
 
A Barcellona i tifosi rossoneri saranno invece in piccionaia. Chi è stato al Camp Nou lo sa. Grande impianto, da oltre 100mila posti. E se non sei in tribuna è normale che tu finisca lontanuccio da Messi e Thiago Silva. Niente di male, anche a San Siro gli ospiti sono assiepati da qualche anno al terzo anello. Ciò che resta difficile da capire è il perché di un prezzo così alto. La Spagna è in piena recessione, gli affitti e il costo degli immobili sono calati vertiginosamente, il costo della vita è più basso che in Italia. E allora da dove escono questi 89 euro? Semplice, da un piano (diabolico). Il Barcellona sa che per i tifosi del Milan questa potrebbe essere la trasferta dell'anno e lucra sul loro amore per il Diavolo. Una vergogna, soprattutto per chi parla di popolo a ogni spron battuto. Ma se non sei catalano, allora non esisti, evidentemente. Complimenti." MaGu

Per fortuna c'è chi sa come rispondere a tono... 

"Non ci vuole un grande cervello per capire il perché di quel prezzo. Non c'entra un cacchio la crisi o la posizione nello stadio. C'entra il libero mercato e la possibilità della società di imporre i prezzi che ritiene più congrui per avere il massimo guadagno. La società Barcellona sa che riempirà lo stadio al 100% anche se metterà i prezzi a 150€ l'uno. Chelsea Napoli è a Londra ma non conta niente! Il Napoli non ha l'appeal del Milan e il Chelsea sta facendo schifo quest'anno e non è più minimamente paragonabile con il Barcellona. In più erano ottavi di finale e non quarti. Insomma il solito articolo alla membro di segugio. Prezzo giustissimo!"

mercoledì 9 novembre 2011

"La Juventus non c'entrava con Moggi"

Di Stefano Olivari per il Guerin Sportivo.




Dopo la sentenza di Napoli c’è adesso una strana voglia di seppellire Calciopoli, dopo anni in cui ne abbiamo parlato ogni giorno aspettando come una specie di giudizio di Dio gli esiti del processo di primo grado. Luciano Moggi è adesso ufficialmente l’uomo copertina di tanti anni di calcio marcio, l’ha stabilito la giustizia sportiva radiandolo e adesso anche quella penale condannandolo per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva (in primo grado: rimangono appello, cassazione, UE, Onu e Gran Mogol delle Giovani Marmotte, come confermeranno gli insigni giuristi che impazzano anche sul forum del Guerino) a cinque anni e quattro mesi per le note vicende. E’ solo un dettaglio che insieme a lui sia stato condannato mezzo calcio italiano, con pene minori: gli ex designatori Bergamo e Pairetto, l’ex vicepresidente Figc Mazzini, i fratelli Della Valle, Lotito, Meani, De Santis, Foti, Racalbuto, eccetera. Proprio oggi, insomma, non aderiamo al linciaggio di un uomo al quale tutti hanno chiesto favori: da politici a giornalisti (e molti si dovrebbero vergognare, non solo quelli citati nelle intercettazioni), passando per i mille addetti ai lavori in cerca di ingaggio. E troviamo qualcosa che sta a metà fra il comico e lo squallido la posizione della Juventus, che si attendeva un’assoluzione o comunque pene lievissime per dare il via al solito circo mediatico, ma che aveva già pronto il piano B. Evidenziato in un comunicato che sembra un testo di Zelig: ”La sentenza afferma la totale estraneità ai fatti contestati della Juventus, che presso il tribunale di Napoli era citata in giudizio come responsabile civile a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’articolo 2049 c.c. Tale decisione, assunta all’esito di un dibattimento approfondito e all’analisi di tutte le prove, stride con la realtà di una giustizia sportiva sommaria dalla quale Juventus è stata l’unica società gravemente colpita e l’unica a dover pagare con due titoli sottratti, dopo aver conseguito le vittorie sul campo, con una retrocessione e con relativi ingenti danni”. La Juventus, chiude la nota, ”Proseguirà nelle sue battaglie legittime per ripristinare la parità di trattamento”. Traduzione in italiano: Moggi scaricato brutalmente anche da Andrea Agnelli, dopo esserlo stato nel 2006 dal ramo Elkann. Non si capisce però la ragione di tanta esultanza, visto che Moggi per 12 anni è stato il massimo dirigente di una Juventus vincente e che la sentenza penale, molto più di quella sportiva, mette in discussione la credibilità non solo di una singola stagione ma proprio di tutta un epoca. E’ quindi una sentenza storica, proprio nel senso che dà una prospettiva storica ai mille episodi e sotto-episodi di cui parliamo da anni. E che non riguardano solo la Juventus, anche a voler limitare il campo al tribunale di Napoli (quindi Fiorentina, Lazio, Milan e Reggina). A meno che un ‘sistema’ sia nato il primo luglio 2004 e morto il 30 giugno 2005, con prima e dopo tutti onesti. Nei prossimi mille articoli analizzeremo le singole posizioni, anche alla luce delle motivazioni che ancora non si sono lette, ma adesso anche a caldo ci sottraiamo al becero tiro a un Moggi i cui metodi disprezzavamo già molto prima del periodo juventino. Non dovendogli niente, nemmeno un biglietto omaggio o un autografo, ce lo possiamo permettere.

Twitter @StefanoOlivari

martedì 1 novembre 2011

La mia risposta agli àscari presidenziali.

In riferimento al post di Diabolico Milan pubblico la mia risposta data la censura in atto dagli ascari berlusconiani.


“dotati o dopati?”. questo è stato il mio commentino che ha fatto scatenare l’inferno. Eppure ho riporto solo quello che detto in maniera velata Repubblica http://www.repubblica.it/sport/calcio/2011/11/01/news/malati_calcio_italiano-24230523/ o più esplicitamente Il Fatto Quotidiano http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/01/il-sospetto-corre-sul-web-ce-il-doping-dietro-il-malore-di-antonio-cassano/167743/.


ed ecco qui piovere insulti, questi si da frustrati “Ed eccola li la Merda!”, “Troll, vai a fartela buttare nel culo!” (come Inzaghi?), “sciacallo di merda!”, ” povero imbecille frustrato”, “L’idiota l’ho messo in naftalina io.” fino ad arrivare persino alle minacce : “RdV, pezzo di merda, stai attento che prima o poi capiterà che qualcuno ti incontri per strada eh…”.
Tutto perché? perché ho usato la parola doping. Non si può. Ed ecco che gli ascari presidenziali si precipitano a censurare.


“per lui queste son soddisfazioni. ”


certo che sono soddisfazioni sentir parlare finalmente di doping al Milan dopo che sono 10 anni che ne parlo!
tranquilli che alla fine esce tutto a galla.


me ne torno a respirare aria pulita, statemi tutti bene, non eccedete con il travaso di bile (a proposito grande impresa in terra bielorussa!) e con quello di EPO.



Che schifo.

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