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sabato 5 maggio 2012

"Lo scarso"


Capocannoniere della Bundesliga (campionato , oggi , più importante della Serie A), davanti allo strombazzatissimo Gomez, alla rivelazione Lewandowski e al talentino Reus. Un centravanti che aspetta solo la palla per deviare in gol? Non proprio, Huntelaar è anche al secondo posto della classifica degli assist dietro al solo Ribery. E quindi straprimo nella classifica che somma gol e assist stilata da Kicker. Se lo Schalke ha chiuso il campionato al terzo posto dietro alle due corazzate Borussia Dortmund e Bayern , molto lo deve a lui. Qualcuno deve chiedere scusa a questo ragazzo. Qualcuno si dovrebbe mangiare le mani pensando che gli ha preferito Pato, Robinho e Cassano (o anche Borriello).

sabato 28 gennaio 2012

Dicevano che era scarso...

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In Italia le puttane ideologiche, che devono sempre spingere i giocatori che dicono loro, lo hanno avversato , nonostante abbia giocato poco, in un Milan modesto e pure spesso, causa scarsità altrui, e fuori ruolo. Eppure ha portato gol e punticini preziosi anche in quella stagione. Ora è il giocatore che guida la classifica di rendimento della Bundesliga con 24 tra gol (16, dietro solo a Gomez) e , udite udite assist (8 dietro solo a Ribery con 9). 8 assiste superpippa forse non gli ha fatti in tutta la carriera.... 16 gol in un girone sborriello neanche alla playstation... E il suo Schalke è primo insieme ai campioni del Borussia Dortmund e al solito Bayern.

martedì 3 gennaio 2012

Borriello, Huntelaar ... e Pato


Borriello, l'eterno panchinaro, alla soglia dei 30 anni, passerà da essere la riserva di Osvaldo e Bojan ad essere la riserva di Matri e Quagliarella. Non proprio una carriera da fuoriclasse per monopiede.
Huntelaar, l'eterno goleador, ora si mette pure a fare assist e, nel momento della pausa invernale della Bundesliga, è in testa alla classifica individuale, stilata da Kicker, che fa la somma tra i gol e gli assist, guidando lo Schalke nella lotta al titolo di Bundesliga, dopo l'ottima Champions e la vittoria in Pokal (Coppa di Germania) dell'anno scorso, dimostrando quanto sia stata una cappellata venderlo così precipitosamente.
Pato, l'eterna promessa, in predicato di passare al Psg di Leonardo e Ancelotti (dove potrebbe andare anche la meteora Kaka), ha deluso, almeno chi predicava per lui un futuro alla Messi o alla Cristiano Ronaldo (ciao Dna) ma potrebbe comunque rivelarsi, almeno, un buon affare economico per un Milan che deve ancora pagare Ibrahimovic. 

giovedì 14 ottobre 2010

Il ritorno del Cacciatore





Nel travolgente 4-1 con il quale l’Olanda ha sotterrato la Svezia sono almeno quattro i tulipani che meritano la copertina: Ibrahim Afellay, autore di una doppietta (i suoi primi gol in maglia oranje) e di uno splendido assist; Wesley Sneijder, impagabile nel lavorare per sottrazione (uno-due tocchi e il compagno è già lanciato verso la porta); Rafael van der Vaart, encomiabile per applicazione nel ruolo di centrocampista difensivo a fianco di Van Bommel; e Klaas-Jan Huntelaar, la cui doppietta gli ha permesso di raggiungere Marco van Basten nella top ten dei marcatori olandesi di tutti i tempi.

Ovviamente i gol vanno “pesati”, e quelli dell’ex Cigno di Utrecht hanno rivestito un ruolo fondamentale nella storia dei tulipani. Tuttavia i numeri di Huntelaar restano importanti: 24 gol in 40 partite (solamente 22 delle quali però da titolare), la media di una rete ogni 92 minuti, a segno in tutti i primi quattro incontri di qualificazione a Euro 2012. Huntelaar non è mai stato titolare in un grande torneo internazionale: nel 2006 dovette accontentarsi di vincere l’Europeo under-21 con l’Olanda, nel 2008 era riserva di Van Nistelrooy, nel 2010 gli è stato preferito Van Persie. In quest’ultimo caso, nonostante il ct Van Marwijk lo aveva inserito spesso nell’undici iniziale durante le qualificazioni, ha pesato la stagione trascorsa il semi-naftalina nel Milan.

Già, il Milan. L’ambiente, inutile negarlo, lo considerava un sostituto. Non è arrivato Dzeko? Accontentiamoci di Huntelaar. Il concetto è questo. L’utilizzo come attaccante destro in un tridente ha completato l’opera. Provate a far giocare Trezeguet o Inzaghi (dichiarato dallo stesso Huntelaar uno dei propri attaccanti di riferimento) in quel ruolo. Non è un caso che, una volta partito da Milano, l’olandese è tornato a fare (bene) il suo mestiere.

Nelle undici partite disputate finora da settembre a oggi, Huntelaar non ha scritto il proprio nome sul tabellino solamente in due occasioni: nel debutto in Bundesliga in casa dell’Hoffenheim, e nella prima giornata di Champions League contro il Lione. Per il resto, 8 gol nell’Olanda (tripletta a San Marino, doppietta contro Finlandia e Svezia, gol-partita in Moldavia) e 5 nello Schalke 04 (contro Borussia Dortmund, Friburgo, Borussia Mönchengladbach, Norimberga e, in Champions, Benfica). “Se non hai segnato, significa che non hai giocato bene”, ama ripetere Huntelaar. Una frase che racchiude la filosofia di un’intera carriera.

Fonte: Il mondo siamo noi

Leggi anche:
Huntelaar come Van Basten: record a confronto.
Olanda-Svezia: Huntelaar e Afellay mostruosi, male Ibra. 

Il commento di Rdv: citazione su superpippa a parte (mai sentita e comunque da contestualizzare) l'unica cosa che posso dire è che si tratta di un grande articolo. E di un grande giocatore. Troppo facile è stato per me prevedere che l'avremmo rimpianto.

venerdì 8 ottobre 2010

Pato: "Se vado via voglio andare al Barcellona"


Mentre Huntelaar segna l'undicesimo gol stagionale in 10 incontri disputati (4 su 5 in Bundesliga, dove è stato già due volte "Man of The Match" , Alexandre Pato resuscitato in nazionale rilascia una dichiarazione più che sibillina che fa il paio con il possibile ritorno, con la formula del prestito, di Kaka (e pure con la probabile partenza di Ronaldinho, destinazione da definire) ma soprattutto con i "rumors" che già circolavano quest'estate in ambiente Barcellona, quando Galliani era in Catalogna a trattare il "prestito" di Ibrahimovic.
Intanto la nazionale di Prandelli, con Cassano da 10 e Borriello da 9 "incanta" a Belfast.

venerdì 10 settembre 2010

Huntelaar-Ibra, Borriello-Robinho: il Milan c'ha guadagnato (?)



Il campo dirà. Non mi "Maraviglierebbe" più di tanto se dovesse dimostrare il contrario.
Di certo i nuovi acquisti stanno facendo fare tanti abbonamenti. Come a suo tempo Redondo e tanti altri...

martedì 31 agosto 2010

Chiuso il mercato. Qualche riflessione.





Galliani dice che la squadra è stellare. In realtà di stellare c'è solo l'attacco con i dubbi di vedere se Ibrahimovic riescirà ad adattarsi meglio a giocare prima punta nel 433 di Allegri meglio di quanto non abbia fatto in situazioni analoghe all'Ajax e al Barca. Molto meglio , secondo me, l'acquisto di Robinho, più giovane e soprattutto più utile, necessario: risolve un problema importante: quello dell'attaccante di fascia in grado di sostituire Ronaldinho e soprattutto Pato ma anche di giocare come quarto di centrocampo su entrambe le fasce con un modulo come il 442, quando ce ne fosse bisogno.
A mio avviso più che dagli infortuni la stagione sarà determinata dalla condizione fisica dei nostri centrocampisti e di Ambrosini in particolare: nessun 433 funziona senza uno o due centrocampisti che accorciano sulla prima punta altrimenti abbandonata al centro sola a se stessa. Nessun rimpianto per Sborriello di cui temo non ci siamo liberati definitivamente (13 milioni per lui sarebbero stati oro) mentre molti rimpianti per Huntelaar e Kaladze, che pur non potendo essere paragonati dal punto di vista della lunghezza della loro permanenza, lasciano un senso di incompiutezza: entrambi se schierati in ruoli a loro congeniali (centravanti per Huntelaar, centrocampista centrale per Kaladze, lo ricordate che furia quando c'era Cesarone in panchina?) avrebbero potuto esprimere tutto il loro, enorme, potenziale. (e se per Kaladze il tempo è ormai andato, di tempo Huntelaar ne avrebbe avuto ancora tanto davanti).


 In questo senso non mi sembra che passare da loro a Ibrahimovic e Yepes sia tutto sto salto di qualità, anzi. Certo Ibra può "lavorare" di più per la squadra, ma ripeto, gli riesce e gli riusciva meglio come seconda punta, con un giocatore davanti a cui appoggiarsi.


Ma è il mercato del Milan che da un senso di incompiutezza e lascia un retrogusto amaro: tutti questi soldi potevano essere usati molto meglio: tra il Papa e Yepes e Ibra e Robinho c'è un abisso ingiustificabile: si continuano a fare le cose a cazzo e non si impara mai dagli errori.
L'impressione è che sia tutta una disperata e inutile mossa elettorale, che diciamocelo, tra tutte le porcate fatte dal nano, una delle meno peggio. Una mossa disperata ed estemporanea che può essere il preludio a cessioni eccellenti, così come avvenne per Ronaldinho(arrivo) e Kaka(partenza).
Non a caso gli ascari del presidente nano hanno già iniziato a preparare il terreno per la cessione, scaricando Pato , diventato tutt'ad un tratto "fragile fisicamente"(promesso o addirittura già venduto a Barcellona? Così dice autorevole stampa catalana e così si spiegherebbero tante cose).
Per non parlare del fatto di quanti soldi da pagare ora rimarranno sul groppone del Milan, altro che regali presidenziali. Sempre la solita, brutta, storia
E poi magari nonostante tutto Zeru Tituli comunque. Ma per allora,per quando si assegnano i tituli, ovvero maggio, forse i voti di certi caproni rossoneri non saranno più necessari. Ed il punto è e lo dico a chi dice "chissenefrega perché caccia i soldi purchè li cacci", che venuto meno il motivo degli investimenti il nano vorrà rientrare, ed allora vorrò vederli, i caproni.
Il Milan non merita di essere trattato così.


Berlusconi Vattene
Galliani Vattene
E con loro tutti i loro servi così tanto eccitati in queste ore.

domenica 2 maggio 2010

LA VITTORIA OPERAIA


Battiamo la Fiorentina e mettiamo una seria ipoteca sul terzo posto, l’obiettivo di stagione, quello che si poteva chiedere a questo allenatore e a questa squadra. Battiamo la Fiorentina di rigore generoso, con fatica ma forza di volontà operaia. Battiamo la Fiorentina da gregari uniti per il proprio allenatore che sanno soffrire e sopravvivere anche a situazioni cui la maggior parte dei componenti della rosa non erano e non sono abituati, si chiama "sapersi adattare", l'avversario ha permesso. La battiamo in un modo che è il miglior schiaffo in faccia alla supponenza presuntuosa e mistificatrice di chi, quando si naviga lontano da lidi trionfali, è sempre pronto ad abbandonare la nave lanciando testarde denigrazioni mal giocate agli occhi dei tifosi dei colori e non del servilismo cieco. Non dobbiamo vergognarci di esultare per questa vittoria, questa vittoria è nel segno della verità che si ribella, della dignità che non accetta, dell’orgoglio che non abbassa lo sguardo, della fierezza che non si dimentica. Noi che conosciamo ben altre vittorie a livello formale di almanacco, godiamo della sostanza di questa. La vittoria operaia.

La partita è stata faticosa. Dida, per fortuna nostra, è in fase sì e quando viene chiamato in causa c’è, speriamo duri giusto il tempo di altre due partite. Zambrotta è definitivamente un ex-giocatore che ogni tanto si ricorda come si prende la posizione in area nel marcamento ma che poi si autoincespica sul pallone quando “si lancia” in avanti, non va mai sul fondo, non salta mai l’uomo né sovrapponendosi né palla al piede. Thiago Silva torna ai livelli più alti di questa stagione reggendo la baracca grazie ad un Gilardino impalpabile. Favalli fa una figura migliore del Bonera di Genova e sembra quasi Piqué se paragonato a Oddo versione centrale. Antonini è da qualche partita che non punta più la corsia laterale senza palla ma allo stesso tempo sembra migliorato in fase difensiva, Marchionni s’è visto ben poco, e poi peggio di Jankulovski e Abate è difficile fare. Pirlo non ha fatto una partita delle sue peggiori di quest’anno ma comunque di merda, ha sbagliato tutte le punizioni e i calci d’angolo, ha sbagliato un tiro dal limite e poi un altro e un altro ancora, su tre, ha toppato dei palloni pericolosissimi quando eravamo in vantaggio nel finale, ma almeno mi ha messo di buon umore con qualche suo dribbling vecchio stile dal lato corto dell’area. Ambrosini è fuori-fase, falcia molto e corre sempre meno e sempre più in ritardo, la doppia ammonizione ci sta, piuttosto dovremmo compatirlo, gioca più ora che quando aveva ventisette o ventotto anni. Seedorf è stato inesistente, una volta avevamo lui giovane e Rui Costa e Kakà, ora solo lui a fine carriera, urge un acquisto anche come trequartista (uno alla Sneijder per intenderci) così da farlo diventare da titolare inamovibile per forza maggiore ad alternativa di lusso per scelta, tranquilli arriverà Filippo Galli e lo porterà a nuova vita. Huntelaar non è un esterno destro d’attacco quindi non va né in profondità né salta l’uomo né taglia in area specialmente sul secondo palo( cosa che invece dovrebbe fare), detto questo quando vedi un giocatore che dà tutto lo salvi dicendo che è stato generoso, lui lo è stato. Borriello non m’ha convinto anche se ha conquistato il rigore vincente, pochi tagli dei suoi ad allargare, pochi venire incontro alla palla, poco lavoro da pivot alto, quasi nessuna conclusione nello specchio della porta, soffre molto una coppia di centrale fisicamente forte, non è la prima volta, e non è certo una nota di merito. Ronaldinho? Beh lui è uno dei motivi principali per cui giocheremo il girone di Champions League del prossimo anno. Prendere o lasciare è stato lui il giocatore più determinante della rosa. Anche stasera ha prima umiliato De Silvestri più volte, poi ingaggiato un duello con Frey sia di testa che di piede, e infine siglato il rigore della vittoria.

Abbiamo giocato col 4-2-1-3 perché è giusto così, è il sistema di gioco che ha dato le maggiori soddisfazioni a Leonardo ed è stato corretto affidarsi ad esso in questo momento di difficoltà. Quando si è trattato di cercare la vittoria con il risultato fermo alle reti inviolate ha optato per il suo consueto 4-2-4 dove, suo malgrado, ha dovuto mettere giocatori che se fosse per lui non vestirebbero più o non avrebbero vestito nemmeno da gennaio la maglia del Milan come un altro ex giocatore qual è ora Inzaghi e quello lì con la numero trenta, che pare si stia pure per riscattare. La Fiorentina è parsa squadra demotivata e deconcentrata, non ha messo la gamba, nel senso che c’era per dovere di firma ma in realtà pur dandoci parecchio filo da torcere tatticamente non è sembrata avere il mordente di chi si sta ancora giocando qualcosa, infatti è fuori da tutto con un allenatore, si dice, futuro Lippi italico. Dei loro mi è piaciuto il nuovo entrato, quel Ljajic, noi compriamo Adiyiah e loro questo qui, beh, una gran bella differenza, non c’è che dire. Ritengo dunque che abbia vinto la squadra che più ci teneva a vincere, che più ha creato, che più ha dato in campo, che più aveva motivazioni e voglia, a fine campionato sono fattori che pesano. Era così anche all'Edilnord?

ADAMOS8181

domenica 7 marzo 2010

QUANDO PAREGGI E COMINCI A PENSARE...





Leonardo spiazza tutti e sceglie Huntelaar al posto di Pato. Rispiazza tutti mettendolo attaccante esterno destro, durerà poco meno di un tempo la cosa. L’olandese fa il possibile, ammirevole in fase di non possesso palla nel tornare, perfino sorprendente in uno o due dribbling in fascia, ma non è il suo ruolo. Se dei tre “acquisti” di gennaio, tutti potenzialmente migliori dell’olandese in quella posizione, nessuno gioca un motivo ci sarà, Leonardo scemo non è. Qualcun altro o lo è o ci fa.

La Roma parte forte com’era logico attendersi. Siamo troppo bassi e slegati. Favoriamo i loro tiri dal limite con la distanza fra linea difensiva e linea di centrocampo ma soprattutto con orribili errori in fase di appoggio o rinvio, leggasi Bonera che se avesse un piede destro sarebbe un terzino destro ma così è solo un buon centrale che si riadatta lì perché Abate al netto dei pregi e difetti è peggio. Come vedete e sapete la coperta è corta ovunque la tiri. Però ce la giochiamo.

Ancora una volta sono Nesta e Thiago Silva a salire in cattedra alzando la squadra stile sfida dominata contro il Bari. Metro dopo metro saliamo e li allontaniamo da Abbiati. Non facciamo niente di che – sia chiaro – ma almeno abbassiamo il ritmo togliendo loro un po’ di possesso palla ed accorciando favoriamo la nostra capacità nel recuperare palla, nel lasciare poche volte la palla scoperta per i suggerimenti in profondità, nel riuscire ad effettuare le sovrapposizioni in fascia con gli esterni più vicini e con meno campo da coprire.

Niente di che. Qualche parata di Abbiati non troppo difficile. Un paio di conclusioni di Borriello fuori di testa  (non nel senso che è matto) e di piede. Flamini sempre troppo aggressivo ma positivo, se solo si controllasse un attimo questo ragazzo, cazzo. Antonini a tratti pare Serginho. Julio Baptista al Milan potrebbe servire. Pari giusto dopo il primo tempo. Ah sì un’altra cosa: sto cominciando a rompermi i coglioni di vedere il sig. Andrea Pirlo battere di merda le punizioni e i calci d’angolo. Possiamo fare qualcosa Leo? Grazie.

La ripresa parte con un canovaccio identico. Partita tattica con leggero predominio territoriale dei nostri. Questo significa che se c’è una squadra che dà la sensazione di poter andare in vantaggio è la nostra ma non sta facendo nulla di trascendentale per meritarlo. Tuttavia il Borriello che, su uno dei rari contropiedi concessi da una Roma tutta dietro la linea della palla, non mi passa la palla in mezzo all’Huntelaar per cercare la gloria personale mi fa rigirare i coglioni intorno al minuto cinquantacinque o giù di lì.

Ranieri che di calcio ne sa capisce di dover far alzare la squadra in qualche modo inserendo un uomo in grado di tenere palla davanti e magari conquistare qualche punizione dal limite (vero Thiago Silva?). L’uomo ce l’ha: è Toni. Infatti lo mette. Esce La Bestia che a me pareva avesse giocato decisamente meglio di Vucinic ma tant’è, io non sono certo l’uomo che ha portato il Chelsea al secondo posto prima dell’arrivo del Genio di Setubal e dei “pochissimi” acquisti che hanno portato i londinesi al trionfo, ah ma questa è un'altra storia, torniamo a noi.

Non ci sono grandi emozioni, anzi non ce ne sono proprio. Più ci si avvicina alla fine della partita più questa diventa brutta e perfino tatticamente poco interessante. Assistiamo al consueto allungarsi delle squadre per stanchezza con sfilze di lanci lunghi a saltare la mediana, obbrobriosi errori in fase d’impostazione elementare, scarsa circolazione di palla, pochi schemi e tanta improvvisazione. Il poco calcio passa per i piedi di Pizarro e Ronaldinho. Entrano Abate e Beckham per, rispettivamente, Antonini e Flamini a circa dieci minuti dalla fine. Cambia poco o nulla se non che Bonera passa naturalmente a sinistra. Perfino Inzaghi non mi suscita più la scossa del "qualcosa può succedere", infatti quando prende il posto di Borriello facciamo una smorfia d'indifferenza.

Allora comincio a pensare. Comincio a pensare che l’anno scorso il Gaspe un punto l’ha preso a San Siro contro l'Inter. Comincio a pensare che tre punti sui giallorossi comunque li teniamo col pari. Comincio a pensare e vedo Burdisso che salva su Huntelaar un gol fatto. Comincio a pensare e vedo Abbiati superarsi su Riise. Comincio a pensare che sia stato giusto così quando l’ottimo Tagliavento, ma non avevo dubbi su di lui, fischia la fine delle ostilità. Ripenso e mi dico: con Pato avremmo vinto con due gol di scarto sicuri.

Adamos8181

giovedì 25 febbraio 2010

Post-commento estemporaneo sul dopo partita di Inter-Chelsea e Fiorentina-MIlan

estratto da qui


Eccomi qui. ho visto le due partite (a dir la verità del Milan ho visto poco) fuori.

la prestazione del Milan immagino sia più o meno in linea con quelle degli ultimi due mesi. maluccio. dunque.

solita spinta arbitrale (5 punti in 3 giorni, complimenti), con questi arbitraggi impossibile che scappi la qualificazione in Champions. allora forse tra qualche partita sarebbe il caso di buttare dentro qualcuno di quei giovani di cui tanto sparlate per poter sfruttare questo finale di stagione per costruire per il futuro.

solito grande Huntelaar che più passa il tempo e più trova l'intesa con i compagni. dovrebbe giocare di più, molto di più. la sua media gol per minuto inizia a diventare mostruosa. credo un gol ogni 90 minuti o giù di li.
meno male che segnava solo in Olanda.
uno come lui non si può discutere.

L'Inter. gioca male ma vince contro uno squadrone. il risultato non è bellissimo ma è comunque una vittoria.
ormai è a tutti gli effetti una grande d'Europa e ha dimostrato che pur non facendo un partitone può giocarsela con tutti.
dove non arriva il gioco arrivano le palle. tanto che a volte gli avversari provano a strappare pure quelle (povero grandissmo Lucio. altro che nesta e thiago).
ha, forse per scelta giocato troppo dietro. eppure i palleggiatori in campo oggi non mancavano tra snejider, motta, stankovic, zanetti, maicon e le punte. male eto'o, forse la sua peggior partita che ho visto. malino quasi tutti tranne Lucio e Zanetti.
sorprendente il Chelsea con 3 punte pure , due mezz'ali  e Malouda terzino. ma non è servito. manca di imprevedibilità.
il ritorno però sarò durissimo.

chi si aspettava una figuraccia dell'Inter è stato servito.

Generazioni










giovedì 18 febbraio 2010

Huntelaar come Van Basten



"Huntelaar deve giocare di più"


Marco Van Basten




"Huntelaar è un gran giocatore e deve giocare"
Ruud Gullit




" "Huntelaar è un giocatore bravo e serio, ha fatto gol ovunque, anche a Madrid si è fatto trovare pronto. Dico ai tifosi del Milan di stare tranquilli, perché Klaas è davvero molto forte""


Ruud Krol




"La classe di Huntelaar è paragonabile a quella di Cruyff, Van Basten e Van Nistelrooy"


Bernd Schuster

mercoledì 17 febbraio 2010

Tu chiamale se vuoi, emozioni...



Una partita decisamente divertente all'insegna dell'arroganza. Arroganza dell'ambiente rossonero, tifosi compresi, che forse hanno perso il senso della realtà e delle proporzioni. Serviva un miracolo, e ora un miracolo potrebbe neanche bastare per un ritorno complicatissimo.

Il Milan aveva pochissime chance a dispetto dei proclami della vigilia ed è stato punito oltre i suoi demeriti. Il Milan ha datto infatti tutto quello che poteva, ma proprio tutto, ma non è una squadra in grado di poter davvero competere con lo United, anche solo per una partita singola.
Il Milan si è spompato in una rimonta in campionato che è già finita da un pezzo essendo iniziata la flessione ormai da due mesi e quello che aveva lo ha dato in un ottimo primo tempo con Ronaldinho e Bonera , migliori in assoluto, prima di sparire soprattutto a causa di un inesistente centrocampo, composto da vecchie e gloriose cariatidi, che hanno però già dato. Nel secondo tempo il Manchester pur senza forzare, ha passeggiato sui nostri, pietrificati centrocampisti, vincendo facilmente e sistematicamente ogni contrasto.
Il sistema di gioco di Leonardo aggrava poi la situazione: con gli alberi di Natale ancelottiani i centrocampisti giocavano stretti e vicini tra loro e i loro difetti (il fondo e la brillantezza fisica soprattutto) venivano camuffati mentre veniva esaltata la bravura del palleggio dei vari Seedorf, Pirlo e pure Beckham. Qui invece, vengono lasciati un po' alla mercè dell'avversario. Se aggiungiamo poi che praticamente, tolto Seedorf, nessuno ha mai accorciato sull'ottimo Huntelaar e non è mai entrato in area, ben si capisce da dove vengano i principali problemi milanisti.
Ci è anche andata bene. Ronaldinho ha segnato al primo tiro e Seedorf il suo gol l'ha fatto al primo tiro dopo che per tutto un tempo il Milan non si era più visto nella metà campo del Manchester.
Certo molti si aspettavano di più da Pato, ma sbagliano. Pato non è niente di più e niente di meno che una grande promessa. non si può pretendere che sia quello che non è ancora e forse non diventerà mai: un campione. Per di più aveva l'alibi della convalescenza dall'infortunio anche se fisicamente è sembrato in palla, quello in cui difetta e se non matura, difetterà sempre, è la testa. A calcio si gioca in 11 e non sempre è possibile dribblare tutti e andare in porta. Spesso e volentieri bisogna passarla e a questo bisognerebbe già pensare prima che la palla ti arrivi tra i piedi, non dopo che hai fatto uno, due , tre, quattro tocchi.
Ma non facciamo il processo a Pato, proprio perché, non essendo ancora un campione, non sarebbe giusto.
Come sono ingiuste le critiche a Dida, ancora una volta con qualche sbavatura ma assolutamente incolpevole in tutte le azioni dei gol. Ho sentito addirittura anche delle incredibili critiche a Huntelaar che avrebbe anche lui tutte le attenuanti del caso, come Pato, essendo la seconda partita consecutiva da titolare in pochi giorni dopo mesi in naftalina ma che ha fatto , a mio avviso, una buona partita, battendosi su ogni palla, spesso con successo, pressando bene e con intelligenza, guadagnadosi pure alcune punizioni in attacco e rendendosi anche pericoloso in due occasioni, non certo pulitissime, con una girata dal vertice dell'area grande, ribattuta da un difensore e con un tiro in estirada dal limite dell'area che ha lambito il palo: non si può chiedere di più per ora anche se è chiaro che il miglior Huntelaar ancora è lontano. Tuttavia chiunque abbia un minimo di occhio la differenza di classe tra un campione come lui e  un giocatore ordinario come Borriello già si riesce a vedere.
Per non parlare di Superpippa Inzaghi che ancora oggi , nell'occasione che ha avuto ha dimostrato tutta la sua classe: palla in curva. Un classico di superpippa.
Tra gli avversari bene, benissimo oltre Rooney (che ha fatto benissimo nonostante qualche errorino di precisione), Fletcher (2 assist), Valencia (1 assist e importante per dare un po' la sveglia a un sonnolento United) e Van der Saar, non molto impegnato ma ottimo in almeno un paio di interventi (anche lui era una pippa, dicevano...).
Tra i nostri oltre a Ronaldinho bene Bonera, Huntelaar, Thiago Silva (meglio di Nesta) e perché no, finchè c'è stato, Calimero Antonini, il più scarso della compagnia (o quasi), ma proprio per questo meritevole di complimenti per delle prestazioni più che dignitose e molto corrette tatticamente, oltre al subentrante Seedorf.
Di questa partita rimane di buono la voglia e la perla nera: Ronaldinho. Da solo da senso alle partite di questa squadraccia.

Le pagelle.


MILAN: (4-3-3): 
Dida: 6. Sbaglia qualcosina ma è incolpevole sui gol
Bonera:6,5 grandissimo secondo tempo
Nesta: 5 ridicolizzato da Rooney
Thiago Silva: 6 tutto sommato bene dato che il centrocampo nonfiltra nulla
Antonini:6,5 non male anche perché gioca la parte migliore della partita del Milan. 
Favalli dal 37' p.t.: 5 Paradossalmente meglio davanti che dietro
Beckham: 4: spettrale: il piede non basta.
 Seedorf dal 27' s.t.: 6,5 l'unico centrocampista che riesce ad aiutare gli attaccanti, gran gol,la classe non evapora.
 Ambrosini: 3: non attacca e non difende. Fisicamente sembra cotto dopo una stagione ad altissimo  livello.
 Pirlo: 3: vale per lui in parte quanto detto per i compagni di reparto. Con l'aggravante che lui, almeno anagraficamente vecchio ancora non è.
 Pato: 4 Sciocco ed egoista, la tecnica e la velocità nel calcio non bastano
 Huntelaar 6 : senza infamia e senza lode. Di certi si batte, riesce ad anticipare spesso gente del calibro di Ferdinand e Evans ma si trova a giocare in pratica in una ragnatela di 5 avversari senza alcun supporto da centrocampo. 
Inzaghi dal 32' s.t. :4 riesce a far vedere in pochi minuti di essere sempre una superpippa, la girata in curva (e pure larga) è uno dei suoi marchi di fabbrica.
Ronaldinho: 8 eccellente e pure generoso in difesa. Geniale. Predica però nel deserto. Lui e Huntelaar da soli non possono fare più di tanto.
 Leonardo: 3 il bell'addormentato del bosco. Ma Flamini gli ha trombato la moglie? Non se ne accorge che sto modulo, se non si è al 100%, non funziona? Il voto tiene conto anche delle dichiarazioni del dopo gara in cui è stato capace di dire: "Risultato ingiusto"(!!!!!). Leo....ma vai...
MANCHESTER UNITED (4-5-1): Van der Sar 7; Rafael 5 (Brown dal 48' s.t. SV), Ferdinand 6, Evans 6, Evra 6; Nani 4(Valencia dal 21' s.t. 7) Fletcher 8, Scholes 6,5, Carrick 6, Park 6,5; Rooney 8,5.  All. Ferguson 6
ARBITRO: Benquerenca: 8.

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