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mercoledì 10 novembre 2010

Avanti con i rigori.



L'ennesimo rigore decisivo (per tacere di quelli negati agli altri), ormai ho perso il conto, permette al Milan di andare temporaneamente in vetta alla classifica (degno successore di Chievo e Lazio ma loro non avevano avuto favori arbitrali). Giornata però non proprio positiva. Inter e Juve escono ancora indenni da trasferte insidiose e la sfida tra Roma e Fiorentina (a segno sia Borriello che Gilardino) si conclude con la vittoria della meglio messa in classifica, l'unica rivale a giocare in casa come noi. Domenica il derby d'andata e  arriviamo davanti al primo confronto davanti ai cugini: come l'anno scorso. E abbiamo visto come è andata a finire: anche all'epoca l'Inter stentava (sconfitta in Supercoppa, pareggio prima giornata di campionato e come sempre critiche a non finire per la squadra che poi avrebbe realizzato lo storico Triplete).   In più l'infortunio di Pato.
Insomma i presagi non sono proprio favorevoli, gli arbitraggi invece decisamente si.

lunedì 8 novembre 2010

Dai che lo sai!



Riguardo questa notizia che è apparsa su Milan News. Stupisce se detta proprio da quel Paparesta che faceva parte integrante del sistema Moggi-Galliani. Non stupisce conoscendo la faccia di bronzo. Rimane lo scandalo di un rigore clamoroso non dato. Uno scandalo settimanale, anzi no, bisettimanale. Si chieda al Real Madrid.
Chissà come mai Critica e Ro-Idiota non ne hanno parlato (e non ne parleranno)!

mercoledì 3 novembre 2010

Non vinciamo neanche rubando. Le Pagelle di Milan-Real Madrid

Milan

Abbiati: 5. Non fa una cattiva partita però non si può farsi passare la palla da sotto le gambe.

Abate: 5,5. Tutto sommato meno disastroso del previsto ma deve imparare tantissimo anche a livello tattico. Andava espulso nel primo tempo.

Nesta: 6 . Senza infamia e senza lode.

Thiago Silva: 6 Idem

Zambrotta: 5 Soffre ma lotta.

Gattuso: 4 problemi di coordinazione con Abate, disordinato e quasi sempre in ritardo ma spesso riesce a recuperare sui suoi errori di posizionamento. Una delle sue migliori partite degli ultimi anni. Ma è sempre Gattuso.

Pirlo: 6. Non fa danni e salva due gol fatti in una sola azione.

Boateng: 4. Disordinato e confuso, sbaglia troppi passaggi.

Ronaldinho:6 Rientrante fa la sua parte senza infamia e senza lode.

Ibrahimovic. 5 Altalenante ma lotta su Pepe e alla fine si dimostra come sempre decisivo in un modo o nell'altro. Col suo talento può però gestire meglio diverse situazioni di gioco. Sbaglia 1-2 palle gol facili o almeno fattibili.

Pato: 5 Si impegna ma si vede che non è al meglio.

Inzaghi: 5. segnare in fuorigioco non è una cosa buona, soprattutto se il tuo allenatore a fine partita si mette a fare la verginella lamentandosi per un pressing su una rimessa laterale restituita. Pure il primo gol lo segnava chiunque. Imbarazzante ogni volta che cerca di giocare. In un paio di occasioni è umiliato da Marcelo. Il pareggio finale è anche colpa sua. Brutto e scorretto come sempre, soprattutto in un'occasione in cui a palla lontana va su Xabi Alonso:  andava espulso.

Ambrosini e Seedorf: Sv: Comparsate.

Allegri:4 Sapete che l'ho sempre difeso ma togliere Ronaldinho per mettere una punta (e che punta) in un momento in cui già la squadra è lunga è una cazzata, a prescindere se poi la fortuna (e l'arbitro) ti sorride. Fuori luogo le sue dichiarazioni a fine partita quando farebbe meglio a tacere.


Real Madrid

Casillas: 4. Irriconoscibile.

Sergio Ramos: 6 Senza infamia e senza lode.

Pepe: 6 Bravo e sfortunato nella giocata del pareggio.

Carvalho 5. Sbaglia sul primo gol: dorme.

Marcelo: 6.5 Pure lui sul primo gol potrebbe tagliare ma ha meno colpe di Carvalho e poi fa una bella partita.

Xabi Alonso: 6. Si vede poco ma da il suo contributo.

Khedira: 6,5 Sempre più presente e a suo agio negli schemi di Mourinho

Di Maria: 5.Sbaglia ancora sotto porta. Da un giocatore come lui ci si aspetterebbe altro.

Ozil: 5. Non gioca male , anche se si vede pochino. Il gol del pareggio parte da un suo gravissimo errore concettuale.

C.Ronaldo. 6 Partita di sostanza, con pochi fronzoli .

Higuain: 7. Gioca meglio dell'andata,segna, poi cala.

Benzema e Pedro Leon:7 Entrano e confezionano il sacrosanto pareggio che sta, stretto, strettissimo, al Madrid.

Albiol: Sv. Comparsata finale.

Mourinho: 6. Pareggia all'ultimo minuto con un gol segnato da un cambio su passaggio di un altro cambio. Genio? No, colpo di fortuna, come quello di Allegri. Però potrebbe far gestire meglio il vantaggio. Non vorrei essere nei panni di Di Maria e Ozil.

Terna Arbitrale: 1. Difficile trovare un arbitraggio peggiore. Oltre al gol e a un fallo di mano clamoroso , nel finale, lascia giocare su almeno tre episodi in cui i milanisti potevano e dovevano essere espulsi.

giovedì 23 settembre 2010

Borriello: "al Milan rigori me li davano"





(ANSA) - ROMA - 'Al Milan queste cose non mi sono capitate, certi rigori me li avrebbero senz'altro fischiati'. Cosi' Borriello sugli arbitri.'Adesso ho capito la differenza che c'e' tra stare al Milan e alla Roma ma siamo una grande squadra e sapremo ripartire'. A incidere nella sconfitta del Rigamonti per l'ambiente giallorosso e' stata la pessima direzione di gara dell'arbitro Carmine Russo. 'E pensare che quando giocavo col Milan mi chiedeva anche la maglia a fine gara'.


IL MIO COMMENTO: Figuriamoci. Ti davano pure quelli che non c'erano. Chissà a superpippa quanti gol in meno avrebbero convalidato!

giovedì 1 luglio 2010

Perché la moviola in campo sarebbe inutile e dannosa.

Sono capitati un paio di errori clamorosi in questo mondiale (il gol fantasma di Lampard non convalidato in Inghilterra-Germania e il fuorigioco non fischiato a Tevez in Messico-Argentina) e , come sempre in questi casi, gli stupidi hanno ricominciato la loro crociata per la moviola in campo.

Peccato che la moviola ancora dopo 44 anni ancora non ha risposto alla domanda "Ma il pallone del gol di Hurst era veramente entrato o no?" (ma di esempi ne potrei citarne a centinaia e anche in tempi molto più recenti, in epoca di copertura totale da parte di telecamere con inquadrature diverse che si "contraddicono" perché l'occhio umano si fa facilmente ingannare).
Invece un sensore sulle porte(o l'uso di un precisissimo Gps) potrebbe risolvere senza possibilità di dubbi o discussione alcuna una giocata simile rendendo assolutamente superfluo e quindi INUTILE la moviola in casi del genere.

Il punto è che i casi di errori clamorosi come i due che ho citato all'inizio sono una netta minoranza rispetto invece all'enormità dei casi dubbi, che rimangono dubbi anche dopo la moviola ( ne abbiamo la riprova domenicalmente nelle varie trasmissioni serali e pure in eventuali "processi" del lunedì e "appelli" del martedì) e la cui eventuale discussione a bordo campo creerebbe una confusione enorme, non ridurrebbe affatto gli errori e soprattutto non diminuirebbero i sospetti, anzi, avendo a disposizione l'arbitro o gli arbitri le stesse immagini dei moviolisti( "ma come ha fatto a dire che quello è fuorigioco?", etc....).

Inutile dire che la partita risulterebbe insopportabilmente spezzettata e quindi inevitabilmente più brutta a tutto vantaggio delle squadre che già ora cercano di spezzettare il gioco e la manovra. La moviola a richiesta sarebbe l'ulteriore arma per i tecnici per spezzare il ritmo di una partita e della squadra avversaria. E sarebbe oltre che noioso pericolosissimo anche sotto l'aspetto dell'ordine pubblico.

Il punto cruciale però che la discrezionalità dell'arbitro o degli arbitri verrebbe aumentata, non diminuita, potendo ora l'arbitro avere tutto il tempo di pensare (a chi va a favore quella giocata, a cavilli regolamentari, a interpretazioni fantasiose, al fatto se un giocatore che deve essere ammonito è già stato ammonito etc...) invece che decidere all'istante , sul momento e d'istinto. E chi dice che un collegio diminuirebbe errori e sospetti evidentemente non sa che nella dinamica di un collegio c'è quasi sempre chi , per ruolo istituzionale, funzionale (il relatore per esempio) o anche semplicemente carismatico decide per tutti mentre dall'altra parte c'è da dire che una decisione collegiale spersonalizza e deresponsabilizza chi giudica, essendo la colpa di un' eventuale decisione sbagliata divisa e compartita con altri.

Chi parla di soluzioni del genere è solo un reazionario che vuole cambiare tutto purchè tutto rimanga esattamente uguale a se stesso (nel male ovviamente), o al massimo peggio. Sono gli stessi che vogliono che sempre i più forti siano tutelati a scapito dei piccoli.

Piuttosto, oltre ai sensori sulle porte , si potrebbe pensare a semplificare alcune regole, come quelle su fuorigioco e a dare una soluzione più equa ai falli non volontari evitando di fare comunque un torto a una delle due squadre ( a chi ha subito il danno di un fallo o a chi ha fatto un fallo involontario) rispolverando la vecchia punizione a due, anche in aria. Soluzioni vere, soluzioni concrete, che in alcuni casi vengono anche dal passato, , dall'esperienza di campo, per migliorare veramente il gioco e non invece snaturarlo ancora di più come vorrebbero certi demagoghi reazionari che il calcio lo conoscono solo attraverso i videogames.
In questo senso devo dare giustizia a Blatter che si è reso protagoniste di molte riforme discutibili ma che in alcuni casi (vedasi Golden Goal) ha capito l'errore e ha saputo tornare indietro. Diffidate di chi , a prescindere, parla male di lui.

sabato 15 maggio 2010

Berlusconi non lo voleva cacciare

di Stefano Olivari per Indiscreto



Leonardo è il primo allenatore dell'era Berlusconi che lascia il Milan di sua volontà, senza essere esonerato o almeno pregato di accomodarsi altrove. Altro che ''decisione comune presa in amicizia'', come sostiene Galliani. Cosa significa?
Che un'era è finita, i soldi (anche in nero, con le facilitazioni fiscali spagnole non ancora operative) del passato non torneranno più e si sta solo cercando di mettere in condizione gli imprenditori di fiducia (in particolare uno) di rilevare la società, vendendo nel presente la storia dei giovani lombardi che già ad inizio millennio aveva fatto la sua comparsa. Al di là di questi scenari, bisogna dire che quella su Leonardo è stata una scommessa vinta da Galliani, visto che nove mesi fa l'allenatore più amato da Sky non aveva certo più esperienza di Ciro Ferrara o del Mancini al quale fu affidata la Fiorentina come primo incarico. Insieme ad arbitraggi non ostili ha portato un gruppo di vecchie glorie, alcune di grande classe ma infortunate per metà stagione, ad un quasi scudetto che magari sarebbe diventato scudetto senza un rovinoso ciclo di pareggi casalinghi. Rallentando il gioco e vivendo di fiammate, esattamente come il Milan di Ancelotti, con le non trascurabili differenze di un Kakà ai suoi massimi (tranne l'anno scorso, nei mesi dopo le lacrime dal balcone) e di altri campioni con vari anni di meno. Il resto è il solito teatrino, con la commedia 'Famiglia Milan' a beneficio di un pubblico che si ritiene formato solo da dodicenni. In realtà, stando a quelli con il colletto grosso che la sanno sempre lunga (sul conto di sicuro, visto che non lo pagano mai), risulterebbe che: a) Al di là delle critiche riferite dagli immancabili deputati-commensali, Berlusconi non fosse poi così convinto di cambiare allenatore esponendosi al rischio di un fallimento di immagine ancora prima che tecnico; b) Il mandato dato a Galliani, in cambio di un occhio e mezzo chiuso sulle sue operazioni (Mancini quelle più clamorosa, sotto vari punti di vista), è prima di tutto quello di svecchiare la squadra e liberarla da contratti capestro: in questo quadro uno capace di essere duro (nonostante le apparenze) come Leonardo sarebbe stato cento volte meglio di un Van Basten demotivato (e che comunque aveva detto no); c) Nessun allenatore di fama acclarata al di fuore del giro rossonero, da Lippi in giù, metterebbe la faccia per coprire una campagna acquisti modesta e la probabile cessione di Pato; d) I giocatori che fanno la differenza, tranne due veramente bolliti, sono dalla parte di Leonardo. Conclusione: il calcio è gestito in perdita, a qualsiasi livello, al Milan possono arrivare anche insieme Mourinho e Guardiola ma senza un nuovo Berlusconi il terzo posto rimarrà un grandissimo risultato. Leonardo lascia a testa alta, con buona autostima e buona stampa. Il suo addio è da onorare: il 2,18 per la vittoria rossonera contro la tristezza di Zaccheroni ci farà (forse) felici.

lunedì 15 marzo 2010

E se ci fosse un "disegno politico" nei favoritismi al Milan

dal blog Linea Gotica


A pensare male a volte ci si prende, d'altronde siamo il paese del più grande e vergognoso scandalo sportivo della storia (Calciopoli), in cui fu coinvolto anche il Milan, non dimentichiamolo.
Berlusconi è in chiara difficoltà, lui che ha creato la sua fortuna politica sull'immagine, su ciò che ha fatto, nell'imprenditoria, nel calcio, ecc. La sua squadra è stata sbattuta fuori dalla Champions, gli servirebbe lo scudetto per rifarsi un pò di immagine in quell'ambito. Da inizio campionato il Milan è stato favorito dagli arbitri, cosa che si è incredibilmente intensificata nelle ultime giornate (a ridosso delle elezioni Regionali, guarda un pò...). Il Milan non ha uno e dico uno episodio sfavorevole in questo campionato, mentre ne ha avuti tantissimi a favore e se è ancora in gioco per lo scudetto è solo grazie ai sistematici errori arbitrali che lo hanno favorito.
Più che il Milan potrebbe essere Berlusconi ad avere bisogno di questo scudetto e ciò che sta succedendo è poco bello...



IL MIO COMMENTO: Uno che la sapeva mooolto lunga diceva che a pensar male, spesso, ci si azzecca...

lunedì 8 marzo 2010

Timidamente vorrei solo segnalare che...


Inter, anche questa volta mancano due rigori

Non può più essere un caso. Seppure nella mediocrità della partita, anche ieri sera ai nerazzurri non sono stati assegnati due lampanti rigori (su Milito e nel finale per strattonata a Balotelli). Gli episodi a sfavore oramai cominciano a essere tanti, troppi. Nelle ultime 5 giornate l'Inter ha fatto 4 pareggi e guarda a caso in tutti questi pareggi mancano chiari rigori a favore, ne sono stati assegnati contro di alquanto discutibili, per non parlare di espulsioni assurde. E nel frattempo al Milan continuano gli episodi favorevoli. Secondo Leonardo questi non influiscono sull'esito di un campionato, ma quando per la tua squadra sono sempre a favore e per la diretta concorrente sempre contro, influisce eccome. Nel frattempo la Juventus continua ad accaparrarsi episodi favorevoli (sempre nella stessa direzione, la loro), ma oramai siamo abituati, non fanno più scandalo poiché sono nati scandalosi.
Non so se ci sia un progetto contro l'Inter (siamo il paese di Moggiopoli, nulla è impossibile) però forse le continue vittorie dei nerazzurri hanno stancato e si vuole un cambiamento, ma solo il campo dovrebbe dire chi deve vincere e non decisioni alquanto discutibili. E gli scandali, continuano.

dal blog Linea Gotica

Un mio breve commentino: meno male che la partita col Genoa doveva essere "sistemata" con l' "amico" Preziosi, come aveva sostenuto uno sprovveduto e cieco dietrologo su un altro blog proprio ieri.

lunedì 22 febbraio 2010

A termini di regolamento

di Stefano Olivari per Indiscreto
 Il desiderio di Galliani, il ricordo di Cannavaro, la scarsezza di Leonardo e Del Neri.




1. Prima di distribuire patenti di onestà o di disonestà, bisogna pensare per almeno qualche secondo a che cosa rappresenti il calcio non solo in Italia. Scontato oppio dei popoli ma anche mezzo di identificazione e strumento di potere, in cui la vittoria dipende da un misto di bravura sportiva, fortuna, potere, ricchezza, furbizia, potenziale di ricatto politico o sociale. Facciamola breve: nemmeno la Juventus di Moggi, che aveva tutti questi ingredienti (e alla fine, paradossalmente, la bravura sportiva più di tutto il resto), ha vinto più di due scudetti consecutivi. Nei tempi moderni sono al massimo riuscite a raddoppiare la Juve dei tutti nazionali nell'autarchico calcio dei Settanta e l'Inter di Moratti padre. Facendo gli Sconcerti dei poveri, si può dire che nell'era televisiva solo il Milan di Capello e l'Inter di Mancini-Mourinho siano riuscite ad avere un ciclo più lungo, sfruttando anche nei primi anni del ciclo un abisso tecnico con una concorrenza che in disarmo o che stava costruendo per il futuro. Cosa vogliamo dire? Senza che ci sia bisogno di complotti, tutto il mondo del calcio (eccetto ovviamente quello interista, e nemmeno per intero) che conta vuole che questo ciclo nerazzurro finisca e questo desiderio di 'campionato riaperto per il bene dei media' è stato ben rappresentato da Galliani. Dove sta il male?
2. Luciano Moggi maledice ancora oggi il fallo di confusione che portò all'annullamento del gol di Cannavaro (ai tempi al Parma, arbitrava l'artista De Santis) in Parma-Juventus 1999-2000, che creò un clima propedeutico allo scandaloso pomeriggio di Perugia che sfilò alla Juventus quello scudetto. Per questo il delitto perfetto non è inventarsi rigori o situazioni strampalate, con buona pace dei moviolisti, ma applicare alla lettera il regolamento o al massimo concedere qualche punizione in più sulla tre quarti. Si può dire che contro la Sampdoria Samuel e Cordoba non andassero espulsi, a termini di regolamento? No. Poi c'è la realtà, che mai ha portato sotto gli occhi i due centrali difensivi della squadra di casa, dalla A all'Eccellenza, cacciati a metà a metà primo tempo. Non è un caso che i due difensori abbiano ricevuto la squalifica minima, da regolamento: una giornata a testa. Non è un caso che Cambiasso e Muntari ne abbiano ricevute due, per situazioni difficilmente verificabili: un parapiglia nel sottopassaggio e qualche parola a venti metri dall'arbitro non si sa in quale lingua. Non è un caso che Mourinho ne abbia ricevute tre per il gesto delle manette, quando su ogni panchina si vede di peggio (anche la bestemmia, tornata di gran moda). Poi le sanzioni pecuniarie, per insulti del pubblico a Tagliavento e l'ingresso in campo con 5 minuti di ritardo nella ripresa (con questo metro la Roma sarebbe senza soldi in cassa). Un po' di giustizia e molto livore anche per il colpaccio non riuscito totalmente. Ripetiamo: non è strano che Rosetti venga designato per Fiorentina-Milan o che i rivali dell'Inter vogliano la sua caduta, è strano che se ne sia accorto (e non da oggi pomeriggio) solo Mourinho.
3. Parlando di calcio, il derby milanese e Inter-Sampdoria hanno dimostrato che fra allenatori di cilindrata simile (Lippi contro Capello, per dire) la differenza la fanno solo gli episodi e scelte che a posteriori diventano 'intuizioni', mentre fra tecnici di cilindrate diverse a volte il confronto è imbarazzante. I quattro uomini del Milan in linea a curare Milito per tre quarti d'ora e la Sampdoria rintanata per un'ora con due giocatori in più a fare cross dalla tre quarti possono essere un buon complimento al Mourinho da campo, nelle due occasioni sembrato gigante contro i pigmei. Non certo per il carattere trasmesso ai suoi, il carattere ce l'hanno anche Cosmi e Mazzone, ma per l'ordine da esercitazione difensiva (si fanno quasi sempre in inferiorità numerica) con cui ha gestito due situazioni che per altri sarebbero state drammatiche. Favorito dalla pochezza dei due colleghi avversari, ma comunque bravo. La teoria che stia forzando i toni per farsi cacciare a fine stagione, in funzione 'politica' e di quieto vivere, non è strampalata, ma Moratti si ricordi che con qualunque altro allenatore quelle due partite le avrebbe straperse. Ipotizzare complotti è quindi superfluo: in uno sport che non è uno sport, dove conta solo il risultato e senza alcun aspetto etico (anzi, chi perde viene anche sbeffeggiato), non si può pensare di vincere in scioltezza in mezzo alle ovazioni degli avversari. Vittime o carnefici: non è sport, ma è calcio.
stefano@indiscreto.it

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