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mercoledì 16 dicembre 2015

Scusate l'assenza

...ma veramente tra "alti" poco alti e bassi a cui ormai siamo abituati non c'è granchè da scrivere. La trattativa con "Mister Bee", sembra arenata, la squadra vivacchia, non ci sono nemmeno grandi voci di mercato e l'unica vera notizia è l'intervista di Maldini, in cui dice senza mezzi termini che Galliani non capisce nulla di calcio, sai che novità. Fosse solo quello il problema. Il problema è che, anche quando si vincevano le Champions , differentemente da Real Madrid, Barcellona, Bayern non si facevano utili ma perdite, segno che il problema non è solo la gestione sportiva ma anche quella più squisitamente economica e manageriale. Potevamo parlare forse anche dell'arresto del nostro magazziniere, ex cognato di Galliani, che ci rubava in casa, per la serie: "siamo una grande famiglia"e di poco altro. Fino a quando, oggi, le clamorose eliminazioni di Fiorentina e Roma non hanno spalancato la strada per l'accesso alla finale di Coppa Italia, che vuol dire, Europa. Ma prima ci sarebbe da battere la Sampdoria...

lunedì 9 febbraio 2015

Si, si può



E se lo dice Galliani che è uno dei massimi esperti di televisione, fotomontaggi e taroccamenti vari c'è da crederci. Si possono manipolare le immagini tv di una partita. E' facilissimo, scegli il fotogramma sbagliato, tracci una linea male, non fai vedere il replay di una gomitata etc...etc...
Detto da uno che ha avuto il quasi monopolio delle televisioni per 20 anni in Italia, fa un certo effetto.
Ecco perché dico da sempre no alla moviola in campo, perché si favorirebbe ancor di più i club che hanno i mezzi per produrre le immagini tv e che hanno più potere mediatico.
Per la cronaca, comunque, Tevez era in fuorigioco. A parte il fotogramma sbagliato (andrebbe mostrato il primo in cui il pallone è staccato dal giocatore che passa che invece nell'istante mostrato è ancora in possesso del pallone) le linee, la telecamera posizionata non in linea con il centrocampo c'è da dire che solo gli juventini dal basso della loro ignoranza potevano pensare che un geometra intendesse che la linea del fuorigioco dovesse essere tracciata in verticale, come hanno capito loro , ma solo con un inclinazione diversa. Personalmente di questo mi ero accorto già in diretta .
Sulla squadra e il suo allenatore stendiamo un velo pietoso( ma anche su Sky, Caressa e le sue scuse patetiche in un italiano approssimativo, povera figlia)..
Da oggi, con la vittoria del Genoa, dopo la vittoria dell'Inter, in virtù della differenza reti siamo ufficialmente undicesimi in classifica (differenza reti favorevole nei confronti del Sassuolo, sfavorevole nei confronti dell'Inter) e in quanto undicesimi siamo ufficialmente nella parte destra della classifica. Ricordiamo da dove veniamo. Da un ottavo posto a pari punti con la settima. E 35 punti fatti in 19 partite nel girone di ritorno. Inzaghi, con due sessioni di mercato sotto la sua direzione ne ha collezionati 29 in 22 partite. Trovate le differenze. Torna Clarenzio!

mercoledì 8 ottobre 2014

Paolo Maldini boccia senza metti termini il Milan di Inzaghi e spegne le velleità rossonere: "Questa squadra non è costruita per vincere".

Da Goal.com

La storia non si dimentica e, soprattutto, non si cancella. Nonostante dopo il suo addio al calcio giocatoPaolo Maldini sia rimasto ai margini del pallone, l'ex capitano del Milan non può infatti fare a meno di soffermarsi sull'attuale momento del Diavolo. Fatto di luci e ombre.
Dopo l'ottimo inizio gli uomini di Inzaghi hanno faticato parecchio, rialzando la testa solo sabato scorso contro il Chievo. E senza brillare. "Quella rossonera resta una storia fantastica anche senza un ulteriore epilogo. La contestazione della Curva nel gioro dell'addio? Sono contento di quanto successe. In quel modo ho preso le distanze da un tipo di mondo a cui non ho mai sentito di appartenere", ammette Maldini alla 'Gazzetta dello Sport'.
Quindi l'ex capitano del Diavolo si sofferma sul Milan di oggi: "Sono cambiate tante cose. Questo Milan è un gruppo nuovo con un allenatore nuovo. La realtà è che non sanno ancora quale può essere il vero obiettivo, però credo possano entrare nella lotta Champions. Senza soldi la gestione è complicata. Ma la campagna acquisti dice che il club ha programmato poco. Occorre mettere a fuoco l’obiettivo. Se è vincere, allora non è stato fatto abbastanza. Questa non è una squadra costruita per vincere".

Maldini non si fa un cruccio per non essere rientrato nel giro, anzi: "No, sono tranquillissimo. Ci sono stati dei contatti, poi non ho più sentito nessuno. Se mi chiamassero, ne parlerei volentieri, ma non sono io che cerco loro. E non è scritto da nessuna parte che debba lavorare al Milan. Se capiterà, bene, altrimenti va bene lo stesso. Per adesso non c’è nulla che mi faccia tornare sui miei passi".
Solo complimenti, invece, per l'amico Inzaghi: "Se è arrivato dov’è, significa che è bravo. La gavetta non è indispensabile, io ho avuto diversi compagni che erano già potenziali allenatori. Lui era uno di quelli che pensavo ce l’avrebbe fatta. A me la panchina non è mai interessata".
Infine Maldini promuove Conte e boccia Tavecchio: "Antonio è pieno di energie, ha idee, è il migliore c.t. possibile. L'elezione di Tavecchio invece dimostra che nostro calcio non si rinnova. Perché alla fine anche il calcio è politica".
La chiosa è dedicata ad un altro ex rossonero, Balotelli: "La sua vita è nelle sue mani. Ma non è detto che il percorso di crescita si completi... ".

venerdì 29 novembre 2013

Addio Fester, non ci mancherai


Il più incompetente, scorretto, pacchiano dirigente della storia del Milan finalmente se ne va. Per anni ho chiesto la sua cacciata frequentando i vari forum rossoneri con un nickname che non lascia spazio ad interpretazioni: Galliani Vattene.
Sembrava impossibile ma ora è realtà, Fester fuori dai coglioni.
Inutile ricordare Marsiglia e i grandi "colpi" di mercato, da Redondo a Inzaghi, da Moriero regalato all'Inter in cambio di Cruz alle cessioni di Viera, Davids, Elber in età ancora verde, allo smantellamento del settore giovanile, ai Pederzoli, agli Inzaghi allenatori della primavera, a Gattuso capitano, dalle "meanate" ai bidoni a parametro zero, al deficit costante di una squadra che sarebbe una delle più seguite a livello mondiale. Tante ne ha fatte che molte ce ne siamo pure dimenticate.
Una storia infame, come quella del suo presidente. Uno fuori dal Milan, l'altro fuori dal parlamento.
A volte i sogni diventano realtà. Sono giornate magnifiche, le più belle di tutta la storia rossonera. 
Ora più che mai FORZA MILAN!



martedì 29 gennaio 2013

Balotelli al Milan: una disgrazia



A chi mi accusa di essere antimilanista lascio spiegare alle parole del mio arcinemico Butirrometro perché è un acquisto sbagliatissimo: "Capivo l'acquisto se si fosse ceduto Robinho (stesso ingaggio), non lo capisco stante la rosa attuale: Balotelli "risolve" un problema che non c'è e non risolve (anzi ne pregiudica la soluzione) quelli che ci sono. Non arriverà un centrocampista che possa sostituire De Jong o far prendere fiato a Montolivo, questo serviva subito.
In prospettiva poi sarebbe servito un centrale di difesa di qualità."

Ci aggiungo che è un inutile paracarro che segna col contagocce (per ora nella sua miglior stagione ha segnato 17 gol, campionato, coppe europee, FA Cup e Coppa di Lega e supercoppette varie incluse) e che pesterà i piedi ad El Shaarawy.

Chiaramente un acquisto elettorale, per prendere, ancora una volta, in giro i tifosi, che non migliora e anzi crea problemi alla squadra, dilapidando le già scarse risorse.

Solo dei cretini possono esultare per un acquisto del genere.
A differenza di Pato non ha mai avuto grossi problemi di infortunii ma come lui ha visto diminuire la sua quotazione sul mercato, nonostante la pur giovane età. Un motivo ci sarà. Altro che grande Galliani... da prenderlo a calci nel culo!


mercoledì 10 ottobre 2012

Cazzate

Dal ritorno di Ibra a Guardiola, quante se ne stanno inventando e quante se ne inventeranno in questa sosta, pur di non parlare di calcio veri. Del Milan e dei suoi problemi. Problemi societari più che di squadra che alla fine, tutto sommato, è ancora dignitosa.

giovedì 21 giugno 2012

IL MIGLIOR DIRIGENTE ITALIANO

Da MilanNight .


Il leccaculismo esasperato, l’ostentata deferenza e l’ossequio dei potenti sono comportamenti incarniti nell’italica natura. Essi però sanno trovare una efficace sublimazione, oserei dire un innalzamento a paradigmi inimagginabili, se applicati all’interno dell’universo AC Milan. E non credo di sbagliare se affermo che i modi zuccherosi dei servi dello Scià di Persia, che al cospetto del loro signore sempre stavano inginocchiati e che mai voltavano le spalle all’eccellentissimo, impallidirebbero e svanirebbero nel nulla se paragonati agli adulatori che popolano Milanello.
Capita così che la mancata cessione di un campione venga logicamente definita come una RAFFORZAMENTO della rosa, e non come un MANTENIMENTO. O che il sistematico ingaggio di parametri zero o i prestiti con formule fantosiose siano definite come strategie di mercato low cost, anzichè come bieche tecniche arraffone di chi ha le pezze al culo. Eppure, la cosa che proprio non risco a spiegarmi è un altra: come è possibile che un dirigente il quale da anni infila vaccate in serie, gestisce la squadra ad minchiam, sperpera denaro in maniera dissennata e non vince quasi niente venga costantemente definito come “IL MIGLIOR DIRIGENTE ITALIANO”? Ho fatto riferimento alla logica Aristotelica, alla numerologia, alla Cabala e alla Filosofia, ho preso in esame la chimica, la biologica, l’astrofisica e la fisica quantistica, eppure nessuna di queste discipline mi è stata d’aiuto per spiegare l’inspiegabile, per capire l’inintellegibile. Da un lato ci sono i cantori delle gesta Gallianesche, divine melodie che narrano di moltiplicazioni di pani e di pesci da Giannino o della divisione delle acque del mar Mediterraneo per raggiungere l’amicone Florentino. Dall’altro lato ci sono i fatti, che dicono ben altro.
Che Galliani, illo tempore, sia stato un buon dirigente sportivo, nessuno lo può mettere in dubbio. Nei primi 15 anni di operato la gestione della società è stata feconda di successi e tante nuove idee rivoluzionare sono state introdotte, sia sul piano tecnico-tattico (rivoluzione sacchiana) sia sul piano gestionale (panchina lunga, turn-over, etc). E’ però legittimo chiedersi se tanta grazia fosse figlia di straordinarie capacità manageriali o, piuttosto, di disponibilità economiche praticamente illimitate. Effettivamente in quegi anni il Milan stava al calcio europeo come oggi City, Chelsea o PSG. I miliardi di B piovevano a grappoli, si spendeva e si spandeva così tanto da riuscire a comprare in unica sessione di mercato pallone e vicepallone d’oro (Papin + Savicevic). Far bene era quindi molto più semplice.
Gli ultimi anni 10 anni, comunque, hanno permesso di dare i giusti contorni alle capacità di Galliani. Infatti, dopo gli ultimi colpi di coda del berlusconismo pallonaro (gli acquisti di Nesta, Rui Costa e Inzaghi), abbiamo potuto scoprire chiaramente tutte le (si fa per dire) virtù del geometra monzese. Per fortuna in questo buco nero del web abbiamo evidenziato e stigmatizzato dozzine di queste vaccate fatte dal nostro caro Galliani e non mi va di ripetere il solito tristissimo elenco. Voglio però concentrarmi su alcuni sue malafatte che proprio mi fanno incazzare:
AMICIZIE E INTRALLAZZI CON POTENTI PROCURATORI
Galliani vanta una serie di intrallazzi straordinari con una lunghissima teoria di agenti: Bronzetti, Raiola, D’Amico, etc. Intavola continuamente trattative con questi loschi figuri che, di fatto, hanno preso il posto e fanno le funzioni del Direttore Sportivo (Braida fa solo viaggi inutili in Brasile). Serve un punta? E Bronzetti ci rifila Oliveira. Serve un terzino sx? E Raiola ci propina l’accoppiata EmanuelsonDidac Vilà. Il risultato di queste “collaborazioni” è che spesso, dopo aver pagato laute provvigioni e commissioni, ci ritroviamo in rosa pippe inguardabili con ingaggi almeno doppi rispetto al loro effettivo valore. Al che, mi sorge spontanea una domanda? Può essere Galliani così fesso? O magari ci sono anche altre motivazioni dietro a tutto questo? Chi mi vieta di pensare che anche Galliani abbia il suo PERSONALE tornaconto economico da queste operazioni? La mia è una pura supposizione suffragata da nessuna prova, ma francamente mi viene più facile credere a questo che a un Galliani talmente tanto allocco da farsi inculare dal primo agente fifa che passa sotto Via Turati 3.
ALLONTAMENTO DI LEONARDO
Leo, partito con un ruolo secondario, scalò le gerarchie societarie fino a diventare, de facto, il numero 3 in società (dietro a B e G). Le sue straordinarie competenze calcistiche unite all’abilità diplomatica e agli agganci in Sudamerica, permisero di portare a casa 2 campioni a bassissimo costo (Kakà e Thiagone), nonchè all’arrivo di Pato. Quegli erano gli anni in cui G spendeva pure più soldi per acquistare fenomeni come Oliveira, Gilardino, Mattioni, Emerson, etc. L’astro nascente Leonardo stava in pratica offuscando il vecchio Galliani che, guarda caso, si affrettò a convincerlo di fare l’allenatore, allontanando così dalla stanza dei bottoni un potenziale concorrente per la poltrona del comando.
IRRICONOSCENZA VERSO MALDINI
Galliani è l’unico dirigente che parla continuamente di riconoscenza. Riconoscenza verso Berlusconi, riconoscenza verso Fininvest, riconoscenza verso i senatori. Eppure, neppure una goccia di tutta questa riconoscenza che gli riempie il cuore è stata versata per Paolo Maldini, storico capitano, recordman di tutti i record possibili al Milan. Per carità, certe uscite e certe richieste di Paolino sono state fuori luogo. Tuttavia non aver organizzato uno straccio di partita di addio per lo storico numero 3, non aver stigmatizzato l’assurda contestazione dei tifosi alla sua ultima partita, averlo allontanato totalmente dall’universo Milan sono comportamenti assolutamente ingiustificabili. Questo signore ancora rimpiange gli addi di Dida e Van Bommel, eppure non prova lo stesso sentimento per Maldini. Anche in questo caso, probabilmente, ha prevalso il timore che il carisma e e il peso di Maldini potesse ostacolare la sua dittatura manageriale.
Credo sia ormai sufficientemente chiaro per noi rivoluzionari dell’universo AC Milan che Galliani sia il male più grandel Milan, anche più di Berlusconi. Con il fatturato del Milan, senza chiedere un € alla proprietà, dirigenti molto più competenti di Galliani (penso a Lo Monaco o a Leonardi o a Sabatini) saprebbero costruire una squadra più forte e competitiva. Il divino Adriano è sempre lì, con l’etichetta inspiegabile, di miglior dirigente d’italia. Inspiegabile perchè, alla fine della fiera, lui non solo non è il migliore, ma non è neppure un dirigente degno di tal nome.
Gianni

IL MIO COMMENTO. Il miglior dirigente della storia del calcio , non solo italiano, è stato Luciano Moggi. Solo lui è riuscito nell'impresa di mandare la Juve in serie B. Vecchio Cuore Granata.

giovedì 25 agosto 2011

Indovina chi?


dal blog La Casa del Diavolo. 


Chi è il personaggio ritratto nella foto sottostante?
Milan, calciomercato, aquilani, galliani, mister x

A. un centrocampista tenuto su col nastro adesivo;
B. un modello della collezione autunno/inverno 1978 di Armani;
C. un grandioso colpo di mercato di Galliani;
D. Er Fighetta, un personaggio minore del film Romanzo Criminale;
E. un tizio con gli occhi troppo vicini tra loro ed un parrucchino francamente scandaloso;
F. un centrocampista che, se lo sorregge il fisico, può dare molto al Milan;
G. il moroso di quella grandissima figa di Michela Quattrociocche;
H. Mister X, e così il mercato è chiusissimo.

mercoledì 1 settembre 2010

Chi è il vero Genio del mercato?


In risposta a questo post di Milan Night


Se il mercato del Milan è, come ho letto, da 9,  quello dell’Inter dell’anno scorso allora che cos’è da 11? No neanche… di più se vogliamo fare le proporzioni.
Ricordiamoci che nonostante la crisi di quest’anno e l’abbassamento dei prezzi (quest'anno l'acquisto più oneroso è stato, credo David Villa per 40 milioni di euro, fate pure da soli il confronto con lo scorso anno) abbiamo pagato:
-Ibrahimovic più di quanto l’Inter ha pagato per Eto’o che ha vinto 3 champions decidendo due finali e che ha la stessa età dello svedese.
-Robinho più di quanto loro hanno pagato Snejider, e sono pure loro coetanei.
In più loro hanno preso Lucio e Motta che proprio non è come dire Yepes e Boateng
In più loro hanno preso dal Genoa Milito non Papastacoso. E in più in prestito pure Mariga (poi riscattato) e Arnautovic, non proprio come dire Amelia e Montelongo.
No? O sbaglio?
Robinho e Ibra , la classe non si discute ma sono pur sempre degli scarti. E' vero, pure Sneijder lo era ma Robinho doppio scarto: del Madrid e del City. Forse per qualche motivo diverso e più solido che non voler deolandesizzare il Real (e ora dopo Sneijder, Robben , Hunty con la cacciata di Van der Vaart e Drenthe l'opera è stata completata), o no? E in un certo senso doppio scarto è pure Ibra.
Robinho e Ibra alzano il tasso tecnico dell'attacco, ma anche quello alcolico e lo stesso dicasi per Boateng.
Se Galliani è un genio a prendere Ibrahimovic per 24 milioni (più chissà quanto di premi, buonuscite, commissioni a Raiola etc..), che dire di Moratti che l’ha comprato a 25 anni, non 29, per 24,8 milioni (di cui 17 coperti dalla cessione di Oba Oba Martins!) e soprattutto l’ha venduto a 70?

Dunque chi è il genio del mercato?

sabato 28 agosto 2010

Mercato Milan, Sacchi duro contro la dirigenza


MERCATO MILAN – MILANO – L’ex allenatore del Milan Arrigo Sacchi non è stato molto gentile con la dirigenza rossonera parlando del calciomercato, ecco le dure parole dell’ex tecnico: “Una volta il Milan era un’esempio di innovazione ed organizzazione, oggi ingaggi molti giocatori in fase discendente come fossero figurine. Non sempre si valuta la funzionalità del progetto tecnico e la passione. L’acquisto di Ibrahimovic forse il più grande solista per qualità tecniche e fisiche, che però fatica a giocare con e per la squadra, ne è la conferma. E, per favore, non si facciano accostamenti con Van Basten, Marco era un maestro a connettersi con la squadra ed a usufruire delle sinergie degli altri. Galliani sembra un ostacolista, deve inventarsi situazioni e soluzioni per sopravvivere, ma così è difficile creare un buon futuro”.
Fonte: Gazzetta dello Sport
Redazione Calciomercatonews.com

giovedì 26 agosto 2010

Telenovela Ibra: ricapitoliamo i FATTI.





Guardiola dice e non dice ma fa capire che l'intenzione di vendere il giocatore viene da lui contro il parere della dirigenza del Barca. Si dice disposto a parlare col giocatore per recuperarlo, se rimane. Ammette che è un professionista esemplare e che non ha nulla in particolare da rimproverargli. E allora? Tipo strano, questo Guardiola e sono sicuro che Rosell e i suoi la pensano allo stesso modo.

Ibra da parte sua ha fatto sapere che non ha problemi con nessun giocatore e men che meno con Messi, che vorrebbe rimanere al Barca e che non capisce che problemi abbia Guardiola con lui.

Raiola continua a dire che al 99,999% Ibra rimane al Barca e che lui continua a consigliare a Ibra di rimanere anche perché in società nessuno vuole venderlo (tranne Guardiola, che però ha il contratto in scadenza e i cui rapporti con Rosell dopo la cessione di Chygrynskiy, non sono poi così buoni. Ecco perché avrebbe rinnovato un solo anno).

Galliani dice prima che al 99,99% rimane al Barca, poi al 50% , ma ancora non c'è nessun accordo. Intanto, proprio in questo momento in cui scrivo Ibra si sta allenando regolarmente con i compagni(in Spagna si allenano alle 7 di sera, beati loro).

Rosell pochi giorni dopo essersi insediato ha fatto sapere che i conti del Barca non sono così rosei come Laporta faceva credere ma a maggior ragione che senso avrebbe svendere un giocatore patrimonio del Barca, che il Barca 12 mesi fa ha pagato 70 milioni?

Le stranezze e i punti oscuri sono ancora molti.
E poi ci sono sempre Mancini e Garry Cook (vecchio amico-collega di Rosell in Nike) sono alla finesta.

Staremo a vedere. Nel frattempo pioggia di bufale.

mercoledì 21 luglio 2010

« Io ne ho... viste cose che voi umani non potreste immaginarvi... » ovvero perché il Nano non caccia Fester



Il solito Ro-idiota su Milan Blog Club ha cercato in un ultimo tentativo disperato di scaricare le colpe su Galliani: "Su una cosa, però,  mi sento di aver avuto ragione: è stato sbagliato il tema della contestazione, per Berlusconi è stato facile snocciolare cifre che dimostrano il suo impegno finanziario, uno che anche quest'anno forse dovrà staccare un assegno di 50/60mln non può essere accusato di non cacciare soldi ma di spenderli male sì e su questo dovevano e dovrebbero battere i tifosi."

La solita solfa: Berlusconi non ha colpa, è tutta colpa di Galliani.

Allora, per sicurezza, ho rifatto una domanda, di cui sapevo già la risposta(in realtà fornita da un altro lettore che citava appunto il Ro-idiota) perché la tesi è sempre la stessa: "Galliani conosce tante cosine di Silvio che lo rendono, anche a malincuore, inamovibile"

Bene, giustissimo, risposta esatta!

Ed è esattamente per questo che avere un presidente O-N-E-S-T-O non è solo una sacrosanta aspirazione di carattere etico e morale ma ha anche risvolti PRATICI e concreti.
Moratti, che non ha nulla da nascondere, evidentemente, può mettere alla porta Oriali senza problemi ( e sarebbe anche il momento che qualcuno , finalmente, chieda scusa al Presidente dell'Inter per tutte le calunniose accuse che ha dovuto sopportare).
Il Nano invece sarà costretto a trascinarsi Fester fino alla tomba.


Faccio notare che nonostante il Ro-Idiota ben sappia che tipo di malfattore sia il suo idolo continui a idolatrarlo incondizionatamente. Se questo è un uomo...

VOGLIO UN PRESIDENTE COME MORATTI!

giovedì 8 luglio 2010

Wesley Sneijder

dall'ottimo Milan Night Blog (mi fa piacere che la blogosfera rossonera si stia svegliando!).






Wesley Benjamin Sneijder (Utrecht, 9 giugno 1984)
Inizia la carriera nel settore giovanile dell'Ajax. Debutta in prima squadra il 22 dicembre 2002 nella vittoria 2-0 sull'Excelsior, quando il manager Ronald Koeman, trovandosi con la squadra ridotta a causa di diversi infortuni, lo convoca su segnalazione dell'allenatore della squadra giovanile Danny Blind. Conquista rapidamente il ruolo di mediano titolare ed occasionalmente gioca anche come ala destra. Dopo il secondo posto ottenuto nella stagione d'esordio 2002-2003, dove il 26 febbraio 2003 esordisce in Europa, in Champions League, pareggiando 0-0 contro l'Arsenal, vince il titolo della Eredivisie nel 2003-2004 e termina il massimo campionato olandese ancora al secondo posto nel 2004-2005 e nel 2006-2007. Aggiunge al titolo nazionale, due Coppe d'Olanda (KNVB Cup) e tre Supercoppe d'Olanda (Johan Cruijff-schaal). (cit. Wikipedia)

Un certo Adriano Galliani un giorno a precisa domanda "Dall'Olanda si fanno sempre più insistenti le voci che vogliono uno Sneijder partente, il Milan è in pole?" rispose così: "Sneijder? C'è un accordo di massima con l'Ajax, se Sneijder dovesse lasciare la squadra, sicuramente verrà da noi." La stessa cosa disse poi Berlusconi per il Ronaldinho blaugrana. Ma mentre per il brasiliano il Milan si è mosso giusto in tempo per prenderlo in piena parabola discendente, verso l'inevitabile declino fisico, dell'olandese se ne sono perse le tracce. O meglio, le ha perse il Milan...
Ma vi riporto alcune notizie dell'epoca:


Ajax youngster Wesley Sneijder believes he has what it takes to become a major player in the European game with Milan.
The
Italian giants have been strongly associated with the 21-year-old and he insists he’s ready to follow in the footsteps of numerous Dutchman to have signed for the Rossoneri.
“I’m
honoured by the interest of Milan, they are an absolutely fantastic club,” commented the midfield sensation.
“I
think I am prepared for such a big move even if I have to underline that the decision regarding a potential transfer is not made solely by me.
“Until
there is something defined then there is really nothing more that I can say about it at all.”
Milan are
looking to freshen up their midfield options, with Swiss international Johan Vogel assessing his future after failing to win a regular first team shirt.
The
latter, who was a January transfer target for Manchester United, arrived on a free last summer from PSV Eindhoven.source : channel4.com

In pratica dice che il Milan sta seguendo Sneijder come "rimpiazzo" di Vogel! E Wesley commenta la notizia soddisfatto e desideroso di indossare la maglia rossonera perché trattasi di una grande squadra. E poi:


...Pare proprio che, viaggio ad Amsterdam o meno, il Milan abbia messo gli occhi sull' olandese Wesley Sneijder, jolly di centrocampo classe ' 84, uno capace di ricoprire vari ruoli partendo dalla zona di interno sinistro...
Gazzetta dello Sport 26/01/2006

...Da Amsterdam in questo caso potrebbero arrivare giovani buoni per altri ruoli:
Wesley Sneijder ad esempio, il genietto di Utrecht che è da sempre il preferito di Cruijff. Sneijder è un centrocampista duttile e di talento, ma esile; ha 22 anni e in Olanda molti dicono che non reggerebbe i ritmi del calcio italiano, eppure ai milanisti, nelle partite giocate contro l' Ajax in Champions, aveva fatto un' ottima impressione...
Gazzetta dello Sport 31/06/2006

...Qualche variazione è necessaria a centrocampo e
Wesley Sneijder, dell' Ajax, resta sul taccuino con Diarra del Lione. Tatticamente intelligente e talentuoso il primo, potente il secondo: Sneijder potrebbe porsi in alternativa a quasi tutti i centrocampisti milanisti, mentre Diarra sarebbe l' ideale per aiutare e coprire Pirlo in fase difensiva. Il Milan insomma si prepara a spendere per necessità, ma c' è poi il sogno per il reparto che meno ha bisogno di cambiamenti, l' attacco...
Gazzetta dello sport 17/02/2006

E per finire:

Sneijder ammette «Contatti col Milan» Ritorno su Révèillere
MILANO - Quel viaggio ad Amsterdam servì molto ad
Ariedo Braida. Servì a soddisfare le richieste di Jaap Stam per l' anno che verrà, visto che da giugno sarà dell' Ajax, e fu utile per fare due chiacchiere con l' eclettico centrocampista Wesley Sneijder per il futuro: se immediato oppure no si vedrà. «Sì - ammette l' interno classe ' 84 -, ho avuto contatti con il Milan, ma non c' è nulla di concreto. Sarebbe strano lasciare ora l' Ajax, perché posso ancora imparare molto fino al giorno in cui scadrà il mio contratto, ovvero tra due anni». Di certo il Milan lo tiene in considerazione, e non è detto che l' affare non possa andare in porto, fermo restando che nel mirino resta sempre Emre. L' olandese Sneijder, rientrato ieri e subito a segno per la qualificazioneChampions, è considerato fra i migliori talenti in circolazione nella zona mediana del campo, e anche lì il Milan si sta guardando intorno.
Gazzetta dello Sport 04/05/2006

Ed infatti che accade?

Altro colpo Real: Sneijder!
Dopo Dudek, Pepe, Drenthe, le merengues si sono assicurate le prestazioni di Wesley Sneijder, centrocampista olandese di 23 anni. Una carriera nei lancieri, dove ha realizzato 40 reti in 119 presenze, il biondo centrocampista, seguito a vista negli ultimi due anni anche dal Milan, va ad arricchire il centrocampo Real,liberando presumibilmente il non gradito Emerson.
Continua con successo anche la politica dell’Ajax, capace di proporre sempre nuovi talenti dal proprio vivaio, per poi rivenderli, ancora giovani per cifre importanti.
Per Sneijder, gli olandesi hanno incassato 26 milioni. calcio.blog.it

Eccolo li il nostro sicuro arrivo al Milan, quello con cui Galliani aveva un accordo di massima, quello per cui Braida era andato fino ad Amsterdam, lui che è abituato solo a seguire Galliani in Spagna o a perdersi per mesi in Brasile. Eccolo Sneijder mentre sfoggia la sua maglietta bianca! Che non è quella da trasferta dei rossoneri, è proprio quella del Real Madrid...

Ma il destino ha voluto che
Sneijder potesse arrivare al Milan per la seconda volta. Galliani, noto tontolone di livello mondiale del mercato calcistico, decide di svendere Kakà al Real Madrid, oltretutto andando in Spagna con le sue belle gambine per non scomodare l'amico Florentino e concludere il passaggio della stella brasiliana nonché uomo simbolo del Milan, nel giro di una serata. Tra una tartina al caviale e una bottiglia di Ronco. Poteva chiedere contropartite tecniche? Ma no! Questa minchiata l'ha già fatta quando vendette Shevchenko al Chelsea senza chiedere nessuno in cambio (Robben per esempio....), gli sembrava giusto e doveroso, ripetere la minchiata una seconda volta!

E come per quella
volta con Shevchenko, si ritrovò agli sgoccioli del mercato, gli ultimi giorni di agosto, a cercare in fretta e furia un sostituto perché non ne aveva presi, ed arrivò Oliveira, anche questa volta, dopo aver ceduto Kakà, si riduce all'ultimo momento per cercare di salvare la faccia. E dopo il summit con Berlusconi che neanche sapeva di cosa stessero parlando in quel momento, ecco l'idea! Torniamo in Spagna, torniamo a Madrid e chiediamo Sneijder! Come? Sneijder non c'è? E Robben? Neanche? Beh, allora chi c'è? Ah Huntelaar! Perfetto! Prendiamo Huntelaar! L'uomo del summit! E cosa disse Galliani a tutti i tifosi? "Abbiamo preso Huntelaar perché a noi serviva una punta, l'Inter ha preso Sneijder perché aveva bisogno di un trequartista. Noi di trequartisti ne abbiamo tanti." Si certo. Seedorf. E poi? Basta. Punte? Pato (relegato ad esterno destro, un'assurdità), Borriello e Inzaghi.

Ma
chi mi ritrovo oggi con uno scudetto, una coppa Italia e una champions league in sacoccia? Proprio questo tizio qui sotto...

Ed ora, il pretendente numero uno al titolo di pallone d'oro, si sta andando a giocare anche il mondiale con l'Olanda.

Quindi, ricapitolando, visto che il Milan ha puntato Sneijder da almeno 4 anni, visto che ci ha mandato Braida, visto che sono stati fatti 200 sondaggi con l'Ajax, visto che era stato fatto un accordo di massima per averlo, visto che se lasciava i lanceri era praticamente un giocatore del Milan, visto che poi è finito al Real ed era ad un passo dal ritornare un obbiettivo rossonero, con la cessione di Kakà, visto tutto questo, qualcuno mi spieghi, mentre il signor Wesley Benjamin Sneijder stava alzando la champions league al cielo con la maglia dell'Inter, cosa cazzo voleva dire Galliani dicendo:


"SNEIJDER? E' VENUTO FUORI ADESSO."
Com'era la storia della volpe e l'uva?






Intanto su Milan News ci spiegano che non si può prendere Joe Cole a parametro zero perché con gli stessi soldi bisogna pagare l'ingaggio di Mancini.

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