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giovedì 9 agosto 2012
Umiliati
Umiliati nel gioco e nei gol. Ma capita, può capitare. A differenza di quanto dice il solito "milanista" della domenica, che non essendo milanista non ha neanche memoria storica, perchè un 5-1 subito non si dimentica mai, una batosta del genere ha un precedente nella storia del Milan: Agosto 2000, Trofeo Jumpy Real Madrid 5- Milan 1. Stesso risultato, stesso avversario. Se vogliamo anche peggio , visto che la partita si giocò a San Siro. Ma lui, quello li, quello che "sa tutto" delle indiscrezioni di mercato, delle beghe di spogliatoio, delle cene di Galliani da Giannino, lui la storia del Milan la ignora, completamente. Come fa uno che si dice milanista a dimenticare completamente una sconfitta tanto bruciante? Magari non ti ricordi l'anno, l'occasione, non ti ricordi se noi abbiamo fatto un gol oppure no, però... come cavolo fai a dimenticarti 5 pappine prese dall'odiato Real? Questo per un milanista, ammesso che lui lo sia e io ne dubito, è molto più umiliante del risultato stesso.
giovedì 14 ottobre 2010
Eroi dimenticati: l'avventura della Coppa Federale del 1916
In risposta alle vergognose e infondate accuse, non tanto all'Inter (e già andrebbe male) ma a quegli interisti che nel 1921 hanno avuto l'unica colpa di arrivare ultimi in un campionato non ufficiale, che non prevedeva retrocessioni e che oggi , morti ormai da tempo non possono rispondere a queste infamie, riporto una pagina gloriosa del Milan, degli stessi mitici, pioneristici anni. Quando la rivalità tra le squadre era sportiva, leale ed era solo rivalità, non odio. Un epoca in cui il Milan già non vinceva più molto dopo anni invece di vacche grasse (3 scudetti in 7 anni), proprio come oggi, ma che al contrario di oggi aveva una dignità, data dall'onestà, dal rigore e dalla passione dei milanisti VERI di allora.
Da Rossonerisiamonoi.
Sospeso il campionato per la guerra, la Federazione lo sostituisce con la Coppa Federale. Ci sono tutte le big del Nord, eccezion fatta per la Pro Vercelli, e il Milan si mette in mostra vincendo il trofeo. Se da un lato fa effetto l'assenza di Van Hege, richiamato alle armi come molti compagni (solo 2 gare a fine torneo per il belga, senza gol), dall'altro colpisce il clamoroso ritorno dall'Inter del “traditore" Cevenini. Ed è un ritorno fragoroso anche in termini di risultati, visto che il bomber trascina la squadra con 10 reti in 9 partite. Marco Sala è il capitano di un Milan che da anni non vinceva un torneo ufficiale.
SUPERDERBY. Derby di fuoco al primo turno. Aldo Cevenini ridebutta in rossonero, accolto tra i mugugni dei tifosi nerazzurri e anche di quelli rossoneri, che non gli hanno ancora perdonato il tradimento. Ci metteranno poco: Cevenini realizza una doppietta, Avanzini archivia un grande 3-0. Cevenini trafigge anche l’US Milanese (raddoppia Ferrario), ed è già ora del ritorno della stracittadina: ancora lui, ancora Cevenini, ancora doppietta e cuori nerazzurri demoliti. E' lui l'uomo derby. Il girone lombardo si conclude con uno scoppiettante 3-2 in casa dell'US Milanese, segnato dalla doppietta di Ferrario e dalla rete, decisiva, ancora di Cevenini. Milan che si qualifica con 8 punti, a più 6 su Inter e USM. Il girone finale nasce con lo 0-0 di Modena e prosegue con un 3-1 esaltante sulla Juve, orchestrato ancora dalla doppietta di un grande Cevenini. Il Casale si ritira per problemi finanziari e i rossoneri vincono le due sfide a tavolino; ancora Cevenini (e la sorpresa Avanzini, attaccante che sembrava destinato a fare la riserva ma si ritaglia spazi notevoli) affossa il Modena (2-0), ma poi il Milan crolla con la Juve e col Genoa: un periodo di crisi che non intacca la marcia della squadra di capitan Sala, che alza la Coppa Federale nella sfida col Genoa, battuto per 3-1: apre Morandi, pareggia da rigore l'ex stella rossonera De Vecchi; Cevenini riporta il Milan in vantaggio dal dischetto e al '90 archivia il trionfo.
CEVENINI BOMBER. Capitano e leader difensivo, Sala è la bandiera del Milan e il campione più rappresentativo dopo Cevenini. In coppia con l'ottimo Pizzi compone un perfetto muro difensivo (10 gare a testa) a protezione di Barbieri; il portiere, dopo tanti anni da titolare, viene alternato a Gambuti. A centrocampo si mette in mostra Cazzaniga da Giussano, un buon mediano che ha esordito l'anno prima e fino al 1920 giocherà con una certa frequenza. Scarioni, richiamato temporaneamente alla armi, è rimpiazzato da vari elementi che non sanno imporsi con continuità; anche Lovati è assente in stagione, e titolare diventa il bravo Soldera (9 gare). In attacco la sorpresa è Avanzini, ex riserva di basso profilo che però si ritaglia 9 gare condite da 4 gol. Artefice del successo è il cavallo di ritorno Aldo Cevenini: l'ex rossonerazzurro segna la bellezza di 10 gol in 9 gare brillando per potenza e tecnica realizzativa. Splendida la doppietta con cui griffa la finale e ipoteca il trofeo contro il Genoa. Il solito Ferrario non manca di timbrare il cartellino (3 reti, 8 partite), mentre Morandi corre e smista palloni con la solita esperienza (10/1). In rosa giocano qualche match pure Bozzi, Cevenini III, Crespi, Gandolfi, Greppi (discreto centrocampista negli anni della guerra), Guarnieri, Mazzoni, Enio Moroni, Rainieri, Zacchi (un attaccante di livello non altissimo, comunque autore di 8 gol nelle sue stagioni al Milan) e Van Hege, che dopo le 2 gare iniziali senza reti torna in Patria chiamato alle armi.

Da Rossonerisiamonoi.
La Federazione sospende il campionato per la guerra e lo rimpiazza con la Coppa Federale. Vince il Milan, trascinato dai 10 gol in 9 partite del rientrante Cevenini. Che diventa eroe nel derby dell''ex'...
SUPERDERBY. Derby di fuoco al primo turno. Aldo Cevenini ridebutta in rossonero, accolto tra i mugugni dei tifosi nerazzurri e anche di quelli rossoneri, che non gli hanno ancora perdonato il tradimento. Ci metteranno poco: Cevenini realizza una doppietta, Avanzini archivia un grande 3-0. Cevenini trafigge anche l’US Milanese (raddoppia Ferrario), ed è già ora del ritorno della stracittadina: ancora lui, ancora Cevenini, ancora doppietta e cuori nerazzurri demoliti. E' lui l'uomo derby. Il girone lombardo si conclude con uno scoppiettante 3-2 in casa dell'US Milanese, segnato dalla doppietta di Ferrario e dalla rete, decisiva, ancora di Cevenini. Milan che si qualifica con 8 punti, a più 6 su Inter e USM. Il girone finale nasce con lo 0-0 di Modena e prosegue con un 3-1 esaltante sulla Juve, orchestrato ancora dalla doppietta di un grande Cevenini. Il Casale si ritira per problemi finanziari e i rossoneri vincono le due sfide a tavolino; ancora Cevenini (e la sorpresa Avanzini, attaccante che sembrava destinato a fare la riserva ma si ritaglia spazi notevoli) affossa il Modena (2-0), ma poi il Milan crolla con la Juve e col Genoa: un periodo di crisi che non intacca la marcia della squadra di capitan Sala, che alza la Coppa Federale nella sfida col Genoa, battuto per 3-1: apre Morandi, pareggia da rigore l'ex stella rossonera De Vecchi; Cevenini riporta il Milan in vantaggio dal dischetto e al '90 archivia il trionfo.
CEVENINI BOMBER. Capitano e leader difensivo, Sala è la bandiera del Milan e il campione più rappresentativo dopo Cevenini. In coppia con l'ottimo Pizzi compone un perfetto muro difensivo (10 gare a testa) a protezione di Barbieri; il portiere, dopo tanti anni da titolare, viene alternato a Gambuti. A centrocampo si mette in mostra Cazzaniga da Giussano, un buon mediano che ha esordito l'anno prima e fino al 1920 giocherà con una certa frequenza. Scarioni, richiamato temporaneamente alla armi, è rimpiazzato da vari elementi che non sanno imporsi con continuità; anche Lovati è assente in stagione, e titolare diventa il bravo Soldera (9 gare). In attacco la sorpresa è Avanzini, ex riserva di basso profilo che però si ritaglia 9 gare condite da 4 gol. Artefice del successo è il cavallo di ritorno Aldo Cevenini: l'ex rossonerazzurro segna la bellezza di 10 gol in 9 gare brillando per potenza e tecnica realizzativa. Splendida la doppietta con cui griffa la finale e ipoteca il trofeo contro il Genoa. Il solito Ferrario non manca di timbrare il cartellino (3 reti, 8 partite), mentre Morandi corre e smista palloni con la solita esperienza (10/1). In rosa giocano qualche match pure Bozzi, Cevenini III, Crespi, Gandolfi, Greppi (discreto centrocampista negli anni della guerra), Guarnieri, Mazzoni, Enio Moroni, Rainieri, Zacchi (un attaccante di livello non altissimo, comunque autore di 8 gol nelle sue stagioni al Milan) e Van Hege, che dopo le 2 gare iniziali senza reti torna in Patria chiamato alle armi.
da Wikipedia.
Le eliminatorie riscossero un grande successo di pubblico, con numerosi derby assai accesi e sentiti. Grande attesa vi era dunque per il girone finale, in programma fra febbraio ed aprile. Subito si ebbe tuttavia il problema del Casale che, per gravissimi problemi finanziari, dovette ritirarsi dopo una sola gara in cui aveva perso contro la Juve. Il raggruppamento fu estremamente equilibrato, e solo all'ultima giornata il Milan riuscì ad aggiudicarsi l'ambita coppa, battendo in casa i Grifoni "virtuali" Campioni d'Italia in carica. Determinante per il successo rossonero fu il figliol prodigo Aldo Cevenini, mentre il super bomber Louis Van Hege dovette lasciare a metà stagione, richiamato al fronte in Belgio.
Questa vittoria fu il canto del cigno per la società rossonera, che uscirà totalmente ridimensionata dal conflitto, iniziando un lunghissimo periodo buio che si concluderà solo al termine di una nuova guerra, nel 1945. Per quanto riguarda la Federazione, l'aggravarsi delle funeste notizie dal fronte, sconsigliarono di ripresentare la manifestazione l'annata successiva. I Comitati Regionali misero in piedi vari tornei locali, sempre più raccogliticci, addirittura a porte chiuse dopo la rotta di Caporetto. Solo nel 1919, con la vittoria, ritornerà il calcio a livello nazionale.
| Una formazione rossonera del 1915: in piedi Sala, Barbieri, Pizzi; inginocchiati Scarioni, Soldera, Lovati; a terra Morandi, Ferrario, Brevedan, Van Hege, Bozzi. |
Nei decenni a seguire questa coppa, pur essendo tradizionalmente riportata con una voce specifica negli albi d'oro del campionato, non venne mai considerata assimilabile ad un vero scudetto, anche dopo il verificarsi di un caso assolutamente speculare, quello del campionato dell'Alta Italia del 1944. Il dibattito si riaccese agli inizi degli anni Settanta, allorché la società di via Turati, a quota nove scudetti, incappò in una serie di brucianti secondi posti in campionato, conditi da aspre polemiche. Giornalisti vicini ai rossoneri cominciarono a chiedere di riconsiderare il valore di quella coppa, se non equiparandola ad uno scudetto, per lo meno assegnando in anticipo ai milanesi la stella d'oro al merito sportivo.
L'iniziativa tuttavia, già portata avanti con poca convinzione dai suoi stessi ideatori, non fu mai presa in considerazione dalla FIGC. L'esito negativo di un analogo, più convinto tentativo da parte dello Spezia nel2002 di vedersi assegnato lo scudetto del 1944 dalla Federazione chiude definitivamente le porte ad una postuma rivalutazione dei due tornei bellici.
martedì 31 agosto 2010
Mister Allegri perché Oduamadi si e Verdi no?
Mi ha un po' sorpreso questa scelta ma posso capirla. In parte l'età (l'africano ha due anni più di Verdi e a quest'età contano e fisicamente si vedono), in parte forse le caratteristiche (Verdi è più un palleggiatore, che si sa saltare l'uomo, ma preferisce la palla sul piede che nello spazio, Odu è più uno scattista.).
Ad ogni modo credo che in termini di talento tra i due c'è un abisso anche se non mi faccio troppe illusioni neanche su Verdi. Di folletti mancini al Milan ne abbiamo visti passare tanti, da De Zerbi a Rabito (forse il più talentuoso di tutti ma che ha ballato una sola stagione, o due, prima di scadere nel totale anonimato), da Locatelli a Morfeo , entrambi scuola Atalanta: il secondo è tra questi quello che ha fatto la carriera migliore , anche se consideriamo che nelle giovanili era considerato al livello di Totti ha certamente deluso, come ha sempre deluso quando si è affacciato nelle grandi squadre forse frenato dai tanti stranieri e da un' interpretazione del ruolo un po' amorfo. Forse in altri tempi sarebbe potuto essere non certo un Rivera ma un Beccalossi si.
E poi come dimenticare Pasquale Foggia in questa particolare galleria, l'ultimo della serie. O, citando invece i destri i vari Stroppa, Lantignotti, Valtolina, Cozza(uno di quelli che forse avrebbe meritato una miglior carriera), Mannari (un po' l'emblema e il simbolo di tutti quanti), solo per citare gli italiani di epoca berlusconiana con ruolo e caratteristiche più o meno assimilabili a quelle di Verdi. E potrei andare avanti: Liperoti, Rassu, D'Aversa, De Francesco, Vianello, l'italianissimo, a dispetto del nome Eder Bau etc... Tutti in qualche modo incompiuti. O compiutissimi, solo che ce li avevano dipinti come dei fenomeni che in realtà non erano, almeno non a quei livelli.
Paradossalmente del più forte che abbiamo avuto, Fabrizio Miccoli, non abbiamo mai sentito parlare e incensare dai soliti media visto quant'è stata fugace la sua storia rossonera e quanto precocemente (15 anni) è andato via. E qualcuno me lo sono pure dimenticato.
Comunque sia, in bocca al lupo Simone.
P.s. Ma SimonLuca Agazzone lo ricordate? Pure lui dipinto come semifenomeno da Piccinini e Longhi nelle amichevoli estive... Dai, con un cognome così., come dimenticarlo...
E dei "nuovi Baresi" Zanoncelli, Verga (ottimo, peccato per gli infortunii), Belotti? E del "nuovo Albertini": Corrent. Di futuri fenomeni ne abbiamo avuti tanti. Per non parlare degli attaccanti-attaccanti: Cappellini, Borneo, Lorenzini, Dionigi, Saudati etc... o i terzini : Nava, Pessotto, Porrini (i migliori), Costi, Ferri, Darmian ...ok mi fermo qui. Per ora. Se ve ne ricordate altri...
Ad ogni modo credo che in termini di talento tra i due c'è un abisso anche se non mi faccio troppe illusioni neanche su Verdi. Di folletti mancini al Milan ne abbiamo visti passare tanti, da De Zerbi a Rabito (forse il più talentuoso di tutti ma che ha ballato una sola stagione, o due, prima di scadere nel totale anonimato), da Locatelli a Morfeo , entrambi scuola Atalanta: il secondo è tra questi quello che ha fatto la carriera migliore , anche se consideriamo che nelle giovanili era considerato al livello di Totti ha certamente deluso, come ha sempre deluso quando si è affacciato nelle grandi squadre forse frenato dai tanti stranieri e da un' interpretazione del ruolo un po' amorfo. Forse in altri tempi sarebbe potuto essere non certo un Rivera ma un Beccalossi si.
E poi come dimenticare Pasquale Foggia in questa particolare galleria, l'ultimo della serie. O, citando invece i destri i vari Stroppa, Lantignotti, Valtolina, Cozza(uno di quelli che forse avrebbe meritato una miglior carriera), Mannari (un po' l'emblema e il simbolo di tutti quanti), solo per citare gli italiani di epoca berlusconiana con ruolo e caratteristiche più o meno assimilabili a quelle di Verdi. E potrei andare avanti: Liperoti, Rassu, D'Aversa, De Francesco, Vianello, l'italianissimo, a dispetto del nome Eder Bau etc... Tutti in qualche modo incompiuti. O compiutissimi, solo che ce li avevano dipinti come dei fenomeni che in realtà non erano, almeno non a quei livelli.
Paradossalmente del più forte che abbiamo avuto, Fabrizio Miccoli, non abbiamo mai sentito parlare e incensare dai soliti media visto quant'è stata fugace la sua storia rossonera e quanto precocemente (15 anni) è andato via. E qualcuno me lo sono pure dimenticato.
Comunque sia, in bocca al lupo Simone.
P.s. Ma SimonLuca Agazzone lo ricordate? Pure lui dipinto come semifenomeno da Piccinini e Longhi nelle amichevoli estive... Dai, con un cognome così., come dimenticarlo...
E dei "nuovi Baresi" Zanoncelli, Verga (ottimo, peccato per gli infortunii), Belotti? E del "nuovo Albertini": Corrent. Di futuri fenomeni ne abbiamo avuti tanti. Per non parlare degli attaccanti-attaccanti: Cappellini, Borneo, Lorenzini, Dionigi, Saudati etc... o i terzini : Nava, Pessotto, Porrini (i migliori), Costi, Ferri, Darmian ...ok mi fermo qui. Per ora. Se ve ne ricordate altri...
giovedì 21 gennaio 2010
sabato 14 novembre 2009
Le corna del diavolo di Carlo Petrini*.Parte seconda: l' "affaire" Mundialito.
*La riproduzione parziale di opere letteraria è consentita dalla legge. Qualora l'autore, la casa editrice Kaos Edizioni o chiunque altro detenga i diritti sull'opera ritenga che la porzione di opera qui e in altri post riprodotta ecceda il limite consentito dalla Legge, è pregato di contattarci al nostro indirizzo di posta elettronica rossonerodivergogna@gmail.com. In questo modo provvederemo ad eliminare la parte eccedente. Ad ogni modo sottolineamo il fatto che l'opera è già stata trascritta da altri in formato elettronico ed è presente in altri siti web (verosimilmente senza il permesso dei detentori dei diritti) da cui abbiamo attinto.
IL FURBO DELLA P2
Il signor Silvio Berlusconi incominciò a strumentalizzare il calcio a scopi di potere (affari e politica) nell'autunno del 1980,cioè sei anni prima di mettere le mani sul Milan.E cominciò con i metodi suoi che diventeranno famosi,quelli nello stile della massoneria segreta P2 di cui faceva parte:manovre,corruzione e propaganda.
Quello che il futuro padrone del Milan combinò nell'autunno del 1980 intorno al calcio lo ha raccontato un libro coraggioso,che però è stato sotterrato da quintali di censura e pochi lo hanno letto (Il libro è del giornalista Mario Guarino si intitola Fratello P2 1816.L'epopea piduista di Silvio Berlusconi,e lo ha pubblicato la Kaos edizioni nel 2001.Il capitolo "calcistico" è quello intitolato "Il Mundialito della P2>> (pagg. 113-29).Nessuna querela,e nessuna smentita:solo silenzio e censura da parte di giornali e tv,la solita disinformazione nell'interesse del potere.
Allora riporto qui quelle pagine censurate,dove si racconta del torneo internazionale Mundialito giocato in Uruguay tra il dicembre 1980 e il gennaio 1981.Un torneo calcistico benedetto dalla P2 e strumentalizzato dal piduista Berlusconi,una storiaccia che anche i tifosi pallonari di oggi devono conoscere.Per capirla bene bisogna però tenere a mente due fatti.
Il primo è che il signor Berlusconi in quel momento,autunno 1980,era un pirata dell'etere perchè,violando la legge e le sentenze della Corte costituzionale che obbligavano le tv private a trasmettere a livello locale,con Canale 5 occupava l'etere pubblico e trasmetteva in tutta Italia usando il trucco delle cassette (Il divieto della Corte costituzionale per le trasmissioni nazionali era transitorio,e aveva lo scopo di impedire che si creassero situazioni monopolistiche,dato che il parlamento doveva preparare la legge che regolamentava l'emittenza privata. Il trucco delle cassette era una furbata da magliari:le varie emittenti regionali della Fininvest ricevevano i programmi e la pubblicità in cassette pre-registrate,che trasmettevano con pochi minuti di differenza).
Il secondo fatto è che poteva violare la legge senza che nessuno intervenisse perchè era protetto dai partiti di governo (in particolare dal Psi di Craxi), e perchè faceva parte della massoneria segreta P2. In più,quella era l'Italia di Tangentopoli, e il signor Berlusconi in quell'Italia ci stava come un topo nel formaggio.
Ecco la vicenda del Mundialito,raccontata dal libro di Guarino.
(Pagine 12-13)
Montevideo,autunno 1980.La giunta militare,al potere in Uruguay dopo il colpo di Stato del 1973,si apprestava ad affrontare due importanti scadenze.Un referendum costituzionale,fissato per il 30 novembre;e lo svolgimento,a Montevideo (30 dicembre-10 gennaio 1981),di un torneo calcistico fra nazionali che avevano vinto,a partire dal 1930,la Coppa del mondo di calcio.Nelle intenzioni della giunta,il referendum avrebbe dovuto tradursi in un plesbicito tale da legittimare la feroce dittatura militare (circa settemila prigionieri politici su meno di 3 milioni di abitanti,con i partiti e le organizzazioni sindacali messi fuorilegge).Il successivo torneo calcistico-grande evento sportivo battezzato "Mundialito"-avrebbe invece dovuto "rilanciare l'immagine"del paese latinoamericano e del suo governo golpista sulla scena internazionale,rompendone l'isolamento politico.
Al Mundialito uruguaiano avevano dato a loro adesione le nazionali calcistiche di Argentina,Brasile,Germania,Italia e Olanda (quest'ultima in sostituzione dell'Inghilterra,
che pur avendo vinto la Coppa Rimet non aveva voluto partecipare al torneo propagandistico inventato dalla giunta golpista di Montevideo).
Nell'Uruguay oppresso dalla dittatura militare il capo della P2 Licio Gelli era di casa.Il Venerabile aveva la residenza ufficiale a Montevideo,nella zona di Carrasco,in Calle Jean Manuel Ferrari numero 1325: una maestosa villa (abitata anche da suo figlio Maurizio con moglie e prole)che gli era stata assegnata mediante un apposito decreto ministeriale emanato dal governo golpista,e nella quale custodiva l'archivio della Loggia segreta attiva sopratutto in Italia.In Uruguay il capo della Loggia P2 possedeva decine di appartamenti e un'azienda agraria,ed era un importante azionista del Banco Finanziario Sudamericano.Nella capitale uruguaiana circolava la voce che Gelli non fosse estraneo all'organizzazione del torneo calcistico-propagandistico.
(pagine 13-14)
L'aspetto portante dell'operazione-Mundialito,in ragione dei suoi manifesti intenti politico-propagandistici,consisteva nella teletrasmissione delle varie partite del torneo in Europa.La Federazione calcistica uruguaiana aveva affidato la proprietà dei diritti televisivi alla società Strasad,domiciliata nel paradiso fiscale di Panama e ufficialmente rappresentata dal commerciante greco-uruguaiano Angelo Vulgaris (titolare di un'azienda di import-export di carne e bestiame).
Nei mesi di settembre-ottobre del 1980 i giornali italiani cominciarono a scrivere del Mundialito presentandolo come l'evento sportivo dell'anno,anzi del decennio: un "super-mondiale" calcistico al massimo livello quale s'era visto.
In prima fila nel suonare la grancassa del "mondiale dei Mondiali" c'erano il più importante quotidiano italiano, il "Corriere della sera", e il più importante quotidiano italiano,il "Corriere della sera", e il più diffuso quotidiano sportivo ,"La Gazzetta dello Sport",entrambi editi della Rizzoli controllata dalla P2 (tessera 1816).
Dopo un preventivo e riservato viaggio a Montevideo di alcuni emissari berlusconiani,il 20 novembre 1980 a Ginevra la Strasad di Vulgaris cedette i diritti televisivi del Mundialito per l'Italia e per altri Paesi europei (Germania,Austria,Olanda,
Svizzera,Grecia,Portogallo,Danimarca,Norvegia,Svezia) alla società Rete Italia della berlusconiana Fininvest.Il prezzo ufficiale della transizione svizzera-900 mila dollari,circa un miliardo di lire dell'epoca,per 7 partite di calcio-era assolutamente oneroso.E il merito dell'accordo risultava stupefacente,dato che Berlusconi disponeva di una tv privata locale,Telemilano-Canale 5, illegalmente articolata in forma di network (emittenti regionali coordinate da Milano), che non poteva trasmettere nè in diretta nè in ambito nazionale,nè ovviamente poteva disporre del satellite intercontinentale necessario alla teletrasmissione da Montevideo.
La prima notizia dello stranissimo accordo svizzero fra la Strasad domiciliata a Panama e l'affarista milanese,nei termini in cui venne divulgato,provocò sconcerto e polemiche.
<>,dichiarò Vulgaris a "Il Giornale",poi precisò :<>.
(pagine 15-16)
La Rai smentì la versioe dei fatti sostenuta dal commerciante uruguaiano,parlò di <> e denunciò l'onerosità dell'affare.<>,dichiarò il consigliere della Rai Luca Pavolini.
Fu "Il Giornale",nell'edizione del 1 dicembre 1980, a ufficializzare l'evento e a scatenare l'offensiva mediatica.
A tutta pagina,sotto il titolo cubitale <>,il quotidiano controllato dall'affarista piduista 1816 scriveva: <>.Quindi il quotidiano berlusconiano in tutta Itala:la rete tv di Canale 5 raggiunge già oggi un terretorio dove risiedono più di trentatre milioni di telespettatori,ma è in progetto un'ulteriore estensione dei collegamenti per consentire a tutti gli italiani di assistere alle partite del Mundialito>>.
Nella stessa pagina,sotto il titolo <>,il quotidiano berlusconiano scriveva ancora: <>.L'articolo,che attaccava frontalmente il monopolio della Rai,era firmato Giuseppe Prisco,consigliere di amministrazione sia del piduista Banco Ambrosiano,sia della Rizzoli Editore controllata dalla P2.
Benchè all'apparenza incomprensibili,gli intenti di Berlusconi erano precisi:assicuratosi i diritti esclusivi di teletrasmissione del Mundialito, e amplificando attraverso i mass media controllati dalla P2 l'attesa e la portata del torneo calcistico internazionale presso i molti milioni di sportivi italiani,l'affarista piduista intendeva arrivare a rompere il monopolio Rai.Infatti dichiarò:<>.
(pagine 16-17)
La Rai replicò:<>.Secondo la tv di Stato la vicenda era comunque chiara: <>.Nel suo comunicato,la Rai rilevava inoltre come Berlusconi avesse pagato in Svizzera alla società panamense Strasad una somma che l'ente di Stato definiva <>,e questo benchè Canale 5 non avesse <>.
La manovra entrò nel vivo ai primi di dicembre,quando Canale 5 annunciò di avere inoltrato la richiesta ufficiale alla Rai di poter disporre del satellite per la teletrasmissione dele partite da Montevideo.Il ministro delle Poste,il socialdemocratico Michele Di Giesi,espresse verbalmente un immediato rifiuto:<<>), fingendo di ignorare che l'etere pubblico è una risorsa limitata.
Ma il "fratello" 1816 ostentava una sicurezza tanto granitica quanto strana:<>,dichiarò alla "Gazzetta dello Sport" il 4 dicembre.Tanta sicurezza era forse risposta nel fatto che il segretario e il vicesegretario e il vicesegretario del Psdi (il partito del ministro Di Giesi),Pietro Longo e Renato Massari,erano "fratelli" piduisti (tessere 2223 e 2172),e nel fatto di poter contare sugli altri "fratelli" infiltrati nei partiti,nel governo, e nella stessa tv di Stato.
In Italia la vicenda del Mundialito-gonfiata dai giornali piduisti attraverso una martellante campagna-cominciò ad assumere i contorni di un vero e proprio affare di Stato, con aspetti sempre più marcatamente politici e un crescendo di polemiche roventi.Il giornalisti Rai Gianni Minà,dagli schermi della tv di Stato,adombrò l'opportunità che la Guardia di finanza indagasse sull'accordo svizzero Berlusconi-Vulgaris;ma il ministro delle Finanze era il socialista Franco Reviglio, e il comandante generale della Guardia di finanza,il generale Orazio Giannini,era anche lui affiliato alla P2 (tessera 2116).
(pagine 17-18-19)
Il più importante quotidiano italiano,il "Corriere della Sera",controllato dal banchiere piduista Robarto Calvi (tessera num 1624) e diretto dal piduista Franco Di Bella (tessera 1887), era in prima fila nel sostenere la trama politico-affaristica italo-uruguaiana che vedeva impegnato il "fratello" Berlusconi, e dedicava intere pagine all'evento-Mundialito,dall'altro aizzava la pubblica opinione contro la tv di Stato e contro il governo.
Gli attacchi del "Corriere" si susseguivano concentrici:contro la Rai-tv,contro la stessa Federazione italiana gioco calcio,accusata di "freddezza": <>.
Poi il quotidiano piduista di via Solferino riportava con risalto l'opinione dell'ex presidente della Corte costituzionale e ex presidente della Rai Aldo Sandulli,il quale dichiarava: <>. A Sandulli-che era il legale dell'editore del "Corriere della sera",il piduista Angelo Rizzoli (fascicolo num 0532)-replicò il consigliere Dc della Rai Nicolò Lipari: <>.
Alla domnada del perchè Canale 5 avesse comprato i diritti televisivi del Mundialito pur sapendo che non avrebbe potuto utilizzarli,Berlusconi rispose: <>. E dopo avere definito il "no" del ministro delle Poste all'utilizzo del satellite Rai <>,il piduista di Canale 5 ribadì le sue enigmatiche certezze: <>. Il "fratello" 1816 sapeva bene che il lavorìo occulto della Loggia segreta era in corso.
(pagine 19-20)
Verso la metà di dicembre,quando mancavano ormai due settimane all'inizio del torneo,la vicenda Mundialito sembrava arenata in un vicolo cieco.Se la situazione non avesse trovato un rapido sbocco,la giunta golpista al potere in Uruguay rischiava di veder vanificata la sua operazione propagandistica verso l'Europa:una operazione ancora più indispensabile e urgente, dopo che il referendum plesbiscitario del 30 novembre si era risolto in una chiara sconfitta della dittatura.
In Italia la campagna dei media piduisti crebbe di intensità,stringendo d'assedio la tv di Stato e la classe politica,e sobillando la pubblica opinione.Il più diffuso settimanale italiano "Sorrisi e Canzoni Tv" (controllato dalla Rizzoli piduista),arrivò a dedicare all'eveto-Mundialito un servizio lungo ben dieci pagine, con tanto di foto berlusconiana e dichiarazione del piduista 1816: <>.
Sull'onda delle pressioni mediatiche qualcosa cominciò a muoversi.Circolò voce di nuovi contatti tra la Federazione calcistica uruguaiana,l'Eurovisione,la Rai-tv, e il piduista milanese detentore dei diritti di teletrasmissione.L'intricata vicenda si era ormai trasformata in un formidabile battage pubblicitario:non solo per il torneo calcistico,ma anche e sopratutto per l'illegale network Canale 5 e per il suo rappresentante Silvio Berlusconi.I giornali controllati dalla P2 presentante Silvio Berlusconi.I giornali controllati dalla P2 facevano da megafono al "fratello" 1816,che veniva ritratto come Davide contro Golia,un eroico imprenditore privato in lotta solitaria contro la gigantesca tv di Stato per permettere a milioni di italiani di assistere al "Supermondiale"calcistico che la Rai voleva invece negare ai teleutenti.Il "privato" buono e gratis, contro il "pubblico" brutto,cattivo e a pagamento (il canone).
Il "Corriere della sera" diretto dal piduista Di Bella arrivò a scrivere: <>.
I giornali italiani controllati dalla P2 alternavano pressioni,minacce e lusinghe rivolte al ministro delle Poste;sobillavano i milioni di sportivi italiani contro la Rai-tv;alimentavano l'attesa per il torneo calcistico fino a renderla febbrile.
Ma avevano sempre la massima cura di nascondere la realtà socio-politica della dittuatura uruguaiana.
Fu il Psi craxiano a rompere gli indugi uscendo allo scoperto.Il quotidiano del partito "Avanti" invitò perentoriamente la Rai a trovare un accordo con Canale 5 accampando la seguente motivazione:<< Il cittadino si domanda perchè questo accordo non avvenga ,anche alla luce del canone piuttosto salato che lo stesso cittadino fa pervenire nelle casse della Rai-tv>>. Quella dei craxiani era una sortita "mirata":infatti Berlusconi intendeva anche costringere la Rai a sborsare il costo degli onorosissimi diritti esteri comprati da Rete Italia ma inutilizzabili a causa del perdurante veto dell'Eurovisione.Evocando <>anche il presidente del Coni,il craxiano Franco Carraro, sollecitò la Rai a raggiungere un accordo con Canale 5 che garantisse la trasmissione del Mundialito in Italia e in Europa.
In Olanda,intanto,sit-in e campagne di stampa contestavano la partecipazione della Nazionale dei tulipani all'imminente torneo organizzato dalla dittatura uruguaiana.Lo stesso ministro degli Esteri olandese,su inchiesta del Parlamento, invitò la Federazione calcistica a riconsiderare l'autonoma decisione di prendere parte al Mundialito nell'Uruguay insanguinato dal militari golpisti.
In Italia,quarantuno calciatori di serie A sottoscrissero una pubblica denuncia contro la dittatura uruguaiana.Ma il "Corriere della sera" censurò la denuncia, e sotto il titolo <> l'8 dicembre informò i lettori che <>. L'articolo si dilungava in una dettagliata descrizione geografico-turistico-gastronomica dell'Uruguay senza fare il minimo accenno alla dittatura militare che da anni insanguinava e opprimeva il Paese.Neppure dove il più diffuso quotidiano italiano invitava il lettore a visitare <>.
Del resto il venerabile Gelli aveva molto a cuore i destini dell'Uruguay.La faraonica villa di Montevideo concessagli dalla giunta militare,dove era custodito l'archivio della Loggia segreta,era la base operativa dei traffici affaristici del capo della P2 in Sudamerica (aveva interessi finanziari e possedimenti anche in Brasile,Argentina e Paraguay).Gelli vi si recava spesso,imbarcandosi a Roma con un passaporto diplomatico argentino (num 004504).
(pagine 21-22-23)
Nell'affaire Mundialito svolse un ruolo decisivo "La Gazzetta dello Sport",il più diffuso quotidiano sportivo italiano,edito dalla Rizzoli piduista.
Nell'edizione del 18 dicembre,sotto il cubitale titolo a nove colonne <>,"La Gazzetta" annunciò che <<>.
Nella stessa pagina, "La Gazzetta dello Sport" pubblicava la veemente reazione del "fratello"Berlusconi al no ufficiale del ministro: <>. Quindi il quotidiano sportivo della P2 riportava il diktat berlusconiano per trovare una soluzione:
<>.
Ma la Rai respinge entrambe le proposte berlusconiane,per cui i giornali della P2 intensificarono i loro attacchi alla tv di Stato e al ministro delle Poste.In prima pagina, "Il Giornale" li accusò di <>.Il "Corriere della sera" del 18 dicembre scrisse di <>,argomentando:<>.
Pagine (23-24-25)
Il 20 dicembre ecco il primo,incredibile colpo di scena,un vero miracolo italiano.Come aveva "previsto" il piduista 1816,il ministro delle Poste Di Giesi,ribaltando la posizione di totale chiusura affermata e ribadita fino al giorno prima,si disse all'improvviso disponibile a concedere a Canale 5 l'uso del satellite della Rai nel quadro di un accordo fra l'illegale netwek dell'affarista piduista e la tv di Stato,accordo che il ministro si impegnò pubblicamente a ricercare in prima persona al più presto.
<>, proclamò l'intrepido onorevole Di Giesi, subito salutato dalle lodi dei quotidiani piduisti (il "Corriere della sera"del 21 dicembre inneggiò alla <>).La soluzione che il ministro Di Giesi proponeva come repentino <> -una spartizione tra Canale 5 e la Rai, con un sostanzioso conguaglio in denaro pagato dalla tv di Stato alla Fininvest-era precisamente quella voluta da Berlusconi.
Subito dopo arrivò il secondo miracolo berlusconiano.Anche la tv di Stato, che fino al giorno prima aveva negato l'eventualità di accettare una simile soluzione e comunque di patteggiare un accordo con Canale 5,manifestò una improvvisa disponibilità all'intesa prospettata dal ministro.Il presidente della Rai,il socialista Sergio Zavoli,dichiarò:<>.
<>,confermò l'onorevole Di Giesi,precisando che <>,per cui <>. Nella notte fra il 19 e il 20 dicembre, qualcuno o qualcosa aveva "convinto" il potere politico, e sia il ministro delle Poste sia la tv di Stato avevano cambiato idea.
Il 23 dicembre un comunicato di Canale 5 annunciò: <>.
<>, esultò il piduista 1816 intervistato dalla "Gazzetta dello Sport" il 24 dicembre.E nell'occasione arrivò perfino a indossare una maschera vittimistica:<>.L'intervista a Berlusconi (preceduta da un apologetico ritratto del "magico imprenditore geniale infaticabile") era firmata da Maurizio Mosca, il cui fratello-Paolo Mosca,direttore della rizzoliana "Domenica del Corriere" -era affiliato alla P2 (tessera 2100).
Così "Il Giornale" del 29 dicembre,in prima pagina, potè annunciare trionfante: <<>.
L'affarista piduista di Canale 5,dunque, non solo aveva piegato ai suoi voleri il ministro delle Poste e la tv di Stato,ma si era anche liberato degli inutilizzabili diritti esteri (bloccati dal veto dell'Eurovisione), che aveva rifilato in blocco alla Rai a prezzo maggiorato. La tv di Stato italiana che fino a poco prima aveva costituito l'ostacolo al compiersi della operazione-Mundialito in Europa,nel volgere dipoche ore ne era divenuta il cardine.A spese dei contribuenti italiani, e a beneficio delle tasche,degliafari e della popolarità del "magico impreditore" affiliato alla P2,il quale apparve,agli occhi di milioni di sportivi italiani,poco meno che un eroe.Una raffica dimiracoli italiani.
<>,annunciò Berlusconi alla compiacente "Gazzetta dello Sport".<>. In barba alla legge, e con il pieno avallo governativo e della stessa Rai, il network del piduista 1816 era sempre più platealmente una televisione a carattere nazionale.E approfittando del vuoto legislativo,assumeva di fatto connotazioni monopolistiche.
(pagine 25-26-27)
La tv di Stato tentò di giustificare l'incredibile conclusione della vicenda con una dichiarazione del suo vicepresidente Giampiero Orsello,riportata dalla "Gazzetta dello Sport" il 23 dicembre: <>.Così sempre il ministro delle Poste Michele Di Giesi,anche Giampiero Orsello era un esponente del Pdsi,il partito socialdemocratico guidato dal piduista Piero Longo.Ma il vicepresidente della Rai Orsello era anche incluso nell'elenco degli affiliati della Loggia P2:fascicolo 0060.
Intanto,arrivati a Montevideo,i calciatori delle varie nazionali toccarono con mano il clima che opprimeva l'Uruguay:gli alberghi che li ospitavano erano presidiati dalle forze di polizia,sia all'interno che all'esterno.Il 1 gennaio quattro atleti della nazionale italiana (Cabrini,Tardelli,Gentile e Zaccarelli),usciti dall'albergo insieme a un fotografo,furono circondati da militari armati di mitra spianati, e per evitare il peggio dovette intervenire un ufficiale.Nella corrispondenza del quotidiano piduista "L'Occhio",diretto dal "fratello" Maurizio Costanzo (tessera 1819),il grave episodio venne attribuito non alla dittatura,ma al fatto che <>.
Il 6 gennaio 1981,mentre a Montevideo il Mundialito volgeva al termine,il quotidiano berlusconiano "Il Giornale" pubblicò con grande rilievo un'intervista a Artemio Franchi.L'11 gennaio anche il "Corriere della Sera"pubblicò un'intervista analoga (titolo:<>),seguito a ruota dalla "Gazzetta dello Sport" (titolo:Franchi invita a riflettere sul successo del torneo>>).
Ex presidente della Federazione italiana gioco calcio,e da pochi mesi presidente del Uefa,Franchi era stato il "padrino sportivo",sul versante italiano,del Mundialito:infatti,nel 1979,nella sua veste di presidente della Figc,aveva personalmente voluto e deciso la partecipazione della Nazionale italiana al propagandistico torneo calcistico organizzato dalla dittatura militare uruguaiana.Naturalmente anche Artemio Franchi era presente nell'elenco degli affiliati alla Loggia segreta P2:fascicolo 0402.
All'inizio e alla fine dell'affaire Mundialito,sul conto bancario svizzero "Protezione" (num 633369,presso la Ubs-Unione Banche Svizzere di Lugano),la P2 convogliò due versamenti per un totale di 7 milioni di dollari.
Il primo accredito,di 3,5 milioni di dollari, era stato effettuato il 31 ottobre 1980,all'inizio della vicenda-Mundialito.Il secondo,dello stesso importo, il 3 febbraio 1981,un mese dopo la conclusione del torneo calcistico uruguaiano.Il denaro partì dalle casse estere del Banco Ambrosiano controllato dalla P2, e arrivò all'Unione Banche Svizzere di Lugano,sul conto "Protezione",il cui beneficiario era l'architetto socialista Silvano Larini,amico-prestanome del segretario del Psi Bettino Craxi e amico del piduista Berlusconi (era stato Larini ,all'inizio degli anni settanta,quando era direttore del Piano intercomunale milanese, a far incontrare il padrone di Canale 5 e il futuro segretario del Psi).
Secondo quanto stabilirà la magistratura milanese,la tangente piduista a Craxi non era però collegata al Mundialito,bensì a una manovra corruttiva organizzata da Gelli e Craxi con il vertice dell'Eni-l'ente petrolifero di Stato diretto da Giorgio Mazzanti (presidente) e Leonardo Di Donna (vicepresidente),entrmbi del Psi e entrambi affiliati alla P2.
domenica 8 novembre 2009
Rinnegati
da Repubblica.it
Roma, 20:12
ULTRAS CON STRISCIONI ESTREMA DESTRA, IL MILAN RISCHIA
'Il Milan rischia di perdere le partite a tavolino per colpa dei tifosi che si presentano in curva esponendo striscioni che inneggiano a gruppi di estrema destra, in particolare a Terza posizione'. Lo riferisce ai microfoni di CNRmedia Marcel Vulpis, direttore dell'agenzia di stampa Sporteconomy e testimone oculare allo Stadio Olimpico di Roma durante Lazio-Milan. 'In Italia non si conoscono bene i nuovi regolamenti Uefa in vigore dall'estate - spiega ancora Vulpis -. In caso di esposizione di simboli di estremismo politico, razzisti o comunque contrari all'ordine pubblico l'arbitro deve sospendere la gara, rimuovere gli striscioni e decidere se convalidare il risultato sul campo o dare partita persa 2-0 a tavolino alla squadra con i tifosi colpevoli di un atto contrario al regolamento'. 'Alcuni tifosi del Milan hanno esposto gli stessi simboli di estrema destra dell'Olimpico anche durante la partita di Champions League contro lo Zurigo - conclude Marcel Vulpis -. In quell'occasione le immagini sono state trasmesse in diretta anche dalle tv'.
Il Mio commento: E ci starebbe pure bene con delle teste di cazzo così in curva qualche punto di penalizzazione. Che fine ha fatto l'anima casciavit?
Roma, 20:12
ULTRAS CON STRISCIONI ESTREMA DESTRA, IL MILAN RISCHIA
'Il Milan rischia di perdere le partite a tavolino per colpa dei tifosi che si presentano in curva esponendo striscioni che inneggiano a gruppi di estrema destra, in particolare a Terza posizione'. Lo riferisce ai microfoni di CNRmedia Marcel Vulpis, direttore dell'agenzia di stampa Sporteconomy e testimone oculare allo Stadio Olimpico di Roma durante Lazio-Milan. 'In Italia non si conoscono bene i nuovi regolamenti Uefa in vigore dall'estate - spiega ancora Vulpis -. In caso di esposizione di simboli di estremismo politico, razzisti o comunque contrari all'ordine pubblico l'arbitro deve sospendere la gara, rimuovere gli striscioni e decidere se convalidare il risultato sul campo o dare partita persa 2-0 a tavolino alla squadra con i tifosi colpevoli di un atto contrario al regolamento'. 'Alcuni tifosi del Milan hanno esposto gli stessi simboli di estrema destra dell'Olimpico anche durante la partita di Champions League contro lo Zurigo - conclude Marcel Vulpis -. In quell'occasione le immagini sono state trasmesse in diretta anche dalle tv'.
Il Mio commento: E ci starebbe pure bene con delle teste di cazzo così in curva qualche punto di penalizzazione. Che fine ha fatto l'anima casciavit?
mercoledì 4 novembre 2009
Una stella in più. Stefano Chiodi 1956-2009
Foto e testo tratti da MagliaRossonera
"Attaccante coraggioso, poco agile ma solido, un po' macchinoso nei movimenti ma con un tiro potentissimo. Un lottatore e un creatore di spazi, più che un realizzatore, tanto che nello scudetto della "Stella", da punta titolare, segna un solo gol su azione." (Da La Grande Storia del Milan, Gazsport 2005)
| Stefano CHIODI |
Nato il 26.12.1956 a Bentivoglio (BO)
Centravanti-ala (A), m 1.78, kg 72
Stagioni al Milan: 2, dal 1978-79 al 1979-80
Proveniente dal Bologna (squadra nella quale è cresciuto)
Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Coppa Italia il 30.08.1978: Lecce vs Milan 2-3
Ultima partita giocata con il Milan il 13.04.1980: Milan vs Bologna 4-0 (Campionato)
Totale presenze in gare ufficiali: 67
Reti segnate: 22
Palmares rossonero: 1 Scudetto (1978-79)
Esordio assoluto in Serie A il 19.10.1975: Bologna vs Milan 1-1 (1 gol)
Centravanti-ala (A), m 1.78, kg 72
Stagioni al Milan: 2, dal 1978-79 al 1979-80
Proveniente dal Bologna (squadra nella quale è cresciuto)
Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Coppa Italia il 30.08.1978: Lecce vs Milan 2-3
Ultima partita giocata con il Milan il 13.04.1980: Milan vs Bologna 4-0 (Campionato)
Totale presenze in gare ufficiali: 67
Reti segnate: 22
Palmares rossonero: 1 Scudetto (1978-79)
Esordio assoluto in Serie A il 19.10.1975: Bologna vs Milan 1-1 (1 gol)
"Attaccante coraggioso, poco agile ma solido, un po' macchinoso nei movimenti ma con un tiro potentissimo. Un lottatore e un creatore di spazi, più che un realizzatore, tanto che nello scudetto della "Stella", da punta titolare, segna un solo gol su azione." (Da La Grande Storia del Milan, Gazsport 2005)
"Il Milan che vince il decimo scudetto che vale la Stella, nel '79, è forse l'unica squadra campione d'Italia con una prima punta capace di realizzare un solo gol su azione (al Catanzaro, n.d.r.). L'eroe di questo bizzarro primato è un centravanti-ala emiliano che, dopo un anno di apprendistato al Teramo e tre buoni campionati al Bologna, giunge a San Siro nell'estate del '78. Ha 22 anni e fisicamente è un torello, non ha paura di nulla. Liedholm lo piazza in mezzo all'area: il suo compito è prendere botte e aprire spazi per le mezze punte, i fantasisti ed i terzini dal gol facile (i vari Bigon, Antonelli, Novellino, Maldera).
Il risultato è il titolo tricolore, cui l'ex rossoblu contribuisce, appunto, con una rete su azione e sei rigori, specialità nella quale eccelle (li tira nel modo più rassicurante, una stangata senza nemmeno guardare il portiere e chi s'è visto s'è visto). Dopo due annate in rossonero va alla Lazio, ancora al Bologna e di nuovo alla Lazio: senza mai spopolare." (Dal "Dizionario del calcio italiano" di Baldini & Castoldi, 1999)
martedì 3 novembre 2009
giovedì 29 ottobre 2009
Le corna del diavolo. Di Carlo Petrini*. Prima parte
*La riproduzione parziale di opere letteraria è consentita dalla legge. Qualora l'autore, la casa editrice Kaos Edizioni o chiunque altro detenga i diritti sull'opera ritenga che la porzione di opera qui e in altri post riprodotta ecceda il limite consentito dalla Legge, è pregato di contattarci al nostro indirizzo di posta elettronica rossonerodivergogna@gmail.com. In questo modo provvederemo ad eliminare la parte eccedente. Ad ogni modo sottolineamo il fatto che l'opera è già stata trascritta da altri in formato elettronico ed è presente in altri siti web (verosimilmente senza il permesso dei detentori dei diritti) da cui abbiamo attinto.
Potere mediatico e furbizie,fanatismo e complicità politiche,miliardi neri e grigi:la vera storia del Milan berlusconiano. Febbraio 1986:come prendersi il Milan di Farina per due lire.Il diavolo berlusconiano:elicotteri e miliardi,propaganda e censura.Lo scudetto miracoloso del campionato 1987-88,fra ombre e sospetti.La nebbia di Belgrado e la Coppa dei campioni.I rapporti di Berlusconi con gli ultrà, e il delitto del 4 giugno 1989.Il complotto della monetina,e a porcata 21 marzo a Marsiglia. Il consigliere milanista dell'Utri:legami mafiosi e pulcini rossoneri.Il grande imbroglio dell'affare Lentini, e la partita Torino-Milan del 25 aprile del 1992.La montatura mediatica del capitano Baresi.La squadra-partito, e i giocatori propagandisti di Forza Italia.Il delitto dell'ultrà milanista a Genova del 29 gennaio 1995.Miliardi in nero ai giocatori milanisti,nascosti nei paradisi fiscali.Il decalogo padronale per l'allenatore Tabarez.Stagione 1998-99:il tentativo di partecipare alla Coppa Uefa senza averne diritto.Lo scudetto numero 16, e il sospetto Udinese-Milan del 18 aprile 1999.Gli insulti berlusconiani contro il commissario tecnico Zoff. Il rifiuto dei giocatori milanisti di sottoporsi all'esame antidoping sangue-urina (facoltativo).Il Milan del presidente del Consiglio Berlusconi e del presidente del Consiglio Berlusconi e del presidente della Lega calcio Galliani:un'orgia di potere e affari.
INTRODUZIONE Questo libro è un'altra battaglia della mia guerra personale contro le falsità e le omertà del mondo pallonaro. Non certo da moralista,perchè non lo sono mai stato,ma da uno che odio l'ipocrisia e gli piace chiamare le cose con il loro nome.Non da disgraziato ex calciatore oggi "pentito" (perchè non sono pentito di niente),ma da uno che non ci sta a passare per la mela marcia e il "maledetto" in un mondo di puri e angioletti. Questo è un altro dei libri che avrebbero dovuto scrivere i signori giornalisti esperti di calcio,ma loro un libro così non lo hanno mai scritto nè mai lo scriverebbero.Perchè i signori giornalisti (come categoria,e salvo eccezioni) sono dei servi del potere impegnati a fare i ruffiani per la loro carriera,per cui più che informare censurano,e passano il tempo a leccare il culo del potere pallonaro.Ce ne sono certi con delle lingue così allenate che sono pronte a passare dal fondoschiena dei presidenti, a quello dei lucianimoggi,a quelli dei campioni (finchè lo sono),insomma il culo di chiunque abbia un pò di potere. Nessuno dei cronisti delle gazzette sportive avrebbe mai scritto un libro come LE CORNA DEL DIAVOLO ,dato che il protagonista,oltre a essere il padrone del Milan e del calcio italiano,è anche il monopolista della tv privata e un capo politico.Non solo:è il piu importante editore italiano dei libri e giornali, è stato per anni presidente del Consiglio,è uno degli individui più ricchi del mondo. Insomma è da molti anni l'ometto più potente d'Italia, è infatti detiene il record mondiale di giornalisti-leccaculo:una metà sono suoi dipendenti,l'altra metà sbava per diventarlo.Logico che una categoria di servi del genere neanche si azzarda a raccontare come il signor Berlusconi abbia messo le mani sul Milan calcio, e come a colpi di miliardi "neri" e "grigi" lo abbia fatto diventare uno strumento per conquistare il potere politico. Lo ripeto ancora:non sono un moralista.Ma è ora che il mondo pallonaro venga raccontato per quello che veramente è:basta con le finzioni,le ipocrisie,la retorica e l'omertà.Come ex calciatore (anche del Milan ,stagione 1969-69),io posso permettermi di raccontare le cose come stanno:non ho interessi nell'ambiente,e della politica non me ne frega niente. Ringrazio, come al solito,gli amici della Kaos edizioni:senza il loro aiuto e il loro archivio,anche questo libro sarebbe rimasto un'idea. [...]
pagg 29-31
Ci sono testimoni che affermano che Berlusconi,da giovane, non era affatto tifosi del Milan ma dell'Inter.Se fosse vero non ci sarebbe niente da meravigliarsi:il capo della Fininvest e di Canale 5 è un tipo molto elastico,e anche le sue "passioni" sono in base ai suoi interessi e alla convenienza del momento.
La cosa sicura è che durante il Mundialito organizzato dalla Fininvest nell'estate del 1984 Berlusconi cominciò una trattativa per comprare l'Inter,il cui presidente-proprietario era all'epoca uno scoglionato Ivanoe Fraizzoli.Il tramite fra Berlusconi e il padrone interista era l'ex campione nerazzurro Sandro Mazzola,e l'affare fu effettivamnte sul punto di concludersi:
<
Altra cosa sicura è che, da padrone milanista,Berlusconi avrà sempre un atteggiamento molto ambiguo verso l'Inter e i tifosi nerazzurri:<
CONTINUA....
lunedì 26 ottobre 2009
Si parte

Era da alcuni giorni che pensavo al primo post e come farlo. In fin dei conti il post di presentazione del blog già l'avevo messo, quindi?
Allora ho deciso di pubblicare un estratto di un post , pubblicato già su Screwdrivers di Adamos8181,vecchia conoscenza per molti di voi, che annuncio a tutti sarà uno degli autori dei post di Caro Vecchio Diavolo. Miglior spunto non si poteva trovare per iniziare perché, a mio avviso, i problemi del Milan iniziano proprio in quel disgraziato 1986.
In conclusione voglio sottolineare l’intervista fatta all’ex-presidente Giussy Farina, intervista concessa ad Alessandro Dell’Orto del quotidiano Libero. Io sono nato nell’anno 1981 per cui non conosco bene gli avvenimenti di cui parla Farina, inviterei chi ne sa qualcosa di più a renderci edotti di ciò, è forse giunto il momento di rivedere qualche giudizio? Sottolineo alcuni passaggi. Su Kakà: "Non avrei mai ceduto Kakà, così come non ho ceduto all'epoca Baresi. E non perchè siano dei fuoriclasse, ma perché sono uomini veri, quelli su cui si costruiscono le squadre vincenti". Sull’acquisto del Milan da parte di Berlusconi: "Berlusconi se l'è regalato, il Milan. Dovessi incrociarlo ora -scherza- gli chiederei 20 euro, almeno potrei dire di avere avuto qualcosa. Mi ha invitato al centenario del Milan, ma io non sono andato: non mi meritava". Sulla nostra seconda retrocessione e su Carraro: “Ultima giornata del campionato 1981/82 -ricorda Farina- giochiamo a Cesena e dobbiamo vincere per non retrocedere. Due ex del mio Vicenza, Verza e Filippi, mi fecero sapere che la partita si poteva aggiustare e dissi di no. Vinciamo 3-2, invece a Napoli un altro ex del Vicenza, Damiani, si rifiuta di giocare contro il Genoa. Anche se non lo ammetterà mai, sa che c'è una combine contro di noi. Retrocediamo dopo che Castellini ha regalato il pallone del gol agli avversari con una rimessa con le mani direttamente in calcio d'angolo. Baresi, a fine gara, piangeva come un bambino. E Carraro non muove un dito. Non mi è simpatico, ha imparato a non mollare anche quando le cose vanno male. Nemmeno Al Qaeda lo potrebbe spostare”. Sui suoi guai giudiziari e sulla presunta fuga in Africa: "Nessuna fuga, tutto programmato per affari. Il mio avvocato mi consigliò di tornare, si era accordato per il rientro, l'interrogatorio e il rilascio immediato. Invece passai il weekend in galera. La mia colpa fu il mancato versamento dell'Irpef per 4 mesi, quando il Cagliari non l'aveva mai pagata e la Lazio l'aveva evasa per anni. Ora non è più nemmeno un reato".
Adamos8181
foto: da Magliarossonera.it
giovedì 15 ottobre 2009
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