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domenica 16 maggio 2010

Onore ai Campioni. E anche ai secondi.

L'Inter è Campione d'Italia per la diciottesima volta, la quinta consecutiva, come la Juve degli anni 30 e il Grande Torino(record uguagliato)

Congratulazioni all'Inter, ma anche alla Roma grande seconda.

Rivali sempre, nemici mai.

domenica 9 maggio 2010

TERZI: GRAZIE LEO



In questa primavera che non c’è, in questo finale di campionato che per noi ha gran poco da dire e in questo Genoa-Milan buono solo per rivedere Pato, ci voleva solo la partita a porte chiuse giusto per rallegrare e incentivare ancora di più il grigio pomeriggio del capoluogo ligure e dello spettatore rossonero. Per carità, uno mi potrebbe dire che i padroni di casa senza supporto del pubblico saranno svantaggiati (non sarà così) ma a me gli stadi vuoti mettono tristezza e senso di sconfitta; tristezza perché considero i tifosi allo stadio una componente rilevante della cornice cui si incardina una partita di calcio; il senso di sconfitta è invece verso i non-tifosi che fanno uso delinquenziale del calcio, per fini ben diversi dalla fede calcistica.

Arriviamo terzi ma nel modo peggiore oggi, con una partita persa meritatamente e grazie ad un rigore di Miccoli che blocca una Sampdoria sempre più sorprendente. A vedere la partita odierna, che conferma tutta la pochezza della rosa contro le squadre che corrono, dobbiamo però gioire della qualificazione diretta alla prossima Champions League ed essere soddisfatti del lavoro di Leonardo.

Il Mister non è testardo ma ha solo poche scelte da poter effettuare, poche alternative e non ha fatto giocare male la squadra, anzi in molte partite abbiamo mostrato un bel calcio, per quanto era possibile con un centrocampo ormai logoro, delle fasce scarse e limitanti, delle punte di solo medio livello e con i tanti infortuni che hanno acuito ancora di più il difetto strutturale dei pochi ricambi. Chi scarica il Mister scarica i colori rossoneri per caricarsi di quelli della proprietà.

Venendo al match si può dire che il primo tempo non è stato neanche male, stranamente un pelo combattuto e a ritmi abbastanza sostenuti (grazie più al Genoa), con però poche occasioni o quasi. I padroni di casa sono nel solito limbo tra il 3-4-3 e i quattro o i cinque dietro a seconda delle situazioni, Criscito fa comunque il centrale di sinistra, è Tomovic a stare largo. Palacio e Sculli sono seriamente intraprendenti e belli alti con i nostri terzini costretti alla difensiva, Abate e Antonini si vedranno in avanti solo un po’ nel finale di frazione. Pato non è al meglio ma almeno in via potenziale ci ridà pericolosità nelle ripartenze, sensazione di poter dare profondità senza palla, speranza di vedere qualcuno saltare l’uomo in verticale. Borriello fa male alla difesa a tre avversaria quando si allarga a sinistra ma Antonini è impegnato su Palacio e non gli si sovrappone mentre Ronaldinho è nelle giornate indolenti e mediocri, vagamente post-sbronza ad essere cattivi, così non taglia in area. Reggichiamo perché stavolta al fantasma Pirlo sono affiancati due mediani teoricamente freschi (Flamini e Gattuso) invece di uno assolutamente alla canna del gas (Ambrosini), ma è un reggicchiare da “orecchio alla radiolina per sapere se Palermo e Sampdoria restano sul pari o no”.

Infatti nel secondo tempo i nodi vengono al pettine, e sono i nodi che abbiamo visto in tutta questa stagione. Andiamo con ordine. Prima Borriello conferma in due occasioni che si sbatte alla grande ma davanti al portiere ha qualche problema col senso del gol. Poi becchiamo la solita rete su corner e da uno neanche alto come Sculli. Prima di questo che sarà poi il gol-vittoria era entrato Seedorf che in versione 2010 a parte qualche rarissimo caso è il peggiore di tutta la sua carriera rossonera e lo conferma in una mezz’ora giocata senza mordente, senza voglia, senza determinazione, senza costrutto, senza agonismo. Pirlo avvia la modalità “io esco dal campo” profondendosi in un gioco al “meno mi cercano e più lontano sto dalla palla più sono sicuro di non beccarmi una qualche botta che mi tolga il Mondiale”. Flamini mostra che corre, corre, corre, ma corre alla cazzo e falcia ancor più alla cazzo, beccando un doppio giallo sacrosanto. Ora, mi dispiace dirlo perché l’ho sempre stimato e ne ho sempre parlato bene ma questo qui in due anni non è migliorato minimamente nell’autocontrollo, con lui rischi sempre di finire in dieci, con Gattuso-attuale parti giocando in dieci, “bella” scelta per il Mister. Continuo con il film horror. Abate sfoggia il suo magnifico piedone destro esibendosi nel fondamentale del cross-in-curva, certe oddate del secondo tempo sono state memorabili. Antonini quel che si è già detto, senza infamia senza lode poi esce per uno Zambrotta che invece è impareggiabile nell’arte del crosso-solo-dove-non-ci-sono-compagni. Ronaldinho prosegue a dormire. Huntelaar? Lui al minuto 83’ ripete quasi quel colpo di testa facile facile cannato a Manchester, lo ricordate? A due metri dalla linea di porta goffamente spedito oltre la traversa. Su Pato esercito l’epoché sia perché veniva da un infortunio importante sia perché è uscito al minuto 65’. Sicuramente si salva Thiago Silva, anzi direi che non solo si salva ma possiamo tranquillamente eleggerlo miglior giocatore rossonero dell’anno, per continuità, affidabilità, rendimento e crescita costante. Quello che è riuscito a fare anche senza Nesta accanto è da giocatore maturo, alle volte stupiscono la sua tranquillità, la sua sicurezza e lo strapotere atletico. Gli errori si contano davvero sulle dita di una mano.

Ecco, in conclusione, "ammirato" il secondo tempo e confermate tutte le carenze della rosa viste e riviste nel corso della stagione possiamo tranquillamente dire che questo terzo posto aritmetico raggiunto sotto la guida di Leonardo è un ottimo piazzamento, il massimo che si potesse ottenere da questo Milan, che senza seri e validi innesti il prossimo anno non potrà assolutamente ripetere questa stagione né con il tecnico brasiliano né con un qualsiasi altro tecnico. Se la rosa dovesse restare pressoché identica prepariamoci a non pretendere più del settimo posto da preliminari di Europa League. Da ora deve cominciare la nostra "battaglia"  estiva perché non si svii il problema della rosa carente per nascondere che Berlusconi ha fallito nel suo tentativo di far passare solo Ancelotti come causa del Milan non vincente delle ultime stagioni. L'operazione "Galliani era uomo di Leonardo, hanno perso loro non Berlusconi" è già cominciata, va combattuta. L'operazione "Pato è indolente e non matura mai, va venduto" è in atto da tempo, lui è il nostro futuro, proteggiamolo. Tra un poco troveranno qualcosa anche contro Thiago Silva, stiamo attenti rossoneri.


ADAMOS8181

domenica 25 aprile 2010

Zeru tituli

Scrivo mentre inizia Roma-Samp. Partita importante. Non per noi. Le tre pappine di Palermo hanno sancito infatti  matematicamente che anche quest'anno il Milan finirà la stagione con Zeru Tituli.

"PERDEREMO DUE A ZERO"


Ci sono molti modi per vedere una partita di calcio. E ci sono molti stati d’animo. E ci sono anche le diverse compagnie con cui ti può capitare di guardarla. Ma una cosa che in genere non mi manca mai e che rimane sempre ferma è credere o sperare che si potrà fare una bella figura, ho detto bella figura e non vincere. Ebbene io mi sono avvicinato a questo match e l’ho guardato convinto che avremmo fatto una figura di merda, ben più ancora di quanto – rimanendo a questa “esaltante” stagione impreziosita da un bilancio quasi in pari e da un’agognata Coppa Italia primavera – non ne fossi convinto contro lo United al ritorno. Non che reputi il Palermo superiore agli inglesi, ovviamente, semplicemente reputo ora la differenza tra il Milan attuale ed il Palermo superiore alla differenza tra i Red Devils e noi, allora. Il concetto di “rosa mobile” è un paradigma che ho spesso utilizzato per contrastare gli idioti sragionamenti di quelli che “il Milan è superiore a tutte le squadre tranne due o tre quindi se non vince andata e ritorno contro tutte le altre è colpa del Mister e il cav. On. Dott. Presidente Silvio Berlusconi fa bene a esonerarlo”. In tempi non sospetti, o forse sì, dissi che stavamo andando più forte di quanto il nostro motore ci consentisse, ebbene il motore s’è fuso prima del traguardo perché dopo aver spinto oltre il consentito s’è pure accorto che comunque non bastava per sorpassare gli altri e si sa, ingranaggi e psicologia motivazionale spesso vanno a braccetto, così la partita con la Fiorentina assumerà un significato che fino a qualche settimana fa poteva considerarsi impensabile.

Ma c’è da parlare della partita. Vi dirò che secondo me, per quelli che siamo, proprio una figura di merda come temevo non l’abbiamo fatta. Due gol di scarto ora come ora ci stanno tutti fra le due squadre ma tra la partita dell’andata e questa qui forse abbiamo fatto meno peggio oggi. Difficile però da valutare quanto abbia spinto il Palermo che – per chi non lo sapesse ha vinto facile per tre reti a uno – e che dopo venti minuti si trovava già avanti di due pere, l’una per follia di Thiago Silva che mollava Bovo su corner andando a sbattere su Oddo, l’altra per insipienza dello stesso numero 44 che in veste di “variabile impazzita” riusciva a trasformare un rinvio in assist per Hernandez a tu per tu con Dida. Il Palermo si è messo, giustamente, a fare ripartenze veloci aspettando dietro la linea della palla la ragnateleggiante pappetta rossonera.

Da qui in poi, infatti, tanto possesso palla sterile, squadra lunga e disordinata tatticamente, zero pressing che permette giochini a palla scoperta con filtranti che ti inculano la linea difensiva come nei giovanissimi o giù di lì, solo cross dalla trequarti. Poi tanto Pirlo bruciato da chiunque, tanto Gattuso falloso e nervoso, tanto Huntelaar stile “sbaglio facile anche da sei metri”, tantissimo Dida ma in senso positivo (oh, poche balle, senza di lui ne prendevano tre in più come senza Sirigu magari uno in più lo facevamo, lo so che è una stronzata ma concedetemela), poco Zambrotta perché lui è nella fase di carriera “c’è ma non si vede”e “ha esperienza”, poco Antonini che ha deciso di lasciare campo libero al funambolicissimissimo Jankulovski vero percussionista tambureggiante della mezzaleria sinistra (ma non credo che esista mezzaleria comunque il neologismo mi garba), poco Seedorf che segna per far capire ovviamente che avendo lui non c’è bisogno di uno Sneijder (l’ha motivato Galliani, che brillanti i nostri dirigenti vero?) ma allo stesso tempo riesce a farmi credere che forse in un bocciofilo over 90 viaggino a ritmi più sostenuti.

Ho dimenticato qualcheduno? Ah Inzaghi, quello del patto-Champions con il geom. Galliani, quello che “se tu sbagli da sei metri io lo faccio da tre, tiè” e in più “io sto sempre in fuorigioco perché tu ti permetti di stare in gioco invece”? Della serie: “Borriello è proprio proprio poco importante in questo Milan”. Poi vabbé De Vito manco so chi cazzo è e di quell’altro là ho già detto che non parlo. Morale della commedia: Zamparini batte Berlusconi 3 a 1, Quello che amministra-dirige il Palermo (impossibile dirlo perché lì c’è l’apoteosi del contratto a tempo determinato) batte Galliani 3 a 1, Delio Rossi batte Leonardo 3 a 1, Miccoli batte Ronaldinho, che il Gaucho dopo il no di Dunghetto al Mondiale mi pare si sia vagamente allentato. Conclusione: qui mi sa che qualcuno si sia sbagliato quando ha scelto di cambiare Ancelotti per mettere Leonardo con l'intento di dimostrare che cambiando il condottiero la squadra avrebbe ritrovato i trofei, dico bene?



ADAMOS8181

sabato 24 aprile 2010

Palermo-Milan: una vittoria, aspettando Samp-Roma, per chiudere definitivamente la stagione.

Ma qualcosa mi dice che molti rossoneri presteranno molta attenzione anche al "derby nerazzurro".



Serie A:  Palermo-Milan e Inter-Atalanta (SKY Sport, Mediaset 
Premium, Dahlia)PALERMO (4-3-1-2): 46 Sirigu , 16 Cassani , 24 Kjaer , 5 Bovo , 42 Balzaretti , 8 Migliaccio , 11 Liverani , 9 Nocerino , 6 Pastore , 10 Miccoli , 90 Hernandez (28 Benussi , 88 Blasi , 27 Calderoni , 89 Celutska , 14 Bertolo , 20 Budan , 7 Cavani) All. Rossi


 

MILAN (4-2-1-3): 1 Dida , 15 Zambrotta , 33 Thiago Silva , 44 Oddo , 77 Antonini , 8 Gattuso , 21 Pirlo , 10 Seedorf , 30 Mancini , 11 Huntelaar , 80 Ronaldinho (12 Abbiati , 59 Albertazzi , 53 Romagnoli , 18 Jankulovski , 51 Strasser , 9 Inzaghi , 58 Verdi) All. Leonardo


lunedì 12 aprile 2010

LA LEGGE DEL DESTRO (che non t'aspetti...)


 


In un pomeriggio ventoso e soleggiato – da me - il Milan aumenta il suo distacco dalla capolista Roma sprecando l’opportunità di tenersi a due lunghezze grazie ad un ottimo Catania che esce meritatamente imbattuto da San Siro. Francamente ho poco da rimproverare alla squadra, chi è scarso è scarso di suo e non risulta tale perché s'impegna poco, chi è finito è finito, chi doveva essere decisivo lo è stato.

Il primo tempo è un misto di orrori difensivi alla Favalli, sgroppate di Abate alla Forrest Gump (correrebbe anche fuori dallo Stadio se potesse), esibizioni irritanti e dannose di Huntelaar (che sia improponibile a destra è superfluo ribadirlo), fantasmatici “ricami” alla Andreino da Brescia e consueti imbottigliamenti in zona-Gaucho. Che se poi blocchi lui spegni il Milan. Doppio vantaggio catanese ineccepibile. Avevo ospiti in questa fase quindi magari sbaglio ma mi pare che Sinisa abbia messo Ricchiuti dietro al tridente con due mediani davanti alla difesa, in pratica da quando Leonardo ha adottato il 4-2-1-3 c’è mezza Serie A che si diverte a clonarglielo. In effetti oggi come oggi avere un Ricchiuti è più efficace che avere un Seedorf quindi magari è più un sistema di gioco adatto ad altri che a noi ora come ora.

Vero eroe di questi primi quarantacinque minuti è stato certamente Maxi Lopez. Scatti a ripetizione che il “buon” Favalli aveva il fiato corto già intorno al ventesimo. Così poi ci allunga ancora di più di quanto già non siamo, abbassandoci la linea di retroguardia. Gli Izco, i Mascara, i Ricchiuti,… fanno con velocità d’esecuzione entrambe le fasi: li vedi prima davanti alla loro area di rigore e poco dopo subito lanciati in attacco, nello stesso tempo Seedorf non si è mosso dalla sua mattonella tipo trequarti d’attacco nostra leggermente a sinistra. Antonini invece m’è piaciuto di nuovo, sento tanto parlare di Cissokho ma non so quanto meglio avrebbe fatto di Luca, alle volte ammettere di avere sottovalutato un giocatore può essere un segno d’onestà intellettuale, credo.

Il secondo tempo si sapeva che trama avrebbe avuto: il Catania non poteva tenere quei ritmi tutta la partita e il Milan avrebbe alzato il baricentro. Poi queste sfide da due reti sotto le riapri se segni subito in apertura di ripresa e così è stato. Rete di Borriello che poi si ripeterà di destro, giusto per far rodere il fegato a quelli che “ha solo il sinistro”, che poi c’è gente che ci sta male davvero per questi errori di valutazione, divertente o squallido? La prima rete nasce dall’unica semi-invenzione di Pirlo, non basta a salvarlo; la seconda rete addirittura da un semi-cross quasi decente di Abate, ma poi ci ha pensato il centravanti napoletano a costruirsi la marcatura da solo, nello stesso angolo di Maxi Lopez al minuto 12, incrociando. Intorno al sessantesimo il “buon” Favalli aveva alzato bandiera bianca con Ambrosini sceso centrale difensivo, m’è piaciuto di più il pesarese in difesa, ha dato più sostanza, che poi era stato massacrato lui (con Leo) per quel cambio nel secondo tempo a Manchester, un po’ così, alla cazzo, visto che in nessuna delle tre reti prese lui c’entrava.

Ha giocato anche Mancini nel 4-2-4 finale, mi sembra un giocatore non morto del tutto. Se lo si recupera fisicamente, lontano quindi da Milan-lab, potrebbe ancora dare qualcosa, nel campionato brasiliano. Poco da dire su Inzaghi, frenetico e impreciso, magari un mezzo rigorino su di lui non c'era. Ridicoli comunque i giocatori che pretendono un arbitraggio casalingo, Orsato non è piaciuto perché tale non è stato, a me è piaciuto, non ho il gene prefico in me, cioè non sono pagato per piangere.

Adamos8181

sabato 3 aprile 2010

E' MERITO DI QUESTO




Avrete notato che la mia presenza sul blog ultimamente è diventata nulla o quasi. Questo non certo perché non abbia più voglia o interesse per il Milan e tantomeno perché non trovi più stimolante e costruttivo discutere con voi rossoneri, si tratta semplicemente di impegni sempre più in aumento, piacevoli e gravosi allo stesso tempo. Ci tenevo a dirvelo perché così avrete una spiegazione anche per i prossimi mesi di minor frequentazione. Cercherò di finire il mio compito di analisi delle partite fino alla fine del campionato e poi mi potrete leggere – se avrete piacere – indicativamente ogni sabato, almeno fino a novembre. Ma non andiamo troppo in là e veniamo al Milan non prima di mandare un caro saluto a Maurizio Mosca. Mi stava simpatico anche se davvero poche volte ne condividevo le opinioni e con lui ci sono cresciuto negli ’90, le sue bombe di mercato, il suo pendolino, quel suo vivere il calcio con molta ironia e spontaneità, in pochi lo hanno capito appieno secondo me. Ciao Maurizio.

Troppo offensiva la squadra che presenta Leonardo. Questa è la prima impressione iniziale. Non ho la più pallida idea di come abbia giocato Zambrotta a Parma e contro la Lazio ma a vedere Abate “Lo Jankulovski biondo” rabbrividisco (è volutamente esagerata la cosa perché il ceco a modo suo è inarrivabile). Non parliamo poi di Dida da cui mi posso aspettare qualsiasi cosa, una parata salva-risultato così come una papera stile Julio Cesar last version. Di Favalli invece mi dicono che stia facendo abbastanza il suo, insomma per quello che può ovviamente. Di Antonini ormai mi fido. A centrocampo Ambrosini in forma è una garanzia, ma come sta? Pirlo ha fatto una stagione di merda (sì ok, diciamo più di merda del solito) ma Flamini è squalificato mentre Gattuso è un ex-giocatore quindi chi mettere? Strasser? Non lo conosco ma ad occhio e croce (si dice così?) non lo rischierei quindi vada per il bresciano. Seedorf vertice alto, beh senza Beckham altri in quel ruolo non ne abbiamo salvo spostare Pirlo davanti per azzardare l’ex-giocatore accanto al capitano. Meglio di no. Ronaldinho e Borriello ovviamente titolari. Manca un posto, quello di attaccante esterno destro, dunque vediamo: Pato è vittima di dabbenaggine ed incompetenza dei vari staff rossoneri, Mancini è un paccone magari preso per accontentare il procuratore, Beckham si è rotto il tendine, Adiyiah leggo da chi è andato a vedere il derby Primavera fa schifo in quella categoria lì quindi figuriamoci in questa qui;  non ci sta nessuno e il Mister ripropone Huntelaar lì. Non sono d’accordo, è improponibile lì. A conti fatti l’ex-giocatore “Io non posso stare in panchina” accanto a Pirlo e Ambrosini con Ronaldinho dietro Borriello-Huntelaar era forse – ma sottolineo forse – la formazione più equilibrata. Del Cagliari vorrei solo capire chi diavolo è Ragatzu, mai sentito nominare. Naturalmente la formazione scelta da Leonardo si rivelerà vincente (per fortuna!) e lo sconosciuto cagliaritano segnerà (e che palle!!).
Dal primo tempo spettacolarmente imbarazzante ne ho tratto indizio di conoscenza del suddetto Ragatzu infatti che nella più scontata delle chiamate fallacemente apotropaiche l’ha messa al minuto 17, manco a farlo apposta guardate. Comunque a parte questo direi che ci si è divertiti parecchio ma il calcio è un’altra cosa. Questi sono stati quarantacinque minuti tra due squadre messe scriteriatamente in campo, come nelle partite dei ragazzini al parco, che hanno giocato direi sgombre mentalmente e senza il patema d’animo del risultato ad ogni costo. Ne è venuto fuori un misto di prodezze, erroracci, amnesie difensive, regali, contropiedi ad ampi spazi, squadre allungate, confusione ed improvvisazione. Borriello di destro (!), poi Ragatzu (ovviamente), lo “scarsone” Huntelaar di sinistro da quaranta metri o giù di lì, Pirlo (ehm Matri ma il gol è del “geniettino” di Brescia) e infine il nostro futuro acquisto Astori che decide di infilzare di ginocchio Marchetti su un cross osceno senza pretese di Abate. Sicuramente l’Astori mi è stato sfigato nell’occasione ma un altro paio di boiate le aveva fatte prima di codesta goffata. Chi mi ha fatto cagare nel primo tempo? Pirlo che s’aggira lento, indolente, pesante, nullo, insulso e dannoso per il campo. Poi Favalli altissimo a centrocampo è una cosa da brividi e Cossu lo sa bene, presente no quel rinvio di schifo al quarantesimo dove il buon Cardinale ha perso altri dieci anni di vita nel rincorrere lo scatenato e guizzante cagliaritano? Poi basta dài, gli altri si sono bene o male salvati. Abate è quel che è. Thiago Silva ha salvato due o tre volte su Matri e Cossu. Antonini ha tempi d’inserimento e dinamismo anche se la tecnica lascia a desiderare. Seedorf e Ronaldinho illuminati ed illuminanti. Borriello presente in area. Huntelaar volitivo e decisivo, si conferma uomo da vaccate clamorose come a Manchester o da gol meravigliosi come oggi e a Catania.
Il secondo tempo non ci regala reti e si snoda su una prima parte avulsa dalle emozioni gestita facilmente dal Milan con un buon possesso palla grazie al duo Dinho-Clarence, un ottimo lavoro di Borriello che allargandosi fa alzare il baricentro, un Ambrosini monumentale costretto a tenere su la baracca di mediana da solo visto il fantasma che gli è a fianco. Paradossalmente ci copriamo e iniziamo a soffrire. Gli ingressi di Zambrotta prima e Gattuso poi, rispettivamente per Huntelaar e Pirlo, danno più campo ai padroni di casa e tolgono completamente la nostra pericolosità offensiva perché il sig. Ignazio Abate è scarso da paura ovunque lo metti e quando prova la “sfuriata” addirittura si autoincespica sul pallone mentre quello che “Io non posso stare in panchina” picchia e basta causandoci almeno un paio di stupide ed evitabili punizioni da posizioni potenzialmente crea-guai. E’ qui che sale in cattedra un inatteso protagonista perché l’ho detto all’inizio di questo papiro, o fa boiate o fa miracoli, mezze misure per lui non esistono. E’ Dida infatti che ci salva su Matri due volte e su Larrivey ed addirittura azzecca un paio di uscite basse su cross velenosi anticipando gli avanti avversari. Direi che per quello che si è visto il Cagliari non avrebbe rubato nulla se avesse pareggiato ma ci teniamo stretti questi tre punti ottimi sia in ottica-Scudetto sia in ottica-Palermo. Leonardo ha vinto la partita puntando sul "basta che ne facciamo uno in più" e ha rischiato di buttarla via coprendosi, probabilmente perché oltre a Gattuso pure Zambrotta e Oddo sono degli ex. Io ho ancora negli occhi la cazzata di Massimo al terzo minuto di recupero che ha aperto quell'ultima occasione ben letta da Zambrotta, che in difesa è ancora decente. Dopo Dida molto bene Ambrosini, Thiago Silva e Antonini. Seedorf e Ronaldinho assolutamente calati alla distanza. Abate e Pirlo assolutamente da bocciare. Le nostre punte? Buonissimi attaccanti, non fenomeni nè scarponi, sosteniamoli perché noi gente alla Torres ce la possiamo scordare.

Adamos8181

giovedì 1 aprile 2010

Due parole su Milan-Lazio

Due parole su Milan-Lazio, anche se fuori tempo massimo
L'ennesima "occasione persa", l'occasione di cosa?
Non scherziamo.
Piuttosto partiamo da un dato. La formazione schierata contro la Lazio domenica era penosa e non bastano gli infortunii a giustificare questo fatto. Una volta le riserve del Milan erano meglio delle formazioni titolari di squadre in lotta per qualificarsi in Coppa Uefa, oggi facciamo ridere i polli.
La coppia d'attacco Borriello-Inzaghi può andare bene per la lega pro e neanche, obbrobriosa. Centrocampo con Abate piedi di tavola (solo corsa per lui, non basta, soprattutto in quel ruolo), e col solo nonno seedorf a dare un po' di qualità. Della difesa neanche è il caso di parlare.
Questa rosa non ha un presente e ancor meno non ha futuro.
Invece la Roma... e dico la Roma  perché ha saputo rigenerarsi pur versando in condizioni economiche peggiori delle nostre, invece la Roma, con intelligenza  e competenza, anno dopo anno, passetto dopo passetto ha saputo rinnovarsi e ricostruire ancora una volta una squadra da scudetto.
Bravissimi.

mercoledì 31 marzo 2010

Lichtsteiner!!!!

No, non sono morto, mi spiace deludere qualcuno. Sono stato impegnato, come detto, per via delle elezioni regionali e contemporaneamente avevo affidato il mio pc in assistenza. Ora sono un po' impegnato a reinstallare un po' di software e a (ri)prendere dimestichezza con Ubuntu ma da oggi il sito tornerà a essere aggiornato giornalmente.
A domani, dunque.

venerdì 26 marzo 2010

Roma-Inter- L'ultima spiaggia. Leonardo ci crede ancora? Weekend Elettorale. Il tifoso milanista ha una grande occasione di dimostrare il suo disappunto al suo presidente.



Avviso ai naviganti. Causa impegni elettorali CVD non sarà aggiornato questo fine settimana, e probabilmente fino a lunedì compreso. Ci scusiamo con i lettori. Ricordiamo loro che il voto è un loro diritto e anche un dovere, che in questo frangente può anche avere una valenza ulteriore.
Un messaggio, ben chiaro e diretto rivolto al presidente.

mercoledì 24 marzo 2010

Pato-Paloschi. Il futuro è già ... in infermeria.

Stasera Parma-Milan, ennesima partita "decisiva" della stagione. Non ci sarà Pato, infortunato cronico e neppure Paloschi  per lo stesso motivo.
4 gol in 17 partite non è certamente un bottino esaltante ma il tempo è comunque dalla sua parte.
Tuttavia questi infortunii , come per Pato, fanno preoccupare.
O almeno dovrebbero , chi di (in)competenza.

martedì 23 marzo 2010

Leonardo ci crede. Di nuovo.

da Repubblica.it

Sprint Milan
Leo ci crede

L'allenatore rossonero carica i suoi: ''Abbiamo 27 punti a disposizione, dobbiamo dare tutto in questo finale di campionato''. Anche senza Pato: ''Vinciamo coi giocatori a disposizione''


Sprint Milan Leo ci crede
MILANO - A nove giornate dal termine, il campionato italiano di calcio è più aperto che mai e il Milan, ad un solo punto dalla capolista Inter, ci crede ancora.

''DOBBIAMO DARE TUTTO'' -
 ''Ci sono 27 punti a disposizione. Bisogna dare tutto, possiamo farlo nello sprint finale. I giocatori finora non sono stati bravi. Di più". Parla così Leonardo che domani, con il suo Milan, è ospite del Parma. "Tutte le squadre daranno il massimo per raggiungere i rispettivi obiettivi. Il Milan ha detto la sua finora e penso possa farlo fino alla fine", dice il tecnico brasiliano. "Ci sono state situazioni difficili, molto complicate a livello personale. Il mio contributo qual è stato? Non lo so, ma so che c'è stato un grande cuore della squadra. I meriti dei giocatori sono tantissimi - dice il tecnico -. Il secondo posto in questo momento è una gran cosa. Non dimentichiamo dove eravamo all'inizio: siamo lì e la squadra è molto concentrata''.

PROBLEMA PATO - Il Milan dovrà rinunciare a Pato in questo finale di stagione. Il brasiliano infatti deve fermarsi per un nuovo infortunio muscolare. "Si è fatto male il 5 gennaio all'adduttore, poi si è infortunato alla parte posteriore della coscia - spiega Leo -. E' tornato, si è fermato di nuovo, ha sofferto per questa situazione e ora ha avuto una ricaduta. Starà fuori ancora, noi dobbiamo fare in modo che questa assenza non sia pesante. Bisogna essere efficaci e riuscire a vincere con i giocatori che sono a disposizione - aggiunge -. Tante squadre hanno problemi con gli infortuni. Si fa fatica a gestire la situazione quando si gioca mercoledì e domenica"

DINHO L'ARMA IN PIU' - Se Pato è out, per fortuna del Milan c'è un Ronaldinho più in forma che mai. Il numero 80 si sta esprimendo a livelli tali da meritare la convocazione in Nazionale? "Capisco perfettamente la situazione di Dunga, che è lì da 4 anni. Il ct ha creato una base e vuole mantenerla. Se un giocatore sta bene, va considerato", dice Leonardo. "Secondo me Ronaldinho sta molto bene, penso che Dunga ci stia pensando. Ronaldinho è un elemento che non divide l'ambiente, porta un contributo positivo", spiega.

''INZAGHI UN ESEMPIO'' - Tra gli attaccanti rossoneri che hanno avuto meno spazio, c?è Pippo Inzaghi. Leonardo ha solo elogi per lui: "E? sempre un esempio. E' un trascinatore anche in allenamento, ma non può fare 10 partite di fila - dice l?a llenatore -. Lo dico a lui e lo dico a voi: va gestito. Huntelaar ha giocato meno minuti ma ha fatto cose importanti segnando gol che hanno portato punti". L'assenza di Pato potrebbe favorire una modifica dell'assetto. Potrebbe arrivare una nuova occasione per Mancini: "Nelle poche partite che ha giocato, ha fatto buone cose. Sicuramente deve recuperare: appena è arrivato si è fatto male, per lui è stato tutto in salita". (23 marzo 2010)

IL MIO COMMENTO: Povero Leo. Diceva le stesse identiche cose per il ritorno a Manchester. Come finì?
Non sarebbe meglio guardarsi dietro e procedere a fari spenti?

domenica 21 marzo 2010

Campagnaro nega il sorpasso

Dopo una partita equilibrata e combattuta, a tratti vibrante e intensa, il Milan riesce a mantenere inalterato il distacco dalla capolista Inter ma vede avvicinarsi sempre più una Roma rigenerata dalla ritrovata vena realizzativa di Toni. Poco da rimproverare ai nostri che hanno dato quello che potevano e con grinta e voglia hanno cercato il sorpasso ai danni dei rivali nerazzurri. Migliori Inzaghi e Ronaldinho, da bocciare Oddo. Cattedratico Thiago Silva.
Il primo tempo ha lasciato qualche indicazione.
C’è da capire chi faccia meno schifo fra Abate ed Oddo a livello difensivo. Visto il Massimo di questo primo tempo non saprei proprio. Memorabile come manda a farsi fottere il fuorigioco nell’occasione del vantaggio partenopeo e poi non contento in un parapiglia di cui ci ho capito poco fa pure blocco su Abbiati permettendo a Campagnaro di metterla a porta sguarnita.
C’è da capire se Pato è una femminuccia o se i medici del Milan non capiscono una sega o se entrambe le cose cooperano per farci assistere a boiate come quella di uno che viene da un infortunio muscolare e se ne esce dopo un quarto d’ora.
C’è da capire come gioca il Napoli. No perché io mica l’ho capito e pure Aldo Serena mi pare abbia fatto fatica a capirci qualcosa. Lui dice 4-4-2 ma a me è sembrato un 3-4-2-1 con Campagnaro più sulla linea di mediana, Grava a uomo su Ronaldinho, Hamsik trequartista di destra e Quagliarella trequartista di sinistra. Però boh, perché a volte sembra un 4-5-1. Ma insomma, che Mazzarri sia un signor allenatore camaleontico e tatticamente sempre sul pezzo non lo si scopre certo oggi.
C’è da capire quanto ci vorrà per far diventare titolare fisso del centrocampo del Milan il Flamini che salva il gol fatto del raddoppio del Napoli al minuto 19 su Quagliarella, mentre Oddo dormiva ovviamente.
Poi il tempo fa cagare e non sembra ma è primavera ed ecco che Inzaghi si risveglia. Solito cross a rientrare a spiovere di Ronaldinho e la piazza di testa, lasciato da solo, come il miglior Borriello, a proposito com’è mancato nel farci tenere palla su, contate tutte la palle lanciate in avanti dai Favalli di turno e consegnate al Napoli nei primi venti minuti di sofferenza iniziale.
Cos’ha detto il secondo tempo invece?
Che noi siamo come una berlina di media cilindrata costantemente tenuta al limite. Stiamo girando a ritmi che non ci competono e per farlo dobbiamo dare il 110% ed anche di più ad ogni partita, prima o poi il motore si romperà.
Che Antonini a sinistra e Zambrotta a destra è la coppia di terzini migliore che ci possiamo permettere. Appena è entrato il primo Maggio è sparito e Zambrotta ha tenuto a bada Campagnaro che di Oddo aveva fatto quello che aveva voluto.
Che Grava è riuscito nel suo intento, tranne in un’occasione (quella di Inzaghi dopo azione personale del Gaucho), di riuscire ad innervosire Ronaldinho che di è dato ad un duello personale col suo marcatore i cui frutti sono stati: la sua sparizione dal match, la sua ammonizione ed il rallentamento del gioco a dismisura.
Che Flamini va dappertutto e interviene su tutti ma se mi fa un fallo come quello su Campagnaro allora non si può – forse – lamentare se fa tanta panchina. Il rosso c’era tutto e limpido come un cielo senza nubi. Non il cielo di oggi per intenderci.
Che Pirlo sa anche fare il centrocampista corridore quando ci si mette ma non ne azzecca davvero una quanto a passaggi o appoggi. Però almeno ora si sbatte. Certo che vedere la fascia a lui o a Gattuso in questa stagione mi fa rabbrividire. Già io la toglierei ad Ambrosini per darla Nesta quindi figuriamoci a loro due.
Che finiremo terzi ed il duello Scudetto sarà fra Roma e Inter. Segnatevela questa.



Adamos8181

Tra i due litiganti... il terzo gode.



Inter 60
Milan 59
Roma 56

Io lo dico fin da quest'estate. La Roma è l'unica vera possibile anti-Inter.
E' li solo e solamente per meriti suoi. E ha ancora tante cartucce da giocare, al contrario nostro, che siamo alla canna del gas.

sabato 20 marzo 2010

Un week end da brividi


Che può dare una direzione al campionato.
Se il Milan può ritrovarsi incredibilmente in testa da solo, è anche vero che l'Inter potrebbe di nuovo prendere il largo. O rimanere tutto com'è.
Vedremo.

lunedì 15 marzo 2010

E se ci fosse un "disegno politico" nei favoritismi al Milan

dal blog Linea Gotica


A pensare male a volte ci si prende, d'altronde siamo il paese del più grande e vergognoso scandalo sportivo della storia (Calciopoli), in cui fu coinvolto anche il Milan, non dimentichiamolo.
Berlusconi è in chiara difficoltà, lui che ha creato la sua fortuna politica sull'immagine, su ciò che ha fatto, nell'imprenditoria, nel calcio, ecc. La sua squadra è stata sbattuta fuori dalla Champions, gli servirebbe lo scudetto per rifarsi un pò di immagine in quell'ambito. Da inizio campionato il Milan è stato favorito dagli arbitri, cosa che si è incredibilmente intensificata nelle ultime giornate (a ridosso delle elezioni Regionali, guarda un pò...). Il Milan non ha uno e dico uno episodio sfavorevole in questo campionato, mentre ne ha avuti tantissimi a favore e se è ancora in gioco per lo scudetto è solo grazie ai sistematici errori arbitrali che lo hanno favorito.
Più che il Milan potrebbe essere Berlusconi ad avere bisogno di questo scudetto e ciò che sta succedendo è poco bello...



IL MIO COMMENTO: Uno che la sapeva mooolto lunga diceva che a pensar male, spesso, ci si azzecca...

domenica 14 marzo 2010

LA FORZA DELL'ALCHIMIA




Diciamolo subito: non abbiamo giocato bene. Non l'abbiamo fatto nel primo tempo - veramente pessimi - ma nemmeno nella seconda frazione di gioco dove pur abbiamo avuto più facilità nel renderci pericolosi. Però abbiamo giocato credendo nello Scudetto. Ecco, se questa squadra, che è inferiore all'Inter - e dopo aver perso Nesta, Abate e Beckham, probabilmente è inferiore sia alla Roma che alla Juventus - giocasse per il terzo posto probabilmente non avrebbe mai vinto questa sera. Abbiamo strappato i tre punti grazie a questo sogno, a questa speranza, a questa follia, a questa alchimia che ha riportato l'entusiasmo e la gente allo stadio. Senza questa forza irrazionale che ci ha presi ci saremmo accontentati del punto e invece no, guidati da due vecchi leoni bistrattati come Seedorf e Inzaghi ci siamo presi la possibilità di continuare a credere a questo sogno. La sensazione è che nulla ma proprio nulla lasci pensare che una rosa già monca cui vengano tolti ogni settimana altri giocatori possa davvero impensierire l'Inter. Limitiamoci a cavalcare l'onda e succeda quello che deve succedere. Comunque saremo orgogliosi di Leonardo e dei giocatori, del lavoro di altri molto meno.

Il primo tempo rossonero è stato inguardabile. Ma me l’aspettavo. Insomma il Chievo è una specie di United nostrano che per fortuna non ha Rooney anche se Pinzi è in versione Park e forse Sardo così tanto peggio dell’ultimo Neville non è. Belli corti i clivensi, linee strette, densità in mediana, bravi nelle ripartenze, aggressivi, pressano alto, difendono in tanti ma sono pronti ad attaccare con altrettanti uomini, conoscono la parola “sovrapposizione” e quella “movimento senza palla”… queste partite qui devi solo sperare che gli altri finiscano la benzina il prima possibile perché ormai è noto a tutti che il Milan a ritmi alti non esiste, a maggior ragione se non hai Pato e se pur avendolo a disposizione non metti l’unico centrocampista con un po’ di passo e cioè Flamini. Per carità non sarà un fuoriclasse assoluto ma è inconcepibile che non sia titolare fisso in questa squadra. Non c’è un motivo logico per cui il Flamini di Roma e di Manchester debba lasciar spazio al sig.Gattuso. Non c’è.

Così notiamo che Abate prima di infortunarsi seriamente oltre a rimostrare le solite carenze tecniche individuali da brividi aveva come al solito fatto il consueto errore in marcamento su Mantovani concedendogli la traversa. Avevamo pure visto Favalli toppare nei primi due minuti ben un paio di appoggi facili facili ed un fuorigioco, tanto per non farsi mancare nulla. Avevamo ammirato l’unica punta centrale essere costretta ad allargarsi per trovare una palla giocabile scaricando poi sull’attaccante laterale che crossava per il nulla, anche quella di giocare con due punte a Roma e Manchester e non in casa col Chievo non l’ho capita sinceramente, forse il virus virale di Huntelaar ha fatto optare Leonardo per non schierare subito gli unici attaccanti centrali a disposizione, deve essere così altrimenti non si spiega. E poi altri noti motivi quali il Dinho che viene portato lontano dall’area dal terzino destro avversario, il Becks nervoso e spesso fuori tempo che non sa a chi crossare perché il Borriello non per colpa sua deve svariare e ci sta poche volte in mezzo, il Ringhio versione caterpillar piantato, lo Zambro che vedi avere ancora le stimmate di quello che un tempo fu un grande terzino ma che ora più di quello non ce la fa a dare, l’Andreino da Brescia che accorcia e mette anche qualche dribbling ma sulle conclusioni da lontano e sulle punizioni lasciamo perdere. Insomma, ci hanno imbrigliati per bene e senza fatica, meritavano pure il vantaggio, che c'era su una rete annullata per un fuorigioco millimetrico che fuorigioco non era. Cose che succedono.

Nel secondo tempo lo spirito della squadra è diverso. Nulla di eccezionale ma la rabbia è quella giusta. Rischiamo di prendere qualche contropiede pericoloso ma siamo più presenti in area, soprattutto con l’ingresso di un Inzaghi sorprendentemente brillante e perfino bravo nel dribbling. La presenza delle due punte abbassa la linea difensiva clivense e permette a Ronaldinho di andare con maggiore frequenza a rimorchio trovandosi libero per la conclusione dal limite, in ben due occasioni. Oddo mostra – come aveva già fatto fino alla partita col Marsiglia – di non essere niente di che ma di essere comunque superiore ad Abate, si sovrappone e dà corsia a Beckham, che poi metta dei cross indecenti è un dettaglio che conosciamo ma almeno in difesa esiste a differenza del campano che proprio non sa cosa voglia dire seguire l’uomo. Zambrotta cresce e pare perfino forte se raffrontato allo Jankulovski di mercoledì, cioè dello Jankulovski di sempre non solo di mercoledì. Beckham prima di essere vinto da un tendine malandrino si era dato una mossa combattendo con grande ardore e carattere. Manca però l’ultimo tassello. Va tolto un inguardabile, confusionario, impreciso, indecente Pirlo per far entrare Seedorf. L’olandese mostra subito di essere in palla divenendo un attaccante aggiunto ed un piede in più con cui dialogare per Ronaldinho. A differenza poi del “regista” italiano sa ancora come si calcia da lontano, chiedere a Sorrentino per credere, e probabilmente a qualche milione di gufi che al primo minuto di recupero forse stavano già festeggiando lo scampato pericolo. E' meno 2.

Adamos8181

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