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domenica 22 marzo 2015
Con i 3 punti, ma senza dignità
lunedì 1 dicembre 2014
Quello per cui siamo famosi.
Siamo alle solite.
Valeri di Roma è quello del rigore inesistente in Atalanta-Inter della stagione 2011-12. Ma anche quello di Milan-Udinese del 3 febbraio 2013.
Valeri di Roma è quello del rigore inesistente in Atalanta-Inter della stagione 2011-12. Ma anche quello di Milan-Udinese del 3 febbraio 2013.
lunedì 4 febbraio 2013
Più di Mario poté Paolo...
...Paolo Valeri ( quello del rigore inesistente in Atalanta-Inter dell'anno scorso) ovviamente. Che sicuramente è costato meno del "negretto di famiglia". Il rigore dato ieri sera è incommentabile ed è l'ennesimo di una lunga lista di orrori arbitrali a favore del Milan, ma dubito che basterà per il terzo posto. Ho sentito dire tante sciocchezze su Balotelli, come se ci fosse stato Pazzini non avrebbe segnato a un metro dalla porta... il giudizio sul mercato non cambia, anzi. Nei prossimi giorni faremo un'analisi del mercato delle nostre rivali.
Onore ad Allegri che con una difesa composta da Amelia, Abate, Zapata, Bonera e Constant è riuscito a prendere solo un gol da Di Natale e Muriel. E che sta facendo rendere al massimo oltre Montolivo, El Sharaawy anche il giovane Niang e sta recuperando un Flamini quanto mai prezioso nel deserto tecnico del nostro centrocampo.
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lunedì 19 novembre 2012
Meglio ridere
Il vantaggio di stare così indietro in classifica è quello di non farsi troppo il sangue acido per rigorissimi non dati, tipo quello di ieri in Inter-Cagliari. E poter stare spensierati a ridere dei nostri giocatori. Come ha fatto molto bene, una volta tanto, Screwdrivers.
domenica 18 dicembre 2011
Lontani da Yokohama
Mentre il Barcellona da un recital contro il Santos vincendo il diciassettesimo trofeo internazionale(contando anche i trofei nazionali 13 in 3 anni, record!) il piccolo Milan ha ancora bisogno di un rigorino inventato, questa volta graziosamente donato da Bergonzi, per battere una delle ultime in classifica. L'Inter, intanto, nel giorno in cui non è più Campione del Mondo, risale la classifica e si mette li, minacciosa , alle spalle delle "capoliste", nessuna delle quali sembra irresistibile.
domenica 23 ottobre 2011
Peruzzo regala 3 punti a un Milan orrendo.
Nel giorno della morte di Marco Simoncelli (il nostro abbraccio ai suoi cari) il Milan sceglie il modo peggiore per onorarlo con una prestazione vergognosae un ancor più vergognosa e antisportiva condotta in campo (e fuori). Già perché la rimonta contro un bel e ben più meritevole Lecce è iniziata grazie a un corner inesistente, preteso e concesso, con molta poca personalità (per non dire peggio) da un Peruzzo che aveva visto benissimo che non c'era stata nessuna deviazione, ma al palazzo si obbedisce, vero Peruzzo?
Punizioni invertite, il secondo gol in palese fuorigioco... ed eccovi servita la rimonta "eroica". L'ennesima vergogna di una lunga, lunghissima lista.
Come dicono la Curva Nord del Lecce, citando Guccini... "non mi lego a questa schiera...". Boateng mi fa schifo, come calciatore e soprattutto come persona. E Peruzzo pure.
Punizioni invertite, il secondo gol in palese fuorigioco... ed eccovi servita la rimonta "eroica". L'ennesima vergogna di una lunga, lunghissima lista.
Come dicono la Curva Nord del Lecce, citando Guccini... "non mi lego a questa schiera...". Boateng mi fa schifo, come calciatore e soprattutto come persona. E Peruzzo pure.
martedì 4 ottobre 2011
Il principe merda
Da Milannews
Nel post Juventus-Milan, ai microfoni di Juventus Channel, ha parlato Giorgio Chiellini che ha raccontato così il duro scontro con Kevin-Prince Boateng: "Con Boateng... mi dispiace, io non so se l'ha fatto apposta. Secondo me doveva essere espulso prima, quando è entrato in ritardo ed in gioco pericoloso netto. E vi posso assicurare che sul ginocchio ho le sue tracce. L'arbitro prima lo ha graziato e poi quando è risuccessa una mezza cosa non ha avuto altra scelta. Più che altro mi ha messo il dito nell'occhio che è già un po' gonfio. Io non mi ero neanche accorto del taglio, però evidentemente mi ha graffiato e mi è rimasto un piccolo taglio. Ho messo dei cerotti e niente di più. La sensazione, sinceramente, era quella di non poterla perdere, cioè di avere la partita in mano, di essere pronti su ogni palla per non farli partire, per attaccarli, per riuscire a fargli male. Poi siamo stati fortunati a trovare il gol a tre minuti dalla fine con - se vogliamo - un rimpallo, però potevamo vincerla anche prima".
venerdì 1 luglio 2011
Revocate lo scudetto del 2004!
di: ALBERTO DI VITA per Fabbrica Inter.
“Il Procuratore federale,esaminati gli atti dell’indagine inerente alle trascrizioni delle conversazioni telefoniche depositate presso il Tribunale di Napoli nel noto processo penale in corso di svolgimento ed espletata la conseguente attività istruttoria in sede disciplinare, ha disposto l’archiviazione del procedimento, non essendo emerse dalle risultanze istruttorie e dai contatti telefonici in atti fattispecie di rilievo disciplinare procedibili, non coperte da giudicato ovvero non prescritte ai sensi dell’art. 18 del C.G.S. vigente all’epoca dei fatti. Pertanto, con provvedimento a parte, è stata disposta l’archiviazione degli atti:
[...]
[...]
12. nei confronti dell’allora socio di riferimento dell’Internazionale sig. Massimo Moratti e della società Internazionale:
perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare non prescritte ai sensi dell’art. 18 C.G.S., vigente all’epoca dei fatti.
perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare non prescritte ai sensi dell’art. 18 C.G.S., vigente all’epoca dei fatti.
13. nei confronti dell’allora presidente dell’Internazionale (deceduto l’anno 2006) sig. GiacintoFacchetti e della società Internazionale: perché non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare procedibili ovvero non prescritte ai sensi dell’art. 18 C.G.S., vigente all’epoca dei fatti.“
Ci può essere un po’ di confusione nella lettura del testo, però di fatto Palazzi afferma chenon ci sono fatti di rilevanza disciplinare procedibili, che non siano passati in giudicato o che non siano caduti in prescrizione. Quel che, cioè, era sfuggito alla precedente sentenza e che non è andato prescritto non dà motivo di procedere con il deferimento. Formula che, essendo avvocatese, lascia ampio margine a tutti quanti per un’interpretazione positiva della propria istanza. Lasciando tutti più o meno arrabbiati.
Non ci sono violazioni, insomma, dall’incartamento che viene da Napoli. E adesso è tutto nelle mani del Consiglio Federale, che potrebbe decidere di revocarlo per ragioni politiche e non disciplinari, perché sentirebbe necessario dover certificare uno scudetto anche alla luce di comportamenti eticamente ineccepibili.
Di fatto si apre un interessante spazio normativo, in cui un Organo Federale può stabilire che uno titolo possa essere revocato, così come avviene nell’atletica per esempio, anche a distanza di molto tempo, laddove fossero riscontrate violazioni e reati, o anche perché, secondo la nostra amica Gazzetta, si possa essere non proprio integerrimi eticamente.
A questo punto, l’eventuale revoca diventerebbe persino divertente.
Perché il passo successivo sarebbe semplice: accertata la condotta di Moggi & Co., passata in giudicato la sentenza, revocati gli scudetti 2005 e 2006, e alla luce di quello che, seguendo tutti la rosea, i giornali chiamano ormai “principio di assoluta trasparenza etica” (di cui non si riesce a trovare menzione in nessuna carta ufficiale della FIGC), l’Inter dovrebbe chiedere immediatamente la revisione di tutti i titoli almeno dal 1994 in poi, dall’inizio dell’epoca Moggi-Juventus. Perché risulta evidente, sempre dalla sentenza passata in giudicato, che l’opera continuativa nel tempo non può essere nata nel 2005, dove già i rapporti erano saldi e confidenziali (come detto dalla sentenza stessa). Perché non ci può essere dubbio sull’etica di quegli anni. Moggi, Giraudo, Meani, Galliani… è già tutto sentenziato.
Rivediamo tutto, in base a questo nuovo e luminoso “principio di assoluta trasparenza etica“. Perché se per Abete “l’etica non cade in prescrizione”, non si capisce per quale principio debba valere per uno scudetto del 2006 e non uno del 1998 o del 2002.
Revocateci questo.
IL MIO COMMENTO: Revocate pure gli scudetti del 2004 e quello del 2011. E pure le Champions, visto che ci siamo.
lunedì 28 febbraio 2011
(Facile) Profeta
"Ho sempre detto solo che non voglio sudditanza psicologica. Allegri dice cose che non esistono, non ho fatto polemica. Forse hanno la coda di paglia"
martedì 22 febbraio 2011
Gaia dalla memoria corta: "Io di mano ricordo solo il gol di Adriano..."
"Io di mano ricordo solo il gol di Adriano..."
Dai, Gaia, un piccolo sforzo di memoria. Era una finale di Champions, perdindirindina. Se fossi stato un maschietto ti avrei dato della puttana ideologica. Ma sono troppo gentleman e mi autocensuro.
domenica 20 febbraio 2011
Eunuco Buffone
"Tutto regolare...nessuno scandalo.
Alla fine della stagione quanto peseranno questi due punti?"
Ro-Idiota, MilanBlogClub, 20 febbraio 2011
lunedì 15 novembre 2010
Bene, parliamone allora...
Qualcuno nei commenti si è lamentato della mia espressione "rigore discutibilissimo".
Bene, vediamo cosa dicono le immagini allora.
Bene, vediamo cosa dicono le immagini allora.
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| Materazzi cerca di chiudere col piede sinistro |
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| Si avvicina ma inizia a scivolare (prima della partita ha piovuto e il campo è bagnato) |
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| Ibrahimovic si arresta, in equilibrio precario, Materazzi inizia a scivolare. |
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| Ibrahimovic ha già il corpo chiaramente sbilanciato all'indietro. |
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| Apre anche le braccia, forse per evitare la caduta provando ad appoggiarsi a Materazzi. Intanto non ha più contatto col suolo. |
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| Dopo il tocco al pallone, le gambe di Ibra vanno avanti, il corpo rimane all'indietro, completamente sbilanciato. Materazzi cerca di toccare la palla, forse riuscendoci. |
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| A questo punto Ibrahimovic sta già cadendo all'indietro e Materazzi deve ancora toccarlo. Non c'è quindi il danno procurato e di conseguenza nemmeno il rigore. |
Il solito furto
Un rigore discutibilissimo, almeno un paio di espulsioni mancate (Gattuso e Ibrahimovic), un Tagliavento assolutamente inadeguato, un'Inter a pezzi e non certo per merito nostro, un bel po' di fortuna e un indegno catenaccio. Questi gli ingredienti che hanno portato a questa striminzita vittoria. Ma così, comunque, non si va da nessuna parte. Una delle poche soddisfazioni dell'anno e in generale degli ultimi anni, almeno per quelli a cui piace vincere in questo modo indegno.
giovedì 11 novembre 2010
Oltre i limiti dell'indecenza.
Zamparini furioso per l'arbitraggio a Milano. «Valori sportivi scomparsi, vendo il Palermo»
dal sito del Sole24ore.
Il Maurizio Zamparini furioso. La sconfitta di Milano per 3 a 1 contro i rossoneri, condizionata da alcune decisioni arbitrali, ha fatto esplodere il presidente rosanero: «Ho dato l'incarico di individuare un advisor (banca o altro) cui affidare l'incarico della vendita delle quote della società di calcio del Palermo – ha scritto nel comunicato, il numero uno del club siciliano -. La mia decisione è netta anche nella sofferenza che provo lasciando una tifoseria bellissima come quella palermitana con la quale sono legato da profondo e reciproco affetto».
Il Maurizio Zamparini furioso. La sconfitta di Milano per 3 a 1 contro i rossoneri, condizionata da alcune decisioni arbitrali, ha fatto esplodere il presidente rosanero: «Ho dato l'incarico di individuare un advisor (banca o altro) cui affidare l'incarico della vendita delle quote della società di calcio del Palermo – ha scritto nel comunicato, il numero uno del club siciliano -. La mia decisione è netta anche nella sofferenza che provo lasciando una tifoseria bellissima come quella palermitana con la quale sono legato da profondo e reciproco affetto».
La decisione deriva proprio dai lamentati torti arbitrali: «Il tutto è dovuto dal fatto che mi sento ed esco sconfitto da un mondo pseudo-sportivo, dove, malgrado la mia lotta ultra venticinquennale, i valori sportivi sono sempre più spariti e dove regnano i poteri economici e mediatici di 3-4 club che solo fra loro vogliono con ogni mezzo dividersi gli scudetti».Il presidente del Palermo è stufo: «Stanco di lottare anche per la mia non tenera età, spero di lasciare il timone a personaggi piu' giovani che abbiamo l'entusiasmo e la forza per fare, lottare e cambiare in meglio 'dove' io non sono riuscito: riportare il mondo del calcio nell'ambito dello 'Sport' e dei suoi valori veri, assicurando gare dove con reciproche garanzie di equita' e lealta' sportiva possano sempre vincere ad 'armi pari' e ' i migliori'».
mercoledì 10 novembre 2010
Avanti con i rigori.
L'ennesimo rigore decisivo (per tacere di quelli negati agli altri), ormai ho perso il conto, permette al Milan di andare temporaneamente in vetta alla classifica (degno successore di Chievo e Lazio ma loro non avevano avuto favori arbitrali). Giornata però non proprio positiva. Inter e Juve escono ancora indenni da trasferte insidiose e la sfida tra Roma e Fiorentina (a segno sia Borriello che Gilardino) si conclude con la vittoria della meglio messa in classifica, l'unica rivale a giocare in casa come noi. Domenica il derby d'andata e arriviamo davanti al primo confronto davanti ai cugini: come l'anno scorso. E abbiamo visto come è andata a finire: anche all'epoca l'Inter stentava (sconfitta in Supercoppa, pareggio prima giornata di campionato e come sempre critiche a non finire per la squadra che poi avrebbe realizzato lo storico Triplete). In più l'infortunio di Pato.
Insomma i presagi non sono proprio favorevoli, gli arbitraggi invece decisamente si.
lunedì 8 novembre 2010
Dai che lo sai!
Riguardo questa notizia che è apparsa su Milan News. Stupisce se detta proprio da quel Paparesta che faceva parte integrante del sistema Moggi-Galliani. Non stupisce conoscendo la faccia di bronzo. Rimane lo scandalo di un rigore clamoroso non dato. Uno scandalo settimanale, anzi no, bisettimanale. Si chieda al Real Madrid.
Chissà come mai Critica e Ro-Idiota non ne hanno parlato (e non ne parleranno)!
martedì 26 ottobre 2010
domenica 19 settembre 2010
Siamo talmente scarsi che non riusciamo nemmeno a vincere rubando.
Nelle immagini, nonostante la risoluzione non altissima, ma queste ho trovato, si vede chiaramente che mentre il pallone si stacca dal piede di Ronaldinho tra Inzaghi, o meglio tra la sua proiezione, e Capuano c'è luce. Piccola, ma c'è. In questo video, preso da Youtube, che credo tagli pure qualche fotogramma, l'immagine che ho preso è appena due fotogrammi dopo quella presa da Sky come fermo immagine, in cui Ronaldinho appena sta iniziando a toccare la palla, quando invece il passaggio si perfezione nel momento in cui la palla si stacca dal piede, come avrebbe dovuto.
Non voglio fare prediche a Sky: sappiamo che , come la Gazzetta dello Sport, non farebbe nulla per indispettire un solo loro cliente-tifoso del Milan (mentre dei tifosi del Catania, chi se ne frega...).
Però... però siamo al cospetto di una manipolazione.
Non me la prendo neanche con gli arbitri. Era una valutazione difficile da prendere, però, però, dopo il comunicato della scorsa settimana forse la decisione è stata un pò difficile. E questa delle bandierine che devono rimanere abbassate è una brutta storia che ricorda e continua a perpetrare quella di Meani e di Calciopoli. Una brutta pagina. L'ennesima.
"è incredibile, siamo tutti in estasi per boateng, che non è altro che un onesto centrocampista che seplicemente corre, si fa il culo, contrasta e ci mette l'anima. quello che fanno il 99 % dei centrocampisti, solo che quasi tutti i nostri rappresentano quell'1% che non corre e gioca solo perchè è un senatore dello spogliatoio!
siamo nella merda, singori!"
sabato 15 maggio 2010
Berlusconi non lo voleva cacciare
di Stefano Olivari per Indiscreto
Leonardo è il primo allenatore dell'era Berlusconi che lascia il Milan di sua volontà, senza essere esonerato o almeno pregato di accomodarsi altrove. Altro che ''decisione comune presa in amicizia'', come sostiene Galliani. Cosa significa?
Che un'era è finita, i soldi (anche in nero, con le facilitazioni fiscali spagnole non ancora operative) del passato non torneranno più e si sta solo cercando di mettere in condizione gli imprenditori di fiducia (in particolare uno) di rilevare la società, vendendo nel presente la storia dei giovani lombardi che già ad inizio millennio aveva fatto la sua comparsa. Al di là di questi scenari, bisogna dire che quella su Leonardo è stata una scommessa vinta da Galliani, visto che nove mesi fa l'allenatore più amato da Sky non aveva certo più esperienza di Ciro Ferrara o del Mancini al quale fu affidata la Fiorentina come primo incarico. Insieme ad arbitraggi non ostili ha portato un gruppo di vecchie glorie, alcune di grande classe ma infortunate per metà stagione, ad un quasi scudetto che magari sarebbe diventato scudetto senza un rovinoso ciclo di pareggi casalinghi. Rallentando il gioco e vivendo di fiammate, esattamente come il Milan di Ancelotti, con le non trascurabili differenze di un Kakà ai suoi massimi (tranne l'anno scorso, nei mesi dopo le lacrime dal balcone) e di altri campioni con vari anni di meno. Il resto è il solito teatrino, con la commedia 'Famiglia Milan' a beneficio di un pubblico che si ritiene formato solo da dodicenni. In realtà, stando a quelli con il colletto grosso che la sanno sempre lunga (sul conto di sicuro, visto che non lo pagano mai), risulterebbe che: a) Al di là delle critiche riferite dagli immancabili deputati-commensali, Berlusconi non fosse poi così convinto di cambiare allenatore esponendosi al rischio di un fallimento di immagine ancora prima che tecnico; b) Il mandato dato a Galliani, in cambio di un occhio e mezzo chiuso sulle sue operazioni (Mancini quelle più clamorosa, sotto vari punti di vista), è prima di tutto quello di svecchiare la squadra e liberarla da contratti capestro: in questo quadro uno capace di essere duro (nonostante le apparenze) come Leonardo sarebbe stato cento volte meglio di un Van Basten demotivato (e che comunque aveva detto no); c) Nessun allenatore di fama acclarata al di fuore del giro rossonero, da Lippi in giù, metterebbe la faccia per coprire una campagna acquisti modesta e la probabile cessione di Pato; d) I giocatori che fanno la differenza, tranne due veramente bolliti, sono dalla parte di Leonardo. Conclusione: il calcio è gestito in perdita, a qualsiasi livello, al Milan possono arrivare anche insieme Mourinho e Guardiola ma senza un nuovo Berlusconi il terzo posto rimarrà un grandissimo risultato. Leonardo lascia a testa alta, con buona autostima e buona stampa. Il suo addio è da onorare: il 2,18 per la vittoria rossonera contro la tristezza di Zaccheroni ci farà (forse) felici.
Leonardo è il primo allenatore dell'era Berlusconi che lascia il Milan di sua volontà, senza essere esonerato o almeno pregato di accomodarsi altrove. Altro che ''decisione comune presa in amicizia'', come sostiene Galliani. Cosa significa?
Che un'era è finita, i soldi (anche in nero, con le facilitazioni fiscali spagnole non ancora operative) del passato non torneranno più e si sta solo cercando di mettere in condizione gli imprenditori di fiducia (in particolare uno) di rilevare la società, vendendo nel presente la storia dei giovani lombardi che già ad inizio millennio aveva fatto la sua comparsa. Al di là di questi scenari, bisogna dire che quella su Leonardo è stata una scommessa vinta da Galliani, visto che nove mesi fa l'allenatore più amato da Sky non aveva certo più esperienza di Ciro Ferrara o del Mancini al quale fu affidata la Fiorentina come primo incarico. Insieme ad arbitraggi non ostili ha portato un gruppo di vecchie glorie, alcune di grande classe ma infortunate per metà stagione, ad un quasi scudetto che magari sarebbe diventato scudetto senza un rovinoso ciclo di pareggi casalinghi. Rallentando il gioco e vivendo di fiammate, esattamente come il Milan di Ancelotti, con le non trascurabili differenze di un Kakà ai suoi massimi (tranne l'anno scorso, nei mesi dopo le lacrime dal balcone) e di altri campioni con vari anni di meno. Il resto è il solito teatrino, con la commedia 'Famiglia Milan' a beneficio di un pubblico che si ritiene formato solo da dodicenni. In realtà, stando a quelli con il colletto grosso che la sanno sempre lunga (sul conto di sicuro, visto che non lo pagano mai), risulterebbe che: a) Al di là delle critiche riferite dagli immancabili deputati-commensali, Berlusconi non fosse poi così convinto di cambiare allenatore esponendosi al rischio di un fallimento di immagine ancora prima che tecnico; b) Il mandato dato a Galliani, in cambio di un occhio e mezzo chiuso sulle sue operazioni (Mancini quelle più clamorosa, sotto vari punti di vista), è prima di tutto quello di svecchiare la squadra e liberarla da contratti capestro: in questo quadro uno capace di essere duro (nonostante le apparenze) come Leonardo sarebbe stato cento volte meglio di un Van Basten demotivato (e che comunque aveva detto no); c) Nessun allenatore di fama acclarata al di fuore del giro rossonero, da Lippi in giù, metterebbe la faccia per coprire una campagna acquisti modesta e la probabile cessione di Pato; d) I giocatori che fanno la differenza, tranne due veramente bolliti, sono dalla parte di Leonardo. Conclusione: il calcio è gestito in perdita, a qualsiasi livello, al Milan possono arrivare anche insieme Mourinho e Guardiola ma senza un nuovo Berlusconi il terzo posto rimarrà un grandissimo risultato. Leonardo lascia a testa alta, con buona autostima e buona stampa. Il suo addio è da onorare: il 2,18 per la vittoria rossonera contro la tristezza di Zaccheroni ci farà (forse) felici.
domenica 21 febbraio 2010
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