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lunedì 20 gennaio 2014

Primavera: il primo posto si allontana. E pure il secondo.



Lasciamo ad altri commentare l'esordio di Seedorf (ci sembra prematuro esprimere giudizi)
Piuttosto vogliamo parlare di altro oggi.
Sentiamo dire da più parti, e l'abbiamo sentito di nuovo dopo l'esonero di Allegri, che Inzaghi stia "facendo bene" con la primavera. Ora , tutto è relativo, in una squadra contano i giocatori, ma per esempio nel settore giovanile conta anche l'età dei giocatori etc...etc... Vorremmo sottolineare solo come certi media abbiano dato ampio risalto alla vittoria della primavera nella vittoria contro l'Inter e molto poca per la sconfitta nell'altro derby contro l'Atalanta, perso 4-2 che non solo ha significato abbandonare sogni di primo posto, ma perdere anche il secondo (e ci è andata bene che l'Inter non ha fatto punti, sennò anche il terzo).
Ora giudicate voi...


sabato 3 novembre 2012

Milan-Contrada del Bruco 5-1



Bene, molto bene , finalmente un bel Milan. Ottima la mossa di mettere Bojan nel suo ruolo naturale di seconda punta. El Sharaawy ed Emanuelson oltre a segnare hanno dimostrato di poter completare un centrocampo a 4 solido con Montolivo e un mediano a scelta, oggi Ambrosini. Credo che Allegri abbia risolto il difficile puzzle che aveva tra le mani e abbia trovato la definitiva fisionomia di squadra per questa rosa di giocatori, che non avendo centrocampisti di qualità deve cercarla nei propri attaccanti. Sperando che gli infortunii ci risparmino in questo senso.

Non per fare il disfattista, ma piccola nota a margine. La primavera di Dolcetti ha perso oggi in casa proprio contro la primavera de Chievo: 1-5 il risultato finale.(ironia del destino, risultato invertito).
 Se nella primavera ci fossero dei giocatori decenti, non ci sarebbero certe disfatte clamorose e forse qualche problemuccio della prima squadra si potrebbe tappare con qualche giovane. De Sciglio è troppo poco per un club, come... come dovrebbe essere il Milan.

domenica 27 febbraio 2011

E in attesa del Napoli ci pensa la Primavera a tenere alti i nostri colori (si inizia a vedere il lavoro di Pederzoli)



MILANO - E' terminata l'avventura della Primavera del Milan nella Viareggio Cup,dopo la sconfitta di questo pomeriggio per 2-1 contro i norvegesi dello Stabaek allo Stadio “Pian di Giunta” di Monterotondo (PT). I gol sono stati segnati da Listad e Boli al 10' e al 42' mentre, per i rossoneri, la rete del momentaneo vantaggio era stata siglata da Simone Ganz al 20' del primo tempo. (fonte acmilan.com)


GIRONE 9
SASSUOLO - STABAEK 1-0
 - 32' pt. Luppi (Sa).
MILAN - NAGOYA GRAMPUS 0-0
 
NAGOYA GRAMPUS - STABAEK 4-1
 - 3' pt. Mizuno T. (N), 24' pt. G-Lundlie (S), 40' pt. Leirvik aut. (N); 21' st. Havenaar (N), 32' st. Aoyama (N).MILAN - SASSUOLO 0-0 
NAGOYA GRAMPUS - SASSUOLO 1-1
 - 1' st. Kawamura (N), 20' st. Barbuti (S).
MILAN - STABAEK 1-2
 - 22' pt. Ganz (M); 10' st. Lystad (S), 42' st. Boli (S).
Classifica finale: NAGOYA 5, SASSUOLO 5, STABAEK 3, MILAN 2.


Essi, si inizia proprio a vedere il lavoro di Pederzoli.

martedì 31 agosto 2010

Mister Allegri perché Oduamadi si e Verdi no?

Mi ha un po' sorpreso questa scelta ma posso capirla. In parte l'età (l'africano ha due anni più di Verdi e a quest'età contano e fisicamente si vedono), in parte forse le caratteristiche (Verdi è più un palleggiatore, che si sa saltare l'uomo, ma preferisce la palla sul piede che nello spazio, Odu è più uno scattista.).
Ad ogni modo credo che in termini di talento tra i due c'è un abisso anche se non mi faccio troppe illusioni neanche su Verdi. Di folletti mancini al Milan ne abbiamo visti passare tanti, da De Zerbi a Rabito (forse il più talentuoso di tutti ma che ha ballato una sola stagione, o due, prima di scadere nel totale anonimato), da Locatelli a Morfeo , entrambi scuola Atalanta: il secondo è tra questi quello che ha fatto la carriera migliore , anche se consideriamo che nelle giovanili era considerato al livello di Totti ha certamente deluso, come ha sempre deluso quando si è affacciato nelle grandi squadre forse frenato dai tanti stranieri e da un' interpretazione del ruolo un po' amorfo. Forse in altri tempi sarebbe potuto essere non certo un Rivera ma un Beccalossi si.
E poi come dimenticare Pasquale Foggia in questa particolare galleria, l'ultimo della serie. O, citando invece i destri i vari Stroppa, Lantignotti, Valtolina, Cozza(uno di quelli che forse avrebbe meritato una miglior carriera), Mannari (un po' l'emblema e il simbolo di tutti quanti), solo per citare gli italiani di epoca berlusconiana con ruolo e caratteristiche più o meno assimilabili a quelle di Verdi. E potrei andare avanti: Liperoti, Rassu, D'Aversa, De Francesco, Vianello, l'italianissimo,  a dispetto del nome Eder Bau etc... Tutti in qualche modo incompiuti. O compiutissimi, solo che ce li avevano dipinti come dei fenomeni che in realtà non erano, almeno non a quei livelli.
Paradossalmente del più forte che abbiamo avuto, Fabrizio Miccoli, non abbiamo mai sentito parlare e incensare dai soliti media visto quant'è stata fugace la sua storia rossonera e quanto precocemente (15 anni) è andato via. E qualcuno me lo sono pure dimenticato.
Comunque sia, in bocca al lupo Simone.

P.s. Ma SimonLuca Agazzone lo ricordate? Pure lui dipinto come semifenomeno da Piccinini e Longhi nelle amichevoli estive... Dai, con un cognome così., come dimenticarlo...
E dei "nuovi Baresi" Zanoncelli, Verga (ottimo, peccato per gli infortunii), Belotti? E del "nuovo Albertini": Corrent. Di futuri fenomeni ne abbiamo avuti tanti. Per non parlare degli attaccanti-attaccanti: Cappellini, Borneo, Lorenzini, Dionigi, Saudati etc... o i terzini : Nava, Pessotto, Porrini (i migliori), Costi, Ferri, Darmian ...ok mi fermo qui. Per ora. Se ve ne ricordate altri...

lunedì 2 agosto 2010

Verdi non è e non sarà Messi, però...


Verdi, Merkel, Strasser sono questi i nomi più sulla bocca di tutti i milanisti, finalmente. Finalmente perché almeno non si parla di acquisti impossibili come Ibrahimovic o Dzeko.
Sui ragazzi. Per ognuno dovrebbe essere fatto un discorso ad hoc, perché ognuno è diverso, come qualità, prospettive e utilità attuali. Nel torneo di Londra hanno fatto discretamente (ma non ho visto meraviglie) tenendo bene il campo (soprattutto il misconosciuto Merkel). Ma non dobbiamo illuderci di aver risolto tutti i nostri problemi. Verdi e Merkel non possono sostituire Pato e Ronaldinho in caso di loro infortunio a medio-breve termine. Possono si, fare numero e giocare spezzoni di partita e man mano, in caso dovessero confermare la loro progressione, prendere poco a poco più protagonismo. Ma non aspettiamoci che siano loro a trascinare la squadra, o almeno non chiediamo loro questo, se succederà , poi, ancora meglio. Ma io non mi farei illusioni.
I risultati purtroppo parlano abbastanza negativamente della nostra primavera, nonostante i milioni spesi. I 4 gol incassati nel Derby, l'invereconda elminazione ai quarti di finali in campionato o i 6 incassati dal Borussia Dortmund dicono tutto.
Se poi dovesse arrivare qualche sorpresa, ben venga.

mercoledì 2 giugno 2010

All'improvviso, un Ro-Idiota....

2 Giugno 2010. Stadio "Della Vittoria" di Tolentino(Macerata). Quarti di Finale del Campionato Primavera.
Si affrontano Milan e Sampdoria (orfana di Marilungo e company ormai passati a giocare tra i grandi).
Ore 16:00: l'inizio della partita, un paio di minuti di ritardo per i convenevoli di rito e poi il calcio d'inizio: si parte!
Ore 16:27: il Milan passa in vantaggio: Oduamadi, il nigeriano, fa gol.
Ore 16:34: il Milan raddoppia ancora con una bella azione Verdi-Oduamadi che sigla quindi una doppietta.


Ore 16:41, all'improvviso, un Ro-Idiota , che stava vedendo la partita forse sperando di scoprire qualche campioncino per il Milan, con la sua proverbiale incoscienza inserisce, visibilmente soddisfatto, un commento su MilanBlogClub: 
"doppio Oudamadi il secondo sembra essere un gran gol 
Milan 2 samp 0 
Roberto"
Ore 16:41, nello stesso istante in cui Ro-Idiota clicca su "invia il commento", il gol di Blondett: Milan 2-Sampdoria 1.


Finirà 3-2 per la Samp, con un Milan che esce di scena prematuramente dal campionato, dopo  aver strombazzato a tutti i venti di volerlo vincere,  giusto pochi giorni dopo l'umiliante 6-0 subito dal Borussia Dortumund al torneo della Ruhr.
Il povero Ro-Idiota costretto a riavvolgere le sempre più impolverite bandiere, deluso forse più che dal risultato, dalla prova pietosa di alcuni "papabili" al salto in prima squadra.


Copio da Milannews:


Albertazzi 4,5: impreciso come non mai va in difficoltà sempre sugli attacchi degli avanti doriani. Sbaglia una miriade di lanci e si fa saltare come un pivello da Kristicic nell’azione del gol della vittoria dei blucerchiati. E’ sfortunato in avvio dei supplementari quando in bello stile incorna il pallone che va a sbattere sul palo.


Strasser 5,5: la diga di centrocampo oggi non regge. Il Re Leone, seppur supportato da un Novinic in buona giornata, viene spesso messo in mezzo alle triangolazioni degli avversari che lo evitano e lo fanno correre a vuoto.


Verdi 5: il voto è la media tra quanto fatto vedere nel primo tempo (da 7) e quello che non ha fatto vedere nel secondo tempo (4). Stroppa gli toglie i suoi compari di scorribande Oduamadi e Schenetti e lui non riesce più a trovare le misure delle giocate. Dopo aver fornito l’assist dell’1 a 0 al nigeriano, Magic Box sembra poter essere la carta in più in questa partita ma alla distanza si spegne, inesorabilmente, anche lui e nei tempi supplementari quello con la maglia numero 7 sulle spalle è il suo fantasma.


Zigoni 4: dopo il gol della Samp ha subito la palla per rimettere due reti di differenza tra le due compagini ma tira in bocca a Costantino. E’ questa l’unica volta in cui l’ex Treviso durante la partita. La seconda è quando viene richiamato in panchina per lasciare spazio a Gaeta. Fantasma. 


Per carità, son ragazzi e si faranno, delle giornate storte, anche tante, possono capitare.
Ma non veniteceli a spacciare per i nuovi Maldini, Rijkaard, Savicevic o Van Basten, per piacere. Se va bene avremmo i nuovi Nava, Donadel, Foggia, Dionigi: e sarebbe grasso che cola...
Pederzoli vattene.


(Post dedicato a ZioAlduccio, nella foto il doriano Kristicic, autore del gol della vittoria blucerchiata e protagonista di una bella storia di vita.)

lunedì 22 marzo 2010

Il futuro è nostro: la primavera, per non essere da meno, prende 4 pappine dall'Inter.





Una volta i ragazzi delle giovanili sognavano e cercavano di imitare i giocatori della prima squadra.
Il Milan segue la tradizione ma in questo caso il sogno è in realtà un incubo.
Impalpabili Zigoni, Adiiyah (nonostante il gol, fortunoso, rimpallato), sostituito da un esasperato Stroppa, così come  il resto della compagnia.
Ha segnato Beretta, ma è Samuele, quello dell'Inter, quello bravo.
Ora il Milan è ancora primo: l'Inter è a -4 ma con ben due partite da recuperare, insomma forse un sorpasso vero riusciamo, almeno qui, a vederlo.

Un Inter per scelta senza Arnautovic (classe 89 come Adiyah), Santon (1991) Khrin (1990), lo stesso Balotelli che perché no poteva essere impegato in una partita così importante dato che altrove non gioca, ma anche , aspettando il fenomenale Coutinho (1992)  Fossati (1992, il nuovo Fabregas, che era nostro e ci siamo fatti soffiare come polli), Dell'Agnello (1992) e regalandoci pure Crisetig e Tremolada in panchina e almeno parzialmente Stefanovic.
Insomma una dimostrazione di superiorità su tutta la linea.

Il miracolo di Pederzoli, un re Mida al contrario (come Berlusconi insomma, per ultimo chiedasi a Blockbuster) che trasforma in merda tutto quel che tocca, dal settore giovanile del Liverpool (da quando arrivò lui non sono più usciti i Gerrard, gli Owen, i Carragher), al peggior Torino della storia (retrocessione e pure un girone d'andata disastroso in serie B): spendere  milionate di Euro (solo per il nostro "formidabile" tridente d'attacco quasi quattro milioni (Zigoni 1.200.000, Adiyiah 1.400.000, 1 milione solo per la metà di Beretta), Hotter un altro milione etc..., stelline pagate oro ma che però sfigurano ai prodotti fatti in casa 100% Inter Caldirola e Destro.

Il Tabellino


Milan (4-2-3-1): Donnarumma; Ghiringhelli, Romagnoli, Pasini, De Vito; Strasser, Novinic; Oduamadi, Merkel (Beretta 58'), Adiyiah (Schenetti 46'); Zigoni (Pedrocchi 79').
A disposizione: Perucchini, Meregalli, Motta, Scampini.
Allenatore: Stroppa.

Inter (3-4-3): Belec; Natalino, Caldirola, Rigione; Donati, Carlsen, Nwankwo, Biraghi; Obi( Stevanovic 66'), Destro (Fortunato 83'), Alibec (Beretta 64')
A disposizione: Bavena, Kysela, Crisetig, Tremolada.
Allenatore: Pea.

Gol: 24' Destro (I; rigore), 29' Obi (I), 31' Adiyiah (M), 41' Rigione (I), 81' Beretta (I).



Non ci resta che "consolarci" (sic) con l'ennesima scorrettezza (per la serie le televisioni non contano) dei sicari di Striscia la Notizia, puntualissimi come sempre, come furono anche col grande Eto'o, a cercare di creare zizzania.(tra l'altro tutti le versioni del video che ho visto hanno l'audio fuori sincrono, cosa piuttosto sospetta: Balotelli è stato doppiato? A pensar male spesso...)
Patetici, francamente, certi milanisti che si eccitano per una cosa del genere. Presi per culo da un ragazzino "milanista" come fossero un George Leonard qualsiasi alle prese con il "bisessuale" Mauro Marin(l'uno vince il GF, l'altro un bell'ingaggio da papà Moratti).
Zimbelli.

venerdì 30 ottobre 2009

Una settimana da diavolo - Uso libero e rossonero del condizionale



Se si critica eccessivamente un Milan comunque in lotta per il terzo posto ed in piena corsa per la qualificazione agli Ottavi della Champions League si sbaglia perché si chiede troppo alla squadra ed all’allenatore. Se si giudica partita per partita senza pregiudizi e senza prediletti rilevando errori o meriti di chi allena e di chi gioca si fa benissimo. Sono per la critica costruttiva e la libertà di pensiero. Sono sempre per la libertà.

Se il Milan si trova con pochi ricambi a centrocampo è per colpa della proprietà ma se Flamini non gioca a Napoli dal primo minuto per dare riposo a Pirlo è colpa dell’allenatore.

Se il più dispendioso acquisto dell’estate è stato un giocatore che Leonardo non voleva è colpa della proprietà ma se Huntelaar non viene messo nelle condizioni di rendersi utile è colpa dell’allenatore.

Se l’allenatore non si dimette il 31 agosto a campagna acquisti “effettuata” non seguendo i suoi dettami accetta la situazione e la sfida, non è vittima, qualunque esso sia egli è partecipe del progetto, non può essere esente da critiche. Se la proprietà mette nelle condizioni qualsiasi allenatore si siede in panchina di non essere accontentato durante la campagna acquisti essa dimostra di non essere interessata a dare vita ad un serio progetto tecnico. Ancelotti non voleva Ronaldinho tanto quanto Leonardo voleva invece Cissokho e Luis Fabiano.

Se il Milan manca di qualità sugli esterni è colpa della proprietà che non ha provveduto in tal senso ma se Oddo e Antonini mostrano di essere in forma e l’allenatore li toglie entrambi contro una squadra che gioca molto sulle corsie laterali, egli ha colpa.

Se la prima alternativa alla coppia di centrali di difesa resta Kaladze la colpa è della proprietà o perché non ha acquistato altri elementi decenti o perché si affida ad uno staff sanitario da cui gente come Bonera pare non risorgere dopo un anno, ma se l’allenatore non si accorge che senza Nesta e per di più con due gol di vantaggio non si possono tenere quattro uomini fissi davanti che non tornano la colpa è sua.

Se gira e rigira gli uomini che sono sempre protagonisti nel bene e nel male sono sempre quelli della Champions vinta a Manchester nel 2003, eccetto Pato, c’è da chiedersi come mai la proprietà, se non ha deciso in prima persona i giocatori per cui sono stati buttati via parecchi soldi fino all’estate 2008, non faccia niente per rimuovere il vicepresidente vicario-amministratore delegato dell’Ac Milan spa. Se si è deciso di dare più importanza ai giovani c’è da chiedersi perché l’allenatore non abbia il coraggio di dare spazio di tanto in tanto a chi brilla nella Primavera.

Se il Milan di Ancelotti non sapeva gestire il risultato in più di un’occasione, se prendeva reti su calci da fermo o sugli sviluppi di essi per errata disposizione della linea difensiva, se aveva un allenatore che peccava nel leggere prontamente la partita ed era poco incline al turn-over e se era capace di grandi singole imprese c’è da chiedersi quali siano le differenze con il Milan di Leonardo sistema di gioco a parte. Tassotti è sempre lì. Se l’allenatore del Milan deve scendere sempre a patti con la vecchia guardia per ottenere qualcosa c’è da chiedersi chi abbia loro fatto o approvato dei contratti lunghi e dispendiosi, chi non abbia avuto la volontà di sostituirli investendo seriamente così da metterli nelle condizioni di cercarsi un altro spogliatoio. La rosa è sempre quella lì.

Se il Milan non fosse da terzo posto vorrebbe dire affermare che il Kakà delle ultime stagioni vale da solo quanto Nesta, Thiago Silva, Abate, Borriello e Huntelaar, che è più decisivo di tutti questi messi insieme per una squadra, ma allora come mai il Real Madrid di Kakà ha perso contro il Milan senza Kakà? Nessun giocatore, tranne forse Maradona, vale più di due centrali coi fiocchi e di un bel centravanti boa, è l’organizzazione di gioco che fa la differenza, l’armonia fra i reparti – come dice Sacchi – e la disponibilità al sacrificio. La nostra base di partenza è un terzo posto a pari punti con la seconda classificata, non lo si dimentichi. Ronaldinho è stato determinante nelle vittorie col Siena e la Roma, nel pari con l’Atalanta, non si dimentichi neanche questo. Senza Pirlo eravamo arrivati primi in classifica la scorsa stagione nonostante un Kakà non certo trascendentale, non più di questo e quel Ronaldinho, anche questo lo si tenga bene a mente, ogni tanto può anche partire dalla panchina ed essere importante come a Livorno.

Se il Milan è solo questo, una squadra che lotta per il terzo posto e fuori dalla lotta Scudetto virtualmente già alla seconda giornata, è colpa della proprietà tanto quanto era suo merito quando eravamo in grado di vincere in qualsiasi competizione a cui partecipavamo. Se il Milan è stato capace quest’anno di primi tempi come quello di Bergamo o quello con la Roma o di una sconfitta in casa con lo Zurigo la proprietà non c’entra granché direi. Mai perdere il senso dell’equilibrio nel distinguere le varie responsabilità tenendo sempre presente però che tutto alla proprietà torna e tutto alla proprietà appartiene.

Adamos8181

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