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sabato 24 luglio 2010

Leonardo non era neanche la seconda scelta.

da Milannews

Dopo una giornata piuttosto frenetica per la federcalcio brasiliana con il forzato rifiuto alla panchina verdeoro di Ramalho, costretto a rimanere alla guida della Fluminense, si è finalmente arrivati alla scelta del nuovo ct del Brasile. Sarà Mano Menezes, allenatore del Corinthians, che ha deciso di accettare la delicata sfida di guidare la selezione carioca ai Mondiali del 2014 che si svolgeranno in patria:"Dico ufficialmente a tutto il Brasile che ho deciso di accettare la proposta del presidente Ricardo Teixeira - ha affermato Menezes - Sono felice e orgoglioso e non potrebbe essere diversamente".


Dunque chi denigrava Leo dicendo che la sua dichiarazione di "incompatibilità" fosse una scelta di comodo per giustificare un suo addio per potersi sistemare sulla panchina della Selecao è stato servito.
Ma anche chi sparlava di un Leonardo grande allenatore apprezzato e stimato da tutti. Come persona e come dirigente forse. Come allenatore ne deve ancora mangiare di pane duro. E lui lo sa. Con grande umiltà si è messo a studiare per prendere il patentino (e non certo per i motivi esposti nei deliri di Critica , o meglio de Il Giornale ,che lo "vedeva", ancora per quest'anno, sulla panchina rossonera: alla fine chi scrive le bufale viene smascherato).
I grandi si riconoscono anche dal fatto che riconoscono i propri limiti e cercano di migliorarsi. SEMPRE.


GRAZIE LEO

venerdì 2 luglio 2010

Non pervenuto!



Ci può stare tutto, anche lasciare l'unico vero FENOMENO che ha il tuo paese ( ciao Ronnie!) se ritieni che non rientra nel progetto tattico o che la sua presenza possa essere controproducente. Ci può addirittura pure stare che si faccia giocare insieme Felipe Melo e Gilberto Silva, ma non si può dare la maglia numero 10 e la responsabilità di creare a chi creare non sa, a un cavallone stupido, ottuso di testa e quadrato di piedi, che con difesa schierata non ha MAI combinato nulla. Dunga fino a questo mondiale aveva fatto molto bene (una Coppa America e una Confederation Cup vinte, una Bronzo Olimpico: risultati più che positivi) ma ha sbagliato clamorosamente all'appuntamento più importante. Molto più di Lippi. Dunga di campioni a casa ne ha lasciati parecchi (chiedasi per esempio a David Luiz).

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