Su questa frase c'è ancora oggi un mistero fitto, che neanche i 50 anni di Tutto il Calcio Minuto per Minuto hanno saputo risolvere.
La frase in questione pare però che fu pronunciata dal grande Sandro Ciotti proprio in occasione di un Catania-Inter , giocato, appunto allo stadio "Cibali" , lo stesso stadio che oggi è intitolato al vulcanico e folkloristico Angelo Massimino. Correva l'anno 1961 (4 giugno), quasi mezzo secolo fa e il Catania battè l'Inter, già di Moratti padre, anche lui Angelo come Massimino, una clamorosa vittoria degli etnei per 2-0 con reti di Mario Castellazzi e dell'argentino Salvador Calvanese, sconfitta che costò di fatto uno scudetto all'Inter a vantaggio della Juventus, rendendo inutile il recupero della partita da giocare proprio contro la Juventus, tanto che il recupero fu giocato la settimana dopo, il 10 giugno 1961 dall'Inter con la squadra primavera . Partita passata alla storia per due motivi: rappresenta ancora oggi la più grande sconfitta dell'Inter nella storia della Serie A (9-1) e perché il gol della bandiera fu segnato, su calcio di rigore, da un'esordiente che diventerà lui stesso una bandiera dell'Inter, come suo papà fu per il Grande Torino: Sandrino Mazzola.
Corsi e ricorsi storici...
