Marcello Lippi avrà tanti difetti ma va riconosciuto lui un grande merito: quello di non aver ceduto e non aver convocato quelle pippe arroganti di Cassano e Balotelli.
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mercoledì 11 settembre 2013
lunedì 2 luglio 2012
Rimpianto
Il rimpianto di non sapere come sarebbe andata a finire una finale maledetta se Chiellini e Motta non si fossero rotti, se Bonucci, Abate, Marchisio fossero arrivati in condizioni accettabili, se Prandelli non avesse fatto scelte diverse (Maggio, Nocerino, Balzaretti e perché no Di Natale dal primo minuto) . Perché non è vero che loro sono i più forti. Hanno fatto un europeo penoso (quasi più penoso del mondiale vinto 1-0, 1-0, 1-0, con tanti favori arbitrali, anche clamorosi, come il gol di Villa contro il Portogallo, in fuorigioco di un metro almeno) e non dimentichiamocelo , quando abbiamo giocato alla pari abbiamo dimostrato di potercela giocare avendo anche più occasioni di loro. Il rimpianto è questo, loro non sono dei fenomeni imbattibili, tutt'altro, ma ieri contro la nazionale di Prandelli avrebbe vinto pure il Portogruaro.
sabato 2 giugno 2012
Sentite un po' ...
Non amo gli umori e le idee di Guido Rossi, detesto le scorie lasciate nel nostro sport dalla sua insana idea di fare figli e figliastri con quello Scudetto 2006 al merito che non aveva fondamento e che avrebbe potuto risparmiarsi, respingo come una corona d'aglio le parole e i metodi con cui voleva spazzare via il Milan dal calcio in barba ad ogni ragionevole dubbio. Non sono impazzito, la storia resta al suo posto. Ma a Guido Rossi devo dare atto, da milanista e da italiano, di due cose. La prima: l'impegno con cui si battè presso l'Uefa per l'accettazione in Champions League del Milan dopo la sentenza della Corte Federale (meno 30 e meno 8) alla fine del Luglio 2006. La seconda: la gestione dell'Italia pre-Mondiale 2006. Su alcuni azzurri e sui criteri con cui potevano rimanere azzurri il professore era stato duro, quasi autolesionista, forse anche spietato. Ma dopo aver fissato linee e principi, la nostra Nazionale si è compattata, ha vissuto nella chiarezza e ha potuto pensare solo al pallone, al calcio e al Mondiale. Quella estate, Guido Rossi riuscì a cohibentare la squadra azzurra, a porre le condizioni politiche perché la squadra tramutasse in propellente utile per il Mondiale la rabbia per gli attacchi ricevuti alla propria onorabilità e a quella del calcio italiano. Quest'anno, invece, purtroppo, non è accaduta la stessa cosa. Anzi. L'attuale dirigenza del nostro calcio gioca in contropiede, ma all'incontrario, subendolo e non imponendolo. Spiazzata dall'intervista di Gigi Buffon a Sky in cui il capitano dell'Italia parla dei due feriti e del morto per ragioni di Conte e di Juve (perché mai parlare di Club, se sei nel ritiro dell'Italia?), disorientata dai pesi diversi fra loro e dalle misure diverse fra loro di Criscito e Bonucci, la Federcalcio non commissariale del 2012 sembra aver abdicato lasciando l'agenda nelle mani dei media e delle conferenze di giornata. Una soluzione? Nulla contro Bonucci, mancherebbe altro, avrà tempo e modo di chiarire. Ma alle porte di un grande evento come l'Europeo e sotto gli occhi di una istituzione come l'Uefa, facciamolo noi il beau geste. Andiamo in 22 in Polonia e Ucraina. Andiamo da uomini punto primo e autoregolamentiamoci da sportivi veri punto secondo. Navigare a vista, come stiamo facendo, significa mandare in campo una squadra con la testa altrove, esposta ad un prevedibile danno d'immagine e alla beffa di un risultato negativo su un palcoscenico così importante.
"No, non facciamo niente col Milan". La frase, arriva fresca fresca da Parigi. Ce l'aspettavamo. Del resto ormai il giorno delicato, martedì 29 Maggio, è passato. Il giorno dopo l'assalto più duro, mercoledì 30 Maggio, il presidente Berlusconi ha chiamato via Turati e ha dettato la linea: lo teniamo, resistiamo, ripartiamo da Thiago Silva e Ibra, facciamo davvero l'impossibile per difendere i nostri campioni dall'assedio. Ecco perché i boatos mediatici del fine settimana, provenienti proprio da Parigi, fanno sensazione ma non fanno male. Per un Club la cui proprietà vive la crisi economica come tutti ed è reduce da una multa di più di 500 milioni di euro, per un Club che ha perso 136 milioni di euro negli ultimi due esercizi di bilancio, resistere a offerte faraoniche per i propri campioni, soprattutto per uno, è una grandissima impresa. Se per qualcuno è normale, si sbaglia. Campioni come Eto'o, Thiago Silva e Ibra sono impossibili da sostituire. C'è chi li tiene e chi no. Ma entrambe le scelte sono faticose e laboriose, in un clima macro-economico sempre più duro.
Andrea Dossena è un professionista sul campo e un grande milanista fuori dal campo. Fra le lacrime rossonere della notte di Istanbul del 2005, c'erano anche le sue. Questo non deve interferire sul mercato, ma ha la sua importanza. Sono due i Club che hanno preso informazioni su Dossena, la Roma e il Milan. Il laterale che ha tanta voglia di correre ha ancora due anni di contratto e il Napoli lo ha pagato 8 milioni più bonus per prelevarlo dal Liverpool. Con i chiari di luna economici che vive anche la proprietà del Napoli, non è l'alta estate il periodo migliore per spuntare un buon prezzo sullo stesso Dossena. Ci vorrà calma e ci vorrà tempo, ma, certamente, Roma e Milan non lo perderanno di vista. Ad Agosto inoltrato, si vedrà.
Non è durato molto lo Scudetto della Juventus. L'invasione di campo del 6 Maggio a Trieste, la traversata di Torino del 13 Maggio dopo l'ultima giornata con l'Atalanta, e poi solo delusioni. Tante e ravvicinate: la promozione del Toro granata, l'addio di Del Piero, la sconfitta di Roma con il Napoli, l'avviso di garanzia per Conte e Bonucci, le frasi non brillantissime di Buffon. Su alcune di queste questioni, con l'ombrello sempre aperto della famosa richiesta di risarcimento danni, alza la voce il presidente Agnelli. Ma sulle altre bisogna fare buon viso a cattiva sorte e abbozzare. Capita, anche dopo uno Scudetto meritato e atteso da 9 lunghissimi, interminabili, anni.
In fede, Mauro Suma per Tuttomercatoweb
giovedì 7 aprile 2011
Grazie a Dio non sono così.
E prego Dio di non diventare mai come "Miticothor", questo stronzo infame capace di insultare una persona solo per aver espresso una preferenza riguardo alla vittoria del campionato (e meno male che non ha detto Inter, ah già per lui è già fuori dai giochi). Mi piacerebbe vivere in un paese in cui la gente non viene chiamato "pezzo di m...." solo perché parteggia per una squadra diversa dalla tua. Si può criticarlo, si può criticare l'opportunità di certe dichiarazioni. Ma non comportarsi in questa maniera incivile: questa è l'Italia di Berlusconi.
Sono nauseato. Io non sono così, Caro Vecchio Diavolo non è così.
Totale solidarietà a Prandelli che però, per inteso, non ci sta simpatico per nulla.
mercoledì 6 ottobre 2010
Pensieri sparsi
Ho sentito parlare di David Luiz al Milan. Una barzelletta visto che il Benfica vuole 50 milioni e vista la concorrenza di Real Madrid, Barcellona, Manchester City e Chelsea.
A Balotelli la maglia del Milan non piace. Peccato. Chissà... non è mai troppo tardi.
Due articoli di Paolo Condò sul MITO.
Prandelli ha scoperto che non ci sono giovani bravi in Italia, dopo 4 mesi di nazionale. Sveglio il tipo, quello che era andato via dalla Fiorentina perché sennò non avrebbe vinto mai nulla...
Che si ricorra agli oriundi e presto, che più passa il tempo e più ne perdiamo.
A Balotelli la maglia del Milan non piace. Peccato. Chissà... non è mai troppo tardi.
Due articoli di Paolo Condò sul MITO.
Prandelli ha scoperto che non ci sono giovani bravi in Italia, dopo 4 mesi di nazionale. Sveglio il tipo, quello che era andato via dalla Fiorentina perché sennò non avrebbe vinto mai nulla...
Che si ricorra agli oriundi e presto, che più passa il tempo e più ne perdiamo.
domenica 30 maggio 2010
Prandelli Ct. Per la Fiorentina si parla di Mihajlovic. Ma Allegri...
...ma Allegri? Non capisco cosa aspettino ad ufficializzarlo se hanno deciso.
Io fossi stato per il tecnico toscano, soprattutto dopo questo tipo di incertezze, avrei scelto una Fiorentina ricca di talento e di giovani che , a differenza del Milan, ha davvero bisogno di solo 2-3 ritocchi per essere da scudetto o almeno competitiva.
Il mistero sul "progetto" (sic) del Milan continua.
Piuttosto, se davvero il prossimo sarà un anno di transizione per aspettare il giugno 2011 (ma perchè rinnovare a Superpippa allora?) più che un allenatore giovane da bruciare avrei puntato su un allenatore esperto, uno che magari non sarà un mostro a livello tattico ma sa come gestire ambiente e giocatori, lavorare con i giovani e capirne il reale potenziale separando l'erba cattiva da quella buona. Un profilo che secondo me si adatta tremendamente bene a Giovanni Trapattoni, uno della casa, tra l'altro. Ma forse persona troppo onesta per essere "compatibile" con la proprietà.
Giovanni Trapattoni, uno di noi.
Io fossi stato per il tecnico toscano, soprattutto dopo questo tipo di incertezze, avrei scelto una Fiorentina ricca di talento e di giovani che , a differenza del Milan, ha davvero bisogno di solo 2-3 ritocchi per essere da scudetto o almeno competitiva.
Il mistero sul "progetto" (sic) del Milan continua.
Piuttosto, se davvero il prossimo sarà un anno di transizione per aspettare il giugno 2011 (ma perchè rinnovare a Superpippa allora?) più che un allenatore giovane da bruciare avrei puntato su un allenatore esperto, uno che magari non sarà un mostro a livello tattico ma sa come gestire ambiente e giocatori, lavorare con i giovani e capirne il reale potenziale separando l'erba cattiva da quella buona. Un profilo che secondo me si adatta tremendamente bene a Giovanni Trapattoni, uno della casa, tra l'altro. Ma forse persona troppo onesta per essere "compatibile" con la proprietà.
Giovanni Trapattoni, uno di noi.
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