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sabato 26 giugno 2010

MONDIALE E ROSSONERI DINTORNI - DIVIDERE COLPE E RICONOSCERE MERITI (?)

Termina già, in nemmeno due settimane, il Mondiale dei campioni del mondo in carica. Finiamo ultimi, senza vittorie, nel girone sulla carta più facile di tutti. Troppo fresco il ricordo della mia più grande gioia calcistica perché io sia proprio incazzato incazzato con i Lippi, i Cannavaro e compagnia stonante; non ce la faccio proprio a far partire la raffica edulcorata e scontata di improperi. Quattro anni sono un soffio che scivola via senza imbarazzi e titubanze sulle età e gli acciacchi degli eroi di Berlino, ma sono anche un tempo abbastanza sufficiente per costruire un nuovo ciclo, allo stesso tempo alternativo e rispettoso del gruppo storico. L’errore di non lasciar continuare Donadoni a lavorare appare evidente, per questo mi risulta strano che la maggior parte punti il dito solo contro Lippi senza chiamare in causa anche chi lo ha richiamato. La proprietà sta al club come la Figc alla Nazionale, o sbaglio?
Ovviamente io non ero d’accordo con alcune convocazioni di Lippi, lo dissi; parimenti sono certo che anche quest’Italia qui potesse almeno giungere seconda nel girone, quindi l’allenatore ha sbagliato pure nello scegliere la formazione ed il sistema di gioco con gli uomini che aveva a disposizione. Non sono però così sicuro che pur portando i giocatori più citati fra gli esclusi (Cassano, Balotelli, Borriello, Ambrosini,…) avremmo fatto tanta strada in più. L’unico vero “progetto di fenomeno” è per me il numero quarantacinque nerazzurro, ma resta comunque ancora un giocatore non completamente esploso, ha ancora tutto il tempo per farlo ovviamente. Insomma che Lippi non abbia lasciato a casa fenomeni secondo me è vero, ma giocatori più in forma di quelli chiamati sicuramente; giocatori che probabilmente ci avrebbero fatto uscire con maggior onore uno o massimo due turni dopo. Avremmo difeso il titolo  più a lungo ma non avrei visto comunque una Nazionale competitiva ai massimi livelli.
Ritengo vi siano gravi lacune in difesa (portiere compreso) che nessun Bonucci, Bocchetti, Barzagli, Ranocchia o Antonini possano colmare a breve. È infatti un problema qualitativo strutturale difficilmente risolvibile nel giro d’un paio d’anni, specialmente se nessuno dei centrali che ho citato arriverà ad essere titolare in una grande squadra italiana acquisendo così una certa esperienza internazionale necessaria per affrontare manifestazioni come Europei o Mondiali. La vedo dura perché né i non utilizzati né i lasciati a casa, nel reparto difensivo, mi sembrano i Nesta e Cannavaro di un tempo, ma nemmeno un Materazzi qualunque vedo. In porta, visti i malanni di Buffon, avrei preferito non vedere (rectius scoprire) Marchetti “io-ho-tempi-di-reazione-da-mummia” e ho sentito qualcuno fra i miei conoscenti invocare Abbiati, che se però è finito sempre o quasi a fare la riserva di Dida un motivo ci sarà. Ho puntato l'indice sulla difesa perché nelle tre partite le reti le abbiamo fatte, sono tante e stupide quelle che abbiamo subito. Sicuri che una linea Maggio-Bonucci-Chiellini-Antonini con Marchetti in porta avrebbe fatto tanto meglio?
Insomma, secondo me, questa figura di merda se verrà catalogata alla voce “È solo tutta colpa di Lippi gobbo infame” genererà altre figure di merda nel 2012 e 2014; se invece verrà catalogata alla voce “Lippi ci ha messo molto del suo ma il discorso è un po’ più complesso e non è che se Prandelli chiamerà Cassano diventeremo dei fenomeni” allora potremmo forse tornare a fare qualcosa di buono in un futuro prossimo, ma non proprio vicinissimo. Avete proposte per migliorare la qualità, la ricchezza e la visibilità del parco-giocatori selezionabile da un commissario tecnico della Nazionale italiana? Vi piace la strada intrapresa dalla Germania con le naturalizzazioni? Preferireste dei vincoli sul numero di giocatori stranieri da inserire nell’undici titolare delle squadre di club? O credete semplicemente che questo sia solo un momento storico passeggero e casuale da cui si evince che venti anni fa non sono nati i Baresi o Baggio della situazione? Ovviamente accetto anche la risposta: "Questa figura di merda è solo colpa di Lippi che non ha portato Borriello, Cassano e Balotelli". Ne torneremo a parlare, se l’argomento vi interessa. Un saluto a Lippi, in ogni caso fra i tre tecnici nella storia della Nazionale italiana di calcio ad aver vinto un Mondiale. Lo ricorderò per questo, preferisco così.

Il Milan ha finalmente l’allenatore. Allegri è una buona scelta. Livornese, nato l'11 agosto come me, mi sta pure simpatico. Premesso che Leonardo l’avrei riconfermato e premesso che il nostro budget per lo stipendio di un allenatore è sul milione netto e qualcosa, Allegri era il meglio a disposizione dentro i confini del nostro target. Insomma Galli o Tassotti mi avrebbero abbastanza nauseato, così almeno mi posso fantasticare il “gusto della novità”, bisogna accontentarsi di poco in questo periodo. Penso che il tecnico toscano sia una persona intelligente e se – come sembra – la rosa rimarrà sostanzialmente quella della scorsa stagione non giocherà stile-Cagliari perché non abbiamo abbastanza uomini di corsa per farlo. Mi auguro non si cominci quindi con la solita tiritera del perché giocano i soliti noti o del perché siamo sotto-ritmo o del perché prendiamo gli stessi gol e bla bla bla bla; tenersi stretti i senatori sarà l’unico modo per galleggiare senza sprofondare. L’ultimo Ancelotti l’ha fatto fin troppo, Leonardo stava in parte esautorando qualcuno della vecchia guardia ed è stato cacciato via mentre ai suoi due silurati hanno rinnovato il contratto, fate voi e traetene le conseguenze più opportune su come si dovrà comportare Allegri per non fare la fine di un Terim o Tabarez qualsiasi. In bocca al lupo Mister!
Un’altra operazione effettuata in queste due settimane è stata quella Amelia-Storari. Anche in questo caso la premessa è d’obbligo: premesso che nulla cambia di ciò che penso della proprietà e della dirigenza del Milan (e sapete ciò che penso), questa è una buona operazione sotto il profilo economico ed una discreta operazione sotto il profilo tecnico. La plusvalenza piena di 4,5 milioni su un portiere di trentatre anni è buona anche se non è dato sapere se verrà utilizzata per coprire in parte il disavanzo 2010 o se invece sarà utilizzabile per fare mercato. Tutto dipende dalla perdita che Fininvest è disposta a ripianare e se oltre a tale perdita è disposta pure ad investire per il mercato o no. Diciamo che un’indicazione importante potrebbe essere data dal fatto che sembra, e sottolineo sembra, non vi siano cessioni importanti all’orizzonte. Quindi potrebbe accadere che tutto quello che Galliani riuscirà a ricavare in questa sessione di mercato venga reinvestito (questo potrebbe trovare riscontro nel suo “arriva un giocatore se prima ne parte un altro”), e che la perdita di esercizio venga invece ripianata dalla Casa Madre (potrebbero essere una trentina di milioni come anticipato da Ordine, ma io penso sia una stima per difetto). Se non sarà così preparatevi a veder partire anche gente importante senza arrivi eclatanti. Sotto il profilo tecnico a me Amelia è parso sempre sopravvalutato ma non avendo seguito Livorno, Genoa e Palermo con assiduità mi riservo di dargli l’occasione di smentirmi con addosso la maglia rossonera. Per cui non lo boccio in partenza. L’età, 28 anni, gioca a suo favore.
Altre operazioni sono il non riscatto di Mancini ed il rinnovo delle comproprietà di Astori e Paloschi. Sembra pure che in questi due ultimi casi sia stata già stabilità l'entità della cifra necessaria per l'acquisizione dell'altra metà (3,5 e 4,5 milioni). Dunque, Mancini, che abbiamo visto tutti la scorsa stagione (memorabile la rete sbagliata in Milan-Napoli) è un ex esterno  grassoccio e tarchiato che gioca a ritmi da spiaggia, per giunta con uno stipendio da 3,5 netti l'anno. Riscattare e tenersi una roba del genere sarebbe stato da delirio. Speriamo di non avere brutte sorprese tipo un prestito oneroso. Per quanto riguarda Paloschi ed Astori io avrei riportato entrambi a Milano: il primo non rinnovando il contratto ad Inzaghi mentre il secondo, viste le condizioni precarie di Bonera e il punto interrogativo sul trio Kaladze-Onyewu-Yepes, sarebbe stato l'alternativa più utile e, forse, più consistente.
Adamos 8181

mercoledì 24 marzo 2010

Pato-Paloschi. Il futuro è già ... in infermeria.

Stasera Parma-Milan, ennesima partita "decisiva" della stagione. Non ci sarà Pato, infortunato cronico e neppure Paloschi  per lo stesso motivo.
4 gol in 17 partite non è certamente un bottino esaltante ma il tempo è comunque dalla sua parte.
Tuttavia questi infortunii , come per Pato, fanno preoccupare.
O almeno dovrebbero , chi di (in)competenza.

venerdì 6 novembre 2009

Una settimana da diavolo - Goleada di sensazioni


Un Milan inferiore sulla carta al Real Madrid è uscito dalle due sfide contro gli spagnoli con quattro punti ed è in piena corsa non solo per la qualificazione agli Ottavi ma anche per il primo posto, un qualcosa che neanche il più ottimista dei rossoneri avrebbe pronosticato la sera del dopo-Bergamo, invece è accaduto. Riteniamo che ciò sia stato possibile grazie alla ritrovata unità d’intenti di allenatore e squadra. L’allenatore ha trovato finalmente il modo di dare un’identità alla squadra attraverso il suo 4-2-1-3, quello abbandonato alla seconda amichevole, e la squadra ha mostrato la voglia e la predisposizione al cambio di mentalità. Il ruolo del tecnico è evidente sia nell’intuizione tattica che ha permesso a molti giocatori di ritrovarsi e di rendere al meglio sia nella capacità che ha mostrato di sapersi finalmente far ascoltare. Ha preso in mano la squadra ed ora si può finalmente dire che nel bene e nel male questo è il suo Milan. Non è un ibrido fra un 4-3-1-2 di ancelottiana memoria o qualche pessimo tentativo di 4-4-2 magari ben visto dall’allenatore in seconda. E’ altresì evidente che senza i giocatori non si va da nessuna parte. Un allenatore può preparare tutto alla perfezione durante la settimana ma chi va in campo non è lui, quindi il ruolo dei vari Pato, Dida, Ronaldinho, Pirlo, Seedorf, Nesta, Thiago Silva,… è determinante. Il Milan non era da retrocessione prima, non è da Scudetto e Champions ora, semplicemente mentre prima Leonardo aveva inciso in maniera negativa ora, nel recente filotto positivo, si è dimostrato un valore aggiunto. Nel momento più difficile ha saputo trasformarsi da quasi corpo estraneo al gruppo, messo in panchina da chi aveva venduto Kakà e aveva lasciato andare Ancelotti e cioè i due mammasantissima per lo spogliatoio, a invece guida tecnica con in mano più che mai il polso della situazione. Ora lo riconoscono, ora lo seguono, ora sono disposti a lottare in campo per lui, ora sono collocati nella posizione giusta per esprimere il loro potenziale. Pensate a Pato che veniva definito giovane deludente quando invece molti, tra cui il sottoscritto, sottolineavano che era l’anarchia tattica in fase offensiva a renderlo innocuo. Ora il brasiliano, da attaccante esterno di destra, è micidiale con i suoi tagli in area di rigore: pessimo Leo prima, ottimo invece adesso. Con calma, nel tempo, troveremo la nostra dimensione e la continuità o meno dei risultati dipenderà non poco dalla tenuta fisica dei soliti noti attorno a cui tutto ruota: Nesta, Pirlo, Seedorf e probabilmente anche Ambrosini. Se al momento della pausa natalizia ci ritroveremo con in tasca un ottavo di finale da primi nel girone ed un terzo posto non troppo lontano dalla Juventus (quella che ha buttato venticinque milioni per il sig. Felipe Melo che se l’avessimo fatto noi “Apriti cielo”!), allora potremo dire che sì, i ragazzi e l’allenatore avranno fatto il loro dovere ed anche di più, nonostante la proprietà in estate non li abbia certo aiutati ad essere competitiviA gennaio li aiuterà? Per ora contiamo il ritorno di Beckham (ben venga!) e l’acquisto di un promettente attaccante ghanese bravo ai recenti Mondiali under-20 e tutto da verificare in Serie A naturalmente.
Tuttavia, il sottoscritto, che come i miei lettori più assidui e di vecchia data sanno ama l’indipendenza di pensiero e non ha padroni se non la sua testa, non può fare a meno di notare delle cose che vanno a favore della proprietà. Proprietà che comunque ne dovrà fare di strada per riconquistare la mia fiducia, però seppur pessimista non parto certo prevenuto.
Ronaldinho, da molti definito un ex-giocatore, è entrato in dieci punti del Milan sui diciannove che abbiamo, contando cinque assist e due gol. Mi limito alla Serie A. Non mi sembra un rendimento inferiore a quello dell’ultimo Kakà visto nel Milan, il Kakà sovrastato da Ambrosini almeno per tre tempi su quattro delle due sfide e troppo spesso da uno qualsiasi dei mediani delle provinciali italiane da cui gli capitava di essere marcato. Se il Gaucho dovesse continuare così non si potrebbe parlare di cessione sbagliata di Kakà da parte della proprietà, permarrebbero le bugie e l’assenza di chiarezza che sono valori alti a cui io presto fede più che alle vittorie stesse ma i settanta milioni dovrebbero essere visti come un affare.
Corriamo. Gente che l’anno scorso sembrava atleticamente morta sembra rinata. Seedorf è un mese che corre e si sacrifica come mai gli si era visto fare, Ambrosini pare in alcune progressioni ricordare quello che era un bel po’ di anni fa, la squadra nel complesso appare brillante e leggera sulle gambe. Potrebbe c’entrare il nuovo metodo di preparazione atletica di cui parlai a luglio, suggerito personalmente da Leonardo a Tognaccini. Potrebbe c’entrare il fatto che giochiamo volutamente lunghi spaccati in due tronconi andando a chiedere meno avanti e indietro ai sei che stanno dietro, i quattro difensori ed i due mediani davanti a loro. In ogni caso si tratterebbe di diverso utilizzo delle risorse umane da parte dello staff tecnico attuale rispetto al precente.
Capitolo giovani. E’ un fatto che sull’asse Galli-Pederzoli è cominciato da quest’estate un rinforzamento del settore giovanile prendendo delle giovani promesse sia italiane che straniere. Ci spiega Galli che la società fa questo per eliminare il rischio d’impresa e cioè prende un bel po’ di giocatori under-20 di basso costo e se gli andrà bene si troverà un campioncino in casa, se gli andrà male ci avrà perso poco. Mi sembra un’intenzione ottima ed un proposito lodevole. Attendiamo di verificare la bontà delle operazioni e l’eventuale inserimento degli stessi in prima squadra ma la politica in fieri è quella stile-Arsenal. Speriamo non sia la politica del “li faccio crescere o prendo quelli fatti crescere da altri, li do in compartecipazione a chi crede in loro e poi me li ricompro”, in pratica “l’affare” fatto con Borriello ed il rischio che si corre con Paloschi. In ogni caso ci vorrà tempo per raccoglierne i frutti. Ultima annotazione su Adiyiah, il ghanese ufficializzato proprio ieri di cui parlavo prima. Galliani, da me criticato per aver sbandierato il suo acquisto quando poi sembrava che tutto saltasse per via delle richieste d’ingaggio dei procuratori del calciatore, s’è invece dimostrato bravo facendo firmare il giocatore alle sue condizioni o poco più. Ha tenuto duro e l’ha avuta vinta lui, i procuratori se lo sono presa sui denti.
In conclusione il progetto di rendere il Milan non un peso per la controllante Fininvest prosegue e se non fosse trovato un acquirente disposto a prenderselo alle condizioni ed al prezzo dettato dall’attuale proprietà credo che a livello di prima squadra dovremo sperare nel gruppo storico almeno fin quando non scadranno i loro contratti oppure in qualche giovane che si mostri brillante oltre ogni misura. Nell’attesa suggerirei di considerare come proprio referente oltre ad Adriano Galliani anche Pier Silvio Berlusconi, in particolare il secondo erano almeno un paio d’anni che consincerità e chiarezza parlava di quello che sta accadendo ora, a differenza del padre.
Adamos8181

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