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venerdì 30 ottobre 2015

Bene così, ma vedo troppo ottimismo.

Le vittorie con Sassuolo e Chievo in casa non passeranno alla storia ma portano punti aggiustano una classifica che oggi appare quasi corrispondente al valore della squadra (Sassuolo e Atalanta forse non ci sono superiori, la Juventus, con tutti i suoi problemi, sicuramente si). Buone notizie, soprattutto riguardo l'esordio e le buone prove, soprattutto la seconda (quella punizione di Berardi sul proprio palo si doveva parare). Pare abbastanza equilibrato il centrocampo Bertolacci-Montolivo-Kucka, ricorda in piccolo , ma molto in piccolo, per caratteristiche quello Seedorf-Pirlo-Gattuso, col giocatore più fisico e difensivo spostato sul centro-destra. Niente per cui esaltarsi, anzi. Ancor meno entusiasmi mi provoca la coppia di centrali Alex-Romagnoli, soprattutto il primo, ma per ora stanno facendo discretamente, vedremo davanti a prove più importanti. Bene il recupero di Cerci, bene Bacca, comprensibile insistere su De Sciglio, meno , molto meno su Abate. E non vorremmo che Donnarumma facesse la fine di Calabria, sedotto e abbandonato. La Lazio all'Olimpico sarà un bel banco di prova per le aspirazioni di questo piccolo Milan.

giovedì 1 novembre 2012

Sento troppe stronzate in giro

"Il Milan dovrebbe giocare come gioca negli ultimi 20 minuti"

Quindi sotto-sforzo per tutto il campionato: impossibile e controproducente.

"Il Milan ha giocato con 5 mediani"

Il Milan ha giocato col modulo della Juve campione d'Italia. Non ha però Pirlo. Per colpa di chi? Non certo di Allegri.

Il solito Critica, non pago di finti sms di altrettanti fintissimi procuratori (se fossero veri sarebbero dei veri mattacchioni, visto che non ne dicono una non dico vera, ma verosimile), non pago delle telefonate segrete del Re Merda a Costamerda se ne esce con questa bella frase riguardo a un fantascientifico scambio Boateng-Robben (!!!): "Ma voi scambiereste un giovane che ha dato dei segnali con un giocatore arrivato (si fa per dire)?
La politica dei giovani è già andata a farsi benedire?"

"Il giovane che ha dato segnali" ha 25 anni, 26 a marzo prossimo. Il giocatore arrivato ne ha 28 (come Thiago Silva), 29 a gennaio. Mi pare che si tratti , non dico di coetanei, ma quasi. Solo che l'uno, il "vecchio" è un fuoriclasse, che possiamo per ora solo sognarci, l'altro un bullo di periferia che a 25, quasi 26 anni ha combinato per ora poco e niente. "La politica dei giovani"????

domenica 19 giugno 2011

Mercato Milan, analisi delle prospettive.

Presi Taiwo, Mexes a parametro zero, perso Pirlo, riscattato Boateng, si parla con insistenza dell'affare Al Shaarawy che però a tutt'oggi è ancora a tutti gli effetti un giocatore del Genoa, e poi l'affaire Thiago Silva, promesso al Barcellona.
Visto l'accaduto l'anno scorso, con due botti finali al fotofinish, a preparazione largamente avanzata, Galliani potrà "lavorare" (per modo di dire) tranquillo senza la pressione dei tifosi. D'altra parte proprio i due acquisti finali dell'anno scorso , Ibrahimovic e Robinho hanno esposto il Milan a situazioni debitorie importanti che andranno a pesare quest'anno e anche in futuro quindi è lecito aspettarsi ben poco da un mercato che invece dovrebbe essere , almeno quest'anno dopo anni e anni di immobilismo, orientato a un drastico ringiovanimento della squadra, ancor più visto il miserabile fallimento del "progetto" (sic) Pederzoli (doppio sic).
Di quello che servirebbe alla squadra ne parleremo in seguito, visto che non si tratta certo di pochi dettagli.

mercoledì 18 maggio 2011

Silvio perde pure l'Europa League... (e alcune considerazioni sul mercato)


Perdonate la facile ironia, ma anche solo il nome del Re Merda sembra portare sfiga (chiedete a proposito a Mubarak e soci). Parlando delle poche notizie che arrivano in questi giorno faccio un paio di considerazioni.
La prima: la Principessa Merda non può occuparsi di Milan fino a quando si fa sbattere da Pato. Non ho nulla contro le donne nel calcio , mentre dubito che qualcuno appartenente alla dinastia Merda possa capire qualcosa di football. Ad ogni modo fin quando c'è questo conflitto d'interessi (vizio di famiglia, eh) non se ne dovrebbe neanche parlare. Lo stesso discorso vale ovviamente per la relazione omosex tra Fester e Superpippa . E qui veniamo alla questione rinnovi (dopo aver imbarcato 5 mesi fa cariatidi come Van Bommel e Legrottaglie). Avevamo 4 "senatori" a centrocampo, di questi il più giovane, quello con lo stile di gioco che necessita meno di fisico in perfetto stato, quello più difficilmente sostituibile era Andrea Pirlo: morale della favola, Pirlo va via, gli altri rimangono. Di Superpippa abbiamo già parlato, li è questione appunto di conflitto di interessi, che se si fosse guardato mai al piano squisitamente tecnico a quest'ora (e da parecchi anni) la Pippa starebbe a battere nello spogliatoio di qualche squadra amatoriale. Può avere un senso il rinnovo a Nesta (ma Mexes lo sa?) ma continua a non esserci nessuna logica in una gestione che definire incompetente è poco. Pure gli "acquisti" di Mexes (vicino ai 30 e diventato riserva della "pippa" Burdisso) e Taiwo (pure lui riserva al Marsiglia e doppione, nei pregi e nei difetti di Emanuelson) mi sembrano fatti ad minchiam. Ma tanto alla fine ci penserà Rizzoli...

domenica 5 settembre 2010

Il Milan e la nazionale.



Si fa un gran parlare del fatto che l'Inter non fornirebbe giocatori alla nazionale. Non mi sembra che il Milan dia invece tutto sto gran contributo. Ormai c'è solo Pirlo, 31 anni. E nell'Under 21 le cose non vanno meglio, anzi.
Quali sarebbero poi i possibili futuri nazionali in rosa? Ormai non c'è più nemmeno Borriello.
Piuttosto da tifoso della nazionale spererei in una grande stagione della Juve. significherebbe la consacrazione di gente come Motta, Bonucci, Chiellini, Aquilani, Marchisio, Pepe, Lanzafame, Quagliarella, insomma dell'intelaiatura stessa della nazionale sui cui innestare poi i "rinforzi" dagli altri club.

mercoledì 17 febbraio 2010

Tu chiamale se vuoi, emozioni...



Una partita decisamente divertente all'insegna dell'arroganza. Arroganza dell'ambiente rossonero, tifosi compresi, che forse hanno perso il senso della realtà e delle proporzioni. Serviva un miracolo, e ora un miracolo potrebbe neanche bastare per un ritorno complicatissimo.

Il Milan aveva pochissime chance a dispetto dei proclami della vigilia ed è stato punito oltre i suoi demeriti. Il Milan ha datto infatti tutto quello che poteva, ma proprio tutto, ma non è una squadra in grado di poter davvero competere con lo United, anche solo per una partita singola.
Il Milan si è spompato in una rimonta in campionato che è già finita da un pezzo essendo iniziata la flessione ormai da due mesi e quello che aveva lo ha dato in un ottimo primo tempo con Ronaldinho e Bonera , migliori in assoluto, prima di sparire soprattutto a causa di un inesistente centrocampo, composto da vecchie e gloriose cariatidi, che hanno però già dato. Nel secondo tempo il Manchester pur senza forzare, ha passeggiato sui nostri, pietrificati centrocampisti, vincendo facilmente e sistematicamente ogni contrasto.
Il sistema di gioco di Leonardo aggrava poi la situazione: con gli alberi di Natale ancelottiani i centrocampisti giocavano stretti e vicini tra loro e i loro difetti (il fondo e la brillantezza fisica soprattutto) venivano camuffati mentre veniva esaltata la bravura del palleggio dei vari Seedorf, Pirlo e pure Beckham. Qui invece, vengono lasciati un po' alla mercè dell'avversario. Se aggiungiamo poi che praticamente, tolto Seedorf, nessuno ha mai accorciato sull'ottimo Huntelaar e non è mai entrato in area, ben si capisce da dove vengano i principali problemi milanisti.
Ci è anche andata bene. Ronaldinho ha segnato al primo tiro e Seedorf il suo gol l'ha fatto al primo tiro dopo che per tutto un tempo il Milan non si era più visto nella metà campo del Manchester.
Certo molti si aspettavano di più da Pato, ma sbagliano. Pato non è niente di più e niente di meno che una grande promessa. non si può pretendere che sia quello che non è ancora e forse non diventerà mai: un campione. Per di più aveva l'alibi della convalescenza dall'infortunio anche se fisicamente è sembrato in palla, quello in cui difetta e se non matura, difetterà sempre, è la testa. A calcio si gioca in 11 e non sempre è possibile dribblare tutti e andare in porta. Spesso e volentieri bisogna passarla e a questo bisognerebbe già pensare prima che la palla ti arrivi tra i piedi, non dopo che hai fatto uno, due , tre, quattro tocchi.
Ma non facciamo il processo a Pato, proprio perché, non essendo ancora un campione, non sarebbe giusto.
Come sono ingiuste le critiche a Dida, ancora una volta con qualche sbavatura ma assolutamente incolpevole in tutte le azioni dei gol. Ho sentito addirittura anche delle incredibili critiche a Huntelaar che avrebbe anche lui tutte le attenuanti del caso, come Pato, essendo la seconda partita consecutiva da titolare in pochi giorni dopo mesi in naftalina ma che ha fatto , a mio avviso, una buona partita, battendosi su ogni palla, spesso con successo, pressando bene e con intelligenza, guadagnadosi pure alcune punizioni in attacco e rendendosi anche pericoloso in due occasioni, non certo pulitissime, con una girata dal vertice dell'area grande, ribattuta da un difensore e con un tiro in estirada dal limite dell'area che ha lambito il palo: non si può chiedere di più per ora anche se è chiaro che il miglior Huntelaar ancora è lontano. Tuttavia chiunque abbia un minimo di occhio la differenza di classe tra un campione come lui e  un giocatore ordinario come Borriello già si riesce a vedere.
Per non parlare di Superpippa Inzaghi che ancora oggi , nell'occasione che ha avuto ha dimostrato tutta la sua classe: palla in curva. Un classico di superpippa.
Tra gli avversari bene, benissimo oltre Rooney (che ha fatto benissimo nonostante qualche errorino di precisione), Fletcher (2 assist), Valencia (1 assist e importante per dare un po' la sveglia a un sonnolento United) e Van der Saar, non molto impegnato ma ottimo in almeno un paio di interventi (anche lui era una pippa, dicevano...).
Tra i nostri oltre a Ronaldinho bene Bonera, Huntelaar, Thiago Silva (meglio di Nesta) e perché no, finchè c'è stato, Calimero Antonini, il più scarso della compagnia (o quasi), ma proprio per questo meritevole di complimenti per delle prestazioni più che dignitose e molto corrette tatticamente, oltre al subentrante Seedorf.
Di questa partita rimane di buono la voglia e la perla nera: Ronaldinho. Da solo da senso alle partite di questa squadraccia.

Le pagelle.


MILAN: (4-3-3): 
Dida: 6. Sbaglia qualcosina ma è incolpevole sui gol
Bonera:6,5 grandissimo secondo tempo
Nesta: 5 ridicolizzato da Rooney
Thiago Silva: 6 tutto sommato bene dato che il centrocampo nonfiltra nulla
Antonini:6,5 non male anche perché gioca la parte migliore della partita del Milan. 
Favalli dal 37' p.t.: 5 Paradossalmente meglio davanti che dietro
Beckham: 4: spettrale: il piede non basta.
 Seedorf dal 27' s.t.: 6,5 l'unico centrocampista che riesce ad aiutare gli attaccanti, gran gol,la classe non evapora.
 Ambrosini: 3: non attacca e non difende. Fisicamente sembra cotto dopo una stagione ad altissimo  livello.
 Pirlo: 3: vale per lui in parte quanto detto per i compagni di reparto. Con l'aggravante che lui, almeno anagraficamente vecchio ancora non è.
 Pato: 4 Sciocco ed egoista, la tecnica e la velocità nel calcio non bastano
 Huntelaar 6 : senza infamia e senza lode. Di certi si batte, riesce ad anticipare spesso gente del calibro di Ferdinand e Evans ma si trova a giocare in pratica in una ragnatela di 5 avversari senza alcun supporto da centrocampo. 
Inzaghi dal 32' s.t. :4 riesce a far vedere in pochi minuti di essere sempre una superpippa, la girata in curva (e pure larga) è uno dei suoi marchi di fabbrica.
Ronaldinho: 8 eccellente e pure generoso in difesa. Geniale. Predica però nel deserto. Lui e Huntelaar da soli non possono fare più di tanto.
 Leonardo: 3 il bell'addormentato del bosco. Ma Flamini gli ha trombato la moglie? Non se ne accorge che sto modulo, se non si è al 100%, non funziona? Il voto tiene conto anche delle dichiarazioni del dopo gara in cui è stato capace di dire: "Risultato ingiusto"(!!!!!). Leo....ma vai...
MANCHESTER UNITED (4-5-1): Van der Sar 7; Rafael 5 (Brown dal 48' s.t. SV), Ferdinand 6, Evans 6, Evra 6; Nani 4(Valencia dal 21' s.t. 7) Fletcher 8, Scholes 6,5, Carrick 6, Park 6,5; Rooney 8,5.  All. Ferguson 6
ARBITRO: Benquerenca: 8.

lunedì 23 novembre 2009

VITTORIA DA INFARTO


Qualcuno dovrebbe chiedersi se si può giocare con Kaladze come se si giocasse schierando Nesta. Secondo me la risposta è no a meno che non si vogliano mettere a dura prova le proprie coronarie. Ma tant’è questi siamo, Leonardo non rinuncia al tridente né al 4-2-1-3, forse il reparto migliore è quello avanzato e quindi tanto vale schierarlo, e succeda quel che succeda. Il risultato è una partita da Liga spagnola con spettacolo assicurato e davvero poche certezze. Risultato in bilico fino alla fine. Imprevedibilità sovrana, nostro cinismo in grande evidenza ancora una volta.


Le squadre che ci giocano contro diventano lunghe come lo siamo noi, le costringiamo a ciò, le costringiamo ai due tronconi spezzati, le costringiamo agli assalti all’arma bianca reparto contro reparto. Allegri infatti dice ai tre davanti di non tornare mai o quasi e tiene corti solo gli altri sette. Noi? Io non ho mai visto il Brasile del 1982 ma posso dire che raramente ho visto una squadra spregiudicata come il Milan attuale. Quattro davanti che mai tornano, due mediani davanti alla difesa di cui uno è Pirlo che gioca solo quando siamo in possesso di palla noi, due centrali abbastanza bloccati ed almeno uno dei terzini (Oddo) che attacca troppo spesso, in pratica difendiamo con tre più Ambrosini. Soffriamo da morire ma facciamo tremendamente male quando ripartiamo. A me piace ma quanto reggeremo?


Chi è l’uomo in più? Borriello. Giocatore imprescindibile. Fa l’assist per la prima rete di Seedorf dopo un taglio corto verso l’esterno, fa il gol del due a due, dà il là all’azione della terza rete dopo aver portato palla sulla trequarti, si guadagna il rigore del provvisorio quattro a due. Nel resto della partita dà lezioni su come si debba muovere la punta centrale di un tridente con tagli, appoggi, scarichi, venire incontro e portare palla, smarcamenti partendo spalle alla porta ed un moto perpetuo che porta fuori i centrali cagliaritani. Dedicato a tutti quelli che non contano il suo "acquisto" quest'anno come ulteriore prova del valore di questa rosa in ottica terzo posto. A proposito ringraziamo il Parma che ci ha battuto la Fiorentina.


Gli altri due protagonisti sono Ronaldinho e PatoIl Gaucho è quel giocatore pazzesco che sapevamo sacrificato da Ancelotti sull’altare dei capricci di un Kakà in fase discendente e poco incline in rossonero a sacrificarsi in fase di ripiegamento. Per lui è il settimo assist (fantastico il tocco di prima per il destro di Pato) ed il terzo gol decisivo, si contavano i rigori anche per l’ex numero 22 o mi sbaglio? Al di là di questo ha mostrato smalto, spunto e brillantezza dei tempi migliori nell’uno contro uno. Pato invece solo per Dunga può fare neanche la riserva di Robinho, va alla sesta rete con un tiro meraviglioso all’incrocio dei pali e mostra un’incredibile crescita nel colpo di testa propiziando la rete di Borriello dopo uno stacco perentorio su corner che solo la bravura di Marchetti ha disinnescato. Per il resto rimane la spina nel fianco del terzino sinistro avversario dando sempre l’impressione di accendere la nostra ripartenza creando i presupposti per un pericolo. Ma non era quello poco maturo che doveva ancora farne di strada per essere decisivo?


Adamos8181


lunedì 2 novembre 2009

La rivoluzione di Leonardo e l' invenzione della macchina volante




Eravamo scarsi prima e ora siamo dei fenomeni? Si sono dopati? Hanno cambiato allenatore? Hanno tesserato un campionissimo? Hanno avuto favori arbitrali? Hanno inserito due campioncini dalla primavera?


Sono le domande che probabilmente si stanno facendo gran parte delle persone che senza approfondire troppo le motivazioni (10 punti in 4 partite con 8 reti segnati) hanno assistito a questa inversione di trend del Milan a seguito della partita contro l' Atalanta e della sosta della nazionale dal punto di vista del 'identità, dei goal fatti, della capacità di fare male all' avversio, dei punti presi, della situazione di classifica.
Nulla di tutto questo è accaduto.
Semplicemente Mister Leonardo ha letteralmente rivoluzionato il Milan dalle sue fondamenta. Vediamo i fattori principale di questa rivoluzione:


Si parte dal modulo. Basta dire si tratta di un 4-3-3 o di un 4-3-1-2. Come ha ribadito Seedorf è un 4-2-3-1 che poi durante la partita muta forma e si trasforma addirittura in un 6-4.
Entriamo nel dettaglio.



La difesa in questo momento gioca molto bassa e sta bene attenta a non scoprirsi, facendo inserire un terzino alla volta. I due centrocampisti centrali tendono a pressare basso e a fare da scudo protettivo alla difesa trasformandosi spesso in difensori aggiunti in fase difensiva. I due esterni di attacco, Pato e Ronaldinho sono quasi del tutto esenti da incarichi difensivi e stanno altissimi e larghissimi. Questo in fase difensiva è importantissimo perchè costringe sempre i due terzini a rimanere bassi per non subire il contropiede e in fase offensiva permette di avere una costante freschezza per cercare di andare via all' uomo. In questo nuovo schieramento brillante che si adatta perfettamente alle nostre caratteristiche assume un ruolo fondamentale la punta centrale che per forza di cose deve essere forte fisicamente e abile tecnicamente. E' fra i quattro attaccanti sicuramente la punta centrale quella che in questo nuovo modulo ricopre i maggiori incarichi difensivi, pressando e ripiegando anche fino a metà campo pronto a sportellare, recuperare palloni e smistarli per gli attaccanti esterni quali in fase di ripego stanno sistematicamente avanzati di una decina di metri rispetto a dove la punta centrale si ferma nel venire in contro per venire a raccogliere i palloni.
Il Modulo non è sufficente per una tale inversione di Trend. Ci vogliono anche e soprattutto altri fattori come quelli che sono stati ottimamente trovati e che rispondono a:


1) Strategia concreta di gioco. La principale preoccupazione di Leonardo è stata quella di ricercare la massima profondità e ampiezza del campo. Questo perchè si è accorto che senza il giusto sfruttamento del campo il Milan perdeva inesorabilmente l' 80% di Pirlo, Il 75% di Pato e il 70% di Ronaldinho. Cosa che con la rosa a diposizione non si poteva certamente permettere. Da questa necessità di trovare spazio e ampiezza per sfruttare i nostri tre poli di gioco (Pirlo-Ronaldinho-Pato) è nata l' idea di allungare la squadra dividendola in due tronconi distinti. Difesa bassissima e centrocampisti a ridosso della difesa e attacco alto pronto a ripartire principalmente con i suoi due attaccanti esterni. Sistemati gli attaccanti esterni che in questo modo possono sfruttare totalmente l' ampiezza del campo per prevalere tecnicamente ed atleticamente (Pato) sugli avversari e creare la superiorità numerica, c' era da sistemare anche il discorso Seedorf e risolvere il problema della sua poca continuità. Problema che questa strategia ha contribuito a risolvere perchè difendendo molto bassi e con l' aiuto di due centrocampisti ci si può permettere di chiedere meno a Seedorf in fase difensiva e quindi lo possiamo avere continuamente più fresco in fase offensiva. Si può chiedere meno a Seedorf anche per via del lavoro della punta centrale che è fra gli attaccanti quello più utilizzato in fase di non posseso.. Molti si sono dimostrati increduli di fronte alle ultime prestazioni di Dida. Alcuni hanno addirittura parlato di personaggio anomalo e strano e di non capire perchè sia tornato a questi livelli. Per come la vedo io il suo rendimento rientra in questa nuova strategia di Leonardo. Dida è sempre stato fortissimo fra i pali, forse uno dei migliori. Ha fatto errori pazzeschi nelle uscite e nei rinvii tipo Madrid. Con una difesa così bassa che sfrutta pochissimo il fuorigioco e con i due centrocampisti che fanno da scudo vicinissimi ai difensori, la necessità di un portiere di uscire diminusce sensibilmente in maniera inversamente proporzionale all' aumentare della necessità di tuffarsi fra i pali , perchè certamente con una difesa bassa e tanti uomini in area gli avversari sono più portati al tiro dalla distanza o in diagonale che non agli inserimenti palla al piede o in fraseggio. Questo modulo che inevitabilmente sbilancia la squadra, reso ancora più "estremo" dalla strategia di allungare volutamente le squadre esalta anche Pirlo, il quale in fase difensiva non è lasciato solo a se stesso perchè è accompagnato dal' altro centrocampista e dai difensori vicinissimi a lui e in fase offensiva può sfruttare l' ampiezza del campo per lanciare in progressione gli attaccanti esterni, appena sufficenti sullo stretto ma devastanti in campo aperto.


2) Condizione fisica. Questa estate, causa molteplici viaggi e partite ravvicinate Leonardo non ha potuto quasi mai utilizzare il mese di Luglio fondamentale per la preparazione per far trovare ai suoi una certa condizione. Cosa che fortunatamente ha avuto modo di fare durante la sosta della nazionale
3) Velocità e corsa. Leonardo subito dopo la sua nomina disse chiaramente che avrebbe cambiato integralmente i sistemi di allenamento, compreso la parte atletica per avere più velocità, scatto, corsa e minori infortuni. I risultati del suo lavoro in questo senso si stanno vedendo ora che la squadra pare aver trovato la giusta condizione fisica. Non è un caso che tutti corrono di più con maggiore rapidità rispetto alle prime settimane e pure rispetto alla scorsa stagione.
4) Innesti. Il Progetto attuale di Leonardo, benchè ottimizzi molto le risorse dei giocatori , ha bisogno d' innesti dalle seconde linee e dalla primavera oltre che dal mercato. E' per questo che apprezziamo molto l' aver visto Strasser e Verdi in panchina in un paio di partite e aver visto in campo con crescente continuità Antonini ed Abate due giovani calciatori dotati di velocità e resistenza, doti indispensabili per rimpolpare le nostre fasce, punto in cui siamo messi peggio.


I quattro punti sopra descritti più il cambio di modulo sono quindi il fulcro della rivoluzione di Leonardo che ha trasformato una squadra sterile, priva di uomini e di identità, in una piccola macchina volante in grado di generare tanti punti e reti per ogni partita.
Il Milan post rivoluzione di Leonardo è una squadra che può giocarsela per lo scudetto? Può fare bene in Champions? Può giocarsela con le migliori al mondo??
Le risposte sono in linea di massima no. Eravamo scarsi prima e siamo scarsi ora. Non abbiamo ricambi in alcuni ruoli e in altri abbiamo delle profonde lacune fra i titolari. Per lo scudetto non c' è speranza. L' Inter è su un altro pianeta. Per i primi tre posti messi così e con un pò di fortuna potremmo dire la nostra. In Champions direi che abbiamo scarse probabilità ma non tanto meno di altri molto più forti e attrezzati di noi per via della nostra esperienza in questa manifestazione. Comunque nelle due partite (se superiamo il girone) può succedere di tutto e se poi a Gennaio come sembra arrivano David e il ghanese....


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