Visualizzazione post con etichetta Guido Rossi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Guido Rossi. Mostra tutti i post

sabato 2 giugno 2012

Sentite un po' ...


Non amo gli umori e le idee di Guido Rossi, detesto le scorie lasciate nel nostro sport dalla sua insana idea di fare figli e figliastri con quello Scudetto 2006 al merito che non aveva fondamento e che avrebbe potuto risparmiarsi, respingo come una corona d'aglio le parole e i metodi con cui voleva spazzare via il Milan dal calcio in barba ad ogni ragionevole dubbio. Non sono impazzito, la storia resta al suo posto. Ma a Guido Rossi devo dare atto, da milanista e da italiano, di due cose. La prima: l'impegno con cui si battè presso l'Uefa per l'accettazione in Champions League del Milan dopo la sentenza della Corte Federale (meno 30 e meno 8) alla fine del Luglio 2006. La seconda: la gestione dell'Italia pre-Mondiale 2006. Su alcuni azzurri e sui criteri con cui potevano rimanere azzurri il professore era stato duro, quasi autolesionista, forse anche spietato. Ma dopo aver fissato linee e principi, la nostra Nazionale si è compattata, ha vissuto nella chiarezza e ha potuto pensare solo al pallone, al calcio e al Mondiale. Quella estate, Guido Rossi riuscì a cohibentare la squadra azzurra, a porre le condizioni politiche perché la squadra tramutasse in propellente utile per il Mondiale la rabbia per gli attacchi ricevuti alla propria onorabilità e a quella del calcio italiano. Quest'anno, invece, purtroppo, non è accaduta la stessa cosa. Anzi. L'attuale dirigenza del nostro calcio gioca in contropiede, ma all'incontrario, subendolo e non imponendolo. Spiazzata dall'intervista di Gigi Buffon a Sky in cui il capitano dell'Italia parla dei due feriti e del morto per ragioni di Conte e di Juve (perché mai parlare di Club, se sei nel ritiro dell'Italia?), disorientata dai pesi diversi fra loro e dalle misure diverse fra loro di Criscito e Bonucci, la Federcalcio non commissariale del 2012 sembra aver abdicato lasciando l'agenda nelle mani dei media e delle conferenze di giornata. Una soluzione? Nulla contro Bonucci, mancherebbe altro, avrà tempo e modo di chiarire. Ma alle porte di un grande evento come l'Europeo e sotto gli occhi di una istituzione come l'Uefa, facciamolo noi il beau geste. Andiamo in 22 in Polonia e Ucraina. Andiamo da uomini punto primo e autoregolamentiamoci da sportivi veri punto secondo. Navigare a vista, come stiamo facendo, significa mandare in campo una squadra con la testa altrove, esposta ad un prevedibile danno d'immagine e alla beffa di un risultato negativo su un palcoscenico così importante.
"No, non facciamo niente col Milan". La frase, arriva fresca fresca da Parigi. Ce l'aspettavamo. Del resto ormai il giorno delicato, martedì 29 Maggio, è passato. Il giorno dopo l'assalto più duro, mercoledì 30 Maggio, il presidente Berlusconi ha chiamato via Turati e ha dettato la linea: lo teniamo, resistiamo, ripartiamo da Thiago Silva e Ibra, facciamo davvero l'impossibile per difendere i nostri campioni dall'assedio. Ecco perché i boatos mediatici del fine settimana, provenienti proprio da Parigi, fanno sensazione ma non fanno male. Per un Club la cui proprietà vive la crisi economica come tutti ed è reduce da una multa di più di 500 milioni di euro, per un Club che ha perso 136 milioni di euro negli ultimi due esercizi di bilancio, resistere a offerte faraoniche per i propri campioni, soprattutto per uno, è una grandissima impresa. Se per qualcuno è normale, si sbaglia. Campioni come Eto'o, Thiago Silva e Ibra sono impossibili da sostituire. C'è chi li tiene e chi no. Ma entrambe le scelte sono faticose e laboriose, in un clima macro-economico sempre più duro.
Andrea Dossena è un professionista sul campo e un grande milanista fuori dal campo. Fra le lacrime rossonere della notte di Istanbul del 2005, c'erano anche le sue. Questo non deve interferire sul mercato, ma ha la sua importanza. Sono due i Club che hanno preso informazioni su Dossena, la Roma e il Milan. Il laterale che ha tanta voglia di correre ha ancora due anni di contratto e il Napoli lo ha pagato 8 milioni più bonus per prelevarlo dal Liverpool. Con i chiari di luna economici che vive anche la proprietà del Napoli, non è l'alta estate il periodo migliore per spuntare un buon prezzo sullo stesso Dossena. Ci vorrà calma e ci vorrà tempo, ma, certamente, Roma e Milan non lo perderanno di vista. Ad Agosto inoltrato, si vedrà.
Non è durato molto lo Scudetto della Juventus. L'invasione di campo del 6 Maggio a Trieste, la traversata di Torino del 13 Maggio dopo l'ultima giornata con l'Atalanta, e poi solo delusioni. Tante e ravvicinate: la promozione del Toro granata, l'addio di Del Piero, la sconfitta di Roma con il Napoli, l'avviso di garanzia per Conte e Bonucci, le frasi non brillantissime di Buffon. Su alcune di queste questioni, con l'ombrello sempre aperto della famosa richiesta di risarcimento danni, alza la voce il presidente Agnelli. Ma sulle altre bisogna fare buon viso a cattiva sorte e abbozzare. Capita, anche dopo uno Scudetto meritato e atteso da 9 lunghissimi, interminabili, anni.

martedì 1 dicembre 2009

Stupidario per rosiconi


di Gianluca Rossi per Tuttomercatoweb

Il bello del calcio è che possono parlarne tutti e anche un demente può correre il rischio di passare per genio. Le soste di campionato hanno poi il potere di moltiplicare a dismisura le cazzate dei rosiconi, al punto che neppure al Bar Sport sotto casa dopo tre grappe con la mosca di primo mattino si oserebbe tanto! Ecco allora le dieci cazzate sul mondo Inter più divertenti dell'ultimo periodo e le dieci risposte per neutralizzarle. Di solito non scendo a certi livelli, ma stavolta ho deciso di saltare anch'io nel vuoto, visto che il bungee jumping è da sempre una mia passione!
Cazzata n.1: Guido Rossi è un uomo dell'Inter.
Risposta: Guido Rossi è tutt'ora stimatissimo consulente del gruppo Fiat e non è la sua prima esperienza professionale in aziende vicine alla Juventus. E lo pagano anche profumatamente.


Cazzata n.2: l'arbitro De Santis è un martire dell'Inter.
Risposta: De Santis ha evitato il Tribunale scusandosi pubblicamente con la famiglia Facchetti. 


Cazzata n.3: Bergamo e Pairetto non sono mai stati a conoscenza del nome del giornalista scelto per il sorteggio arbitrale e le palline non erano minimamente riconoscibili.
Risposta: Riccardo Bianchi de La Provincia di Como, più volte chiamato a partecipare al sorteggio, ha rivelato ad Antenna 3 che le palline erano una diversa dall'altra e che l'invito a partecipare al sorteggio gli veniva recapitato via mail con tre-quattro giorni d'anticipo. Come non bastasse, Manfredi Martino, segretario dell'AIA, ha smentito con la sua testimonianza la regolarità dei sorteggi stabilita da una sentenza della Corte d'Appello del Tribunale di Roma. Nessuno però lo ha ancora querelato.


Cazzata n.4: dopo Inter-Roma, Cludio Ranieri, con fiancheggiatori juventini e milanisti, ha sostenuto che l'Inter è una squadra-killer, dedita al pestaggio sistematico degli avversari.
Risposta: nella classifica delle partite con più falli dall'inizio del campionato Inter-Roma è oltre il 30° posto. Al primo posto c'è Lazio-Chievo, al 2° Genoa-Juventus, al 3° proprio Milan-Roma. Nella media tra falli e cartellini la squadra meno sanzionata da cartellini in rapporto al numero dei falli commessi è la Juventus. 


Cazzata n.5: dopo Atalanta-Juventus da parte bianconera si è sbraitato contro il giusto annullamento per fuorigioco di un paio di gol da parte dell'arbitro Morganti, secondo l'assunto per cui all'Inter sarebbero stati certamente convalidati
Risposta: nemmeno 24 ore più tardi in Inter-Roma viene giustamente annullato dall'arbitro Rocchi il 2-1 dei nerazzurri, per fuorigioco di Milito.


Cazzata n.6: alla 12.a giornata dopo Inter-Roma 1-1 e Lazio-Milan 1-2, suona la gran cassa per i rossoneri, rientrati prepotentemente nel giro scudetto
Risposta: il Milan è a -7 dall'Inter, esattamente come all'8.a giornata quando, dopo il pareggio di Bergamo, si chiedeva la testa di Leonardo. 


Cazzata n.7: l'Inter in Europa fa sempre schifo. 
Risposta: dopo 4 giornate, l'Inter è l'unica delle quattro italiane che è prima da sola in un girone di Champions League. E delle quattro italiane, nell'ultima due giorni europea, solo il Milan non ha vinto. Perché il calcio resta un mistero e non la certezza propagandata da tanti soloni.


Cazzata n.8: all'Inter non fischiano mai un rigore contro. 
Risposta: in questo campionato all'Inter sono già stati fischiati due rigori contro. L'ultimo rigore contro la Juventus, assolutamente ininfluente, risale all'inizio del campionato scorso, esattamente a Juventus-Genoa 4-1 del 13 novembre 2008. Per trovare però un rigore decisivo contro i bianconeri bisogna risalire addirittura al campionato 2007-08, a Reggina-Juventus 2-1 del 13 febbraio 2008. 


Cazzata n.9: l'Inter è una squadra di stranieri.
Risposta: nel calcio moderno il cuore di una società è il presidente. Quello della Juventus ora è francese e il Milan dopo la trattativa con il petroliere Taci, al momento impegnato in vicende giudiziarie in Albania, è alla ricerca di un compratore arabo. L'Inter tra qualche tempo potrebbe restare l'unica delle tre grandi con un presidente italiano e i suoi figli sono pure più tifosi di lui. 


Cazzata n.10: L'Inter è piena di debiti.
Risposta: qualsiasi studente di economia alle prime armi può spiegarvi la differenza tra debiti e deficit. L'Inter ha un deficit pesante che l'azionista di maggioranza ripiana di tasca sua.
Chi ha debiti li contrae con soggetti terzi, di norma le banche, dalle quali può eventualmente anche essere dichiarato insolvente, se non paga. Ma l'Inter finora ha sempre pagato. Anche troppo.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails