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venerdì 5 agosto 2016

Liberazione!



Non mi sembra vero. Se finalmente questa benedetta cessione del Milan fosse vera il 5 agosto passerebbe alla storia come una specie di 25 aprile rossonero. Per farla completa però voglio vedere cadere le teste del nano e di fester, fuori loro e i loro lecchini dalla società. Confermato invece che tutte le varie cordate di cui si era parlato erano delle bufale.





domenica 12 aprile 2015

Era anche ora...


Una tiepida contestazione. Meglio tardi che mai, meglio di niente...
Sulla partita, che dire?
Risultato ideale. Per l'Inter.

venerdì 27 febbraio 2015

Pesci in faccia.

Mentre Berlusconi tenta o fa finta di voler comprare Rcs e Rai Way ora arriva la smentita da parte di Wanda. "Non siamo mica dei pirla". dicono, in poche parole. Il Milan non vale un miliardo di euro e neppure la metà. Se ne facciano una ragione. Eviterebbero figure di merda a livello intercontinentale. Dopo le coppe di intercontinentale ci son rimaste solo le figure di merda.

martedì 31 dicembre 2013

L'inizio della fine


L'unico faro in una società ridicola lascia. L'unico che sapeva di calcio.
Rimane la sua antitesi e il suo eterno antagonista: "stiamoappostocosì".

giovedì 27 settembre 2012

Ferrero può comprare il Milan, ma alle sue condizioni.

Michele Ferrero ha i soldi che gli spuntano dalle orecchie, un'azienda solida, che produce degli utili spettacolari. Tutto il contrario del venditore di fumo di Arcore. Eppure qualcuno ha l'idiozia di dire che non avrebbe i soldi per comprare il Milan. Da sbellicarsi dalle risate.  800 milioni per una società che fa 100 milioni di debito ogni anno? (e che la proprietà attuale ha rilevato praticamente gratis).
Stiamo scherzando? Con un capitale tecnico-sportivo ormai povero e con un marchio la cui immagine, diciamo così, non è proprio brillantissima? Certo se il Milan fa 50-100 milioni di perdite nonostante la vendita dei migliori giocatori e il Barcellona invece, pur comprando gente come Villa, Mascherano, Adriano, Fabregas, Sanchez, Jordi Alba, Song, negli ultimi 3 anni per una cifra complessiva che si avvicina ai 200 milioni di euro solo in cartellini, fa ogni anno 50 milioni di utili (pur avendo rinunciato fino a poco tempo fa a 20-30 milioni per la sponsorizzazione principae), qualche motivo ci sarà.
E il motivo è l'incompetenza di tutta la dirigenza del club e non parlo solo dei vertici, ma a catena di tutti i sottoposti. In condizioni del genere bisogna proprio essere un grandissimo tifoso per pensare di portare a termine l'acquisto. Ma a tutto c'è un limite. Da parte nostra, lo sapete, tifiamo tantissimo per Ferrero.

martedì 18 maggio 2010

Arrigo, così non va

"Il Milan di Leonardo ha giocato anche buone partite, ma è una squadra incompleta e con molti giocatori avanti con gli anni. Solo la bravura del tecnico, l'orgoglio, la qualità dei giocatori e l'esperienza dei dirigenti hanno evitato il tracollo. Ingiustificate e irriconoscenti le contestazioni a Berlusconi e società. Il club è vittima della propria generosità: i contratti onerosi ne stanno rallentando gli investimenti sui giovani, Berlusconi ha ragione a pretendere che il club vada avanti senza debiti e immissioni di soldi dall'esterno".

Il discorso di Sacchi manca di logica. Se la squadra è incompleta e con molti giocatori avanti con gli anni la responsabilità è unicamente della società e della proprietà che la sostiene, non certo del fato.
La carta d'identità dei giocatori è nota da anni, le mancanze in alcuni ruoli almeno da mesi.
Eppure non si è fatto nulla.
Giusto chiedere che il club vada avanti così. Ma è come per i figli di papà. Se un genitore per anni non ha dedicato un minuto all'educazione del figlio, se l'ha riempito di soldi senza insegnarli nulla o almeno permettere che altri potessero farlo per lui, se non ha , in altre parole, fatto nulla per far si che un giorno questo ragazzo possa diventare indipendente e autonomo, non può all'improvviso sottrargli la "paghetta" e dirgli di arrangiarsi da solo, perché il ragazzo dopo essere stato viziato per anni inevitabilmente non avrà la capacità di mantenersi. Anche qualora, com'è successo da noi, avesse ancora qualche risparmietto da parte, anche iniziando a tirare la cinghia, ad un certo punto i soldi, inevitabilmente, finiranno.
Un padre avveduto, o anche solo che si è ravveduto, prima di togliere la paghetta al figlio si premura di dare lui il know-how per potersela cavare da solo.
Tradotto in termini calcistici dare alla società una struttura seria, dei dirigenti capaci di poter avviare un progetto "a costo zero". Non certo dunque Galliani, Pederzoli, Filippo Galli, MilanLab, il settore marketing tutto etc...etc... Gente che non solo il contratto alle superpippe non lo rinnova, ma che mai e poi mai si sognerebbero di spendere milioni di euro per comprarle , queste superpippe.
E' tutto da rifare. Poi si potrà parlare di autofinanziamento. Tutto questo parlando di una società che  è passata per anni per una società "innovatrice" (di che?) , efficiente e dotata di competenze.
Poi dicono che il potere mediatico non c'è o non conta...

P.s. Dimenticavo. Arrigo, la riconoscenza agli sciacalli, giammai.

mercoledì 3 febbraio 2010

Ma non era grande freddo? L'affare cancella la coerenza



Una settimana fa, in coda ai veleni sprigionati
da un derby perduto nettamente, il Milan
faceva trapelare la sua «profonda indignazione» per l' atteggiamento assunto dai vertici interisti che,
trascinati dal loro Girolamo Savonarola in panchina
(Josè Mourinho), avevano denunciato complotti e
maneggi assortiti allo scopo di azzerare uno
scudetto che in realtà soltanto i nerazzurri, a questo
punto, potrebbero perdere. Da via Turati, sede del
club rossonero, veniva così annunciata
l' interruzione dei rapporti diplomatici tra i due club
con la chiosa che «nulla sarebbe stato più come
prima». Una sorta di grande gelo che avrebbe
dovuto condurre a una inversione di rotta nei
contatti personali tra le società, salvaguardando
soltanto i rapporti in essere nella gestione dello
stadio di San Siro e quelli dettati da una comune
visione del calcio, la cui sede istituzionale
abitualmente la Lega. Il tempo aggiusterà le cose e
comunque di tempo dovrà trascorrerne parecchio,
ma nessuno di noi dimenticherà mai l'arroganza di
queste ore e la scomposta eccitazione della panchina
interista» fu l'inviperita sintesi dell' establishment
milanista. Rivelando una concezione del tempo
molto personale, ieri l'indignato Adriano Galliani ha
ottenuto dagli «arroganti» dirimpettai nerazzurri il
prestito di Amantino Mancini, brasiliano da tempo
disperso nei prati di Appiano Gentile. Il segnale,
conveniamone, non  dei più incoraggianti: se per
strappare all'Inter una riserva di cui si stenta a
comprendere il reale peso in termini di qualità si
scaraventa a mare la coerenza, significa che, per
effetto della chiusura dei rubinetti da parte di Silvio
Berlusconi, forse il Milan è arrivato alla canna del
gas. Il club più titolato al mondo oppure il più
disorientato? Un tempo Milanello era l'approdo di
Donadoni, Lentini e Leonardo: oggi, pur di portarne
a casa uno scarto, si dimenticano le fresche
provocazioni di Mourinho. Certo, ciascuno è libero
di innestare tutte le retromarce che vuole e la pace
è sempre più dolce della guerra ma stavolta l'unico
barlume di coerenza è  quello mostrato da Marek
Jankulovski. Che ha rifiutato di trasferirsi all'Inter.

Alberto Costa per il Corriere della Sera

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