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giovedì 1 marzo 2012

Che fine ha fatto Adiyiah?


Idolo incontrastato del nostro amico Dna Rossonero (come altri fenomeni come Strasser, Borriello, lo stesso Pato, tutti , chi più chi meno, Adiyiah rappresentava il fiore all'occhello del nuovo corso dei "Milan dei Giovani di Pederzoli". Tre anni dopo il 22enne ghanese è passato per i prestiti Reggina, Partizan, Karşıyaka e Arsenal Kiev racimolando una ventina di presenze in tutto e la bellezza di una sola rete. E il fenomenale Pederzoli? dopo aver fatto retrocedere il Torino, ora tocca al suo Novara. Ricordavate cosa scriveva la stampa di regime dell'uno e dell'altro?

sabato 4 giugno 2011

Finalmente una buona notizia!


da TMW

Mauro Pederzoli è ormai prossimo al passaggio al ruolo di Direttore Sportivo del Novara, come sostituto di Pasquale Sensibile. E' questa l'indiscrezione raccolta in esclusiva da Milannews.it in merito al futuro dell'attuale DS del settore giovanile del Milan che, dopo l'esperienza al Liverpool e al Torino torna in una prima squadra. Il Milan, adesso, cercherà un nuovo direttore sportivo per il suo settore giovanile.


Che sia la volta buona che il Milan si riesca a sbarazzare del maggior responsabile dell'ultima retrocessione del Torino.
Il progetto giovani lo stiamo ancora aspettando, nonostante si sia puntato e investito tanto (che fine ha fatto Adiyiah?) per gente pronta già almeno per la primavera. Ciao Mauro, non ci mancherai.

domenica 27 febbraio 2011

E in attesa del Napoli ci pensa la Primavera a tenere alti i nostri colori (si inizia a vedere il lavoro di Pederzoli)



MILANO - E' terminata l'avventura della Primavera del Milan nella Viareggio Cup,dopo la sconfitta di questo pomeriggio per 2-1 contro i norvegesi dello Stabaek allo Stadio “Pian di Giunta” di Monterotondo (PT). I gol sono stati segnati da Listad e Boli al 10' e al 42' mentre, per i rossoneri, la rete del momentaneo vantaggio era stata siglata da Simone Ganz al 20' del primo tempo. (fonte acmilan.com)


GIRONE 9
SASSUOLO - STABAEK 1-0
 32' pt. Luppi (Sa).
MILAN - NAGOYA GRAMPUS 0-0
 
NAGOYA GRAMPUS - STABAEK 4-1
 - 3' pt. Mizuno T. (N), 24' pt. G-Lundlie (S), 40' pt. Leirvik aut. (N); 21' st. Havenaar (N), 32' st. Aoyama (N).MILAN - SASSUOLO 0-0 
NAGOYA GRAMPUS - SASSUOLO 1-1
 - 1' st. Kawamura (N), 20' st. Barbuti (S).
MILAN - STABAEK 1-2
 - 22' pt. Ganz (M); 10' st. Lystad (S), 42' st. Boli (S).
Classifica finale: NAGOYA 5, SASSUOLO 5, STABAEK 3, MILAN 2.


Essi, si inizia proprio a vedere il lavoro di Pederzoli.

martedì 8 febbraio 2011

Pederzoli, dove sei?

L'attaccante dell'Empoli, Riccardo Saponara, alla prima convocazione con la maglia dell'Under 21, e il ritorno del neo-difensore del Cesena, Davide Santon, sono le novità tra i venti azzurrini convocati dal tecnico Ciro Ferrara per l'amichevole con l'Inghilterra, in programma martedì 8 febbraio allo stadio "Castellani" di Empoli (ore 15). Questa la lista dei giocatori convocati. Portieri: Perin (Genoa), Pinsoglio (Esperia Viareggio); Difensori: Biraghi (Inter), Caldirola (Vitesse), Camporese (Fiorentina), Crescenzi (Crotone), Donati (Lecce), Mori (Empoli), Santon (Cesena); Centrocampisti: D'Alessandro (Livorno), El Shaarawy (Padova), Fabbrini (Empoli), Marrone (Siena), Rizzo (Reggina), Romizi (Reggiana), Soriano (Empoli); Attaccanti: Destro (Genoa), Macheda (Sampdoria), Misuraca (Vicenza), Saponara (Empoli). (04/02/2011) (Spr).


Da Repubblica.it

Nell'Under 20 le cose non cambiano di molto. Il solo Albertazzi a tenere alta la bandiera rossonera, ma lui c'era da prima di Pederzoli. Allora, la domanda lecita, è: che fine ha fatto Pederzoli? Che fine ha fatto la politica dei giovani?



mercoledì 17 novembre 2010

Dove sono finiti i giovani di Pederzoli?



Guardavo la nuova Under 21 di Ciro Ferrara e, vedendo tanti giovani ITALIANI provenienti dal vivaio dell'Inter mi sono chiesto che cavolo di fine avessero fatto i fenomenali giovani di Pederzoli: tanto per intenderci gli Albertazzi(anche se lui non è considerarsi a rigore un Pederzoli baby), i Zigoni, i Beretta.. Boh!

Quanto sono lontani i primi anni novanta quando nell'Under andavano gli Albertini, gli Stroppa, i Simone, i Fuser, persino i Salvatori.... non tutti proprio frutto del nostro vivaio ma comunque giocatori su cui il Milan investiva (e spesso bene) pur avendo un presente scintillante (in parte anche grazie a questi giovani o a quelli che giovani già non erano più , da Baresi in giù)). Come siamo caduti in basso!

venerdì 20 agosto 2010

la scheda e i video di Adrià Carmona, il nuovo "fenomeno" pescato da Pederzoli



Sinistro naturale, normolineo potente è un ala sinistra mancina che può giocare anche sull'altra fascia in un tridente d'attacco. Bravo tecnicamente, gran sinistro, è forse spesso inutilmente lezioso. Abbastanza rapido, manca un po' di visione di gioco, fantasia e creatività, limitandosi a fare il compitino dell'aletta. Avendo 18 anni può sicuramente migliorare ma questo nuovo acquisto, a parametro zero (svincolato) del Milan di Pederzoli, sembra più uno scarto del Barcellona (superato nelle gerarchie nel suo ruolo dai vari Armand Ella, Ebwelle e Gerard Deulofeu, nonostante siano tutti più giovani di lui) che altro. Al contrario Gai Assulin, giovanissimo israeliano già convocato nella nazionale del suo paese, sempre a paramentro zero, pare si sia accordato col solito Manchester City.

Qui due video in cui si possono vedere le qualità e i difetti del giocatore.




venerdì 11 giugno 2010

Macché restyling che ha funzionato!

In relazione a questo articolo faccio solo alcune sintetiche considerazione.

Il restyling del settore giovanile si fa dalle radici e non dai frutti(comprati altrove già fatti o quasi). Non si può pensare di aver rinnovato il settore giovanile solo perché si sono spesi milioni per rinforzare la primavera. Con quali risultati poi?

C'è un solo giocatore pronto non dico per essere titolare ma almeno un panchinaro già a partire da questa stagione? E chi sarebbe? Il sempre incerto Albertazzi? Il deludentissimo Adiyiah? L'irritante Zigoni? L'acerbo Hottor? Il rude Strasser?

Il compito del settore giovanile non è vincere la Coppa Italia Primavera con squadre più vecchie rispetto a quelle delle concorrenti. Lo scopo del settore giovanile è quello di creare giocatori per la prima squadra.
Missione fallita, per ora. E d'altronde non potrebbe essere altrimenti.

Ci vorranno 6-7 anni almeno per vedere se questo restyling avrà avuto i suoi frutti. Gli Zigoni, gli Adiyiah, i Beretta, gli Hottor, vanno benissimo ma sono solo pezze messe ad un vestito di scarsa qualità.

lunedì 22 marzo 2010

Il futuro è nostro: la primavera, per non essere da meno, prende 4 pappine dall'Inter.





Una volta i ragazzi delle giovanili sognavano e cercavano di imitare i giocatori della prima squadra.
Il Milan segue la tradizione ma in questo caso il sogno è in realtà un incubo.
Impalpabili Zigoni, Adiiyah (nonostante il gol, fortunoso, rimpallato), sostituito da un esasperato Stroppa, così come  il resto della compagnia.
Ha segnato Beretta, ma è Samuele, quello dell'Inter, quello bravo.
Ora il Milan è ancora primo: l'Inter è a -4 ma con ben due partite da recuperare, insomma forse un sorpasso vero riusciamo, almeno qui, a vederlo.

Un Inter per scelta senza Arnautovic (classe 89 come Adiyah), Santon (1991) Khrin (1990), lo stesso Balotelli che perché no poteva essere impegato in una partita così importante dato che altrove non gioca, ma anche , aspettando il fenomenale Coutinho (1992)  Fossati (1992, il nuovo Fabregas, che era nostro e ci siamo fatti soffiare come polli), Dell'Agnello (1992) e regalandoci pure Crisetig e Tremolada in panchina e almeno parzialmente Stefanovic.
Insomma una dimostrazione di superiorità su tutta la linea.

Il miracolo di Pederzoli, un re Mida al contrario (come Berlusconi insomma, per ultimo chiedasi a Blockbuster) che trasforma in merda tutto quel che tocca, dal settore giovanile del Liverpool (da quando arrivò lui non sono più usciti i Gerrard, gli Owen, i Carragher), al peggior Torino della storia (retrocessione e pure un girone d'andata disastroso in serie B): spendere  milionate di Euro (solo per il nostro "formidabile" tridente d'attacco quasi quattro milioni (Zigoni 1.200.000, Adiyiah 1.400.000, 1 milione solo per la metà di Beretta), Hotter un altro milione etc..., stelline pagate oro ma che però sfigurano ai prodotti fatti in casa 100% Inter Caldirola e Destro.

Il Tabellino


Milan (4-2-3-1): Donnarumma; Ghiringhelli, Romagnoli, Pasini, De Vito; Strasser, Novinic; Oduamadi, Merkel (Beretta 58'), Adiyiah (Schenetti 46'); Zigoni (Pedrocchi 79').
A disposizione: Perucchini, Meregalli, Motta, Scampini.
Allenatore: Stroppa.

Inter (3-4-3): Belec; Natalino, Caldirola, Rigione; Donati, Carlsen, Nwankwo, Biraghi; Obi( Stevanovic 66'), Destro (Fortunato 83'), Alibec (Beretta 64')
A disposizione: Bavena, Kysela, Crisetig, Tremolada.
Allenatore: Pea.

Gol: 24' Destro (I; rigore), 29' Obi (I), 31' Adiyiah (M), 41' Rigione (I), 81' Beretta (I).



Non ci resta che "consolarci" (sic) con l'ennesima scorrettezza (per la serie le televisioni non contano) dei sicari di Striscia la Notizia, puntualissimi come sempre, come furono anche col grande Eto'o, a cercare di creare zizzania.(tra l'altro tutti le versioni del video che ho visto hanno l'audio fuori sincrono, cosa piuttosto sospetta: Balotelli è stato doppiato? A pensar male spesso...)
Patetici, francamente, certi milanisti che si eccitano per una cosa del genere. Presi per culo da un ragazzino "milanista" come fossero un George Leonard qualsiasi alle prese con il "bisessuale" Mauro Marin(l'uno vince il GF, l'altro un bell'ingaggio da papà Moratti).
Zimbelli.

venerdì 6 novembre 2009

Una settimana da diavolo - Goleada di sensazioni


Un Milan inferiore sulla carta al Real Madrid è uscito dalle due sfide contro gli spagnoli con quattro punti ed è in piena corsa non solo per la qualificazione agli Ottavi ma anche per il primo posto, un qualcosa che neanche il più ottimista dei rossoneri avrebbe pronosticato la sera del dopo-Bergamo, invece è accaduto. Riteniamo che ciò sia stato possibile grazie alla ritrovata unità d’intenti di allenatore e squadra. L’allenatore ha trovato finalmente il modo di dare un’identità alla squadra attraverso il suo 4-2-1-3, quello abbandonato alla seconda amichevole, e la squadra ha mostrato la voglia e la predisposizione al cambio di mentalità. Il ruolo del tecnico è evidente sia nell’intuizione tattica che ha permesso a molti giocatori di ritrovarsi e di rendere al meglio sia nella capacità che ha mostrato di sapersi finalmente far ascoltare. Ha preso in mano la squadra ed ora si può finalmente dire che nel bene e nel male questo è il suo Milan. Non è un ibrido fra un 4-3-1-2 di ancelottiana memoria o qualche pessimo tentativo di 4-4-2 magari ben visto dall’allenatore in seconda. E’ altresì evidente che senza i giocatori non si va da nessuna parte. Un allenatore può preparare tutto alla perfezione durante la settimana ma chi va in campo non è lui, quindi il ruolo dei vari Pato, Dida, Ronaldinho, Pirlo, Seedorf, Nesta, Thiago Silva,… è determinante. Il Milan non era da retrocessione prima, non è da Scudetto e Champions ora, semplicemente mentre prima Leonardo aveva inciso in maniera negativa ora, nel recente filotto positivo, si è dimostrato un valore aggiunto. Nel momento più difficile ha saputo trasformarsi da quasi corpo estraneo al gruppo, messo in panchina da chi aveva venduto Kakà e aveva lasciato andare Ancelotti e cioè i due mammasantissima per lo spogliatoio, a invece guida tecnica con in mano più che mai il polso della situazione. Ora lo riconoscono, ora lo seguono, ora sono disposti a lottare in campo per lui, ora sono collocati nella posizione giusta per esprimere il loro potenziale. Pensate a Pato che veniva definito giovane deludente quando invece molti, tra cui il sottoscritto, sottolineavano che era l’anarchia tattica in fase offensiva a renderlo innocuo. Ora il brasiliano, da attaccante esterno di destra, è micidiale con i suoi tagli in area di rigore: pessimo Leo prima, ottimo invece adesso. Con calma, nel tempo, troveremo la nostra dimensione e la continuità o meno dei risultati dipenderà non poco dalla tenuta fisica dei soliti noti attorno a cui tutto ruota: Nesta, Pirlo, Seedorf e probabilmente anche Ambrosini. Se al momento della pausa natalizia ci ritroveremo con in tasca un ottavo di finale da primi nel girone ed un terzo posto non troppo lontano dalla Juventus (quella che ha buttato venticinque milioni per il sig. Felipe Melo che se l’avessimo fatto noi “Apriti cielo”!), allora potremo dire che sì, i ragazzi e l’allenatore avranno fatto il loro dovere ed anche di più, nonostante la proprietà in estate non li abbia certo aiutati ad essere competitiviA gennaio li aiuterà? Per ora contiamo il ritorno di Beckham (ben venga!) e l’acquisto di un promettente attaccante ghanese bravo ai recenti Mondiali under-20 e tutto da verificare in Serie A naturalmente.
Tuttavia, il sottoscritto, che come i miei lettori più assidui e di vecchia data sanno ama l’indipendenza di pensiero e non ha padroni se non la sua testa, non può fare a meno di notare delle cose che vanno a favore della proprietà. Proprietà che comunque ne dovrà fare di strada per riconquistare la mia fiducia, però seppur pessimista non parto certo prevenuto.
Ronaldinho, da molti definito un ex-giocatore, è entrato in dieci punti del Milan sui diciannove che abbiamo, contando cinque assist e due gol. Mi limito alla Serie A. Non mi sembra un rendimento inferiore a quello dell’ultimo Kakà visto nel Milan, il Kakà sovrastato da Ambrosini almeno per tre tempi su quattro delle due sfide e troppo spesso da uno qualsiasi dei mediani delle provinciali italiane da cui gli capitava di essere marcato. Se il Gaucho dovesse continuare così non si potrebbe parlare di cessione sbagliata di Kakà da parte della proprietà, permarrebbero le bugie e l’assenza di chiarezza che sono valori alti a cui io presto fede più che alle vittorie stesse ma i settanta milioni dovrebbero essere visti come un affare.
Corriamo. Gente che l’anno scorso sembrava atleticamente morta sembra rinata. Seedorf è un mese che corre e si sacrifica come mai gli si era visto fare, Ambrosini pare in alcune progressioni ricordare quello che era un bel po’ di anni fa, la squadra nel complesso appare brillante e leggera sulle gambe. Potrebbe c’entrare il nuovo metodo di preparazione atletica di cui parlai a luglio, suggerito personalmente da Leonardo a Tognaccini. Potrebbe c’entrare il fatto che giochiamo volutamente lunghi spaccati in due tronconi andando a chiedere meno avanti e indietro ai sei che stanno dietro, i quattro difensori ed i due mediani davanti a loro. In ogni caso si tratterebbe di diverso utilizzo delle risorse umane da parte dello staff tecnico attuale rispetto al precente.
Capitolo giovani. E’ un fatto che sull’asse Galli-Pederzoli è cominciato da quest’estate un rinforzamento del settore giovanile prendendo delle giovani promesse sia italiane che straniere. Ci spiega Galli che la società fa questo per eliminare il rischio d’impresa e cioè prende un bel po’ di giocatori under-20 di basso costo e se gli andrà bene si troverà un campioncino in casa, se gli andrà male ci avrà perso poco. Mi sembra un’intenzione ottima ed un proposito lodevole. Attendiamo di verificare la bontà delle operazioni e l’eventuale inserimento degli stessi in prima squadra ma la politica in fieri è quella stile-Arsenal. Speriamo non sia la politica del “li faccio crescere o prendo quelli fatti crescere da altri, li do in compartecipazione a chi crede in loro e poi me li ricompro”, in pratica “l’affare” fatto con Borriello ed il rischio che si corre con Paloschi. In ogni caso ci vorrà tempo per raccoglierne i frutti. Ultima annotazione su Adiyiah, il ghanese ufficializzato proprio ieri di cui parlavo prima. Galliani, da me criticato per aver sbandierato il suo acquisto quando poi sembrava che tutto saltasse per via delle richieste d’ingaggio dei procuratori del calciatore, s’è invece dimostrato bravo facendo firmare il giocatore alle sue condizioni o poco più. Ha tenuto duro e l’ha avuta vinta lui, i procuratori se lo sono presa sui denti.
In conclusione il progetto di rendere il Milan non un peso per la controllante Fininvest prosegue e se non fosse trovato un acquirente disposto a prenderselo alle condizioni ed al prezzo dettato dall’attuale proprietà credo che a livello di prima squadra dovremo sperare nel gruppo storico almeno fin quando non scadranno i loro contratti oppure in qualche giovane che si mostri brillante oltre ogni misura. Nell’attesa suggerirei di considerare come proprio referente oltre ad Adriano Galliani anche Pier Silvio Berlusconi, in particolare il secondo erano almeno un paio d’anni che consincerità e chiarezza parlava di quello che sta accadendo ora, a differenza del padre.
Adamos8181

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