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domenica 22 luglio 2012
mercoledì 11 luglio 2012
La quiete prima della tempesta?
Abbiamo postato poco e niente negli ultimi giorni perché poco e niente c'era da dire. Abbiamo preferito un dignitoso silenzio piuttosto che inventarci fantomatiche notizie di mercato come fanno altri. Tuttavia il mercato del Milan sembra arrivato a un punto di svolta con questa trattativa per portare Ibrahimovic e Thiago Silva, le due stelle più splendenti della rosa, alla corte di Leonardo e Ancelotti. Partenze pesantissime che si aggiungerebbero a quelle dei vecchietti e ai mancati riscatti di Maxi Lopez e Aquilani: insomma una rivoluzione, forse meglio dire un pesante ridimensionamento. Vedremo come andrà a finire questa trattativa e come , eventualmente, si investiranno i soldi incassati.
giovedì 10 maggio 2012
E' finita
La Juventus è , tutto sommato meritatamente, campione d'Italia. Dal nulla con due annate di mercato fatto come si comanda è riuscita a creare una squadra forse non giovanissima ma vincente, almeno in Italia. L'esatto contrario del Milan che dopo la fiammata dell'anno scorso (con aiutoni arbitrali) si ritrova ancora una volta con le macerie. Nesta, Yepes, Van Bommel, Zambrotta, Superpippa, Gattuso, Ambrosini etc... da smaltire e sostituire. Ibra e Thiago Silva che premono per andarsene e l'appeal del club ai minimi storici. Le prospettive di mercato poi sono disastrose. Ancora da pagare Ibra e Robinho, con la necessità di vendere uno-due big e all'orizzonte non si intravede niente meglio di Montolivo. Non c'è da essere troppo ottimisti.
mercoledì 4 aprile 2012
Torniamo dopo una settimana di vacanza...
...(indovinate dove? Si, anche a Barcellona) e ci ritroviamo a commentare insieme la figuraccia della foto taroccata del non-gol di Catania e le assurde lamentele contro un arbitraggio di oggi, quasi perfetto. Il rigore di Nesta, in particolare, è sacrosanto, che più chiaro non si può. Loro sono più forti e noi facendo un'onesta partita avremmo potuto salvare la faccia. Faccia che perdiamo con queste polemiche e queste truffe mediatiche. Ibra ancora fuori dalle semifinali di Champions, Robinho inconcludente, Boateng che ha fatto vedere tutti i suoi limiti, Pato, non ne parliamo. Questo il nostro reparto più forte, figuriamoci gli altri.
mercoledì 18 maggio 2011
Silvio perde pure l'Europa League... (e alcune considerazioni sul mercato)
Perdonate la facile ironia, ma anche solo il nome del Re Merda sembra portare sfiga (chiedete a proposito a Mubarak e soci). Parlando delle poche notizie che arrivano in questi giorno faccio un paio di considerazioni.
La prima: la Principessa Merda non può occuparsi di Milan fino a quando si fa sbattere da Pato. Non ho nulla contro le donne nel calcio , mentre dubito che qualcuno appartenente alla dinastia Merda possa capire qualcosa di football. Ad ogni modo fin quando c'è questo conflitto d'interessi (vizio di famiglia, eh) non se ne dovrebbe neanche parlare. Lo stesso discorso vale ovviamente per la relazione omosex tra Fester e Superpippa . E qui veniamo alla questione rinnovi (dopo aver imbarcato 5 mesi fa cariatidi come Van Bommel e Legrottaglie). Avevamo 4 "senatori" a centrocampo, di questi il più giovane, quello con lo stile di gioco che necessita meno di fisico in perfetto stato, quello più difficilmente sostituibile era Andrea Pirlo: morale della favola, Pirlo va via, gli altri rimangono. Di Superpippa abbiamo già parlato, li è questione appunto di conflitto di interessi, che se si fosse guardato mai al piano squisitamente tecnico a quest'ora (e da parecchi anni) la Pippa starebbe a battere nello spogliatoio di qualche squadra amatoriale. Può avere un senso il rinnovo a Nesta (ma Mexes lo sa?) ma continua a non esserci nessuna logica in una gestione che definire incompetente è poco. Pure gli "acquisti" di Mexes (vicino ai 30 e diventato riserva della "pippa" Burdisso) e Taiwo (pure lui riserva al Marsiglia e doppione, nei pregi e nei difetti di Emanuelson) mi sembrano fatti ad minchiam. Ma tanto alla fine ci penserà Rizzoli...
giovedì 17 marzo 2011
Si, Sandro, fallo. Come i grandi, ancora (quasi) al top. E senza rimpianti.
Nesta: «Potrei lasciare a fine stagione»
Il difensore del Milan: «Non voglio trascinarmi per il campo, anche se ho vinto cose che gli altri si sognano»
| Alessandro Nesta (Reuters) |
CONDIZIONI FISICHE - «Siamo quasi alla fine. Bisogna essere onesti con se stessi, valutare le condizioni fisiche. Non voglio trascinarmi per il campo, anche se ho vinto cose che gli altri si sognano». Il difensore romano ha il contratto in scadenza il 30 giugno prossimo. E forse sarà quello il suo ultimo giorno da calciatore.
Monica Colombo
17 marzo 2011© RIPRODUZIONE RISERVATA Del Corriere della Sera Online.
17 marzo 2011© RIPRODUZIONE RISERVATA Del Corriere della Sera Online.
domenica 12 settembre 2010
I fantastici 4
A nostra difesa, contro il Cesena, oltre i vecchiardi di centrocampo i veri fantastici 4:
Abate
Bonera
Papastacoso
Il Giovane Antonini.
E non è che fosse successa una ecatombe in difesa: mancavano il solito Nesta (rassegnamoci a vederlo sempre meno) e Thiago Silva.
Siamo da scudetto?
Abate
Bonera
Papastacoso
Il Giovane Antonini.
E non è che fosse successa una ecatombe in difesa: mancavano il solito Nesta (rassegnamoci a vederlo sempre meno) e Thiago Silva.
Siamo da scudetto?
lunedì 1 marzo 2010
Arrivederci Alexandre, addio Sandro
MILANO, 1 marzo 2010 – Alexandre Pato starà fuori almeno 15 giorni a causa dell’infortunio al flessore della gamba destra subito in Milan-Atalanta di domenica. Nonostante bisogni ancora aspettare l’esito degli esami a cui il brasiliano sarà sottoposto martedì, è quasi certa la sua assenza nella sfida di Champions League contro il Manchester United in programma mercoledì 10 marzo. Un grosso problema per Leonardo, che dovrà fare a meno del suo cannoniere, con 14 reti stagionali tra campionato e coppa. Il tecnico rossonero però ha già pensato a come sostituirlo a partire dalla gara di sabato prossimo con la Roma: “Per il campionato direi Mancini, per la Champions vedremo che fare”. Molto probabile l’utilizzo di Beckham all’Old Trafford, visto che lo Spice Boy ha già giocato come ala destra con buoni risultati a gennaio e febbraio. “Pato – dice Leonardo – era purtroppo in un ottimo momento. L’infortunio sembra meno grave del previsto, ma non potrà ovviamente essere disponibile prestissimo. Studieremo una soluzione per sostituirlo anche a Manchester”.
Itmsport
(AGI/ITALPRESS) - Firenze, 1 mar. - "Nesta mi ha detto in modo definitivo che non se la sente di tornare in Nazionale in vista dei Mondiali". Cosi' il ct azzurro Marcello Lippi, nel corso della conferenza stampa a due giorni dall'amichevole di mercoledi' contro il Camerun, ha ufficializzato il no definitivo del difensore centrale del Milan alla Nazionale. .
mercoledì 10 febbraio 2010
E ora c'è la controprova.
CALCIO, MILAN: NESTA E PATO RECUPERATI
Il Milan ritrova Pato e Nesta. L'attaccante brasiliano anche oggi ha lavorato a parte ma venerdì, contro l'Udinese, dovrebbe andare in panchina e giocare uno spezzone di gara per provare le proprie condizioni in vista della sfida di Champions League di martedì contro il Manchester United. Il difensore, invece, salvo sorprese tornerà al suo posto in campo dall'inizio.
Il commento di Rdv.
Ora potremmo vedere se il crollo del Milan era dipeso solo ed essenzialmente per l'assenza di questi due giocatori o se invece dipende anche e in larga parte da altri fattori.
domenica 10 gennaio 2010
Gobbi all'angolo
La partita inizia a ritmi alti con le squadre molto corte e compatte. Lo spazio per la giocata davvero è esiguo visto il pressing asfissiante della mediana bianconera. Devono fare così perché per loro recuperare palla nella nostra trequarti è l’unico modo per tentare di rendersi pericolosi ripartendo con Diego. Accadrà quasi mai. Partire dalla propria area in maniera decente per loro è una missione ai limiti dell’impossibile vista la scarsezza in cabina di regia di Felipe Melo e Poulsen. Sui piedi di Chiellini e Cannavaro non mi pronuncio per una sorta di compassionevole rispetto. Ci favorisce anche e non poco la posizione defilata in un ruolo non suo di Marchisio, sulla carta il migliore del quartetto. Il nostro 4-3-3 li infastidisce comunque, Beckham ancor di più. L’inglese non fa nulla di memorabile e speciale ma è fondamentale per l’equilibrio dell’intero undici poiché sempre in movimento. Quando si tratta di dare profondità sulla fascia destra c’è, quando si tratta di farsi trovare libero sulla trequarti c’è, quando si tratta di capire che con Abate avanti deve fermarsi lo fa, quando si tratta di ripiegare o sovrapporsi lo fa. Non spreca un pallone, non sbaglia un passaggio, i compagni lo cercano non a caso.
La nostra manovra offensiva si appoggia, tanto per cambiare, sulla bravura di Borriello. Fondamentale nel momento di maggior pressione bianconera a fare alzare il baricentro della squadra tenendo palla davanti sui tagli intelligenti ad allargare soprattutto a sinistra, combattendo a sportellate con Chiellini, mostrando bravura non comune sia nel controllo del pallone sia nella protezione dello stesso, anche in area di rigore. Non è raro poi che venga incontro ai centrocampisti per poi servire gli inserimenti sulle fasce, il consueto lavoro da pivot alto cui ormai siamo abituati.
Un altro uomo imprescindibile risulta essere Thiago Silva. Nel momento in cui Pirlo non riesce a trovarsi smarcato (spesso ma oserei dire sempre finché c’è un minimo di partita) è lui a fare il regista e lo fa con una precisione chirurgica soprattutto con cambi di gioco che mettono in difficoltà la retroguardia avversaria sul lato debole. Se a questo aggiungiamo le continue scoppole rifilate ad un Amauri inguardabile per cui costituisce un muro insormontabile possiamo tranquillamente affermare che questa è stata la partita in cui il difensore brasiliano si è definitivamente laureato fuoriclasse. Ma Dunga le vede le sue partite e quelle di Lucio? No, così, per sapere.
La rete del primo vantaggio non è nell’aria ma è la classica rete che rifila una grande squadra ad una piccola volenterosa lasciata sfogare per una mezzoretta. Angolo di Pirlo e mega-cazzatona in tandem di Felipe Melo-Poulsen che lisciano un pallone basso, Nesta infila facilmente alle spalle di Manninger. Il portiere austriaco ci delizierà poi nella ripresa con alcune uscite degne del miglior “Mai dire gol”. Dopo questa boiata mister 25 milioni di euro va a perdere un po’ la testa esibendosi, oltre che nei fenomenali lanci ed aperture, anche in un altro colpo del suo repertorio: il pestaggio a casaccio, chiedere a Pirlo e Gattuso. Ah, una mente non lucida dove può arrivare. Ah, un giocatore creato fenomeno ad arte quanto può soffrire il non mostrarsi all’altezza delle aspettative. Ah, quant’è bello parlare ora con uno di quei gobbi che sbandierava il suo acquisto quest’estate credendosi già certo del “trentesimo” (sappiamo che la sportività a Torino non è di casa) Scudetto.
Da questo momento in poi non ci sarà più neanche un briciolo di partita con i nostri che giochicchieranno nell’attesa di colpire ancora e ancora. I poveri gobbi nemmeno solleticano le dita di Dida e s’appigliano mestamente e malinconicamente a quello che ormai è un ex-giocatore, quel Del Piero che appena entrato manda subito due tiri fuori dallo Stadio, cercando poi di cambiare le scarpette, quelle stesse che dovrebbero essere appese al chiodo già da un pezzo.
Il loro 4-3-1-2 produce i due gol di Ronaldinho. Segno che come rigirino quegli scarsotti che hanno per loro c'è ben poco da fare contro la tranquilla e indisponente superiorità rossonera. Sempre sugli sviluppi di un calcio d’angolo entrambe le reti. Diciamo che il primo è in collaborazione con De Ceglie, altro neo-entrato, evidentemente i cambi del nuovo Guardiola proprio portano sfiga se non addirittura danno. Il Gaucho non aveva fatto la sua migliore prestazione, aveva tenuto Grygera basso (sai che guaio se avesse spinto!) e aveva deliziato con qualche raro dribbling, nulla più. Però ha fatto due reti. Continua a segnare adesso, dopo aver deliziato per mesi con gli assist. Il ricordo va subito alla doppietta di Weah nel '99 ed a quella di Seedorf nel 2004. Fu Scudetto ma era il Delle Alpi non l'Olimpico, era una grande Juve, non una squadra capace solo di battere l'Inter (a proposito, continuano a non impressionarmi seppur acciaccati) nell'ultimo mese e mezzo, non considero il regalo di Parma firmato da Castellini. Era un'altra storia ma stasera Leonardo ha fatto storia, ha messo un'altra pietra della sua personale storia rossonera dopo il trionfo del Bernabeu. Ora il Milan è obbligato a guardare davanti a sè e non più dietro di sè. Non si può scappare dal ruolo che ormai ci stiamo ritagliando in questo campionato. E' derby-Scudetto senza se e senza ma.
Adamos8181
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