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domenica 25 marzo 2018

A proposito di Li.


Mentre la stagione va a ramengo, con l'eliminazione dall'Europa League, passata sotto silenzio , ma che doveva essere la nostra porta verso la partecipazione alla prossima Champions League, mentre si parla della , inesistente, "rimonta" del Mago do Nascimiento Gattuso, quello che ha perso 3-0 a Verona, 2-0 a Fiume, quello dello storico primo punto del Benevento e delle vittorie di deretano con un gol di scarto facendo catenaccio come neanche il peggior Cavasin, finalmente sta iniziando a venire alla luce la verità sulla situazione finanziaria di Li Yonghong, con la importante inchiesta di Milena Gabanelli e Mario Gerevini, esperto di diritto societario, di holding, di società offshore, che per ora ha visto due importanti articoli pubblicati sul Corriere della Sera dell'amico (di Berlusconi) Cairo, il 18 febbraio e il 23 marzo a seguito del fallimento della holding di Li, Jie Ande.
Sono seguite smentite, poco convinte, da parte del Milan, come se all'interno della società  dei dipendenti dovessero necessariamente essere al corrente della situazione finanziaria del , è il caso di dirlo, proprietario apparente della società stessa, ad ogni modo sempre senza alcuna prova e documentazione.  Così come prive di prove e documentazioni sono state le smentite, risibili, da parte di alcuni media, spesso scritte da persone che normalmente si occupano di calcio e che di diritto societario ne capiscono come di fisica nucleare.
E' assolutamente censurabile il comportamento di molti tifosi che parlano di complotti o di bufale perché le notizie sono vere, le criticità pure e c'è poco da stare allegri.
E' anche vero che è fuori luogo parlare di fallimento, come fa qualcuno, spesso ironicamente ma l'incertezza nella quale viviamo e vivremo probabilmente nei prossimi mesi o anni renderanno difficile qualsiasi tipo di programmazione sportiva e finanziaria.
Inutile nascondercelo.
Sull'argomento da leggere anche Serie A, Milan: Mr. Li a fine corsa?Milan, Li sotto i fari della procura: 200 milioni in odore di riciclaggio

lunedì 27 ottobre 2014

Il club più titolato al mondo.

Da Milan Night.

Chiariamolo subito, per correttezza. Il Milan ha smentito di avere chiesto di inserire le wildcard per la Champions league. Però le parole attribuite al dirigente Gandini hanno fatto il giro d’Europa. E hanno suscitato molti commenti. Nella maggior parte di indignazione. Nessuna richiesta ufficiale, quindi, ma un’idea che ai più è sembrata una furbata.
Pochi giorni fa il prestigioso sito calcistico internazionale www.goal.com ha dedicato alle frasi attribuite a Gandini un lungo articolo firmato Miles Chambers. Un pezzo che, al di là della circostanza, testimonia quale sia ormai l’immagine della società rossonera riportata dalla stampa europea. A leggere le critiche agli acquisti a parametro zero, ai mercati low cost, agli inserimenti in rosa di giocatori over 30 pare di consultare il Night, non certo un sito di rilevanza internazionale.
Un articolo, quello di “Goal” certamente non scritto dai perfidi redattori o dagli opinionisti di Milan Night. Non composto dai tastieristi del venerdì, dai giornalisti prezzolati dai burattinai che tirano le fila del complotto demo-pluto-giudaico-mediatico e non suggerito da comunisti, alfaniani o amici di Fitto.
Un pezzo che fa male, ma che proprio per questo va letto per capire che occorre cambiare registro, proprio come su questo spazio (peraltro sempre più affollato) si va dicendo da anni.
Un pezzo che andrebbe letto soprattutto da chi passa il tempo a fabbricare alibi e a rafforzare le barricate del bunker, senza capire che se ci son nemici quelli sono dentro, e non certo fuori.
Riportiamo l’articolo segnalando il link originale
e riportando il testo originale con una successiva traduzione
AC Milan’s plea for a Champions League wildcard shows how desperate they have become. Umberto Gandini has opened up the Rossoneri to even more ridicule by suggesting that “more important” clubs deserve to automatically qualify for Europe’s top tournament
By Miles Chambers
When it comes to traditional footballing superpowers, very few clubs can match AC Milan.
With seven European Cups, 18 Serie A titles and a glorious history packed full of legendary players and coaches, the Rossoneri have for decades been feared and respected by opponents.
The purchase of the club by billionaire media tycoon and future Italian prime minister Silvio Berlusconi in 1986 took Milan to even greater heights as they formed arguably the best club side ever in the late eighties and early nineties. This golden age, funded by Berlusconi and led by the shrewd management of Adriano Galliani, Ariedo Braida and others, resulted in regular silverware for the best part of two decades.
Success on the pitch was augmented off it by Milan’s positive public image. This was a club that always placed great emphasis on dignity and class, the ‘Milan family’ as Galliani calls it – promoting coaches from within and treating ex-players and opponents with respect. It was a setup their own fans took great pride in, and one rival supporters envied – despite the many non-footballing scrapes Berlusconi found himself in.
Sadly, this is no longer the case.
Milan are a flickering shadow of their former self in every possible way. Woeful decisions at boardroom level by the same men who masterminded the club’s success have, in recent times, led to disastrous sporting and financial results, an unrecognisable squad, three coaches in six months, and further PR own goals through the treatment of club legends Paolo Maldini and Clarence Seedorf.
In the transfer market, they have become reliant on free transfers and scraping the bottom of the bargain bucket by signing ageing rejects such as Fernando Torres and Michael Essien.
Absent from European football for the first time since 1998-99 after finishing an embarrassing eighth last season, they once again opened themselves up to ridicule at the weekend. Milan organising director and vice chairman of the European Club Association, Umberto Gandini, pleaded with Uefa to give historical clubs such as themselves wildcard entry into the Champions League.
“I think we have to look at ways of improving the Champions League,” Gandini commented. “I would like to see opportunities for wildcards or different routes for clubs who have the ability, the prestige or the size to compete in the Champions League.
“Every season you have a fantastic run by underdogs who, say, get to the quarter-finals. This is good for football. But, on the other hand there are more and more important clubs – important because of history and size – that miss out.”
The suggestion is insulting.
Atletico Madrid reached the final last season having not played a game in the tournament since 2009 but, under Gandini’s dream scenario, they might not have earned that chance.
Nottingham Forest have won the European Cup more times than Atletico, Chelsea, Roma and Arsenal put together, but how ludicrous would it be to give a token entry to a club now playing in England’s second tier?
Have Milan fallen so far and are they so desperate that they are now prepared to return to the elite by any means necessary?
Gandini’s comments are elitist and have no place in football. It is true that wildcards are handed out in tennis and golf, but in doing so these sports use a tour ranking system based on tallied tournament performance.
There’s no such system in football that is ever applied for competition qualification – the Fifa ranking is for seeding purposes only – and even if it was used here Milan have reached just one Champions League quarter-final since their last success in 2007. They likely wouldn’t even qualify as wildcards.
Thankfully, this desperate pitch has not turned heads at Uefa, who for all the criticism they regularly receive have followed up last week’s welcome Champions League seeding change by shooting down Gandini’s idea.
“There is no chance that a wildcard will be applied in the context of European competitions,” the general director of European football’s governing body, Gianni Infantino, said on Friday.
“It will never happen. The European Cup is not an affair of play-offs and wildcards, but of competitive and sporting merit.”
Gandini’s remarks are particularly a shame because new Milan coach Filippo Inzaghi appears to have the Rossoneri going in the right direction this season. With 11 points from their first six games, they are fifth in Serie A and just three points off the Champions League places. But if they are to return to club football’s greatest tournament, then it must be on merit.
Milan fans might not be accustomed to being Champions League spectators, but even their most loyal followers will agree that Gandini’s bleating is delusional.
Sadly, it is just the latest example that some members of the Milan board are completely out of touch with reality, and it raises more questions over whether these seasoned directors can turn around the fortunes of one of football’s great clubs.
DI SEGUITO LA TRADUZIONE
Quando si parla di superpotenze calcistiche tradizionali, sono veramente pochissimi i club che possono essere accostati all’ AC Milan. Con sette Coppe dei Campioni, 18 scudetti e una storia gloriosa piena di giocatori e allenatori leggendari, i Rossoneri sono stati temuti e rispettati dagli avversari da decenni.
L’acquisto del club da parte del miliardario magnate dei media, e futuro primo ministro italiano, Silvio Berlusconi nel 1986 ha portato il Milan a vette ancora più alte, in quanto i Rossoneri erano di fatto la più grande squadra a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta. Questo periodo d’oro, finanziato da Berlusconi e guidato dalla gestione oculata di Adriano Galliani, Ariedo Braida e altri, ha portato a vincere regolarmente per due decenni.
Il successo in campo è stato aumentato anche fuori da un’immagine pubblica positiva del Club, che ha sempre posto grande enfasi sulla dignità e la classe, la “famiglia Milan” come la chiama Galliani,  promuovendo allenatori dall’interno e trattando ex-giocatori e avversari con rispetto. Un sistema che ha reso i tifosi orgogliosi, e invidiato dagli avversari, nonostante il ruolo extra calcistico del presidente Berlusconi.
Oggi, tristemente, non è più così.
Il Milan di oggi è l’ombra di quello che è stato sotto ogni aspetto possibile. Decisioni scellerate a livello di dirigenza sono state prese dagli stessi uomini che hanno architettato il successo del club e hanno, negli ultimi tempi, portato a risultati sportivi e finanziari disastrosi, una squadra irriconoscibile, tre allenatori in sei mesi, e in aggiunta a tutto ciò, autentici autogoal se pensiamo al trattamento riservato a leggende del Club come Paolo Maldini e Clarence Seedorf.
In chiave mercato ci si affida a trasferimenti gratuiti e si raschia il fondo del barile ingaggiando giocatori scartati e avanti con gli anni, come Fernando Torres e Michael Essien.
Assente dal calcio europeo, per la prima volta dal 1998-99 dopo aver terminato con un imbarazzante ottavo posto la scorsa stagione, i Rossoneri hanno ancora una volta sfiorato il ridicolo durante l’ultimo fine settimana. Il dirigente Umberto Gandini avrebbe supplicato l’Uefa per concedere ai club storici – come il Milan appunto – le wildcards per accedere direttamente Champions League.
“Penso che dobbiamo pensare come migliorare la Champions League. Mi piacerebbe che ci fosse l’opportunità di wildcards o altre strade per le società che hanno l’abilità, il prestigio o il blasone per competere in Champions League” ha commentato Gandini. “Ogni stagione c’è il percorso fantastico di un club rivelazione che arriva però, diciamo, fino ai quarti di finale. Questo fa bene al calcio. D’altra parte però ci sono club importanti – importanti per storia e per blasone – che restano fuori”.
Il suggerimento è offensivo.
L’Atletico Madrid ha raggiunto la finale nell’ultima stagione senza aver giocato una partita di Champions League dal 2009; secondo Gandini dunque non avrebbe meritato questa possibilità.
Il Nottingham Forest ha vinto la Coppa dei Campioni più volte di Atletico, Chelsea, Roma e Arsenal messi insieme; quanto sarebbe ridicolo dare una wildcard a un club che ora gioca in seconda divisione inglese?
Il Milan è caduto così in basso ed è così disperato da essere pronto a tornare nell’elite del calcio con ogni mezzo necessario?
I commenti di Gandini sono elitari e non hanno posto nel calcio. E’ vero che le wildcards sono rilasciate nel tennis e golf, ma nel farlo questi sport utilizzano un sistema di classificazione basato sul ranking delle prestazioni in quei tornei.
Non esiste nel calcio un sistema simile applicato per le qualificazioni – il ranking FIFA serve solo per la distribuzione (nelle varie fasce, NdR) – ma anche se cui fosse, il Milan ha raggiunto i quarti di finale una sola volta dalla loro vittoria nel 2007. Pertanto non sarebbero qualificati nemmeno come wildcard.
Fortunatamente questo tentativo disperato non ha sortito alcun effetto durante l’ultimo meeting dell’UEFA, durante il quale i membri non hanno cambiato idea e hanno respinto l’idea di Gandini.
“Non c’è possibilità che una wildcard verrà utilizzata per una competizione europea” ha detto venerdì il direttore generale UEFA, Gianni Infantino. “Non succederà mai. La Coppa Europea non è questione di play-offs o wildcards, ma competività e meriti sportivi”
Le osservazioni di Gandini stonano ancora di più perché il nuovo allenatore del Milan Filippo Inzaghi sembra aver imboccato la giusta direzione in questa stagione. Con 11 punti nelle prime sei partite, sono quinti in campionato e a soli tre punti dalla zona Champions. Ma è soltanto in base al merito che il club può tornare nel più importante torneo calcistico.
I Tifosi del Milan potrebbero non essere abituati ad essere spettatori di Champions League, ma anche i loro seguaci più fedeli saranno d’accordo che la richiesta di Gandini è delirante.
Purtroppo è solo l’ultimo esempio del fatto che alcuni membri del consiglio del Milan hanno completamente perso il contatto con la realtà, e solleva più domande sul se questi esperti dirigenti possano far girare le sorti di uno dei grandi club del calcio


domenica 26 ottobre 2014

Interessantissimo articolo

Interessantissima intervista quella concessa da Montella alla Gazzetta dello Sport,
Per due motivi.
Il primo: finalmente qualcuno che dice che superpippa era una pippa
Il secondo, molto più importante: come i giornalisti manipolano la realtà, anche con una domanda: "Perché Seedorf ha fallito e Inzaghi funziona?"
Inzaghi funziona?
Ma soprattutto Seedorf ha fallito?
A contare i punti si direbbe il contrario...

mercoledì 28 settembre 2011

Pronto, Massimiliano?

Da Fabbrica Inter.


“E’ un momento duro. Eh lo so, abbiamo un nuovo allenatore e c’è un attimo da riorganizzarsi percheésai che…Ah, no scusa…ahhh, intendi…pronto? Proonto? Massimiliano, è un momento duro? Ah, intendi per voi? Cacchio scusa non avevo capito. No, sai, non mi pareva. Isla mi sembrava Lampard. Eder un giocatore. Ma sai, non mi pareva. Eh, no. Un po’ perché sono un inguaribile ottimista e un po’ perché vi vedevamo tranquilli. Tutti. Sarà stata la Gazzetta dello Sport post Barcellona a confondermi. Possibile che io abbia letto male perché sembrava che Pato fosse stato il mattatore del….eh no, non l’ho vista la partita. Ho letto soltanto sul sito poi….ah, è stato trascinatore proprio? Ah, perché segnare a freddo così è da fenomeno? Ah, ai campioni basta un minuto? Sì, però gli altri ottantanove cioè..perché se mi ragioni così potrei dirti che Muntari nel 2008 con la Juve è stato superfenomeno con quel gol lì…però sarei disonesto. Ah una grande difesa? Eh in effetti i vostri centrali son proprio bravi.”
“MA SIETE IN CRISI O NO?”
“Non capisco proprio ‘sta cosa che siete in crisi. Perché lo dicono a noi da un po’ ma a voi no. Dicono che lo siamo da un po’. A dir la verità dall’inizio, quando il nostro allenatore sembrava essere un traghettatore in partenza. Tra qualche anno ad agosto parleranno di traghettatore per il traghettatore di gennaio. Non avremo più allenatori ma uomini in bilico, pazzesco. Come? Eh, sì..gli han dato il benservito. Se sono ironico? Beh, vedi te. Però non credo sia stato sensato il comportamento della stampa. O meglio, sarebbe bastato avere un atteggiamento coerente con tutte le squadre…perché voi alla fine, diciamocelo…Come? Pronto, Massimiliano? Ti sento male. Pronto? Sì…hai ragione: un punto in più in campionato. Cesena gioca bene, Udinese più bel calcio della Serie A, Napoli travolgente e Lazio regina del mercato. Ma voi non siete mica il Milan? Cioè…non capisco e potrei replicarti con Bologna fuori casa, Roma, Palermo fuori casa. Novara no, non me la sento e spero tu possa apprezzare l’onesta intellettuale. Quello che non mi è chiaro, numeri alla mano, è lafotografia scattata da un fotografo incompetente.”

“MASSIMILIANO, CI SEI ANCORA?”
“Mi senti? Sono in ascensore, va che magari non prende…pronto? Ok, sì ora sì. Dicevo…noi non stiamo bene, certo. Ma abbiamo questo vizio: appena qualcosa scricchiola ce ne accorgiamo, ne prendiamo atto e talvolta conviviamo con l’errore perché, se errore c’è, tanto vale risolverlo. O provarci. E mentre provi a rimettere a posto i pezzi, non dico con la tranquillità ma con la fierezza di chi non deve dimostrare niente a nessuno, intorno si scatena la serenità degli “altri”. Poco importa se non sia reale: sta di fatto che quando noi siamo in cantiere per la revisione, gli altri sono felici, sono brillanti, hanno una crisi che passa sopra le loro teste e non li sfiora nemmeno. O forse c’è questa crisi, e qualcuno o qualcosa che gliela tiene sopra le teste, buttandola su altre. Mi chiedo quanto la vostra felicità dipenda dalla nostra presunta infelicità o difficoltà. Mi domando quanto noi serviamo a voi come maschera o come capro espiatorio. Sembreremmo, in ogni caso, indispensabili. Questo mi fa piacere. La nostra gioia quando arriva, arriva da noi e basta. In un clima così, Massimiliano, la vincita è quasi raddoppiata. Ah…cioè? No, ma lo so che tu non ce l’hai con noi, ci mancherebbe. Lo so che pensi ai tuoi ragazzi. Anzi, in bocca al lupo…contro chi siete? E’ una birra?”.
Click.

LUCA SCANNI



sabato 21 maggio 2011

AIMC fai schifo al cazzo



Non credo che si sia nulla da aggiungere riguardo a questa "lodevole" iniziativa.
L'ennesima prova che non siamo certo noi a confondere calcio e politica e a vomitare per lo scudetto non di cartone, ma di merda, "vinto" grazie a una serie vergognosa di arbitraggi compiacenti.
Intanto invece il vecchio Hunty con una splendida doppietta, da attaccante di razza, vince in maniera netta e indiscutibile la Pokal, finendo in bellezza una stagione, che fino all'infortunio era stata ottima. Bravo Hunty, ci manchi. E il prossimo anno, Raul, ancora, a segnar gol nelle Coppe Europee!

venerdì 29 aprile 2011

Le immagini dimostrano che Pepe non ha neanche toccato Alves. Ma le immagini sono state taroccate.

Questo il video che sta girando ma è sempre lo stesso presentato dalla trasmissione Punto Pelota.



Quii un video preso dalla trasmissione in diretta della partita da parte di Skysport.



Infine qui e ancora sotto dei video in cui si analizzano le immagini presentate da Punto Pelota e le confrontano con le originali.




Con il potere mediatico del Real Madrid, con la scorrettezza insita nel madridismo (ma si potrebbe fare lo stesso discorso per il Milan berlusconiano) non c'è da sorprendersi per cose di questo tipo.
Ecco perché la moviola non può essere la panacea di tutti gli errori arbitrali.

martedì 22 marzo 2011

Prepariamoci a settimane di massacri mediatici anti-Inter


Quando il gioco si fa duro entrano in campo le truppe pesanti del potere mediatico tutto a senso unico come esiste in Italia.
Dopo le contestazioni per un gol regolarissimo, gli attacchi personali contro Leonardo, ora è la volta del processo di Calciopoli. La fedele Gazzetta (ma non era tutta pro-Inter? Marcovan , pure tu ti metti a scrivere cazzate) puntuale nei suoi attacchi contro l'Inter nei momenti opportuni, ha posto enfasi su delle presunte incongruenze delle varie dichiarazioni rilasciate di Nucini e ha tralasciato come un particolare insignificante il fatto, rarissimo e clamoroso, che i Pm abbiano chiesto la ricusazione del presidente del collegio, Teresa Casoria, palesemente ostile all'accusa, dimostraondosi prevenuta circa il giudizio prima della fine della formazione di tutte le prove in dibattimento e più volte sopra le righe.
E meno male che la Gazzetta era filo-interista. E via con i commenti, ovviamente tutti ben filtrati e a senso unico.
In più, ovviamente c'è da alleggerire la posizione del Milan distraendo i tifosi incazzati con insinuazioni di improbabili ipotesi di mercato. Un film già visto. Ancora una volta non possiamo che sottolineare queste bassezze e il fatto che si cerchi di alterare in maniera forse lecita ma sicuramente deprecabile il clima per favorire una squadra rispetto a un'altra. E ancora , da sportivi e da persone senza prosciutto sugli occhi, non accecati dall'odio tra fazioni, una volte ancora non possiamo che condannare tutto questo e esprimere la nostra solidarietà all'Internazionale F.C. e al suo presidente Massimo Moratti.

venerdì 25 febbraio 2011

Ma come ... è "Italian Bastard" che fine ha fatto?

"Mi ha iniziato a dire 'fuck, fuck, fuck, fuck' e io li non ci ho visto più e mi è partita l'ignoranza e poi il resto lo sapete".

martedì 22 febbraio 2011

Ancora sul potere mediatico.

Sembra incredibile eppure in Spagna c'è almeno un precedente illustre (clicca qui per vedere il video).

E' di oggi la notizia che AS ha manipolato una foto sul presunto fuorigioco di Daniel Alves domenica scorsa contro l'Athletic Bilbao facendo scomparire letteralmente il difensore basco Koikili. Pensate cosa può fare e cosa sicuramente ha fatto, senza che noi neanche ce ne accorgessimo, uno che possiede tutte le televisioni d'Italia.


lunedì 21 febbraio 2011

Parliamo di media



Parliamo di mass-media, di come deformano la realtà a vantaggio di alcuni. Non parliamo solo della squalifica inflitta a Lavezzi per uno sputo "intuito" grazie alle immagini di Mediaset e che a Lavezzi costerà pure la possibilità di essere schierato contro il Milan (quando dicono le combinazioni).
Chissà cosa ne pensano di quelli che vaneggiano di una supposta simpatia della Gazzetta per l'Inter, Gazzetta che non ha risparmiato nulla riguardo l'episodio Kharjia-Canini-Ranocchia, anzi. Dove ci sarebbe questo trattamento di favore? Eppure i motivi per discutere della possibilità della regolarità del gol ci sarebbero eccome. Ma non è questo quello di cui vogliamo parlare.
Vogliamo parlare, per esempio, della bufala secondo la quale i media non contano. Se così fosse perchè Fester se l'è tanto presa con il telecronista di Sky che ha commentato Milan-Tottenham, reo di non aver chiesto la beatificazione di Gattuso per il suo comportamento osceno nei riguardi di Joe Jordan.
E che dire di Internet?
Proprio ieri mi sono accorto che circola questa immagine del gol in fuorigioco di Strasser a Cagliari, con la linea nera tracciata contro tutte le regole della prospettiva (all'immagine ho aggiunto una linea rossa, come sarebbe in realtà dovuta essere tracciata). Un fuorigioco talmente netto, come si vede nell'immagine più in basso, da non necessitare nessuna linea per essere visto senza alcun minimo dubbio.


mercoledì 9 febbraio 2011

Due post a confronto.

Da Critica Rossonera


Da quanto tempo andiamo dicendo che c'è un disegno mediatico per, in latino, "romperci le palle"?
Lo stesso meccanismo messo in atto con successo ai tempi di calciopoli che, come si sta dimostrando, non ci toccava minimamente, altri telefonavano direttamente e dicevano cose ben peggiori, ma onestissime.
Ebbene, vogliono spaccare il gruppo, vogliono parlare di crisi a tutti i costi.
Certo, non giochiamo bene, ma di crisi con la squadra da rifare da zero partita dopo partita...
E il caso Pato, e il caso Pirlo, e il caso del "caso"...
Basta.
Queste cose, a noi, uniscono, non dividono.
Come è scandaloso che nessuno abbia parlato dell'accoglienza fuori dallo stadio di Genova.


Da Milanisti Liberi

Nello stile della peggior "Panolada" neroazzurra, evidentemente l'Ordine (già vi avevamo riportato ieri: Franco Ordine che parlava di ''Complotto della Sinistra'') è giunto stamattina a tutti i giornalisti del '"Pianeta Milan":

Ecco MilanNews.it (non ci sorprendiamo):

Il Milan pensa al complotto
Il Milan non lo dice ma lo pensa. C'è un vento arbitrale sfavorevole ai rossoneri che si è palesato nelle ultime 3 partite di campionato. L'arbitraggio di Tagliavento a Catania non è andato giù alla società e Galliani si è sforzato parecchio per nascondere il malumore. Troppo fiscale l'espulsione di Van Bommel soprattutto se paragonata al trattamento riservato a Spolli e Ledesma nella stessa partita. Contro la Lazio Kozak meritava l'espulsione dopo aver mandato all'ospedale 2 giocatori e qui il Galliani pensiero è stato più che esplicito. Per la serie non c'è due senza tre contro il Genoa il fallo fischiato a Ibrahimovic in rincorsa sul giocatore a centrocampo non è piaciuto in via Turati a prescindere dalla meritata ammonizione dello svedese per proteste. Insomma la frenata dei rossoneri non può essere imputata minimamente agli arbitraggi questo è chiaro ma l'atteggiamento degli arbitri verso il Milan a Galliani non piace soprattutto pensando che 3 indizi solitamente fanno una prova...

In tutta onestà, penso che l'A.C. Milan S.p.A. dovrebbe starsene zitto e non mettere in atto queste Campagne che fanno solo arrossire i Milanisti. Alzare i venti ''complottisti'' è ridicolo ma la Politica la conosciamo bene, è un qualcosa riciclato da diversi anni da personaggi ed in contesti che (purtroppo) dal Milan non sono così lontani.

La Società pensi ad un Cassano che, dopo un buonissimo impatto, sembra il degno sostituto di Ronaldinho.

La Società pensi a mediare nelle vicende di spogliatoio che coinvolgono, su tutti, Pato e Ibrahimovic.

La Società pensi a chi sta provando la ''Remuntada'' dall'altro lato, e che susciti ancor più grinta nei (seppur pochi nelle ultime settimane, va dato atto) giocatori.

La Società pensi a fare il Calcio, che a porci domande e leciti dubbi bastiamo già noi. Uscite del genere fanno solo male allo Sport e fanno passare dalla ''parte del torto'', indipendentemente dalla fondatezza delle stesse.


E non ci si venga a dire ''la Società non ha espresso una posizione ufficiale, sono tutte voci": sappiamo bene quale linea tengono i "giornalisti-tifosi" che si occupano del Diavolo.

ML1899 - AaB

martedì 8 febbraio 2011

Caro Ordine, quando è troppo è troppo.

Riguardo al disgustoso frignare del servo Ordine sul giornale della casa del Cavalier Merda non voglio fare alcun commento. Mi limiti a copia-incollare i commenti di alcuni lettori del Giornale stesso, per la serie: a tutto c'è un limite.

Franco Ordine,come lettore del Giornale un baggianata come questa non me l'aspettavo.farò finta di non averla letta!


non credevo che anche lei, sig.Ordine, si fosse prostrato così al capo. quando la sentirò parlare a QSVS su Telelombardia, cambierò canale per tornarci quando avrà finito. poveracci, se vi attaccate alle braghe dei calciatori per difendere l'indifendibile, siete proprio disperati.


io sono milanista da sempre , tu franco ordine sei patetico


Caro Ordine, neanche Niccolai ai bei tempi faceva autogol così belli. Va bene far bella figura col Presidentissimo, ma a vedere dalle mail anche molti milanisti faticano ad apprezzare l'exploit del vittimismo!! Complimenti


Ordine, Van Bommel è il giocatore più falloso che ci sia al mondo............sa ai mondiali quanto era dato un suo cartellino giallo ? e si scandalizza dell'espulsione ?


ahahahah questo è l'articolo più divertente mai scritto! ordine sei sempre più ridicolo


Io milanista non di sinistra. Mi sembra una buffonata.


sig. ordine se on vado errato del caso ruby si parlava già anche quando il milan in più occasione vedeva i suoi goal in fuorigioco convalidati..lei è davvero ridicolo..del resto scrive su un gironale ridicolo..


Scrivi qui il tuo commento tifo Milan dal 1958, quando avevo 11 anni, e una fesseria del genere non l'avevo mai sentita. Il fatto è che con i lanci lunghi per la testa di Ibra il gioco torna presto in mano agli avversari. Mancano Pirlo e gli inserimenti di Boateng.


caro Franco Ordine, lei scrive "E di solito, stando al famoso motto, tre indizi costituiscono una prova"....beh di indizi sul caso ruby ce ne sono parecchi...beh insomma avete già esagerato parecchio su questo giornale ma questa è la più grossa.Ma non sostenete che il conflitto di interessi, l'attività del premier non contino nulla?Oppure pensa che gli arbitri sono tutti comunisti come i magistrati?In ultimo: attenzione a sostenere certe tesi perchè quando un arbitro vi concederà un fallo inesistente tutti potranno dire che è influenzato dalla carica istituzionale del presidente del milan.


Ma poi che torto avrebbe subito il Milan a Genova?il fallo fischiato ad Ibra da cui è poi nata l'azione del pareggio?ahahahahahahah eh certo perché l'arbitro era consapevole che fischiando quel fallo poi il Genoa avrebbe pareggiato ahahahahahah ma del mani di Gattuso ad inizio partite in are di rigore del Milan su tiro di Floro Flores?se l'arbitro era intenzionato a sfavorire il Milan perché non ha fischiato il rigore?


ed esattamente in Milan-Palermo il Palermo cosa doveva pagare?sul Derby e l'immunità al cartellino giallo per Gattuso l'Inter cosa doveva pagare?esattamente sul goal in fuorigioco a Cagliari il Cagliari cosa doveva pagare?il fallo di Ibrahimovic contro la Fiorentina sul goal del 4-4 la Fiorentina cosa doveva pagare? lo stesso fallo non fischiato ad Ibrahimovic ma questa volta fischiato a Jeda dopo che il Lecce aveva segnato il Lecce cosa doveva pagare? mamma mia dicasi "manie di persecuzione"


Stupendaaaaa!!! Dopo Ruby SANTA SUBITO questa è la perla più pura della settimana. Ma in fondo, gli arbitri vestono di nero (come i magistrati), sono giudici in campo (come i magistrati), non possono che essere dei maledetti comunisti. Secondo me l'unico modo in cui Ruby può danneggiare il Milan e se va in "ritiro" a Milanello e gli sfianca qualche giocatore.


Si si certo...infatti il Milan da quando è presidente Berlusconi non ha mai vinto niente...colpa dei comunisti...ma perfavore.


L'angolo del buon umore della settimana enigmistica vi fa un baffo! Non vi sentite un po' patetici?


ma che follia è questa!!! anche le castronerie hanno un limite!!!


Ahahahahahah.... questa poi.... che ridicoli


non c'è limite al vittimismo e ai piagnistei di casa arcore....


ma voi state maleeeeeee





Stai attento Ordine, che potresti finire sepolto insieme al tuo faraone.

sabato 5 febbraio 2011

Attacchi ad orologeria.

Da Milannews.

Tiziano Crudeli,  noto giornalista nell'ambiente milan, al Chiambretti Night ha attaccato Marco Materazzi, difensore dell'Inter: "Basta con la retorica nel calcio. Nel Gennaio del 2006 il sig. Materazzi, ha firmato un contratto col Milan. Il contratto l'aveva Alessandro Moggi, per portarlo al Milan. Non mi parlate di bandiere, loro sono solo dei professionisti e vanno la dove c'è il Dio denaro".
Materazzi ha così risposto come riporta il "Corriere.it": "Sì, è vero, stavo per andare al Milan perché c'era un allenatore (Mancini ndr) che non mi faceva giocare e avevo un mercato da preparare. E io non volevo andare al Bologna o al Lecce. La firma sul contratto, però, non c'era. Brambati dice che aveva quel contratto con la firma? Non è vero. Gli ho detto di portare quel contratto e che gli avrei dato tutti i soldi di quell'ingaggio. Non lo ha mai fatto".

IL MIO COMMENTO : La "Leomuntada" prende corpo e credibilità? Ecco pronti gli ascari da mandare sulle proprie tv con qualche "scheletro nell'armadio" per cercare di destabilizzare i Campioni di Tutto.
Quando parliamo di continue scorrettezze, di attacchi mediatici, di bassezze, di chiari vantaggi ambientali che a lungo andare influenzano indebitamente il piano sportivo , parliamo (anche) di questo. L'Inter non ha queste armi da usare e qualora le avesse, potete starne certi, mai e poi mai le userebbe. Troppo sportivi, troppo corretti, troppo signori.

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