Visualizzazione post con etichetta World Cup South Africa 2010. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta World Cup South Africa 2010. Mostra tutti i post

lunedì 10 gennaio 2011

Messi Pallone d'Oro (di nuovo).

Cruijff, Keegan, Rummenigge, Platini, Van Basten.
Solo loro fino ad oggi erano stati capaci di vincere due palloni d'oro consecutivi.
Da oggi nel Club anche Leo Messi. Raramente premio è stato tanto meritato. Il mondiale non puà stravolgere l'esito di 11 mesi di competizioni in cui Leo è sempre stato il migliore. Grande soddisfazione per il Barca, primo club della storia a piazzare sui primi tre gradini del podio tre giocatori formati in casa.
Anche se per me Puyol avrebbe meritato ben più di Xavi e pure di un'Iniesta che ha saltato mezzo anno per infortunio.
E d'altronde sarebbe stato ingiusto un Pallone d'Oro Seleccion spagnola sulla cui vittoria al mondiale scorso continuano a pesare pesantissime ombre.
Auguri Leo!

giovedì 2 dicembre 2010

Lord David Triesman, meglio del polpo Paul


Forse qualcuno si ricorderà di lui. Ex capo della prestigiosa Football Association è passato , per poco tempo e per qualche raro articolo, alle cronache quando (a maggio, notate bene prima del mondiale) la stampa inglese rivelò i contenuti di una sua intercettazione telefonica nella quale Triesman rivelava ad una sua collaboratrice di avere le prove che la mafia russa stava tentando di corrompere gli arbitri del mondiale per favorire la Spagna (candidata poi ritiratasi) per ottenere da questa l'appoggio per la candidatura della Russia per i mondiali 2018.
Ai mondiali Inghilterra (con qualche clamoroso torto arbitrale) eliminata e la Spagna (con più di qualche clamoroso favore, sia diretto che indiretto) campione. E l'assegnazione dei mondiali del 2018?
Alla Russia, ovviamente, con Amore.
Perché alla fine l'Amore vince sempre.

venerdì 9 luglio 2010

Questi mondiali secondo Gianni Rivera

Di Gianni Rivera.

Il verdetto è segnato. L'avventura mondiale sudafricana si appresta a vivere il suo ultimo e decisivo passaggio. Saranno Olanda e Spagna a contendersi il trofeo e, comunque vada, per la squadra vincitrice sarà il primo trofeo irridato. Per la Spagna sarà anche la prima finale. Conferma, dopo la vittoria due anni fa agli Europei, di una nazionale che vive il momento migliore della sua storia con una generazione di giocatori che, tra l'altro, promette di mostrare buon calcio almeno ancora per qualche anno. Ma facciamo un passo indietro. Le due semifinali del mondiale sudafricano hanno messo in evidenza il grande equilibrio di forze che non era difficile prevedere. Accertato che questa manifestazione ha visto la supremazia dell'aspetto fisico a discapito della tecnica e della fantasia, le emozioni sono state vissute grazie a una reazione muscolare delle compagini. Forse con la sola eccezione proprio della Spagna che ha conquistato la sua finale con un gioco finalmente divenuto spumeggiante dopo le precedenti prove altalenanti.
La prima delle due semifinali si è conclusa proprio in tal senso. L'Olanda si è aggiudicata l'incontro contro l'Uruguay soffrendo, negli ultimi minuti, la veemente reazione nervosa dei sudamericani che fino a quel momento erano sembrati quasi inermi. Infatti gli europei, che erano apparsi più equilibrati tra i vari reparti, sembrava addirittura potessero dominare senza eccessivi patemi, dopo essere ripassati in vantaggio - con il gol del solito Sneijder - e segnato il gol del 3 a 1. Quando, però, in una delle poche azioni offensive, con una prodezza l'Uruguay è riuscito ad accorciare le distanze, seppure a pochi minuti dalla fine della partita, l'affanno si è impadronito dei giocatori olandesi, facendo pensare a un possibile pareggio. Tuttavia, nonostante il brivido finale, l'Olanda si è conquistata la finale di domenica prossima con grande merito. La squadra, pur non dando spettacolo, si è mossa con maggior sicurezza dei propri avversari i quali non hanno potuto impensierirli eccessivamente per la mancanza di una punta centrale.
La seconda sfida, quella tra la Spagna e la Germania, era la più attesa. Le ottime prestazioni della giovane compagine tedesca sembravano promettere una partita veloce e avvincente. La gara ha invece avuto un inizio assai deludente. La squadra iberica, com'è sua caratteristica, ha condotto il gioco per buona parte del primo tempo, ma purtroppo in modo accademico, e senza essere in grado di sfruttare un paio di discrete occasioni da gol. Per fortuna nella ripresa, a parte la rete della qualificazione - splendido l'imperioso stacco di testa del capitano Puyol - gli spagnoli hanno aumentato il ritmo mettendo in seria difficoltà gli avversari, meritandosi la vittoria. A spese di una squadra, quella tedesca, che è apparsa troppo timida, quasi intimorita. È difficile stabilire in modo assoluto se il disequilibrio emerso in campo sia stato solo merito della Spagna o soprattutto demerito della Germania. Prendiamo però atto che gli spagnoli si sono conquistati con pieno merito il diritto di giocarsi la finale. Valutando i comportamenti di tutte le squadre nazionali che avevano i titoli per disputare la gara che assegnerà la Coppa del Mondo, possiamo dire con relativa certezza che nessuna delle due finaliste diventerà per caso meritevole di portare in trionfo, per le strade del proprio Paese la Coppa.
E probabilmente il verdetto finale deciderà anche l'assegnazione di un altro trofeo molto ambito, quello del Pallone d'oro che quest'anno, abbinando le valutazioni di giornalisti sportivi, calciatori e tecnici, celebrerà il miglior calciatore della stagione a livello mondiale. A fronteggiarsi sembrano destinati l'olandese Sneijder, trequartista goleador che quest'anno ha anche vinto campionato italiano e Champions League con l'Inter, e il centrocampista del Barcellona, campione di Spagna Xavi, testa pensante e piedi buoni delle Furie rosse. Ma se David Villa riprendesse a segnare gol decisivi, allora potrebbe esserci la sorpresa.

dal sito dell'Osservatore Romano (!).

mercoledì 7 luglio 2010

Uruguay-Olanda ha avuto uno spettatore speciale.

Chi è più o meno giovane ricorda un Milan degli olandesi e forse ha parteggiato per l'Olanda ieri ma c'è stato anche un Milan degli  uruguayani, non non quello di Viudez e Cardacio e degli altri pacchi di Fonseca e Paco Casal, parlo quello di Juan Alberto Schiaffino prima e di Alcides Ghiggia dopo. In realtà Ghiggia più che una bandiera del Milan lo è stato della Roma(di cui è stato anche capitano e ha vinto una Coppa delle Fiere, ad oggi l'unico trofeo internazionale dei giallorossi e dove fu compagno di altri futuri rossoneri come Carletto Galli e Fabio Cudicini), essendo arrivato a Milano ormai 36enne, carico di gloria e di acciacchi, dove ha giocato solo 4 partite senza segnare(ma vincendo comunque uno scudetto, quello del 1962, prodromico alla prima Coppa dei Campioni : era il Milan di Viani e Rocco, Ghezzi e David, Rivera e Trapattoni, Sani e Altafini, Danova e Salvadore, Cesarone Maldini e Barison ma anche quello di Ghiggia e Jimmy Greaves).
Lui è comunque parte della nostra storia(e anche di quella della nazionale italiana avendo fatto un'infelice esperienza come oriundo: corsi e ricorsi storici), lui che nella storia ci è entrato dalla porta principale, quando nel 1950 fu artefice proprio insieme a Pepe Schiaffino del "Maracanazo", la peggiore disfatta della storia del calcio brasiliano nella "finale" non finale (era l'ultima partita di un girone all'italiana in cui al Brasile bastava un pareggio), l'unico insieme a Frank Sinatra e a Giovanni Paolo II a mettere a tacere tutti e 200.000 del Maracanà con un solo gesto. Ala destra, d'attacco, con tanti  assist e pochi gol nei piedi (qui un video dedicato dai tifosi della Roma) ma che proprio in quella partita realizzò il gol decisivo e un assist scambiandosi il favore con il grande Pepe. Proprio quest'anno, proprio il Brasile, ha reso omaggio al grande Alcides, invitandolo a lasciare i calchi dei suoi piedi nella "Hall of Fame" del Maracanà.
Si perchè lui, insieme al portiere Anibal Paz (il più vecchio campione del mondo vivente, classe 1918), è ancora tra noi. Chissà quali ricordi, quali emozioni ha vissuto in questo mondiale. Questo post è una nostra dedica speciale a un campione, anche rossonero, speciale nella speranza che possa leggerlo.
E nella speranza che possa contribuire, in piccola parte a rinverdire la memoria del popolo rossonero.

lunedì 5 luglio 2010

Cultura calcistica.



L'accoglienza riservata dai tifosi Argentini alla propria nazionale, eliminata ai quarti da una Grande Germania per 4-0 dovrebbe far riflettere.
Non solo i denigratori di Maradona che onestamente molto poco possono rimproverare al Grande Diego dato che il mondiale dell'Argentina è stato comunque molto buono , probabilmente il migliore degli ultimi 20 anni, senza avere probabilmente la miglior rosa degli ultimi 20 anni, anzi forse una delle peggiori (si guardi la difesa per esempio ma non solo). Eliminati da una delle migliori nazionali che abbia mai visto, una grandissima Germania. Nel calcio, nelle competizioni a eliminazioni diretta una deve uscire. Gli argentini hanno dimostrato di avere civiltà e cultura calcistica sapendo distinguere un eliminazione comunque più che onorevole da una disfatta, riconoscendo l'onore delle armi a Maradona e alla sua squadra (meno squadra delle Germania ma comunque squadra).
Entonces....que la siguan chupando!

venerdì 2 luglio 2010

Non pervenuto!



Ci può stare tutto, anche lasciare l'unico vero FENOMENO che ha il tuo paese ( ciao Ronnie!) se ritieni che non rientra nel progetto tattico o che la sua presenza possa essere controproducente. Ci può addirittura pure stare che si faccia giocare insieme Felipe Melo e Gilberto Silva, ma non si può dare la maglia numero 10 e la responsabilità di creare a chi creare non sa, a un cavallone stupido, ottuso di testa e quadrato di piedi, che con difesa schierata non ha MAI combinato nulla. Dunga fino a questo mondiale aveva fatto molto bene (una Coppa America e una Confederation Cup vinte, una Bronzo Olimpico: risultati più che positivi) ma ha sbagliato clamorosamente all'appuntamento più importante. Molto più di Lippi. Dunga di campioni a casa ne ha lasciati parecchi (chiedasi per esempio a David Luiz).

domenica 27 giugno 2010

Messi-Ko

La sfida nella sfida.

Goodbye Mr Hair

L'ennesimo fallimento. Sapete l'ultima volta che il signore in questione è riuscito ad arrivare non dico a una finale ma a una semifinale di un trofeo internazionale? Correva l'anno 1995 e la squadra che allenava era il Milan. C'erano ancora Baresi, Tassotti etc... etc... dall'altra parte giocava ancora Rijkaard e Kluivert e Seedorf erano delle giovani promesse di 18 anni. Un'altra era geologica!
Umiliato su tutti i fronti, se avesse un minimo di palle si dimetterebbe ma temo che si appellerà, nonostante le 4 pappine (storico) subite, al gol fantasma non dato dall'arbitro. Patetico come il suo calcio. E pensare che qualcuno l'aveva pronosticato tra le favorite. Io stesso guardando ai tanti talenti del calcio inglese, pensavo che nonostante Capello, potesse essere la volta buona per gli inglesi. Poi ho visto le ultime amichevoli, le convocazioni e il modo in cui ha messo i giocatori in campo e la loro staticità nelle prime due partite e ho capito che non andavano da nessuna parte. Contro la Germania, poi...

Yankees go home!

sabato 26 giugno 2010

MONDIALE E ROSSONERI DINTORNI - DIVIDERE COLPE E RICONOSCERE MERITI (?)

Termina già, in nemmeno due settimane, il Mondiale dei campioni del mondo in carica. Finiamo ultimi, senza vittorie, nel girone sulla carta più facile di tutti. Troppo fresco il ricordo della mia più grande gioia calcistica perché io sia proprio incazzato incazzato con i Lippi, i Cannavaro e compagnia stonante; non ce la faccio proprio a far partire la raffica edulcorata e scontata di improperi. Quattro anni sono un soffio che scivola via senza imbarazzi e titubanze sulle età e gli acciacchi degli eroi di Berlino, ma sono anche un tempo abbastanza sufficiente per costruire un nuovo ciclo, allo stesso tempo alternativo e rispettoso del gruppo storico. L’errore di non lasciar continuare Donadoni a lavorare appare evidente, per questo mi risulta strano che la maggior parte punti il dito solo contro Lippi senza chiamare in causa anche chi lo ha richiamato. La proprietà sta al club come la Figc alla Nazionale, o sbaglio?
Ovviamente io non ero d’accordo con alcune convocazioni di Lippi, lo dissi; parimenti sono certo che anche quest’Italia qui potesse almeno giungere seconda nel girone, quindi l’allenatore ha sbagliato pure nello scegliere la formazione ed il sistema di gioco con gli uomini che aveva a disposizione. Non sono però così sicuro che pur portando i giocatori più citati fra gli esclusi (Cassano, Balotelli, Borriello, Ambrosini,…) avremmo fatto tanta strada in più. L’unico vero “progetto di fenomeno” è per me il numero quarantacinque nerazzurro, ma resta comunque ancora un giocatore non completamente esploso, ha ancora tutto il tempo per farlo ovviamente. Insomma che Lippi non abbia lasciato a casa fenomeni secondo me è vero, ma giocatori più in forma di quelli chiamati sicuramente; giocatori che probabilmente ci avrebbero fatto uscire con maggior onore uno o massimo due turni dopo. Avremmo difeso il titolo  più a lungo ma non avrei visto comunque una Nazionale competitiva ai massimi livelli.
Ritengo vi siano gravi lacune in difesa (portiere compreso) che nessun Bonucci, Bocchetti, Barzagli, Ranocchia o Antonini possano colmare a breve. È infatti un problema qualitativo strutturale difficilmente risolvibile nel giro d’un paio d’anni, specialmente se nessuno dei centrali che ho citato arriverà ad essere titolare in una grande squadra italiana acquisendo così una certa esperienza internazionale necessaria per affrontare manifestazioni come Europei o Mondiali. La vedo dura perché né i non utilizzati né i lasciati a casa, nel reparto difensivo, mi sembrano i Nesta e Cannavaro di un tempo, ma nemmeno un Materazzi qualunque vedo. In porta, visti i malanni di Buffon, avrei preferito non vedere (rectius scoprire) Marchetti “io-ho-tempi-di-reazione-da-mummia” e ho sentito qualcuno fra i miei conoscenti invocare Abbiati, che se però è finito sempre o quasi a fare la riserva di Dida un motivo ci sarà. Ho puntato l'indice sulla difesa perché nelle tre partite le reti le abbiamo fatte, sono tante e stupide quelle che abbiamo subito. Sicuri che una linea Maggio-Bonucci-Chiellini-Antonini con Marchetti in porta avrebbe fatto tanto meglio?
Insomma, secondo me, questa figura di merda se verrà catalogata alla voce “È solo tutta colpa di Lippi gobbo infame” genererà altre figure di merda nel 2012 e 2014; se invece verrà catalogata alla voce “Lippi ci ha messo molto del suo ma il discorso è un po’ più complesso e non è che se Prandelli chiamerà Cassano diventeremo dei fenomeni” allora potremmo forse tornare a fare qualcosa di buono in un futuro prossimo, ma non proprio vicinissimo. Avete proposte per migliorare la qualità, la ricchezza e la visibilità del parco-giocatori selezionabile da un commissario tecnico della Nazionale italiana? Vi piace la strada intrapresa dalla Germania con le naturalizzazioni? Preferireste dei vincoli sul numero di giocatori stranieri da inserire nell’undici titolare delle squadre di club? O credete semplicemente che questo sia solo un momento storico passeggero e casuale da cui si evince che venti anni fa non sono nati i Baresi o Baggio della situazione? Ovviamente accetto anche la risposta: "Questa figura di merda è solo colpa di Lippi che non ha portato Borriello, Cassano e Balotelli". Ne torneremo a parlare, se l’argomento vi interessa. Un saluto a Lippi, in ogni caso fra i tre tecnici nella storia della Nazionale italiana di calcio ad aver vinto un Mondiale. Lo ricorderò per questo, preferisco così.

Il Milan ha finalmente l’allenatore. Allegri è una buona scelta. Livornese, nato l'11 agosto come me, mi sta pure simpatico. Premesso che Leonardo l’avrei riconfermato e premesso che il nostro budget per lo stipendio di un allenatore è sul milione netto e qualcosa, Allegri era il meglio a disposizione dentro i confini del nostro target. Insomma Galli o Tassotti mi avrebbero abbastanza nauseato, così almeno mi posso fantasticare il “gusto della novità”, bisogna accontentarsi di poco in questo periodo. Penso che il tecnico toscano sia una persona intelligente e se – come sembra – la rosa rimarrà sostanzialmente quella della scorsa stagione non giocherà stile-Cagliari perché non abbiamo abbastanza uomini di corsa per farlo. Mi auguro non si cominci quindi con la solita tiritera del perché giocano i soliti noti o del perché siamo sotto-ritmo o del perché prendiamo gli stessi gol e bla bla bla bla; tenersi stretti i senatori sarà l’unico modo per galleggiare senza sprofondare. L’ultimo Ancelotti l’ha fatto fin troppo, Leonardo stava in parte esautorando qualcuno della vecchia guardia ed è stato cacciato via mentre ai suoi due silurati hanno rinnovato il contratto, fate voi e traetene le conseguenze più opportune su come si dovrà comportare Allegri per non fare la fine di un Terim o Tabarez qualsiasi. In bocca al lupo Mister!
Un’altra operazione effettuata in queste due settimane è stata quella Amelia-Storari. Anche in questo caso la premessa è d’obbligo: premesso che nulla cambia di ciò che penso della proprietà e della dirigenza del Milan (e sapete ciò che penso), questa è una buona operazione sotto il profilo economico ed una discreta operazione sotto il profilo tecnico. La plusvalenza piena di 4,5 milioni su un portiere di trentatre anni è buona anche se non è dato sapere se verrà utilizzata per coprire in parte il disavanzo 2010 o se invece sarà utilizzabile per fare mercato. Tutto dipende dalla perdita che Fininvest è disposta a ripianare e se oltre a tale perdita è disposta pure ad investire per il mercato o no. Diciamo che un’indicazione importante potrebbe essere data dal fatto che sembra, e sottolineo sembra, non vi siano cessioni importanti all’orizzonte. Quindi potrebbe accadere che tutto quello che Galliani riuscirà a ricavare in questa sessione di mercato venga reinvestito (questo potrebbe trovare riscontro nel suo “arriva un giocatore se prima ne parte un altro”), e che la perdita di esercizio venga invece ripianata dalla Casa Madre (potrebbero essere una trentina di milioni come anticipato da Ordine, ma io penso sia una stima per difetto). Se non sarà così preparatevi a veder partire anche gente importante senza arrivi eclatanti. Sotto il profilo tecnico a me Amelia è parso sempre sopravvalutato ma non avendo seguito Livorno, Genoa e Palermo con assiduità mi riservo di dargli l’occasione di smentirmi con addosso la maglia rossonera. Per cui non lo boccio in partenza. L’età, 28 anni, gioca a suo favore.
Altre operazioni sono il non riscatto di Mancini ed il rinnovo delle comproprietà di Astori e Paloschi. Sembra pure che in questi due ultimi casi sia stata già stabilità l'entità della cifra necessaria per l'acquisizione dell'altra metà (3,5 e 4,5 milioni). Dunque, Mancini, che abbiamo visto tutti la scorsa stagione (memorabile la rete sbagliata in Milan-Napoli) è un ex esterno  grassoccio e tarchiato che gioca a ritmi da spiaggia, per giunta con uno stipendio da 3,5 netti l'anno. Riscattare e tenersi una roba del genere sarebbe stato da delirio. Speriamo di non avere brutte sorprese tipo un prestito oneroso. Per quanto riguarda Paloschi ed Astori io avrei riportato entrambi a Milano: il primo non rinnovando il contratto ad Inzaghi mentre il secondo, viste le condizioni precarie di Bonera e il punto interrogativo sul trio Kaladze-Onyewu-Yepes, sarebbe stato l'alternativa più utile e, forse, più consistente.
Adamos 8181

mercoledì 23 giugno 2010

La canzone tedesca anti-italiana, le bufale azzurre e le cazzate di Bossi


Riguardo il video "anti-italiano" che sta girando in rete e di cui si è parlato pure ieri sera su Rai Uno, dico solo che secondo me è solo una burla e non è proprio il caso di offenderci. Anzi, i tedeschi per omaggiarci, non solo ci hanno copiato le mozzarelle ma ora le fanno pure azzurre!
Piuttosto Bossi è stato, ancora una volta di più, pietoso. Proprio lui che paga per le corna.
Forza Azzurri!

Ghana-Germania: fratelli contro.



Se non ricordo male è la prima volta almeno in un mondiale.Il segno dei tempi che cambiano. E noi che ci facciamo problemi a convocare Thiago Motta( ma anche Felipe della Fiorentina e Maxi Lopez del Catania tra gli altri). Agli ottavi l'Argentina incontrerà il Messico del centravanti argentino Guille Franco come argentini sono anche Lucas Barrios o Camoranesi (chissà perché per lui quest'eccezione): l'elenco è lungo è coinvolge persino l'autarchissima Corea del Nord.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails