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venerdì 31 ottobre 2014

50 anni di van Basten, Sacchi alla Gazzetta: “Non lo avrei cambiato con nessuno, gio­ca­va con la squa­dra e per la squa­dra



Da Milannews

Anche Arrigo Sacchi, che lo allenato per diversi anni al Milan, ha fatto gli auguri a Marco van Basten per i suoi 50 anni attraverso la Gazzetta dello Sport: “In­tan­to, au­gu­ri a un gran­dis­si­mo gio­ca­to­re e un gran­de in­ten­di­to­re di cal­cio. Chie­si a lui di Snei­j­der e Rob­ben per il Real. Mi fa­ce­va ar­rab­bia­re. Gli di­ce­vo che era me­teo­ro­pa­ti­co, mi chie­se che cosa vo­le­va dire. Ma non lo avrei cam­bia­to con nes­su­no. Al­cu­ni anni fa per i 20 anni dell’era Ber­lu­sco­ni mi disse: ‘Ora ho ca­pi­to quan­ti pro­ble­mi ho crea­to’. E io: ‘Se ti può con­so­la­re, me ne hai ri­sol­ti tanti’. Aveva un ca­rat­te­re biz­zar­ro ma un gran­de ta­len­to. Gio­ca­va con la squa­dra e per la squa­dra, caso raro nei ta­len­ti. All’ini­zio pen­sa­va aves­si­mo l’anel­lo al naso: se aveva male a un dente an­da­va in Olan­da. Gli dissi: ‘Noi era­va­mo cam­pio­ni del mondo quan­do voi an­co­ra era­va­te sott’acqua’. Sa­reb­be un gran­dis­si­mo al­le­na­to­re: in pan­chi­na fa il cal­cio più si­mi­le al mio. La fa­mo­sa frase ‘o Van Ba­sten o io’ non l’ho mai detta. Sono an­da­to via perché lo stress mi uc­ci­de­va e non vo­le­vo la­sciar­ci la pelle. Il primo anno Marco disse qual­co­sa di cri­ti­co sui di me e sui gior­na­li uscì ‘Van Ba­sten con­tro Sac­chi’. La set­ti­ma­na dopo gio­ca­va­mo a Ce­se­na. Non dissi nulla e lo man­dai in pan­chi­na: ‘Visto che sai molto di cal­cio, vieni in pan­chi­na con me’”.

giovedì 30 dicembre 2010

Ancora su Leo


Come sapete Cvd oltre a essere un blog è anche un osservatorio sulla blogosfera milanista in generale. Tra i vari articoli che ho letto questo è uno di quelli che vale la pena di leggere, con molta attenzione. E poi porsi delle domande.

lunedì 27 settembre 2010

La storia si ripete.

Prendo spunto da una discussione nata, per caso, su Screwdrivers per quel che riguarda LE VERE CIFRE degli affari Ibrahimovic e Robinho . Non si tratta di nulla di nuovo e per questo ne approfitto per rinfrescare la memoria a qualcuno.

Da Repubblica, 5 novembre 2002

MILANO - Il caso Lentini è chiuso. Gli imputati sono stati tutti prosciolti per intervenuta prescrizione. La seconda sezione penale del tribunale di Milano, presieduta da Vincenzo Perrozziello, ha infatti archiviato il caso del calciatore Gianluigi Lentini, passato dal Torino al Milan. Un acquisto fatto in parte alla luce del sole, per il resto con un pagamento fuori bilancio: a Gianmauro Borsano, presidente del Torino, andarono infatti, secondo l'accusa, 10 miliardi delle vecchie lire. Soldi mai iscritti in bilancio, dunque in nero. Imputati nel processo il premier Silvio Berlusconi, all'epoca presidente del Milan, Adriano Galliani, amministratore delegato e Massimo Maria Berruti, l'avvocato che perfeziono il contratto di cessione dell'attaccante. Tutti e tre erano accusati di falso in bilancio.

Ma oggi la seconda sezione penale del Tribunale di Milano ha respinto l'eccezione di legittimità costituzionale della legge del falso in bilancio, avanzata, come in altri processi, dal pm Gherardo Colombo. Secondo i giudici infatti né la Corte di Giustizia europea né la Corte Costituzionale possono riscrivere le leggi penali. "I giudici debbono applicare le leggi anche quando possono apparire sgradite o discutibili", ha commentato Ennio Amodio, difensore di Silvio Berlusconi. "L'eccezione dell'accusa - spiega Amodio - mirava a far rivivere il vecchio sistema e a cancellare la nuova legge sul falso in bilancio. Ma la risposta del Tribunale è stata perentoria: spetta al Parlamento legiferare".


Nel contratto ufficiale di acquisto di Lentini depositato alla Lega Calcio si indicava come cifra di pagamento 18 miliardi e mezzo delle vecchie lire. Ma secondo il capo di imputazione altri 10 miliardi sarebbero stati pagati all'allora presidente della società granata Gianmauro Borsano. Circostanza ammessa dallo stesso Borsano e poi verificata attraverso lo svolgimento di rogatorie con la Svizzera. Ricostruiti i passaggi della trattativa, la procura della Repubblica di Milano contestò il reato di falso in bilancio (per Berlusconi e Galliani come amministratori della società rossonera, per Berruti come concorrente esterno). Per quanto riguarda la posizione processuale di Borsano, l'ex presidente del Torino non fu inquisito a Milano, ma a Torino doveva aveva altre pendenze (tra cui la bancarotta) e dove ha poi patteggiato.

Secondo indicrezioni la procura della Repubblica di Milano sarebbe orientata a impugnare la sentenza: questa sezione del tribunale è stata finora l'unica a contrastare la linea dei pm che, nei vari processi che riguardano il premier o persone a lui vicine, avevano finora ottenuto dai collegi giudicanti l'invio degli atti all'Unione Europea con la richiesta di dichiarare la nuova legge italiana contraria ai principi comunitari.






Soldi in nero: patteggiano Gullit, Van Basten e Rijkard(dal Corriere della Sera, 31 gennaio 2002)

L' inchiesta coinvolge anche campioni di rugby, hockey e volley

MILANO - La Procura scatta in contropiede e insacca tre patteggiamenti nel processo al «Milan degli invincibili». Gli avvocati di Marco Van Basten, Ruud Gullit e Frank Rijkard hanno depositato ieri una richiesta di limitare a tre mesi, con la condizionale, la punizione giudiziaria per una frode fiscale. I tre campioni olandesi, che tra gli anni ' 80 e ' 90 regalarono ai tifosi rossoneri un ciclo di vittorie irripetibili, sono imputati di aver ricevuto dal Milan, attraverso complicati passaggi su conti esteri, circa 67 miliardi di lire (oltre 34 milioni di euro), di redditi non dichiarati. Il dribbling fiscale ipotizzato dai pm milanesi avrebbe fruttato 41 miliardi di lire a Van Basten, 18 miliardi a Gullit, 8 miliardi e 300 milioni a Rijkaard. La Procura, con il pm Bruna Albertini, si è già schierata a favore delle richieste di patteggiamento, che prevedono anche una multa di 1.549 euro per ciascuno dei tre ex calciatori. L' accordo tra accusa e difesa dovrà essere ratificato dal giudice Fabio Paparella, che è chiamato anche a decidere se meritino il processo altri 26 imputati, tra cui il manager Adriano Galliani. Il magistrato, ieri, ha rinviato l' udienza all' 11 aprile, motivando la sospensione con l' ormai prossima attuazione della nuova legge sul falso in bilancio, che dovrebbe annullare il reato societario. Ai tre ex calciatori olandesi gli avvocati Fabio Belloni e Bruno Gangemi avevano spiegato che il processo restava tutto da giocare. Van Basten, Rijkaard e Gullit hanno però preferito chiudere subito la partita giudiziaria, per evitare i rischi e le incertezze di un lungo confronto con la Procura. Il patteggiamento non ha ripercussioni dirette sulle vertenze con il fisco, che dipendono dal ministero delle Finanze. L' inchiesta sui soldi in nero ai giocatori era partita nel ' 96 da un blitz a Londra. Nell' ufficio di un avvocato inglese i magistrati di Mani Pulite sequestrano documenti e conti bancari di 64 società «off-shore»: ditte estere, con sede in lontani paradisi fiscali, che per i pm avrebbero funzionato come «tesoreria occulta» del gruppo Fininvest. Tra le carte intestate a due società (News and Sport Time; Sport Image International Limited), compaiono cifre consistenti: tra il ' 91 e il ' 94 quelle due ditte hanno mosso circa 122 miliardi di lire (oltre 60 milioni di euro). I versamenti sono giustificati da contratti per lo «sfruttamento dei diritti d' immagine», ma nelle annotazioni interne si legge una motivazione diversa: «compensi extra-ingaggio». Dopo mesi di lavoro, la Guardia di Finanza ritiene di poter decifrare le sigle che coprirebbero i beneficiari: un elenco di atleti del gruppo Fininvest (calcio, hockey, rugby e pallavolo) indicati con le ultime due lettere del nome e del cognome. «Noio» starebbe per Stefano Eranio, «Anic» per Dejan Savicevic e lo stesso codice varrebbe per Franco Baresi, Paolo Maldini, Jen Pierre Papin, De Napoli, Lentini, Panucci e Tassotti. Sotto inchiesta finiscono così anche i pallavolisti Zorzi, Lucchetta, Bertoli e Galli; l' hockeysta Konder e i rugbysti Dominguez, Pardies, Gomez e Williams. Per la Fininvest, risponde Giancarlo Foscale, presunto beneficiario del conto All Iberian, ritenuto la cassaforte centrale. Galliani deve poi rispondere di altri 57 milioni di dollari utilizzati dal 1992 al 1994, secondo l' accusa, per coprire le perdite del Milan. Per gli atleti, l' ipotesi di reato è la semplice evasione delle tasse. Solo per i tre olandesi, che vinsero due coppe dei Campioni con Sacchi e tre scudetti di fila con Capello, l' intervento di altre due società «off-shore» ha fatto scattare la più grave accusa di frode fiscale. Proprio Van Basten sarebbe al primo posto per i compensi in nero, seguito dall' italiano Stefano Lentini, che in aggiunta ai compensi ufficiali avrebbe ottenuto altri 25 miliardi di lire in nero. Paolo Biondani.
IL MIO COMMENTO: La "coinvidenza" straordinaria è che  nel caso Lentini la cifra pagata in nero è intorno al 40% del totale. Corsi e ricorsi storici. Poi ognuno creda quello che vuole ma davanti a precedenti di questo tipo si deve essere davvero ottusi per continuare a credere a Galliani.

lunedì 10 maggio 2010

Pure Van Basten snobba il Milan

dal sito de "Il Giornale" (bleah)


Milano - Per i molti tifosi rossoneri che speravano di poter vedere il "Cigno di Utrecht" sulla panchina del Milan sarà una pessima notizia: l'olandese ha detto no. "Non posso allenare il Milan. La caviglia non mi permette di stare in campo". Marco Van Basten dunque si tira fuori come candidato per la successione di Leonardo. "Per fare l’allenatore bisogna essere libero di testa e io in questo momento non sto bene".
Il nuovo tecnico "Tassotti? È perfettamente in grado di allenare il Milan e vale anche per altri nomi che ho sentito come quello di Filippo Galli", continua Van Basten oggi in Italia in occasione del VIIPro Am Vialli e Mauro Golf Cup. "Leonardo? Ha fatto benissimo fino adesso. Lo scorso anno il Milan ha venduto tanti giocatori ed è arrivato terzo centrando la qualificazione in Champions League. Secondo me ha fatto benissimo. La sua scelta di lasciare? Questo bisogna chiederlo a lui".
Cosa serve al Milan? Molte cose Secondo Van Basten che ha scritto gran parte della storia recente del Milan ci vuole ancora molto pertornare a vedere i rossoneri protagonisti in Italia e in Europa: "Cosa serve? Dipende da cosa si vuole fare; se si vuole vincere campionato e Champions League bisogna fare molte cose perché non vedo il Milan attuale all’altezza di quello di 20 anni fa". 

IL MIO COMMENTO: Una volta si diceva "infortunio diplomatico". Ironia della sorte proprio quella caviglia maledetta (e benedetta finchè ha retto) , quella che ha impedito a Van Basten di invecchiare sui campi di gioco come i suoi compagni e di regalarci tante altre emozioni, proprio quella caviglia caviglia oggi regala al vecchio Marco la migliore scusa per non prendersi una grana orribile e rischiare di bruciarsi la carriera. Però , neanche tra le righe lo dice: la rosa fa cacare. Caro nano ...
Ma soprattutto, caro Marco. I dribbling sei ancora bravo a farli. 

sabato 8 maggio 2010

Sarebbe un bel gesto...nei confronti del nano

da calciomercato.com

12:21 del 08 maggio
Al Milan si vivono giorni di attesa per il nuovo tecnico, con un possibile colpo di scena.
Leonardo infatti aspetta soltanto l'ufficializzazione del terzo posto per annunciare l'addio e, in caso di qualificazione diretta alla Champions League, potrebbe lasciare la panchina già domani dopo Genoa-Milan.
Galli e Tassotti, la coppia prescelta per la prossima stagione, potrebbero quindi anticipare la loro entrata in scena. Il primo obiettivo del duo sarà quello di svecchiare la rosa.
Marco van Basten resta il grande rivale, ma il suo progetto sembra troppo oneroso per via Turati.
(Corriere dello Sport)


P.s. Auguri Franco per i tuoui 50 anni, ma IL CAPITANO è un altro.

giovedì 18 febbraio 2010

Huntelaar come Van Basten



"Huntelaar deve giocare di più"


Marco Van Basten




"Huntelaar è un gran giocatore e deve giocare"
Ruud Gullit




" "Huntelaar è un giocatore bravo e serio, ha fatto gol ovunque, anche a Madrid si è fatto trovare pronto. Dico ai tifosi del Milan di stare tranquilli, perché Klaas è davvero molto forte""


Ruud Krol




"La classe di Huntelaar è paragonabile a quella di Cruyff, Van Basten e Van Nistelrooy"


Bernd Schuster

giovedì 10 dicembre 2009

Marco Van Basten: la storia del "Cigno di Utrecht"


di Fabrizio Felice Scoglio per Fantagazzetta.com

BERNA, 9 GIUGNO 2008. E’ il minuto 80 di Italia-Olanda, gara d’esordio degli azzurri ad Euro 2008. Van Bronckhorst di testa con la complicità di Zambrotta ha appena depositato in rete il pallone del 3-0 in favore degli orange, è cappotto.
Sulla panchina avversaria siede un personaggio che tanto ha dato al nostro calcio e che forse più di ogni altro sente la partita come un derby. Applaude la propria squadra, sorride con l’aria di chi sa di aver fatto qualcosa di grande, si volta e vede il suo vecchio compagno Donadoni.
Goodbye Italy, stavolta ha vinto Marco.

UTRECHT, 31 OTTOBRE 1964. In una giornata di metà autunno nasce ad Utrecht Marcel Van Basten noto a tutti con il nome “Marco”.
Il piccolo Marco comincia a giocare a sei anni presso la squadra della propria città, l’Elinkwijk.
Nonostante la giovane età si mette subito in mostra per le sue eccellenti doti tecniche e fisiche tanto da ricevere già a quindici anni un’offerta di ingaggio da parte del Feyenoord, trattativa questa però mai concretizzatasi.
A sedici anni debutta con la nazionale giovanile olandese in un torneo di categoria mettendosi in mostra vincendo il torneo con la propria nazionale e segnando in finale tre reti contro l’Italia.
Dopo queste grandi prestazioni che fanno di lui uno dei giovani più ricercati d’Olanda e d’Europa passa a diciassette anni nell’Ajax del mito Johan Cruijff.

AMSTERDAM, 3 APRILE 1982. Non sappiamo se ognuno di noi abbia o no un destino, ciò che è innegabile è che la vita a volte ci riserva coincidenze magiche, proprio come quella del 3 Aprile del 1982, data dell’esordio di Van Basten tra i professionisti.
Dopo essersi regolamente allenato con la prima squadra per tutta la prima stagione, finalmente Marco debutta in una partita ufficiale entrando nel secondo tempo della sfida tra l’Ajax e il Nec Nijmegen.
Van Basten entra in campo al posto di Cruijff, colui che negli anni ’70 ha contribuito più di ogni altro alla creazione del mito dell’Olanda del calcio totale, il grande campione al termine della propria carriera che stringe la mano al giovane di belle speranze pronto a raccoglierne l’eredità.
L’esordio di Van Basten è di quelli che non si dimenticano, sembra giocare con la serenità dei veterani nonostante la giovane età e realizza al debutto subito un gol proprio sotto gli occhi di Cruijff e dell’Olanda intera. E’ nata una stella.

GRONINGEN, DICEMBRE 1986. Il ciclone Van Basten si è abbattuto sui campionati olandesi di metà anni ’80. Dai nove gol realizzati nella stagione 1982-1983 passa ai ventotto in ventisei partite della stagione successiva di cui è capocannoniere.
Van Basten segna con una facilità imbarazzante così l’anno dopo si ripete con ventidue reti e quello dopo ancora con trentasette reti in ventisei partite laureandosi così per la terza volta capocannoniere e vincendo la Scarpa d’oro. 
L’Olanda intera ammira i trionfi nazionali dell’Ajax guidati da questa inarrestabile macchina da gol, da questo giovane campione dotato al tempo stesso di grandissima potenza ed eleganza sopraffina tanto da essere ribattezzato “Il cigno di Utrecht”.
Il volo del cigno però inizia a spezzarsi a causa dei numerosi problemi fisici.
A causa di un’epatite virale è costretto a stare lontano dal terreno di gioco per tre mesi e una volta tornato in campo durante un Groningen-Ajax la caviglia destra fa crack dopo un contrasto con un avversario costringendo Van Basten a farsi operare in Svizzera.
E’ un’annata maledetta a causa dei guai fisici quella del 1986-1987, a Groningen inizia il calvario del campione con le caviglia di cristallo ma il Milan decide di acquistarlo lo stesso per la stagione successiva e si sfrega le mani quando nella finale di Coppa delle Coppe tra Ajax e Lokomotive Lipsia Van Basten torna in campo e segna il gol che regala agli olandesi la coppa.
Oltre al prestigioso successo europeo Van Basten chiude la sua ultima stagione in Olanda con il titolo di capocannoniere per la quarta volta di fila nonostante i guai fisici, ma questo oramai non fa più notizia, al cigno spetta il compito di volare su un campionato di altro spessore: la Serie A.

NAPOLI, 1 MAGGIO 1988. Dopo essere arrivato al Milan per meno di due miliardi di lire, Van Basten debutta in Italia andando subito in rete sia all’esordio in Coppa Italia contro il Bari che in Campionato contro il Pisa ma i guai fisici non lo abbandonano ed è costretto ad operarsi nuovamente alla caviglia – questa volta la sinistra – restando così fermo per infortunio per ben sei mesi.
La stagione di Van Basten è compromessa ma riesce a tornare in campo per il rush finale del Campionato con il Milan alla rincorsa del Napoli.
A Napoli il Milan riesce ad espugnare il San Paolo grazie alla doppietta di Virdis e alla rete proprio di Van Basten, nello stadio di Maradona guida i suoi compagni a una vittoria storica che regala l’undicesimo scudetto ai rossoneri e il primo a Van Basten nella sua stagione d’esordio.
E’ l’inizio di un’era.

MONACO, 25 GIUGNO 1988. Dopo la vittoria dello scudetto Van Basten insieme al collega di club Ruud Gullit si presenta al ritiro della nazionale olandese per disputare il suo primo grande torneo per nazionali (nel 1986 l’Olanda non si era qualificata ai Mondiali).
Dopo la sconfitta per 0-1 contro l’Unione Sovietica nella gara d’esordio, l’Olanda strapazza l’Inghilterra per 3-1 grazie a una tripletta di Van Basten che si porta così subito al comando nella classifica dei capocannonieri e la successiva vittoria contro l’Irlanda permette agli olandesi di qualificarsi per le semifinali.
In semifinale l’Olanda sfida la Germania Ovest padrone di casa e dopo essere passata in svantaggio a causa della rete di Matthaus, Koeman al 74’ e proprio Van Basten a due minuti dal novantesimo regalano all’Olanda la storica finale.
In finale l’Olanda ritrova l’Unione Sovietica ma questa volta le cose vanno diversamente.
Monaco di Baviera si tinge di rossonero grazie alla rete di Gullit al 32’ e il gol del definitivo 2-0 arriva al 54’ con ancora Van Basten che si laurea così capocannoniere della competizione.
Il gol di Van Basten nella finale dell’Europeo è rimasto nella storia del calcio per la sua bellezza, quel pallone che scende dal cielo e che viene calciato in rete al volo da posizione impossibile è una dimostrazione di tecnica, coordinazione, potenza e fantasia che rimarrà per sempre impresso tra le perle del calcio mondiale.
E’ il trionfo dell’Olanda, è il trionfo del cigno.

TOKIO, 9 DICEMBRE 1990. La stagione successiva al primo scudetto e al titolo europeo è quella che vede il Milan ritornare in Coppa dei Campioni dopo ben nove anni di assenza.
Il talento di Van Basten manda in tilt le difese di Italia e di Europa, il malcapitato Vitocha Sofia subisce quattro reti da Van basten nel ritorno dei secidesimi di finale, la Stella Rossa e il Real Madrid sono spremute dal Milan e da Van Basten.
Durante la stagione Marco riceve il suo primo pallone d’oro e segna ben trentadue reti tra campionato e coppe e a Maggio grazie a una sua doppietta in finale contro lo Steaua Bucarest il Milan è sul tetto d’Europa.
Van Basten si ripete contro il Barcellona contribuendo così alla vittoria rossonera in Supercoppa Europea e a Dicembre dopo il successo in Coppa Intercontinentale ai supplementari contro l’Atletico N. Medellin Van Basten riceve il secondo pallone d’oro consecutivo. 
All’inizio della stagione 1989-1990 Van Basten viene nuovamente operato, questa volta al menisco, stando così fuori per due mesi.
Nonostante l’infortunio Van Basten con i suoi diciannove gol è capocannoniere del campionato ma lo scudetto è vinto dal Napoli.
In Europa a dettare legge è però ancora il Milan. Van Basten segna contro Real Madrid, Malines, Bayern Monaco e fa sì che la sua squadra arrivi a giocarsi a Vienna la seconda finale di fila, questa volta contro il Benefica. 
Il Milan vince per 1-0 grazie a una rete di Rijkaard su apertura di prima intenzione di Van Basten, il Milan è ancora campione d’Europa.
Dopo il successo in Coppa Campioni arrivano anche i successi in Supercoppa Europea e Coppa Intercontinentale contro l’Olimpia Asunciòn in cui Van Basten stranamente non segna ma “si limita” a contribuire alla realizzazione del secondo e del terzo gol.
Con la vittoria di Tokio in Coppa Intercontinentale si chiude il ciclo magico di Arrigo Sacchi sulla panchina del Milan, tre anni di successi, di bel gioco e di dominio: il Milan è nella leggenda.

MILANO, 25 NOVEMBRE 1992. Nell’estate del 1991 è Capello a subentrare in panchina al posto di Sacchi. 
La prima stagione dell’era Capello si conclude con la vittoria dello scudetto e il titolo di capocannoniere di Van Basten con ben venticinque reti; impressionante la sua tripletta contro l’Atalanta nell’arco di soli sei minuti. Come dire, gli allenatori cambiano ma i gol di Van Basten restano.
Nel Novembre del 1992 Van Basten è all’apice della carriera, a ventotto anni è nel pieno della maturità e dopo il poker di reti rifilato al Napoli al San Paolo e al Goteborg in Coppa Campioni, riceve il terzo Pallone d’oro della carriera. 
Solo Michel Platini e Johann Cruijff (sì, proprio colui che il giovane Marco aveva sostituito dieci anni prima) erano riusciti in tale impresa. Marco Van Basten è nell’olimpo del calcio.

ANCONA, 9 MAGGIO 1993. Si sa, le storie che regalano lo sport sono stupende, sono terribilmente dolci e amare al tempo stesso.
Pochi giorni dopo la vittoria del terzo pallone d’oro Van Basten si reca a St.Moritz per farsi operare ed è costretto a stare fuori per quattro mesi e mezzi.
Rientra a fine Aprile nella trasferta di Udine e una settimana dopo ad Ancora realizza il suo ultimo gol della carriera ad Alessandro Nista, lo stesso a cui aveva segnato il suo primo gol in Serie A.
Pochi giorni dopo nonostante una caviglia a pezzi Van Basten scende in campo nella sfortunata finale di Coppa Campioni contro l’Olympique Marsiglia ma non riesce a segnare a causa delle sue precarie condizioni fisiche.
Segue il quarto intervento chirurgico alla caviglia e due anni di calvario in cui cerca di tornare in campo senza riuscirci così nell’estate del 1995 a soli trent’anni Van Basten ufficializza il suo addio al calcio a due anni dall’ultima sua apparizione.

Si chiude così la bellissima carriera del “Cigno di Utrecht”, una carriera fatta di gol, gioie, infortuni e successi senza essere andato mai fuori dalle righe.
Marco Van Basten è stato uno di quei giocatori che fanno bene al calcio, uno di quei campioni che fanno della sportività la base della propria carriera. Mai un eccesso, mai una dichiarazione fuori dalle righe, solo calcio. E gol.
Un fuoriclasse assoluto come lui manca prima ancora che al nostro calcio a milioni di cuori sportivi italiani, milanisti e non. In tutti noi Van Basten resta e resterà nella nostra testa e nella nostra anima, è e sarà un pensiero, un ricordo, una voglia di emozionarsi ancora. Per sempre.

Grazie Marco

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